Vi avevo detto che oltre ad alberi e addobbi il nostro Calendario dell’Avvento vi avrebbe riservato qualche sorpresa? Ed eccone oggi una straordinaria: il Principe del Galles che legge un brano da A Christmas Carol di Dickens, per l’Advent Calendar dell’Old Vic, di cui Charles ha il patronaggio. Godetevi la sua bella voce e la pronuncia perfetta https://soundcloud.com/oldvictheatre/his-royal-highness-the-prince-of-wales-reads-an-excerpt-from-a-christmas-carol
Il principe oggi ha partecipato a Buckingham Palace al tradizionale lunch prenatalizio offerto da Sua Maestà alla famiglia allargata, prima di andarsene a Sandringham, dove resterà fino ai primi di febbraio.

(Ph. Rex)
Charles, in un auto guidata dallo chauffeur, era solo: Camilla è rimasta a casa influenzata (e non malignate, ha annullato anche altri impegni).

(Ph. PA)
Da Windsor è arrivato Philip, il Principe Consorte; però stavolta non guidava lui!
Ed ecco il resto della Royal Family
I Cambridge
Papà al volante come una famiglia normale, con Catherine sorridente in rosa, George ingrugnito il giusto, Charlotte adorabile chiacchierona, la vera diva di casa.
I Sussex
Anche loro in auto come una coppia qualunque, con la futura mamma Meghan radiosa anche se in nero.
La famiglia della Princess Royal
Anne è arrivata scortata dal marito, l’Ammiraglio Tim Lawrence, e non sono mancati i due figli coi rispettivi coniugi: Peter con la bella Autumn e Zara con Mike Tindall in maniche di camicia. Che prima di entrare si sarà messo la giacca, spero.
Gli York
Il Principe Andrew da solo, e in un’altra auto la figlia Beatrice, super trendy in tartan bicolore. Nessuna notizia dei neosposi Eugenie e Jack, saranno mica arrivati in ritardo?
I Wessex

(Ph. Rex)
Ecco Sophie e sua figlia Louise, entrambe in una versione che definire casual è dire poco.
I Gloucester
I Kent
Può un albero con tale lussuosa paternità deludere? Non può, e infatti non lo fa. Un’enorme struttura sospesa punteggiata di luci dorate, con grandi sfere nei toni del blu e del verde, e alla base tanti pacchetti blu col nastro d’oro, nei colori della maison.
Nella sala troneggia il più classico degli alberi con sfere e stelle; ma il pezzo forte della decorazione è senz’altro rappresentato dalle tante candele che secondo la tradizione vanno accese la sera della vigilia con tutta la famiglia riunita. Un’idea molto suggestiva che mi sento di consigliare solo con un estintore a portata di mano, o eventualmente un condomino vigile del fuoco. Molto raffinate le pigne e gli elementi dorati semplicemente appoggiati sul tavolo di marmo, mentre il tappeto stile Euronova piazzato sotto l’albero – che si sa, perde un sacco di aghi – è la dimostrazione che in fondo i royals sono più simili a noi di quanto si pensi.
Albero monstre come nello stile della casa, tanto che il pur alto Pavlos non riesce a raggiungere la cima, sotto lo sguardo di uno dei quattro figli maschi, che come ogni adolescente che si rispetti si guarda bene dal dare una mano. Bello, classico, imponente, ma della poltrona di peluche che ci sta davanti ne vogliamo parlare?
Superati pochi gradini e le porte girevoli ci accoglie la sala circolare che ospita la lobby.
Prendiamo il corridoio davanti a noi…
… poco oltre, sulla sinistra, la Palm Court.
Se prima di entrare le signore volessero rinfrescarsi, la toilette è qui di fronte. Seguite l’indicazione Powder Room, il Ritz è così chic che le sue ospiti ovviamente usano la toilette solo per incipriarsi il nasino.
Eccoci arrivati, una volta seduti verremo serviti da un esercito di deliziosi camerieri quasi tutti italiani, il che è una bella comodità, così non bisogna scervellarsi cercando di capire che diamine è dill and chives nel sandwich al cetriolo (oggi ve lo dico io, aneto ed erba cipollina).
È bellissimo e magico, appeso sulla porta di casa funge da amuleto, ma guai a toccarlo con la mano sinistra, e men che meno a staccarlo con le mani dalla pianta madre, rischio che probabilmente pochi di noi corrono (vi ricordate il druido Panoramix col falcetto d’oro?).
In Inghilterra c’è l’uso di baciarsi se si passa sotto il vischio, altrimenti nell’anno in arrivo non ci si sposerà; se però il 6 gennaio si brucia la pianta che ha adornato la casa il pericolo è scongiurato; mi raccomando, prendete nota se interessati.
Per la mia gioia (e spero anche per la vostra) quest’anno il Covent Garden, a Londra, si è riempito di vischio: sfere bianche, lattescenti, turgide ma leggere; questo addobbo mi piace così tanto che perdono pure le grandi mirror ball stile disco anni ’70. Ora la domanda è: ma un chioschetto di baci in vendita ce l’hanno messo?
E voi, quest’anno chi pensate di baciare under the mistletoe?
Diciamoci la verità, non è che si siano scatenati con la fantasia eh. Classico, che più classico non si può. Avranno temuto di offuscare in luminosità le tiare di Queen Victoria, o in chic gli abiti di Diana, tutti pezzi in mostra all’interno?
Consoliamoci con la panoramica del giardino che, anche se l’albero grande più quelli piccoli fa un po’ Biancaneve e i sette nani, è senz’altro più scenografica.


Nel paese scandinavo il giorno precedente si preparano i lussekatter, focaccine con uvetta e zafferano; la mattina del 13 dicembre la figlia maggiore si sveglia per prima, indossa un lungo abito bianco con una fusciacca rossa in vita, in testa una corona con sette candele accese, e va a svegliare il resto della famiglia offrendo le focaccine. I maschietti indossano anche loro un abito bianco, un cappello, e in mano un lungo bastone decorato di stelle.
Tradizione rispettata a casa della principessa ereditaria Victoria: ecco Estelle , sei anni, perfetta Santa Lucia e il duenne Oscar in uno stile un po’ Mago Merlino, pronti a festeggiare la ricorrenza.
La tradizione risale al 1947, quando dai boschi innevati della Norvegia giunse per la prima volta un grande abete, in ringraziamento dell’aiuto offerto durante la Seconda Guerra Mondiale (nei cinque anni dell’occupazione tedesca re Haakon VII, che aveva sposato la principessa Maud di Galles, guidò la resistenza dall’esilio di Londra, ospitato e protetto dal governo britannico).
Finita la guerra, ogni anno puntuale come un orologio all’inizio di dicembre arriva l’abete, che viene decorato secondo la tradizione norvegese solo con luci e una grande stella come puntale.
L’accensione alla presenza di autorità varie, tra cui l’ambasciatore di Norvegia, è una vera e propria cerimonia di quelle in cui gli Inglesi sono imbattibili, trasmessa anche dalla BBC. Le luci dell’abero sono state accese lo scorso 6 dicembre, e hanno rischiarato la piazza insieme a quelle della grande Menorah eretta per celebrare la festa ebraica di Hannukah (quest’anno dal 2 al 10 dicembre). 
Anche questo semplice albero è in città, nel quartiere Krutenau; spero che i suoi rami proteggano i sofferenti e le sue luci illuminino la via della speranza e della pace.