Le foto del giorno – Compleanno! (e anniversario)

Chiedo venia, arrivo quasi fuori tempo massimo, ma un piccolo augurio ad un futuro re va fatto.

A soli 27 giorni dalle sue nozze il festeggiato è ancora lui: Hussein, Principe Ereditario di Giordania, che compie oggi 29 anni e raggiunge così la dolce metà Rajwa, che ha celebrato lo stesso compleanno esattamente due mesi fa.

I più attenti royal watcher hanno notato che il principe non si vede da qualche giorno, il che potrebbe indicare che gli sposi sono finalmente in viaggio di nozze. Intanto oggi la madre e regina, Rania, ha pubblicato questa interessante foto del suo primogenito. Che mostra un certo fascinoso aplomb indossando l’abito tipico degli uomini mediorientali – si chiama dishdasha – in una elegante tonalità di blu, completando il look con un bel paio di ciabattoni tipo crocs arricchiti da calzini. Confesso, a me i giovani principi hashemiti piacciono, e riconosco al futuro sovrano un certo charme, che emerge anche qui, nonostante l’audacia dimostrata nella scelta delle calzature.

Anche nella fotografia con cui la casa reale porge gli auguri al principe, questi compare in costume tipico col capo coperto dalla tradizionale kefiah rossa e bianca. Mi chiedo se la scelta di sottolineare l’aspetto arabo abbia una qualche relazione col fatto che questo compleanno praticamente combacia con l’importante festa di Eid Al-Adha, la festa del sacrificio, che ricorda l’episodio di Ibrahim (Abramo) che sta per offrire in sacrificio il figlio, Ishmael nella tradizione islamica, Isacco in quella giudaico cristiana.

Personalmente preferisco la prima foto, perché trovo la commistione tra Oriente e Occidente molto affascinante (ora che ci penso alla fine era anche l’argomento della mia tesi di laurea, discussa quando Hussein non era ancora nato, ed era ancora in piedi il muro di Berlino!). Al di là delle preferenze personali, sarà interessante nei prossimi anni vedere come la piccola, occidentalizzata Giordania, si muoverà sullo scenario geopolitico del Medio Oriente, e il peso che avrà una futura regina saudita.

Ma già che stiamo festeggiando un futuro re, non possiamo non ricordare un altro, rilevantissimo sovrano, nato in questo stesso giorno 532 anni fa: Henry Tudor, salito diciottenne al trono inglese come Henry VIII. Rajwa, dai retta, non fare colpi di testa!

Le foto del giorno – Happy birthday Wills

Oggi, 21 giugno, il Principe di Galles compie 41 anni. Nato nella Lindo Wing del St Mary’s Hospital alle 21.03, non essendoci ancora i social la notizia arrivò in Italia il giorno dopo. Sempre il giorno dopo, il pupo fu presentato al mondo tra le braccia della giovanissima madre che – pensate come sono cambiati i tempi – indossava un paio di gambaletti bianchi.

(Ph: REX)

E francamente, al di là della imperdonabile bruttezza, mi sembrano più teneri e meno “forzati” dei tacchi indossati da Catherine in analoghe situazioni.

(Ph: Chris Jackson)

Unica foto diffusa dai social ufficiali questa che mostra il festeggiato con suo padre durante le prove per l’incoronazione. Diciamolo, William che giura fedeltà al Re e lo bacia sulla guancia durante la cerimonia è stato uno dei momenti più belli e preziosi, anche per averci ricordato lo stesso gesto compiuto dal nonno Philip settant’anni prima.

A me piace tanto questa fotografia, pubblicata ieri in occasione della visita che il principe ha fatto alle Lionesses, le giocatrici della nazionale di calcio che parteciperà ai mondiali il mese prossimo. Non è solo che amo il biliardino (anche se non ci gioco da decenni), è che la foto rappresenta bene il processo di volgarizzazione, di semplificazione e di avvicinamento al popolo, messo in atto dalla Royal Family. Vi ricordate quando li vedevamo solo giocare a polo? Happy birthday Wills.

Buon compleanno a noi

Oggi Lady Violet compie cinque anni!

(Ph: Johnny Green – WPA Pool/Getty Images)

In questo lustro è successo di tutto, allegria e gioie, tristezza e dolori, problemi e speranze. Siamo andati in giro mascherati, abbiamo raccontato storie e criticato abiti. A volte abbiamo dovuto dire addio; qualcuno affrontato insieme, qualcun altro più personale vissuto in privato.

Siete venuti a sedervi in tanti sul sofà, ormai quasi un milione. Per me sono stati tutti incontri belli, piacevoli, divertenti, a volte anche impegnativi. Grazie a quelli che vengono sempre a far visita a Lady Violet, a chi passa spesso, a chi è capitato qualche volta, oggi si festeggia!

A Royal Calendar – 9 giugno 1993

Chiedo venia, ma questa volta stavo dimenticando una data importante. Presa dalla frenesia per le nozze di Amman, che hanno acceso i riflettori anche sul matrimonio dei sovrani – sabato 10 festeggiano il trentesimo anniversario – rallegrata dalla presenza crescente sulla scena royal dei Principi Ereditari (e ormai facenti funzione, lui ha la reggenza, lei ha avuto un upgrade dopo la morte della suocera) del Liechtenstein, che celebreranno lo stesso anniversario il 3 luglio, mi ero dimenticata degli Imperatori del Giappone, anche loro sposati nel 1993, ed esattamente il 9 giugno.

(Ph: Imperial Household Agency/Getty Images)

Peccato non ci fosse il blog, perché quello è stato veramente un anno ricco, tre royal wedding in meno di un mese! Va detto che il matrimonio che all’epoca attrasse di più l’attenzione della giovane Lady Violet – che quell’estate fece da testimone per due carissime amiche – fu quello del Liechtenstein, che riunì la meglio royal gioventù. Quello giordano non passò sotto silenzio ma quasi, dato che all’epoca il ruolo di erede al trono hashemita era del principe Hassan bin Talal, fratello minore di re Hussein; Abdullah era solo un ufficiale di sangue reale, e pure Rania solo una bella giovanissima fanciulla, lontanuccia dalla clamorosa e glamourosa bellezza che poi è diventata. Il royal wedding giapponese invece sulla carta si presentava come il matrimonio dell’anno ma in verità aveva appassionato poco. Lo sposo, futuro imperatore, mancava di quel fascino da principe azzurro – anche alla lontana – che ogni fanciulla, pur se semplice spettatrice, desidererebbe. La sposa era una giovane brillante, cosmopolita, poliglotta; figlia di un diplomatico, Hisashi Owada, che tra i molti incarichi poteva vantare quello di membro del Tribunale Internazionale dell’Aja e di ambasciatore negli USA. Entrare in diplomazia era l’obiettivo della giovane Masako, con studi ad Harvard e a Oxford. Nel 1986 incontra l’erede al trono a Tokio, a un ricevimento per l’Infanta Elena di Spagna; lui resta subito colpito e inizia una corte discreta ma serrata che lei discretamente respinge. Lui si propone due volte lei due volte rifiuta, non volendo abbandonare aspirazioni professionali e libertà personale.

(Ph: POOL/Getty Images)

Capitola il 9 dicembre 1992, giorno del suo ventinovesimo compleanno; lui l’ha convinta sottolineando che rappresentare il Paese come membro della famiglia imperiale è un’altra, alta forma di diplomazia, e promettendole di proteggerla per tutta la vita. Bisogna ammettere che è stato di parola. Una conferenza stampa il 29 gennaio 1993 presenta al mondo gli sposi. La formale cerimonia di fidanzamento (Nosai-no-Gi) si svolge il successivo 12 aprile, e sembra fatta apposta per gelare ogni entusiasmo; al posto di un giovanotto inginocchiato che tira fuori il brillante, a casa della sposa giunge il Gran Maestro di corte portando i seguenti doni: due grandi pesci che verranno aperti con un artistico taglio evocante il numero 8, apportatore di buona fortuna; cinque pezze di seta per confezionare abiti da sera per la sposa, e sei bottiglie di sake. Cin cin! L’alto funzionario offre i regali con la formula ufficiale, che recita più o meno: “Oggi il Principe Ereditario Naruhito presenta gli imperiali doni di fidanzamento per confermare il suo impegno per le nozze, col consenso dell’Imperatore e dell’Imperatrice”. Posso solo immaginare l’entusiasmo con cui Masako risponde “umilmente accetto”. Due mesi dopo, alle dieci del mattino di mercoledì 9 giugno, inizia la complessa cerimonia nuziale. In Italia è notte fonda, e il tutto viene trasmesso, se non ricordo male, da CNN. Le nozze vengono celebrate presso il santuario di Amaterasu, divinità solare e Dea madre del Giappone, all’interno del complesso imperiale. Purtroppo nulla si vede del rito, che resta celato agli occhi di chiunque. Ciò che ricordo sono gli sposi che uno alla volta raggiungono il luogo della cerimonia, vestiti con gli abiti tradizionali.

(Ph: Imperial Household Agency/Getty Images)

Masako indossa uno sull’altro una dozzina di abiti di seta pesante (pesante davvero: si parla di una quindicina di chili), la pettinatura rigida e il viso truccato di bianco non evocano troppo l’idea di una sposa felice. Gli invitati, a partire dalle famiglie, aspettano in giardino, muti spettatori di niente. Ricordò mi colpì molto che le persone presenti erano quasi tutte vestite all’occidentale; le due sorelle gemelle della sposa, età 26 anni circa, indossavano due abiti da bambola, uguali, uno rosa e uno giallo. Brutti brutti. La signora Owada invece era in kimono, e pur se di fatto non aveva assistito a nulla, si era commossa come tutte le madri delle spose (insomma, quasi tutte).

(Ph: Getty images)

Gli imperatori non sono presenti, e ricevono gli sposi a Palazzo; anche qui in abiti occidentali.

La vita matrimoniale non è stata facile per Masako, che ha sofferto moltissimo le regole imposte dalla tremenda Agenzia Imperiale, che sovrintende ogni dettaglio della loro attività ma anche la loro stessa esistenza. Ha sofferto ancora di più la pressione per fornire l’erede maschio, che non è arrivato. La coppia ha avuto una femmina, Aiko, che secondo le regole della successione non erediterà il trono. Naruhito come aveva promesso ha sempre protetto la moglie nell’inferno della depressione e l’ha sostenuta nel lungo percorso verso la guarigione. Da quando sono saliti al trono, nel 2019 compaiono spesso insieme e lei sostiene il suo ruolo con diligenza e quell’eleganza un po’ fané che è una sua caratteristica.

(Ph: Courtesy of Imperial Household Agency)

Nelle foto pubblicate per celebrare l’anniversario sono due sessantenni che dimostrano qualche anno in più, impegnati con i bachi da seta nel Momijiyama Imperial Cocoonery all’interno del Palazzo Imperiale.

In occasione dell’anniversario hanno rilasciato una breve dichiarazione: “Siamo profondamente grati di aver potuto condividere le gioie e talvolta i dolori del passato”.

Alla fine, a me sembra un matrimonio più riuscito di tanti altri.

Le foto del giorno – Cent’anni di Ranieritudine

Alle sei del mattino del 31 maggio 1923 a Monaco vede la luce il secondogenito della principessa Charlotte, figlia illegittima poi legittimata da Louis II, accasata con Pierre de Polignac, ramo cadetto ma nobiltà antica.

La coppia, sposata nel 1920, ha già una figlia, Antoinette; l’arrivo del principino mette al sicuro la successione e dunque il trono del Principato, che in assenza di un erede legittimo e monegasco perderebbe la sua indipendenza diventando francese. Il piccolo principe, battezzato Rainier Louis Henri Maxence Bertrand, salverà la reputazione di Monaco durante la guerra andando a combattere dalla parte giusta, e salirà al trono alla morte del nonno, il 9 maggio 1949. Nel corso del suo regno diventerà l’immagine stessa del Principato, cui cambierà faccia, e sublimerà una vita già straordinaria sposando la donna più bella ed elegante.

Abbiamo spesso riflettuto sul fatto che lo charme che aveva Monaco negli anni della nostra gioventù è tramontato da quel dì, e queste foto me ne sembrano la conferma.

Oggi, centenario della nascita di Rainier III, hanno avuto inizio le celebrazioni con una serie di iniziative: l’inaugurazione di una mostra, uno Chemin des Sculptures (il principe si dilettava nella scultura in ferro) e una sfilata di auto d’epoca, di cui era appassionato collezionista.

Una festa di popolo, anche un po’ paesana. Lady Violet è un po’ perplessa, soprattutto dalle palandrane rosse indossate a un certo punto.

Eloquente lo sguardo tra cognate, un classico di ogni riunione familiare.

Personalmente ho adorato il bimbo di Charlotte con annesso strofinaccio-in-capo.

E la classe di Caroline, in auto con la nipotina India, entrambe in occhiali scuri, riporta un po’ di quel glamour ormai latitante.

Le foto del giorno – Tre principesse e una regina

Oggi partiamo con un post leggero, sperando di alleviare un po’ – per quello che può Lady Violet, cioè poco e male – la preoccupazione per la situazione tragica in cui versa metà del Pase. Dunque, la regina è una regina vera, Máxima dei Paesi Bassi, che oggi compie 52 anni. La data è ricordata dalla casa reale con questa bella e semplice fotografia, magari non tanto Máxima-style, ma che permette di apprezzarne la bellezza, se non il brio travolgente.

(Ph: MMP/Mischa Schoemaker)

Le tre principesse invece non sono proprio tali, ma le ho riunite sotto questo titolo unico per amor di brevità. La prima è sposata con un principe e ha il titolo di Duchessa di Sussex: Meghan, che ieri accompagnata da Harry e da mammà ha ricevuto a New York il premio Women of Vision della Ms Foundation for Women, creatura della celebre Gloria Steinem, che ha personalmente premiato la duchessa. La quale, probabilmente presa dall’entusiasmo e memore della precedente carriera nella decima arte, s’è vestita direttamente da Oscar (nel senso della statuetta), con un abito tutto d’oro della stilista colombiana Johanna Ortiz.

(Ph: Kevin Mazur)

Abito bruttarello, in un tessuto rigido (uno jacquard che mischia acrilico, cellulosa acetato e polyestere) che non le dona particolarmente; bellissimo sorriso, sguardo adorante un po’ forzato, terribili il segno del costume evidente dalla scollatura e, perdonatemi, anche i piedi. Insomma, come nel film di Troisi, quando c’è l’amore c’è tutto.

Le altre due fanciulle protagoniste del nostro post più che essere principesse vengono da un Principato; una è figlia di una principessa ma non ha titoli, l’altra, nata contessa, ha sposato un fratello della prima; insomma principesse per estensione. Charlotte Casiraghi e Beatrice Borromeo ieri hanno partecipato alla proiezione del film Jeanne du Barry (con Johnny Depp nel ruolo di Louis XV) che ha inaugurato il Festival di Cannes.

(Ph:BestImage)

Accompagnate da Dimitri Rassam, marito di Charlotte e produttore cinematografico, le due fanciulle hanno indossato creazioni delle maison di cui sono global ambassador. Chanel per la Casiraghi, un abito della collezione couture Autunno Inverno 2020: linea ad A, in seta blu, con una ricca decorazione di camelie tridimensionali. Bello ma non bellissimo. Beatrice invece indossa un abito Dior dalla profonda scollatura in pizzo beige e nero, che la fa sembrare la protagonista di uno di quei film tanto popolari negli anni ’70, tipo La sepolta viva. Incomprensibile la borsetta rigida, d’altra parte con questo coso che cosa si può abbinare? Le due insieme fanno un po’ quadro antico, come avrebbe detto mia madre. Personalmente mantengo le mie perplessità sul farsi trasformare in un manichino deambulante; per me scegliere delle testimonial di così alto profilo non ha un grande senso se le si veste esclusivamente con capi e accessori della maison, senza alcuna personalizzazione, alcuna interpretazione. Mah, probabilmente sono io che non capisco e non so, e penso che resterò in questa lieta ignoranza.

…e grazie per gli auguri!

Tramonta il sole sul compleanno di Charlotte, ora in Albione ci si concentra solo sull’incoronazione, cui ormai mancano poche ore. E mentre l’attesa sale – e il nervosismo pure, è notizia di questi minuti che nei pressi di Buckingham Palace è stato arrestato un uomo, dopo che si erano avvertite delle modeste esplosioni – i Principi di Galles pubblicano un’altra foto della figlia, per ringraziare dei tanti auguri ricevuti.

(Ph: Millie Pilkington)

Nella nuova fotografia, opera di Millie Pilkington, autrice anche degli scatti usati per il compleanno di Louis, una decina di giorni fa (Le foto del giorno – Louis & Co), la principessina abbraccia l’amato cocker spaniel, Orla, già comparso con lei in una delle fotografie per i sette anni (Le foto del giorno – Sette!). Il cane è arrivato dopo la morte di Lupo, il primo a entrare in famiglia poco dopo le nozze di William e Catherine, anche lui ritratto in varie foto, tra cui una delle prime con George appena nato.

Orla è la nipote di Lupo, figlia di sua sorella Luna, e proviene dall’allevamento di James Middleton, fratello di Catherine. Il nome Orla è la forma semplificata di un antico nome dell’Irlanda celtica, e vuol dire golden princess, principessa d’oro. Nome perfetto per il cane perfetto di una preziosa principessa.

Ultima piccola osservazione: gli occhi di Charlotte, che da piccolina sembravano azzurri, sono ora chiaramente nocciola come quelli dei fratelli. I famosi occhi blu di famiglia hanno saltato la generazione dei piccoli Wales.

Otto anni!

Ladies and gentlemen, ecco a voi Charlotte di Galles che oggi compie otto anni. La fotografia è di mamma Catherine, ma la faccia è tutta di papà William.

(Ph: HRH The Princess of Wales)

Qualche dente è assente giustificato, ma presto tornerà al suo posto. Quanto a Lady Violet, non vede l’ora di conoscere il ruolo che questa deliziosa signorina svolgerà sabato all’incoronazione del nonno. Non abbiamo dubbi che sarà perfetta: lo stile royal, quello è tutto della bisnonna. Happy birthday!

A Royal Calendar – 26 aprile 1923

Quella mattina di cento anni fa Londra è in festa, magari senza la frenesia dei giorni nostri: si sposa uno dei figli del Re.

Albert, che in famiglia chiamano Bertie, è il secondogenito di King George V e Queen Mary. A 13 anni entra nel Royal Naval College di Osborne, dove si fa notare per grinta e tenacia. Inizia la carriera come Guardiamarina a Malta, due anni dopo diventa pilota nella Royal Naval Air Service. Appassionato di sport, è un ottimo tennista. Ha quattordici anni quando il padre diventa re, alla morte del nonno. Da quel momento il fratello maggiore Edward e lui sono the heir and the spare. Ne ha 22 di anni quando gli accade una cosa singolare; cambia cognome. L’Europa è scossa dalla Grande Guerra, il sentimento antigermanico cresce e il Re decide di abbandonare il troppo teutonico cognome Saxe Coburgh and Gotha: dal 17 luglio 1917 la casa reale britannica sarà The House of Windsor.

La sposa, Elizabeth Bowes-Lyon, è figlia di Lord Glamis futuro Conte di Strathmore and Glinghorne. Nasce in Scozia il 4 agosto 1900, e come era uso all’epoca viene educata in casa, dividendo infanzia e adolescenza tra la residenza scozzese, la casa di campagna nell’Hertfordshire e quella a Londra a Mayfair, al numero 17 di Bruton Street. Gli sposi si sono conosciuti da bambini, nel 1905, si rincontrano a un ballo londinese durante la season del 1920; lui è stato appena creato dal padre Duke of York e si innamora all’istante. Inizia una corte lunga e serrata, che lei accoglie tiepidamente; preferisce la sua vita semplice e libera agli obblighi e alle complicazioni che l’ingresso nella Royal Family le imporrebbe. Intanto partecipa a un importante evento reale: il 28 febbraio 1922 è una delle damigelle della principessa Mary, che a Westminster Abbey sposa il Visconte Lascelles, poi Conte di Harewood. All’inizio del 1923 Bertie torna alla carica, raggiunge Elizabeth nella casa di campagna di St Paul’s Walden Bury e finalmente lei dice di sì.

Il fidanzamento viene annunciato ufficialmente il 15 gennaio e il giorno dopo in una lettera alla madre lui scrive tutta la sua felicità. Il matrimonio è fissato dopo tre mesi di distanza; Elizabeth inizia a studiare da Duchessa di York, viaggia col fidanzato attraverso il Paese e con lui viene ritratta da John Sargent. Iniziano ad arrivare i doni di nozze; molti sono preziosi gioielli, ma c’è anche altro: i sovrani di Norvegia inviano dodici cucchiaini da tè in argento smaltato completi di colino, mentre The Worshipful Company of Needlemakers fornisce alla sposa mille aghi da cucito con la cruna d’oro.

Il giorno delle nozze lo sposo indossa l’alta uniforme della RAF, con fascia e stella dell’Order of the Garter; indossa anche la stella dell’Order of the Thistle, ricevuto proprio quel giorno in omaggio all’origine scozzese della sposa. Che raggiunge l’abbazia al braccio del padre a bordo di uno State Landeau, rivelando alfine il segreto meglio custodito di ogni matrimonio: il suo abito.

Non sappiamo se (o quante) sopracciglia si siano alzate al suo ingresso a Westminster Abbey: il modello scelto da Elizabeth più che ispirato alla moda degli anni ’20, che pure ricorda, sembra abbia preso spunto da non meglio precisati abiti del Medio Evo italiano. La creatrice, Madame Handley-Seymour, sarta della buona società che firmerà anche l’abito per l’incoronazione del 1937, utilizza una seta color avorio con cui realizza una tunica con scollatura quadrata e maniche corte, il corpino è percorso da una ricca decorazione in lamé argento, perline varie e filo d’oro, che si allunga fino all’orlo.

(Ph: National Portrait Gallery)

L’abito ha un doppio strascico: uno parte dalla vita, l’altro, più leggero, dalle spalle. Il Times lo definisce il più semplice mai visto in un royal wedding, per me anche uno dei meno belli. In testa un velo in pizzo di Fiandra, prestito della Regina, che la sposa decide di fermare con un diadema di mirto e fiori d’arancio intrecciati con le rose bianche di York; nessuna tiara dunque, anche se ne riceve in dono una dal padre e una dalla suocera.

Uscendo dall’abbazia Elizabeth compie un piccolo gesto che entrerà nella storia della Royal Family: lascia il suo bouquet sulla tomba del milite ignoto, in memoria di un fratello Fergus, caduto sul fronte francese; da quel giorno la imiteranno tutte le royal brides.

Dopo una colazione a Buckingham Palace a base di salmone e agnello, e dopo aver tagliato la sontuosa torta realizzata da McVitie’s (quelli dei biscotti digestive), 3 metri per 365 chili, la coppia parte per il viaggio di nozze a Polesden Lacey, ospite di quella Mrs Greville che tanti splendidi gioielli lascerà in eredità alla Royal Family.

Nel 1926, cinque giorni prima di celebrare il terzo anniversario, Elizabeth dà alla luce la prima figlia, cui viene dato il suo stesso nome. È uno di quei momenti in cui le storie personali incrociano la Storia; quella bimba che sembra essere solo la terza nipote di sovrani è destinata a diventare il monarca che resterà più a lungo sul trono di St James.

A Royal Calendar – 12 aprile 2003

Vi ricordate che tra soli dieci giorni ci aspetta un bel royal wedding in Lussemburgo? La principessa Alexandra sposerà civilmente il fidanzato Nicolas Bagory nella capitale del Granducato sabato 22, e una settimana dopo la coppia si unirà col rito religioso celebrato in Provenza.

Per ingannare l’attesa oggi festeggiamo i vent’anni di matrimonio di Laurent e Claire. Lui è Principe del Belgio, figlio e fratello di Re; lei, nata Claire Louise Coombs a Bath da padre inglese e madre belga, è una geometra. Si sono conosciuti a una cena a casa di amici comuni, e hanno iniziato a chiacchierare lavando i piatti. Nel pomeriggio del 20 dicembre 2002 i sovrani Albert II e Paola annunciano il fidanzamento poi tutti, fidanzati e rispettive famiglie, presenziano al tradizionale concerto di Natale.

Il matrimonio viene celebrato il 12 aprile 2003: alla cerimonia civile all’hôtel de ville di Bruxelles segue il rito religioso nella cattedrale dei Santi Michele e Gudula. È il primo royal wedding del millennio in terra in belga, e l’ultimo prima di quello della principessa Maria Laura lo scorso settembre (Sposa bagnata sposa fortunata). Lo sposo, 39 anni, indossa l’uniforme da Capitano di Fregata della Marina, con la fascia e la stella dell’Ordine di Leopoldo. La sposa di anni ne ha 29, e indossa un bellissimo abito disegnato per lei da Eduard Vermeulen, stilista della Maison Natan, profondamente amato dalle royal ladies belghe, e di tutto il BeNeLux (amore non sempre corrisposto, visto come spesso le concia). Dieci giorni prima del matrimonio la sposa riceve dal suocero il titolo di Princesse de Belgique, che diventa ufficiale il giorno delle nozze

(Ph: BELGA)

Nel suo gran giorno Claire copre il capo col famoso velo della famiglia Ruffo, fermato da una piccola tiara di diamanti, dono di nozze dei suoceri; alle orecchie ha delle perle donate dalla famiglia Ruffo. Che almeno nella nostra tradizione non andrebbero regalate perché portano lacrime, e di momenti da piangere questa sposa in questi vent’anni ne ha vissuti più d’uno. Laurent è nelle parole della madre il più fragile dei suoi figli, coinvolto in qualche scandalo (economico) di troppo, una salute (anche psichica) non solidissima e i conflitti con la famiglia reale tipici di ogni spare.

Claire però ha sempre condotto con mano ferma la sua famiglia, ha avuto tre bei figli – la diciannovenne Louise e i gemelli diciassettenni Nicolas e Aymeric – sostiene con efficacia il marito e non ha mai perso il sorriso. A me è molto simpatica e mi piace moltissimo.

E poi, come dimenticare la pagoda in testa a Mathilde?