Mentre siamo ancora persi nelle frivolezze del compleanno danese (le cose serie, anzi tragiche che accadono neanche le citiamo) non vorrei proprio che vi sfuggisse questa notizia: qui c’è qualcuno che mi diventa cavaliere!
Ieri i Duchi di Castro sono stati ricevuti dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, cui hanno consegnato il diploma di nomina a Cavaliere di Gran Croce di Merito dell’Ordine Costantiniano – di cui Carlo di Borbone Due Sicilie è Gran Maestro – e la relativa decorazione.
L’aristocratica delegazione comprendeva anche Don Francesco Ruspoli Principe di Cerveteri, che dell’ordine è Gran Cancelliere, il Marchese Ferraioli, che in queste occasioni un po’ ancien regime non manca mai, e altri a me lietamente ignoti. Secondo quanto riferito, i Duchi “si sono intrattenuti con il Ministro affrontando numerosi argomenti, tra cui quelli relativi alla politica internazionale e all’attuale situazione che affligge Israele”.
Confesso: leggendo la notizia, la prima immagine che si è presentata alla mia mente è l’immortale scena di Totò Peppino e le fanatiche, in cui il principe de Curtis apostrofava il suo partner in crime: Cavaliere, lei è ridicolo, si informi! Ma in questo caso il povero Crosetto mi sembra incolpevole, piuttosto è la vittima del diffuso reato di mancanza di senso del ridicolo; e me lo immagino proprio un ministro della Repubblica che ascolta interessato le opinioni sulla politica internazionale dei Duchi di Castro.
Poi potremmo ipotizzare che questa mossa avesse anche lo scopo di distrarre l’attenzione dall’assenza della figlia Maria Chiara a Copenaghen, evidenziando serietà e autorevolezza familiari, ma non siamo maliziosi e non lo faremo.
Però una cosa è certa, nel generale disastro degli abiti indossati dai signori, il commoner neocavaliere mi sembra il meno peggio.
Il giorno dopo il diciottesimo compleanno di Christian di Danimarca, sontuosamente festeggiato a Palazzo, LA foto è sicuramente questa.
(Ph: Keld Navntoft, Kongehuset)
Il neomaggiorenne, unico giovanotto, circondato dalle future sovrane; tutti nati dopo il 2000. Un giorno, su cinque dei dieci troni europei (non consideriamo Andorra e il Vaticano), siederanno delle regine: le quattro fanciulle che vediamo qui ritratte più Leonor di Spagna. Ognuna a modo suo, le trovo tutte adorabili.
Non sono sicurissima che Christian abbia indossato il frac ieri per la prima volta, sono invece certa che ieri sia stata la sua prima volta con le insegne dell’Ordine dell’Elefante, il più prestigioso del regno, che d’altronde non avrebbe potuto essergli assegnato prima.
(Ph: Kongehuset)
Quando un membro viene a mancare, è tradizione che le sue insegne tornino all’Ordine e vengano eventualmente riassegnate a nuovi membri, senza rendere noto chi le avesse indossate prima. Regola che fa una piccola eccezione per la famiglia reale: l’elefante che da ieri indossa Christian è quello del nonno Henrik.
(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Kongehuset)
Durante la cena il festeggiato ha tenuto il suo primo discorso pubblico. Questa deve essere l’unica foto in cui non è venuto mosso, perché era talmente emozionato da non riuscire a stare fermo. Io l’ho trovato delizioso; ho capito forse tre parole, ma immagino che pure i madrelingua abbiano avuto qualche problema, data la concitazione. Qui trovate il video https://fb.watch/nJ9i0gD6E3/
(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Kongehuset)
Dopo il dovere il piacere, e alla fine tutta quella bella gioventù si è scatenata nelle danze. Un concerto con cui la sovrana ha ringraziato gli ospiti, la cui star è stata Benjamin Hav (il signore col cappelletto ruggine), noto rapper danese. L’ho ascoltato un po’ ma non sono stata in grado di apprezzarlo appieno, anche perché la lingua danese alle mie orecchie romanze sembra già una specie di rap.
(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Kongehuset)
Devo dire che invece mi hanno molto colpita gli arazzi che ricoprono le pareti della sala. Sono 17, fatti realizzare e donati a Margrethe II per il suo cinquantesimo compleanno da imprese e fondazioni danesi; rappresentano personaggi e momenti salienti nella storia del Paese. Potete vederli meglio sul sito della famiglia reale, ma non vi nego che mi è venuta una gran voglia di andare a vederli di persona https://www.kongehuset.dk/en/royal-collections/tapestries/#
A domani, per storie e dettagli che potrebbero esservi sfuggiti.
Aspettando di goderci le immagini del gala che sancisce l’ingresso tra gli adulti di Christian di Danimarca, con contorno di ospiti speriamo eleganti e gioielli sicuramente splendenti (ma senza Maria Chiara di Borbone) ecco di tutto un po’ tra le mise sfoggiate negli ultimi giorni.
Cominciamo proprio con la madre del festeggiato, la raffinata Mary, che il 3 ottobre ha partecipato con il marito, la suocera regina e la di lei sorella Benedikte alla riapertura del Folketing, il Parlamento, che secondo la costituzione danese riprende i lavori il primo martedì di ottobre.
(Ph: Hanne Juul)
Per me, una delle sue più convincenti apparizioni dell’anno, anche grazie a un cappello a fungo (Susanne Juul) che da solo fa quasi tutto il look. Mary punta sulla combinazione che funziona sempre, il bianco e nero; l’abito avorio del brand danese MKDT Studio è stato indossato varie volte, ma non con la stessa efficacia; qui è completato da una cinturina nera, più clutch (DVF) e scarpe nere con dettagli bianchi. Perle alle orecchie e al polso e basta, niente di più, e niente sarebbe stato necessario. Perfetta, chic.
A festeggiare Christian c’è Ingrid Alexandra di Norvegia insieme al padre Haakon e alla madre Mette-Marit, la cui presenza era in forse a causa del periodo riposo che la principessa si è presa dopo gli impegni estivi.
Data la serietà della patologia di cui soffre, la fibrosi polmonare, ogni sua assenza preoccupa non poco, ma per fortuna venerdì sera l’abbiamo rivista: con marito e suoceri ha partecipato all’inaugurazione della Ridehuset, una grande sala di 800 metri quadri fatta edificare all’inizio del Novecento dai sovrani Haakon e Maud come maneggio. Utilizzata variamente nel corso dei decenni, anche come deposito, è stata ora ristrutturata e ha iniziato una nuova vita come spazio per spettacoli collegato al Dronning Sonja KunstStall, il complesso culturale voluto dalla regina.
Che col solito brio ha inaugurato il nuovo spazio, cui è seguito uno spettacolo del Balletto Nazionale. Mi sono piaciute entrambe le signore, la sovrana in pantaloni con giacca ricamata e una sciarpa di chiffon (viola!) che giocava col tessuto sottostante, la principessa con giacca nera Dior su maxigonna crema, ballerine flat e clutch Prada. Chic+chic.
Al gala partecipa la Duchessa di Brabante tutta sola, senza genitori; la madre Mathilde ha avuto giornate ricche di impegni e dunque di mise; tra le tante scelgo questa, e chi mi conosce sa perché (tutti gli altri stanno per scoprirlo).
Nel suo ruolo di Difensore degli Obiettivi di Sviluppo Durevole dell’ONU, la Reine ha ricevuto a Palazzo reale una delegazione della federazione internazionale delle lavoratrici domestiche (FITD). Non mi piacciono troppo quei pantaloni, soprattutto se con quelle scarpe, ma la giacca… Lei è un mio oggetto del desiderio, me ne sono innamorata l’anno scorso quando l’ho vista addosso a Lilli Gruber (la foto allo schermo è mia), e che vi devo dire, se è destino prima o poi arriverà nel mio armadio.
Armani, of course, giacca monopetto in jacquard chevron, ha pure un profilo viola! E Mathilde è strachic.
Anche Catarina-Amalia al gala di Christian ci va da sola, la madre Máxima è comparsa poche volte in pochi giorni, ma una sua mise mi è molto piaciuta, e ve la propongo.
Il 3 ottobre la regina ha partecipato alla conferenza Future of Finance indossando un abito in seta di Valentino con una interessante fantasia geometrica a squame, ognuna delle quali contiene una lettera del nome del Maestro. Il nastrino dovrebbe essere legato al collo, ma messo così come fosse una collana è molto divertente e molto da lei. Poi magari gli orecchini sono un po’ troppo importanti per l’occasione, ma alla fine sempre di Máxima stiamo parlando. Chic.
Grandi assenti al gala di Copenaghen le principesse spagnole, che si preparano a festeggiare il diciottesimo di Leonor, tra un paio di settimane; non ci resta che commentare le ultime scelte della madre Letizia.
La quale, dopo aver eletto il rosa a colore feticcio molto prima del successo di Barbie (il film) nelle ultime uscite ha virato decisamente verso l’azzuro. Abito a balze a micropois per il giuramento alla bandiera della figlia Leonor (e dei cadetti del suo corso, naturalmente) il 7 ottobre, grazioso, un po’ da bambolina – ma lei non lo è per niente, dunque nessun problema – del brand spagnolo & Me; bella la borsa Carolina Herrera ma troppo rigida per il modello, un po’ troppo informale per l’occasione. Boh, ma se la mise è stata scelta in funzione della temperatura, tutta la mia solidarietà alla Reina.
(Ph: Gtresonline)
Per il Día de la Hispanidad il 12 ottobre la scelta cade su un abito di Juan Vidal, praticamente una vestaglietta a fiori. Non solo non mi piace – va bene volare basso per non rubare la scena alla figlia, ma senza esagerare – in più quest’abito mi ha ricordato quello, modello e fantasia simili, indossato tanti anni fa da una carissima amica costumista a un battesimo. Era autenticamente vintage e realizzato in tessuto autarchico, una fibra a base di carta. Per cui passammo il pomeriggio temendo che le cadesse addosso qualche liquido e sciogliesse l’abito. Che shock!
I fratelli single Louis (divorziato) e Sébastien (scapolo) di Lussemburgo sono diventati presenza fissa ad ogni evento royal – matrimoni, balli, cerimonie varie – forse alla ricerca dell’amore.
A Copenaghen non sono andati, d’altronde non sono gli eredi al trono. Assente anche Guillaume, e immagino che nel caso la moglie Stéphanie pur di rimanere casa si sarebbe giocata la carta dei pupi. Però la Granduchessa ereditaria non si risparmia, e qualche giorno fa ha partecipato a Scienteens Lab, di cui ha il patronage. Completo pantalone con gilet (tutto Joseph, con accessori Sergio Rossi) in un ruggine che fa subito anni ’70. Lo trovo terribile, i modelli over e senza forma non donano a tutte, ma ha finalmente un sorriso che illumina il suo viso e pure un po’ i nostri. Shock, ma va bene così.
(Ph: Stephen Yang
Last but not least i Duchi di Sussex; loro altro che Copenaghen, se ne sono andati qualche giorno in vacanza nell’esclusiva isola di Canouan nell’arcipelago delle Grenadine, dopo aver partecipato ad alcune manifestazioni dedicate alla salute mentale. In una di queste, promossa dalla loro fondazione Archewell, Meghan si è presentata in total white, tutta un blocco con lo sfondo; pantaloni troppo ampi e top con fascia troppo alta (Altuzarra). Effetto finale: Scaramacai. Una piccola nota: il bianco ottico richiede un po’ di cautela anche col make up. Shock.
Domani ne parleremo in dettaglio, intanto ecco il video dell’arrivo degli ospiti al galà in onore dei diciotto anni di Christian di Danimarca. Devo dire che rende bene l’atmosfera che ho visto nella diretta.
Il primo passo è fatto, nel giorno in cui raggiunge la maggiore età il Principe Christian di Danimarca ha avuto la sua prima celebrazione, con l’affaccio al balcone di Amalienborg da solo, con la nonna regina e con la famiglia.
(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Kongehuset)
Alto e simpatico, con un abito very British; il nodo alla cravatta è migliorabile, ma il giovanotto si farà.
(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Kongehuset)
Piuttosto commossa la nonna, che forse a 83 anni inizia a realizzare di aver fatto il suo dovere, e di aver assicurato sana robusta e corposa discendenza al regno, per cui alla fine potrebbe anche ritirarsi e dedicarsi a tempo pieno al découpage e a tutte le altre attività artisticoartigianali che tanto la appassionano. Non credo lo farà, ma sognare non costa nulla.
(Ph: Keld Navntoft Ritzau/Kongehuset)
Giustamente orgogliosi i genitori di cotanto ragazzone, Frederik simpaticamente svagato (io me lo immagino sempre come se avesse appena appoggiato un bicchiere di birra) e Mary impeccabile as usual. Per il gran giorno del figlio la principessa indossa un robe-manteau piuttosto neutro del danese Soeren Le Schmidt, sul cui tessuto azzurro polvere brilla una spilla. Non una qualunque, naturalmente, ma la Connaught Sapphire Brooch, un gioiello che mischia a perfezione valori storici e sentimenti familiari. La spilla, composta da un grande zaffiro circondato da diamanti con perle a formare due piccoli festoni, fu donata a Luise Margarete di Prussia nel 1879, in occasione delle sue nozze con Arthur, Duca di Connaught e Strathearn, terzo figlio maschio di Queen Victoria. A questo punto avete già capito, il gioiello arriva in Scandinavia con la figlia della coppia, Margaret, che sposa Gustaf Adolf, futuro sovrano di Svezia. Alla morte di Margaret, scomparsa a soli 38 anni durante la sesta gravidanza, viene ereditato dalla figlia Ingrid, che se lo porta in Danimarca sposando l’erede al trono. Indossata spesso per eventi familiari importanti, Margrethe II ha donato la spilla alla nuora Mary per la nascita del nipote che oggi compie diciotto anni, Christian. Mary l’ha indossata per il battesimo del bambino, e anche per quello dei suoi gemelli. Si poteva fare scelta migliore?
Nonostante ieri io abbia pubblicato il post sul Día de La Hispanidad, che cade indubbiamente il 12 ottobre, non so perché mi sono alzata convinta che il 12 fosse oggi, una specie del giorno della marmotta, per cui il ricordo dei cinque anni dalle nozze tra Eugenie di York e Jack Brooksbank arriva la sera del 13 (e molti lo leggeranno direttamente il 14). Per fortuna i signori Brooksbank non hanno aspettato Lady Violet e hanno fatto da soli, autoricordandosi con un reel sul profilo Instagram di lei.
Da cui ho tratto tre deliziose foto, a partire da quella che ritrae l’allegra famigliola: mamma, papà, August e Ernest al mare, forse in Portogallo dove trascorrono parte dell’anno a causa del lavoro di lui. Una coppia consolidata, che ha dato sempre l’idea di solidità e armonia. Il loro matrimonio, il 12 ottobre 2018, arrivava cinque mesi dopo quello dei Duchi di Sussex e fu celebrato nello stesso luogo, la St. George’s Chapel a Windsor, dove ora riposano i nonni paterni di lei. Matrimonio che non risultò schiacciato né messo in ombra da quello dei più importanti cugini, ma anzi si è ritagliato un suo piccolo posto nella storia dei royal wedding innanzi tutto per l’assenza di velo della sposa, che vi aveva rinunciato perché rimanesse visibile la cicatrice degli interventi per la scoliosi subiti da bambina, testimonianza di difficoltà affrontate e superate.
Ho avuto la fortuna di vedere dal vivo gli abiti degli sposi, quelli delle damigelle, e la favolosa tiara di smeraldi e diamanti, e la creazione di Peter Pilotto si conferma in vetta alle mie preferenze, superato forse solo dall’abito che Valentino creò per Máxima. Splendido anche il vestito color cipria con cui Zac Posen vestì Eugenie per il ricevimento serale.
Oggi in Spagna è el Día de la Fiesta Nacional, el Día de la Hispanidad.
Ma è soprattutto el Día de Leonor che per la prima volta affianca i genitori con tutta la formalità dell’uniforme di gala dell’Esercito di Terra, come le consente l’aver giurato fedeltà alla bandiera appena cinque giorni fa.
(Ph: Gtresonline)
Il padre Felipe, essendo il capo di tutte le Forze armate, alterna le uniformi dei vari corpi, e quest’anno indossa quella di Capitano Generale dell’Esercito dell’Aria, l’aeronautica militare.
(Ph: Getty Images)
L’aspetto più adorabile: gli sguardi di amorevole complicità tra padre e figlia.
(Ph: Gtresonline)
In tale marziale splendore, la Reina ha pensato di mettersi una vestaglietta a fiori. Che vi devo dire, ne parleremo. Una cosa però possiamo dire subito: a lungo ci siamo chiesti – almeno Lady Violet l’ha fatto – se Letizia sarebbe entrata in competizione con le figlie nel momento in cui le ragazze fossero diventate adulte. Mi sembra di poter dire di no, confesso che la sovrana mi sta piacendo molto. Vestaglietta a parte.
(Ph: Gtresonline)
Dopo la tradizionale cerimonia nella madrilena plaza de Cánovas del Castillo, la Princesa de Asturias ha partecipato anche al ricevimento nella sontuosa sala del trono a Palacio Real, dove ha salutato con grazia autorità e personalità di ogni tipo. Molti signori anzianotti e signore improbabilmente addobbate; per fortuna c’è anche chi rialza decisamente la media.
(Ph: Gtresonline)
Il primo passo è fatto Leonor, la vita è davanti a te.
Certo La società dei magnaccioni probabilmente non è la prima canzone che verrebbe in mente da abbinare a degli eredi al trono – soprattutto se parliamo anche di una graziosa fanciulla – ma quel verso è il primo che mi è venuto in mente guardando queste immagini.
Nei prossimi venti giorni ben due futuri sovrani raggiungeranno la maggiore età, e il traguardo verrà adeguatamente festeggiato. Il primo è Christian, secondo nella successione al trono di Danimarca dopo il padre Frederik, che domenica diventa maggiorenne. Per lui sono previsti l’affaccio al balcone di Amalienborg e una cena di gala offerta dalla nonna regina, cui parteciperanno autorità, rappresentanti di associazioni giovanili, sportive ed artistiche, e 200 coetanei del principe provenienti dai quattro angoli del Paese. Per cui forse avrei evitato la pompa magna, ma la bellezza e l’allegria della gioventù illumineranno la serata pure senza diamanti in testa.
In suo onore è già pronto un francobollo da 50 corone (in euro circa 6,5) emesso da Tusass, la società di poste e telecomunicazioni della Groenlandia, enorme isola artica cha dalla Danimarca dipende. Il baldo giovanotto, ritratto da Franne Voigt, indossa una giacca impermeabile bianca che si chiama anorak e fa parte del tradizionale costume maschile groenlandese. Una sinfonia di bianco e azzurro un po’ fredda e molto artica, che Lady Violet stremata dl caldo accoglie con un certo sollievo. Il francobollo sarà in vendita da lunedì 16, il giorno dopo il compleanno di Christian.
Il 31 tocca invece a Leonor, erede al trono di Spagna. Per lei celebrazioni caratterizzate dell’understatement tanto caro alla famiglia, ma un omaggio più importante del “collega”: una moneta celebrativa in argento, del valore di 40 euro, in tiratura limitata di un milione di esemplari (che mi sembrano tanti, ma confesso di non avere esperienza di numismatica). La moneta presenza su un verso le insegne della Princesa, che dovrebbero essere colorate, come mostra la foto. Sull’altro un bel ritratto, per il quale Leonor ha posato nei mesi scorsi. I figli crescono, le mamme imbiancano, le royal watcher non ne parliamo.
La maggiore età degli eredi non è l’unico punto di contatto tra le due famiglie reali; è stato annunciato che Los Reyes compiranno una visita di stato da lunedì 6 a mercoledì 8 novembre in Danimarca; tra mise e tiare ne vedremo delle belle!
Confesso che nel fine settimana le tragiche notizie internazionali mi hanno un po’ sopraffatta, e non vi nego che in questi casi – è già successo, purtroppo – il dubbio se continuare a parlare di frivolezze davanti a tanto orrore si fa molto forte. Poi mi sono imbattuta in questa foto, che francamente non conoscevo, e forse per la serena fermezza della mai troppo rimpianta Queen, forse per l’abito modello caftano che mi ha fatto stabilire un legame ideale con l’area della tragedia, ma ho deciso di proporvela, cogliendo l’occasione per una piccola informazione.
(Ph: Getty Images)
La foto è del 12 maggio 2006, ed è stata scattata alla cena del Royal Windsor Hore Show, uno dei concorsi ippici che amava di più. Notevole il caftano, in un tessuto che sembra ciniglia, o velluto. Un modello insolito che lei, fresca ottantenne, indossa con la solita grazia. Interessante la demi-parure di zaffiri, che non conoscevo.
(Ph: Getty Images)
Secondo l’informatissimo blog The Royal Watcher dovrebbe trattarsi di un dono proveniente dal Medio Oriente, indossato a partire dal 2002 – anno del Golden Jubilee – per varie occasioni importanti tra cui il banchetto di stato col sovrano saudita Abdullah nel 2007. Scelta che rafforzerebbe le ipotesi sulla sua provenienza, dato che non mi sembra esattamente il suo stile.
(Ph: Reuters)
Il set comprende un collier a tre fili di diamanti fermato da un nodo centrale con zaffiro e tre elementi pendenti che terminano a loro volta con uno zaffiro. Piuttosto moderni – e non particolarmente abbinati come stile – gli orecchini, chissà che non li rivedremo su qualche royal lady. Mi permetto di dire un insieme non particolarmente entusiasmante, ma mai come stavolta vale l’espressione a caval donato…
La piccola notizia che volevo darvi invece riguarda la serie The Crown, arrivata alla sesta serie che per ora è anche l’ultima. Sarà disponibile su Netflix in due fasi: i primi quattro episodi il 16 novembre, i restanti sei il 14 dicembre. La narrazione spazierà dall’ultima fase della vita di Diana alla nascita dell’amore tra William e Catherine. Parte il conto alla rovescia!
Leonor, Princesa de Asturias, alla soglia dei 18 anni che compirà a fine mese, ha iniziato l’addestramento da futura sovrana, e al momento è cadetta dell’Accademia Militare di Saragozza. Oggi, con i suoi compagni di corso – e l’espressione del ragazzo alle sue spalle è tutto un programma – ha partecipato al tradizionale omaggio alla Vergine del Pilar, alla vigilia del giuramento alla bandiera.
Il kaki dell’uniforme non le sta male, anche se forse dona di più a chi ha la pelle ambrata, ma quel rosso scarlatto, che dal basco scende sulle spalline e sul cordone riflettendosi con discrezione sulle labbra principesche fa la differenza anche per il look. Sappiamo che Leonor non parteciperà al gala per i diciotto anni del “collega” Christian di Danimarca (hanno invece confermato la loro presenza Elisabeth del Belgio e Ingrid Alexandra di Norvegia, col padre Haakon), e sicuramente per la sua maggiore età non sono previsti festeggiamenti ufficiali, ma qualcosa ci sarà. Pensate pure a noi royal watcher!
Aspettando di vederla con il primo dei tanti diademi che la aspettano, per ora accontentiamoci del basco, sempre deliziosa è.