Royal Ascot 2018, Giorno 1 – La Royal Family

Oggi primo giorno delle corse di Ascot, e prima volta della Duchessa di Sussex all’evento clou della High Society inglese.

Confesso, questa foto mi ha fatto sognare…

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… ma questa ha provocato un brusco risveglio.

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Meghan, ascolta zia Violet, qualcuno ti vuole convincere che nonostante le apparenze tu sia una taglia 48. Non ci credere, non è vero. Parliamo con calma con Givenchy e troviamo un equilibrio tra abiti da infilare col calzascarpe e vestaglioni. Peccato perché il bianco ti dona, ma quel gonnellone con quell’orlo proprio no. In compenso il genio dei cappelli Philip Treacy ha creato un capolavoro che ti sta d’incanto, e grazie per esserti finalmente pettinata comme il faut.

Tra le altre royal ladies favolosa Her Majesty in giallo con tocchi di azzurro, très chic Camilla in total crème.

Deliziosa la Contessa di Wessex in bianco e nero, nell’ennesimo Emilia Wickstead ispirato agli anni ’50.

Tutto l’apprezzamento di Lady Violet per le due principessine York. L’azzurro cielo è veramente il colore di Beatrice; è vero, l’abito tira un po’ sul fianco ma abbiamo deciso di non essere fiscali. Eugenie si intravvede soltanto, ma il cappello ad abat jour a lei sta bene, e il bianco la fa risplendere. Il che ci fa molto ben sperare per il suo matrimonio il prossimo ottobre.

 

Aspettando Ascot – la Principessa Haya

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Ci siamo, domani iniziano le corse ad Ascot, e per qualche giorno il Berkshire sarà il centro del mondo glam, la capitale del regno dei cappelli. Per non farci trovare impreparati oggi vi propongo una breve rassegna dei copricapi sfoggiati negli ultimi dieci anni da una signora da cui mi aspetto grandi soddisfazioni: Sua Altezza Reale la Principessa Haya bint Hussein.

Figlia di re Hussein di Giordania e della terza moglie Alia, morta in un incidente di elicottero quando Haya ha solo tre anni, la principessa studia nel Regno Unito, si laurea ad Oxford e diventa un’abile amazzone. A trent’anni sposa Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, che è il principe ereditario degli Emirati, ha venticinque anni più di lei, ha già una moglie in carica più alcune, come dire, pregresse. L’altra moglie fa vita ritirata e così Haya, bella e colta, esercita le funzioni di rappresentanza accanto al marito, e a Ascot non manca mai.

 

 

Se dapprima i suoi cappelli sono classiche versioni da country lady, a partire dal 2012 Haya si impone all’attenzione con una serie di favolose creazioni del genio Philip Treacy.

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2012

Haya ha un viso bellissimo per cui i cappelli le stanno bene tutti, grandi e romantici importanti e drammatici ma anche semplici come il classico pillbox. Non essendo però né molto sottile né molto slanciata la preferisco senz’altro in abiti di linea semplice, evitando le fantasie poco donanti, come il check.

Royal Ascot - Day 2

2013

 

Bella in bianco nel 2014, splendida in nero l’anno seguente.

Rosso, bianco e nero nel 2016…

…e ancora bianco e nero, e un mare di rose rosse l’anno scorso.

Non vedo l’ora cosa ci ha riservato per quest’anno.

See you tomorrow!

A Royal Weekend – Trooping the Colour

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Come ogni anno Her Majesty, nata il 21 aprile, ha festeggiato il compleanno ufficiale il secondo sabato di giugno nella cerimonia del Trooping the Colour. Presente la famiglia reale al completo, con l’eccezione del principe consorte Filippo ormai in pensione, non c’è dubbio che tutti gli occhi fossero puntati oltre che sulla festeggiata  – che in azzurro cielo stava d’incanto – sulla neoroyal  Duchessa di Sussex.

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E Meghan non ha deluso. Seduta accanto all’innamorato marito era deliziosa in un abito rosa polvere, firmato Carolina Herrera. Chiariamo subito, era troppo scollata? Sì. Però questo stile un po’ Francia un po’ America un po’ Audrey, già suggerito dall’abito da sposa, potrebbe essere la scelta vincente. Bellissimo il cappello-disco volante Philip Treacy ma deludente la scelta, causa eccessiva somiglianza per forma e colore a quello indossato solo due settimane fa per un garden party a Buckingham Palace. Rimandati i capelli sciolti in onde. Bocciatissimo il rossetto, di una tonalità di rosa che la sbatteva più di una traversata in traghetto col mare mosso.

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Stessa tonalità di azzurro chiaro per suocerastra& nuora, che si sono divise anche la carrozza dato che entrambi i mariti accompagnavano a cavallo la regina. Camilla in Bruce Oldfield, con un cappello Philip Tracy riciclato ma sempre notevole. La Duchessa di Cornovaglia con l’intelligenza e l’understatement che la contraddistinguono ha saputo crearsi un suo stile che me la fa piacere sempre di più. Di Catherine che vi devo dire, il colore le dona molto, lei è sempre bella e sempre più royal, ma due maniche arricciate così non le vedevo dalla mia laurea, e c’era ancora il muro di Berlino.  Nello stesso colore dell’abito firmato Alexander McQueen il cappellino della finora ignota Juliette Botterill. Bene il colore, le dona, bene pure la forma, ma la decorazione no dai. Passi il doppio fiocco, passi il doppio fiore, ma quella inutile retina mi ha fatto venire in mente quando  vai dal fioraio, scegli ogni singola rosa tra le più belle e quello ci mette la nebbiolina.

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È arrivata una carrozza carica carica di… principesse! In un colpo solo ben quattro royal ladies: la Contessa di Wessex, sua figlia Louise e le sorelline York, Beatrice e Eugenia.  La solitamente elegante Sophie stavolta ricicla un abito di Emilia Wickstead  rosa azalea con collo rialzato e piccola scollatura sulla schiena già visto l’anno scorso ad Ascot e lo completa con un fascinator bianco che non aggiunge nulla all’insieme ma parecchi anni a lei. La futura sposa Eugenie di York (non prendete impegni per il 12 ottobre, altro royal wedding in arrivo!) col suo bel viso porta bene il delizioso il cappello stile abat-jour anni ’60. Unfortunately non si può dire lo stesso dell’abito, con uno scollo che penalizza il suo florido décolleté. Sua sorella Beatrice interpreta uno dei  trend di stagione abbinando il rosa dell’abito al rosso del cappello. L’abito non si vede bene ma il cappello sì, ahimé Troppo grande come pillbox, troppo rigido, piazzato troppo indietro. Mia madre questo modello lo chiamava “tamburello”, e oggi capisco perché. Completa il poker la quattordicenne Louise, Windsor dalla testa ai piedi, che a quattordici anni compiuti lascia il tavolo dei bambini e finalmente arriva tra i grandi. In questo tripudio di colori delicati, colori pastello, colori sorbetto, la più giovane si presenta tutta in un blu scuro che ne mortifica un po’ la freschezza da English rose. Se i bottoni margherita dovevano servire a svecchiare il tutto io ve lo dico, non sono serviti.

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