A Royal Calendar – 22 ottobre 1943

Nel 1968 Catherine Deneuve ha 25 anni, e recita in Mayerling, drammone storico che racconta la scioccante fine dell’Arciduca Rodolfo d’Asburgo – erede al tono d’Austria e unico figlio maschio dell’imperatore Franz Joseph e di sua moglie Elizabeth, universalmente nota come Sissi – che nel 1889 morì, forse suicida, nel casino di caccia di Mayerling appunto, insieme alla giovanissima amante Maria von Vetsera. Nel film Catherine è Maria, Omar Sharif è Rodolfo, e gli imperatori sono interpretati da James Mason e Ava Gardner. catherine mayerling Catherine nasce da due attori nella Parigi occupata dai tedeschi; non ha la regalità del sangue, ma a voler  considerare quella dello charme, è senza dubbio una regina. Comincia a lavorare prestissimo seguendo le orme la sorella Françoise Dorléac, maggiore di un anno e mezzo, attrice e modella per Dior. Per scongiurare possibili confusioni Catherine sceglie di assumere il cognome della madre, e diventa Deneuve. Le due sorelle bruciano le tappe: mentre Françoise a 22 anni gira il capolavoro di Truffaut La calda amante, e due anni più tardi Cul-de-sac di Roman Polanski, Catherine incontra il regista Roger Vadim, marito divorziato di Brigitte Bardot. deneuve bruna Lui la dirige nel dimenticabile Il vizio e la virtù, ma prima di lasciarla per Jane Fonda, che diverrà la sua terza moglie, ha il tempo di fare per lei due cose fondamentali: le dà il primo figlio, Christian, e la spedisce da Carita, mitico regno della bellezza nel Fauburg St. Honoré dove le due sorelle spagnole Rosy e Maria trasformano una ragazza brunetta e graziosa come tante nell’icona assoluta della bionditudine che conosciamo da quasi sessant’anni.

È il 1967, Catherine grazie a Buñuel diventa Belle de jour, considerata una delle migliori interpretazioni nella storia del cinema, e le due sorelle girano insieme il delizioso Les Demoiselle de Rochefort; ma il 26 giugno Françoise ha un incidente sulla strada per l’aeroporto di Nizza, l’auto su cui si trova si ribalta e prende fuoco, lei muore. Ha solo 25 anni. deneuve dorleacIntanto Catherine ha sposato un fotografo inglese, David Bailey, e deve incontrare la Regina. Contatta un giovane couturier considerato l’erede di Dior: Yves Saint Laurent; è l’inizio di un’amicizia che durerà tutta la vita. deneuve queen elizabeth Gli abiti di Saint Laurent contribuiscono, con le ballerine Roger Vivier, a definire l’immagine di Séverine, la belle de jour, e lui vestirà la sua musa anche in altri film: La chamadeLa mia droga si chiama Julie, Notte sulla città e Miriam si sveglia a mezzanotte. deneuve yslL’attrice recita col gotha dei registi: Truffaut, Lelouch, Chabrol, Risi, Bolognini, Ferreri, Tony Scott, de Oliveira, von Trier, ed è tuttora attiva. Vince due César, per L’ultimo metro (premiata anche col David di Donatello) e Indocina, per cui ottiene la nomination all’Oscar. Archiviato il matrimonio con Bailey ha una lunga relazione con Marcello Mastroianni, da cui nasce la figlia Chiara. deneuve metro Dalla rottura riserbo assoluto, nulla più si sa della sua vita privata, nonostante i nomi di uomini più o meno famosi che spesso vengono accostati al suo. Non si tira indietro però quando si tratta di impegnarsi in prima persona – è stata ambasciatore dell’UNESCO  e volto per campagne di Amnesty e per la lotta all’AIDS – e non teme di prendere posizioni anche scomode, dalla rivelazione di un aborto illegale nel ’71, all’aperto sostegno alla causa LGBT, alle recenti critiche al movimento #metoo. Anticonformista senza sbandieramenti, fedele ai suoi vizi senza pentimenti – difficile vederla senza sigaretta tra le dita – gli anni hanno appena scalfito la sua bellezza ma le hanno donato un’ironia capace di stemperare la timidezza deneuve queen asterix E alla fine si è anche seduta sul trono, improbabile regina britannica abbondantemente drappeggiata in un tartan sgargiante. A chi si sarà ispirata?

A Royal Calendar – 20 ottobre 2012

Piccolo aggiornamento: nel 2019 i Granduchi ereditari festeggiano il settimo anno di matrimonio, speriamo lo vivano serenamente come sembra sia stato finora. Non sono diventati genitori, e noi rispettiamo tale condizione, sia che si tratti di una scelta sia di una circostanza indipendente dalla loro volontà. Le loro nozze restano però nella memoria per alcuni momenti ineguagliabili, tipo il favoloso cappello dell’allora principessa ereditaria ora regina degli Olandesi, Máxima.

Lussemburgo in festa sei anni fa per le nozze religiose del trentunenne Principe Ereditario Guillaume, che porta all’altare la fidanzata Stéphanie de Lannoy. lux wedding Lei appartiene a un’aristocratica famiglia belga le cui origini risalgono al Trecento; nel Cinquecento alcuni membri della casata portarono anche il titolo di Principi di Sulmona, cosa che non mancherà di interessare i numerosi abruzzesi amici del blog. Il fidanzamento viene purtroppo funestato dalla scomparsa della madre della sposa, a due soli mesi dalle nozze, che non subiscono però alcuno stravolgimento. lux civil wedding Il giorno precedente il matrimonio civile davanti al sindaco della capitale; Stéphanie ci aveva illusi presentandosi in Chanel, purtroppo l’illusione sarà presto fugata dalla noiosa banale realtà. La sera, al pre wedding party, fa la sua comparsa Elie Saab;

lux prewedding steph la sposa indossa un abito in pizzo grigio, nel più classico stile della maison libanese, ma pericolosamente simile a quello beige della suocera; l’una illumina la sua mise con la Diamond Vine Leaves Tiara, l’altra con l’importante Chaumet Diamond and Pearl. lux prewedding mt Ospiti tutte le teste coronate in circolazione: Mathilde del Belgio arriva al braccio del marito, in Armani Privé blu elettrico con la Laurel Wreath Tiara, Maxima d’Olanda in un Jan Taminiau veramente flamboyant e la Mellerio Ruby Tiara (la rivedremo a Londra la prossima settimana?),

Caroline de Monaco in Chanel Couture con la Cartier Pearl Drop Tiara in testa e la Charlotte’s Russian Fringe al collo, Mette Marit di Norvegia in un bellissimo Emilio Pucci rosso scuro e la piccola Diamond Daisy tra i capelli dall’acconciatura vintage.

La mattina dopo, tutti in chiesa – la Cattedrale di Notre Dame – per le nozze religiose. Lux wedding StephanieStéphanie arriva al braccio del fratello maggiore Jehan (il padre, molto anziano, è sulla sedia a rotelle) nell’ennesimo Saab, molto bello ma non memorabile, la piccola tiara di famiglia sui capelli biondi. In azzurro con tocchi arancione i bambini del corteo nuziale, mentre le due damigelle d’onore – la sorella di lui e una nipote di lei – sono in lungo color melone, un po’ troppo estivo. lux wedding mt Madre dello sposo in corallo: da Natan, la maison che firma questa mise, evidentemente temevano che una linea semplice l’avrebbe slanciata troppo, e hanno pensato bene di aggiungere una stola rigida che regala alla povera granduchessa l’effetto di un bonbon incartato e chiuso da un’enorme broche, di cui,  se non ricordo male, all’epoca si disse pure che fosse bigiotteria. La modista belga Fabienne Delvigne completa il tutto con un piccolo copricapo in tinta che francamente non aggiunge nulla né alla granduchessa né all’armonia dell’insieme. Tra le auguste ospiti très chic Caroline de Monaco in total look Chanel (la perfezione è nei dettagli: notare il guanto a gomito e calze e scarpe nella stessa identica nuance).

Elegante pure Letizia di Spagna, che non ama i cappelli e quando è costretta se li mette malvolentieri. Qui invece ne abbina con successo uno finalmente importante a un soprabito in pizzo in splendido contrasto con l’abito taupe.

Ni per Mary di Danimarca, vestita più per una giornata in ufficio che per un royal wedding; e quel cappello, troppo pesante! Quasi no per Marie-Chantal di Grecia: non mi convince troppo il colore, e ancora meno il modello. lux wedding sophieUna delle mie preferite tra tutte le royal ladies è sicuramente la contessa di Wessex, con questa versione British del New Look che innalzò alla gloria eterna Monsieur Dior. Abito di Emilia Wickstead in perfetto stile fifties ma sdrammatizzato da stampa grafica ispirata alla più inglese delle country lives, cavalli compresi. Cappello Jane Taylor dalla stupefacente forma aerodinamica che contrasta splendidamente coi suoi colori chiari e ha anche il merito di slanciarla.

Bisogna però ammettere la verità, non importa quanto fossero belle le invitate, quanto originali i loro cappelli, quanto chic le loro mise, quanto favolosi i loro gioielli, queste nozze passeranno alla storia per LUI il fagiano atterrato sulla bionda testa di Máxima, all’epoca non ancora regina dei Paesi Bassi. Superfluo ogni commento, ma è proprio il caso di dire, al suo coraggio, chapeau!

lux wedding maxima

A Royal Calendar – 16 ottobre 1793

Sale le scale del patibolo Marie Antoinette, ultima regina dell’Ancién Regime. Jacques-Louis_David_-_Marie_Antoinette_on_the_Way_to_the_Guillotine

Maria Antonia Josepha Johanna, figlia di Maria Teresa Imperatrice d’Austria e di Francesco Stefano di Lorena, nasce a Vienna il 2 novembre 1755. Sposa Louis, Delfino di Francia, nel 1770 e sale con lui al trono quattro anni dopo. Dopo tre lustri di un regno impossibile da sintetizzare in queste poche righe, la Rivoluzione travolge la vita dei sovrani e abbatte la monarchia. Dal 21 gennaio 1793 – giorno della morte per decapitazione di Louis XVI – e per i pochi mesi che le restano, Marie Antoinette diventa la Veuve Capet e come tale il 14 ottobre viene portata davanti al Tribunale Rivoluzionario processata e condannata a morte. Due giorni dopo, vestita di un semplice abito bianco – il colore regale del lutto – una cuffia a coprire i capelli appena tagliati, la mani legate dietro la schiena, viene fatta salire su un carretto aperto (e non sulla carrozza che era stata concessa al Re) e portata in Place de la Révolution. Tra il pubblico che durante tutto il tragitto inveisce contro la sovrana c’è il più grande pittore neoclassico, Jacques-Louis David; è un convinto rivoluzionario, e ha votato per la morte della ex sovrana. Quella che ritrae con pochi tratti di penna è una donna molto più anziana dei suoi trentotto anni, sofferente, sfiancata dalla lunga durissima prigionia, i capelli precocemente incanutiti, il corpo magro, il naso affilato. Ciò che però la mano dell’artista coglie è una donna sconfitta ma non doma, che va verso il suo destino col portamento dritto e lo sguardo fiero di una regina, diventando in morte quel che non sempre era stata in vita.

(Penna d’oca e inchiostro, Musée du Louvre)

A Royal Calendar – 14 ottobre 1938

Nasce a Teheran Farah Dibah. Farah-Diba A causa del royal wedding (in arrivo un altro paio di post) non ho avuto tempo, ma avrei voluto scrivere sulla Shahbanou e sulla sua vita incredibile in cui la favola si alterna alla tragedia.

Mentre ne ricordiamo il compleanno, fatemi sapere se vi farebbe piacere leggere di lei e della sua vita, per come sono in grado di ricostruirla. Compreso un ricordo familiare in esclusiva assoluta!

A Royal Calendar – 22 settembre 1984

Settembre è o non è il mese dei matrimoni? E allora eccovi un altro royal wedding! nozze astrid 4 Oggi festeggiano i trentaquattro anni di matrimonio la principessa Astrid del Belgio e Lorenz d’Austria-Este. Lei figlia dell’allora principe Albert di Liegi – poi re Albert II – e di Paola Ruffo di Calabria, lui nipote di nonni decisamente fuori dal comune. I paterni erano gli ultimi imperatori d’Austria, Karl I e la formidabile Zita, nata Borbone-Parma; i materni invece Amedeo di Savoia-Aosta, l’eroe dell’Amba Alagi, e Anna d’Orléans.

Lei 22 anni lui quasi 29 si sposano sotto una pioggia battente a Bruxelles nella chiesa di Notre Dame du Victories au Sablon, importante esempio di gotico brabantino.

Protagonista assoluto della giornata – oltre  agli sposi ça va sans dire – l’abito di Astrid, dotato di un paio di maniche che a confronto quelle della nubenda Diana erano aderenti come guanti. Ah, gli anni ’80… Una creazione in taffetà del sarto belga Louis Mies, cinque metri di voluminoso strascico (e altrettanti dalle spalle ai polsi della sposa, I presume). Come da tradizione familiare Astrid indossava l’antico velo nuziale dei Ruffo, trattenuto da un’abbondante acconciatura floreale, invece della tiara d’ordinanza.

Bellissima nonostante la mise (e giovanissima, aveva solo 47 anni) la mamma della sposa, in completo azzurro con giacca troppo lunga, spalle troppo larghe e una acconciatura composta da fascia stretta intorno alla fronte più veletta (vale la riflessione fatta sopra: ah, gli anni ’80…). Austera come sempre la regina Fabiola, una delle poche a uscire indenne dagli eccessi del decennio, nel senso che non ha mai seguito la moda. Però sulla fascia intorno alla fronte c’è cascata pure lei. E pure la loro cognata, sorella dei mariti di entrambe, la granduchessa di Lussemburgo Josephine Charlotte, come si vede nel video (è la signora in fucsia alle spalle di Paola).

Dopo tanti anni di matrimonio e cinque figli la coppia sembra ancora solida e affettuosa, e due anni fa ha festeggiato l’arrivo della prima nipotina, Anna Astrid.

Come ogni principessa che si rispetti Astrid si occupa di cause sociali, con particolare attenzione alla ricerca medica e alla sanità; come molti mariti di principesse Lorenz ha seguito la carriera bancaria ed è un manager. Ciò che li contraddistingue è il low profile, il garbo e la sobrietà con cui si muovono sul palcoscenico reale; e in fondo non è poco.

 

A Royal Calendar – 21 settembre 2013

Il prossimo royal wedding si avvicina a grandi passi, dunque preparatevi a tre settimane ad alta densità nuziale!

Oggi celebriamo le nozze di legno di Felix, secondogenito dei Granduchi del Lussemburgo, con Claire Ladermarcher. nozze claire felix 6 Le nozze furono celebrate in Provenza – regione in cui sia la famiglia granducale sia i tedeschi Landermarcher hanno delle belle proprietà – il rito nella basilica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, e il ricevimento nel vicino convento reale.  Ancora oggi la coppia vive coi due figli in Provenza, dove gestisce un’azienda vinicola. Presenti qua e là dei tocchi provenzali anche durante la cerimonia; il più grazioso? Le fedi presentate su un letto di lavanda, al posto del solito vassoietto/cuscinetto. nozze claire felix 7 La sposa era in Elie Saab, Maison che spesso serve le signore del Granducato. Bello l’abito di pizzo, anche se certo non innovativo, bellissimo il diadema floreale con piccoli fiori intrecciati a pampini e tralci di vite, già indossato per le nozze dalle quattro figlie della granduchessa Charlotte. nozze claire felixLook opposti per le madri degli sposi: sobria la mamma di lei, shocking quella di lui. Scelta senza rischi per la signora Ladermarcher: un classico abito chiaro e neutro (Dior), peccato che le maniche – o meglio, la loro assenza – evidenziasse le braccia un po’ provate dall’età, e la combinazione cappello spiaccicato+frangetta sottolineasse una certa  somiglianza con la signora Pina Fantozzi. All’opposto, la granduchessa Maria Teresa in soprabitino+cappellino+scarpettine in uno shocking pink che avrebbe fatto impazzire Madame Schiaparelli. E dire che secondo le cronache trattavasi di creazione firmata da Giorgio Armani, il re del greige e dell’understatement.

nozze claire felix 8La cognata Stéphanie, moglie dell’erede al trono Guillaume, era invece in acquamarina: vestaglietta in pizzo su fourreau di seta (spero), con un cappello di forma indefinibile che le dava un aspetto vagamente – ma molto vagamente – settecentesco. La pochettina rigida e il sandaletto spuntato con calza 70 denari sono francamente l’ultimo dei problemi. Peccato, perché ha una figura gradevole e belle gambe, e potrebbe permettersi assai di più.

 

 

 

Se però parliamo di copricapi di forme particolari, il premio l’ha vinto lei. nozze claire felix 3 Beatrice Borromeo, non ancora Casiraghi, stravolgeva la semplicità del tailleur pantaloni Armani – scelta che personalmente non amo per un matrimonio del genere, né per un matrimonio in generale –  con questo set di antenne, partorite dal genio di Philip Treacy. Favoloso.

A Royal Calendar – 15 settembre

Il 15 settembre dovrebbe essere ribattezzato The International Royal Birthday Day dato che ben tre importanti membri di altrettante famiglie reali festeggiano il compleanno.

 

Prima per cavalleria e rango (e pure per età), Doña Letizia, Reina de España, nata a Oviedo 46 anni fa. Segue a un’incollatura Daniel Westling, consorte della principessa ereditaria di Svezia, che oggi compie 45 anni. E last but not least Harry, il Duca di Sussex, 34 anni di carisma sorrisi e capelli rossi.

Lady Violet però oggi ha deciso di stupirvi con un’altra regina: Dame Agatha, the Queen of Mystery, the Queen of Crime. agatha christie books Agatha Mary Clarissa Miller nasce a Torquay, nel Devon, il 15 settembre 1890, ultima dei tre figli di un agente di borsa americano e di una britannica appassionata di esoterismo e convinta di avere doti divinatorie. Agatha ha un’infanzia felice in una famiglia benestante che vivrà però un periodo di ristrettezze dopo la morte del padre, quando lei ha solo 11 anni. Contrariamente alla sorella maggiore non frequenta la scuola ma studia a casa, incoraggiata dalla madre ad esercitare le sue passioni e i suoi talenti: la lettura, la scrittura, la musica: studia pianoforte e canto lirico ma la timidezza le rende difficile esibirsi in pubblico chiudendole le porte di una carriera artistica.

 

Un’altra sua passione, insolita per una ragazza del suo tempo, è lo sport: ama pattinare, ed è la prima donna inglese a surfare in piedi sulla tavola. agatha archie christie Inizia a scrivere brevi racconti; nel 1912 incontra Archibald Christie e se ne innamora. Lui è uno dei primi piloti della Royal Flying Corps, e nella sua autobiografia lei definirà la loro attrazione “excitement of the stranger”. Si sposano la vigilia di Natale del 1914; la Grande Guerra è iniziata, il 27 dicembre lui torna in servizio in Francia, lei riprende il volontariato al dispensario della Croce Rosse di Torquay. Solo a gennaio del 1918 la vita matrimoniale comincia davvero, e il 5 agosto dell’anno seguente Agatha dà alla luce l’unica figlia, Rosalind. Nel frattempo, accogliendo una sfida lanciatale dalla sorella, ha scritto il primo romanzo, The Mysterious Affair at Styles, (Poirot a Styles Court)ed è nato anche il suo primo detective: Hercule Poirot. Il personaggio le è stato ispirato dai molti rifugiati belgi che popolano la campagna inglese, e per scrivere dell’omicidio – un avvelenamento – si basa sulle conoscenze del lavoro al dispensario. Il romanzo viene pubblicato, e le viene proposto un contratto che ne prevede altri cinque: è nata una scrittrice. agatha-difficult-time

Invece il suo matrimonio sta morendo: Archie imbastisce una relazione con Nancy Neale, un’amica di famiglia con cui gioca spesso a golf. Agatha lo scopre, e la notte del 3 dicembre 1926 scompare. Nessuno sa dove sia, finché qualcuno dello staff dell’Harrogate Spa Hotel riconosce in un’ospite dell’albergo la scrittrice scomparsa. Si è presentata come Theresa Neale, Neale, come la sua rivale. Non riconosce il marito quando va a riprenderla e viene sottoposta a una terapia psichiatrica; non parlerà mai con nessuno di questa storia (il film Il segreto di Agatha Christie, con Vanessa Redgrave e Dustin Hoffman, racconta la vicenda).

Nel 1928 arriva il divorzio, Agatha riorganizza la sua vita: la figlia, la scrittura i viaggi; ma il destino ha in serbo una sorpresa per lei. Due anni dopo nasce l’altro suo grande personaggio: Miss Jane Marple, che compare per la prima volta in The Murder at the Vicarage (La Morte Nel Villaggio), e lei incontra un giovane archeologo, Max Mallowan; da un lontano viaggio in Egitto l’archeologia è un’altra delle sue passioni, e la compagnia di un esperto sembra perfetta. Max, che ha quattordici anni meno di lei, non vuole la sua compagnia, vuole il suo amore, e la chiede in moglie. Si sposano giovedì 11 settembre 1930, a Edimburgo; durerà tutta la vita, e lei conierà una delle sue frasi più famose:  “An archaeologist is the best husband a woman can have. The older she gets the more interested he is in her.” agatha max Gli anni della Seconda Guerra Mondiale sono pesanti: Max è in Egitto Agatha a Londra, dove torna a prestare servizio volontario in un dispensario, questa volta all’ospedale dell’University College. Nasce il suo unico nipote, Mathew Prichard, e nascono alcuni dei suoi libri migliori, uno per tutti And Then There Were None (Dieci Piccoli Indiani).

Finita la guerra comincia a rallentare la sua attività – anche per motivi fiscali – e si dedica al teatro; nel 1952 scrive The Mousetrap (Trappola per Topi). La commedia debutta a Nottingham il 6 ottobre dello stesso anno, e arriva in cartellone a Londra il 25 novembre; da allora è rappresentata ininterrottamente. È difficile trovare qualcos’altro che vada avanti senza sosta dal 1952, a parte il regno di Her Majesty, of course!

agatha the queen L’ultima apparizione pubblica della scrittrice è del 1974, quando presenzia alla prima del film tratto da Assassinio sull’Orient Express; commenta che si tratta di un buon adattamento, con l’eccezione dei baffi di Poirot, che non sono abbastanza folti.

Muore a 85 anni, il 12 gennaio 1976.

È lo scrittore che ha venduto più copie di sempre – a parte la Bibbia e le opere di Shakespeare – si parla di due miliardi, metà in lingua originale e metà nelle traduzioni. Ha inventato personaggi memorabili e trame perfette. Con lo pseudonimo di Mary Westmacott si è dedicata perfino alla letteratura rosa. Ma è stata anche, e soprattutto, una donna di straordinaria modernità, nel pensiero e nei comportamenti.

Lady Violet confessa il suo amore smisurato per Agatha, con una predilezione particolare per un personaggio “minore”: il misterioso, favoloso, magico Harley Quin.

 

 

A Royal Calendar – 28 agosto 1972

Muore in un incidente aereo a soli 30 anni William, primogenito ed erede dei Duchi di Gloucester.

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Alla nascita, il 18 dicembre 1941, il piccolo principe è quarto nelle linea di successione dopo le cugine Elizabeth e Margaret e il padre Henry. il Regno Unito è in guerra, e anche il Duca di Gloucester sta facendo il suo dovere per cui Re Giorgio VI scrive alla cognata Alice che se mai fosse accaduto qualcosa al fratello si sarebbe preso cura lui del neonato. Gloucesters_and_Mountbattens in CanberraFortunatamente il duca torna a casa sano e salvo e dal 1945 al 1947 è a Canberra con la famiglia, come Governor-General d’Australia. Al ritorno in patria il piccolo William è uno dei due paggetti, insieme col cugino Michael di Kent, alle nozze di Elizabeth con Philip Mountbatten. William studia a Eton, e poi a Cambridge, e va a perfezionarsi in America, alla Stanford University. Inizia una brillante carriera in diplomazia che è costretto a lasciare a causa delle precarie condizioni di salute del padre; anche la sua salute impensierisce un poco la madre: gli viene diagnosticata la porfiria, malattia ereditaria di cui soffrono molti Hannover. Royalty - The Gloucesters' - Barnwell Manor William si impegna sempre di più nelle attività della Royal Family e rappresenta la Regina in numerose occasioni. Bello, affascinante, brillante, sportivo, descritto dai suoi amici come affettuoso, generoso e leale, William è un vero prince charming con la passione del volo. Il 28 agosto 1972 partecipa col suo Piper Cherokee al Goodyear International Air Trophy a Halfpenny Green, nei pressi di Wolverhampton; è con lui Vyrell Mitchell, un pilota con cui il principe ha partecipato a numerose competizioni.  Royalty - Prince William of Gloucester Funeral - Windsor CastlePoco dopo il decollo William perde il controllo dell’aereo che urta un albero e precipita prendendo fuoco; ci vorranno due ore per spegnere l’incendio e il riconoscimento delle salme avverrà solo grazie alle impronte dentali. La sensazione che desta la sciagura è enorme, William è il primo dei cugini a morire e si decide di non informare il padre, gravemente malato. Dieci anni dopo la disgrazia il Principe di Galles, Charles, diventa padre di un bambino che un giorno siederà sul trono, e lo chiama William in ricordo dell’amatissimo cugino scomparso.

A Royal Calendar – 15 agosto 1950

Nasce a Londra Anne Elizabeth Alice Louise, secondogenita della principessa ereditaria Elizabeth e di suo marito Philip Mountbatten.

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La bimba viene alla luce a Clarence House – oggi residenza del Principe di Galles – dove i genitori si sono trasferiti durante il restauro di Buckingham Palace, seriamente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

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Legatissima al padre – che si dice abbia un debole per lei – la piccola principessa ha un carattere deciso, va bene a scuola ed eccelle nello sport: è un’ottima amazzone, ed è il primo membro della Royal Family a far parte di una squadra olimpica (nel 1976 a Montreal).  Giovanissima ha un flirt con Andrew Parker Bowles – che sposerà l’amore di suo fratello, Camilla Shand – ma il 14 novembre 1973 va all’altare col capitano dei Dragoni Mark Phillips, conosciuto nell’ambiente equestre.

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È il primo di una serie di royal wedding che delizieranno gli appassionati in tutto il mondo: cerimonia a Westminster Abbey, raggiante la sposa con un abito in stile Tudor, bello lo sposo nella sua uniforme, bellissima la tiara – la stessa Fringe indossata dalla madre per il matrimonio con Philip – leggendaria la foto di nozze su pelle d’orso.

Pochi mesi dopo Anne scampa a un tentativo di rapimento: l’auto su cui viaggia col marito viene bloccata sul Mall da un uomo armato; grazie alla reazione della scorta e di alcuni passanti e al sangue freddo mantenuto dalla principessa dopo una sparatoria il criminale viene disarmato e arrestato.

Nonostante la nascita di due figli, Peter e Zara, il matrimonio con Mark non dura e nel 1989 viene annunciata la separazione, seguita dal divorzio nel 1992. Nel dicembre dello stesso anno Anne sposa l’uomo che ama segretamente da alcuni anni: è un ufficiale della Royal Navy, si chiama Timothy Laurence ed è ancora al suo fianco.

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Oggi Anne, the Princess Royal, è nonna di quattro nipotine, lavora a tempo pieno per la Royal Family e con la stessa energia per le centinaia di associazioni di cui è patronessa. Manca di rado agli appuntamenti con la sua grande passione, l’equitazione, e come ogni country lady che si rispetti si porta dietro anche il cane.

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A Royal Calendar – 1 agosto 2015

Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo si sposano all’Isolino San Giovanni, Lago Maggiore.

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Cioè, un attimo, mica è così facile! Sarebbe più corretto dire che il 1 agosto la coppia si sposa col rito religioso, mettendo fine a una settimana di matrimoni ricevimenti e tanti, tanti cambi d’abito che neanche al Festival di Sanremo. Il primo appuntamento una settimana prima, sabato 25 luglio a mezzogiorno nel Palazzo del Principe  di Monaco; nozze civili, separate dalle religiose come avviene in tutti i paesi cattolici che non hanno il concordato col Vaticano.

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La sposa indossa un lungo abito in seta e chiffon rosa con sfumature oro e mauve, in testa solo una coroncina con fiorellini bianchi e malva, gli stessi del piccolo bouquet arricchito di edera e spighe.

Dopo la cerimonia lo zio Albert organizza nei giardini di Palazzo un cavagnetu, cioè un picnic, ma molto chic, champagne a fiumi e sposi in costume monegasco, come testimoniato dall’esclusiva della rivista Oggi. E non è finita, perché in serata i festeggiamenti proseguono allo Yacht Club de Monaco, dove lei indossa una mise in chiffon con cristalli, i capelli raccolti in uno chignon pulito; schiena nuda a parte, un perfetto stile Grace Kelly, mai dimenticata nonna di lui.

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Entrambi gli abiti sono Valentino Haute Couture, il primo ammiratissimo, il secondo meno, forse anche a causa della carenza di immagini. A Lady Violet piace molto anche l’abito da sera, fatta eccezione per la scollatura sulla schiena che finisce con un taglio troppo netto; però tessuto e ricami sono veramente interessanti.

beatrice domenica cognata alessandra ferri

Dopo una giornata così impegnativa cosa si fa, si riposa? Ma no, c’è il party balneare la domenica mattina! E la sposa posta una fotografia con un abito tuttifrutti e grande sombrero sfrangiato in compagnia di Alessandra Ferri, stilista e cognata in quanto moglie di suo fratello. Let’s go party!

Non si fa in tempo a tirare il fiato, due riviste sotto l’ombrellone, un bel gelato e si ricomincia!

bea abito ferretti

Venerdi 31 luglio la scena si sposta sul Lago Maggiore, a Stresa, per un ricevimento prenuziale. La sposa in questa occasione sceglie Alberta Ferretti, un lungo abito bianco molto hippy, con tanto di fiori nei capelli sciolti in riccioli (fintamente) spettinati. Splendido l’abito, perfette le infradito.

bea abito armani

E finalmente arrivò il giorno clou.

A mezzogiorno di sabato 1 agosto Pierre e Beatrice diventano marito e moglie anche davanti a Dio. Matrimonio religioso sull’Isolino San Giovanni, una delle Isole Borromee proprietà della famiglia di lei. Giornata interamente firmata Armani Privé, che per la cerimonia veste la sposa di un leggero, raffinatissimo pizzo avorio. Modello semplice e lineare ma di grandissimo effetto, nel più puro stile di re Giorgio. In una parola, la perfezione.

Per il grande ricevimento serale che chiude la kermesse nuziale Pierre è in frac, Beatrice si presenta in una nuvola di chiffon bianco, scollatura profonda, vita segnata e opulentissima gonna, più il coup de théâtre di due lunghe “code” fluttuanti, fermate sulle spalle da spille di diamanti di famiglia (purtroppo invisibili nelle foto).

bea sera armani

Fin qui la sposa. E le invitate? Ricordiamo per prime due signore che non ci sono più: Marta Marzotto, nonna materna della sposa, coi suoi tipici coloratissimi caftani e Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, qui ritratta con un favoloso Valentino mentre arriva alle nozze religiose in compagnia dei principi ereditari di Norvegia, Haakon e Mette-Marit (in Giambattista Valli).

E poi chi c’era? Oltre ovviamente alle famiglie Grimaldi e Borromeo c’erano i Marzotto (madre di lei), gli Agnelli ramo principale e vari collaterali, molta aristocrazia – di sangue o di ritorno – modelle nobili e plebee, qualche socialite (fanciulle note per spendere allegramente il denaro di papà e mammà) un po’ di industria, un po’ di moda, un po’ di spettacolo, un po’ di tutto. Alle nozze civili a Monaco c’erano pure Marco Travaglio e Peter Gomez, all’epoca datori di lavoro della sposa. Tra tante signore belle ed eleganti, Lady Violet ha selezionato per voi le sue preferite. Eccole.

Vestita Chanel da capo a pie’, as usual, Caroline de Monaco madre dello sposo si è esibita in una serie di notevoli performances, ma voi lettori affezionati non sarete stupiti se quella preferita da Lady Violet è una mise con cappello, e che cappello! Una cupola bianca annegata in un mare di tulle blu, che in qualche occasione ha rischiato il decollo. Complemento di grande effetto per un outfit piuttosto semplice: gonna longuette azzurro polvere e top senza maniche a piccoli fiori in rilievo. Che spettacolo.

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La sorella dello sposo, Charlotte, scortata dall’attore Gad Elmaleh, suo compagno di allora e padre del primogenito Gabriel. Al ricevimento serale sul Lago Maggiore incanta con un meraviglioso abito Gucci nelle tonalità del verde e viola: ruches e balze in grande leggerezza, la relativa semplicità del corpino  a bilanciare la ricchezza della gonna.

nozze bea pierre isabella in valentino

La sorella della sposa (padre in comune, madre diversa) Isabella Borromeo coniugata Brachetti Peretti, famiglia italiana di petrolieri – sono i proprietari dell’API – in Valentino.  Sapete quando si dice c’è chi può e chi non può? Ecco, Isabella può.