Bal-lywood de la Rose

A una settimana di distanza, facciamo finalmente due chiacchiere sulla soirée che apre gli eventi monegaschi di primavera – ma si interrompono mai gli eventi nel Principato? credo di no – il Bal de la Rose, profumatissimo rito laico celebrato quest’anno nella serata di sabato 25 marzo nella Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo. Il direttore artistico Christian Louboutin ha seguito l’indicazione della principessa Caroline scegliendo il tema Bollywood, sulla base della comune passione per l’India. Invero, per come era vestita la famille princière, avrebbe potuto essere anche la festa del carciofo romanesco che in questi giorni anima il Ghetto della nostra capitale. Chiedo venia per l’irriguardosa iperbole, non intendo certo suggerire che la scicchissima Caroline, i suoi 4 figli e rispettivi partner fossero vestiti da carciofari, jamais! Ma balza agli occhi che le loro eleganti mise poco o niente avevano a che fare col pirotecnico stile della Hollywood sul Gange, e lo stesso Louboutin sembrava più un figurante dell’operetta Cin Ci Là.

Assente come da copione Charlène, cui spetta il ballo della Croix Rouge in estate, assente anche Dimitri Rassam – consorte di Charlotte – che evita tutte le volte che può, schierato quasi al completo il ramo Casiraghi-Hannover. Raffinata al limite dell’ascetismo la Princesse Caroline, madrina della serata, in abito midi di paillettes che in movimento sembra una cascata di platino liquido; una creazione Chanel Haute Couture della collezione Autunno Inverno 2012/2013. Evoca l’India? Direi di no – quella collezione si ispirava a modelli vintage – però evoca Karl Lagerfeld, a lungo direttore creativo del Bal de la Rose, grande amico della principessa e creatore di quest’abito. Che forse ha qualcosa che rimanda all’India: i dettagli in un rosa intenso che possiamo fingere di considerare un rose indien, sorta di magenta amatissimo da Hermès.

(Ph: Pascal Le Segretain/Pool/ABACAPRESS.COM)

Se la mise ha una sua eleganza, l’acconciatura non rende un buon servizio a Caroline; tutte quelle ciocche grigie piuttosto che addolcirle i lineamenti la intristiscono rendendola quasi trasandata; però, la meraviglia degli orecchini! Questi quadrifogli multicolori sono opera di Joel A. Rosenthal, noto come JAR, gioielliere americano trapiantato a Parigi, di raffinatezza ed esclusività uniche. Il suo atelier al numero 7 di Place Vendôme non è neanche contrassegnato da una targa, la sua clientela non ne ha bisogno; ogni suo pezzo di gioielleria è unico, perciò in un anno vengono realizzati una settantina di pezzi, non di più .

(Ph: Daniel Cole/POOL/AFP via Getty Images)

Se il tema della serata era Bollywood, figlie e nuore di Caroline hanno portato l’argomento a piacere. Chanel per Charlotte Casiraghi coniugata con l’assente Rassam: abito bianco e rosa chiaro della collezione prêt-à-porter attualmente nelle boutique: su un fourreau corto una tunica in pizzo glitter con bordo di piume, sorretto da spalline sottilissime e quasi sempre scese. Completato da lunghi guanti e borsetta da giorno. Aiutatemi a dire brutto, e pure banalotto, cosa che un abito Chanel, ancorché ready to wear come questo, non dovrebbe essere. Affinità con l’India: boh.

Da Tatiana Santo Domingo, moglie di un Andrea Casiraghi più stropicciato del solito, ci aspettavamo qualcosa di meglio, visto che la sua passione per la moda di ispirazione etnica è tale da essere diventata un lavoro. Invece no, ha scelto Jenny Packham: tunica a mezze maniche con gradi paillettes, alla moda degli anni’70, quando l’India era meta di giovani e artisti. Non proprio Bollywood ma ci dobbiamo accontentare. La piccola di casa, Alexandra di Hannover, accompagnata dall’aitante fidanzato Ben Sylvester Strautmann, è in chiffon nero Giambattista Valli. L’abito è bello e le sta bene, peccato che in India il nero sia il colore del male, dell’oscurità e della negatività. Però la trovo graziosa ed elegante.

(Ph: SC Pool – Corbis/Getty Images)

Last but not least, Beatrice Borromeo. In una mise Dior della collezione Cruise, ispirata all’Andalusia e a suo tempo presentata con una sfilata a Siviglia. L’abito mischia lo chiffon nero a pizzi e ricami d’oro – un’accoppiata talvolta raffinata, più spesso funerea – non c’entra niente col contesto e non le dona neanche particolarmente. Come se non bastasse, la signora Casiraghi si è pure messa una coroncina in testa, sempre Dior, sempre aliena dal contesto. Consentitemi due osservazioni, la prima è che va bene essere testimonial (più o meno) di una maison, e pure così prestigiosa, ma indossarne gli abiti non dovrebbe trasformarsi in un obbligo da osservare sempre e comunque. La seconda riguarda proprio Beatrice: la mia impressione è che sia così concentrata nel giocare alla nuova Grace che a volte esagera, come questa volta. Pure lo strascico no, dai.

Insomma, alla fine mi sento di poter dire che il tema della serata, più che le mise degli ospiti, riguardasse spettacolo, allestimento e mise en place. Dopo lo show in stile Bollywood, gli ospiti si sono scatenati con la musica di Mika (grande amico di Louboutin) che iniziò la sua sfolgorante carriera con un brano intitolato Grace Kelly e ora posa accanto alla figlia di Grace.

Vi segnalo il primo signore a sinistra: è Stéphane Bern, giornalista franco-lussemburghese, uno dei massimi esperti al mondo di famiglie reali e aristocratiche, insignito dell’Ordre des Arts e des Lettres in Francia, dell’Ordre de Grimaldi a Monaco e dell’Order of the British Empire nel Regno Unito. Da tenere sott’occhio, assolutamente.

Royal chic shock e boh

Oggi, domenica 26 marzo, era il giorno stabilito per il primo viaggio all’estero come sovrani di King Charles III e Queen Camilla, e sicuramente avremmo commentato le mise classicamente eleganti della regina e quelle di sicuro più rock della Première Dame. E invece nulla, in un rigurgito similrivoluzionario Parigi è stata messa a ferro e fuoco, Bordeaux (altra tappa prevista dal royal tour) non ne parliamo, per cui i Windsor per ora restano a casa, e il 30 faranno il loro primo viaggio con destinazione la più tranquilla Germania. Per fortuna la settimana che si chiude ha registrato ben due royal tour a fornirci bel materiale; prima però Lady Violet vorrebbe parlare della Principessa di Galles, recente vittima di qualche nostro giudizio piuttosto severo. Ebbene, Catherine in questi giorni ha messo a segno una doppietta di giacche bianche che l’hanno decisamente riportata sul podio.

(Ph: Daniel Leal/Getty Images)

Martedì 21 ha incontrato influenti rappresentanti del mondo bancario e del business per coinvolgerli nel progetto che sostiene con passione: l’attenzione ai bambini nei primissimi anni della loro vita. La sua mise è composta da blazer Alexander McQueen in crêpe bianco, o avorio, o écru, o crema, (i social dibattono accanitamente sul colore della giacca: se bianco si tratta di un capo già indossato, se écru o avorio sarebbe nuovo), pantaloni neri a sigaretta, probabilmente il modello Frida di LK Bennett (ma si discute pure su questo, perché sembrano leggermente diversi da tale modello, già visto sulla principessa) décolleté in camoscio nero Gianvito Rossi – le classiche Gianvito 5, ormai tutte le royal ladies ne hanno almeno un paio – e orecchini Asprey in oro e piccoli brillanti: piccole foglie di quercia a formare dei cerchi. Chic.

Ieri quasi una replica: la visita ad un supermercato della catena Iceland per incontrare il presidente Richard Walker che con la sua fondazione partecipa al progetto per l’infanzia della principessa. Non ci sono foto a figura intera, ma a noi in fondo può bastare: il blazer questa volta è Zara, in un bel tessuto corposo su una semplice tshirt e un paio di jeans. Tutto già visto ma in questa versione Catherine è praticamente perfetta, come Mary Poppins. Chic. Per vedere meglio la mise, qui trovate un video dell’incontro https://www.youtube.com/watch?v=sJ0Ak9kY1Js

(Ph: Eric Mathon/Palais princier)

Prima di partire per l’Africa facciamo una sosta a Montecarlo, dove venerdì i principi sovrani hanno partecipato all’hotel Hermitage alla soirée dedicata ai Monaco Women Forum Awards. Oltre che a premiare le vincitrici, l’uscita è servita a tacitare le voci su una loro separazione, nate da una insinuazione della rivista francese Royauté e rafforzate da alcune fotografie di Charlène a Milano priva di fede nuziale. Venerdì l’anello era al suo posto all’anulare sinistro, e forse la sua presenza ha distratto un po’ l’attenzione dall’abito di jersey paillettato Akris che trasforma la Princesse in un pilastro piombato. Nemmeno gli importanti orecchini di Graff, a cerchio con cascata di diamanti, risollevano il look, né mi sembra che le donino particolarmente. Peccato, shock.

Lunedì la Regina dei Paesi Bassi è volata in Marocco non come sovrana ma nel ruolo che svolge per l’ONU: promuovere la finanza inclusiva e lo sviluppo economico delle aree in difficoltà. All’arrivo Máxima indossa un abito bicolore in cotone e tiene sul braccio un cappotto di cammello, entrambi Max Mara; completano il look uno sciarpone e un paio di sandali con zeppe di corda. Il bizzarro abbigliamento ha una probabile spiegazione nella differenza di temperatura tra partenza e arrivo, nonché nel fatto che la regina non ha viaggiato con un volo di stato ma con una compagnia low cost (la Transavia) portando da sé parte del bagaglio, ma che confusione! Shock.

Per incontrare banchieri e funzionari la scelta è caduta un completo Etro, blusa e lunga gonna in seta con gli stessi sandali e lo stesso soprabito ammassato sotto il braccio. Il completo non è male ma non valorizza la regina, probabilmente anche a causa dei capelli più spettinati e malconci del solito. Magari legarli? Boh.

Altro giorno, altra serie di incontri, altro look made in Italy, stessa sensazione di confusione. Abito Valentino, in una fantasia piuttosto caotica, classica borsa Chanel (la East West Flap Bag) che nell’insieme scompare, terribili sandaletti open toe; un altro shock.

L’ultima mise è qualcosa di totalmente diverso. Il terzo giorno della visita è quello degli appuntamenti formali: la regina ha incontrato il primo ministro Aziz Akhannouch – uno degli uomini più ricchi dell’intero continente africano – membri del Governo, e poi Lalla Meryem, sorella maggiore del re. Per l’occasione Máxima ha scelto un total look color melanzana: completo pantaloni Claes Iversen con camicia abbinata, clutch in tinta – la Moneypenny di Sophie Habsburg – e le immancabili Gianvito 5 di Gianvito Rossi. A lasciare perplessa Lady Violet questa volta è la scelta dei gioielli: una cascata di diamanti. Spilla orecchini e addirittura il collier che fa il paio con la famosa tiara a bandeau. Non sarà troppo? Boh.

Trasferta africana anche per i sovrani belgi, in visita in Sudafrica, con una selezione delle molte mise cambiate da Mathilde, quasi tutte già viste. Mercoledì 22 l’arrivo a Pretoria; la regina si affida a Natan: gonna dal vago sapore etnico e blusa rosso scuro, come le scarpe – le onnipresenti Gianvito 105 di Gianvito Rossi – e una clutch Armani. Forse la gonna si ispira più al folklore settentrionale, ma per l’occasione mi sembra una scelta adeguata, chic.

Scelta meno comprensibile per la cena di stato – dal dress code piuttosto confuso – ospiti del Presidente Ramaphosa e consorte. I signori sono in abito scuro (il re in doppio petto, classico abito da giorno), la first lady in corto di raso piumato con un cappello che rimanda si copricapi tipici del suo Paese, la regina in abito da sera in tulle ricamato Natan, già indossato a una soirée in Lussemburgo. Dai, almeno mettetevi d’accordo, shock.

I sovrani ricambiano l’ospitalità con un concerto jazz dove si esibisce un quartetto di musicisti belgi e sudafricani. Mathilde arriva con una mise firmata Dries Van Noten, stilista belga abitualmente definito “concettuale”, molto interessante ma non facilissimo. La Reine non è nuova alle sue creazioni, ma secondo me le interpreta in modo troppo diligente, senza quel mix di brio e originalità che sarebbe necessari. Insomma, ci vorrebbe un po’ di Máxima, così boh.

Durante questi viaggi non mancano mai visite a istituzioni dedicate all’educazione o impegnate nel sociale. Lasciata Pretoria, raggiunta Johannesburg, i sovrani visitano il sobborgo di Soweto. La Reine a tradimento si presenta con un abbondante abito di Odile Jacobs, stilista belga di origine africana il cui obiettivo è la ricerca di uno stile che sia sintesi tra la tradizione tessile africana e le linee europee. In questo caso non l’ha trovato. Va anche detto che Mathilde ci mette del suo, abbinando scarpette e borsetta da zia della comunicanda e pure in un colore che poco ci azzecca. Stashock. Però il re che sfida il suo equilibrio su uno skateboard è impagabile, quanto il meraviglioso sorriso del bimbo a sinistra, con la maglietta rossa.

Non vi perdete il caffè di domani, che non so a che ora arriverà, ma si occuperà dell’edizione 2023 del Bal de la Rose.

Le foto del giorno – Joyeux anniversaire

Giornata in famiglia per Albert II de Monaco che compie oggi 65 anni. A mezzogiorno, al momento del cambio della guardia davanti al Palais princier, i Carabiniers hanno fatto gli auguri in musica al sovrano, affacciato al balcone con i figli ma senza la moglie.

Il sovrano, che un tempo avrebbe festeggiato con una serie di party selvaggi (e non vado oltre) è apparso come sempre divertito e di buon umore, equipaggiato di una notevole cravatta.

Dopo un pranzo in famiglia, Jacques e Gabriella hanno invitato i genitori a teatro, al Théâtre des Muses, nei pressi del Jardin Exotique, dove Anthéa Sogno, attrice e proprietaria del teatro, ha messo in scena per loro, con la sua compagnia, La sorcière du placard aux balais (la strega dell’armadio delle scope). Un regalo delizioso.

Nuova cravatta originale per Monsieur Le Prince, solito sorriso fragilmente forzato di Charlene – a me sembra sempre che stia per rompersi – mentre i gemelli fanno del loro meglio, più aperta e disinvolta lei, più riservato lui.

Una piccola confessione: io guardo questa famiglia sempre con un misto di simpatia e apprensione; il matrimonio dei sovrani mi è sembrato sempre un po’ improbabile, lui è un papà affettuoso ma francamente troppo agé e i bambini non appaiono sempre a loro agio. Però Albert è stato il Principe Azzurro dei miei tempi, bello, biondo, sportivo e pure timido, perciò per lui avrò sempre un debole. Nonostante la stempiatura, la pancetta e quell’orlo ai pantaloni ormai diventato un suo marchio di fabbrica. E tanti auguri.

Le foto del giorno – Evviva Santa Devota!

Sono giorni di festa nel Principato, due giorni fa il compleanno di Charlène, ieri la vigilia e oggi la festa della patrona Sainte Dévote (Santa Devota in lingua monegasca, che poi è un dialetto ligure).

La sera del 26 iniziano le cerimonie in onore della santa, fanciulla còrsa martirizzata durante la persecuzione di Diocleziano il cui corpo arrivò miracolosamente sulle sponde di quello che sarebbe diventato il Principato di Monaco. Quest’anno c’erano pure dei droni che per alcuni minuti hanno illuminato il cielo della notte monegasca con i simboli della festa.

Il cui momento clou è senz’altro quello istituito il 26 gennaio 1924 dal Principe Louis II, bisnonno dell’attuale sovrano: per la prima volta sul sagrato della chiesa fu incendiata una barca in ricordo di un episodio che si fa risalire addirittura al 1070, quando un pirata tentò di rubare le spoglie della santa; fallito il tentativo la sua barca data fu data alle fiamme sulla spiaggia.

Nuovamente positivo al covid il sovrano, Albert II, maestra delle cerimonie quest’anno è stata la Princesse Charlène, e va detto che se l’è cavata piuttosto bene, potendo contare solo sul supporto di Mélanie-Antoinette Costello de Massy (la signora col cappotto magenta), figlia della baronessa Elizabeth Anne de Massy, prima cugina di Albert, dunque non un rappresentante di primissimo piano della famille princière. Ma un validissimo aiuto è arrivato dai gemelli Jacques e Gabriella, carini educati e affettuosissimi.

Questa mattina la messa in cattedrale, cui la Princesse ha partecipato da sola, raggiunta dai figli al momento di affacciarsi al balcone di Palazzo per il passaggio della processione e il saluto ai monegaschi, e qui sorpresa! Si è affacciato anche Albert, leggermente discosto dalla famigliola e opportunamente dotato di mascherina. Le loro espressioni sono quelle allegre cui ci hanno abituati in questi anni ma insomma, tutto sommato meglio di altre volte.

Nel frattempo i signori Wittstock, genitori di Charlène, hanno annunciato di volersi trasferire dal Sudafrica al Principato, dove già risiede il figlio Gareth, per essere più vicini alla figlia e ai nipotini. Caro Albert, sei circondato!

Breaking News! – Il rieccolo

Lady Violet non è impazzita (almeno non credo) e non ha deciso di trasformare questo frivolo blog in serioso foglio politico, per cui il titolo il rieccolo si ispira ovviamente all’immortale definizione che Montanelli diede di Fanfani ma la similitudine finisce qui.

Ora dite la verità, quante volte pensando all’imminente compleanno dell’amato bene o di qualcuno a voi vicino, per cui avreste dovuto inventarvi qualcosa, avete detto fra voi e voi se ci penso mi viene la febbre? Ecco, Albert de Monaco vi (ci) ha battuti; oggi la moglie Charlène compie 45 anni? E lui ha esagerato, invece della febbre si è fatto venire direttamente il covid. Ancora.

Scherzi a parte, il Principe è di nuovo positivo, per la terza volta in tre anni. Il Palazzo assicura che Albert è totalmente asintomatico e la sua salute non desta la minima preoccupazione. Il sovrano si attiene scrupolosamente al protocollo sanitario del Principato, è in isolamento e continua a lavorare da remoto, in contatto costante col Governo e i più stretti collaboratori.

Charlène questa sera sarà indecisa; pizza a domicilio o fiumi di champagne per i fatti suoi al Louis XV, il ristorante stellatissimo di Alain Ducasse all’interno dell’Hôtel de Paris? Ai beneinformati l’ardua risposta, al Principe gli auguri per una rapida negatività.

December chic shock e boh (parte prima)

Fine d’anno col botto (ma senza botti) e l’analisi delle mise di dicembre, mese ricchissimo di eventi royal. D’altronde quando arriva Natale le occasioni per celebrare e festeggiare non mancano.

Monaco

(Ph: Eric Mathon /Palais Princier)

Si parte dal Principato, dove venerdì 9 Charlène ha presenziato al Bal de Noël della Fondazione che potta il suo nome. Tema della serata era Italia chic; nonostante ciò, la Princesse non ha onorato la moda italiana, preferendo un abito Carolina Herrera completato da un soprabito Akris. Gesto poco diplomatico, ma scelta efficace.

L’abito di tulle blu notte percorso da un getto di cristalli che parte dal fianco non solo mi sembra molto bello, ma anche une delle sue mise migliori, un modello in grado di evidenziare la semplicità quasi monacale del suo aspetto – capelli cortissimi e chiarissimi, pelle diafana, trucco lunare – senza soverchiarlo. E questa volta mi piace persino il soprabito. Chic.

Sempre blu la scelta per madre e figlia, che il 14 hanno consegnato doni natalizi ai bambini del Principato nel cortile di Palazzo, trasformato in una bizzarra banchina polare. Per la piccola Gabriella un cappotto orsetto di Emporio Armani, uno dei pochi casi in cui chi lo indossa non sembra l’orso Yogi; per Charlène una mantella aperta sui lati, uno di quei modelli che tanto le piacciono, ma che la rendono metà Lucignolo metà Star Trek. Boh.

Svezia

Saliamo verso il grande nord, terra fiabesca di creature fatate. E per uno degli eventi più importanti dell’anno – la consegna dei Premi Nobel, mica pifferi – le principesse svedesi hanno deciso di vestirsi come le protagoniste di una storia per bambini. La futura regina Victoria si lancia in una delle combo più diaboliche: rosa e celeste, abbinata protagonista di varie espressioni volte a sottolinearne l’improbabile eleganza.

(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)

Dunque svolge la fascia celeste dell’ordine dei Serafini, la più importante del Paese, su un abito rosa bubble gum della stilista svedese Camilla Thulin, corredata dalla versione celeste della pochette Knot di Bottega Veneta, amatissima e popolarissima tra le royal ladies di ogni latitudine. Per somma di sventura anche l’ordine familiare di Re Carl Gustav è montato su nastro celeste, e finisce per accentuare l’effetto Barbie. Peccato perché l’abito, realizzato artigianalmente, ha una bella costruzione e dona molto alla sua bella figura. E la tiara a sei bottoni è mozzafiato. Boh.

(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)

La cognata Sofia, che è una principessa vera ancorché acquisita, ha evidentemente deciso di ispirarsi a una principessa inventata, e capelli a parte s’è vestita da Elsa. O da fata dei ghiacci. Abito color ghiaccio (di Ida Lanto) con decorazioni color ghiaccio, sotto occhi azzurro ghiaccio. Cui si aggiunge la tiara, dono di nozze dei suoceri, evidentemente dotata di set di pietre diverse da alternare; dopo gli smeraldi e le perle oggi è la volta delle acquamarine. Color ghiaccio pure quelle.

Darling please, in un’occasione di questa importanza lascia perdere le ciocche svolazzanti (ma se ti ha scapigliata Carl Philip ti perdono, beatattè). Shock.

(Ph: Jonathan Nackstrand/Getty Images)

Concludiamo con la prima signora del regno, la regina Silvia, donna di regale bellezza dallo stile altalenante, a volte chic a volte no. Stavolta no. La superba parure napoleonica di ametiste, come potrete immaginare al vertice delle mie preferenze, è sostenuta da un abito in pizzo viola con sovragonna di taffeta. Sorry, shock.

Norvegia

Sabato 10 è stata la giornata dedicata ai Premi Nobel anche ad Oslo (la Norvegia assegna quelli per la pace), consegnati quest’anno a un attivista bielorusso, un’associazione ucraina e una russa, tutti al lavoro per la coabitazione pacifica nell’area. La cerimonia norvegese prevede che i reali non presentino i premi ma assistano solo, dunque è sempre meno sontuosa della svedese: consegna del riconoscimento nel municipio della capitale e banchetto serale. Signore in abito da giorno al mattino: per la regina Sonja tailleur blu (mi dispiace non so definirlo meglio, in ogni fotografia ha una sfumatura diversa) con pillbox in tinta e accessori neri. E la capacità di non sembrare vestita da hostess. Mette-Marit in rosso, cappottino firmato Catherine Walker e bandeau (JT Milinery) rosso natale, bellissimi. Chic + chic.

Per la sera la principessa ereditaria continua col rosso, ma sceglie un modello di autore sconosciuto che non le dona affatto ela trasforma in un giunonico pacco natalizio. Shock. La regina invece punta sul bianco, linea semplice e attenzione irresistibilmente attirata dai tre fili di smeraldi.

Per avere un’idea migliore della sua mise vi posto un suo ritratto ufficiale: la cinta dell’abito è diversa ma il look è quello: semplice, chic.

Svezia, di nuovo

(Ph: Clement Morin/Nobelstiftelsen)

Decisa sterzata verso la modernità delle royal ladies svedesi la sera seguente, domenica 11, alla cena di gala offerta dai sovrani in onore dei Premi Nobel degli ultimi tre anni, compresi i vincitori del 2020 e 2021, cui la pandemia aveva impedito di festeggiare con adeguata solennità. Ho scelto la foto dei premiati del 2021, col nostro professor Parisi in prima fila, tra il Re e il principe Carl Philip, in perfetta versione scienzato distratto, col frac evidentemente preso a prestito dal capocameriere del caffè Greco, peccato che non sia la sua taglia.

Mi piace moltissimo la flamboyante Silvia in lamé arancione riciclato, che riesce a distogliere l’attenzione perfino dall’orlo dei pantaloni del marito. L’aiutano a splendere i 500 e passa diamanti della tiara a nove punte della Regina Sofia, che la sovrana ama e indossa spesso proprio per i Nobel, per tacere dei diamantoni al collo. Non mi fa impazzire la menaudière a forma di conchiglia, ma la perfezione non è di questa terra. Chic.

Ricicla anche Victoria: l’abito Elie Saab è visto e rivisto ma sempre bellissimo, e in un colore che è tornato di gran moda. In testa la futura regina porta la tiara dalla forma di un serto d’alloro che ha ereditato dalla principessa Lilian, moglie del prozio Bertil e amata come una nonna (se avete voglia di romanticismo andate a leggere la loro storia d’amore Bertil e Lilian, omnia vincit amor). Favoloso il collier di smeraldi, favoloso il sorriso, favolosa lei, chic.

Incredibile dictu mi piace anche Sofia, che per una volta non è vestita da bambolina. Per lei un originale abito dégradé dal mandarino al bianco della stilista Lilli Jahilo il cui nome è tutto un programma, è il modello Maxima! Come sempre sul capo di Sofia c’è la tiara nuziale, questa volta con le perle (avrei osato gli smeraldi) in mano la Knot Bottega Veneta in bianco, ve l’ho detto che ce l’hanno tutte! Poi certo lei non sembra convintissima, e il colore non le dona particolarmente, insomma boh.

Liechtenstein

Proprio perché siamo a Natale sono uscite anche delle foto della first lady del Liechtenstein, Sophie, mogie del reggente Alois e prima donna del Principato dalla morte della suocera. Nata principessa e duchessa in Baviera, anche Sophie segue spesso lo stile Burda ma essendo bella e dotata di naturale eleganza fa sempre la sua figura. La vediamo impegnata in un’attività non particolarmente mondana ma tipica del periodo: la visita agli ospito di residenze per anziani.

Voi come la preferite, in pullover rosso e gonna a fantasia etnica, o in blazer grigio su pantaloni neri e camicia a piccoli disegni? Io francamente boh, ma mise a parte lei mi piace molto. E se come si vocifera si è fidanzata Marie Caroline, unica femmina dei suoi quattro figli, forse l’anno nuovo ce la mostrerà negli eleganti abiti di madre della sposa, non ci resta che attendere.

Questa la prima parte, il resto nell’anno nuovo. Ci ritroviamo nel 2023!

Il caffè del lunedì – It’s a girl!

Prima è arrivato il baby shower, che sarebbe un party pre nascita dove le amiche della puerpera la salutano portando regali per il nascituro, forse un po’ abusato cinematograficamente ma con l’indubbio vantaggio di non disturbare nelle prime settimane la neomamma col pupo. Ora, proveniente da non so dove, è giunto sulle rive del Mediterraneo il gender reveal cioè una sorta di happening dove il genere del bebè in arrivo viene rumorosamente rivelato. Se il baby shower è sicuramente di provenienza USA da dove venga questa nuova moda mi è ignoto, dato che il cattivo gusto è più diffuso della cellulite. Attenzione, per gender reveal non si intende un piccolo garbato ricevimento, dove magari alle persone invitate venga a un certo punto offerto un pasticcino con glassa azzurra o rosa. Il web è percorso da immagini di fuochi d’artificio, aerei che fanno acrobazie sputando fumo, accensione di luminarie sul palazzo dove vivono i futuri genitori precedute da un conto alla rovescia come quello per l’albero di Natale al Rockfeller Center. Addirittura in Brasile è stato versato del colorante in un fiume, genialata finita con gli autori denunciati per il danno ambientale.

Ora è il turno di Monsieur e Madame Ducruet: su Instagram hanno postato un breve filmato dove si vede un gruppetto di persone riunite all’esterno di una casa, deliziato dall’arrivo del cane della coppia, l’incolpevole Pancake che corre con dei palloncini legati al collare.

La notizia è dunque che a Montecarlo sta arrivando una bambina, una compagna di giochi da femmine per India Casiraghi, unica bimba tra i nipotini di Caroline che al momento, e ancora per poco, è l’unica dei tre figli di Rainier e Grace ad essere già nonna.

La futura grand-mère Stephanie mi sembra leggermente perplessa, ma credo che le passerà presto, avendone viste di ogni. Ora aspettiamo il nome!

Breaking News! La risposta è sì.

Sabato, guardando le forme arrotondate di Marie Chevallier, ci chiedevamo se la nuora di Stéphanie de Monaco, moglie del figlio Louis Ducruet, fosse in dolce attesa.

La risposta è sì, e l’annuncio arriva dai diretti interessati su Instagram. La principessa ribelle diventerà nonna per la prima volta, e immagino ne sarà felicissima. Il bebè sarà anche l’ottavo pronipotino di Grace, che avrebbe tanto voluto diventare nonna a sua volta ma non fece in tempo. La vita che continua e si rinnova porta con sé gioia e una grande allegria, e il 2023 preannuncia veramente bene, avremo parecchio da chiacchierare!

Intanto auguri ai futuri genitori, in particolare a Louis, che sabato compirà 30 anni (anche se ne dimostra la metà!).

Le foto del giorno – Happy Halloween!

Qualche anno – o decennio – fa Halloween aveva preso piede anche qui, e le nipoti di Lady Violet, che oggi hanno 30 e 24 anni, festeggiavano assai convinte. Poi l’entusiasmo è andato scemando, forse perché non essendo una tradizione particolarmente sentita da noi la vendita dei prodotti correlati non ha dato i risultati sperati, per cui si è preferito concentrarsi direttamente sul Natale. A noi rimane l’omaggio ai defunti nei cimiteri – appuntamento dolce e doloroso, che io manco quasi tutti gli anni – e qualche piatto a base di melagrana, mentre Halloween resta un’occasione divertente per i bambini e per gli amanti delle feste tout-court mentre lentamente se ne torna sull’altra costa dell’Atlantico. Infatti il materiale fotografico odierno ci viene gentilmente fornito da quei royals che hanno un rapporto più o meno stretto con gli USA.

A partire dal Principato di Monaco, il cui Principe Regnante è figlio dell’americana Grace Kelly. La sua consorte Charlène è sudafricana, e francamente non saprei quanto la festa dei morti sia popolare in quel Paese, ma la Princesse, nonostante il malfunzionamento di Instagram, è riuscita a postare una foto dei suoi gemelli in perfetto costume halloweenesco: Jacques è un vampiro stile Dracula, Gabriella una streghetta/zucca, la versione di femminile di Jack O’Lantern. Li trovo francamente adorabili.

Dalla Florida dove vive con la famiglia si fa viva anche Madeleine di Svezia, che non manca mai questo appuntamento. Deliziosa la minore dei suoi figli, Adrienne, vestita da unicorno; impeccabile la streghetta Leonore, mentre Nicolas sceglie la tenuta da Top Gun (negli USA Halloween è un po’ come il nostro carnevale, dunque le maschere non i limitano al mondo horror). Se i bambini non sono particolarmente spaventosi, ecco intervenire i genitori, abbigliati probabilmente da hippy. Orrore puro.

E i royals americani per eccellenza, i Mountbatten-Windsor? A Montecito tutto tace, né news né foto; se dovesse sbucare qualcosa aggiorneremo.

40 anni senza Grace

Il 14 settembre 1982 Grace de Monaco muore per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto il giorno prima sulla stada tra Monaco e La Turbie; la principessa stava tornando nel Principato con la figlia Stéphanie. Dato che i social non c’erano ancora ma gli stupidi sì, anche all’epoca girarono voci di complotto, o verità innominabili: la principessa stava litigando furiosamente con la figlia, o sarebbe stata adririttura Stéphanie, diciassettenne senza patente, a guidare.

(Ph: Italo Bazzoli/Archives du Palais princier)

Molti lettori di questo blog non erano nati, o erano così piccoli da non ricordare l’impatto che quella morte inattesa ebbe. Una fine così repentina a un’età ancora giovane (Grace avrebbe compiuto 53 anni due mesi dopo) chiudeva una vita autenticamente straordinaria. La ricca ragazza di Philadelphia – il padre Jack, olimpionico di origine irlandese, aveva fatto i soldi col mattone – va a Hollywood e in pochi anni diventa la musa di Hitchcock, gira pochi film (ma qualcuno fa la storia del cinema) e vince un Oscar. Poi conosce un principe e lo sposa, sedendosi con lui sul trono del regno più piccolo del mondo. Che lei contribuisce a far diventare ricchissimo grazie all’arrivo di capitali da oltreoceano, e superglam grazie alla sua affascinante presenza e al suo tocco quasi magico. All’epoca Lello Bersani, celebre giornalista esperto di cinema disse: un’attrice non può volere di più, una donna non può volere di più. Forse avrebbe voluto solo stare ancora accanto ai suoi figli, conoscere i suoi nipoti. Mentre piangiamo la scomparsa di una grande sovrana, un piccolo ricordo va anche a lei, Sua Maestà la Grazia.

Qui trovate alcuni post che Lady Violet le ha dedicato Grace, il cigno (parte prima) Grace, il cigno (parte seconda) lo Scorpio Ball Ladycameron giorno 2 – I mughetti di Grace