La foto del giorno – 10 giugno

Oggi il Duca di Edimburgo compie i suoi gloriosi 98 anni e dato che, come sapete, si è ritirato dalla vita pubblica, le ultime immagini che lo ritraggono sono quelle del matrimonio di Lady Gabriella Windsor e della presentazione del piccolo Archie. philip 98Per celebrarlo quindi prendiamo a prestito quella usata dall’account twitter del Principe di Galles, qui a due anni con papà che è appena rientrato da Malta (e lasciatemi dire che spero la Royal Household trovi presto il social media manager che sta cercando, perché sono riusciti a pubblicare l’unica fotografia brutta di un giovane Philip).

La sua lunghissima vita è pubblica – e nota – da più di settant’anni, dunque mi sono chiesta se ci fosse ancora qualcosa che non sapevo e, vi dirò, qualcosa ho trovato. A partire dalla nascita, avvenuta a Corfù  nella residenza di Mon Repos, e più esattamente sul tavolo di cucina, che era cosa forse poco royal, ma comunissima a quel tempo in cui si partoriva in casa e le cucine erano solitamente dotate di tavole grosse e solide. Come sapete i suoi genitori erano il principe andrea di Grecia e sua moglie Alice di Battenberg, che prima di lui avevano auto quattro figlie femmine. Quando il piccolo ha solo 18 mesi la famiglia reale deve lasciare la Grecia per l’esilio, per questa ragione il principe parla pochissimo il greco.

Varie vicende familiari e politiche lo portano in giro per l’Europa; studia in Francia, Inghilterra, Germania e Scozia, finché nel 1939 entra come Special Entry Cadet al Britannia Royal Naval College. La guerra incombe, e il giovane ufficiale ha ancora la cittadinanza del paese d’origine, che è neutrale, per cui all’inizio viene impiegato in aree non di primo piano; ben presto però l’Italia decide di “spezzare le reni alla Grecia” invadendola, e Philip può entrare in azione: combatte anche lui con la Mediterranean Fleet la battaglia di Capo Matapan, che finisce con una gravissima sconfitta della nostra Regia Marina e consegna a quella britannica il controllo del Mediterraneo.

La sua carriera nella Royal Navy dura 14 anni: nel 1953 si ritira col grado di Admiral of the Fleet per dedicarsi al ruolo di Principe Consorte, titolo che non ha mai portato, preferendogli quello di Duke of Edinburgh, già appartenuto al prozio principe Alfred, secondo maschio della Regina Victoria, da cui anche Philip discende direttamente, essendo la regina nonna della sua nonna materna. Per questa ragione è anche nell’ordine di successione al trono britannico, ma un po’ indietro diciamo, intorno al 560° posto. 

Alcune sui passioni, ad esempio lo sport degli attacchi – cui si è dedicato quando ha smesso di giocare a polo – sono note, ma ignoravo che amasse dipingere, ecco da chi ha preso il figlio Charles! È stato il primo della Royal Family ad apparire in un programma televisivo, nel 1957, mentre non è il primo (lo hanno preceduto George III e George IV) a collezionare vignette satiriche a soggetto politico e reale; la sua collezione è appesa alle pareti a Sandringham.

Il verde è il colore che lo rappresenta, e tutte le sue auto sono state sempre dipinte in Edinburgh Green.

Tra due anni, il 10 giugno 2021, ci sarà un’eclissi solare visibile in gran parte della Gran Bretagna, sarebbe un bel modo di festeggiare il secolo!

Altre notizie su di lui le trovate nel Giovedì gnocchi! – meritatissimo – che gli abbiamo dedicato a luglio La foto del giorno limited edition – giovedì gnocchi!

 

Le foto del giorno – 8 giugno

Come dicevamo, ieri il principe cadetto di Danimarca, Joachim, ha compiuto 50 anni, e mamma Margrethe ha offerto una cena a Palazzo. Cena privata, ma in grande stile com’è costume in Scandinavia. joachim 50 familyIl festeggiato è arrivato con la moglie Marie e i figli di primo e secondo letto; e fatemelo dire, lui è uno dei pochi che si può permettere lo smoking con giacca bianca. Può indossare ciò che vuole il primogenito Nikolai (primo da sinistra), che ha sublimato la notevole bellezza in una promettente carriera da modello (ed è stato pure dei nostri gnocchi l’estate scorsa La foto del giorno limited edition – giovedì gnocchi! ). Deliziosa la piccola di casa – il padre ha confessato che è l’unica che fa di lui ciò che vuole – ed elegante Marie, meno banale del solito con un monospalla blu. joachim 50 fredMonospalla anche per Mary, cognata di Joachim e futura regina, che declina il suo abito in un dimenticabile color salvia. Molto simpatici i ragazzini in papillon come papà, il piccolo Vincent che è il più bello della truppa e il primogenito Christian, che è chiaramente in una fase Elvis, ma gli passerà. Più penalizzate le ragazze, soprattutto Isabella che a 12 anni sembra più grande della sua età e meriterebbe qualcosa di meglio della camicia da notte della nonna.

E a proposito di nonna, non perdetevi il video con la travolgente Regina, in abito a fiori, che abbraccia orgogliosa e sorridente il suo figliolo https://www.facebook.com/detdanskekongehus/videos/1186799021490941/

Le foto del giorno – 26 maggio

Oggi ci siamo presi una pausa dal royal watching e vi proponiamo un piccolo quesito.

Indovinate che cos’hanno in comune:

Mary di Teck mary-of-teck-1Regina Consorte del Regno Unito, Imperatrice d’India, moglie di King George V, madre di King Edward VIII e King George VI, nonna di Queen Elizabeth II

Frederik André Henrik Christian frederik 51Principe Ereditario, Conte di Montpezat, futuro Re di Danimarca.

Helena Bonham Carter CBE helena & the queenAttrice, candidata al Premio Oscar per il ruolo di Queen Elizabeth The Queen Mother nel film Il Discorso del Re, Commander of the Order of the British Empire

Philip Treacy philip treacy & camillaIrlandese, creatore di opere d’arte in forma di cappello, prediletto da tutte le royal ladies, prima su tutte Camilla, Duchessa di Cornovaglia

Lady VioletRoyal watcher, innamorata di Purple, affascinata da tutte le sfumature di viola, amante dei fiori con una predilezione per le peonie bianche.

Indovinato? Non era difficile!

A Royal Calendar – 22 maggio 2004

letizia boda realOtto giorni dopo i “colleghi” danesi, vanno all’altare loro: Felipe de Borbón y Grecia, erede al trono di Spagna, e Letizia Ortiz Rocasolano, giornalista televisiva rampante e divorziata. Per fortuna il primo matrimonio era stato solo civile, dunque nessun impedimento per il rito religioso nella cattedrale della Almudena. Il periodo del fidanzamento viene funestato dall’attacco terroristico alla stazione di Atocha, e in memoria delle vittime la mattina delle nozze un ufficiale dell’esercito, scortato da due militi della Guardia Real, depone al Bosque de los Ausentes, il memoriale della tragedia, una corona di fiori da parte degli sposi con la dedica Siempre en nuestra memoria, Felipe y Letizia. 

La cerimonia è fissata alle 11.00, e nel quarto d’ora precedente la famiglia reale attraversa in corteo la Plaza de Armeria, che separa la Cattedrale dal Palazzo reale. -La Infanta Cristina, la minore delle due figlie dei sovrani, indossa una abito giallo oro con pardessous in pizzo grigio – i cui trafori consentono di vedere agevolmente i numerosi difetti del sottostante vestito – con una pamela di paglia che sarebbe stata bene sulle spiagge della Versilia negli anni ’60, più scarpe di faille marrone, chissà perché. La salva dal disastro solo la sua bellezza (e quella del marito). -L’Infanta Elena, la sorella maggiore, è meno bella ma ha sposato un uomo di gran gusto, che conosce e ama la moda. La sua mise è un capolavoro di moderna Hispanidad: un completo Christian Lacroix Haute Couture in seta rosa con pizzo e ricami avorio, col tocco scenografico della lunga mantilla nera sorretta da un’altissima peineta. Se proprio vogliamo trovare un difetto, non avrei messo la collana. -Mantilla e peineta anche per la Reina Sofía, elegante in abito lungo di raso champagne con ricami ton sur ton, firmato Margarita Nuez. Accompagna lo sposo, madre e madrina de boda secondo l’uso ispanico. Lui bello come il sole ed emozionato, non sa ancora che sta per passare un antipatico quarto d’ora, perché appena entrati in chiesa su Madrid si scatena un diluvio, così forte che la sposa non riesce ad arrivare. E dunque Felipe, contrariamente a quanto accade nei matrimoni reali dove i tempi sono rigidamente organizzati, è costretto ad aspettare in piedi da solo davanti all’altare, vivendo anche lui quella  situazione che imbarazza ogni sposo. Pertegaz_letiziaE quando la sposa finalmente arriva al braccio del padre sembra davvero un po’ affogare dentro un abito che appare piuttosto pesante. Lo ha creato il decano dei couturier spagnoli, Manuel Pertegaz, che all’epoca ha 86 anni e veste Letizia con un modello in seta intessuta con un filo d’argento: gonna a trapezio caratterizzata da un ricco ricamo con simboli araldici che ne accentua la linea e prosegue a bordare lo strascico a corolla, che raggiunge i quattro metri e mezzo; il corpetto si apre in un ampio collo che resta dritto ma troppo scostato dal viso della sposa, con l’interno a sua volta ricamato, in contrasto con la relativa semplicità del resto. letizia wedding tiaraAnche i polsini sono ricamati, ma la loro lunghezza contribuisce a creare quella sensazione di un abito troppo grande per una sposa così minuta (e tanto più bassa dello sposo; Letizia porta scarpe di Pura Lopez ricoperte dello stesso tessuto dell’abito, che non hanno ancora i tacchi altissimi che le diventeranno abituali). In testa un velo triangolare in tulle di seta ricamato con spighe e i gigli dei Borbone, dono di nozze di Felipe; per fermarlo Sofía presta alla sposa la Prussian Diamond Tiara che lei stessa ha indossato per le sue nozze quarantadue anni prima. Il disegno grecizzante rimanda alla famiglia ellenica della Reina, anche se il diadema ha un’origine prussiana, essendo stato il dono di nozze del Kaiser alla figlia Victoria Louise che nel 1913 sposò Ernst August von Hannover. La figlia della coppia, Frederika, ricevette in dono la tiara per il matrimonio con Paolo di Grecia per poi donarla a sua volta alla primogenita Sofia. Un gioiello importante e ricco di simboli che secondo me non donava particolarmente alla sposa, accentuando con le sue linee geometriche la spigolosità del viso di Letizia, all’epoca dotata ancora del naso originale.

La boda real resta nella memoria anche (soprattutto?) per una serie di episodi. -Caroline de Monaco arriva in chiesa sola soletta. Che fine ha fatto il marito Ernst August? La versione ufficiale parla di un malore, voci insistenti parlano di libagioni eccessive alla cena prenuziale.  Bello il cappello, ma la giacca un po’ grande accentua il tono mesto (tutto Chanel, ça va sans dire). Wedding Of Spanish Crown Prince Felipe and Letizia OrtizClotilde Coureau è da poco entrata in casa Savoia ed è diventata mamma. In una delle prime uscite da principessa indossa un completo indefinibile per forma colore tessuto e applicazioni (quelle sulla schiena sono ali?). Peccato, avrebbe potuto distrarre l’attenzione dal suocero Vittorio Emanuele, che tira uno sganassone al cugino Amedeo d’Aosta, reo di avere avuto un posto migliore del suo (essendo cugino di Sofía viene incluso nel gruppo-famiglia), ma fondamentalmente reo di pretendere al trono d’Italia. greci boda realPacificamente parte della famiglia ovviamente i Reali di Grecia, con Marie-Chantal gloriosamente incinta che inalbera un cappello da sogno; non potendo esagerare con l’abito esagera col copricapo, brava! .A proposito di cappelli, a me piace questo (lui è uno dei principi di Bulgaria, Kubrat, con moglie Carla); la mise invece è veramente terribile. -Chi tanto e chi niente: Rania di Giordania arriva da sola, meravigliosamente vestita Givenchy. Però è in lungo e senza cappello, e tanti saluti al dress code.

La famiglia della sposa, mamma Paloma e sorelle Telma ed Erika, vanno da Felipe Varela che le veste in nuance ma tutte uguali. Temevano di non essere riconosciute? miguel bosè boda real

E sì, c’era anche lui.

A Royal Calendar – 17 maggio 2008

È un weekend dedicato ai royal wedding quello appena iniziato: domani i riflettori torneranno ad accendersi sulla St.George’s Chapel a Windsor per le nozze di Lady Gabriella – figlia di Michael di Kent –  con Tom Kingston, e domenica i Duchi di Sussex festeggeranno il primo anniversario in compagnia del piccolo Archie. peter autumn weddingOggi però facciamo un salto indietro di 11 anni, quando Peter Phillips, primo figlio di Anne, primo nipote della regina e primo della sua generazione a sposarsi, va all’altare – sempre lo stesso, quello della St.George’s Chapel – con la bella fidanzata, la canadese Autumn Kelly. peter autumn wedding 2I due si conoscono nel 2003 a Montreal, durante il Gran Prix del Canada; lui si presenta semplicemente come Peter e lei capisce chi sia solo quando lo vede in televisione (c’è da dire che queste ragazze che sposano royal giovinotti sono distratte assai, non ce n’è una che riconosca al primo colpo chi ha davanti, con qualche lodevole, recente eccezione). La sposa è cattolica, ma si converte prima delle nozze, consentendo a Peter – che non ha un titolo ma è sempre nipote della Regina – di non uscire dalla linea di successione (da allora le cose, come sapete, sono cambiate). Arriva all’altare al braccio del padre in un abito Sassi Holford, un popolare brand di abiti nuziali nel Regno Unito: seta duchesse italiana e pizzo Chantilly, con la vita delineata da un’alta fascia a tre pieghe, un elegante coprispalle nello stesso pizzo e uno strascico trattenuto da fiocchi, inutilmente pasticciato. autumn phillips wedding dress backIl lungo velo è fermato dalla Festoon Tiara, di proprietà della suocera Anne; oltre a dare l’indispensabile tocco royal, la tiara assolve il compito del qualcosa di prestato e del qualcosa di vecchio (anche se proprio vecchia non è, essendo un omaggio che la Princess Royal ricevette nel 1973 dal World Wide Shipping Group, per essere stata madrina di una delle loro navi); la sposa ha raccontato che il qualcosa di blu era cucito all’interno dell’abito, che a sua volta era il qualcosa di nuovo insieme a orecchini e collier, dono di nozze dello sposo.

Kate Middleton Phillips WeddingIl matrimonio è passato alla storia principalmente per due motivi: la presenza di una bella ragazza bruna su cui si concentra l’attenzione di tutti. Si chiama Catherine, ed è la girlfriend del principe William che però non è con lei ma in Africa, a un altro matrimonio. La sua partecipazione a un evento del genere fa pensare che ormai sia stata ammessa in famiglia, e infatti due anni e mezzo dopo viene annunciato il loro fidanzamento ufficiale.

Il secondo motivo è il fatto che gli sposi vendono l’esclusiva delle nozze al magazine Hello, per 500.000 sterline, circostanza che sembra abbia mandato in bestia l’augusta nonna. Sarà per questo che Her Majesty ha indossato una delle sue mise più brutte di sempre? 2008 phillips wedding 2Per fortuna a noi pensato Beatrice di York, che ha inalberato questo capolavoro di farfalle in volo, del genio Philip Treacy (e chi altri?). Bea mi raccomando, dopo Gabriella la prossima devi essere tu! butterflies fascinator

 

(della mise indossata dalla Regina a questo matrimonio abbiamo parlato qui The Queen: dressing for wedding 5 )

Le foto del giorno – 17 maggio

Un giorno, due soggetti, tre feste. maxima amsterdam portOggi è il compleanno della Regina Consorte d’Olanda, Máxima, di cui parliamo spesso e volentieri per l’attività sempre intensa, il sorriso sempre aperto, le mise sempre d’effetto (a volte pure troppo). Una donna che non si risparmia come testimoniato dagli ultimi spostamenti; ha iniziato la settimana in Etiopia, due giorni in missione economica per conto dell’ONU (è Special Advocate del Segretario generale per l’economia sostenibile). Ieri era al porto di Amsterdam per l’inaugurazione dei nuovi cantieri navali Feadship, cui si riferisce questa immagine: abito longuette Natan – un po’ eccessiva l’organza per un’occasione del genere – cappello in paglia verde oliva con ampia tesa rialzata di Fabienne Delvigne (ne ha una collezione, in paglia o feltro, di ogni colore). Una mise già indossata in precedenza, compresi quei favolosi orecchini a forma di conchiglia, che potrebbero essere David Webb o Seaman Schepps o, più difficilmente, Fulco di Verdura (ma a Lady Violet poco importa, dato che ne ha giusto un paio praticamente identico dell’amato Kenneth Jay Lane, e l’ha già tirato fuori. Perché smetterà di piovere, e noi saremo pronte per l’estate con tutta una serie di bijoux a tema). maxima & girls sivigliaLa settimana precedente con tutta la famiglia ha impazzato a Siviglia per la Feria de Abril, dove lei e il marito si erano conosciuti vent’anni fa. Mentre Willem-Alexander s’è dovuto accontentare di un completuccio begiarello con cravatta in pendant (l’orrore proprio), le sue quattro signore erano a dir poco favolose, ciascuna nel suo traje flamenca, naturalmente (tutte creazioni Fabiola, fatevi un giro sul sito web se come Lady Violet amate il genere). Insomma, auguri a Máxima, che continui a riempirci gli occhi e il cuore. norwegian national dayL’altro superevento royal del giorno è la Festa Nazionale in Norvegia, e anche qui ci godiamo un’immagine della famiglia del principe ereditario in abito tradizionale (tutti tranne il giovane Sverre Magnus in completo blu ministeriale). Simpatici loro, belli i cani, eleganti i vestiti – impazzisco per quelle scarpe con le fibbie – apprezzo moltissimo l’uso del costume tipico, e ammiro la disinvoltura con cui lo indossano; Lady Violet approva.

 

Le foto del giorno – 2 maggio

Eccole, sono già uscite! Oh, ma non gli si si sta dietro a questi Windsor…

Oggi Charlotte la principessina di casa compie quattro anni, e arrivano puntuali le foto fatte da mamma Catherine, tre come per il fratellino Louis, sempre scattate ad Amner Hall, la residenza che la famiglia ha nella campagna del Norfolk. IMG_20190502_001409Pullover di tweed  e gonna scozzese, corre allegra con un daffodil in mano; essendo il fiore simbolo del Galles, sarà un’allusione al fatto che prima o poi toccherà a babbo il titolo di Prince of Wales? IMG_20190502_001415A cavallo della staccionata, buon sangue non mente! IMG_20190502_001402Ladies&Gents, ecco a voi la perfetta principessa del terzo millennio: sguardo furbetto, abito romantico e sneakers senza lacci. Truly adorable.

A Royal Calendar – 1 maggio 1994

Non aveva sangue blu, ma se le ragazze della mia generazione hanno sognato qualche volta il principe azzurro probabilmente era lui, Ayrton. ayrton-senna-2Il grande pilota, la macchina per vincere, il tre volte campione del mondo, quello che forse l’anno prossimo viene in Ferrari, e invece non c’è venuto mai. Quello che donava generosamente a chi aveva bisogno, e soprattutto ai bambini, ma si turbava a parlarne. Il brasiliano che era un po’ diverso dallo stereotipo del carioca sulla spiaggia di Copacabana, e lui spiegava che era nato a São Paulo, e tra un paulista e un carioca c’è la stessa differenza che c’è tra un milanese e un napoletano. Che poi lui un po’ napoletano ci era davvero, grazie a sua madre Neide, di origine mezza napoletana e mezza toscana. Insomma, roba nostra. A guardarlo oggi, che potrei io essere sua madre, viene spontaneo pensare che la luce un po’ triste di quegli occhi presentisse la tragedia, ma no, probabilmente era solo un filo di timidezza pudica.

Poi venne il 1 maggio del 1994. Era domenica, e si correva il Gran Premio di Imola. Una giornata brutta, con un’aria pesante che non era solo dovuta al tempo. Il giorno prima durante le qualifiche era morto un altro pilota, l’austriaco Roland Ratzenberger, ma l’impressione è che non importasse a nessuno. Non era un campione, non era famoso, guidava un’auto così così e l’incidente, che pure passò in televisione, mancava del pathos della gara, dunque who cares? L’incidente di Ayrton lo vedemmo tutti invece, comodamente seduti in poltrona; arrivava il caffè e lui se ne andava. Mi fece lo stesso effetto che tre anni e mezzo prima mi aveva fatto l’incidente di Stefano Casiraghi: un colpo così forte che lo sapevi già che era morto. Ayrton fu portato a Bologna, come Roland il giorno prima, ma io lo sapevo già che era morto. Se si fosse salvato chissà che danni avrebbe riportato, e siccome da giovani – e forse anche da vecchi – la sofferenza fa più paura della morte, l’annuncio del medico dell’Ospedale Maggiore (una donna, se non erro) fu un grande dolore e un piccolo sollievo, non una sorpresa. Qualche giorno dopo tornò a casa, a São Paulo, su un aereo Varig partito da Parigi e modificato perché la bara potesse viaggiare in cabina e non nella stiva; ma il suolo italico l’aveva lasciato a bordo dell’aereo presidenziale, una cortesia del presidente Scalfaro che fa capire quanto quella morte ci aveva toccati.

Due mesi dopo ci furono i mondiali di calcio, negli Stati Uniti. In finale arrivarono Italia e Brasile. Si andò ai rigori, e quello decisivo toccò a Baggio, il più spirituale dei calciatori. Sbagliò, e più di uno pensò che in qualche modo fosse opera di Ayrton. In fondo era giusto così, gli avevamo portato via Ayrton, ai brasiliani, non potevamo prenderci pure la coppa.

Poi arrivò il momento delle fidanzate segrete, signore e signorine che l’avevano conosciuto bene, non così bene, o anche per niente, planarono sui (per fortuna ancora pochi) talk show raccontando di grandi amori, passioni travolgenti, promesse di eterna fedeltà, progetti di matrimoni e bambini. Erano un po’ patetiche e così fastidiose, pretendevano di prendersi un dolore che era collettivo. Il funerale di Ayrton era stato qualcosa di epico, il funerale di Patroclo, di Ettore, di Achille, e tutti sanno che nell’epos omerico le compagne restano sullo sfondo. Le compagne vere, figuriamoci quelle finte.

Ci fu un processo credo, ma nessuno pagò, credo. La Formula 1 non fu la più stessa, ma almeno non ci furono più tragedie come questa, e alla fine è meglio così.

Alla mia generazione successe una cosa strana. Nel giro di pochi anni morirono Ayrton, Diana, Giovannino Agnelli, John Kennedy Jr. e sua moglie Carolyn. Avevano bellezza giovinezza denaro successo, alcuni perfino amore e felicità, e in un attimo volarono via. Chiamo quel periodo la fine dell’innocenza, il momento in cui mi resi conto che la mia vita poteva anche non andare come previsto, che potevamo tanto ma non tutto, che era il momento di perdere un po’ di illusioni, abbandonare un po’ di sogni e abbracciare la realtà. Che come tutte le generazioni che ci avevano precedute e tutte quelle che ci avrebbero seguite avremmo voluto cambiare il mondo, e forse ci saremmo riusciti, e forse no. Finora direi di no.

Ogni tanto ci penso, ad Ayrton. Non spesso, ma sempre il 21 marzo, che era il giorno del suo compleanno, e da cinque anni è anche quello di Purple, la mia cagnetta. Col passare del tempo naturalmente non c’è più dolore, ma un rimpianto leggero e sempre un sorriso. E anche un po’ di gratitudine, per aver aggiunto un sogno alla mia giovinezza.

Le foto del giorno – 30 aprile

Oggi il re di Svezia Carl Gustav compie 73 anni, e stamattina a Stoccolma è stato festeggiato con l’omaggio dei sudditi e una coreografica parata militare (potete vedere il tutto nel breve video in calce al pezzo, ma vi avviso che la marcetta in sottofondo è un po’, come dire, monotona).

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(Ph. Mattias Hellström/SPA)

Il sovrano è arrivato scortato da alcuni ufficiali tra cui il figlio Carl Philip che, non so perché e non me ne vogliate, mi dà sempre più l’idea di un bagnino di Cesenatico. Il resto della famiglia reale – la regina Silvia, l’erede al trono Victoria con marito e pargoli e la principessa Sofia moglie di (senza pupi) – assisteva da un balcone di palazzo. Assente, come accade sempre più spesso, la principessa Madeleine, che evidentemente preferisce le spiagge assolate di Miami

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(Ph. Pelle T Nilsson/SPA)

Essendo stati qui tutti ripresi a bocca semiaperta probabilmente stavano cantando l’inno nazionale, o erano in presa a una crisi mistica. In entrambi i casi è comprensibile che il piccolo Oscar non faccia nulla per nascondere il suo disappunto, mostrando il suo proverbiale broncio. Victoria e Estelle, mamma&figlia in pendant con cappottino rosa che a un certo punto si sono sfilate rivelando analogo vestitino floreale; Sofia in rosa pure lei con orecchini pendenti a boule di cui non si sentiva la necessità. La regina Silvia sempre bella nonostante un brutto lifting, o due, sempre signorile e direi professionale, non sempre riesce a mascherare l’espressione tipica della moglie di lungo di corso che ha dovuto ingoiare qualche rospo di troppo. Il re, in gioventù bello e romantico, e protagonista di una storia d’amore da sogno, mi sembra invecchiato acquisendo un’acidità boriosetta piuttosto che autorevolezza, e a dirla tutta mi ricorda sempre di più L’autunno del patriarca senza la travolgente narrazione di García Márquez. Peccato. In ogni caso, auguri!

Due compleanni, un anniversario e un’onorificenza tutta nuova

Otto anni fa gran parte degli occhi di royal watchers e watchers semplici erano puntati su Westminster Abbey dove si celebrava il primo royal wedding del decennio, quello tra William e Catherine; una persona che se ne intende mi ha detto che l’ottavo anniversario va sotto il nome di nozze di bronzo, informazione che vi passo con beneficio d’inventario. wc royal weddingCiò di cui oggi siamo sicuri è che i due coniugi festeggiano separati, lei a casa a Londra coi tre pupi che nel frattempo sono nati, lui a ventimila chilometri di distanza, in Nuova Zelanda. Ciò di cui siamo ragionevolmente sicuri, ma non si può mai dire, è che Baby Sussex non sia ancora arrivato/a, per cui anche negli anni futuri i festeggiamenti non dovrebbero sovrapporsi. Non so nel Regno Unito quali regole si seguano per i regali da fare nel giorno dell’anniversario di nozze – di qualunque materiale sia – ma ho il piacere di comunicarvi che Catherine oggi ne ha avuto di prestigio: Sua Maestà l’ha appena nominata Dame Grand Cross of the Royal Victorian Order (GCVO), for services to the Sovereign. Infanta-Sofia-birthdayUna giovane royal che finora è stata piuttosto sfortunata con le feste di compleanno è la prima birthday girl di oggi, l’Infanta Sofía che compie dodici anni e festeggia senza la madre, attualmente in Mozambico. E non è neanche la prima volta, perché naturalmente otto anni fa quelli che allora erano i Principi delle Asturie erano a Londra per il royal wedding, insieme con la Reina Sofía; e non mi sento di escludere altre assenze. La giovanissima Sofía, che non ha il peso di ereditare al corona e sembra avere la scanzonata disinvoltura comune a molti secondogeniti, mi dà l’impressione di essere il tipo che se la cava da sola, e sono certa che si sarà organizzata adeguatamente. Feliz cumpleaños a una fanciulla che sono certa crescendo ci darà grandi soddisfazioni. benedikteCompie gli anni oggi – per lei sono 75 – anche la principessa Benedikte di Danimarca, anche lei secondogenita dopo la regina Margrethe e prima della regina Anne-Marie di Grecia. L’unica delle tre sorelle senza trono, né come sovrana né come consorte, è vedova da due anni del tedesco principe Richard, capo della casata Sayn-Wittgenstein-Berleburg, da cui ha avuto tre figlie. Io la trovo bellissima ed elegantissima, magari in gioventù non aveva la delicata bellezza della sorella minore, ma il tempo le ha donato una notevole allure e ha rivelato tutta la sua classe, sublimata nella figura alta e sottile. Auguri anche a lei, e viva quelle nate per seconde! (come Lady Violet, l’avreste mai detto?)

Sono invece entrambi primogeniti, ed entrambi i primi a sposarsi nelle rispettive famiglie, William e Catherine, che otto anni fa fecero sognare il mondo intero. E siccome sapete tutto, avete letto tutto e sentito tutto, mi concentrerò sull’abito della sposa che è sempre uno dei protagonisti della giornata (pure più dello sposo, che comunque in questo caso con la bella giubba rossa delle Irish Guards e una quantità ancora accettabile di capelli in testa, faceva la sua figura). The wedding dress of Britain's Catherine, Duchess of Cambridge is seen as it is prepared for display at Buckingham Palace in LondonL’abito, che ho avuto occasione di vedere dal vivo nella mostra che fu organizzata a Buckingham Palace pochi mesi dopo le nozze, è senz’altro molto bello, ma manca della caratteristica che mi piacerebbe in queste occasioni: non è innovativo, non è originale (mentre quello di Eugenie, per intenderci, lo è). L’ispirazione di Sarah Burton – mente di Alexander McQueen da quando lui è morto – è vittoriana, ma sono innegabili i rimandi all’abito di Grace Kelly; il tutto è interpretato in chiave moderna, con il bustino aderente che ricorda, molto sobriamente, le guêpière tipiche della maison, chiuso da una fila interminabile di bottoncini, ben 58. Il bustino e le maniche sono in tulle di seta, ricoperti di applicazioni di pizzo di varie tipologie, con altre che decorano la gonna e lo strascico (in questo caso si tratta di pizzo Solstiss, usato anche per l’abito di Grace). Il lavoro è stato eseguito dalle ricamatrici della Royal School of Needlework, convinte di stare preparando un costume per la televisione.

La gonna in gazar di seta mi piace, bello il gioco delle pieghe sciolte dalla vita che aggiungono un po’ di volume alla figura esilissima della sposa e danno all’abito la necessaria importanza. Sono sostenute da un’intelaiatura piuttosto rigida che ha consentito all’abito di mantenere la sua forma durante tutta la giornata, che è poi quello che ci si aspetta dall’haute couture. The wedding dress of Britain's Catherine, Duchess of Cambridge is seen as it is prepared for display at Buckingham Palace in LondonÈ ancora un gioco di pieghe sul retro il punto da cui parte lo strascico, che è a mio avviso il vero punto debole, perché se vuoi dare visibilità anche alla sorella minore (e al suo derrière) dandole il ruolo di maid of honour e la cura dello strascico, questo dev’essere più lungo di due metri e 70, sennò finisce per rivelare la sottogonna (anche se capisco che lo sguardo dei più sia stato attratto da altro). Molto bello il velo, anche questo in tulle di seta (e si vede!) con piccole applicazioni solo sul bordo che gli danno un aspetto leggero e romantico. Piuttosto sorprendentemente trattandosi di un royal wedding è un velo corto; davvero chic per un matrimonio normale, in questo caso si poteva indossarne anche uno cattedrale, (così Pippa avrebbe avuto qualcosa di più acconcio da maneggiare), però la scelta è questa ed è, lei sì, davvero innovativa. Non siamo ancora alla rivoluzione di Eugenie, che il velo non l’ha proprio messo, ma siamo sulla buona strada. A questo punto fatemi aggiungere un piccolo aneddoto: visitando con Kate in anteprima la mostra, la Regina davanti al manichino senza testa ha reagito con una certa veemenza, definendolo horrible e horrid. Ma dico io, come vi viene in mente di evocare decollamenti in un palazzo reale? Non vi ha insegnato niente la storia? halo tiaraE a proposito di testa, quella di Catherine sfoggiava la meravigliosa Cartier Halo Tiara, nota anche come Scroll Tiara; un migliaio di diamanti su platino per una creazione realizzata dal celebre gioielliere francese nel 1936, commissionata dal Duca di York per sua moglie tre settimane prima di diventare King George VI. Io la trovo elegantissima ed estremamente raffinata, ma non dev’essere stata tra le preferite di nessuna delle royal ladies se la Queen Mom  l’ha indossata in pubblico una volta sola, la Regina mai e la principessa Margaret di rado. Qualche volta in più è stata vista sul capo della principessa Anne, probabilmente è considerata un gioiello più adatto alle persone più giovani. Neanche Catherine l’ha più indossata, anche perché la tiara ha fatto parte di una mostra di gioielli Cartier per lungo tempo; nelle poche occasioni finora in cui la Duchessa di Cambridge ha sfoggiato una tiara, la scelta è caduta sulla Lotus Flower o sulla Cambridge Lover’s Knot, un tempo assegnata alla suocera che non ha mai conosciuto, Diana.

A completare la mise della sposa delle décolletées ricoperte di pizzo, francamente dimenticabili (volete sapere che misura porta Catherine? 5.5 cioè 39), un bouquet piccolo e piuttosto banale, e una coppia di orecchini, dono di nozze dei genitori, in platino e diamanti con piccolo pendente a forma di ghianda, che compare nello stemma dei famiglia realizzato in vista delle nozze. Cari signori Middleton, sappiate che avete la mia stima imperitura per aver accettato con buona grazia le tre ghiande donate dal collegio araldico; in fondo poteva andare pure peggio.