Visita dei sovrani di Giordania in Francia, ieri ricevuti all’Eliseo dai Macron. Con cortesia veramente degna di una regina la bellissima Rania si è vestita in modo tale da essere sicura di far fare un figurone a Brigitte.
La première dame va sul sicuro col colore nazionale, le bleu, per il completo semplice e rigoroso: pencil skirt dalla lunghezza perfetta, che esalta le belle gambe molto più di una mini, più camicia con superfluo falpalà che però scompare davanti all’incredibile mise della regina. Completo in pelle – spero ecologica, che l’idea che possano pure avere ammazzato qualche creatura per realizzare sta roba è insopportabile – nero come la notte. Giacchino avvitato, con maniche dal polsino smisurato che arriva quasi alle dita, più gonna; un’orgiastica plissettatura effetto fisarmonica disarticolata cui, temendo che sembrasse troppo semplice, è stata aggiunta anche una sottogonna di pizzo. Un incubo. Considerando che è stata recentemente accusata di essere la royal lady più spendacciona – primato che le è stato però strappato da Meghan – non sarebbe una cattiva idea provare a cambiare stylist. Vorrà mica ritrovarsi davanti Enzo e Carlo che le urlano Your Majesty, ma come si veste?
Foto del giorno
La foto del giorno – 29 marzo
Vi vedo sapete, mentre fra voi e voi vi chiedete, va bene Windsor, ok Westminster Abbey, ma il BIG BEN? Niente, il Big Ben da un po’ è muto e celato alla vista dei più, avvolto in un’imbracatura a causa dei lavori di restauro, che andranno avanti ancora per un paio d’anni. Quando tornerà a pavoneggiarsi nelle acque del Tamigi e a scandire le ore (anzi, i quarti d’ora) della capitale ci sarà una sorpresa, che Lady Violet vi svela in anteprima, sennò che giriamo a fare per il mondo?
Dunque dimenticate il vecchio quadrante bianco e nero, l’orologio restaurato sarà così: lancette e ore in blu e i sei scudi sovrastanti – ci sono anche ora, ma dipinti in oro e nero sono poco visibili – nei colori della bandiera inglese, croce rossa in campo bianco.
Non di novità si tratta, ma di ripristino, in quanto questo era l’aspetto originario voluto da Sir Charles Barry, l’architetto che progettò Parlamento e torre negli anni ’40 dell’Ottocento. Il nome Big Ben in origine era il nomignolo affibbiato alla campana principale, la torre, nota genericamente come Clock Tower, è stata ribattezzata Elizabeth Tower in occasione del giubileo di diamante di Her Majesty. Per cui vorrei proporre di ribattezzare il tutto Big Beth. Ma magari eviterei il referendum.
(L’immagine con l’elaborazione del progetto è della BBC)
La foto del giorno – 28 marzo
…e alla fine Cenerentola Violet arrivò al castello…
sappiatelo, me lo sposo davvero un principe se devo venire qua un’altra volta, che almeno mi porta in macchina e mi evita la faticaccia che ho fatto oggi.
Per raggiungere Windsor da Londra bisogna prendere il treno: da Paddington un viaggio di circa tre quarti d’ora con un cambio, da Victoria invece un’oretta, sempre con un cambio. Per cui dopo aver incontrato una deliziosa amica per un caffè, ed essere passata da Liberty per una spesetta, decido che è ora di partire fermandomi prima un attimo in albergo. Detto fatto prendo un bus ma mi distraggo, perdo la mia fermata e mi ritrovo oltre il ponte di Westmister. Cammino un po’ alla ricerca di un bus che torni indietro, senza trovarne. Finalmente becco un taxi, e temendo che si faccia troppo tardi opto per andare direttamente in stazione. Victoria o Paddington? Tra una grande regina e un orso di peluche con l’impermeabile secondo voi cosa ho scelto? Victoria, of course. Per carità non mi imitate. Indicazioni confuse, addetto all’information desk dall’accento incomprensibile, bigliettaia in preda ad attacco di riso irrefrenabile. Anyway alla fine parto, cambio a Clepham Junction; da notare l’abbondanza di luoghi che si chiamano qualcosa Junction, se non state attenti vi ritrovate a Catanzaro Junction. Uscendo dalla stazione nel grazioso paesino il castello è lì, austero e imponente, e si raggiunge con una bella passeggiata. In salita. Sotto il sole. Il racconto della visita sarà oggetto di un altro post (due, in effetti). Per ora sappiate che quando, stanca e accaldata (che è un modo elegante per dire che sembravo reduce dalla raccolta dei pomodori) ho ripreso il treno, ho scoperto che una linea diretta c’è, e parte dalla stazione Waterloo.
Ricapitolando, se vi salta il ghiribizzo di andare a trovare Her Majesty a Windsor, ricordare di prendere il treno diretto da Waterloo (55 minuti) o da Paddington (45 minuti, con cambio a Slough). Indossate scarpe comode, e soprattutto allenatevi prima con un po’ di trekking.
La foto del giorno – 27 marzo
Ecco la foto del giorno, anzi della sera.
Scattata al volo, placcando un taxi che mi portasse a teatro (Tom Hiddelston che recita Harold Pinter, mica pifferi). C’è l’abbazia, e il parlamento, e il bus a due piani, e pure la cabina del telefono, tutto l’immaginario londinese. E c’è l’attesa, to brexit or not to brexit?
Nel frattempo la povera Theresa ha offerto la sua testa in cambio di un voto favorevole. Sarò influenzata dalla ieratica presenza dell’abbazia, ma io non disdegnerei una bella novena a Santa Rita, la santa degli impossibili, hai visto mai?
La foto del giorno – 26 marzo
Continua il viaggio in Europa della coppia presidenziale cinese, che tra Italia e Francia s’è fermata anche a Monaco per un po’ di shopping. Di che tipo non saprei, ma direi ottimo e abbondante se a riceverli oltre ai principi sovrani c’erano anche entrambe le sorelle di lui, in antagonistico bianco rispetto alla funerea Charlène, che ha ricevuto gli ospiti tenendosi pure gli occhiali da sole (il suo completo nero, naturalmente, è Akris, l’unica maison couture che non indovina mai la taglia della cliente).
Coinvolti brevemente anche i due gemellini quattrenni: Jacques coi pantaloni troppo lunghi che finiscono per accartocciarsi sulle scarpe, proprio come li porta papà, Gabriella vezzosa in rosso, con calze nere che spuntano dall’inutile sottogonna di tulle; vestita da can can in omaggio alla Belle Epoque? Calligrafica in bianco e nero, e assolutamente estasiata Madame Peng, che come tutti i comunisti doc ama i bambini in tutte le salse; infatti ha proprio l’espressione di chi pensa che sarebbero perfetti con un po’ di salsa di soia.
La foto del giorno – 25 marzo
Ladies&Gentlemen, sedetevi e gustate la foto del giorno che è davvero storica.
Il Principe di Galles, il futuro re del regno Unito, accompagnato dalla moglie, è a Cuba.
Charles e Camilla sono i primi della Royal Family (e non solo) a calpestare il suolo dell’isola, che notoriamente da alcuni decenni non è esattamente una meta royal. A quanto risulta a Lady Violet, nel 1999 i sovrani di Spagna Juan Carlos e Sofía volarono all’Avana per partecipare alla Cumbre Iberoamericana, ma l’allora Presidente del Governo José María Aznar vietò loro di trasformare l’occasione in visita ufficiale. El Rey emerito tornò a Cuba per i funerali di Castro il 3 dicembre 2016, unica testa coronata, nell’assenza generale di leader politici mondiali.
Da oggi dunque (o meglio da ieri considerando il fuso orario) oltre alla sua regina, la palma real, e al suo re, il sigaro avana, Cuba può vantare la presenza ufficiale di reali veri, qui ritratti davanti José Martí Memorial, con la gloriosa silhouette del Che sullo sfondo. E tanto per cambiare, i britannici hanno battuto sul tempo tutti gli altri, a partire dai Granduchi del Lussemburgo, considerando che Maria Teresa all’Avana – più precisamente a Marianao – ci è nata.
Your Royal Highness, hasta el trono siempre!
La foto del giorno – 24 marzo
Il re di Thailandia Vajiralongkorn Rama X, abbagliante in una uniforme candida e troppo stretta – che lo avvicina pericolosamente a Albert de Monaco – ha guidato a Bangkok una cerimonia che avviene tre volte l’anno.
All’inizio di ognuna delle tre stagioni che si alternano nel paese: Inverno (Novembre/Febbraio), Estate (Marzo/Giugno) e stagione delle piogge (Luglio/Ottobre) il sovrano va in processione al Wat Phra Kaew, il Tempio del Buddha di Smeraldo, il più importante degli edifici sacri nel complesso del Grand Palace al centro della capitale. La cerimonia prevede che il re, e il re soltanto, a ogni cambio di stagione cambi il vestito che ricopre la statua del Buddha. Ogni costume – un mantello d’oro massiccio per l’inverno, un insieme di bande d’oro incrostate di diamanti per l’estate e l’abito tipico del monaco buddhista con una spalla scoperta, realizzato sempre in oro, per la stagione delle piogge – ha un valore di circa quattro milioni di dollari. La cerimonia inizia con una processione di monaci e dignitari, col re protetto dalla sua guardia, e i devoti lungo il percorso che vengono spruzzati di acqua per assicurare protezione e fortuna.
Nonostante il nome, il Buddha protagonista di questo rito non è di smeraldo ma scolpito in un unico pezzo di giada verde, ed esposto alla venerazione su un alto trono in stile thai, di legno di tek inciso a mano, detto busabok. Le origini della statua sono assai controverse, avvolti nel mistero data e luogo in cui fu realizzata; fu rinvenuta tra il 1391 e il 1434 in uno stupa (edificio devozionale buddhista) a Chiang Rai, attirando immediatamente l’attenzione del re siamese dell’epoca. Considerato un potente talismano è il palladio (simulacro di protezione) della dinastia Chakri, simbolo della nazione e del sovrano.
Se a questo punto vi siete incuriositi, e volte vedere i tre differenti abiti, eccoli qui
La foto del giorno – 23 marzo
Oggi è il compleanno della principessa Eugenie-Mrs. Brooksbank, che compie 29 anni. Due giorni fa la fanciulla, con babbo Andrew e marito Jack al suo primo impegno da royal-parente, ha visitato il Royal National Orthopaedic Hospital, di cui è appena diventata patronessa.
È questo l’ospedale dove a dodici anni fu operata per una grave scoliosi, e scommetto che ricordate tutti la lunga cicatrice sulla schiena orgogliosamente messa in risalto dallo splendido abito da sposa. Forte della sua esperienza Eugenie ha saputo trovare le parole giuste per dare forza ai pazienti ricoverati, soprattutto i più piccoli, e alla fine c’è stata anche una sorpresa: ha incontrato una delle infermiere che si prese cura di lei bambina, e le due si sono salutate con grande affetto. Guardandola, vedendo come entra in relazione con le persone, confesso di aver pensato che se la Royal Family avesse proprio bisogno della boccata d’aria fresca evocata tutte le volte che in famiglia entra qualche nuovo elemento, non ha bisogno di cercare lontano. Poi magari sul look bambolina – abitino di tweed color crema, scarpette da Minnie e cerchietto in testa a (dis)ordinare i capelli – si può lavorare, ma in fondo è o non è una caratteristica delle reali per nascita quella di non azzeccare sempre la mise? Her Majesty a parte, of course.
Anyway, happy birthday!
La foto del giorno – 22 marzo
Nell’attesa delle immagini della cena di gala offerta al Quirinale dal Presidente Mattarella all’ospite cinese Xi Jinping godiamoci il primo incontro tra le due prime signore, la first lady Peng Liyuan e la first daughter Laura Mattarella.
Prima che il marito diventasse presidente, Peng era già famosissima in patria, un soprano che si esibiva in tutte le occasioni più importanti. Ora con la stessa impeccabile efficacia interpreta il ruolo di première dame; molto bella e molto elegante, le mise che definiscono il suo stile sono create da Ma Ke, designer abilissima nel reinterpretare la tradizione cinese in linguaggi contemporanei. Se le linee pulite e grafiche dei suoi sono spesso efficaci, lo stesso non si può dire dei colori: abbandonando le tinte brillanti – il rosso delle lacche, il blu delle porcellane Ming, il giallo riservato all’Imperatore – in favore delle palette neutre, il risultato non mi convince sempre.
Invece madame Peng deve proprio amare il greige dell’abito di oggi, che ha indossato (il colore, non l’abito) anche in precedenza, ad esempio per incontrare la Reina Letizia; che vi devo dire, non solo non mi sembra che esalti troppo il suo incarnato ma, forse anche a causa dell’imperscrutabile mimica orientale, mi ha ricordato i guerrieri di terracotta del Primo Imperatore, Quin Shi Huangdi.
Mettendo da parte il riferimento archeologico, e se è vero che l’eleganza è nei dettagli, Peng è imbattibile: perfetto il portamento, perfette borsa e scarpe, applausi per i guanti. E mi perdonerà l’impudenza, perfetto anche l’underware – che da come è impettita madame dev’essere una specie di armatura – di cui però non si coglie neanche la più piccola traccia, chapeau! Meno perfetta ma molto gradevole la nostra Laura, che mi sembra stia trovando un suo stile convincente: bello il tailleur, banalino il top nero, ma la gonna è troppo corta per occasione ed età (e pure per moda, non si porta più!). E poi che cos’è quella borsetta appesa alla mano?
La foto del giorno – 21 marzo
Tra le foto del giorno c’è stato di tutto: membri di ogni famiglia reale, eventi vari numerosi e diversi, mise da sogno e da incubo, mamme in dolce attesa e pupetti sorridenti; ma qualcosa ancora manca, ad esempio un flash mob.
Detto, fatto, ecco un bel flash mob! I sovrani lussemburghesi posano con cartelli che rimandano a Stand Speak Rise Up, un forum sugli stupri nelle aree di conflitto organizzato proprio da Maria Teresa il 26 e 27 marzo nel granducato. Lei compresa nel suo ruolo col bel viso accigliato, lui con faccia di circostanza e quell’aria che hanno molti mariti coinvolti dalle mogli nelle loro iniziative. Con i cinque figli ormai grandi mi sembra che la granduchessa si stia impegnando molto nelle cause umanitarie, il che è comunque sempre un bene, quindi bravi e in bocca al lupo.