Il caffè del lunedì – Verso l’incoronazione

Sabato, a quindici settimane precise dal giorno fatidico, è stato diffuso il programma di massima per l’incoronazione di King Charles e Queen Camilla, che sarà celebrata la mattina di sabato 6 maggio dall’Arcivescovo di Canterbury nell’Abbazia di Westminster. Desiderio del sovrano è una cerimonia più snella di quella della madre, che coniughi la solennità della tradizione a uno stile contemporaneo e l’dea di proiezione verso il futuro.

Domenica 7 la scena si sposterà a Windsor: nei giardini del castello si terrà un Coronation Concert pieno di superstar, cui saranno invitati rappresentanti delle tante associazioni patrocinate dai nuovi sovrani. Il concerto sarà trasmesso dalla BBC che metterà in palio anche biglietti omaggio per assistere fisicamente; ma non vi affrettate perché di solito sono riservati a cittadini britannici, com’è giusto che sia. Sarà l’occasione per ascoltare il Coronation Choir, formato da membri di vari cori amatoriali composti da rifugiati, personale del servizio sanitario nazionale, attivisti LGBTQ+, persone affette da disabilità uditive. Chi non potrà andare a Windsor – cioè praticamente quasi tutti – potrà comunque partecipare al Coronation Big Lunch, riunirsi cioè tra vicini di casa, amici, familiari, colleghi, per dividere il pasto riscoprendo i valori di vicinanza e solidarietà che tanto stanno a cuore al Re. Ad onta del fatto che i Britannici siano considerati dei paria quando si parla di cibo, questo modello di street party è diventato molto popolare per festeggiare insieme eventi particolari; Lady Violet partecipò a quello organizzato a Piccadilly per il Diamod Jubilee, divertendosi assai. Il Big Lunch è un’idea di Eden Project, uno dei patronage di Camilla. Tutti coloro di voi che in UK abbiano assaggiato (o almeno visto) il Coronation chicken (o turkey, se fatto col tacchino) – tradizionale farcitura di popolarissimi sandwich creata per festeggiare Elizabeth nel 1953 – probabilmente si staranno chiedendo se ci sarà un piatto creato apposta per l’occasione. La risposta è sì, è stato lanciato un contest, e vediamo cosa ne verrà fuori.

Lunedì 8 maggio sarà invece il giorno dedicato al volontariato, il giorno di The Big Help Out. Solidarietà, vicinanza, attenzione ai più fragili e all’ambiente, e perché no cultura (Charles è il primo laureato a sedere sul trono britannico). Il manifesto del nuovo regno sembra essere questo, e verrà presentato in quei tre giorni, che nelle intenzioni dei nuovi sovrani sarà un lungo weekend per divertirsi e riscoprire i valori dello stare insieme e dell’impegno per la propria comunità.

Non è stata ancora resa nota l’ora della cerimonia, che inizierà con la King’s Procession: Charles e Camilla raggiungeranno l’abbazia partendo da Buckingham Palace. Conclusa la cerimonia si fa il percorso inverso con maggiore sfarzo: è la Coronation Procession, cui partecipano anche vari membri della Royal Family a partire dagli eredi, i Principi di Galles; seguirà l’affaccio al balcone di Buckingham Palace. Non sappiamo se i Sussex saranno invitati (penso di sì) e nel caso cosa faranno; probabilmente quello che vogliono, o che pensano convenga di più, as usual. Tra l’altro quel giorno il piccolo Archie compie 4 anni, una bella coincidenza che potrebbe essere valorizzata. Ci saranno dei bambini? Credo che vedremo i piccoli Wales, in fondo quando fu incoronata Elizabeth erano presenti entrambi i suoi figli, ed erano parecchio più piccoli (4 anni e mezzo Charles, quasi tre Anne). Questa delizia è l’invito che ricevette il piccolo principe, chissà se ne hanno pensato uno anche questa volta.

E a proposito di bambini, per tradizione all’incoronazione non partecipano i sovrani stranieri, che vengono rappresentati dai principi ereditari o da altri membri della famiglia. In questo caso invece avverrà il contrario: sarà Albert II de Monaco a rappresentare il principe ereditario Jacques, che ha solo otto anni.

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December/January chic shock e boh

E venne Natale a Sandringham, il primo senza Her Majesty, il primo con His Majesty, che ha mantenuto la tradizione della messa nella chiesa di St Mary Magdalene con tutta la famiglia.

Ma mentre King Charles si conferma uomo di grande eleganza, stavolta Queen Camilla mi piace meno. Il cappotto (Anna Valentine) è il modello che preferisce, ma non amo particolarmente quella sfumatura di blu e le applicazioni di passamaneria – in effetti sono piccole sfrangiature – mi hanno un po’ stufato. Bella senza guizzi la borsa Chanel, bellissima la spilla di diamanti, probabilmente appartenuta alla Queen Mom, ma appuntata così sembra quasi un badge e non aggiunge nulla. Non mi convince neanche il cappello Philip Treacy, con quelle penne messe in orizzontale; aureola o copricapo precolombiano? Boh.

Il grande Philip Treacy fa meglio, e molto, con la Principessa di Galles, dotata di un bel cappello verde loden a tesa ampia con penna di fagiano; la campagna inglese nella versione più elegante. In nuance il cappotto (riciclato) Alexander McQueen, modello militare e linea slim come piace a lei, ma quelle pieghe danno un volume diverso, e questa volta piace anche a Lady Violet, chic. A patto di dimenticare quegli orecchini vagamente etnici – andati subito sold out – che non c’entrano proprio niente.

I Wales erano accompagnati da tutti e tre i figli, col piccolo Louis simpatico e caciarone come al solito. Non è stato però l’unico bambino ad attirare l’attenzione; ha infatti debuttato sulla scena royal il seienne Wolfie Mapelli Mozzi, figlio di primo letto di Edo e dunque figliastro di Beatrice di York.

La quale sembrava uscita da un film anni ’30 con un cappotto (Shrimps) verde bottiglia bordato di pelliccia rigorosamente finta, già indossato in precedenza, e un vezzoso cappellino nuovo di Somerset Millinery in una nuance leggermente diversa, tendente al blu. In teoria sarebbe la mise perfetta per un natale reale, ma in pratica, boh.

Silhouette opposta per la sorella Eugenie, che incinta o no (sembra, ma non c’è conferma ufficiale) sceglie anche stavolta di avvolgersi in un cappotto e ampio, a pied-de-poule grigio, di Weekend Max Mara. Avrei comunque evitato la cintura. Il bel viso è incorniciato da un bandeau in tinta di Emily London. Un po’ troppo infagottata ma la trovo graziosa, Eugenie sembra immune dall’ansia di prestazione, che me la fa apprezzare sempre. La probabile gravidanza poi mitiga il giudizio, quindi boh.

Anche la sempre piacevole e spesso elegante Sophie Wessex non resiste alla tentazione del cappotto in cashmere double con cintura, e pure color crema (Joseph) che la arrotonda molto. In contrasto le linee rigide del cappello da gaucho (JT Millinery) con corona piatta e tesa rigida – in inglese si chiama pork pie perché ricorderebbe l’omonimo pasticcio di carne, pensate voi – e la grande clutch squadrata Sophie von Haubsburg, in un color cuoio che fa a pugni con gli stivali. Si sarà portata un laptop? Shock. Sceglie una linea più smilza la figlia Lady Louise, in blu. Bellissimo il cappotto Roland Mouret, preso a prestito dall’armadio materno; perfetto per una ragazza così giovane il cappello, un trilby JT Millinery. Farò finta di non vedere i sandaletti nude con calze abbinate, chic.

Difficile pensare a una coppia meglio assortita di Mike e Zara Tindall, sportivi, allegri, molto affiatati, anche i fisici sono simili: atletici e costruiti con generosità. Zara indossa un cappotto di LK Bennet in tessuto spigato bianco e nero che secondo me la ingoffa molto. Il pullover (o l’abito, o quello che è) le accorcia il collo, la cinturina in vita le taglia a metà la figura, in mano la bag Lalage Beaumont brandita come se volesse prendere qualcuno a borsettate, simpatico il cappellino (Juliette Botterill), ma non mi piace particolarmente con quel cappotto. Salviamo le Louboutin, per il resto shock.

Finisce dicembre, arriva gennaio e noi ci trasferiamo in Danimarca, dove il capodanno è salutato con una serie di ricevimenti di gala. Appena rientrata dalla natia Australia, dove ha trascorse le vacanze con marito e figli. la futura regina Mary ha riciclato senza batter ciglio.

(Ph: Keld Navntoft, Kongehuset)

La sera del primo gennaio ha partecipato al tradizionale ricevimento ad Amlienborg, offerto alle Autorità del Paese. La futura regina ha riproposto la mise indossata all’inizio dello scorso anno per le fotografie ufficiali col marito (Mary, fifty&fabulous). Favolosi i pezzi della parure di rubini – a partire dalla tiara, che le sta d’incanto – ma l’abito del danese Lasse Spangenberg è troppo da fata turchina. In fondo il mondo si divide tra chi ha letto Pinocchio e chi no. Boh.

Il 3 gennaio è stata la volta del corpo diplomatico presente a Copenaghen; se Mary ha riciclato anche la sua mise grigia rigorosamente made in Denmark (blusa Birgit Hallstein, gonna Julie Fagerholt) tutta l’attenzione era per la Regina, con indosso il nuovo abito di corte, offerto da Haandv ærkerforeningen, l’Associazione degli Artigiani. Questo vestito sostituisce il precedente, con un modello simile ma realizzato in blu, ricevuto 25 anni fa. Naturalmente Lady Violet non approva collo e polsi in pelliccia, prodotto comunque tipico dei Paesi scandinavi, per il resto la mise, per linea e colore, è splendida. Chic + chic.

Ultimo appuntamento il giorno seguente, dedicato alle Forze Armate. Se Margrethe ha replicato l’abito di corte, Mary ha deciso di rendere felice Lady Violet, presentandosi in total color viola bacca. Pure questo un riciclo, ma volete mettere? I due pezzi, abito e cappa, indossati spesso anche singolarmente, sono un’altra creazione di Lasse Spangenberg. Chic.

Il tour delle feste finisce il 6 gennaio a Madrid, giorno della Pascua Militar. Riciclo anche per la Reina Letizia, che a sua volta opta per un colore in armonia con quello scelto dalle altre royal ladies.

La mantella nera con collo in pelliccia ecologica è Carolina Herrera; l’abito, di Felipe Varela, ha troppo pizzo e troppo inutilmente distribuito; non finisce per sembrare la tenda del salotto di Nonna Speranza solo grazie al fisico asciutto e sottile della Reina. Lo trovo terribile, shock.

E ora pronti a tuffarci nel nuovo anno!

2023 primi sorrisi e qualche lacrimuccia

Nel primo giorno dell’anno i sovrani britannici hanno mantenuto la tradizione della messa nella St Mary Magdalene Church a Sandringham. E se il Re ha scelto il suo classico soprabito di tweed, la Regina Consorte ha preferito un cappotto con cintura in vita, modello che non indossa spesso ma dovrebbe perché le sta benissimo.

Completano la mise un berretto con piume che fa tanto campagna inglese, stivali, guanti e come borsa una classica Mini Venice DeMellier modello amatissimo dalle royal ladies e non solo, ne ha una pure Lady Violet! Questa è blu, ma Camilla ne ha anche una crema e una verde foresta, indossata anche da Meghan nella sua breve stagione da working royal. La sovrana sfoggia un bel sorriso, che è il modo migliore per accogliere la prossima pubblicazione del libro tutta la verità di Harry, cui potrebbe aggiungersi anche un’autobiografia della moglie. Insomma, dopo Il Barone Rampante e Il Visconte Dimezzato la letteratura si arricchisce con Il Duca Incavolato e La Duchessa Petulante

Quanto alle lacrimucce, non nego di averne versata qualcuna davanti all’omaggio di Londra alla defunta, amatissima Queen Elizabeth II. Come ha scritto qualche suddito sui social (cito a memoria) addio al 2022, l’anno in cui la Great Britain ha perso la Great.

I fuochi artificiali sul Tamigi sono meravigliosi, ma se non volete godervi tutto lo spettacolo andate al minuto 5.20 https://www.youtube.com/watch?v=xjhBWzNU-G8

Happy New Year!

Il caffè del lunedì – Natale nella nuova era

Francamente ignoro se King Charles beva caffè, e nel caso se preferisca l’espresso o quella sbobba tremenda che noi definiamo caffè americano, la cui principale funzione, I presume, è quella di sturalavandini; in ognuno caso il caffè di oggi è dedicato a lui.

Che ieri ha finalmente tenuto il suo primo discorso di Natale, rivolto alla nazione per la prima volta novant’anni fa dal bisnonno George V e diventato tradizione. Prima solo radiofonico poi, dal 1957, via televisione per decisione della defunta Regina la cui presenza ancora aleggia sulla Royal Family. E Charles bene ha fatto a dedicare a lei il suo primo Christmas broadcast, scegliendo addirittura di registrarlo nella St. George’s Chapel, dove lei è sepolta con marito genitori e sorella. Un discorso anche interessantemente politico, non solo per la citazione del personale sanitario – impegnato in una battaglia per contratti e salari – ma soprattutto nella sua veste di capo della Chiesa d’Inghilterra, un aspetto che noi forse tendiamo a trascurare un po’ ma che penso avrà un ruolo importante nel suo regno. Che Charles sia particolarmente attento ai discorso interreligioso è noto da tempo, in questo caso ho trovato notevole, e non scontato, il riferimento anche agli atei.

Citazioni anche per i working royals, dai principi di Galles alla sorella Princess Royal a fratello e cognata Conti di Wessex. Non pervenuti l’impresentabile Andrew di York – recentemente anche bandito da Buckingham Palace, dove non potrà avere più il proprio ufficio, né ricevere ospiti – e i californiani Duchi di Sussex&Montecito.

Poi certo, a noi è mancata un po’ l’attesa per scoprire la spilla che avrebbe scelto la Regina, e la ricerca per scoprirne i significati nascosti, ma se sapremo riconoscere a King Charles il suo spazio e riconoscere il suo valore, non ci deluderà.

Oggi si festeggia santo Stefano, dunque permettetemi di rivolgere gli auguri di Lady Violet a tutte le Stefania e gli Stefano che vengono a sedersi sul sofà. Passando dal sacro al profano, vi ricordo che oggi nel Regno Unito è Boxing Day, per tradizione il giorno in cui iniziano i grandi saldi invernali; se dunque siete in Albione, o più semplicemente fate i vostri acquisti online, datevi una mossa, che le occasioni migliori spariscono presto!

La foto del giorno – Un Re di valore

Pos o cash? Carta di credito o moneta? Qualunque sia la vostra preferenza, in Albione il nuovo regno ha compiuto un altro passo, e anche se i Britannici di solito usano i sistemi elettronici, la Bank of England oggi ha presentato le prime banconote col volto di King Charles III.

Sono 4 tagli da 5, 10, 20 e 50 sterline e l’impianto, col re posto di 3/4 sul lato destro, è simile a quelle precedenti, contrassegnate del viso della defunta sovrana.

Vi ricordo, nel caso aveste ancora le vecchie banconote, che sono ancora in corso e spendibili. Nel caso invece ne abbiate di un tipo fuori corso (può capitare, soprattutto se mancate dal Regno Unito da qualche anno) potete cambiarle gratuitamente alla Bank of England, a Londra, dove c’è un ufficio apposito. È anche un bel posto in Threadneedle St, accanto al vecchio Stock Exchange, un edificio che porterà dritti nei film di Mary Poppins. Lady Violet non vede l’ora di vederle. E di spenderle, ovvio.

Il caffè del lunedì – Di martedì

Di martedì non nel senso della trasmissione di Floris, ma in quello che causa giornata tra il frenetico e il delirante il caffè di ieri ve lo offro oggi (e speriamo non si sia raffreddato!)

È in fondo una piccola storia, ma volevo raccontarvela, compreso il momento imprevisto, perché secondo me svela piuttosto chiaramente che persona è Charles e che re sarà. Mercoledì scorso, 14 dicembre, King Charles ha assistito a Westmister Hall allo svelamento della piccola targa che ricorda il luogo dove il feretro di sua madre ha ricevuto per quattro giorni l’omaggio pubblico, prima dei solenni funerali di stato, secondo una prassi che risale alle esequie di King Edward VII nel 1910.

Nel salutare le persone presenti, il sovrano si è chinato a raccogliere il bastone caduto a una signora, un gesto se volete normale, ma certo non scontato.

Fermatevi quattro minuti, bevete un caffè e gustatevi questo piccolo video, poi mi direte se ne è valsa la pena. Per tutti gli estimatori, segnalo la presenza dell’equerry di Sua Maestà, il tenente Colonnello Johnny Thompson; ne parleremo ancora, stay tuned!

75 years ago

75 years ago, settantacinque anni fa, a Londra suonavano campane a festa: la figlia maggiore del Re, la ventunenne Elizabeth, sposava il suo Philip.

Settantacinque anni fa Philip, nato principe e diventato poi semplicemente Lieutenant Philip Mountbatten, veniva creato dall’imminente suocero His Royal Highness The Duke of Edinburgh. Lui sarebbe stato consorte reale più a lungo di chiunque altro nella storia, e il suo titolo uno dei più popolari per quasi tre quarti di secolo.

Philip nasce Φίλιππος, Principe di Grecia e Danimarca, il 10 giugno 1921 a Corfù, nella villa Mon Repos.

In esilio a otto mesi, dopo aver frequentato le scuole in Francia e Germania arriva nel Regno Unito dove a diciotto anni, nel 1939, entra nella Royal Navy. A luglio dello stesso anno incontra di nuovo la tredicenne Elizabeth che aveva conosciuto bambina alle nozze di sua cugina Marina con lo zio di lei, il Duca di Kent. Tra i due inizia una corrispondenza che prosegue nei lunghi anni della guerra, dove lui si distingue combattendo nel Mediterraneo e nel Pacifico; la guerra finisce e George VI dà il consenso alle nozze. Il fidanzamento viene annunciato nel luglio 1947; alcuni mesi prima Philip aveva rinunciato ai titoli di nascita, diventando cittadino britannico col nome anglicizzato della famiglia della materna: Philip Mountbatten. Il giorno prima del matrimonio il Re emette lettere patenti per attribuirgli lo status di HRH; The KING has been pleased by Letters Patent under the Great Seal of the Realm, bearing date the 19th instant, to declare that Lieutenant Sir Philip Mountbatten, K.G., R.N., shall be entitled to hold and enjoy the style, title and attribute of Royal Highness.

Il giorno dopo, giovedì 20 novembre, altre Lettere Patenti attribuiscono al Lieutenant His Royal Highness Philip Mountbatten la dignità ducale e lo creano ”Baron Greenwich of Greenwich in the County of London, Earl of Merioneth and Duke of Edinburgh”.

La formula reca l’espressione “and the heirs male of his body lawfully begotten” che attesta la trasmissibilità dei titoli agli eredi maschi legittimamente generati dal suo corpo.

Il 9 aprile 2021, alla morte di Philip, i suoi titoli passano al primogenito, l’allora Prince of Wales oggi King Charles III. In molti si aspettano che il figlio minore Edward diventi il nuovo Duke of Edinburgh ma non accade, e potrebbe non accadere. Tradizionalmente i figli del sovrano britannico sposandosi diventano titolari di uno dei ducati che appartengono alla Corona. Il 19 giugno 1999, quando Edward sposa Sophie Rhys-Jones, tutti si aspettano che gli sposi diventino Duchi di Cambridge o di Sussex, invece il Palazzo annuncia per loro il titolo di Conti di Wessex, e un futuro da Duchi di Edimburgo. L’assunzione del titolo non è però automatica: intanto ovviamente deve venire a mancare il titolare, alla cui morte però l’erede è il primogenito; bisogna dunque aspettare che Charles diventi Re e il titolo di Duke of Edinburgh rientri nella disponibilità della Corona. Ora le condizioni ci sono, ma King Charles III non ha ancora deciso la concessione del Ducato di Edimburgo al fratello, e voci di questi giorni (dei soliti bene informati, dunque da prendere con cautela) sostengono che non voglia farlo, sempre nell’ottica di ridurre al minimo il numero di royals più o meno working in circolazione; Edward e Sophie hanno un figlio maschio – il delizioso James – che alla morte del padre ovviamente ne erediterebbe il titolo.

(Ph: Are Media Pty Ltd)

Lady Violet confessa la sua perplessità: visto che i Duchi di Gloucester e di Kent, cugini della defunta Regina, hanno discendenza maschile per almeno due generazioni, finirebbe che cugini di secondo/terzo grado del Re sono duchi, mentre il nipote diretto e addirittura il fratello non lo sono.

Quanto alla domanda che spesso ritorna, perché Edward sia solo Conte, la risposta è: non si sa. Qualche fonte sostiene che sia stato lui stesso a chiedere un titolo inferiore, così come ha deciso che i figli avessero il trattamento che spetta alla prole di ogni conte britannico, ma non esiste alcuna versione ufficiale. Con sommo rispetto mi permetto: sembra che i Wessex abbiano ricevuto come dono di nozze da Queen Elizabeth la promessa di diventare Duchi di Edimburgo, ma se così è, la sovrana ha promesso qualcosa di cui non disponeva, perché l’unico a poter decidere è Charles.

Va detto però che nonostante quello di Earl of Wessex sia un titolo minore, ha una notevole importanza storica. essendo l’antico regno di Wessex all’origine dello stesso regno inglese. Storia a parte, Edward, appassionato di spettacolo, potrebbe averlo scelto anche perché compare in uno dei suoi film preferiti, Ricordate il personaggio interpretato da Colin Firth in Shakespeare in love? Era l’odioso Lord Wessex.

Mentre aspettiamo ulteriori sviluppi, il prossimo 1 dicembre Edward e Sophie rappresenteranno la Corona alla Royal Variety Performance. Per loro è la prima volta.

(Ph: Jane Barlow/Getty Images)

Intanto in Parlamento prosegue l’iter per ammettere Edward e sua sorella Anne tra i Counsellors of State; il loro coinvolgimento potrebbe essere ad personam sfruttando un precedente: nel 1953 la Queen Mother, che non ne faceva più parte in quanto non più consorte del sovrano regnante – il marito era deceduto l’anno prima – fu riammessa a titolo personale.

Se volete ricordare il royal wedding di Elizabeth e Philip questo è il link Something old, something new, something borrowed, something blue

Un compleanno da re

Come festeggiate il vostro compleanno? Molti scelgono qualcosa di semplicemente piacevole: una cenetta con amici, una giornata alla spa, un weekend in un’altra città. Qualcuno si regala qualcosa di speciale, come un giro in mongolfiera o su una Ferrari. Lady Violet, sempre a caccia di esperienze originali, quest’anno se n’è andata un paio di giorni al pronto soccorso, ma il prossimo preferirebbe qualcosa di meno shocking, magari Capri.

Qualunque siano i vostri progetti, difficilmente potrete emulare King Charles III che per il settantaquattresimo compleanno, il primo da sovrano, si è regalato una lettera al Parlamento. Nella quale chiede di poter ammettere tra i Counsellors of State la sorella Anne, The Princess Royal, e il fratello Edward, Earl of Wessex. Come ricorderete, oltre al coniuge del monarca, i Counsellors sono i primi quattro maggiorenni nell’ordine di successione; in questo caso il Principe di Galles, il Duca di Sussex, il Duca di York e sua figlia Beatrice. Però Harry non risiede nel Regno Unito, come sarebbe necessario, e su Andrew stendiamo un pietoso manto. Più volte anche qui sul sofà abbiamo convenuto che Anne ed Edward sarebbero perfetti per il ruolo: indiscutibili la loro fedeltà al sovrano e l’impegno per la Corona. Insomma, potrebbe essere uno di quei casi in cui è il festeggiato a fare il regalo ad altri; in questo caso, innanzitutto al proprio Paese.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Bellissima la foto pubblicata per celebrare il compleanno del nuovo re, appoggiato ad una delle querce secolari del Windsor Grand Park, in una immagine che evoca le atmosfere della pittura inglese del Settecento. Sin dai tempi di Romolo la quercia è l’albero simbolo del re, della sua forza, della sua solidità, della sua stabilità.

Happy birthday, Your Majesty.

Remembrance Sunday, la prima volta senza di Lei

Alle 11.00 il Big Ben suona 11 rintocchi e la nazione intera si ferma per due minuti in memoria e in omaggio dei caduti al servizio del Paese.

When you go home
Tell them of us and say
For your tomorrow
We gave our today

(quando sarai a casa, parla di noi e dì: per il vostro futuro noi abbiamo offerto il nostro presente)

La Royal Family ha scelto questa frase, nota come “l’epitaffio di Kohima” per le celebrazioni per il Remembrance; quest’anno particolarmente commovente per la ragione che sappiamo, l’assenza dell’amatissima Queen Elizabeth. Che a dire il vero non c’era neanche l’anno scorso, ma ora sappiamo che non tornerà.

Molto emozionato Charles ha guidato la celebrazione per la prima volta come sovrano, ripetendo i gesti compiuti prima di lui dalla madre Elizabeth II, il nonno George VI il prozio Edward VIII e il bisnonno George V, cui si deve la creazione del monumento e l’istituzione della cerimonia.

Due piccoli dettagli: sulla spallina del Re c’è ancora il monogramma della Regina, e lo stesso per William. La fotografia del re viene dal post dell’account twitter della Royal Family, e compare insieme con quelle dei sovrani precedenti tranne Edward VIII; dimenticanza, necessità di composizione delle immagini o intento preciso? Chissà.

Dal palazzo del Foreign Office hanno assistito alla cerimonia la Regina Consorte e la Principessa di Galles (balcone centrale), i Duchi di Gloucester e la Contessa di Wessex (a sinistra), il Duca di Kent e l’ammiraglio Tim Laurence (a destra); era annunciata anche la presenza della principessa Alexandra di Kent, che però non ho visto. Riflettevo sul fatto che i Duchi di Kent (1935) e Gloucester (1944) sono gli unici due nati prima della fine del secondo conflitto mondiale; anche questo un piccolo segno dei tempi.

Commossa la Queen Consort, forse anche per la corona deposta per la prima volta in suo nome. Camilla ha replicato il cappello con veletta indossato al funerale della suocera, e il soprabito che portava alla Veglia dei Principi a Londra. Alla sua sinistra Catherine con un nuovo cappotto di Catherine Walker e un cappello Philip Treacy, una sorta di sombrero da lutto che sembra pure troppo grande per lei. Esagerati anche gli orecchini, appartenuti a Diana ma troppo importanti per la mattina.

Sobria La Contessa di Wessex, secondo me la più elegante, che fa una scelta delicatamente significativa: il suo Catherine Walker è il soprabito prestato alla figlia Louise per la veglia degli otto nipoti alla salma della nonna. Al marito Prince Edward il compito di salutare alla fine della sfilata la Poppy Legion, il variopinto gruppo d veterani che non mancano mai. E se vi state chiedendo quali veterani, dato che i reduci della Seconda Guerra devono essere ormai pochini, non pensate solo a loro: il 2022 è anche il quarantesimo anniversario della guerra delle Falkland, che durò solo sei settimane ma causò 255 morti e 777 feriti tra i Britannici (e 649 morti e 1068 feriti tra gli Argentini).

Ieri sera come ogni anno la Royal Albert Hall ha ospitato il Festival of Remembrance. Eleganti le signore, tradizionalmente in nero; a me è piaciuta molto Camilla, mentre la mise di Catherine sarà oggetto del caffè di domattina.

A molti di coi non sarà sfuggita la presenza dell’aitantissimo equerry del re, il maggiore-promosso-tenente-colonnello Johnny Thompson. Anche di lui parleremo, spero presto.

Breaking News! – Pronti all’incoronazione

Ora è ufficiale, c’è la data in cui King Charles III sarà incoronato! Smentendo le voci che parlavano del 3 giugno, il grande giorno sarà il prossimo 6 maggio.

La cerimonia a Westminster Abbey durerà solo un’ora invece delle quattro dell’incoronazione di Elizabeth II, e Camilla sarà incoronata Queen Consort accanto al marito.

Dunque sarà un giorno dedicato solo a loro, senza il rischio che l’anniversario – il settantesimo – dell’incoronazione materna possa soverchiare quella di Charles. Un riferimento familiare però è presente: il 6 maggio 1910 il bisnonno George V divenne Re alla morte del padre Edward VII.

Il 6 maggio è anche il giorno in cui Archie, il nipotino angloamericano, compirà quattro anni; vorrà qualcosa? Non ci resta che aspettare.