A Royal Calendar – 1 agosto 2015

Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo si sposano all’Isolino San Giovanni, Lago Maggiore.

pierre bea matrimonio religioso

Cioè, un attimo, mica è così facile! Sarebbe più corretto dire che il 1 agosto la coppia si sposa col rito religioso, mettendo fine a una settimana di matrimoni ricevimenti e tanti, tanti cambi d’abito che neanche al Festival di Sanremo. Il primo appuntamento una settimana prima, sabato 25 luglio a mezzogiorno nel Palazzo del Principe  di Monaco; nozze civili, separate dalle religiose come avviene in tutti i paesi cattolici che non hanno il concordato col Vaticano.

bea pierre wedding

La sposa indossa un lungo abito in seta e chiffon rosa con sfumature oro e mauve, in testa solo una coroncina con fiorellini bianchi e malva, gli stessi del piccolo bouquet arricchito di edera e spighe.

Dopo la cerimonia lo zio Albert organizza nei giardini di Palazzo un cavagnetu, cioè un picnic, ma molto chic, champagne a fiumi e sposi in costume monegasco, come testimoniato dall’esclusiva della rivista Oggi. E non è finita, perché in serata i festeggiamenti proseguono allo Yacht Club de Monaco, dove lei indossa una mise in chiffon con cristalli, i capelli raccolti in uno chignon pulito; schiena nuda a parte, un perfetto stile Grace Kelly, mai dimenticata nonna di lui.

abiti_beatrice_borromeo valentino

Entrambi gli abiti sono Valentino Haute Couture, il primo ammiratissimo, il secondo meno, forse anche a causa della carenza di immagini. A Lady Violet piace molto anche l’abito da sera, fatta eccezione per la scollatura sulla schiena che finisce con un taglio troppo netto; però tessuto e ricami sono veramente interessanti.

beatrice domenica cognata alessandra ferri

Dopo una giornata così impegnativa cosa si fa, si riposa? Ma no, c’è il party balneare la domenica mattina! E la sposa posta una fotografia con un abito tuttifrutti e grande sombrero sfrangiato in compagnia di Alessandra Ferri, stilista e cognata in quanto moglie di suo fratello. Let’s go party!

Non si fa in tempo a tirare il fiato, due riviste sotto l’ombrellone, un bel gelato e si ricomincia!

bea abito ferretti

Venerdi 31 luglio la scena si sposta sul Lago Maggiore, a Stresa, per un ricevimento prenuziale. La sposa in questa occasione sceglie Alberta Ferretti, un lungo abito bianco molto hippy, con tanto di fiori nei capelli sciolti in riccioli (fintamente) spettinati. Splendido l’abito, perfette le infradito.

bea abito armani

E finalmente arrivò il giorno clou.

A mezzogiorno di sabato 1 agosto Pierre e Beatrice diventano marito e moglie anche davanti a Dio. Matrimonio religioso sull’Isolino San Giovanni, una delle Isole Borromee proprietà della famiglia di lei. Giornata interamente firmata Armani Privé, che per la cerimonia veste la sposa di un leggero, raffinatissimo pizzo avorio. Modello semplice e lineare ma di grandissimo effetto, nel più puro stile di re Giorgio. In una parola, la perfezione.

Per il grande ricevimento serale che chiude la kermesse nuziale Pierre è in frac, Beatrice si presenta in una nuvola di chiffon bianco, scollatura profonda, vita segnata e opulentissima gonna, più il coup de théâtre di due lunghe “code” fluttuanti, fermate sulle spalle da spille di diamanti di famiglia (purtroppo invisibili nelle foto).

bea sera armani

Fin qui la sposa. E le invitate? Ricordiamo per prime due signore che non ci sono più: Marta Marzotto, nonna materna della sposa, coi suoi tipici coloratissimi caftani e Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, qui ritratta con un favoloso Valentino mentre arriva alle nozze religiose in compagnia dei principi ereditari di Norvegia, Haakon e Mette-Marit (in Giambattista Valli).

E poi chi c’era? Oltre ovviamente alle famiglie Grimaldi e Borromeo c’erano i Marzotto (madre di lei), gli Agnelli ramo principale e vari collaterali, molta aristocrazia – di sangue o di ritorno – modelle nobili e plebee, qualche socialite (fanciulle note per spendere allegramente il denaro di papà e mammà) un po’ di industria, un po’ di moda, un po’ di spettacolo, un po’ di tutto. Alle nozze civili a Monaco c’erano pure Marco Travaglio e Peter Gomez, all’epoca datori di lavoro della sposa. Tra tante signore belle ed eleganti, Lady Violet ha selezionato per voi le sue preferite. Eccole.

Vestita Chanel da capo a pie’, as usual, Caroline de Monaco madre dello sposo si è esibita in una serie di notevoli performances, ma voi lettori affezionati non sarete stupiti se quella preferita da Lady Violet è una mise con cappello, e che cappello! Una cupola bianca annegata in un mare di tulle blu, che in qualche occasione ha rischiato il decollo. Complemento di grande effetto per un outfit piuttosto semplice: gonna longuette azzurro polvere e top senza maniche a piccoli fiori in rilievo. Che spettacolo.

nozze bea pierre charlotte in gucci

La sorella dello sposo, Charlotte, scortata dall’attore Gad Elmaleh, suo compagno di allora e padre del primogenito Gabriel. Al ricevimento serale sul Lago Maggiore incanta con un meraviglioso abito Gucci nelle tonalità del verde e viola: ruches e balze in grande leggerezza, la relativa semplicità del corpino  a bilanciare la ricchezza della gonna.

nozze bea pierre isabella in valentino

La sorella della sposa (padre in comune, madre diversa) Isabella Borromeo coniugata Brachetti Peretti, famiglia italiana di petrolieri – sono i proprietari dell’API – in Valentino.  Sapete quando si dice c’è chi può e chi non può? Ecco, Isabella può.

La foto del giorno – 30 luglio

casareal vacanze

Da ieri anche i sovrani di Spagna, Felipe e Letizia, sono ufficialmente in vacanza con le loro figlie, appena rientrate da un campo scuola negli USA. Come da tradizione, la sede del riposo estivo è Palma de Mallorca, ma la novità di  quest’anno è che la famiglia non è stata ritratta nella residenza di Marivent, bensì negli splendidi giardini del Palacio de La Almudaina, sede del ricevimento che i Reali offrono alle autorità.

Tra i molti scatti Lady Violet ha scelto questo soprattutto per il Re, che sembra indicare qualcosa alle sue donne, producendosi in una plastica posa alla Tony Manero. Accanto a lui Letizia, perfetta in un bianco abito Hugo Boss (ormai uno dei suoi brand di riferimento) in sangallo, uno dei trend di stagione. Deliziose le due principesse, con abitini freschi e completamente diversi per foggia e colore (molto bella la tonalità fiordaliso indossata da Leonor). Impagabile l’espressione della Princesa de Asturias che guarda altrove con la classica espressione dai papà, basta! D’altronde Leonor a fine ottobre compirà 13 anni; Vostre Maestà riposatevi bene quest’estate, che l’adolescenza sta arrivando!

(ph Fernando Junco)

Royal chic shock e boh

Questa settimana il nostro appuntamento è in versione ridotta ma arricchito da un contest finale. Siete pronti?

Mercoledì 25 il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia hanno visitato il Sandringham Flower Show.

Camilla affrontata il caldo torrido e il sole che picchiava impietoso sulle isole britanniche in un abito con una fantasia delicata nelle tonalità del grigio e un gioco di nervature che danno movimento e leggerezza, un modello che le dona particolarmente. Il tocco di classe è rappresentato dal parasole, una soluzione utile e molto elegante. Lady Violet è deliziata da una scelta così old fashioned; le piacerebbe giusto vedere una volta la Duchessa con un diverso taglio di capelli, ma probabilmente resterà delusa. Comunque brava Camilla, senza dubbio chic.

In vacanza a St. Tropez con famiglia allargata, Caroline de Monaco percorre con sicurezza la passerella; che non è non quella di un fashion show, ma quella più estiva di una delle più belle spiagge della Côte.

boh 5 caroline

Il copricostume è schicchissimo, riprende il tema delle piastrelle all’uncinetto – dite la verità, le avete anche voi in cucina le presine fatte così. Facciamo un patto, voi non mi dite nulla ma non le usate più, promesso? – ma declinato nei toni del caffè. Oggettivamente le sarebbe stato meglio un filino un più lungo, a coprire il ginocchio non più freschissimo, ma Caroline fa bene a godersi la vacanza in totale libertà. Solo una domanda: perché mai si è portata dietro quella moscia sacchetta a rombi che non sembra neanche comodissima? Boh.

Alexandra di Kent, cugina prima della Regina, è molto attiva come rappresentate della Royal Family, e ha un’agenda piuttosto fitta. Qui è in Suffolk, a inaugurare un centro per donne con disabilità cognitive.

shock 5 alexandra di kent

Alexandra, in gioventù piuttosto bella ed elegante, con l’avanzare dell’età si è data uno stile che la invecchia moltissimo, sembra quasi incredibile che abbia ben dieci anni di meno della sovrana. Indossa un completo che la copre interamente dal collo alle caviglie; sul modello non ci pronunciamo perché trattandosi di una signora agée magari si sente più a suo agio così, ma la fantasia cachemire più che brutta è, come dire, troppa, e non la trasforma in un divano solo grazie alla sua magrezza. Ma la vera pièce de résistance è il cappello; solita forma a lampione, una delle sue predilette, in un grigio triste, “abbellito” da un fascione dello stesso tessuto della mise. Shock.

Denim contest

Questa settimana due delle più ammirate royal ladies hanno scelto il denim: la Duchessa di Sussex in Carolina Herrera alla Sentebale Polo Cup, la Reina Letizia in Hugo Boss a un evento della FPA, la Fundación Princesa de Asturias.

L’abito di Meghan ha un bel taglio anni ’50, che ricorda il New Look di Dior, ma nonostante l’esilità della Duchessa le deve essere stretto di spalle perché fa un brutto difetto da entrambi i lati dello scollo a V. Belli gli occhiali (Tom Ford), simpatica la clutch in midollino (J Crew), già vista in mano a Pippa Middleton a Wimbledon, ma sbagliate le scarpe, sia per l’evento sia, soprattutto, per l’abito; il denim nasce come tessuto da lavoro e mantiene il suo carattere casual, delle décolletées così eleganti per forma materiale (e fiocchetto posteriore) non sono adatte. Letizia invece opta per uno chemisier molto semplice, con piccolissimi tocchi di colore nel risvolto della cintura e orecchini impercettibili. Ai piedi un paio di scarpe scollate con tallone scoperto, sempre in denim, di Carolina Herrera (che dunque per l’estate ha sposato decisamente il tessuto jeans in ogni sua forma, prendete nota). Benché io non ami il total look in denim, sono senz’altro una scelta migliore. E voi quale versione preferite? Pronunciatevi!

Breaking news! Le prime immagini del Bal de la Croix Rouge a Montecarlo

Ecco i principi sovrani di Monaco al ballo della Croce Rossa monegasca.croix rouge 2018 2Lei: un passato da nuotatrice olimpica, a furia di sentirsi dire sei una sirena! ha deciso di vestircisi, anche se quelle più che squame sembrerebbero piume di pavone. Completa il look per così dire acquatico, l’originale pettinatura a mareggiata, estrema evoluzione di quella a schiaffo, tanto popolare negli anni ’40. (abito Atelier Versace)

Lui: cosa dicevamo proprio un post fa sul dinner jacket estivo e chi se lo può permettere? Albert non avrà le mani in tasca come suo padre qui La foto del giorno – 27 luglio ma temo non abbia neppure la stessa aspetto autorevole. Inoltre Ranier mai avrebbe permesso ai suoi pantaloni di sedersi sulle scarpe. Monseigneur, ma chi le cuce gli abiti? Non le sta facendo un buon servizio, sa?croix rouge 2018Magari Lady Violet non ci sarà più, ma forse un giorno qualche antropologo spiegherà quale arcana pulsione spinge donne già altissime a mettersi tacchi alti con tanto di plateau per far sembrare un puffo chiunque si avvicini loro, in questo caso il proprio marito e sovrano, che tra l’altro non sarebbe neanche basso. Purtroppo in questo caso più che effetto wow c’è un effetto Grimm, nel senso di regina Grimilde accompagnata da Pisolo.

La foto del giorno – 27 luglio

gala croix rouge 1982

Quella di oggi Montecarlo è la sera più glamour dell’anno, stasera lo Sporting è inondato di luci per l’annuale ballo della Croce Rossa monegasca. In attesa di sapere se la famille princière parteciperà al completo, quale delle signore sarà la più elegante e quali bijoux potremo ammirare (con grande rammarico vi ricordo che questo non è un tiara ball, purtroppo) con la foto del giorno facciamo un salto nel passato. Ed ecco i Grimaldi al completo, Ranier e Grace con i figli Caroline Albert e Stéphanie al ballo del 1982, immagine struggente se si pensa che a Grace restano poche settimane di vita.

Fu una sinfonia di bianchi quella sera. Caroline, già divorziata Junot (la storia di quel matrimonio la trovate qui A Royal Calendar – 28/29 giugno 1978 ) con un abito in perfetto stile anni ’80: raso lucido quasi fosforescente, un modello esageratamente accollato con inutili maniche lunghe, un po’ troppo mortificante per la giovane principessa, alla cui esuberante bellezza però si perdona questo e altro. La diciassettenne Stéphanie in corto come all’epoca si considerava opportuno per la giovanissima età, con generosa ma elegante scollatura. E poi Grace, la cui leggendaria bellezza risulta un po’ appesantita non tanto dal passare del tempo, quanto dall’abito – più camicia da notte che abito da sera – e dalla pettinatura, che la trasforma in elegante lady di inizio secolo (il ‘900, naturalmente).

Quanto ai due cavalieri, Albert splendido con uno spencer bianco,  come gli consentivano l’età e il girovita (sappiano le mie lettrici più giovani che all’epoca di Lady Violet il principe azzurro più desiderato dalle ragazze era proprio lui, le prince heritier, dotato di modi gentili, fisico scattante e perfino un’abbondante capigliatura). Il sovrano Ranier alla soglia dei sessant’anni, in smoking con giacca bianca, come era uso presentarsi ai galà estivi. Dobbiamo ripetere che il tuxedo candido sta bene solo a Cary Grant e a James Bond?

Un matrimonio di mezza estate

sayn wedding

Cari lettori, facciamo due conti. Dal primo royal wedding di quest’anno – quello di Harry e Meghan – sono passati circa due mesi e mezzo. Al prossimo – quello di Eugenie di York col suo Jack – ne mancano circa altrettanti. Lady Violet, che vi conosce bene, sa non che potete resistere troppo a lungo in astinenza; e dunque ecco qui per voi un altro matrimonio. Piccolino, ma sufficiente per interrompere il digiuno nuziale. Non proprio un royal wedding, ma di questi tempi, si sa, bisogna accontentarsi.

La sposa 

sayn wedding arriva la sposa

Sua Altezza Serenissima la Principessa Theodora zu Sayn-Wittgenstein-Berleburg, 31 anni, finora nota alle cronache principalmente per un increscioso episodio di cui si è resa protagonista qualche anno fa, mentre studiava alla prestigiosa università scozzese di St. Andrew (quella sui cui banchi si conobbero William&Kate). Durante un party per l’Octoberfest l’aristocratica fanciulla scavalcò una recinzione, si spogliò e manifestò la propria intenzione di “ammazzare i musulmani”. Se volesse farlo restando in désabillée, non è dato sapere. Ciò che si sa invece è che fu arrestata e portata davanti al giudice, e se la cavò con mille sterline di multa. Ciononostante si è comunque laureata in Relazioni Internazionali – una disciplina in cui effettivamente si era rivelata particolarmente portata – e ha lavorato in Giordania. Tra l’entusiasmo dei nativi, I presume. sayn tiara fringe piccolaAccompagnata dal padre Ludwig Ferdinand, si è presentata all’altare con un abitino in seta avorio stile infermiera crudele, con inutili tasconi sui fianchi. In testa una piccola tiara di diamanti, già indossata da sua sorella Anna al matrimonio di Madeleine di Svezia con Chris O’Neal.

Lo sposo

sayn wedding sposo e sorellaIl conte Nikolaus Bethlen de Bethlen, quarantenne dirigente d’azienda di origine ungherese, laurea all’università di Durham e un passato in Morghan Stanley a Londra. È arrivato all’altare in compagnia della sorella Principessa Katalin von Wrede, bella lei e bello pure il lungo abito in seta verde. Sul frac dello sposo, tutt’altro che impeccabile, francamente eviterei di esprimermi. Vorrei solo sottolineare che si tratta del più formale tra gli abiti maschili, e va affrontato col necessario rispetto per evitale il rischio maître d’ho, sempre in agguato.

La chiesa

Il matrimonio è stato celebrato sabato scorso nella cittadina di Bad Laasphe. sayn wedding flowerL’addobbo floreale della chiesa è un chiaro esempio del fatto che a volte pure Enzo Miccio avrebbe la sua utilità. E restando in tema floreale, vorrei farvi notare il bouquet della sposa modello carciofo spiaccicato, e l’imperdibile corona di fiori deposta sul cofano dell’auto degli sposi.

Una prece.

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Royal chic shock e boh

Oggi iniziamo la nostra rassegna con un grande boh. Ricordate tutti questa foto, immagino (e spero): era stata uno degli chic della scorsa settimana.

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L’accoppiata delle due regine – Elizabeth in abito floreale pervinca e Mathilde con una mise in chiffon del solito Natan – creava un’immagine di serena eleganza, in contrasto piuttosto evidente tra i sovrani europei e i Trump, recentemente ritratti in identiche sala e posa.

belgian familyPoi la Casa Reale belga diffonde le immagini per il quinto anniversario dell’ascesa al trono di re Philippe. E Mathilde cosa indossa? Lo stesso abito! Anzi no, sembra lo stesso, ma non lo è. Questo ha la gonna meno ricca e lo scollo a camicia. Ma allora ne ha presi due? Boh.

Alla fine arriva lei, Máxima d’Olanda, altra affezionata cliente Natan. E cosa sfoggia la regina sotto il vasto cappello?

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Avete indovinato, quest’abito ha un’aria familiare. Ma come, e noi che ci siamo sempre preoccupate di trovarci faccia a faccia con una signora con la nostra stessa mise (e il segreto timore che all’altra stia meglio)! Cosa dobbiamo pensare, che la vecchia regola non valga più? Per ora Lady Violet pensa che il signor Natan (cioè Monsieur Edouard Vermeulen) sia un furbacchione, in grado di vendere tre versioni dello stesso vestito a due regine diverse. E non è neanche la prima volta, ma mai era accaduto che nel giro di pochi giorni la stessa creazione fosse stata così abbondantementeesibita. Ma proprio boh.

Continuiamo a parlare di Mathilde, particolarmente sotto i riflettori questa settimana. Oltre a festeggiare l’ascesa al trono del marito, ieri il Belgio tutto celebrava la sua Fête Nationale. E la regina si è presentata al Te Deum con un altro Natan, questa volta rosso, corredato di un cappello della fida Fabienne Delvigne, che sembrava un fresbee che nel suo volo avesse sfiorato per caso il real capino.

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Desolée Madame, mais non. Né per il vestito traforato, né per le scarpe col pvc, né men che meno per il cappello, troppo shock.

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Promossa invece la figlia maggiore di Mathilde, la principessa Elizabeth. Non è semplice coniugare un’età giovanissima (nemmeno diciassette anni), l’ingombrante titolo di Duchessa di Brabante, il ruolo pesante di erede al trono, e un’occasione formale ma all’aperto, in mezzo alla gente. Con questo abito a fiori di Maje Elizabeth ci è riuscita, evitando abilmente sia l’effetto piccola fiammiferaia sia quello starlette televisiva in cui incappa qualche altra principessa ereditaria. Io la trovo graziosa, fresca e chic.

Doppio voto questa settimana per la Reina Letizia, in visita col marito a Bailén in occasione del 210° anniversario della battaglia che fu la prima sonora sconfitta dell’esercito napoleonico. Bello l’abito bianco a pois neri, è di Carolina Herrera e si vede. Il modello anni ’50 con gonna a ruota e scollo all’americana dona veramente molto alla sottile Letizia, e le regala un’allure quasi hollywoodiana. Bella la borsa – anche questa Carolina Herrera –  benché la stilista abbia un po’ scopiazzato il fermaglio Ferragamo. Decisamente chic.

Decisamente meno entusiasmo Lady Violet nutre per le scarpe. Innanzi tutto una sovrana non dovrebbe girare col tallone en plein air nelle uscite ufficiali, quindi ci permettiamo un consiglio: le mule le lasci nell’armadio e se le riservi ad occasioni più easy. Ma poi che è questa insana passione per il pvc col quale spesso Vostra Maestà imballa i piedini? Boh.

Avesse sbagliato solo le scarpe sarebbe andata di lusso, invece la principessa Claire, simpatica, amabile e paziente (molto, molto paziente) moglie di Laurent del Belgio, fratello minore di re Philippe, è un disastro dalla testa ai piedi. Anzi, forse la testa è l’unica cosa che si salva, perché il cappello è originale e piuttosto interessante.

Purtroppo Claire ha orchestrato la sua mise intorno a un soprabitino bianco e rosso, che ha pensato bene di completare con un pantalone bianco sportivo – che se non è un jeans poco ci manca – e termina giusto giusto a evidenziare la caviglia tutt’altro che nervosa. Amiche, andateci piano coi pantaloni bianchi, che l’effetto gamba ingessata è sempre in agguato. Shock.

chic 4 Jetsun-Pema e first lady thai

La palma dell’eleganza questa settimana va a Jetsun Pema, giovanissima Regina Consorte del Bhutan che ha ricevuto nel costume tradizionale il primo ministro tailandese e signora. L’una in viola con tocchi di colore a contrasto, l’altra in una sinfonia di lilla, le due signore sono un inno alla grazia, allo charme, allo chic.

Concludiamo la nostra carrellata  con Maria Teresa di Lussemburgo, che insieme col marito Granduca Henry ha assistito a Buckingham Palace al cambio della Guardia, dove il figlio minore Sébastien ha avuto il ruolo di portabandiera delle Irish Guards (il giovanotto, come i suoi fratelli e molti giovani royals di varie generazioni ha studiato all’Accademia Militare di Sandhurst).

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Sarà l’effetto vestaglietta, sarà il contrasto stridente tra la leggerezza della mise e la pesantezza del contorno: la tappezzeria, la moquette, il colbacco dell’uniforme del giovane ufficiale, perfino il cane (e la borsetta sul tavolo, per tacere del cestino per rifiuti sullo sfondo) ma Lady Violet è incerta se la Granduchessa si meriti solo un boh o sia decisamente shock. Voi che ne pensate? Votate!

A Royal Calendar – 18 luglio 1918

Nasce a Mvezo, British South Africa, Nelson Rolihlahla Mandela.

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Va bene che oggi il mondo festeggia il centenario della sua nascita, ma che c’entra Mandela coi royals, vi starete chiedendo? E invece c’entra! Suo padre apparteneva al clan Madiba, discendente dalla famiglia reale Thembu dunque alla fine era royal pure lui (e Madiba è rimasto il suo soprannome).

Per approfondire la sua vita straordinaria – gli anni intensi della formazione, l’attività politica, la lunghissima detenzione, la fine dell’apartheid, il Nobel per la Pace, la presidenza della Repubblica Sudafricana, la filantropia – non basterebbero mille post. Pochi uomini hanno inciso così profondamente con le azioni nella storia del proprio paese, e con le idee nella definizione della contemporaneità. Questo però non è un blog di storia ma di chiacchiere, e dunque perdonerete Lady Violet se riserveremo la nostra attenzione ai rapporti di Madiba con le teste coronate.

In un video del 2002 definiva il principe Charles “a fine chap” una brava persona, apprezzandone la passione per l’architettura e la tutela dell’ambiente, ed era rimasto molto impressionato dal fatto che invitato a Buckingham Palace, la sovrana gli aveva servito personalmente il tè.

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Nei numerosi incontri con sviluppò un legame piuttosto stretto con Her Majesty, che chiamava per nome. La sua assistente personale Zelda la Grange, nel suo memoriale Good Morning, Mr Mandela, pubblicato su The Sunday Times Magazine, ricorda di aver assistito a un incontro in cui Madiba si era rivolto alla Regina chiamandola per nome: Oh, Elizabeth. E lei aveva risposto Hello Nelson. E in un’altra occasione l’aveva apostrofata con un “Oh, Elizabeth, you’ve lost weight!” Insomma puoi essere padre della patria quanto ti pare, ma se ti trovi davanti una signora un’occhiata gliela dai sempre.

È noto che Mandela apprezzasse molto il ruolo che la principessa Diana aveva avuto nel cambiare la percezione dei malati di AIDS, incontrandoli, abbracciandoli e stringendo le loro mani. Diana andò a trovarlo in Sud Africa pochi mesi prima della tragica morte, e lui cinque anni dopo visitò la sua tomba durante un viaggio in Inghilterra.

Ottimi rapporti anche con Charlene, la principessa consorte di Monaco di origine sudafricana.

 

E Charlene ha presenziato alle celebrazioni del centenario, a Johannesburg, con un cappottone di montone rovesciato nero. Evidentemente in Sud Africa – dove ora è inverno – faceva così freddo che neanche il sorriso di Barack Obama è bastato a scaldarla.

A Londra invece in onore di Madiba c’è una mostra, alla Southbank’s Queen Elizabeth Hall, visitata dai neo Duchi di Sussex. Meghan ha confermato i capisaldi del suo stile: chignon sfasciato, abito oversize pieno di bottoni, stazzonature.

Ora voi mi direte che questo trench senza maniche (di House of Nonie) non è brutto, e infatti non lo è, ma è troppo lungo e un po’ informe, e la nostra Meg è sempre assai lontana dall’impeccabilità richiesta a un royal. Ma non ho dubbi che migliorerà.

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Se siete interessate alla borsetta abbinata al trench – perfettamente direi, è proprio la stessa nuance – sappiate che è una Mulberry Clifton e la trovate in saldo sul sito del brand a 752 euro, nei colori black, clay, oak, oxblood and orchid.

 

P.S. oggi è anche l’anniversario, il 104°, della nascita di Gino Bartali, che oltre ad essere il grande ciclista che sappiamo, è stato anche dichiarato Giusto tra le nazioni per l’attività in favore degli ebrei. Sembra proprio che il 18 luglio sia un buon giorno per i diritti umani!

 

A Royal Calendar – 17 luglio 1947

Nasce a londra Camilla Rosemary Shand, poi Parker Bowles, poi HRH The Duchess of Cornwall.

Della moglie di Charles – che ha preferito non farsi chiamare Princess of Wales per non rinfocolare l’antagonismo con Diana – si è detto tutto e il contrario di tutto. Lady Violet la apprezza perché invece lei non ha mai aperto bocca e soprattutto perché sceglie copricapi favolosi!

Diamo un’occhiata dunque, e partiamo dai diademi. Camilla ne usa tre: uno è la Cubitt-Shand tiara, di proprietà della sua famiglia, che indossò il giorno del primo matrimonio, il 4 luglio 1973, con Andrew Parker Bowles.

È una tiara di diamanti dal classico disegno floreale che s’impenna all’improvviso sulla parte centrale, creando un elemento un po’ dissonante col resto. Certamente nulla di paragonabile ai due importanti diademi che la Regina le assegnato dopo le nozze con Charles.

camilla grenville tiaraLa prima è la Greville Tiara, una delle preferite della Queen Mom. Si tratta di un gioiello di straordinaria raffinatezza, una sorta di bandeau il cui motivo geometrico richiama lo schema dei favi . Lo realizzò il celebre Boucheron nel 1921 per Margaret Greville, signora di controversi natali (era figlia illegittima di un produttore di birra miliardario), immense fortune e conseguente prestigioso matrimonio (con uno dei figli del barone Greville). Vedova dal 1908 la signora Greville si dedica alle opere pie e diventa amica della Duchessa di York, poi Regina Consorte per le note vicende. Alla sua morte nel 1942 lascia in eredità alla sovrana il favoloso diadema, che viene rimaneggiato da Cartier con l’aggiunta di alcuni diamanti sul bordo superiore, e dal 1953 compare regolarmente sul capo della Regina Madre.

camilla delhi durbar tiara

L’altro prestito reale è la Delhi Durbar Tiara, che la Regina Mary, grande amante e collezionista di gioielli, si fece realizzare per indossarla durante l’incoronazione che avrebbe reso suo marito e lei Imperatori dell’India.

Più che una tiara è una vera corona, alta e imponente ma alleggerita da un gioco di volute ed elementi circolari che si rincorrono per tutto il perimetro. Una serie di accorgimenti tecnici consente di arricchire la tiara con l’aggiunta di altre pietre.

Sono due diademi perfetti per la Duchessa di Cornovaglia: estremamente importanti, adatti quindi alla moglie del futuro sovrano, ma abbastanza lontani dalla memoria dei sudditi da evitare confronti e sovrapposizioni.

La regina delle piume

Chi non ricorda Camilla il giorno delle sue nozze con Charles? Dopo il riservatissimo rito civile, alla presenza soltanto di figli fratelli e qualche nipote, il pomeriggio la coppia si presenta nella St. George Chapel di Windsor (sì, dove si sono sposati anche Harry e Meghan) per una benedizione, comprensiva di mea culpa.

camilla piume wedding

La sposa continua con la politica della sobrietà mostrata al mattino, indossando un lungo abito di seta leggera completato da uno spolverino damascato, ma corona la sua mise con una favolosa acconciatura di piume dorate, quasi delle moderne spighe di grano. Lady Violet ha avuto l’opportunità di vederla dal vivo, e l’ha trovata davvero magnifica. Né poteva aspettarsi di meno dal genio del creatore Philip Treacy.

Lo stesso modello viene ripetuto in seguito varie volte, sia in un semplice total white, sia in una versione grafica, bicolore, sia nella versione dea dei fiori, indossato alle nozze di Zara Phillips, figlia della principessa Anne.

Quanto ai cappelli veri e propri, un pezzo veramente clamoroso l’abbiamo visto al royal wedding tra Harry e Meghan. camilla piume rosaUna girandola di piume rosa capace di attrarre di tutti gli sguardi (anche quelli ironici, critici o francamente malevoli) e di dare carattere all’anonimo soprabitino rosa baby.

È esattamente questa la chiave dello stile di Camilla, cappelli importanti, estremamente scenografici, in grado di definire e dare personalità alle mise della duchessa, classiche e lineari al limite dal banale. Suo parter in crime il più originale, geniale, immaginifico dei milliner britannici: il fido Philip Treacy. Che crea per lei una serie di copricapi piumati di ogni foggia, colore e pennuta provenienza.

Chapeau Your Highness and happy birthday!

Breaking news – i Duchi di Cambridge alla finale di Wimbledon

Anche oggi Catherine, Duchessa di Cambridge, è a Wimbledon, a godersi la finale maschile. Senza Meghan, ma con William. E sembra che si stiano divertendo assai.

wimbledon cate will

Abbandonato il vestitino da sciuretta visto ieri (lo trovate qui Benvenuto 14 luglio! ) oggi Kate risplende in giallo Dolce&Gabbana. La borsa invece è la stessa di ieri, Dolce&Gabbana anch’essa.

Presente nel Royal Box anche il Prime Minister Theresa May. Dopo gli incontri col presidente Trump un po’ di svago ci vuole!