A Royal Calendar – 22 settembre 1984

Settembre è o non è il mese dei matrimoni? E allora eccovi un altro royal wedding! nozze astrid 4 Oggi festeggiano i trentaquattro anni di matrimonio la principessa Astrid del Belgio e Lorenz d’Austria-Este. Lei figlia dell’allora principe Albert di Liegi – poi re Albert II – e di Paola Ruffo di Calabria, lui nipote di nonni decisamente fuori dal comune. I paterni erano gli ultimi imperatori d’Austria, Karl I e la formidabile Zita, nata Borbone-Parma; i materni invece Amedeo di Savoia-Aosta, l’eroe dell’Amba Alagi, e Anna d’Orléans.

Lei 22 anni lui quasi 29 si sposano sotto una pioggia battente a Bruxelles nella chiesa di Notre Dame du Victories au Sablon, importante esempio di gotico brabantino.

Protagonista assoluto della giornata – oltre  agli sposi ça va sans dire – l’abito di Astrid, dotato di un paio di maniche che a confronto quelle della nubenda Diana erano aderenti come guanti. Ah, gli anni ’80… Una creazione in taffetà del sarto belga Louis Mies, cinque metri di voluminoso strascico (e altrettanti dalle spalle ai polsi della sposa, I presume). Come da tradizione familiare Astrid indossava l’antico velo nuziale dei Ruffo, trattenuto da un’abbondante acconciatura floreale, invece della tiara d’ordinanza.

Bellissima nonostante la mise (e giovanissima, aveva solo 47 anni) la mamma della sposa, in completo azzurro con giacca troppo lunga, spalle troppo larghe e una acconciatura composta da fascia stretta intorno alla fronte più veletta (vale la riflessione fatta sopra: ah, gli anni ’80…). Austera come sempre la regina Fabiola, una delle poche a uscire indenne dagli eccessi del decennio, nel senso che non ha mai seguito la moda. Però sulla fascia intorno alla fronte c’è cascata pure lei. E pure la loro cognata, sorella dei mariti di entrambe, la granduchessa di Lussemburgo Josephine Charlotte, come si vede nel video (è la signora in fucsia alle spalle di Paola).

Dopo tanti anni di matrimonio e cinque figli la coppia sembra ancora solida e affettuosa, e due anni fa ha festeggiato l’arrivo della prima nipotina, Anna Astrid.

Come ogni principessa che si rispetti Astrid si occupa di cause sociali, con particolare attenzione alla ricerca medica e alla sanità; come molti mariti di principesse Lorenz ha seguito la carriera bancaria ed è un manager. Ciò che li contraddistingue è il low profile, il garbo e la sobrietà con cui si muovono sul palcoscenico reale; e in fondo non è poco.

 

A Royal Calendar – 21 settembre 2013

Il prossimo royal wedding si avvicina a grandi passi, dunque preparatevi a tre settimane ad alta densità nuziale!

Oggi celebriamo le nozze di legno di Felix, secondogenito dei Granduchi del Lussemburgo, con Claire Ladermarcher. nozze claire felix 6 Le nozze furono celebrate in Provenza – regione in cui sia la famiglia granducale sia i tedeschi Landermarcher hanno delle belle proprietà – il rito nella basilica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, e il ricevimento nel vicino convento reale.  Ancora oggi la coppia vive coi due figli in Provenza, dove gestisce un’azienda vinicola. Presenti qua e là dei tocchi provenzali anche durante la cerimonia; il più grazioso? Le fedi presentate su un letto di lavanda, al posto del solito vassoietto/cuscinetto. nozze claire felix 7 La sposa era in Elie Saab, Maison che spesso serve le signore del Granducato. Bello l’abito di pizzo, anche se certo non innovativo, bellissimo il diadema floreale con piccoli fiori intrecciati a pampini e tralci di vite, già indossato per le nozze dalle quattro figlie della granduchessa Charlotte. nozze claire felixLook opposti per le madri degli sposi: sobria la mamma di lei, shocking quella di lui. Scelta senza rischi per la signora Ladermarcher: un classico abito chiaro e neutro (Dior), peccato che le maniche – o meglio, la loro assenza – evidenziasse le braccia un po’ provate dall’età, e la combinazione cappello spiaccicato+frangetta sottolineasse una certa  somiglianza con la signora Pina Fantozzi. All’opposto, la granduchessa Maria Teresa in soprabitino+cappellino+scarpettine in uno shocking pink che avrebbe fatto impazzire Madame Schiaparelli. E dire che secondo le cronache trattavasi di creazione firmata da Giorgio Armani, il re del greige e dell’understatement.

nozze claire felix 8La cognata Stéphanie, moglie dell’erede al trono Guillaume, era invece in acquamarina: vestaglietta in pizzo su fourreau di seta (spero), con un cappello di forma indefinibile che le dava un aspetto vagamente – ma molto vagamente – settecentesco. La pochettina rigida e il sandaletto spuntato con calza 70 denari sono francamente l’ultimo dei problemi. Peccato, perché ha una figura gradevole e belle gambe, e potrebbe permettersi assai di più.

 

 

 

Se però parliamo di copricapi di forme particolari, il premio l’ha vinto lei. nozze claire felix 3 Beatrice Borromeo, non ancora Casiraghi, stravolgeva la semplicità del tailleur pantaloni Armani – scelta che personalmente non amo per un matrimonio del genere, né per un matrimonio in generale –  con questo set di antenne, partorite dal genio di Philip Treacy. Favoloso.

A Royal Calendar – 15 settembre

Il 15 settembre dovrebbe essere ribattezzato The International Royal Birthday Day dato che ben tre importanti membri di altrettante famiglie reali festeggiano il compleanno.

 

Prima per cavalleria e rango (e pure per età), Doña Letizia, Reina de España, nata a Oviedo 46 anni fa. Segue a un’incollatura Daniel Westling, consorte della principessa ereditaria di Svezia, che oggi compie 45 anni. E last but not least Harry, il Duca di Sussex, 34 anni di carisma sorrisi e capelli rossi.

Lady Violet però oggi ha deciso di stupirvi con un’altra regina: Dame Agatha, the Queen of Mystery, the Queen of Crime. agatha christie books Agatha Mary Clarissa Miller nasce a Torquay, nel Devon, il 15 settembre 1890, ultima dei tre figli di un agente di borsa americano e di una britannica appassionata di esoterismo e convinta di avere doti divinatorie. Agatha ha un’infanzia felice in una famiglia benestante che vivrà però un periodo di ristrettezze dopo la morte del padre, quando lei ha solo 11 anni. Contrariamente alla sorella maggiore non frequenta la scuola ma studia a casa, incoraggiata dalla madre ad esercitare le sue passioni e i suoi talenti: la lettura, la scrittura, la musica: studia pianoforte e canto lirico ma la timidezza le rende difficile esibirsi in pubblico chiudendole le porte di una carriera artistica.

 

Un’altra sua passione, insolita per una ragazza del suo tempo, è lo sport: ama pattinare, ed è la prima donna inglese a surfare in piedi sulla tavola. agatha archie christie Inizia a scrivere brevi racconti; nel 1912 incontra Archibald Christie e se ne innamora. Lui è uno dei primi piloti della Royal Flying Corps, e nella sua autobiografia lei definirà la loro attrazione “excitement of the stranger”. Si sposano la vigilia di Natale del 1914; la Grande Guerra è iniziata, il 27 dicembre lui torna in servizio in Francia, lei riprende il volontariato al dispensario della Croce Rosse di Torquay. Solo a gennaio del 1918 la vita matrimoniale comincia davvero, e il 5 agosto dell’anno seguente Agatha dà alla luce l’unica figlia, Rosalind. Nel frattempo, accogliendo una sfida lanciatale dalla sorella, ha scritto il primo romanzo, The Mysterious Affair at Styles, (Poirot a Styles Court), ed è nato anche il suo primo detective: Hercule Poirot. Il personaggio le è stato ispirato dai molti rifugiati belgi che popolano la campagna inglese, e per scrivere dell’omicidio – un avvelenamento – si basa sulle conoscenze del lavoro al dispensario. Il romanzo viene pubblicato, e le viene proposto un contratto che ne prevede altri cinque: è nata una scrittrice. agatha-difficult-time

Invece il suo matrimonio sta morendo: Archie imbastisce una relazione con Nancy Neale, un’amica di famiglia con cui gioca spesso a golf. Agatha lo scopre, e la notte del 3 dicembre 1926 scompare. Nessuno sa dove sia, finché qualcuno dello staff dell’Harrogate Spa Hotel riconosce in un’ospite dell’albergo la scrittrice scomparsa. Si è presentata come Theresa Neale, Neale, come la sua rivale. Non riconosce il marito quando va a riprenderla e viene sottoposta a una terapia psichiatrica; non parlerà mai con nessuno di questa storia (il film Il segreto di Agatha Christie, con Vanessa Redgrave e Dustin Hoffman, racconta la vicenda).

Nel 1928 arriva il divorzio, Agatha riorganizza la sua vita: la figlia, la scrittura i viaggi; ma il destino ha in serbo una sorpresa per lei. Due anni dopo nasce l’altro suo grande personaggio: Miss Jane Marple, che compare per la prima volta in The Murder at the Vicarage (La Morte Nel Villaggio), e lei incontra un giovane archeologo, Max Mallowan; da un lontano viaggio in Egitto l’archeologia è un’altra delle sue passioni, e la compagnia di un esperto sembra perfetta. Max, che ha quattordici anni meno di lei, non vuole la sua compagnia, vuole il suo amore, e la chiede in moglie. Si sposano giovedì 11 settembre 1930, a Edimburgo; durerà tutta la vita, e lei conierà una delle sue frasi più famose:  “An archaeologist is the best husband a woman can have. The older she gets the more interested he is in her.” agatha max Gli anni della Seconda Guerra Mondiale sono pesanti: Max è in Egitto Agatha a Londra, dove torna a prestare servizio volontario in un dispensario, questa volta all’ospedale dell’University College. Nasce il suo unico nipote, Mathew Prichard, e nascono alcuni dei suoi libri migliori, uno per tutti And Then There Were None (Dieci Piccoli Indiani).

Finita la guerra comincia a rallentare la sua attività – anche per motivi fiscali – e si dedica al teatro; nel 1952 scrive The Mousetrap (Trappola per Topi). La commedia debutta a Nottingham il 6 ottobre dello stesso anno, e arriva in cartellone a Londra il 25 novembre; da allora è rappresentata ininterrottamente. È difficile trovare qualcos’altro che vada avanti senza sosta dal 1952, a parte il regno di Her Majesty, of course!

agatha the queen L’ultima apparizione pubblica della scrittrice è del 1974, quando presenzia alla prima del film tratto da Assassinio sull’Orient Express; commenta che si tratta di un buon adattamento, con l’eccezione dei baffi di Poirot, che non sono abbastanza folti.

Muore a 85 anni, il 12 gennaio 1976.

È lo scrittore che ha venduto più copie di sempre – a parte la Bibbia e le opere di Shakespeare – si parla di due miliardi, metà in lingua originale e metà nelle traduzioni. Ha inventato personaggi memorabili e trame perfette. Con lo pseudonimo di Mary Westmacott si è dedicata perfino alla letteratura rosa. Ma è stata anche, e soprattutto, una donna di straordinaria modernità, nel pensiero e nei comportamenti.

Lady Violet confessa il suo amore smisurato per Agatha, con una predilezione particolare per un personaggio “minore”: il misterioso, favoloso, magico Harley Quin.

 

 

A Royal Calendar – 28 agosto 1972

Muore in un incidente aereo a soli 30 anni William, primogenito ed erede dei Duchi di Gloucester.

william of gloucester

Alla nascita, il 18 dicembre 1941, il piccolo principe è quarto nelle linea di successione dopo le cugine Elizabeth e Margaret e il padre Henry. il Regno Unito è in guerra, e anche il Duca di Gloucester sta facendo il suo dovere per cui Re Giorgio VI scrive alla cognata Alice che se mai fosse accaduto qualcosa al fratello si sarebbe preso cura lui del neonato. Gloucesters_and_Mountbattens in CanberraFortunatamente il duca torna a casa sano e salvo e dal 1945 al 1947 è a Canberra con la famiglia, come Governor-General d’Australia. Al ritorno in patria il piccolo William è uno dei due paggetti, insieme col cugino Michael di Kent, alle nozze di Elizabeth con Philip Mountbatten. William studia a Eton, e poi a Cambridge, e va a perfezionarsi in America, alla Stanford University. Inizia una brillante carriera in diplomazia che è costretto a lasciare a causa delle precarie condizioni di salute del padre; anche la sua salute impensierisce un poco la madre: gli viene diagnosticata la porfiria, malattia ereditaria di cui soffrono molti Hannover. Royalty - The Gloucesters' - Barnwell Manor William si impegna sempre di più nelle attività della Royal Family e rappresenta la Regina in numerose occasioni. Bello, affascinante, brillante, sportivo, descritto dai suoi amici come affettuoso, generoso e leale, William è un vero prince charming con la passione del volo. Il 28 agosto 1972 partecipa col suo Piper Cherokee al Goodyear International Air Trophy a Halfpenny Green, nei pressi di Wolverhampton; è con lui Vyrell Mitchell, un pilota con cui il principe ha partecipato a numerose competizioni.  Royalty - Prince William of Gloucester Funeral - Windsor CastlePoco dopo il decollo William perde il controllo dell’aereo che urta un albero e precipita prendendo fuoco; ci vorranno due ore per spegnere l’incendio e il riconoscimento delle salme avverrà solo grazie alle impronte dentali. La sensazione che desta la sciagura è enorme, William è il primo dei cugini a morire e si decide di non informare il padre, gravemente malato. Dieci anni dopo la disgrazia il Principe di Galles, Charles, diventa padre di un bambino che un giorno siederà sul trono, e lo chiama William in ricordo dell’amatissimo cugino scomparso.

A Royal Calendar – 15 agosto 1950

Nasce a Londra Anne Elizabeth Alice Louise, secondogenita della principessa ereditaria Elizabeth e di suo marito Philip Mountbatten.

image

La bimba viene alla luce a Clarence House – oggi residenza del Principe di Galles – dove i genitori si sono trasferiti durante il restauro di Buckingham Palace, seriamente danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

hbz-princess-anne-1953-gettyimages-515428964-1502998272

Legatissima al padre – che si dice abbia un debole per lei – la piccola principessa ha un carattere deciso, va bene a scuola ed eccelle nello sport: è un’ottima amazzone, ed è il primo membro della Royal Family a far parte di una squadra olimpica (nel 1976 a Montreal).  Giovanissima ha un flirt con Andrew Parker Bowles – che sposerà l’amore di suo fratello, Camilla Shand – ma il 14 novembre 1973 va all’altare col capitano dei Dragoni Mark Phillips, conosciuto nell’ambiente equestre.

4804995e6f19586d41562279efba9522

È il primo di una serie di royal wedding che delizieranno gli appassionati in tutto il mondo: cerimonia a Westminster Abbey, raggiante la sposa con un abito in stile Tudor, bello lo sposo nella sua uniforme, bellissima la tiara – la stessa Fringe indossata dalla madre per il matrimonio con Philip – leggendaria la foto di nozze su pelle d’orso.

Pochi mesi dopo Anne scampa a un tentativo di rapimento: l’auto su cui viaggia col marito viene bloccata sul Mall da un uomo armato; grazie alla reazione della scorta e di alcuni passanti e al sangue freddo mantenuto dalla principessa dopo una sparatoria il criminale viene disarmato e arrestato.

Nonostante la nascita di due figli, Peter e Zara, il matrimonio con Mark non dura e nel 1989 viene annunciata la separazione, seguita dal divorzio nel 1992. Nel dicembre dello stesso anno Anne sposa l’uomo che ama segretamente da alcuni anni: è un ufficiale della Royal Navy, si chiama Timothy Laurence ed è ancora al suo fianco.

tim-1--a

Oggi Anne, the Princess Royal, è nonna di quattro nipotine, lavora a tempo pieno per la Royal Family e con la stessa energia per le centinaia di associazioni di cui è patronessa. Manca di rado agli appuntamenti con la sua grande passione, l’equitazione, e come ogni country lady che si rispetti si porta dietro anche il cane.

IMG_20180813_174933

A Royal Calendar – 1 agosto 2015

Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo si sposano all’Isolino San Giovanni, Lago Maggiore.

pierre bea matrimonio religioso

Cioè, un attimo, mica è così facile! Sarebbe più corretto dire che il 1 agosto la coppia si sposa col rito religioso, mettendo fine a una settimana di matrimoni ricevimenti e tanti, tanti cambi d’abito che neanche al Festival di Sanremo. Il primo appuntamento una settimana prima, sabato 25 luglio a mezzogiorno nel Palazzo del Principe  di Monaco; nozze civili, separate dalle religiose come avviene in tutti i paesi cattolici che non hanno il concordato col Vaticano.

bea pierre wedding

La sposa indossa un lungo abito in seta e chiffon rosa con sfumature oro e mauve, in testa solo una coroncina con fiorellini bianchi e malva, gli stessi del piccolo bouquet arricchito di edera e spighe.

Dopo la cerimonia lo zio Albert organizza nei giardini di Palazzo un cavagnetu, cioè un picnic, ma molto chic, champagne a fiumi e sposi in costume monegasco, come testimoniato dall’esclusiva della rivista Oggi. E non è finita, perché in serata i festeggiamenti proseguono allo Yacht Club de Monaco, dove lei indossa una mise in chiffon con cristalli, i capelli raccolti in uno chignon pulito; schiena nuda a parte, un perfetto stile Grace Kelly, mai dimenticata nonna di lui.

abiti_beatrice_borromeo valentino

Entrambi gli abiti sono Valentino Haute Couture, il primo ammiratissimo, il secondo meno, forse anche a causa della carenza di immagini. A Lady Violet piace molto anche l’abito da sera, fatta eccezione per la scollatura sulla schiena che finisce con un taglio troppo netto; però tessuto e ricami sono veramente interessanti.

beatrice domenica cognata alessandra ferri

Dopo una giornata così impegnativa cosa si fa, si riposa? Ma no, c’è il party balneare la domenica mattina! E la sposa posta una fotografia con un abito tuttifrutti e grande sombrero sfrangiato in compagnia di Alessandra Ferri, stilista e cognata in quanto moglie di suo fratello. Let’s go party!

Non si fa in tempo a tirare il fiato, due riviste sotto l’ombrellone, un bel gelato e si ricomincia!

bea abito ferretti

Venerdi 31 luglio la scena si sposta sul Lago Maggiore, a Stresa, per un ricevimento prenuziale. La sposa in questa occasione sceglie Alberta Ferretti, un lungo abito bianco molto hippy, con tanto di fiori nei capelli sciolti in riccioli (fintamente) spettinati. Splendido l’abito, perfette le infradito.

bea abito armani

E finalmente arrivò il giorno clou.

A mezzogiorno di sabato 1 agosto Pierre e Beatrice diventano marito e moglie anche davanti a Dio. Matrimonio religioso sull’Isolino San Giovanni, una delle Isole Borromee proprietà della famiglia di lei. Giornata interamente firmata Armani Privé, che per la cerimonia veste la sposa di un leggero, raffinatissimo pizzo avorio. Modello semplice e lineare ma di grandissimo effetto, nel più puro stile di re Giorgio. In una parola, la perfezione.

Per il grande ricevimento serale che chiude la kermesse nuziale Pierre è in frac, Beatrice si presenta in una nuvola di chiffon bianco, scollatura profonda, vita segnata e opulentissima gonna, più il coup de théâtre di due lunghe “code” fluttuanti, fermate sulle spalle da spille di diamanti di famiglia (purtroppo invisibili nelle foto).

bea sera armani

Fin qui la sposa. E le invitate? Ricordiamo per prime due signore che non ci sono più: Marta Marzotto, nonna materna della sposa, coi suoi tipici coloratissimi caftani e Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, qui ritratta con un favoloso Valentino mentre arriva alle nozze religiose in compagnia dei principi ereditari di Norvegia, Haakon e Mette-Marit (in Giambattista Valli).

E poi chi c’era? Oltre ovviamente alle famiglie Grimaldi e Borromeo c’erano i Marzotto (madre di lei), gli Agnelli ramo principale e vari collaterali, molta aristocrazia – di sangue o di ritorno – modelle nobili e plebee, qualche socialite (fanciulle note per spendere allegramente il denaro di papà e mammà) un po’ di industria, un po’ di moda, un po’ di spettacolo, un po’ di tutto. Alle nozze civili a Monaco c’erano pure Marco Travaglio e Peter Gomez, all’epoca datori di lavoro della sposa. Tra tante signore belle ed eleganti, Lady Violet ha selezionato per voi le sue preferite. Eccole.

Vestita Chanel da capo a pie’, as usual, Caroline de Monaco madre dello sposo si è esibita in una serie di notevoli performances, ma voi lettori affezionati non sarete stupiti se quella preferita da Lady Violet è una mise con cappello, e che cappello! Una cupola bianca annegata in un mare di tulle blu, che in qualche occasione ha rischiato il decollo. Complemento di grande effetto per un outfit piuttosto semplice: gonna longuette azzurro polvere e top senza maniche a piccoli fiori in rilievo. Che spettacolo.

nozze bea pierre charlotte in gucci

La sorella dello sposo, Charlotte, scortata dall’attore Gad Elmaleh, suo compagno di allora e padre del primogenito Gabriel. Al ricevimento serale sul Lago Maggiore incanta con un meraviglioso abito Gucci nelle tonalità del verde e viola: ruches e balze in grande leggerezza, la relativa semplicità del corpino  a bilanciare la ricchezza della gonna.

nozze bea pierre isabella in valentino

La sorella della sposa (padre in comune, madre diversa) Isabella Borromeo coniugata Brachetti Peretti, famiglia italiana di petrolieri – sono i proprietari dell’API – in Valentino.  Sapete quando si dice c’è chi può e chi non può? Ecco, Isabella può.

A Royal Calendar – 31 luglio 1920

franca valeri

Il royal calendar di oggi non è dedicato alla regalità del sangue ma a quella dell’intelligenza, del talento, della cultura, dello humour, del garbo, dell’eleganza.

Il 31 luglio 1920 nasce a Milano Franca Maria Norsa, per tutti Franca Valeri, nome nato per caso, suggerito da un libro di Paul Valéry. Signora del teatro, regina della commedia, imperatrice dell’umorismo intelligente raffinato e un po’ crudele, Franca appartiene a una famiglia della buona borghesia meneghina, madre cattolica e padre ebreo. Nella sua biografia il Liceo Parini e le leggi razziali, gli amici intellettuali e la passione per la recitazione, i primi spettacoli coi Gobbi, il matrimonio con Vittorio Caprioli e la relazione col maestro Maurizio Rinaldi, due grandi seduttori che l’hanno abbondantemente tradita. E i cani, tanti cani, amatissimi, che non l’hanno tradita mai. Senza dimenticare l’amore per la musica – a quattro anni e mezzo, vestita di fucsia, la sua prima volta alla Scala per Il Trovatore di Verdi – nella sua lunga e multiforme carriera è stata anche regista di opere liriche.

franca giulia sofia

Franca non solo attrice ma autrice teatrale, Franca e suoi mille ritratti femminili. Uno su tutti la signorina snob, creata da ragazza guardando con occhio perfidamente divertito le sciure milanesi e le loro figlie. Consegnata al piacere della lettura – Il Diario della Signorina Snob è il libro delizioso scritto a quattro mani con Colette Rosselli, l’immortale Donna Letizia regina del saper vivere – e consacrata al cinema nel mitico ruolo di Giulia Sofia, la proprietaria della villa caprese che in Totò A Colori racconta all’amica Maria Giorgia: «c’è la Patrizia che è una ragazza piuttosto bene. sai, non è nobile ma ha il cane scozzese!» e «abbiamo un francesone, che bello! ce l’hanno mandato da Cap d’Antibes, un tipo molto Napoléon»

franca lady eva

O Lady Eva, baronessa Bolasky, “polacca per parte di madre” – in realtà Filomena Cangiullo – che nel film Piccola Posta narrava alle lettrici della rivista Adamo ed Eva delle sue visite al mercatino rionale come una promenade al Bois de Boulogne dove il carretto della spazzatura diventa il tiro a quattro di Olga Alexandrovna, la sirena vestita da cosacco, come ebbe a chiamarla scherzosamente lo Zar il motofurgone del veterinario di cui si invaghisce, la sua Hispano-Suiza in cui il cuoio della sorella Bulgaria si intrecciava alla renna della cugina Finlandia.

Sublime Franca, che porta con soave eleganza anche la pesantezza degli anni e della malattia, con l’eterno caschetto creato per lei dai Vergottini nel ’64 e il favoloso guardaroba firmato Capucci, senza perdere un grammo di quello charme con cui regna su questo paese senza corona praticamente da quando Elizabeth salì sul trono di San Giacomo.

Che meraviglia, queste ragazze degli anni ’20!

A Royal Calendar – 21 luglio 2013

A seguito dell’abdicazione del padre Albert II, il Duca di Brabante Philippe diventa il settimo Re dei Belgi. La cerimonia è molto semplice: un giuramento davanti alle Camere riunite. Infatti in Belgio non esiste fisicamente nessuna corona da indossare, e lo stesso titolo del sovrano, Re dei Belgi e non Re del Belgio sembra alludere al concetto di primus inter pares piuttosto che quello di signore di un territorio.

roi-philippe-et-le-reine-mathilde-de-belgique

Quando nasce, il 15 aprile 1960 – nove mesi esatti dopo il matrimonio dei genitori – Philippe Léopold Louis Marie è “solo” un principe belga, figlio di Albert di Liegi, fratello minore del re, e della sua bellissima, giovanissima, italianissima moglie, Paola Ruffo di Calabria. Il giorno in cui il bimbo compie otto mesi re Baldovino sposa Fabiola de Mora y Aragón, e tutti si aspettano che presto avrà la sua discendenza. Purtroppo, com’è noto, la coppia non riesce ad avere dei figli e Philippe comincia a studiare da re sotto la guida dello zio, che lo considera il suo naturale successore.

philippe baldovino

Carriera militare, laurea in scienze politiche a Oxford, specializzazione a Berkeley, le immancabili attività sportive, la formazione del giovane principe procede su binari definiti quando il re, affetto dal morbo di Barlow, muore improvvisamente durante una vacanza in Spagna, e il trono passa al fratello Albert. Philippe ha 33 anni ed è ufficialmente il Principe di Brabante, titolo che spetta all’erede al trono belga. È un giovane uomo serio, educato, colto, sportivo, ma è solo, e tale resta ancora per qualche anno finché sulla scena non compare Mathilde d’Udekem d’Akoz.

belgian wedding

Lei è più giovane di 13 anni, è alta bionda e molto graziosa e fa la logopedista. Oltre al sangue blu – sua madre è una contessa polacca, il padre un barone poi promosso conte, che ha anche ricoperto vari incarichi politici – ha l’innegabile vantaggio di essere nata in Belgio, unica finora tra tutte le regine consorti, ed è una dote importante in un paese composto da due etnie, Fiamminghi e Valloni, che non sempre sono in armonia. I due si sposano il 4 dicembre del 1999, Philippe indossa l’uniforme della Regia Aeronautica Militare e la fascia viola dell’ordine di Leopoldo, Mathilde inaugura la lunga e non sempre felice collaborazione con la belga Maison Natan, che la seppellisce dentro un vestito con soprabito in stile medioevale-tendenza-gotico, corredato da quello che più che un bouquet sembra proprio un cespuglio. La salva lo splendido velo antico in pizzo, tesoro della famiglia Ruffo, trattenuto dalla tiara della compianta regina Astrid, la nonna di Philippe morta giovanissima. E, naturalmente, il dolcissimo sorriso. Nascono quattro figli: Elizabeth, Gabriel, Emmanuel ed Eleonore.

belgian family

La famiglia sembra molto affiatata e serena, i sovrani sono spesso fotografati coi quattro ragazzi, che hanno tutti i capelli biondi e i lineamenti delicati dei genitori, anche se nessuno sembra avere ereditato la raffinata bellezza della nonna Paola.

belgi padre figlia

La primogenita Elizabeth, diciassette anni a ottobre, un giorno succederà al padre grazie all’abolizione della legge salica che interdiva alle femmine l’ascesa al trono. Anche nelle fotografie ufficiali diffuse in questi giorni sembra una ragazza equilibrata e volitiva, per nulla spaventata dalla prospettiva di essere la prossima Regina Elizabeth. Regnerà magari per un tempo più breve ma con la stessa capacità dell’illustre omonima?

Un dubbio che speriamo di tenerci ancora a lungo, perché, come si dice in questi casi, lunga vita al re!

 

A Royal Calendar – 20 luglio 1999

caroline-alexandra

Nasce a Vöcklabruck, in Alta Austria, Alexandra Charlotte Ulrike Maryam Virginia von Hannover (non vi fermate, la parte difficile è finita!). Unica figlia nata dall’unione tra Caroline de Monaco e il suo terzo marito, il principe Ernst August von Hannover, Alexandra ha due fratelli da parte del padre più due fratelli e una sorella da parte della madre. Una vera royal family allargata!

alexandra in famiglia

Quando nonna Grace cercava un partito coronato per la primogenita Caroline, Ernst August era uno dei papabili. Poi lei sposò Junot (lo raccontiamo qui A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978 ), lui sposò la miliardaria svizzera Chantal Hochuli e il capitolo sembrava chiuso. Invece qualche decennio dopo i due tornano a frequentarsi, lei è una vedova (di Stefano Casiraghi) giovane e infelice; il vecchio amico le sta vicino riportando un po’ di serenità nelle sue giornate e un po’ di sorriso sul bel viso, ed è un valido sostegno quando la principessa perde i capelli, e tutti temono il peggio.

caroline ernst wedding

Le nozze arrivano il 23 gennaio 1999, Caroline quel giorno compie 42 anni, è già incinta di Alexandra, e ricicla un tailleur Chanel color glicine. Il rapporto sembra stabile nonostante le intemperanze del principe, che gli costano qualche guaio con la legge e il biasimo generale. Come dimenticare Caroline partecipare sola e sconsolata alle nozze del Principe delle Asturie con Letizia Ortiz? Allora si disse che Ernst aveva esagerato in libagioni alla festa prenuziale, e non era stato in grado di accompagnare la moglie alla cerimonia in chiesa (quel matrimonio è rimasto nella memoria anche per il paggetto Frolian – figlio dell’Infanta Elena – che prendeva a calci un altro paggetto, mentre il Principe di Napoli Vittorio Emanuele sferrò un pugno al cugino Amedeo Duca d’Aosta, reo di essersi seduto in posizione di maggior prestigio, a causa dei legami di parentela con la madre dello sposo, Sofia).

Il matrimonio dura ancora qualche anno, lei sempre più algida ed elegante, sul capo le tiare di famiglia, – la Floral Hannover e la più geometrica Brunswick – lui sempre più scarmigliato, le gote sempre più rosse. A un certo punto la coppia si separa ma non divorzia, e infatti Caroline è ancora Sua Altezza Reale la Principessa di Hannover.

Contrariamente ai suoi fratelli Casiraghi, Alexandra ha il titolo di Principessa e il trattamento di Altezza Reale, diversamente da loro è battezzata e cresciuta nella fede luterana del padre. In quanto discendente di re George III è nella linea di successione al trono britannico (ma in posizione un po’ arretrata, oltre il 400° posto) ed è tredicesima nella linea di successione monegasca. Ragionevolmente non la vedremo su nessun trono, ma la vediamo sempre con piacere affacciata alla loggia del Palazzo di Monaco il giorno della festa nazionale del Principato. Messa sempre a confronto con la madre e la sorella Charlotte, cui francamente somiglia poco, e con la bellissima nonna Grace, cui somiglia ancor meno, Alexandra è di solito considerata un po’ il brutto anatroccolo di famiglia. Lady Violet l’ha incontrata – o, meglio, ci si è quasi scontrata – qualche estate fa a Capri, e ricorda con piacere una ragazzina bionda che scorrazzava in monopattino a Marina Grande, sorridente, spigliata e molto più simpatica dell’imbronciatissima sorella maggiore.

alexandra pattini

Nell’attesa di diventare il cigno della favola – ormai manca poco! –  si è costruita una solida reputazione come pattinatrice, ed è sempre presente agli eventi del principato scortata dal suo boyfriend, conosciuto a scuola da bambina. Lui si chiama Ben-Sylvester Strautmann, famiglia di banchieri con residenza nel principato a Montecarlo, che gioca a basket e fa il DJ. Scommettiamo che venerdì prossimo al Gala de la Croix Rouge saranno loro i protagonisti?

A Royal Calendar – 18 luglio 1918

Nasce a Mvezo, British South Africa, Nelson Rolihlahla Mandela.

nelson_centenary_2018

Va bene che oggi il mondo festeggia il centenario della sua nascita, ma che c’entra Mandela coi royals, vi starete chiedendo? E invece c’entra! Suo padre apparteneva al clan Madiba, discendente dalla famiglia reale Thembu dunque alla fine era royal pure lui (e Madiba è rimasto il suo soprannome).

Per approfondire la sua vita straordinaria – gli anni intensi della formazione, l’attività politica, la lunghissima detenzione, la fine dell’apartheid, il Nobel per la Pace, la presidenza della Repubblica Sudafricana, la filantropia – non basterebbero mille post. Pochi uomini hanno inciso così profondamente con le azioni nella storia del proprio paese, e con le idee nella definizione della contemporaneità. Questo però non è un blog di storia ma di chiacchiere, e dunque perdonerete Lady Violet se riserveremo la nostra attenzione ai rapporti di Madiba con le teste coronate.

In un video del 2002 definiva il principe Charles “a fine chap” una brava persona, apprezzandone la passione per l’architettura e la tutela dell’ambiente, ed era rimasto molto impressionato dal fatto che invitato a Buckingham Palace, la sovrana gli aveva servito personalmente il tè.

nelson & lilibet

Nei numerosi incontri con sviluppò un legame piuttosto stretto con Her Majesty, che chiamava per nome. La sua assistente personale Zelda la Grange, nel suo memoriale Good Morning, Mr Mandela, pubblicato su The Sunday Times Magazine, ricorda di aver assistito a un incontro in cui Madiba si era rivolto alla Regina chiamandola per nome: Oh, Elizabeth. E lei aveva risposto Hello Nelson. E in un’altra occasione l’aveva apostrofata con un “Oh, Elizabeth, you’ve lost weight!” Insomma puoi essere padre della patria quanto ti pare, ma se ti trovi davanti una signora un’occhiata gliela dai sempre.

È noto che Mandela apprezzasse molto il ruolo che la principessa Diana aveva avuto nel cambiare la percezione dei malati di AIDS, incontrandoli, abbracciandoli e stringendo le loro mani. Diana andò a trovarlo in Sud Africa pochi mesi prima della tragica morte, e lui cinque anni dopo visitò la sua tomba durante un viaggio in Inghilterra.

Ottimi rapporti anche con Charlene, la principessa consorte di Monaco di origine sudafricana.

 

E Charlene ha presenziato alle celebrazioni del centenario, a Johannesburg, con un cappottone di montone rovesciato nero. Evidentemente in Sud Africa – dove ora è inverno – faceva così freddo che neanche il sorriso di Barack Obama è bastato a scaldarla.

A Londra invece in onore di Madiba c’è una mostra, alla Southbank’s Queen Elizabeth Hall, visitata dai neo Duchi di Sussex. Meghan ha confermato i capisaldi del suo stile: chignon sfasciato, abito oversize pieno di bottoni, stazzonature.

Ora voi mi direte che questo trench senza maniche (di House of Nonie) non è brutto, e infatti non lo è, ma è troppo lungo e un po’ informe, e la nostra Meg è sempre assai lontana dall’impeccabilità richiesta a un royal. Ma non ho dubbi che migliorerà.

mulberry-clifton bag-meghan-markle-z

Se siete interessate alla borsetta abbinata al trench – perfettamente direi, è proprio la stessa nuance – sappiate che è una Mulberry Clifton e la trovate in saldo sul sito del brand a 752 euro, nei colori black, clay, oak, oxblood and orchid.

 

P.S. oggi è anche l’anniversario, il 104°, della nascita di Gino Bartali, che oltre ad essere il grande ciclista che sappiamo, è stato anche dichiarato Giusto tra le nazioni per l’attività in favore degli ebrei. Sembra proprio che il 18 luglio sia un buon giorno per i diritti umani!