La foto del giorno – 5 settembre

Nel 1990 un equipaggio tutto femminile partecipò a bordo dello yacht Maiden alla Whitbread Round the World Race, arrivando secondo. Sponsor dell’impresa fu l’allora re di Giordania, Hussein I. IMG_20180905_173938 Oggi lo yacht è stato restaurato grazie alla principessa Haya, figlia del defunto re, e ha ripreso il mare, alla presenza del Principe di Galles e della Duchessa di Cornovaglia. Ancora tutto femminile l’equipaggio, e vi prego di notare il motto impresso sulla giacca a vento: Anything is possible.

Declinati in stile paramarinaro e nel classico bianco/blu gli outfit di entrambe le signore: righe sfumate con espadrillas per Haya, blocchi di colore chic per Camilla. Peccato quelle scarpe color terracotta…

(vi ricordate Haya e i suoi cappelli? Aspettando Ascot – la Principessa Haya )

 

Royal Ascot 2018, Giorno 1 – Ospiti

Come previsto da Lady Violet, la principessa Haya non ci ha delusi. E per l’Opening Day del Royal Ascot ha scelto un Roland Mouret azzurro con Chanel abbinata (ahimé pure le scarpe erano in tinta, ma per fortuna nella foto non si vedono) e il Philip Treacy d’ordinanza. A fare la differenza questa volta è il suo bambino, Zayed, un piccolo lord perfetto con tanto di cappello a cilindro.

haya ascot 2018

Marie Christine, che quest’anno festeggia i quarant’anni di matrimonio col principe Michael di Kent, cugino della regina, ha riciclato un cappello a forma di sella (ispirato dal tema della giornata?) in color avorio con grande rosa nera. Penso solo io che avrebbe fatto meglio a lasciarlo nell’armadio? Quanto all’abito, il solito esercizio nel bianco e nero, ma con modesta fortuna, direi. Noto poi con un certo disappunto che anche lei si sta convertendo allo spettinato, il che ahimé non aiuta all’insieme.

ascot 2018 kent

Tra le ospiti più originali e pirotecniche, quelle che trasformano le corse di Ascot in leggenda, ho deciso di sottoporvi le mie preferite.

La prima indossa un classico campo di calcio – un modello che in un modo o nell’altro è presente tutti gli anni – e grande bandiera inglese (non la Union Jack, quella della sola Inghilterra), con cui celebrare la prima vittoria della squadra ai Mondiali.

La seconda farà la gioia di tutte noi che dalla cultura latina discendiamo: sì signore, qui abbiamo addirittura la dea Cerere, con tanto di copricapo di spighe e abito cosparso di panini.

 

Sempre gloria a chi ha inventato le corse di Ascot, e i cappelli.

Aspettando Ascot – la Principessa Haya

haya ascot 2017 a

Ci siamo, domani iniziano le corse ad Ascot, e per qualche giorno il Berkshire sarà il centro del mondo glam, la capitale del regno dei cappelli. Per non farci trovare impreparati oggi vi propongo una breve rassegna dei copricapi sfoggiati negli ultimi dieci anni da una signora da cui mi aspetto grandi soddisfazioni: Sua Altezza Reale la Principessa Haya bint Hussein.

Figlia di re Hussein di Giordania e della terza moglie Alia, morta in un incidente di elicottero quando Haya ha solo tre anni, la principessa studia nel Regno Unito, si laurea ad Oxford e diventa un’abile amazzone. A trent’anni sposa Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, che è il principe ereditario degli Emirati, ha venticinque anni più di lei, ha già una moglie in carica più alcune, come dire, pregresse. L’altra moglie fa vita ritirata e così Haya, bella e colta, esercita le funzioni di rappresentanza accanto al marito, e a Ascot non manca mai.

 

 

Se dapprima i suoi cappelli sono classiche versioni da country lady, a partire dal 2012 Haya si impone all’attenzione con una serie di favolose creazioni del genio Philip Treacy.

haya ascot 2012

2012

Haya ha un viso bellissimo per cui i cappelli le stanno bene tutti, grandi e romantici importanti e drammatici ma anche semplici come il classico pillbox. Non essendo però né molto sottile né molto slanciata la preferisco senz’altro in abiti di linea semplice, evitando le fantasie poco donanti, come il check.

Royal Ascot - Day 2

2013

 

Bella in bianco nel 2014, splendida in nero l’anno seguente.

Rosso, bianco e nero nel 2016…

…e ancora bianco e nero, e un mare di rose rosse l’anno scorso.

Non vedo l’ora cosa ci ha riservato per quest’anno.

See you tomorrow!