Le foto del giorno – State Opening of the Parliament

Una Londra grigia e piovosa oggi rifulgeva dello splendore oro e rosso dell’Opening of Parliament. opening of parliament 2019 2Naturalmente l’appuntamento era particolarmente atteso per la complessa situazione politica che verte intorno a Brexit, e altrettanto naturalmente noi tralasceremo il coté politico, anche perché – nonostante anche oggi nel discorso letto da Sua Maestà si dia per scontata l’uscita il prossimo 31 ottobre – l’impressione è che le cose siano molto meno scontate, e certezze non ve ne siano. Quel che è certo invece è il modo in cui il Paese, attraverso la Corona, si mette in scena e si rappresenta: magnifico. opening of parliament carriageLa Regina è arrivata a bordo della Diamond Jubilee State Coach, accompagnata dal Principe di Galles e dalla Duchessa di Cornovaglia. opening of parliament 2019 ladiesCamilla – seduta accanto alla suocera, che sembra apprezzarne sempre di più la compagnia – sfolgorante in bianco, in ossequio al dress code.

Sfolgorio ottenuto col fondamentale apporto della favolosa Greville Tiara, il cui raffinatissimo intreccio si ispira a un favo. opening of parliament 2019 imperial state crown 2Da parte sua Queen Elizabeth II non ha indossato la Imperial State Crown, che è stata portata su un cuscino e sistemata accanto al suo trono, ma è rimasta per tutta la cerimonia col più leggero George IV State Diadem. opening of parliament 2019 the queenÈ solo la terza volta che accade in 67 anni di regno, e sembra che la ragione sia dovuta al peso della corona, che supera il chilo: la stessa sovrana spiegò in un’altra occasione che oltre alla difficoltà di tenere sulla testa un peso del genere, leggere il testo del discorso assai arduo, essendo impossibile piegare il collo. opening of parliament 2019 3Per il resto c’era tutto, compresi il lungo mantello purpureo bordato d’ermellino, il collier di diamanti dell’Incoronazione, e il collare del Most Noble Order of the Garter con il Marlborough Great George, un pendente in oro e smalto incrostato di diamanti, anch’esso indossato spesso a partire dall’Incoronazione. opening of parliament 2019 girlsPoi c’è sempre chi ha la tiara di famiglia, e l’occasione per mettersela, eppure sembra sempre una ragazzina con un abito fatto con la fodera e il bisogno urgente di un parrucchiere (e siamo state pure buone, che non oso immaginare come avrebbe commentato la vera Lady Violet, dall’alto del suo edoardiano splendore). opening of parliament 2019 dogC’è chi sghignazza scompostamente e chi lavora, come questo cane antiterrorismo, mantenendo un aplomb canino, ma davvero regale. Tutto il resto è Pomp and Circumstance. opening of parliament 2019 beefeatersE su questo Sua Maestà e i suoi sudditi sono imbattibili.opening of parliament 2019 beefeaters 2

Le foto del giorno – 9 settembre

Oggi sono scomparsa per alcuni problemi, ma sono certa di recuperare in corner. DA movieQuesta sera a Londra, Leicester Square, prima mondiale di Downton Abbey, che sarà nei cinema britannici da venerdì 13, mentre noi dovremo aspettare il 24 ottobre. DA movie ladiesMa quanto sono belle le signore Crawley? DA movie mr carterMr. Carson, al secolo Jim Carter, è arrivato in compagnia della moglie, la straordinaria Imelda Staunton (nomination all’Oscar e Coppa Volpi a Venezia nel 2004 per Il segreto di Vera Drake). DA movie lady violetLast, but absolutely not least, lei. Lady Violet.

Che inizi il countdown!

Prince Albert the Great

Se dico Albertopolis voi a cosa pensate?

A una città del Mediterraneo antico, come Adrianopolis, Antinoopolis, Alexandroupolis? O magari una del Brasile, come Florianópolis? Nulla di tutto ciò. Anche se una città c’entra naturalmente, e probabilmente ci siete anche stati. albertopolisAlbertopolis è il termine coniato nella Londra vittoriana, negli anni immediatamente successivi alla Grande Esposizione del 1851, quando il Principe Consorte convinse la Royal Commission ad acquistare coi proventi dell’Esposizione un’ampia area compresa tra il Royal Borough of Kensington and Chelsea e la City of Westmister. È la zona di South Kensington, dove sicuramente siete passati se siete stati a Londra, non fosse altro che per entrare da Harrods.

È un’area ricchissima di istituzioni culturali e di ricerca: il Natural History Museum, l’Imperial College, la Royal Geographical Society, il Science Museum – solo per nominarne alcuni – e naturalmente quelli che portano il nome del principe:

royal albert hall

(Ph. royalalberthall.com)

la Royal Albert Hall, meravigliosa sala da concerti,

vam-rodin

Rodin nella Galleria delle Sculture (Ph. vam.ac.uk)

il Victoria&Albert Museum, il museo di arti applicate più importante del mondo,

albert memorial

(Ph. Picasa)

l’Albert Memorial, che la regina dedicò alla memoria del marito, morto ad appena 42 anni nel 1861.

Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, marito della cugina e coetanea Victoria dal 10 febbraio 1840, era nato nel Castello di Rosenau – nell’attuale Baviera – il 26 agosto 1819; oggi è dunque il bicentenario della sua nascita. Che naturalmente ha meno risalto di quello della moglie, nonostante la grande capacità del principe di influenzare, e in qualche modo plasmare, la società e la cultura vittoriane. Albertopolis mi fa sempre pensare all’Addizione Erculea con cui Ercole I ridisegnò Ferrara, se non a Pienza, la città creata ex novo sul borgo di Corsignano dalla visione di Enea Silvio Piccolomini (Papa Pio II), e dal genio dell’architetto Bernardo Rossellino.

Alberto come un principe rinascimentale? Forse è un paragone eccessivo, ma certo l’età vittoriana ebbe in Inghilterra, almeno nella forma delle arti, un impatto non tanto lontano da quello che il Rinascimento ebbe in Italia. albert prince consortPer celebrare il bicentenario del Principe Consorte è stato reso disponibile online un imponente archivio con migliaia di documenti, notizie e immagini che lo riguardano, praticamente il paradiso per storici e appassionati. Lo trovate qui https://bit.ly/2zaGcSH

Invitate al matrimonio del secolo

Proprio oggi, trentotto anni fa, la ventenne Diana Spencer sposava Prince Charles, diventando Princess of Wales. Com’è andata lo sappiamo, anche delle nozze sappiamo quasi tutto, dunque vi propongo un gioco: se fosse state invitate anche voi, cosa avreste indossato? Tenendo presente due cose: per le signore cappello obbligatorio; per i signori invece non c’e storia, obbligatorio il tight (o l’alta uniforme) e pedalare. Che dite, proviamo a ispirarci a qualche signora presente?

Grace, la principessa

Nel 1981 ha perso un po’ della perfetta bellezza giovanile, ma non grazia ed eleganza; e poi si sa, ha a disposizione il meglio dell’Haute Couture francese. Per il royal wedding sceglie un due pezzi in seta – credo un Dior creato da Marc Bohan, all’epoca il suo couturier di fiducia – composto da gonna e tunica 7/8, con una fantasia minuta e très chic. Poi ci piazza sopra una grande pamela abbondantemente infiorata, che non c’entra granché con lo stile dell’abito, e neanche con quello del matrimonio in verità. Però il portamento l’aiuta tanto e come potete notare, se la linea è leggermente appesantita,  l’underwear è perfetto. Gossip vintage: si fa accompagnare non dal marito ma dal figlio Albert, secondo i rumors dell’epoca è in cerca della moglie ideale per lui, e avrebbe messo gli occhi su Lady Helen Taylor. Sappiamo com’è finita, e sappiamo che purtroppo le rimane poco più di un anno di vita.

Nancy, la First Lady

Ronald Reagan è Presidente degli Stati Uniti da pochi mesi e non si muove da Washington, ma Nancy certo non si perde un’occasione del genere. La First Lady è in rosa, direi Valentino, molto elegante; avrei giusto evitato la sciarpa annodata al collo, ma la sua mise sarebbe perfetta ancora oggi. Potenza dell’Alta Moda!

Margaret, il Primo Ministro cd wedding tatcherC’è anche lei naturalmente, all’epoca da due anni a capo del Governo di Sua Maestà. Non è una donna di particolare eleganza, non è più giovanissima (ha 55 anni, come la sovrana) e va sul sicuro col classico blu notte. Come molte altre signore, indossa una sorta di pillbox – del tipo che mia madre chiamava tamburello – piazzandolo piatto sulla testa; che vi devo dire, erano pur sempre gli anni ’80. Se non ricordo male, data la quantità di invitati, i reali e quelli di rango più elevato partecipano al wedding breakfast a Buckingham Palace, mentre altri vengono ricevuti da Mrs Tatcher. Che è sempre un modo elegante per non averla tra i piedi.

Kiri, la voce cd wedding kiri te kanawaLo sposo è notoriamente appassionato di musica classica e operistica, ed è deciso a fare del matrimonio un evento musicale memorabile. Adora il divino soprano Kiri Te Kanawa da quando l’ha sentita cantare al termine di una cena sullo yacht Britannia durante un viaggio della royal family in Nuova Zelanda, la patria di lei. La cantante in quel periodo è a Parigi e si mette alla ricerca dell’abito adatto, ma ovviamente non può rivelare per l’occasione in cui deve indossarlo. Il risultato è questo camicione multicolor (all’epoca comunque – purtroppo – piuttosto di moda) con gorgiera elisabettiana a proteggere l’ugola d’oro e cappellino nello stile di quello di Mrs Tatcher, nell’unico colore che manca sull’abito. Forse doveva cercare un altro po’. O spiegarsi meglio.

Camilla, l’altra

Sì, c’è anche lei. Poco opportunamente è di bianco vestita, ma almeno ha un bel pillbox piazzato come si deve. Perché è stata invitata? I Parker-Bowles frequentano i circoli reali – il marito, prima di sposare lei, aveva corteggiato la principessa Anne – e dunque la sua presenza non deve stupire. Charles sembra girarsi verso di lei, mentre esce con la sposa? Sì, ma non possiamo sapere se fosse intenzionale. Diana entrando cerca di individuare la sua rivale? Direi proprio di no. Però date retta a Lady Violet: a un matrimonio con abito e cappello bianchi andateci solo se siete la sposa.

Queste alcune delle persone presenti, ma chi invece non è andato? L’assenza più clamorosa è quella di Juan Carlos e Sofía di Spagna: considerano un grave sgarbo il fatto che la luna di miele a bordo dello yacht reale parta da Gibilterra, che è oggetto del contendere tra Spagna e Regno Unito. Non c’è il presidente greco Karamanlis, che si rifiuta di incontrare l’ex re, Costantino II; sempre per ragioni politiche non c’è neanche il presidente irlandese, data la tensione alla frontiera con l’Irlanda del Nord. Ovviamente non c’è il nostro presidente, Pertini, notoriamente poco interessato alle occasioni mondane in generale, e a quelle royal in particolare; di sua moglie Carla Voltolina neanche a parlarne, dunque alla fine l’Italia è rappresentata dalla moglie del Presidente del Senato, la signora Maria Pia Fanfani. Non saprei dirvi come fosse vestita, ma ricordo i cronisti deliziati dall’elegante semplicità della nostra ambasciatrice (cioè la moglie dell’ambasciatore), in Laura Biagiotti, e pure prêt-a-porter. Insomma, semplice buon gusto.

 

(Ph. Alamy; Serge Lemoine/Hulton Archive/Getty Images; Bettmann Collection; PA Images/Getty Images;

Trumpeide, ultimo atto

Pensavate che avessimo finito? Invece no! Perché ieri sera com’è costume i Trump hanno ricambiato l’invito, ospitando il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia – in rappresentanza della Regina che è rimasta a casa – a Winfield House, residenza dell’Ambasciatore statunitense. UK USA winfieldQuesta volta si è trattato di un ricevimento black tie, cioè con gli uomini in smoking, e meno male perché Mr President in frac un’altra volta non credo che l’avemmo retto. Comunque non ci ha deluso, sta male anche con l’abito da sera più semplice, soprattutto se accanto ha Charles perfetto fin dei dettagli: guardate i polsini della camicia. Terribile Camilla con un abito in tulle bianco ricamato; se non avessi saputo che è una creazione di Fiona Clare, che la veste spesso, avrei pensato che fosse l’abito della Prima Comunione della figlia (i figli di Camilla sono infatti cattolici come il padre, Andrew Parker Bowles). In compenso la collana di diamanti su quella scollatura a V sta a perfezione. La First Lady in Givenchy color corallo, solito modello con mantello che le piace tanto e porta spesso. Non mi fa impazzire, più che autorevolmente signorile, come immagino sia il suo obiettivo, la rende inutilmente matronale. UK USA winfield ladiesNaturalmente non stupisce che lo stile di Melania tenda a fare proseliti, come è evidente nella padrona di casa Suzanne Ircha Johnson, con indosso lo stesso modello in versione regina delle nevi. Possiamo stupirci se Camilla cerca sostegno in un calice di rosso? UK USA winfield Trump childrenBianco anche per la first daughter Ivanka, che ieri ha visto le royal ladies in abiti candidi ed è corsa ai ripari. UK USA winfield dinnerLa mise en place. La sala da pranzo non è grandissima, è un po’ affollata e l’effetto finale è un po’ disordinato. UK USA winfield menu

In compenso si è mangiato anche italiano; ma che dite, la fresh burrata era fatta col latte del Wisconsin?

RHS Chelsea Flower Show, la quintessenza del British lifestyle

Il RHS Chelsea Flower Show è l’appuntamento dedicato al gardening più importante al mondo; quest’anno ne parlano tutti grazie al giardino ideato dalla Duchessa di Cambridge e presentato in compagnia dei suoi deliziosi bambini, ma la manifestazione esiste addirittura dal 1862.Allora si chiamava Royal Horticultural Society’s Great Spring Show, e veniva allestito nel giardino della Society a Kensington; fin dall’inizio potè godere del patronage di Queen Victoria, che si adoperò per assicurare alla RHS e allo Show il favore reale più ampio possibile, coinvolgendo molte altre teste coronate.Com’è noto nel lungo regno di Victoria, secondo solo a quello della trisnipote Elizabeth II, il paese raggiunse una serie di traguardi – dalla rivoluzione industriale alla fondazione dell’impero – che impressero profondi cambiamenti alla società e al modo in cui questa si rappresenta, definendo quello stile British così tipico ed originale che ancora oggi conosciamo e riconosciamo. E non c’è dubbio che il Chelsea Flower Show, nato in piena era vittoriana – che dal 1913 viene allestito nello spazio ampio e bellissimo che circonda il  Royal Hospital Chelsea, l’ospizio dei reduci con le loro livree scarlatte – sia la quintessenza della Britishness.Non c’è dubbio neppure che sia il sogno di tutti gli appassionati di giardinaggio; era anche il mio – che sono appassionata ma non avendo un giardino potrei dire di essere più credente che praticante – e dato che si tiene nella settimana del mio compleanno, due anni fa finalmente ho festeggiato proprio lì, bevendo champagne tra i fiori. Considerato tradizionalmente l’inizio della Season, la stagione mondana, grazie alla presenza della sovrana e di numerosi membri della royal family, è diventato un appuntamento festoso per tutta la città: tea room bar e ristoranti offrono menù ispirati ai temi floreali, e a me è capitato di ricevere in regalo delle rose alla fine di un afternoon tea.  Organizzazione ovviamente impeccabile, i biglietti hanno prezzi diversi a seconda dell’orario d’ingresso e della durata della visita: l’area è talmente vasta e ricca di espositori che se lo scopo è procurarsi piante sementi o accessori è necessario dedicare l’intera giornata o poco meno, e fare come le numerose ladies che, cappello di paglia in testa sneakers ai piedi e mappa dello Show in mano, si dedicano al loro shopping con piglio deciso e rigore scientifico.Le piante da fiore di ogni genere (queste sono varietà di aglio!) o da frutto, come queste splendide fragole rampicanti, sono allestite in un grande padiglione, mentre i giardini sono naturalmente all’esterno.La bellezza degli elementi naturali e l’originalità di molti allestimenti ne fa un’esperienza fantastica, assai godibile da chiunque. E naturalmente i tocchi royal di ogni genere abbondano!

 

(tutte le foto si riferiscono all’edizione del 2017, e sono state scattate da me)

 

Le foto del giorno – 20 maggio

È l’argomento del giorno, il RHS Chelsea Flower Show, ed ecco le foto dell’inaugurazione. Grande attenzione per la Duchessa di Cambridge che ha ideato uno degli allestimenti, ma siccome ovunque vale la regola dell’ubi maior, quando c’è Her Majesty non ce n’è per nessuno. chelsea flower showSublime con un soprabito lime, che è il colore più cool di stagione, la sua espressione davanti ai garruli nipoti, lui in blu as usual, lei in stile sette spose per sette fratelli vale tutto il post. Tocchi fiorati ne ha anche lei, ma appunto tocchi, non la prateria in fiore dell’abito Erdem di Catherine.

La contessa di Wessex, tutta fiorata anche lei con l’aggravante delle espadrillas portate con le calze, decide che è più prudente evitare il confronto con la suocera, e si arrampica su una casetta tra gli alberi, mentre Alexandra di Kent, cugina della Regina, sembra in non buonissima forma; chi lo direbbe che tra le due cugine ci sono dieci anni?

La cognata di Alexandra, Marie Christine – il cui titolo è Princess Michael of Kent- decisamente non incontra le mie simpatie, ma non credo di mancare di obiettività se in questa occasione la trovo vestita assai meglio dell’altro ieri, al matrimonio di sua figlia. La Duchessa di Gloucester invece mi è molto simpatica, ha un bizzarro senso dello stile ma insomma, non si può avere tutto.

Vi lascio col video dei piccoli Cambridge in visita al giardino ideato dalla mamma: Charlotte che esclama oh la la! è pura delizia https://www.youtube.com/watch?v=98uBcj6y5fw

La foto del giorno – 2 aprile

Passato il primo aprile coi suoi pesci e i suoi pazzi riprendiamo con le notizie vere, ed ecco a voi una news fresca fresca da Buckingham Palace. Per il Regno Unito il 2019 è l’anno di una celebrazione importante, il bicentenario della nascita di Queen Victoria, e a lei saranno dedicate molte iniziative, a partire da quella che arricchirà il Palazzo durante la tradizionale apertura estiva al pubblico. victoria bp exhibitionQueen Victoria’s Palace è la mostra che sarà visitabile dal 20 luglio al 29 settembre, e racconterà come la giovane sovrana seppe trasformare una residenza reale poco amata nel simbolo di una nazione: centro politico e  cuore pulsante della vita sociale e culturale.

Trovate qui ogni informazione https://www.rct.uk/collection/themes/exhibitions/queen-victorias-palace/buckingham-palace/exhibition-preview

Non dimenticate poi le iniziative che l’altra grande residenza reale londinese, Kensington Palace, dedica a Victoria che qui nacque e trascorse l’infanzia.  https://www.hrp.org.uk/kensington-palace/discover-the-real-victoria

Il 2019 segna anche un altro centenario di straordinaria importanza: il 2 maggio saranno 500 anni dalla morte di Leonardo. E mentre da noi ogni giorno si sveglia qualcuno che vuole indietro dalla Francia La Gioconda, esaurendo in ciò le proprie attività in onore del genio di Vinci, altri paesi che non hanno avuto la fortuna dei suoi natali ma nutrono nei suoi confronti un appassionato rispetto – onorato da vigoroso studio, che non fa mai male – si preparano a celebrare l’appuntamento in maniera anche originale. E così il 2 maggio Martin Clayton, Head of Prints and Drawings della Royal Collection, che possiede la più importante raccolta al mondo di disegni leonardeschi, converserà col pubblico via twitter, rispondendo ad ogni domanda. Intetessante, no? Dunque save the date!

La foto del giorno – 29 marzo

Vi vedo sapete, mentre fra voi e voi vi chiedete, va bene Windsor, ok Westminster Abbey, ma il BIG BEN? Niente, il Big Ben da un po’ è muto e celato alla vista dei più, avvolto in un’imbracatura a causa dei lavori di restauro, che andranno avanti ancora per un paio d’anni. Quando tornerà a pavoneggiarsi nelle acque del Tamigi e a scandire le ore (anzi, i quarti d’ora) della capitale ci sarà una sorpresa, che Lady Violet vi svela in anteprima, sennò che giriamo a fare per il mondo? _102480293_rendering-of-proposed-colouDunque dimenticate il vecchio quadrante bianco e nero, l’orologio restaurato sarà così: lancette e ore in blu e i sei scudi sovrastanti – ci sono anche ora, ma dipinti in oro e nero sono poco visibili – nei colori della bandiera inglese, croce rossa in campo bianco.

Non di novità si tratta, ma di ripristino, in quanto questo era l’aspetto originario voluto da Sir Charles Barry, l’architetto che progettò Parlamento e torre negli anni ’40 dell’Ottocento. Il nome Big Ben in origine era il nomignolo affibbiato alla campana principale, la torre, nota genericamente come Clock Tower, è stata ribattezzata Elizabeth Tower in occasione del giubileo di diamante di Her Majesty. Per cui vorrei proporre di ribattezzare il tutto Big Beth. Ma magari eviterei il referendum.

(L’immagine con l’elaborazione del progetto è della BBC)

La foto del giorno – 27 marzo

Ecco la foto del giorno, anzi della sera. davScattata al volo, placcando un taxi che mi portasse a teatro (Tom Hiddelston che recita Harold Pinter, mica pifferi). C’è l’abbazia, e il parlamento, e il bus a due piani, e pure la cabina del telefono, tutto l’immaginario londinese. E c’è l’attesa, to brexit or not to brexit?

Nel frattempo la povera Theresa ha offerto la sua testa in cambio di un voto favorevole. Sarò influenzata dalla ieratica presenza dell’abbazia, ma io non disdegnerei una bella novena a Santa Rita, la santa degli impossibili, hai visto mai?