E se sì, quante?
Si parla ormai apertamente di possibili nozze per la deliziosa Charlotte Casiraghi con Dimitri Rassam – chi ha avuto la ventura di conoscerlo quand’era privo dell’ammasso tricologico che lo avvicina pericolosamente a Demis Roussos, assicura abbia ereditato la bellezza dalla madre Carole Bouquet – e addirittura gira già una data, 1 giugno prossimo a Monaco.
Sarebbero nozze civili, se poi dovessero esserci anche le religiose – al momento non saprei, dato che lui è già stato sposato – sarebbero celebrate in estate, magari a Pantelleria dove Carole ha un dammuso (e produce pure un notevole vino passito). L’isola d’altronde è spesso scenario di matrimoni aristochic, tipo quello tra Carlo Borromeo (fratello di Beatrice, cognata di Charlotte) e Marta Ferri (figlia del fotografo Fabrizio), la quale indossava per l’occasione una splendida tiara di corallo.
L’annuncio ufficiale da Palazzo non c’è ancora, ma la presenza della madre di lui fotografata con l’intera famiglia di lei al recentissimo Bal de la Rose (ne abbiamo parlato qui La foto del giorno – 31 marzo ) rende credibili i rumors. Ricordo una fotografia analoga con Paola Marzotto, madre di Beatrice Borromeo, l’anno in cui la bionda fanciulla sposò Pierre. Chissà se Charlotte si ispirerà alla cognata anche nel numero di abiti indossati per le nozze?
Dall’altro lato della Manica invece gli occhi sono discretamente puntati su Beatrice di York, l’unica dei nipoti adulti di Sua Maestà a non essere ancora andata all’altare (i due più piccoli, Lady Louise e James, Visconte Severn, figli dei conti di Wessex, hanno 15 e 11 anni). I due sono stati fotografati ieri all’uscita da quello che sembra il ristorante preferito: Chiltern Firehouse, ex caserma dei pompieri riconvertita in hotel-ristorante molto cool.
Dopo un lungo legame con l’americano Dave Clark, rivelatosi un volgare cacciatore di dote in stile contemporaneo (cioè interessato principalmente ai vantaggi provenienti dall’ingresso nella Royal Family), la trentenne principessa sembra innamorata e felice con Edoardo Mapelli Mozzi, imprenditore britannico figlio di un conte italiano (non presentissimo nella vita del giovanotto). Augurando ai due piccioncini tutto il meglio, noi restiamo in paziente e sobria attesa, certi che Edo non ci farà fare brutta figura.
Ladies, sta arrivando il momento di tirar fuori le cappelliere dagli armadi!
P.S. Se voleste rivedere tutti gli abiti indossati da Beatrice Borromeo nelle sue nozze a tappe con Pierre Casiraghi, li trovate qui A Royal Calendar – 1 agosto 2015 )
Dopo lungo e periglioso (ma non scomodo) cammino Lady Violet giunse finalmente nella sala della mostra, dominata da un’ampia teca di vetro contenente tutto ciò che ci si poteva aspettare, e anche qualcosa in più. Andiamo a cominciare con l’abito dello sposo, fondamentale accessorio di ogni matrimonio.
Morning suit – l’abito che noi chiamiamo tight – molto ben tagliato dalle sapienti mani di Huntsman&Sons, storica sartoria di Savile Row che ha vestito gentlemen di ogni tipo, da Paul Newman a Manolo Blanhik, da Gregory Peck a Marc Jacobs. Un filo troppo lunghi i classici pantaloni grigio scuro, perfetta la giacca nera; non ho apprezzato troppo la profilatura dei revers – che evidentemente invece Jack deve amare, perché gliel’ho già vista in precedenti occasioni (Jack, ma tu l’hai mai visto Uncle Charles con una giacca come la tua? E ti sei mai chiesto il perché? Ecco, la prossima volta fatti la domanda e datti la risposta). Panciotto piuttosto accollato, blu con profilo bianco (pure qua!); capisco che il colore sia stato scelto in armonia con l’interno della chiesa, il cui pavimento era ricoperto da una guida blu (come anche il tessuto che ricopre i sedili lignei del coro, dove prende posto la Royal Family), ma la palette nero-grigio-blu non mi convince affatto. Insomma, Jack è promosso per simpatia, ma non si adagi sugli allori.
Ma accidenti che piedino la ragazza, porterà il 42!
Beatrice di York è arrivata col suo boyfriend Edoardo Mapelli Mozzi, rendendo pubblico un amore nato lo scorso ottobre e finora rimasto al riparo da sguardi indiscreti. Lei indossava un raffinato abito in velluto di Azzedine Alaïa (in vendita su NET-A-PORTER per la modica cifra di 5.660 sterline) che purtroppo non le donava affatto – tanto che più di uno ha commentato che più che sul red carpet la nostra Bea era nel red carpet – con l’aggravante delle scarpe Jimmy Choo in velluto blu con borsa e calze nere.
Con rispettoso dispiacere, devo dire che Sua Maestà ha ricevuto parecchie critiche per la mise indossata ieri: troppo chiaro e ‘primaverile’ il grigio del cappotto, bizzarra la posizione dei bottoni, poco elegante la bordura fuxia, pasticciato pure il cappello (tutto Angela Kelly). Diciamocelo tra noi, non è la sua versione più convincente, ma io la amo sempre, pure col cappello alla D’Artagnan con piuma svolazzante.
Perfetta per l’occasione: bella la tonalità di rosso del cappotto (Catherine Walker) bellissimo soprattutto l’abbinamento con gli accessori in una nuance più scura (le scarpe sono Gianvito Rossi e la clutch Mulberry; i guanti non saprei, ma sono perfetti). Il copricapo (questo è il modello Halo di Jane Taylor) è sulla scia di altri indossati quest’anno, e trovo che le doni molto. Un look vagamente anni ’40 molto femminile; le calze però sono brutte assai.
Vestita Victoria Beckam dai piedi al collo, nella palette blu/nero che le è cara. L’abito sembra bello, una scelta interessante in gravidanza; il cappotto è un modello classico che abbiamo tutte nell’armadio, anche il cappellino (Awon Golding) per colore e forma è simile a molti altri già indossati. In compenso la borsa è molto originale, e orrenda. Insomma, senza infamia e senza lode; mi sembra che lei si ostini ad essere fedele allo stile urban chic tipico delle metropoli americane, che nella campagna inglese è un po’ fuori tema. P.S. il cappotto di Harry grida vendetta.
L’altra sposa dell’anno indossa un cappotto rosso con dettagli neri (Andrew GN), che è divertente ma non le dona particolarmente. Ni le scarpe, troppo leggere, no le calze; sarebbero state meglio opache nere con scarpe invernali, o direttamente degli stivali; interessante la fascia/turbante (Emily London), che si poteva mettere un filo meglio. Detto questo, confesso che a me Eugenie piace sempre di più, la vedo forte e consapevole, decisa nelle sue scelte e sicura di sé. Probabilmente non sarà mai come le cugine acquisite, e perché dovrebbe? Va bene così. E poi parliamoci chiaro: il suo abito da sposa passerà alla storia, altri francamente non credo.
Bello il cappello di velluto di Sophie, con un meraviglioso tocco vintage (Jane Taylor), ma il cappotto firmato Suzannah no dai. A parte che il modello a vestaglia ingoffa (quasi) tutte, quel colore azzurro cielo è un po’ tanto. Promosse calze e scarpe. Louise parte bene dall’alto – una scelta sorprendente quel baschetto maculato, Jane Taulor pure lui – ma peggiora scendendo: cappotto insomma, molto chiaro, calze no, ancora più chiare, scarpe per carità. Louise tieni duro, che l’età ingrata passa presto. All’estremo destro la Princess Royal in uno dei suoi migliori look: intendiamoci, quel turchesone è un colore che detesto, però il cappotto coi revers più chiari è bello, il cappello modello Borsalino le sta d’incanto, ed è perfettamente abbinato (e non era cosa facile). Ma un cappotto, un giaccone, un piumino a James glielo vogliamo mettere? Sta gelando!
Ragazze andate a cambiarvi e facciamo finta di niente. La bella Autumn con un cappotto di rara bruttezza, più corto davanti e più lungo dietro (ma perché?), con fodera maculata, non sia mai che fosse troppo chic, modello tonaca con l’aggravante del polso con similfiocco. Brutta la borsa, sbagliate le calze (pure lei), non male il cappello, ma non basta a salvarla dal disastro; per me la peggiore. Bea cara, riporta il cappotto dove l’hai preso e fatti dare la tua taglia. E tieni presenti che col cappello fedora l’effetto fungo è sempre in agguato (entrambi i cappotti sono Claire Mischevani).
Non contenta Autumn ha voluto infierire pure sulle sue bambine e le ha vestite da orfanelle, con due cappottoni in crescenza (le bambine degli anni ’50 e ’60 ancora tremano al ricordo di quei capi comprati di due taglie più grandi perché durassero più di una stagione). E poi guarda che ti hanno imbrogliata: a Savannah – la bambina a destra – il cappotto va già corto, le vanno lunghe solo le maniche. Così risparmiate sui guanti.
Bel cappello (Sarah Cant) sul viso simpatico, forse un po’ piccolo, interessante l’abbinamento viola fluo/blu col cappotto Hugo Boss che avvolge bene le forme post maternità. Mica sono tutte Catherine, col vitino da vespa dopo tre figli!
Bea, che era rimasta sola dopo la fine del suo rapporto con l’americano Dave Clark – che non solo non ci piaceva per niente, ma essendo un manager Uber rischiavi pure una bella causa sindacale prima o poi – potrebbe avere trovato il suo Mr Right. E il nome del fortunato suona particolarmente dolce alle nostre italiche orecchie: Edoardo Mapelli Miozzi. Scarne finora le notizie biografiche su di lui: 34 anni, multimilionario (che fa sempre comodo), un bambino di due anni da un precedente matrimonio, il nostro Edo in realtà di italiano dovrebbe avere solo il nome e le origini, per il resto è inglesissimo, gioca pure a cricket!
Ha una società di consulenza immobiliare a nome Banda, che secondo i giornali britannici significherebbe capannone, ma sono incerti se in lingua indiana o swahili (no comment). Ed è pure carino, lo vogliamo dire? I due si sarebbero conosciuti a settembre; colpo di fulmine, serate romantiche, e sembra che lui abbia già incontrato i genitori di lei, che avrebbero approvato. Se la cosa andasse in porto, Beatrice sarebbe il primo membro della Royal Family a sposare qualcuno che è già padre (tanto per capirci su chi è anticonformista e innovatore). Insomma Bea, noi non vediamo l’ora di vederti sull’altare, e scoprire quale delle favolose tiare di nonna ti toccherà.
Ebbene ieri sera chi ha partecipato all’esclusivo party da Annabel’s, esclusivissimo club di Mayfair, Londra, si è trovato davanti principessa+unicorno in un unico pezzo. Beatrice di York – che alla nascita rischiò di chiamarsi proprio Annabel, scelta stoppata dall’augusta nonna onde evitare impropri accostamenti a) col suddetto club; b) con la signora che ne aveva ispirato il nome, Lady Annabel Goldsmith – è apparsa in black&white con cinturone fermato da un cuore di strass, clutch dorata e una favolosa parrucca con corno incorporato. La adoro. Ragazze, per mascherarvi lasciate perdere stregacce e sexy kittens; buttatevi invece sugli unicorni!
Anche gli abiti dei due paggetti (il principe George e Louis de Givenchy) e delle sei damigelle – tutte figlie di cugini di Eugenie, con l’eccezione di Theodora Williams – seguivano i colori della palette: bianco puro per le bambine, calze e scarpe comprese, camicia bianca con profili blu e pantaloni in velluto blu royal per i maschietti. Per tutti in vita una fusciacca in una originale fantasia a fondo verde, ispirata all’opera Here del pittore statunitense Mark Bradford, che espone spesso nella Galleria diretta dalla sposa.
Gli otto bambini erano affidati alle incolpevoli mani di Lady Louise Windsor, figlia dei Conti di Wessex e dunque cugina della sposa, cui è toccato cercare di tenere insieme il gruppetto affrontando di volta in volta: la scatenata Savannah Phillips, George che si scatenava a sua volta imitando la cugina, il capitombolo di Louis che ha rischiato di trascinarsi dietro anche Theodora, la principessa Charlotte che consapevole del suo ruolo si attardava a salutare il pubblico adorante.
Il tutto mentre un vento fortissimo tentava di sradicare il piccolo fascinator blu di Emily London dalla sua testolina; avendo fallito col copricapo, il vento dispettoso se l’è presa con l’abito blu di Claudie Pierlot, regalando alla povera Louise uno di quei momenti stile Marilyn di quando la moglie è in vacanza, e speriamo che la ragazzina abbia reagito con una bella risata. È andata meglio al fratello decenne James, il Visconte Severn, che con la classica espressione del condannato a morte che si avvia al patibolo ha accompagnato mamma e sorella della sposa ai loro posti.
La primogenita dei Duchi di York era in total look firmato Ralph&Russo: abito due pezzi con scollo a barca e gonna forse un po’ troppo ricca in una bellissima tonalità di indaco, più accessori in grigio perla: borsa Alina e scarpe Empire. In testa un bandeau in nuances coordinate dall’indaco al viola firmato Sarah Cant.
Ha molto incuriosito la spilla a forma di ape che fermava la scollatura, e il web impazza alla ricerca di spiegazioni simboliche. Scontata l’allusione al nomignolo della fanciulla, Bea, che rimanda alla parola inglese per ape, bee; possibile anche un riferimento alle nozze dei genitori: sul velo di Sarah erano ricamate anche delle api, legate al suo stemma familiare; romantici i significati tradizionali: amore, famiglia, prosperità, nutrimento; francamente improbabili i legami col simbolismo cattolico.
Sul sedile posteriore Beatrice, sorella maggiore e Maid of Honour, ha la classica espressione non ne posso più che hanno tutti i familiari di tutti i matrimoni. Dai Bea, stasera un giretto al pub, domattina due gocce di gin nel succo d’arancia e vedrai che passa presto! Non dare retta a quelli che ti dicono “sempre damigella e mai sposa” e risplendi, ricordati che Pippa sul suo damigellaggio ci ha costruito una fortuna.




