La bionda Elisabeth un giorno siederà sul trono belga; al momento sta seguendo l’addestramento militare, cadetta tra i cadetti, fase iniziale del suo percorso di formazione da futura monarca.

La primogenita di Philippe e Mathilde ha compiuto 18 anni lo scorso 25 ottobre, e da quella data avrebbe dovuto ricevere l’appannaggio personale, ammontante alla discreta cifra di 2500 euro al giorno. I genitori hanno però deciso di rinunciarvi, rimandandolo a quando la fanciulla avrà concluso la sua istruzione, o almeno a quando rappresenterà attivamente la corona. Che sembra una scelta quanto mai opportuna, soprattutto in periodi di crisi generalizzata come quello che si sta attraversando.
La notizia è tornata d’attualità da un paio di giorni, a causa di quanto accaduto nei vicini Paesi Bassi. Il 15 infatti all’Aja si è celebrato il Prinsjesdag, cioè la solenne apertura del Parlamento olandese alla presenza dei sovrani. In questa occasione è stato reso noto che l’erede al trono Principessa d’Orange, Catharina-Amalia, inizierà a partecipare ad eventi pubblici a partire dal giorno del diciottesimo compleanno. Da quella data, il 7 dicembre 2021, riceverà anche il suo appannaggio: per i 25 giorni del 2021 da maggiorenne riceverà la somma di 110.000 euro, 4.400 al giorno. La cifra messa in bilancio per il 2022 sarà resa nota durante il Prinsjesdag dell’anno prossimo, ma si stima che supererà il milione e mezzo di euro. Pur considerando il fatto che una sostanziosa parte sarà dedicata a spese e stipendio dello staff, è comunque una somma molto alta per i pochi incarichi che la giovane principessa potrà sostenere quando è ancora impegnata negli studi.

E in effetti è una cifra molto alta anche in relazione alle altre monarchie; considerate che quella spagnola costa annualmente meno di otto milioni di euro. Ora capite perché Letizia veste spesso Zara, o ricicla?





Nel generale deserto di eventi royal, conseguenza inevitabile della pandemia, a salvare noi royalwatchers per fortuna ci sono loro, le regine consorti del BeNe(senza)Lux, alte e bionde come due valchirie, fiamminghe e fiammeggianti. Sarà grazie all’età -entrambe sotto i 50 – saranno le condizioni sanitarie o le decisioni politiche dei loro Paesi, Máxima e Mathilde sono non solo tra le royal ladies più attive, ma soprattutto tra le più visibili.
Arancio anche per Mathilde dei Belgi, che giovedì ha visitato Gediflora nel villaggio fiammingo di Oostnieuwkerke, dove ha incontrato donne imprenditrici nella floricoltura. Per lei un completo pantaloni in seta del fido Natan completato da sandali a tacco alto verde oliva – non la scelta più azzeccata, vista la pioggia – clutch rosa cipria con fantasia astratta. Col colpo di teatro dell’accessorio più cool del momento: la mascherina in seta en pendant col completo. Proprio quella che sta cercando Lady Violet! La Reine farà scuola, diventando l’icona fashion-pop del momento? Vedremo.
Anzi – con tutto il rispetto – ha fatto di più, perché si è messa lei stessa in cucina e ha preparato questi dolcetti di cui si dichiara ghiotta.
Si chiamano alfajores al dulce de leche e si tratta in pratica di una coppia di biscotti, farciti col classico dulce de leche argentino e poi rotolati nel cocco. 
Solo Máxima invece può festeggiare in monospalla di lamé bronzo, lunghi orecchini (di diamanti?) spettinata il giusto e col vassoio in mano.
Una festa nata alla fine dell’Ottocento quando la bisnonna del sovrano, Wilhelmina, era solo una bambina ma anche l’unica figlia del re. Quando toccò a lei sedere sul trono, quella che era nata come una festa dedicata ai più piccoli divenne il giorno in cui tutta la nazione si univa nel fare gli auguri alla regina, e tale rimase con le due sovrane che le successero, Juliana e Beatrix, nonna e madre di Willem-Alexander. La data originaria – il 31 agosto, compleanno di Wilhelmina – fu anticipata al 30 aprile, compleanno di Juliana, e mantenuta anche durante il regno di Beatrix, nata in gennaio, mese che mal si presta a festa di piazza. È il giorno dell’orgoglio Orange, pieno di musica, allegria e mercatini, che per una volta non hanno bisogno di autorizzazione.
Il sovrano solitamente celebra visitando una o due città, invece quest’anno Willem-Alexander è stato costretto a rimanere a casa, ma non gli sarà dispiaciuto troppo, contornato com’è dalle quattro donne della sua vita, belle bionde (una in effetti è rossa) colorate e molto, molto alte. Dunque festa a casa, il
Il festeggiamento domestico ci dà l’occasione di sbirciare nel palazzo, ristrutturato lo scorso anno, i cui interni sono senza dubbio sbalorditivi – qualunque senso vogliate dare all’aggettivo – costati un’altrettanto sbalorditiva cifra: 63 milioni di euro.
Una magione che Lady Violet invidia senz’altro meno di quel glicine.
Nel marzo 1985, sul trono da quasi cinque anni, la prima visita ufficiale in Italia, che era già metà delle vacanze estive (la famiglia reale olandese ha posseduto per quarant’anni una villa all’Argentario, L’elefante felice). Il royal tour, previsto te anni prima, era stato rinviato per le condizioni del Principe Consorte Claus, tormentato a lungo dalla depressione. Quella sera di marzo i problemi di salute di Claus probabilmente sembravano superati, e lontanissima era la tragedia del secondo figlio Friso, che morirà dopo molti mesi di coma per le conseguenze di un incidente sugli sci. Quella sera di marzo la Regina, con un abito in pizzo tipicamente anni ’80, sul capo l’Antique Pearl Tiara, poté godersi lo splendore del Quirinale, l’affabilità del Presidente Pertini e un menu che comprendeva consommé, vol-au-vent, filetto di pesce San Pietro, lombatina di vitello e semifreddo alle fragole. Tra gli invitati naturalmente c’era Gianni Agnelli. E pure Prodi.
Non ha fatto in tempo a rientrare in patria che eccola nel palazzo reale di Amsterdam a fianco di marito e suocera partecipare alla consegna del Praemium Erasmianum assegnato al musicista statunitense John Adams. Temendo probabilmente di passare inosservata la pirotecnica Máxima ha scelto un abito di Claes Iversen cui non manca nulla: colour block, borchie, passamaneria e pure le frange di marabù. Ammirevole però il dettaglio che righe e fasce dell’abito siano così elegantemente allineate agli stucchi della parete di fondo. Come la matematica, neanche la geometria è un’opinione.
L’apertura di diritto spetta a Máxima, regina della formalità informale, che in visita all’organizzazione MIND viene accolta da queste due deliziose pupe bionde. Interpretando la “traduzione italiana” di google translator, che è leggermente più incomprensibile della versione originale in fiammingo, sul cartello che reggono le bimbe c’è scritto: Cara Regina, non vediamo l’oro di fare una foto con te, vuoi venire qui da noi? E secondo voi Máxima poteva dire di no? Paludata in abbondante tweed, la regina non si sottrae, ma quel che fa la differenza nel suo caso più che il gesto è il sorriso. Irresistibile.
Oggi il principe Emmanuel, terzogenito dei sovrani belgi (dunque uno dei dodici nipoti di Paola Ruffo di Calabria) compie 14 anni, e ringrazia con questa foto quanti hanno voluto fargli gli auguri sui social. Piuttosto timido, il ragazzino che frequenta una scuola adatta alla dislessia di cui soffre, in questa versione è più simpatico e spigliato del solito, e la scelta insolita e raffinata del sax ce lo rende piuttosto interessante. Un principe rock, anzi jazz.
Ormai è un classico, prima o poi al sovrano del terzo millennio tocca un giro in metropolitana. Non si sottrae Margrethe di Danimarca, che domenica scorsa ha inaugurato l’M3 Cityringen a Copenaghen, ed è apparsa piuttosto a suo agio, sicuramente più di chi l’accompagnava. Noblesse oblige.
Restiamo in Danimarca, ma dalla capitale ci spostiamo a Roskilde. È un tragitto breve, l’ho fatto anch’io tanti anni fa; la città che è stata capitale fino alla metà del ‘Quattrocento è nota per la cattedrale dove vengono sepolti i sovrani e per un magnifico museo delle navi vichinghe. Sorge sul mare, sul fiordo omonimo, e si è appena dotata di un nuovo ponte, intitolato alla Principessa Ereditaria Mary. Che naturalmente è giunta per l’inaugurazione, très chic in blu notte con abito rosso a contrasto (ma en pendant col nastro da tagliare, che la futura Regina Consorte non è proprio il tipo da lasciare le cose al caso). Un improvvido colpo di vento ha cercato di rubarle il cappellino (di Jane Taylor) dalla linea particolarmente aerodinamica – ah, quei belli spilloni di una volta! – ma lei l’ha prontamente riacchiappato e se l’è riposizionato sul capino. Ops!
Concludiamo la rassegna con Los Reyes oggi in visita a Orihuela, nella regione di Alicante, di recente colpita da un’inondazione. Qui potete scegliere tra Letizia, costretta ad accogliere amabilmente tra le braccia un’innocente e assai perplessa creatura.
Felipe brancicato da una fan, che lo ha pure omaggiato di un ritratto fatto da lei stessa, I presume.
O impegnato a raccattare da terra la bandiera – la bandiera! – malauguratamente sfuggita dalle mani di uno degli astanti. Cui in altri tempi sarebbe sfuggita altrettanto rapidamente anche la vita, complice il boia del re. ¡Que papelón!
La signora in nero – che qualcuno avrà riconosciuto dal cappello, nello stile che le è tipico – è Beatrix, già Regina e dopo l’abdicazione Principessa dei Paesi Bassi. Il signore in mimetica che l’accompagna è il Principe di Galles. La fotografia è stata scattata sabato scorso, durante la celebrazione della battaglia di Arnhem, combattuta 75 anni fa.
Oggi, terzo martedì di settembre, in Olanda si celebra il P
Il dress code richiede morning suit per gli uomini e lungo da giorno con cappello per le signore, una combinazione non scevra da pericoli; la Regina Máxima quest’anno si è data al burgundy, optando patriotticamente per un abito del couturier olandese Jan Taminiau; un abito a colonna in crêpe di lana con rischiosissima scollatura a cuore, appena celata da un coprispalle/mantellina pietrificato.
Che sarebbe ancora accettabile, se non fosse per quel cappellino in velluto a forma di fungo, di Philippe Treacy da cui piovono i capelli sciolti.
E benché io sia notoriamente una grande sostenitrice dei guanti, questo poco formale modello al polso a corredo di questa mise non mi convince per niente .
Quasi meglio la cognata Laurentien – moglie del principe Constantijn, fratello minore del re – donna piena di charme ma dal gusto un po’ claudicante. Oggi tutta in rosa cipria, come avrebbe detto mia madre, nell’insieme fa figura.
Alla fine della cerimonia tradizionale saluto alla folla entusiasta – perché questa è una delle giornate dell’orgoglio Orange – dal balcone del Palazzo Noordeinde.