A Royal Calendar – 23 gennaio 1957

caroline1990Le cronache dell’epoca raccontarono che quando il padre pazzo di felicità vide la sua bellissima bambina le bagnò le piccole labbra con dello champagne per festeggiare il suo arrivo. Quel mercoledì di gennaio nel Principato la più bella delle principesse aveva appena dato alla luce il necessario erede  – anche se sarebbe stato meglio un maschio, che infatti arrivò puntuale 14 mesi dopo  – e il mondo si innamorò all’istante di quella deliziosa creatura, Caroline Louise Marguerite.caroline bambinaUna vita sempre sotto i riflettori – che era quello che serviva al Principato – migliaia, forse milioni di fotografie che l’hanno mostrata bambina paffutella e imbronciata, famille grimaldibellezza in fiore, giovane moglie tradita, stravolta dietro il feretro della madre, ancora felice poi disperata e sola coi suoi bambini, perfino calva, e poi faticosamente di nuovo serena. caroline vilasCorteggiatori improbabili come il Principe di Galles, e amori ancori ancora più improbabili, tipo il tennista Guillermo Vilas con cui fuggì due settimane in Polinesia dopo la brusca fine del primo matrimonio (qui il post A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978 ). I matrimoni saranno tre; quello con Stefano Casiraghi era il grande amore e sembrava le avrebbe donato l’eterna felicità, invece come si sa durò meno di sette anni e finì in tragedia ( A Royal Calendar – 29 dicembre 1983 ). caroline ernst weddingIl terzo, di cui oggi è il ventesimo anniversario, l’ha resa Sua Altezza Reale la Principessa di Hannover ma si è consumato come una candela. Oggi è la matriarca di un clan che comprende quattro figli e sette nipoti – uno più bello dell’altro- non ha mai smesso di fumare, mostra le sue rughe con classe distaccata, partecipa agli eventi del Principato sempre chic, con la grazia e quel senso del dovere imparato da mamma Grace, con la profonda consapevolezza della propria essenza e del proprio ruolo.Monaco National Day 2018

A Royal Calendar – 20/21 gennaio

I royal compleanni non finiscono mai, e tra ieri e oggi spengono le candeline ben tre royal ladies.

Ingrid Alexandra di Norvegia

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(Ph. Julia Naglestad, the Royal Court)

Compie 15 anni oggi questa deliziosa fanciulla, seconda nella linea di successione al trono norvegese dopo suo padre e prima del fratello minore Sverre Magnus, come sancito dall’articolo 6 della Carta Costituzionale del paese scandinavo, rivisto nel 1990. Ingrid Alexandra frequenta la Oslo International School a Bekkestua, partecipa spesso agli eventi che coinvolgono la famiglia reale, ed è stato appena annunciato che riceverà la Cresima il prossimo 31 agosto. E vedremo se alla cerimonia parteciperanno i suoi coronatissimi padrini di battesimo: re Felipe VI di Spagna, Victoria di Svezia e Frederik di Danimarca, eredi al trono dei rispettivi paesi.

La Regina Mathilde dei Belgi

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(Ph. Pinterest)

Nata il 20 gennaio 1973 Mathilde è  figlia di un aristocratico belga, Patrick d’Udekem d’Acoz, e di una contessa polacca, il che la rende l’unica tra le regine consorti della sua generazione ad avere un titolo nobiliare, e la prima sovrana dei Belgi ad essere nata nel paese. Prima di sposare Philippe, Duca di Brabante, il 4 dicembre 1999, ha lavorato come logopedista; il 21 luglio 2013, in seguito all’abdicazione di Re Albert II, la coppia è salita al trono. Grazie al bel viso e alla notevole altezza può permettersi gli amati cappelli di ogni foggia colore e ampiezza, tipo questo favoloso modello in paglia di Fabienne Delvigne, che indossato da signore meno slanciate le trasformerebbe irrimediabilmente in un tucul.

Sophie Contessa di Wessex

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(Ph. Max Mumby/Indigo)

Divide con Mathilde giorno e mese di nascita, il 20 gennaio (ma ha qualche anno in più) e la passione per i cappelli di grande effetto Sophie Rhys-Jones, moglie di Edward, figlio minore di Her Majesty e del Duca di Edimburgo. Un passato nelle PR che le costò anche una bella gaffe quando all’inizio del matrimonio cadde nel tranello di un giornalista che spacciandosi per uno sceicco interessato al suo lavoro le carpì giudizi incauti sulla Royal Family e personaggi di spicco del regno. Archiviata ogni ambizione di carriera autonoma Sophie si è dedicata anima e corpo alla famiglia e alla Corona, conquistandosi la fiducia e l’affetto della regal suocera. Con gli anni si è conquistata anche uno stile originale e convincente, abbandonando la pallida imitazione della defunta Diana che la caratterizzava nei primi anni. Lady Violet confessa di essere rimasta a sua volta conquistata quando un paio d’anni fa ha visto Sophie partecipare alla Duke of Edinburgh Challenge: 700 chilometri in bicicletta da Edimburgo a Londra per una buona causa, che a organizzare un charity tea son buone tutte.

A Royal Calendar – 5 Gennaio, the birthday boys

Giornata di gran compleanni reali oggi!

Due protagonisti divisi da 17 anni e varie differenze,  ma con interessanti aspetti in comune. Conosciamoli insieme.

  1. Innanzi tutto il giorno di nascita: il Granduca Jean di Lussemburgo è nato nel castello di Berg il 5 gennaio 1921, il Re Emerito Juan Carlos di Spagna sempre il 5 gennaio ma nel 1938, e più prosaicamente in clinica, a Roma.
  2. Appartengono entrambi alla dinasticamente complessa famiglia Borbone – padre di Jean era Felice di Borbone-Parma – e discendono entrambi da re Carlo IV di Spagna (cosa che per quanto riguarda Juan Carlos non vi sorprenderà).
  3. Scommetto avrete già notato che tutti e due si chiamano Giovanni. I nomi completi sono: Jean Benoit Guillaume Robert Antoine Louis Marie Adolphe Marc d’Aviano per l’uno, solo Juan Carlos Alfonso Víctor María per l’altro.
  4. Sia l’uno sia l’altro hanno sposato una principessa reale. Jean il 9 aprile 1953 ha portato all’altare Joséphine-Charlotte del Belgio, figlia di Re Leopoldo III (deceduta nel 2005); Juan Carlos il 14 maggio 1962 ha impalmato Sofia di Grecia, figlia di Re Paolo I.
  5. Entrambi hanno abdicato in favore del figlio: dal 7 ottobre 2000 sul trono del Lussemburgo siede il Granduca Henri, mentre El Rey Felipe VI guida la Spagna dal 19 giugno 2014. Da notare che né Henri né Felipe sono i primogeniti, avendo una o due sorelle maggiori, ma questa è un’altra storia. Anzi, è la solita vecchia storia.

Joyeux anniversaire, feliz cumpleaños!

A Royal Calendar – 29 dicembre 1983

Caroline de Monaco sposa Stefano Casiraghi. caroline casiraghi nozze 3 È un matrimonio riparatore – la principessa è incinta di Andrea che nascerà a giugno – ma nel Principato ancora intristito dalla scomparsa di Grace l’anno precedente questo evento felice riporta il sorriso su molti visi, a partire da quello del sovrano. Nozze col solo rito civile causa precedente divorzio della sposa, che anche stavolta ha scelto Dior: un semplice abito di seta champagne con un nastro della stessa seta tra i capelli.

Caroline sta per compiere 27 anni, è la più bella principessa della sua generazione – e pure di qualche altra – ha ereditato la splendente bellezza della madre scaldandola con  una passionalità mediterranea che l’ha resa famosa; ha una laurea in Filosofia alla Sorbona e alle spalle il breve matrimonio con Philippe Junot, finito dopo due anni o poco più ( A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978 ). caroline casiraghi paris dakarStefano di anni ne ha 23, e viene dalla operosa borghesia lombarda; non ha completato gli studi alla Bocconi, ma muove già i primi passi nel mondo imprenditoriale (il matrimonio principesco darà la svolta decisiva alla sua carriera, ma gli procurerà anche il soprannome di Carolino). Nascono tre bambini biondi e splendidi: due anni dopo Andrea (chiamato così in ricordo di un amico del padre morto tragicamente) arriva Charlotte, e l’anno seguente Pierre. Insieme sono bellissimi, innamoratissimi, sportivissimi – partecipano pure a una Paris-Dakar – spudoratamente felici, una vera coppia da copertina. E i giornali impazziscono per loro, più ricchi di charme e glamour dell’altra coppia reale simbolo degli anni ’80, i Principi di Galles. Non c’è rivista che esca senza almeno una loro foto caroline casiraghi da soli
Photo datÈe du 07 septembre 1987 de la p o in famiglia

al mare e in montagna caroline casiraghi cucina informali nella cucina di casa caroline casiraghi gala o splendidi in abito di gala.

È la felicità, quella sensazione totale e assoluta che solo il grande amore può dare.

Poi arriva il 3 ottobre del 1990. È un mercoledì, Caroline è a Parigi, Stefano ha da poco compiuto trent’anni, ed impegnato nel Campionato Offshore di cui detiene il titolo mondiale. Saluta i genitori Giancarlo e Fernanda al porto del Principato e parte a bordo del suo catamarano Pinot di Pinot. Spinge al massimo, forse raggiunge addirittura i 180, ma il mare è agitato, il cielo scuro, l’aria densa di scirocco. La barca impatta contro un’onda e si impenna, poi si rovescia e scompare alla vista col pilota ancora a bordo. Chi stava guardando la gara – io ero tra quelli – capisce subito. Quando qualche minuto dopo riemerge il corpo lo sa già, che Stefano è morto. Caroline invece non lo sa ancora, è dal parrucchiere dove la raggiunge la telefonata del padre.

Quel giorno di trentacinque anni fa, alla notizia di quelle nozze inattese, qualcuno si chiese quanto sarebbe durata. Durerà quasi sette anni, tutto il tempo che a lui resta da vivere.

Happy birthday Lady Violet, the true and only!

Mentre il 2019 va finendo gli anni sono diventati 85, portati con quella grazia leggera e intelligente che abbiamo apprezzato di recente anche nel film, di cui lei è regina assoluta, nonostante la presenza di Queen Mary in carne ossa e smeraldi.

Fermi tutti! Smettete per un attimo di mangiare gli avanzi, organizzare il capodanno e pianificare lo shopping ai saldi e festeggiate con noi. violet Oggi è il compleanno della vera e unica Lady Violet Crowley, Contessa Vedova di Grantham, regina di intelligenza, sovrana del buon gusto e delle buone maniere, sacerdotessa dello wit (termine inglese intraducibile che identifica quella forma di humour tipicamente britannico, acuto dissacrante e un po’ perfido).

Dame Margaret Natalie Smith nasce a Ilford, nordest di Londra, figlia di una segretaria e un docente all’Università di Oxford; e proprio a Oxford la ventenne Maggie inizia la sua carriera, esordendo all’Oxford Playhouse Theatre. Poco dopo arriva il cinema, con ruoli sempre più importanti: quello di Desdemona nell’Otello con Lawrence Olivier, nel 1965, le frutta la prima nomination all’Oscar che vince qualche anno dopo come protagonista di La strana voglia di Jean. Il secondo arriva nel ’78 come non protagonista in California Suites, oltre agli Oscar – due vittorie su sei nomination – il suo palmarès comprende tre Golden Globe, cinque BAFTA, cinque Screen Actors Guild Awards, quattro Emmy, un Tony.  Prima di sedersi nell’elegante salotto di Downton Abbey è stata la giovane e astuta infermiera in Masquerade, la rigida Bowers in Assassinio sul Nilo, Daphne, la ex ballerina diventata proprietaria dell’hotel di lusso dove si svolge Delitto sotto il sole (entrambi col buffo Poirot di Peter Ustinov), l’insopportabile Charlotte di Camera con vista, la madre superiora di Sister Act, Lady Trentham in Gosford Park e la felina Minerva McGranitt, maestra di trasformazione e protettrice di Harry Potter. Più una marea di altri ruoli, in teatro al cinema e in tv, troppi per citarli tutti.

Un talento straordinario, una carriera incredibile, una vita piena; due mariti, due figli attori, cinque nipoti e una grave malattia – il cancro al seno – affrontata con coraggio, e sconfitta. 1Avete capito perché questo blog è dedicato a Lady Violet? Happy birthday, my Lady.

Happy birthday James!

Compie oggi 11 anni James Alexander Philip Theo Mountbatten-Windsor, il più giovane degli otto nipoti di Sua Maestà, unico figlio maschio del principe Edward e di sua moglie Sophie.

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(Ph. web)

Undicesimo nella linea di successione al trono britannico – scenderà di un posto alla nascita dell’erede di Harry e Meghan – non ha il titolo di principe né il trattamento di Altezza Reale, ma è noto come Viscount Severn. I genitori, attualmente Earl & Countess of Wessex, hanno infatti scelto che i propri figli fossero considerati non principi reali ma figli di conti. Il suo titolo è un omaggio alle origini gallesi di sua madre: deriva infatti dal fiume Severn che scorre in Galles. Vive coi genitori e la sorella maggiore Louise a Bagshot Park, residenza secentesca nei pressi di Windsor. L’unica altra notizia nota su di lui è che gli è stato dedicato un lago in Canada, nella regione Nord di Manitoba.

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(Ph. Getty Images)

Per il resto, va a scuola e partecipa a tutti gli eventi privati della Royal Family e a quelli pubblici più importanti dove si fa notare per quel mix di timidezza e spensieratezza che rendono adorabili i maschietti di quell’età a noi zie.

A Royal Calendar – 29 novembre 1832

Alcuni anni fa uscì un delizioso libro, La Sovrana Lettrice (Alan Bennett, ed. Adelphi);  quella di cui noi oggi celebriamo la nascita fu invece una sovrana scrittrice. louisa-may-alcott1 Louisa May Alcott ha raccontato il mondo femminile come poche altre, ha insegnato a ogni donna ad amare la propria unicità, e se noi ragazze moderne siamo così un po’ lo dobbiamo anche a lei, che fu modernissima. Naturalmente scriveva benissimo, e per raccontarla ci vuole qualcuno che scriva altrettanto bene, per cui oggi Lady Violet chiede aiuto alla sua amica Meri Pop, perché perdersi la delizia di questo ricordo sarebbe un peccato.

Buona lettura!

http://www.supercalifragili.com/?p=19470&fbclid=IwAR2cb6YHVyWQCrn1DnQnUKN586GENsFowb6jJlgH1iJwj9fuzj0S6UYrdPA

A Royal Calendar – 27 novembre 2017

Ricordate queste foto? Era solo un anno fa. Durante questi dodici mesi… harry meghan engagement announcement … Prince Charles ha avuto un sacco da fare, annunciare, festeggiare… harry meghan engagement 2 … noi abbiamo commentato (soprattutto Lady Violet) la scelta non sempre felice delle mise… harry meghan engagement 1 … criticato quasi sempre l’hairstyling o meglio, la sua assenza (ancora Lady Violet)… harry meghan engagement ring … ammirato l’anello di diamanti, quanto mai ricco di significati romantici (il diamante centrale che viene dal Botswana, luogo del primo viaggio insieme) e simbolici (le due pietre laterali appartenute a mamma Diana)… harry meghan engagement 3 … e soprattutto sperato che il bambino annichilito dal dolore dietro il feretro della madre abbia finalmente trovato la felicità. E come si dice in questi casi the best is yet to come!

(Ph. Getty Images; dal web)

Quel tailleur rosa

Quest’anno, il 2019, Jackie avrebbe compiuto novant’anni. Dalla sua morte ne sono passati già venticinque, e venti da quella del figlio John, il principe ereditario d’America. Il ricordo dei Kennedy pian piano si allontana, ma quel tailleur rosa resta nella memoria.

La First Lady non può saperlo quando lo indossa la mattina di quel venerdì 22 novembre, ma nel giro di qualche ora lei sarà una giovane vedova con due bambini piccoli, il sogno di Camelot svanito per sempre, e il suo tailleur rosa consegnato alla storia. jackie dallas arrival Jackie chiedeva spesso l’approvazione di Jack per le sue mise; le sorelle Fontana raccontavano che una volta, quando lui era solo un senatore di belle speranze in trasferta a Roma con la deliziosa giovane moglie, lei volle che fosse il marito a decidere quale tra gli abiti selezionati in atelier avrebbe dovuto acquistare. In una intervista dopo la tragedia lei rivelò che lui le aveva detto: pranzeremo con tutte queste ricche signore repubblicane, con pellicce di visone e braccialetti di diamanti, e tu sarai meravigliosa quanto loro. Sii semplice, mostra a queste Texane cosa sia davvero il buon gusto. jackie pink suit india E Jackie, la giovane First Lady che all’insediamento del marito si fa notare per essere l’unica signora a indossare un cappotto (color crema, creato per lei da Oleg Cassini) e non il visone, accontenta Jack.  La scelta cade su un tailleur rosa, o meglio raspberry pink, cioè lampone, già indossato in altre occasioni. Uno Chanel in tessuto bouclé, gonna dritta e giacca a scatoletta con colletto di seta blu. Stessa seta per la blusa senza maniche e per bordare i polsi e le quattro taschine; profili in smalto blu per i sei bottoni dorati che chiudono il doppio petto, e per i due su ciascuna manica. chanel fall winter 1961 Il tailleur (il primo a sinistra nella foto) è un modello della collezione Autunno Inverno 1961, ma a lungo si è discusso se quello indossato da Jackie fosse uno Chanel originale o una copia. Il dubbio è stato risolto definitivamente nel 2010 da Justine Picardie nella biografia Coco Chanel: The Legend and the Life. Kennedy padre aveva consigliato alla nuora – lei che era così europea, così francese per aspetto, modi, cultura, e pure per il cognome, Bouvier – di indossare abiti made in USA per evitarsi critiche dalle patriottiche massaie americane. JFK & Jackie At Love Field (11-22-63) E dunque il tailleur fu effettivamente cucito negli USA da Chez Ninon, sartoria specializzata nelle repliche di capi Haute Couture ma con materiali – tessuti, bottoni, anche la catenella cucita all’interno della giacca secondo l’uso della Maison francese –  arrivati direttamente da Rue Cambon. Il completo fu realizzato seguendo il procedimento “line to line” messo a punto da Chanel, e completato da un pillbox dello stesso tessuto bouclé più scarpe e borsa blu e guanti bianchi al polso.

jackie dallasI Kennedy a bordo dell’Air Force One atterrano a Dallas alle 11.40 e salgono su una  Lincoln Continental con il Governatore John Connally e sua moglie Nellie; l’auto sta attraversando Dealey Plaza quando si sentono degli spari. Il Presidente è colpito alla testa, anche il governatore viene colpito ma meno gravemente. Nel caos generale l’auto raggiunge rapidamente l’ospedale Parkland Memorial, dove alcuni giornalisti riferiscono di aver visto la First Lady stringere a sé la testa del marito, come a proteggerlo; altri riferiscono che Jackie ha tra le mani materia cerebrale di Jack, che vuole consegnare ai medici. Il Presidente viene dichiarato morto alle 13.00. jackie johnsons Un’ora dopo la salma viene imbarcata sull’aereo presidenziale, salgono a bordo anche Jackie e il nuovo presidente, Lyndon B. Johnson, che alle 14.38 giura fedeltà alla Costituzione nelle mani di Sarah Hughes, un giudice donna nominata da Kennedy. Al suo fianco la moglie Lady Bird e una sconvolta Jackie, l’abito e le gambe imbrattate del sangue del marito. Il cappello indossato dalla First Lady, che era tenuto fermo da uno spillone, è scomparso. jackie stained suit Jackie si terrà addosso il tailleur insanguinato fino al giorno dal dopo quando la sua cameriera personale, Providencia Paredes infila tutto in una scatola – comprese calze scarpe e borsa – che invia alla made di Jackie, Janet Auchincloss perché la conservi. Il tailleur, mai ripulito dal sangue del presidente, è stato in seguito donato ai National Archives in Maryland, dove è conservato in una teca sottovuoto, di cui non si conosce l’esatta ubicazione. Per desiderio degli eredi, cioè della figlia Caroline, non sarà mostrato in pubblico prima del 2103. Una scelta opposta a quella di Jackie, che a chi cercava di persuaderla a togliersi quell’abito così tragicamente rovinato, rispose Oh, no … I want them to see what they have done to Jack.

 

 

Something old, something new, something borrowed, something blue

Giovedì 20 novembre 1947, alle 11.30, le campane di Westminster Abbey suonano a festa: si sposa Elizabeth, figlia del re ed erede al trono. Lo sposo ha anche lui sangue reale, ma per una complicata situazione politica e familiare è noto solo come Tenente Philip Mountbatten, della Royal Navy; in occasione delle nozze però il re lo crea The Duke of Edinburgh, Earl of Merioneth e Baron Greenwich of Greenwich in the County of London.

Gli sposi si sono conosciuti da bambini, a un altro matrimonio celebrato a Westminster; il 29 novembre 1934 lo zio di lei, George Duca di Kent aveva sposato Marina di Grecia, cugina di lui. Philip aveva 13 anni, Elizabeth ne aveva otto ed era tra le damigelle della sposa. duke kent wedding Si rincontrano tre anni dopo, nel 1937, all’incoronazione del padre di lei, ma la regina confesserà poi di non averlo notato né nella prima né nella seconda occasione. La terza è quella giusta: nel luglio del ’39, poco prima che scoppi la guerra, Lord Mountbatten, zio di lui e ufficiale della Royal Navy organizza la visita dei sovrani al collegio navale di Dartmouth, e il cadetto Philip Mountbatten è incaricato di scortare le principesse. È l’incontro fatale.Phil&Lilibet first meetingScoppia la guerra, i rapporti tra i due sono principalmente epistolari; poi la guerra finisce, Elizabeth compie 21 anni e il re dà il suo consenso: il 9 luglio 1947 viene annunciato il fidanzamento. Per l’abito ci sirivolge a Sir Norman Hartnell, sarto di fiducia della regina consorte, che propone vari modelli; quello definitivo si decide a metà agosto, e dunque ci sono solo tre mesi per realizzarlo. Hartnell confida di essersi ispirato alla Primavera di Botticelli; Lady Violet confessa a sua volta che grandi somiglianze non ne vede, ma il significato simbolico del ritorno della primavera è particolarmente adatto al momento postbellico.

Il risultato è un abito con corpino aderente, scollatura a cuore, vita naturale definita da un triangolo rovesciato e gonna a pannelli, con un piccolo strascico che parte dalle spalle; lo completa un velo ricamato di quattro metri e mezzo. Ma la sposa avrà rispettato la tradizione del vecchio nuovo blu prestato?

Something old queen wedding pearls Il giorno del matrimonio al collo della giovane Elizabeth splendono due fili di perle. Si tratta di due collane distinte, la Queen Anne e la Queen Caroline, e sono il dono di nozze dei genitori. La più corta, di 46 perle, si ritiene sia appartenuta alla Regina Anne, l’ultima sovrana Stuart; l’altra è composta da 50 perle provenienti probabilmente dai gioielli della consorte di re George II. La prima collana dovrebbe dunque risalire all’inizio del ‘700, l’altra al secolo seguente; sicuramente old.

Something new queen wedding dress A causa del razionamento i tessuti necessari per la realizzazione dell’abito dell’abito vengono acquistati con le tessere annonarie. Moltissime persone dai quattro angoli del regno inviano alla giovane principessa le loro tessere per aiutarla, ma essendo tale pratica illegale viene rispedito tutto indietro. La seta duchesse egli altri materiali sono espressamente realizzati da manifatture britanniche, mentre le 10.000 perline e i cristalli usati nei ricami arrivano dagli Stati Uniti.

Something borrowed queen wedding tiara Il velo in tulle ricamato, che Elizabeth preferisce al più classico pizzo, è tenuto fermo dalla Fringe Tiara, avuta in prestito dalla madre, che l’aveva ricevuta in dono dalla suocera nel 1936. La tiara era stata creata dal gioielliere Garrand nel 1919, ispirandosi all’imperante stile russo, allora molto di moda. Gran parte dei diamanti utilizzati veniva dalla tiara/collier acquistata dalla regina Victoria come dono di nozze per Mary, che la indossò nel giorno del suo matrimonio col futuro George V il 6 luglio 1893. Sua Maestà ha ereditato la tiara alla morte della Regina Madre, nel 2002. Le cronache raccontano che il giorno delle nozze con Philip la tiara, maneggiata male, si spezzò e fu risaldata sul momento: bisognerebbe avere sempre un gioielliere a portata di mano!

Something blue elizabeth philip wedding Sir Norman Hartnell dichiarò di avere inserito per buona fortuna, nella ricca decorazione dell’abito, un piccolo quadrifoglio sul lato sinistro della gonna, così che la sposa potesse sfiorarlo con la mano durante la cerimonia. Per il resto, non è mai stato reso noto se la giovane Elizabeth indossasse qualcosa di blu; magari le bastava il blu profondo dell’uniforme dello sposo.

 

Se vi interessa la figura di Sir Norman Hartnell: A Royal Calendar – 12 giugno 1901