Lady Violet confessa, un po’ se l’aspettava, e non è stata delusa. Dopo la partecipazione a sorpresa della Duchessa di Cambridge due giorni fa, oggi in tribuna a Wimbledon è arrivata la Duchessa di Sussex, per assistere al match dell’amica Serena Williams contro la giovanissima slovena Kaja Juvan. Blazer doppiopetto bianco gessato di almeno una taglia troppo piccolo, top nero, jeans, décolletées nere e cappello tipo panama bianco piazzato sulla sommità della capoccetta.
Delizioso il girocollo leggero col piccolo ciondolo di diamanti – la A di Archie – molto donante il top con una scollatura perfetta per slanciare e dare luce al viso, sul resto francamente preferisco non pronunciarmi.
Però una cosa la devo dire, i jeans a Wimbledon sono un colpo al cuore. E i jeans con le décolletées di camoscio col tacco a spillo sono un colpo al cuore sempre, non solo a Wimbledon.
Accanto a Meghan sedevano due sue care amiche: Lindsay Roth, che ha conosciuto la futura duchessa quando entrambe frequentavano la Northwestern University, e Genevieve Hillis, una delle organizzatrici del famoso baby shower a New York. Saranno loro le madrine di Archie? Non si sa. E nemmeno si saprà, perché i Duchi di Sussex hanno fatto sapere che i padrini di battesimo del piccolo Archie non saranno resi noti neanche dopo il rito, perché sono privati cittadini. Loro sì, ma i membri della Royal Family no. Una scelta destinata a rinfocolare le polemiche e ad incrementare le critiche, temo.
Chemisier bianco Suzannah, scarpe Gianvito Rossi, deliziosa borsetta Alexander McQueen come la cintura, che riprende con leziosa inutilità l’altrettanto inutile fiocchetto sulla spalla. Catherine è appassionata di tennis e non poteva mancare oggi, secondo giorno del torneo, in cui scenderanno in campo sia Serena Williams (contro la nostra Giulia Gatto-Monticone), sia Roger Federer.
Ieri invece a prendere posto nella tribuna del Centre Court, è stato il principe ereditario di Danimarca, Frederik.
E con lui un vero parterre des rois schierato in prima fila: il tre volte campione del mondo di F1 Jackie Stewart (secondo da sinistra), e il Duca di Kent (al centro della fila) presidente di All England Lawn Tennis and Croquet Club, che organizza il torneo.
L’espressione del signore a sinistra è eloquente. Ottima mossa, nel solco della “umanizzazione” della Royal Family che è poi il lascito maggiore di Diana; d’altro canto penso che questo gesto contribuisca a portare questa vicenda in un ambito più familiare, allontanandola da quello regale. Credo che quando William salirà al trono i due aspetti si ricomporranno, le polemiche residue si stempereranno e Lady Di riposerà finalmente davvero in pace. Bravo William, well done.
La cerimonia è stata celebrata ieri a Saint-Rémy-de-Provence dove la sposa ha vissuto da bambina dopo la tragedia della morte del padre.
Poco formale, ma molto bucolico e provenzale il mazzolino di spighe e lavanda tra le mani della sposa. Piuttosto informale anche l’abito dello sposo, in bianco con camicia azzurra e l’imperdonabile dettaglio della stanghetta degli occhiali che sbuca dal taschino.
Sarà un evento privato, alla presenza dei nonni, immaginiamo anche degli zii Cambridge (coi cuginetti? speriamo!), e naturalmente dei padrini, i cui nomi non sono stati resi noti. La scelta è probabilmente caduta su amici dei genitori, magari la dea del tennis, Serena Williams. Nulla si sa di una eventuale presenza della bisnonna sovrana, il cui ultimo impegno scozzese per la Holyrood Week è fissato per il 4 luglio e sabato dovrebbe essere rientrata a Windsor, ma ignoriamo se ci sarà anche lei, considerando che l’anno scorso non partecipò al battesimo di Louis. A questo punto non ci resta che aspettare pochi giorni, e speriamo di vedere finalmente Archie in tutto il suo tenero splendore, non senza avere tirato un sospiro di sollievo per aver evitato di sovrapporre la data del battesimo con quella dell’Independence Day, dato che molti rumors parlavano proprio del 4 luglio.
L’occasione è stata una partita di baseball, sport statunitense per eccellenza: per l’esattezza si è trattato del primo incontro di Majour League mai disputato su suolo europeo, un evento in partnership con la Invictus Games Foundation, creata da Harry per sostenere i reduci feriti in servizio. In campo due celebri squadre, talmente famose che le conosce perfino Lady Violet: New York Yankees e Boston Red Sox.
C’è stato a
Non sono naturalmente mancati i regali per Archie: la maglietta col nome da entrambe le squadre, più una mini mazza rossa.
In perfetto pendant con la tshirt del marito, contrassegnata dal logo della fondazione, anche Meghan era in nero (ma firmato Stella McCartney); per una neomamma avrei forse evitato il girocollo e il cinturone, ma l’insieme è giovane e grazioso, e ottima la scelta di evitare i tacchi.
Tutto bene, tutto bello, ma non è che il duca alla fine s’è un po’ annoiato?
La scorsa settimana la principessa consorte di Monaco è volata in Grecia per il battesimo di Leo, figlio di Christos Fiotakis, proprietario della palestra monegasca Elite Fitness e personal trainer di molti vip tra cui la stessa Charlène. La principessa è stata madrina del piccolo mentre il fratello Gareth Wittstock (il secondo da destra) è stato il padrino.
Per l’occasione la mise scelta è un’incredibile palandrana naturalmente firmata Akris; interpretazione moderna della dea greca? Roba da svuotare l’Olimpo più rapidamente di un fulmine scagliato da Zeus. Ora però non siamo pignoli, l’importante è che la bionda signora – nonostante il temperamento mesto aggravato da abbondante uso di botox – sia ancora capace di ridere, cosa che le accade praticamente solo quando è in compagnia di bambini, o in ambito sportivo. O lontana dal Principato.
Di ieri l’annuncio che la Regina ha conferito alla Duchessa di Cambridge il patronage della Royal Photographic Society, mantenuto dalla stessa sovrana per ben 67 anni. The Royal Photographic Society è uno dei più antichi sodalizi del mondo nel campo, fondato nel 1853 col patronage dei sovrani Victoria e Albert e l’obiettivo di promuovere la fotografia sia nei suoi aspetti scientifici sia in quelli artistici
Abito leggero e svolazzante (dai colori invero un po’ deprimenti), classiche espadrillas Castañer con zeppa, la duchessa è apparsa di ottimo umore – alla faccia dei rumors ricorrenti di crisi coniugale – e ha dato ai giovanissimi partecipanti consigli e indicazioni. 
La proclamazione a Losanna, dove il team dei nostri antagonisti – gli Svedesi per Stoccolma – era guidato da i futuri sovrani Victoria e Daniel (che fra sette anni magari saranno sul trono, chissà).
L’entusiasmo travolgente della principessa al suo arrivo si è mutato in comprensibile delusione dopo l’annuncio del paese vincitore, ma Victoria ha preso il tutto con la solita grazia più di quanto, se la memoria non m’inganna, fece Felipe di Spagna quando seppe dell’esclusione di Madrid come sede dei giochi del 2016 (ma anche lì la reazione era comprensibile trattandosi della seconda bocciatura di fila per la capitale spagnola).
Con encomiabile spirito sportivo anzi Victoria indossava gonna e borsa del più italiano dei brand, Valentino.
Chissà se nel nostro comitato qualcuno portasse anche solo un accessorio di H&M, o magari avesse una matita dell’Ikea nel taschino.