Le nozze di Louis e Marie

Ci hanno fatto aspettare a lungo ma alla fine ecco le foto! louis marie civil weddingIl modello dell’abito per le nozze civili – una tuta, in verità – lo avevamo conosciuto grazie al bozzetto, questo è il suo aspetto dal vero. Certo non è che si veda tanto, non si possono valutare né l’aspetto generale né il fitting, ma basandomi su questa sola immagine non mi dispiace. Magari è una mise adatta più a un party che a un matrimonio, però per una cerimonia civile, molto riservata, in piena estate, per una ragazza giovane dalla bellezza esotica è una scelta insolita e interessante.

Finalmente oggi pomeriggio il matrimonio nella Cattedrale del Principato; un omaggio che Louis ha voluto espressamente in memoria del nonno, morto quando lui era ancora piccolo, che proprio qui sposò la sua principessa. louis marie wedding carLa sposa è arrivata a bordo di un’auto d’epoca, seduta da sola sul sedile posteriore. Francamente avrei evitato la decorazione floreale sul parafango e soprattutto quei due fiocchi che decorano mosciamente le maniglie. louis marie wedding 3Belli e molto innamorati gli sposi, niente di che l’abito di Marie: il solito modello in pizzo con gonna ampia, con l’aggravante di un corpino che schiaccia il già esile décolleté. louis marie wedding 2I capelli spettinati che sbucano alla rinfusa da sotto al velo non li commento neanche, sapete già come la penso. Ma poi, con queste temperature, non fanno ancora più caldo?

Tutti insieme appassionatamente sulle scale della chiesa: commovente la mamma dello sposo vestita da signora, abito al ginocchio e filo di perle. Pessima invece l’attuale moglie del padre dello sposo; fossi stata in lei avrei fatto un passo indietro, soprattutto se abbigliata da hostess di una linea area secondaria. louis marie weddingBrutti gli abiti delle damigelle, il colore è veramente inguardabile. Sorridenti alle spalle degli sposi gli zii di lui: c’è Albert e Caroline accanto a lui, con pamela monstre; non c’è Charlène, che ha brillato per assenza praticamente a tutti i matrimoni dei nipoti acquisiti. D’altronde è comparsa ieri sera al Gala de la Croix Rouge, sia mai prendiamo il vizio di vederla troppo. Pamele enormi anche per le due nuore di Caroline, Tatiana e Beatrice, che con un movimento repentino rischia di accecare l’incolpevole Alexandra; le vedete in alto a sinistra, mentre sempre a sinistra, subito dietro le damigelle, ci sono gli altri sposi dell’anno: Dimitri e Charlotte, in abito corto a pois. L’impressione generale è quella di un matrimonio certo non particolarmente principesco, ma allegro e sentito. Però una domanda è inevitabile: chi, e perché, ha ammassato così sui gradini lo strascico e il velo, con l’effetto di una meringa spiaccicata?

Ci siamo?

Beatrice è l’unica tra i sei nipoti adulti di Sua Maestà a non essere ancora sposata (i figli dei Wessex sono ancora troppo giovani: Louise ha 15 anni e James solo 11) e da quando al suo fianco è apparso l’imprenditore anglo-italiano Edoardo Mapelli Mozzi, lo scorso autunno, in molti si aspettano il lieto fine. A partire da Lady Violet. bea & edoNon c’è (ancora) alcuna notizia ufficiale, ma un indizio importante sì, anche se non viene da Palazzo. Il Daily Mail ci informa che i bookmakers hanno sospeso le scommesse sull’annuncio del fidanzamento entro l’anno: questo di solito accade quando il volume delle puntate aumenta in maniera sensibile, lasciando pensare a una fuga di notizie.

I due si mostrano sempre più innamorati, e qualche giorno fa è stato notato al polso della principessa un braccialetto con una E, quella di Edoardo, of course. Tra due settimane esatte, l’otto agosto, Bea compirà 31 anni, e vedremo come li festeggerà; noi restiamo in trepidante attesa, che di royal wedding non ce n’è mai abbastanza!

La foto del giorno – 24 luglio

Con l’incarico ricevuto da Her Majesty, Boris Johnson è il nuovo Prime Minister del Regno Unito. L’incontro è avvenuto come da tradizione nella Audience Room di Buckingham Palace; i piani della sovrana prevedevano il trasferimento a Balmoral già la scorsa settimana, rinviato proprio per la delicata situazione politica. Considerando però il palazzo londinese è aperto al pubblico da sabato scorso, la regina si è spostata a Windsor, dove è rientrata immediatamente dopo il conferimento dell’incarico. the queen borisImpeccabile as usual, the Queen era in azzurro con una spilla che non sembra avere un particolare significato: formata da diamanti e perle su un disegno ovaleggiante che rimanda all’Art Déco, è stata indossata la prima volta nel 2016, il che fa pensare possa trattarsi di un regalo per i novant’anni appena compiuti. Non avendo altri spunti – l’abito di Johnson è piuttosto brutto, e in genere tutto il suo aspetto conferma la sua fama di scarsa eleganza, e sono stata buona – l’attenzione dei più si è rivolta al ventilatore piazzato accanto al camino; un Dyson, notoriamente piuttosto costoso ma anche efficace. Il minimo, per questa povera donna costretta ad andare avanti e indietro nel mezzo di un’ondata di caldo africano molto poco britannico (e va ricordata in altri casi la presenza di una stufetta elettrica, che Sua Maestà non spreca i soldi dei contribuenti in costosi sistemi di regolazione della temperatura di Palazzo).

L’attenzione di Lady Violet è stata invece attratta dal quadro seminascosto dal Primo Ministro: si tratta di un Canaletto, e più precisamente London: The Thames from Somerset House Terrace towards the City. Il pittore veneziano lo dipinse negli anni 1750/51 in pendant con un altro, che mostra il panorama del Tamigi nella prospettiva inversa (London: The Thames from Somerset House Terrace towards Westminster). Anche quest’ultimo fa parte del Royal Collection Trust, e viene esposto alternandolo col primo. Lo prendiamo come un augurio: alle spalle di Johnson c’è qualcosa che vale.

Un weekend monegasco

Come sempre durante l’estate i riflettori si accendono sul Principato, ma il weekend che ci aspetta è particolarmente ricco.

Si comincia venerdì sera col tradizionale Gala de la Croix Rouge; ai tempi di Grace era senza dubbio l’evento clou della stagione  e ha sempre il suo fascino, anche se l’allure dei tempi d’oro s’è offuscata parecchio.

gala croix rouge 1982

1982, l’ultimo ballo con Grace

È una delle occasioni cui Charlène non può sottrarsi, ed è anche una delle occasioni in cui abbandona Akris in favore di maison più blasonate, condizione necessaria ma non sufficiente a garantire il risultato; l’anno scorso, ad esempio, Atelier Versace la riempì di squame (ecco il post Breaking news! Le prime immagini del Bal de la Croix Rouge a Montecarlo ).

louis marie

(Ph. Marc Piasecki/WireImage)

Sabato la scena si sposta sulla rocca, per le nozze del primo figlio, e unico maschio, della principessa Stéphanie: Louis Ducruet impalmerà la fidanzata Marie Chevallier con una doppia cerimonia, civile e religiosa. L’esotica fanciulla ha conquistato il cuore dell’innamoratissimo Louis, ma finora le mise che le abbiamo visto indosso non sono state proprio entusiasmanti, per dir così, dunque c’è una certa curiosità per il suo abito (o meglio gli abiti) da sposa, con un piccolo colpo di scena. Nell’intervista prenuziale rilasciata a HelloMonaco (magazine e relativo sito a me finora sconosciuti, che non credo siano parte della grande famiglia di Hello ¡Hola! e riviste sorelle, anche se ne ho scoperto l’esistenza proprio sulla rivista spagnola) lo sposo ha rivelato parte del segreto più segreto di ogni matrimonio: l’abito della sposa, appunto.

Di cui resta naturalmente da scoprire il modello, ma conosciamo la creatrice: Mademoiselle Pauline Ducruet, stilista alle prime armi e sorella di (anche figlia di e nipote di, ma qui non è importante). E dopo aver assegnato a una delle future cognate l’incarico principale, Marie ha assoldato l’altra, Camille, tra le sue damigelle. Insomma, non avrà la leggendaria bellezza di nonna Grace né lo stile ultrachic di zia Caroline, ma la futura Madame Ducruet dimostra di essere già una donna di mondo.

 

P.S. In questi giorni Albert II è in Sudafrica (meta del viaggio che faranno in autunno i Duchi di Sussex) e ha partecipato ai Rhino Conservations Award, per la protezione del rinoceronte (attività in cui Harry è molto impegnato, ma con un’altra organizzazione). Albe’ mo non ti ci mettere pure tu eh.

C’è un altro compleanno!

Strana cosa il destino. Ti accade di nascere figlio di principe e nipote di regina, e per anni sei tu la star della giornata. Ma poi, undici anni dopo di te, accade che nasca un altro royal baby, e siccome lui è pronipote di un’altra regina, nipote di un futuro re, figlio di un futuro re, futuro re lui stesso, attira tutta l’attenzione su di sé. E di te, che in fondo sei solo il figlio cadetto di un figlio cadetto di una monarchia forse un po’ cadetta pure lei, non importa più niente a nessuno. Ma non a Lady Violet, a sua volta figlia cadetta, che per i cadetti ha una simpatia speciale. felix 17E dunque buon diciassettesimo compleanno a te, Felix Henrik Valdemar Christian, principe di Danimarca, conte di Monpezat. Buon compleanno Principe Felice, sia il tuo cuore sempre splendente come il tuo sorriso.

Happy birthday George!

Una fotografia inedita è stata postata con gli auguri al piccolo principe dall’account twitter di The Army in London. prince-william-and-the-kids-at-the-polo-zCon George ci sono babbo William – che tiene in braccio un Louis dal fiero cipiglio, serissimo e imbronciato – e l’adorabile Charlotte assai interessata a Domhnall, il levriero irlandese mascotte delle Irish Guard.

La foto è stata scattata al recente incontro di polo che ha visto William e Harry fronteggiarsi ciascuno in una squadra, e le famiglie Cambridge e Sussex al completo a godersi una giornata all’aperto ( Quattro piccoli Windsor ).

Nel frattempo la stampa britannica ci informa che la bisnonna Elizabeth, che George chiama gan-gan, è solita lasciare al pronipotino dei regalini in fondo al letto, quando capita che dorma da lei. E ora sappiamo anche che lo zio preferito del principino non è Harry ma Mike Tindall, marito di zia Zara, simpatico e un po’ matto.

A proposito di compleanni…

Il 15 ottobre prossimo Sarah Duchessa di York compirà sessant’anni, e già si rincorrono le voci di un party favoloso, ricchissimo di glamour e affollatissimo di vip. Forse per prepararsi all’evento, la duchessa ieri era a Capri dove ha partecipato alla festa per i sessanta di un vecchio amico, il miliardario canadese Lawrence Stroll. Festa a tema, in stile Grande Gatsby. sarah charlestonE Sarah si è diligentemente vestita da Zelda: abito nero variamente frangiato, nastrino di passamaneria sulla fronte a trattenere gli sciolti capelli infuocati, lungo bocchino nero tenuto tra le mani guantate – guanti oltre il gomito eh – insieme alla clutch. Ma le infradito sono un omaggio ai famosi sandali capresi? sarah charleston 2Sarah ha il raro dono di sembrare sempre allegramente improbabile, che sia vestita Chanel (ma chi ce l’ha vista mai?) o charleston. Però diciamocelo, il party si è svolto a Villa Lysis dunque poteva andare anche peggio, poteva essere in stile Fasti di Tiberio. A questo punto però il dubbio mi assale: la sua sarà ispirata all’Inghilterra dei Tudor?

Piccole principesse crescono

Veramente a vista d’occhio crescono le principesse olandesi, ritratte con i genitori nella tradizionale sessione fotografica estiva, davanti al palazzo Huis ten Bosch dell’Aja, oggetto di una recente, profondissima e costosissima ristrutturazione. orange girls 2Sembrano più grandi della loro età – 12 anni Ariane, 14 Alexia e 15 e mezzo l’erede al trono Catharina-Amalia – e sono già altissime, cosa che non sorprende considerando l’altezza di entrambi i genitori. orange girlsIn effetti la primogenita sembra aver già superato il ragguardevole metro e 78 materno, come si vede nella foto in stile Tutti insieme appassionatamente, posa che dev’essere proprio una delle loro favorite, dato che non mancano mai di riproporla ad ogni nuovo ritratto familiare. Ed è interessante come già da ora si riesce ad intuire qualcosa della loro personalità: Catharina-Amalia la futura regina, Alexia la diva, Ariane la piccola di casa (e, ci scommetterei, la cocca di papà). Tutto piacevole e simpatico come sempre quando si parla della famiglia reale olandese, peccato per quella gonna baiadera della regina, che interrompe la romanticità bucolica degli abiti a fiorellini indossati dalle ragazze con un tocco à la Carmen Miranda. Máxima, come si fa a non amarla?

Assai più grande e definitivamente sbocciata Eugenie di York, che compare in questo post non tanto per l’abito a fiori di Alice&Olivia, che ne sottolinea la vita sottile e il décolleté – fiorente anch’esso – ma per l’attività umanitaria in cui è sempre più impegnata. eugenie anti-slavery eventDue anni fa la principessa ha fondato con l’amica Julia de Boinville The Anti-Slavery Collective contro ogni forma di moderna schiavitù, e qualche giorno fa ha accompagnato  a Westminster Abbey John Cotton Richmond, Ambassador-at-Large per la lotta al traffico di esseri umani del Dipartimento di Stato USA. eugenie anti-slavery event 2Insieme hanno visitato la tomba di William Wilberforce, l’uomo grazie al quale nel 1807 la House of Commons decretò l’abolizione del commercio degli schiavi. Il 26 luglio 1833 Wilberforce riuscì nel progetto più ambizioso: l’abolizione della schiavitù nelle colonie britanniche; morì tre giorni dopo e da allora riposa nel transetto nord dell’Abbazia. Lady Violet non può nascondere la propria ammirazione per Eugenie, che ha scelto di impegnarsi con serena determinazione in un campo brutto sporco e cattivo.

La foto del giorno – 19 luglio

A cinquant’anni dal primo allunaggio il Presidente USA ha ricevuto alla White House il mitico equipaggio dell’Apollo 11.trump & astronauts C’è Michael Collins (primo a sinistra), l’unico dei tre che non scese sulla luna ma se ne andò a vedere il suo lato nascosto; c’è Buzz Aldrin con sobria cravatta stars&stripes, che non digerì mai il fatto di essere stato il secondo a calpestare il suolo del nostro satellite. Manca Neil Armstrong, quello che fece un piccolo salto per l’uomo, un grande salto per l’umanità, scomparso nel 2012, rappresentato dai suoi figli. C’è naturalmente anche Melania, la cui allegria rischia di insidiare il primato dell’inarrivabile (per ora) Charlène, camicia nera e pantalone bianco listato a lutto.

Per celebrare l’evento, l’arzillo Aldrin (89 anni) ha anche postato un tweet che termina con «Keep America Great in Space!!» mentre il Presidente non ha potuto esimersi dal fare un velato accenno a Ilhan Omar, una delle parlamentari – donne, non caucasiche – che ha preso di mira di recente, chiedendosi come possa “odiare il nostro paese”. Chissà se il Presidente sa che il successo delle missioni spaziali della NASA è dovuto in buona parte al lavoro di tre donne afroamericane, ai loro splendidi cervelli e alla loro profonda conoscenza di matematica, fisica e informatica. Se non lo sapesse, non c’è neanche bisogno che studi, basta guardare il film Hidden Figures (Il diritto di contare).

Noi qui le celebriamo: Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, onore a voi sorelle.

Ricordiamo anche che nella missione c’era un dettaglio italiano (no, non erano spaghetti liofilizzati per l’equipaggio): Michael Collins, il Module Pilot, è nato a Roma, in via Tevere 16, il 31 ottobre 1930; se vi capita di passare, sul palazzo c’è una targa, inaugurata da lui medesimo.

In quella notte lontana e magica noi bambini fummo distolti dalla nostra principale attività serale, la caccia ai grilli, e tenuti in piedi davanti al televisore, con i miei genitori che ogni tanto gridavano ecco! adesso, adesso! per tenerci svegli. Ricordo che poi per tutta l’estate la sera guardavo la luna, facevo un salto a piè pari e dicevo: un piccolo salto per la donna, un grande salto per l’umanità. Un po’ era vero, ma ci attendono molti salti ancora.

Breaking news!

È ufficialmente nata la fondazione dei Duchi di Sussex. SussexIl nome è Sussex Royal The Foundation of the Duke and Duchess of Sussex e sarà chiamata genericamente Sussex Royal, che poi è anche l’account Instagram della coppia.

Royal Central ci informa che è stata registrata il 1 luglio 2019 come impresa privata col numero 12077679, e ricade sotto la giurisdizione del Companies Act del 2006.

Secondo ciò che riporta il sito che ha dato la notizia, una delle prime campagne in cui dovrebbe occuparsi la neonata fondazione è la protezione del leone africano; immaginiamo che nel viaggio previsto per l’autunno nel continente nero ne sapremo di più.