Le foto del giorno – Chi viene chi va chi lascia e chi resta

La prima foto e la prima notizia riguardano l’Italia, anche se di riflesso: è arrivata nel nostro Paese la più giovane delle principesse olandesi, la sedicenne Ariane, pronta per iniziare il nuovo anno scolastico presso lo UWC Adriatic, sede italiana del Collegio del Mondo Unito Adriatico, che si trova a Duino sul golfo di Trieste. Una bella scelta, che rimarca gli ottimi rapporti dei reali con l’Italia; vi ricorderete che per molti anni la sede delle loro vacanze era l’Argentario, nella villa L’Elefante Felice, poi venduta.

(Ph: RVD/ZM de Koning)

Simpatica e spigliata, molto cresciuta e già molto attenta al look sulle orme di mamma Máxima (notare i pantaloni ampi la canotta marinière e la tonalità dello smalto), a me Ariane piace tanto. Le diamo un caloroso benvenuto e speriamo si trovi benissimo.

Ad andare invece sono i sovrani britannici che no, non vanno a quel paese dove qualcuno forse vorrebbe mandarli, ma hanno finalmente riprogrammato la prima visita estera da quando sono sul trono. Visiteranno gli amici/nemici francesi, compiendo quel viaggio già annunciato e poi rimandato per le tensioni sociali che di recente hanno infiammato la Francia. Il programma deve ancora essere dettagliato, di certo al momento al momento c’è la data, dal 20 al 22 settembre, e la meta, Parigi e Bordeaux. Noi restiamo in educata attesa di vedere ciò che in fondo ci interessa di più: i gioielli che sceglierà la regina e in subordine le mise della Première Dame. À bientôt.

C’è invece un po’ di confusione sull’arrivo in Europa dei Duchi di Sussex; il 7 settembre è confermata la presenza di Harry alla consegna dei premi dell’associazione WellChild, di cui ha il patronage. Poi le cose si complicano perché il giorno dopo è il primo anniversario della morte della nonna regina, e dunque potrebbe ricordarla con la famiglia – non sono previste cerimonie ufficiali – e secondo alcuni cogliere l’occasione per chiarirsi almeno con il padre, cosa che a dar retta a certe voci entrambi vorrebbero. Il 9 il principe sarà sicuramente in Germania, a Düsseldorf, per l’apertura degli Invictus Games, che si protrarranno fino al 16; qui dovrebbe essere raggiunto dalla moglie Meghan e forse dai figli, visto che il 15 Harry compirà 39 anni. Insomma altro non so, aspettiamo e speriamo.

A lasciare, per ora solo l’account Instagram, è invece Charlène de Monaco che ha appunto chiuso il suo profilo. In questi giorni sulla stampa sono uscite notizie che vorrebbero i principi sovrani insieme solo formalmente con la princesse che risiederebbe in Svizzera e comparirebbe a fianco al marito solo in determinate occasioni. Cosa ci sia di vero per ora non è dato sapere, però va detto che la coppia è appena stata in vacanza con i due figli e sembrava in buona armonia. È certo invece che questa estate il Principato è stato agitato da uno scandalo politico (e dunque economico) con protagonista il braccio destro di Albert II, che è stato prontamente allontanato. Dato il proverbiale riserbo (chiamiamolo così) che protegge le cose monegasche al momento ho capito abbastanza poco, e non saprei dire se c’entra qualcosa con la scelta di Charlène di chiudere un profilo social; l’unica cosa che mi viene in mente è che il fratello Gareth, dilagante nel Principato, possa avere avuto un qualche ruolo, ma al momento nulla so di sicuro.

(Ph: Instagram @nicole.coste)

C’è invece altro che potrebbe aver irritato (eufemismo anche questo) Charlène, e lo vedete rappresentato in queste immagini: ieri, 24 agosto, ha compiuto vent’anni Alexandre Coste, figlio naturale poi riconosciuto da Albert, nato dalla relazione con l’allora hostess di origine togolese Nicole Coste. La quale invece il suo profilo Instagram lo tiene ben aperto, e ci ha postato le foto del party di compleanno del figlio, cui era presente anche il padre principe, seduto tra madre e figlio.

(Ph: Instagram @nicole.coste)

E la torta era quanto di più principesco e monegasco si potesse immaginare. Io ci avrei visto bene la scritta hic manebimus optime, e chi vuole capire capisca.

Partenze, permanenze e (forse) arrivi

Partenza e viaggio trionfali per la Reina Letizia che, accompagnata la figlia maggiore a Saragozza, dove la futura regina Leonor ha iniziato l’addestramento militare, è volata con la minore a Sidney per sostenere la nazionale di calcio femminile, sport di cui la giovane Sofía è appassionatissima.

Una trasferta che si è trasformata in un trionfo, forse anche al di là delle intenzioni. Perché non solo le ragazze spagnole sono diventate campionesse del mondo battendo le Lionesses, cioè la nazionale inglese, ma Letizia si è presa tutta la scena sottolineando con la sua presenza la clamorosa assenza di membri della Royal Family.

Il principe di Galles ha postato il solito messaggio tenerello con la figlia Charlotte – finendo col rimarcare, forse suo malgrado, che per le femmine basta il tifo di altre femmine – ma, benché sia il presidente della FA, la Football Association, cioè la federazione calcistica inglese, William a Sidney non s’è visto, e ha continuato la sua permanenza in vacanza. Apriti cielo. Ha sbagliato? Sicuramente sì. Poteva fare meglio? Avrebbe dovuto. Qualcuno doveva andare a Sidney per la finale? Sarebbe stato il caso, magari una delegazione composta anche da uomini, a sottolineare il fatto che lo sport femminile vale quanto il maschile.

Siccome però l’errore mi sembrava troppo marchiano, e in testa mi ronzava una informazione, ho fatto una breve ricerca, da cui è emerso che l’assenza del principe – o di altri membri della Royal Family – potrebbe avere una ragione protocollare di un certo rilievo: il capo dello stato australiano è King Charles III, che da quando è sul trono non ha ancora visitato il Paese, per cui è prassi che nessun membro della Royal Family lo preceda. Detto questo, e anche a voler dare credito a questa versione, la gaffe c’è stata. O almeno questo comportamento è stato percepito come tale, dunque si poteva e si doveva comunicare meglio. La comunicazione e le sue regole nel tempo dei social cambiano molto rapidamente e non si può far finta di niente. Se fosse andato William avrebbe oscurato la Reina e la Infanta, mentre preferisco non immaginare cosa sarebbe successo se le Lionesses avessero vinto la coppa del mondo senza nessuno a festeggiarle. Non è accaduto, magari impareranno dal loro errore, proprio come Letizia, che dalla brutta scena alla messa di Pasqua di qualche anno fa dimostra sempre grande amore per la suocera, pure troppo… (se non vi ricordate l’episodio, lo trovate qui 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto)

(Ph: Carlos Alvarez/Getty Images)

Aggiungo una piccola riflessione a quasi un anno dalla morte di Queen Elizabeth: la transizione è complicata, forse anche più di quanto si potesse pensare, secondo me principalmente per due aspetti. Il primo: ognuno è impegnato a trovare la propria dimensione, interpretandola al meglio; a me sembra che qualche difficoltà ci sia, dei quattro attori principali, sovrani ed eredi, penso che a cavarsela meglio sia Camilla, che comunque è destinata a non essere apprezzata (eufemismo) da una parte della cittadinanza ancora legata al ricordo di Diana. Il secondo: Her Majesty col suo carisma e la stima che praticamente tutti nutrivano per lei fungeva anche da ombrello protettivo per tutta una serie di vicende e problemi, e la sua mancanza si avverte ancora forte. Aggiungerei anche che riducendo il numero dei working royals ho l’impressione che non si riesca a coprire tutto. Al momento gli attivi sono i sovrani – che però ovviamente non possono (e secondo me non devono) comparire sempre; i Principi di Galles, i Duchi di Edimburgo, la Princess Royal e i Duchi di Gloucester. Nove persone in tutto, di cui cinque ultrasettantenni, a fronte di una quantità di royal engagements che non ha eguali; è vero che ad esempio in Spagna i rappresentanti della Corona si contano letteralmente sulle dita di una mano, ma non è che Letizia inauguri spesso nuove residenze per anziani, o sovrintenda alle aperture dei supermercati, come Anne o Sophie. Insomma, come sempre i cambiamenti sono faticosi, però restano affascinanti.

Siamo infine alla terza parte di questo post, di sicuro la più divertente, che ha come argomento un possibile arrivo. Accade che una grande festa è prevista per sabato 3 settembre, in un delizioso borgo dell’Italia centrale. Il borgo è Solomeo, in provincia di Perugia; una piccola comunità portata a uno splendore quasi rinascimentale da un imprenditore illuminato, Brunello Cucinelli. Che appunto il 3 settembre compirà settant’anni e celebrerà comme il faut. Bene, da alcuni giorni un po’ di giornali, soprattutto locali, sono entrati in fibrillazione quando si è sparsa la voce che tra gli invitati al megaparty ci sarebbe addirittura Sua Maestà Charles III in persona. Cucinelli ha incontrato varie volte il sovrano quand’era ancora Principe di Galles, e a febbraio è stato invitato a Buckingham Palace dal nuovo re che ha ricevuto e lui e Federico Marchetti, fondatore di Yoox. L’insolito terzetto ha in comune un interessante progetto “The Sustainable Market Initiative”, una creatura di Charles, sempre particolarmente attento alla sostenibilità. Nell’ambito dell’iniziativa il re del cachemire Cucinelli finanzia l’Himalayan Regenerative Fashion Living Lab. Il sito della maison ci informa che «La partnership mira a sviluppare un nuovo programma per la creazione di paesaggi rigenerativi della moda, per dimostrare il potenziale di tale industria nella transizione verso un percorso inclusivo, rispettoso del clima e positivo per la natura, all’insegna di una nuova catena di valore imperniata sui principi della moda sostenibile. L’iniziativa si concentra nel recupero dell’ambiente naturale – seriamente minacciato dal cambiamento climatico – nonché delle tradizionali abilità artigianali e manifatturiere di alcune piccole comunità locali dell’Himalaya che da secoli basano la propria sussistenza sull’economia legata al cashmere, al cotone e alla seta» Insomma una specie di Solomeo in salsa himalayana, ci piace!

(Ph: Instagram @brunellocucinelli)

Ora io non so dire se The King arriverà davvero, Lady Violet ne sarebbe deliziata e monterà la guardia. Intanto direi che la comunicazione di Cucinelli ha messo a segno un colpo niente male, magari una telefonatina a Kensington Palace per un paio di consigli?

Chiudiamo con un gossip sullo stile, di quelli che piacciono a noi: le due fotografie che ritraggono Charles Cucinelli e Marchetti sono state scattate a un anno e mezzo di distanza (ottobre 2021/febbraio 2023) eppure i tre gentlemen sono vestiti praticamente uguali; il re col suo classico completo gessato blu chiaro, Marchetti ha cambiato la camicia e forse l’abito, ma ha la stessa cravatta, e Cucinelli ha praticamente la stessa giacca, che differisce nei bottoni (e nel fatto che non gli tira sulla pancia). Abbigliamento sostenibile? Missione compiuta!
 

Re-volution

È il 14 luglio, data che evoca presa della Bastiglia, rivoluzione, reali decapitati, festa nazionale della Francia e del suo orgoglio repubblicano. Per una di quelle coincidenze con cui la Storia si diverte, oggi non è solo la grande festa della repubblica, ma anche il compleanno di Victoria di Svezia; per ora solo erede al trono, un giorno sarà regina. Che poi il suo casato – Bernadotte – discenda da un generale napoleonico che raggiunse fama fortuna e trono proprio in conseguenza della rivoluzione è un’altra di quelle burle della Storia cui accennavamo. Questa mattina dunque apro la pagina della Casa Reale svedese e trovo l’immancabile post di auguri alla festeggiata, con una foto in cui Victoria indossa un abito rosa di adeguata bruttezza (del brand svedese By Malina). La foto mi ricorda qualcosa; una breve ricerca, et voila! È la stessa usata lo scorso anno nella stessa occasione, allora con la povera Vic tagliata a mezza coscia, chissà perché. Agli abiti riciclati ci stavamo abituando, ma mo pure le foto…

In materia di sense of humour però i Britannici non li batte nessuno, ed ecco che loro, storici antagonisti dei Francesi, reali imperiali o repubblicani, scelgono proprio questo giorno per celebrare la presa della… Bastiglia? no della Corona! Apre oggi al pubblico per 10 settimane Buckingham Palace, con una mostra d’eccezione, che espone gli abiti usati nella recente incoronazione da King Charles III e Queen Camilla (fino al 24 settembre). Quando si dice l’evento giusto al momento giusto.

Non temete però, al di qua della Manica la giornata è stata festeggiata comme il faut, anche se in tono minore data la situazione complicata seguita all’uccisione di un giovane da parte di un gendarme. Guest star della tradizionale sfilata sugli Champs-Élysées quest’anno è l’India: sul palco il premier Narendra Modi ha osservato sfilare anche soldati indiani, che probabilmente hanno sopportato meglio dei locali il clima afoso. Brigitte Macron questa volta ha scelto un colore tra il giallo chiaro e il crema. Un modello che la Première Dame indossa spesso: tubino aderente al ginocchio (meno male!) e bolerino, in questo caso a maniche lunghe. Una mise che Lady Violet, nell’assai improbabile caso riuscisse a entrarci, indosserebbe a novembre.

(Ph: Gonzalo Fuentes/AP/SIPA)

Liberté, Egalité, Fraternité, Ladyviolé!

Non si interrompe un’emozione

Vi ricordate questa frase, coniata da Fellini negli anni ’80 contro la pratica che si andava affermando nelle televisioni private – e a ruota in RAI – di interrompere i film con la pubblicità? Ecco, pubblicità a parte è quello che è accaduto oggi a Lady Violet. Volevo assistere alla cerimonia con cui nella cattedrale di St Giles a Edimburgo King Charles avrebbe ricevuto i simboli del potere regale di Scozia.

(Ph: PA MEDIA)

La diretta della BBC non era disponibile da noi, per cui mi sono piazzata davanti al canale Youtube della Royal Family, certa che avrei potuto seguire il tutto comodamente. Intorno alle 14.00 iniziano ad arrivare le immagini dal castello, da cui parte alla volta della cattedrale un primo corteo, composto dai coloratissimi rappresentanti della società scozzese.

(Ph: PA MEDIA)

Giornata di sole, clima gioioso, guastato solo dalle urla di un gruppo non so quanto grande ma certo rumoroso, che piazzato strategicamente davanti a St Giles urlava a squarciagola, con tanto di megafoni: Not My King! Intanto si preparava il trasporto di corona, scettro, e della spada Elizabeth (Il caffè del lunedì – C’è un’incoronazione!) che abbiamo potuto ammirare in tutto il suo splendore. A loro volta, a bordo di due Rolls Royce con scorta d’onore, le regalie sono giunte a destinazione.

(Ph: REUTERS)

Tanto per cambiare, anche a portare la pesante Elizabeth è stata chiamata una donna, Dame Katherine Grainger, campionessa olimpica di canottaggio.

(Ph: REUTERS)

Mentre aspettavo la comparsa dei sovrani il primo pensiero è andato all’ultima volta in cui abbiamo visto il Royal Mile a Edimburgo così affollato di uniformi, persone ed emozioni, per l’addio a Her Majesty. Il secondo all’eleganza delle divise, alla ricchezza dell’iconografia reale e militare nel Regno Unito. Poi la scena si è spostata al palazzo di Holyroodhouse, dove sono comparsi i sovrani, accompagnati dai Principi di Galles.

(Ph: PA MEDIA)

King Charles, Queen Camilla e Prince William indossavano mantello e decorazioni dell’Order of the Thistle, il più importante di Scozia. Catherine in royal blue ha riciclato la mise Catherine Walker indossata varie volte, una per tutte la cerimonia del Commonwealth Day 2022 (Royal chic shock e boh – Ricominciamo), accessoriandola con un nuovo e bellissimo cappellino Philip Treacy e gioielli di perle: orecchini e bracciale appartenuti a Diana, e il collier della defunta Regina che le abbiamo visto nelle occasioni più importanti degli ultimi tempi. Blu e bianco, in evidente riferimento alla bandiera scozzese.

Mentre i reali varcavano la porta della cattedrale, si è interrotto il segnale. Non il mio, il loro. Sullo schermo è comparso un panorama di Edimburgo con rumori di sottofondo, versione British delle storiche pecorelle dell’intervallo, ed è finita così.

(Ph: PA MEDIA)

Ho capito che la cerimonia è stata molto più breve e semplice dell’incoronazione, ma che delusione! Mi consolerò sbirciando l’equerry di Sua Maestà il Tenente Colonnello Johnny Thompson.

(Ph: PA MEDIA)

Long live The King!

Il caffè del lunedì – C’è un’incoronazione!

È la settimana dell’incoronazione! No, non sono impazzita, ma questa settimana King Charles sarà protagonista di un’altra “incoronazione”. Tra virgolette, perché non di vera e propria incoronazione si tratta ma di una cerimonia con cui verrà riconosciuto come sovrano di Scozia. L’appuntamento è per il primo pomeriggio di mercoledì 5: nella cattedrale di St Giles, a Edimburgo, il Re sarà incoronato sovrano del Paese con la presentazione degli Honours of Scotland, i gioielli della Corona scozzese.

Per l’occasione, è stata forgiata una nuova spada cerimoniale, ricca di simboli della terra delle Highlands; il suo creatore, Mark Dennis, voleva qualcosa che rappresentasse la Scozia senza ricorrere agli elementi soliti dell’iconografia classica. Dunque per il pomello ha scelto un tipo di roccia, lo gneiss, proveniente dall’isola di Iona, nelle Ebridi, mentre per la decorazione dell’elsa ha pensato a tralci di cardo, pianta nazionale cui si ispira l’ordine cavalleresco più importante di Scozia, il secondo del Regno Unito. E proprio il motto dell’Order of the Thistle, Nemo me impune lacessit (nessuno mi provochi impunemente) è inciso su una faccia della lama. Il fodero è in velluto di seta viola con nodi celtici che si rimandano alla storia medioevale; ma la cosa più emozionante è il nome che è stato dato alla spada: Elizabeth.

Anche Elizabeth – e scriverlo mi dà un brivido – sarà presente alla cerimonia di mercoledì, cui parteciperanno i Duchi di Rothesay, che è il titolo scozzese dei principi di Galles. Alle 13.15, (le 14.15 italiane) un corteo partirà dal castello di Edimburgo per raggiungere la vicina cattedrale, precedendo gli Honours of Scotland, che arriveranno, a bordo di un veicolo con scorta d’onore, alle 13.50; un quarto d’ora dopo partirà il corteo reale dal palazzo di Holyroodhouse. Ci sarà la possibilità di seguire tutta la cerimonia online, vi aggiornerò con i link. Iniziate a pregustare il piacere di assistere a questa nuova cerimonia?

Le foto del giorno – Ascot!

E finalmente ad Ascot, nel quarto giorno di gare – l’ultimo pienamente mondano, il sabato di solito partecipano solo i veri appassionati – arrivano i Principi di Galles, accompagnati dai cugini Beatrice di York e Edo Mapelli Mozzi.

Va detto anche che questi giorni sono densissimi di eventi per la Royal Family e i Galles in particolare: sabato Trooping the Colour, domenica festa del papà, lunedì giornata dedicata all’Ordine della giarrettiera, mercoledì compleanno di William, per cui la presenza all’evento ippico più chic e famoso dell’universo, iniziato martedì, dev’essere stata incastrata con attenta abilità. Catherine quest’anno ha lasciato perdere fantasie minute e tonalità pastello e ha osato il total red; analizzeremo la sua mise nella nostra rubrica domenicale, intanto godiamoci l’energia del colore, in contrasto con la delicatezza del pizzo scelto da Bea.

I sovrani sono stati presenti tutti i giorni – e Camilla ha sfoggiato dei cappelli veramente notevoli – ma insomma, mentiremmo se dicessimo che la mancanza dell’adorata Queen Elizabeth non si sia sentita.

Quanto a Lady Violet, riflettevo che lo scorso anno sarei dovuta andare ad Ascot anch’io – il giovedì, per il Ladies Day – invece sono finita in ospedale. Quest’anno è rimasto solo un pio desiderio, in compenso ho fatto ben due giri in carro attrezzi in ventiquattr’ore. Che dire, confidiamo nell’anno prossimo. Però quando ho visto questa foto ho pensato che l’espressione di Re Regina e Duchessa fosse indirizzata a me in questo periodo, invero piuttosto lunghetto.

Una delle ragioni per cui mi sarebbe piaciuto andare era vedere per l’ultima volta competere il mitico Frankie Dettori, uno dei più famosi e quotati fantini al mondo. Nato a Milano nel 1970, nome di battesimo Lanfranco, figlio dell’altrettanto celebre Gianfranco Dettori da Serramanna, Sud Sardegna, vera gloria dell’Italia nel mondo. Frankie, dal canto suo, ha festeggiato allegramente l’ennesima vittoria stampando un sonoro bacio sulla guancia di Queen Camilla.

In fondo cos’è un bacio se non lo spazio rosa tra Royal e Ascot?

La foto del giorno – Cavalli e segugi

Oggi si celebra il Trooping the Colour, il compleanno ufficiale del monarca britannico.

Per la prima volta il protagonista è King Charles III, e per la prima volta da decenni il sovrano prende parte al corteo a cavallo e non in carrozza; era il 1986 quando la sessantenne Queen Elizabeth per l’ultima volta partecipò in sella all’amato Burmese. A scortare il Re cavalcano con lui il Principe di Galles, la Princess Royal e il Duca di Edimburgo, mentre nella prima carrozza siedono la Regina (in rosso), la Principessa di Galles (in verde) e i suoi tre figli.

Tra novità e conferme, i cavalli sono inequivocabilmente protagonisti anche quest’anno!

Stay tuned per gli approfondimenti.

Le foto del giorno – Una questione di scarpe

Prostrati al bacio della sacra pantofola è una frase che ripetevamo a casa da ragazzini, e mi ha sempre affascinata. Ora mi prostro davvero chiedendo perdono, ma mi ronza in testa da quando ho visto queste immagini. Andiamo con ordine. Dicevamo ieri (La tisana del lunedì – Rosa tra le rose) che questa è la settimana del Chelsea Flower Show, riservato da oggi a giovedì esclusivamente ai membri di RHS – Royal Horticultural Society – che organizza la manifestazione, mentre venerdì e sabato è aperto a tutti.

Ieri invece è stato il giorno dedicato esclusivamente agli inviti dei personaggi più prestigiosi del regno, a partire dalla Royal Family. Se la giornata si era aperta con la Principessa di Galles ospite del Children Picnic, nel pomeriggio è stato il momento dei sovrani. Il povero Charles avrà dovuto dimostrarsi entusiasta del ritratto in bronzo, ma essendo uomo di mondo si sarà comportato comme il faut, come sempre del resto.

Queen Camilla sembra avere inaugurato una nuova fase fashion: il vestitino abbinato al soggetto della visita; se l’altro giorno indossava una mise decorata a penne per inaugurare una biblioteca (Le foto del giorno – La sovrana lettrice), questa poteva scegliere meglio di una fantasia fiorata? E anche se Miranda Priestly avrebbe arricciato il nasino esclamando avanguardia pura who cares?

Oltre ai sovrani il drappello reale era piuttosto nutrito: Beatricea di York col marito Edo, Fiona Ogilvy con padre e nonna (Alexandra di Kent) e pure le nipoti gemelle della defunta Diana, Amelia e Eliza.

Mentre queste giovani fanciulle hanno lasciato nell’armadio gli stiletti ma hanno comunque scelto delle scarpine (quelle di Bea sono chiaramente Chanel) le signore più autorevoli e pure più agées hanno fatto una scelta diversa. Come la Duchessa di Gloucester, le cui scarpine, in accoppiata con quelle della regina – sono pure dello stesso brand, Eliot Zed, assai noto per calzature comfort – l’osservazione hanno evocato la frase dell’incipit.

Ora diciamocelo, entrambe le signore hanno superato i 70, al Chelsea Flower Show le scarpe comode sono d’obbligo perché l’area è vasta e le cose da vedere tante. Però, però, si ripresenta la riflessione fatta qualche post fa, sull’età dei working royals e l’effetto che questo fa.

La tisana del lunedì – Rosa tra le rose

Attenta Letizia, c’è un’altra pink lady, e porta pure le espadrillas!

È lunedì, s’è fatto tardi e parliamo di piante e fiori, dunque una bella tisana al posto del caffè ci sta. Questa è la settimana del Chelsea Flower Show, la più blasonata manifestazione del mondo dedicata al gardening. Il pubblico sarà ammesso da domani a sabato, oggi è la giornata riservata agli ospiti speciali.

Di rosa vestita, con un abito (già visto) di EM+ME, è arrivava la Principessa di Galles per unirsi ai bambini di dieci scuole, protagonisti del primo Children Picnic nella storia del CFS. Quattro anni fa Catherine aveva progettato un giardino, inaugurato alla presenza di Her Majesty, sempre dedicato all’infanzia che è il suo campo di interesse primario (Le foto del giorno – 20 maggio). E a proposito della defunta Regina – e del nuovo Re – è stata realizzata un’area dedicata a questo passaggio epocale: il Garden of Royal Reflection and Celebration.

Uno spazio riservato, creato dal paesaggista Dave Green – nomen omen – che invita alla meditazione; caratterizzato da una panca semicircolare in legno di larice locale e fiori in tonalità dal bianco al viola: rose Olivia Austin, magnolie, gerani, clematis, fiori di lupino e digitale purpurea, con i rami argentei della betulla: piante e fiori amati dai due sovrani, in tonalità capaci di favorire rilassamento e riflessione. Lo spazio, cui non manca un bronzeo ritratto di King Charles sorgente dalla sua cravatta (che crudeltà) sarà inaugurato dai reali, e noi qua stiamo!

Intanto, se voltete, questo è il post sulla visita al Chelsea Flower Show fatta da Lady Violet alcuni anni fa: RHS Chelsea Flower Show, la quintessenza del British lifestyle)

Royal chic shock e boh – Pre Coronation party

È venerdì 5 maggio, ed è pomeriggio. Mancano poche ore all’incoronazione, reali e capi di stato sono arrivati da ogni parte della terra e King Charles li accoglie a Buckingham Palace per un ricevimento di benvenuto. Camilla non c’è, si prepara al grande giorno; anche Charles si ritirerà al termine del party mentre vari membri della Royal Family e altri reali ceneranno insieme da Oswald’s, club chic di Mayfair, .

Assente la prima dama del regno, è presente la seconda a farne le veci: la Principessa di Galles è ritratta con due signore di particolare rilievo. Alla sua sinistra la First Lady ucraina Olena Zelens’ka, in nero, con un modello francamente impossibile da decifrare, mentre Jill Biden indossa un abito a giacca Tom Ford come fosse una vestaglietta da casa. Da ciò che vedo, boh.

Catherine ha scelto per l’occasione un colore che ama tanto da averlo indossato anche il giorno in cui fu annunciato il fidanzamento con William. Un abito in crêpe di poliestere di Self Portrait in royal blue, caratterizzato da un grosso nodo ritorto sul petto, che insieme con le maniche dà a tutta la mise un’aria irrimediabilmente anni ’80. I dettagli in strass su spalle e polsini sono leziosamente ripresi sul cinturino delle slingback Aquazzurra in tinta. Il modello originale dell’abito presenta uno spacco aperto fino a mezza coscia, lo avrà mantenuto così anche lei? Boh.

Mi scuso per la qualità dell’immagine, ma i pochi scatti a figura intera di Catherine sono tutti così; in compenso la foto ci fa sbirciare la toilette di altre due signore presenti. Della Duchessa di Brabante parleremo a breve, ma sullo sfondo a sinistra si vede la sempre discreta Sophie del Liechtenstein, con un completo stampato a grandi ortensie bianche, un po’ anni ’50 un po’ Baviera, regione che in fondo le ha dato i natali. Che vi devo dire, boh.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Concludiamo il breve giro delle First ladies con la nostra, Laura Mattarella. Nell’unica fotografia disponibile, pubblicata dall’accout twitter del Quirinale, compare a sua volta a mezzobusto, il che non rende possibile un’attenta analisi della sua mise.

In linea di massima, ormai sapete che Lady Violet non ama (eufemismo) certe sfumature turchesi, celestine, acquamarina su signore che abbiano superato l’adolescenza, e si tiene a distanza da quei tessuti lucidi e rigidi, che tendono a raddoppiare i volumi (Laura se lo può permettere, io no). Inoltre eviterei accessori inutili tipo la stola messa in diagonale, che fa un po’ madre dello sposo. Molto bello il biondo dei capelli, il resto boh.

Sterziamo ora decisamente verso le monarchie; Rania è regina di Giordania da ben ventiquattro anni, ne aveva solo ventotto quando è salita sul trono col marito. Da allora ci delizia con le sue toilettes, ma questa volta non sono convinta. L’abito, che porta una firma importante nella storia della moda – Schiaparelli – non so perché mi fa pensare a don Abbondio. Saranno tutti quei bottoni? L’arricciatura così bassa, benché Rania non abbia un filo di pancetta, squilibra il baricentro dell’abito, forse per ripristinare l’equilibrio ci sarebbe voluta una signora più alta, sebbene la regina non sia certo bassa. Insomma, boh.

Di anni ne aveva solo 21 Jetsun Pema, quando ha sposato il re del Bhutan diventando la sua regina. Oggi ne ha quasi 33 (li compie il 4 giugno, compleanno che divide con la piccola Lilibet Diana), è ancora la più giovane regina regnante, ed è sempre dotata di una bellezza incantevole, di una grazia particolare e di uno stile unico, grazie anche alla raffinata eleganza degli abiti tradizionali che indossa di solito. In questo caso il color zafferano si abbina al fucsia e al lilla. Bellissima, abbinatissima al marito, sta bene perfino col tappeto. Superchic.

La Reina Letizia sceglie abilmente una maison britannica, e un colore insolito, una tonalità di verde che una volta si chiamava chartreuse, come il liquore dolciastro e appiccicaticcio che preparavamo i monaci certosini nella Grande Chartreuse. Letizia non è né dolciastra né appiccicaticcia, e l’abito – creato da Victoria Beckham evidentemente avendo in mente la stessa sottilissima silhouette che le due signore hanno in comune – le sta bene, soprattutto quel drappeggio piazzato in quel punto, ma non mi entusiasma. Certo è il manifesto di come sia cambiata la forma anche in ambienti superformali: abitino da party a bordo piscina, niente calze. Ma alla fine, boh. Con una postilla: se anche Felipe col suo metro e 97 inizia a girare con gli orli così lunghi stiamo freschi.

LONDON, ENGLAND – MAY 05: Grand Duchess Maria Teresa and Grand Duke Henri of Luxembourg attend the Coronation Reception for overseas guests at Buckingham Palace on May 05, 2023 in London, England. (Photo by Chris Jackson/Getty Images)

Menzione d’onore per Maria Teresa di Lussemburgo, che pure per un invito meno formale segna il territorio e adorna il collo con un importante gioiello Van Cleef & Arpels in diamanti e smeraldi, appartenuto alla suocera Josephine-Charlotte: è una tiara convertibile, e infatti spesso è stata usata come collier, come in questa occasione. La granduchessa per ragioni imperscrutabili è in una fase-pantaloni, tanto da indossarli anche al recente matrimonio della figlia. Anche lei, che è donna di mondo, sceglie la moda British, nel suo caso Alexander McQueen, e indossa la rivisitazione di uno smoking maschile (insomma, quasi) caratterizzato da tagli arricchiti di pizzo. Bello e fresco il viso, meravigliosa la collana, ma non mi convince, forse semplicemente non è adatto all’occasione, all’orario. O forse ci voleva un indosso più rock. Anche qui, boh.

(Ph: Samir Hussein/WireImage)

Charlène de Monaco si attovaglia – verbo non scelto a caso – con un completo pantalone azzurro pervinca, caratterizzato da un top monospalla con un lungo drappo ricamato ton sur ton, pronta per un pigiama party. Non solo non mi piace, ma non è una cosa da portare in città, figuriamoci a Buckingham Palace. Se proprio non se ne può fare a meno, va bene su una terrazza dell’Hotel De Paris, per una di quelle pubblicità patinate che mi fanno sempre convinta ad andare altrove. Shock.

Passate in rassegna le sovrane, è la volta delle principesse ereditarie, magari andrà meglio.

Uhm, forse no. Mette Marit, consorte del principe Ereditario di Norvegia, probabilmente intenzionata a mostrare il proprio supporto a King Charles, si mette addosso una cosa che sembra un pezzo di bandiera inglese. E forse è proprio quella l’ispirazione, trattandosi di un capetto Alexander McQueen, una giacca color block di una collezione 2016, che evoca il tanto amato stile militare. Noi mettiamo dei fiori nei nostri cannoni, shock.

Coppia di rosa per due principesse ereditarie: tonalità bubble gum per Victoria, futura regina di Svezia. L’abito di Roland Mouret è caratterizzato da alcuni drappeggi che non esaltano la sua linea. Molto divertenti gli accessori – scarpe Gianvito Rossi e borsa Louboutin – in pelle metallica fucsia. In fondo questa mise la rappresenta, imperfetta ma simpatica. Chic di incoraggiamento. Al contrario, Mary, futura regina consorte di Danimarca, è spesso talmente perfetta da risultare noiosetta. Rosa corallo intenso per un abito che i più attenti di voi forse avranno riconosciuto: lo indossava l’anno scorso alla cresima della figlia Isabella (Le foto del giorno – Scene di famiglia), ed è molto simile a quello indossato da Salma di Giordania al matrimonio della sorella Iman, il 12 marzo scorso (Scene da un matrimonio). Una creazione Andrew Gn, chic.

Scelgono curiosamente il nero entrambe le più giovani future regine; la ventunenne Elisabeth del Belgio indossa un abito un po’ punitivo Armani. Il modello originale è lungo alla caviglia, in questo caso è stato accorciato, e l’effetto finale ricorda una tonaca. Peccato, boh. Invece Catharina-Amalia dei Paesi Bassi, 19 anni, ha trovato una mise che le piace e le sta bene – in questo caso un tailleur pantaloni di Marina Rinaldi – e la ripropone in vari colori: fucsia una settimana prima per il Koningsdag, (Le foto del giorno – Compleanni e anniversari),nero in questa occasione. Nonostante l’accoppiata con la nonna Beatrix, anch’essa in nero, rischia di essere un po’ pesante, lei risulta perfetta per la serata, chic.

In rappresentanza dei reali senza trono loro ci sono quasi sempre, anche in virtù dell’abbondante parentela e dei legami personali. Anne Marie, nata principessa di Danimarca e diventata Regina di Grecia, è quel che si direbbe una vera signora: divide con la cognata Sophia la caratteristica di essere figlia di re e moglie di re, e si vede. Molto semplice in un completo Max Mara verde scuro, che tutto sommato rispetta il suo lutto – è rimasta vedova a gennaio – senza imporlo in società. Chic. Col figlio maggiore, il Diadoco Pavlos, e la di lui moglie Marie Chantal hanno inaugurato la modalità io mammmeta e tu, che penso vedremo spesso. Marie Chantal dal canto suo sta rafforzando il legame col mondo greco, indossando come già in altre occasioni una creazione di Mary Katrantzou, stilista ateniese che vive e lavora a Londra. Abito couture écru con maniche a campana, semplicissimo, impreziosito da una collana di grosse perle. Non sono una fan della signora, ma è indubbiamente chic.

Pronti per l’incoronazione?