La fotografia di oggi non può essere che questa: la futura sposa Beatrice di York è in Pakistan per una breve vacanza a base di elisci nella Kaghan Valley. Nel weekend è stata ospite del Presidente Arif Alvi nella doppia veste di membro della Royal Family e di Vice President, Partnerships & Strategy di Afiniti, una società che si occupa di intelligenza artificiale, e prima di imbarcarsi su un elicottero per andare a sciare c’è stato tempo per un summit con altri ospiti di livello.
Alla sua destra c’è il Primo Ministro del Pakistan Imran Khan, alla sua sinistra il manager TIM Federico Rigoni, poi c’è Zia Chishti, patron di Afiniti, che è americano di origini pakistane, e accanto a lui Matteo Renzi; presente anche un altro ex premier, lo spagnolo José María Aznar, seduto di fronte a lei.
Giornali, anche e soprattutto nostrani, scatenati alla ricerca di indizi politico-affaristici celati dall’incontro; noi che in questo blog non ci occupiamo di politica ci limitiamo ad alcune riflessioni: 1) Beatrice è l’unica signora in un gruppo di uomini, che scommetto si considerano tutti maschi alfa; 2) evidentemente nel suo lavoro è stimata, non è escluso che la sua origine l’abbia aiutata, ma anche lei deve averci messo del suo; 3) vuoi vedere che davvero l’uscita di scena dei Sussex comporterà un suo ruolo di primo piano nelle attività della Royal Family? 4) elisci? accidenti! una vera wonder woman.
Nel senso che lei sembrava Pocahontas e lui Daniel Dravot, il personaggio interpretato da Sean Connery (poi non dite che Lady Violet non è generosa) nel film L’uomo che volle farsi re. A dire il vero, appena arrivati all’aeroporto di Chitral, anche la bella duchessa è stata incoronata col chitrali, il cappello tipico della zona, poi sostituito con l’acconciatura pennuta.
Lei, in Jenny Packman verde bottiglia di linea orientaleggiante, nonostante la quantità di pietrame sul vestito ha rischiato seriamente di scomparire davanti al marito, abbigliato col più classico sherwani, in un colore che nelle cronache è definito nero, ma in foto sembra ottanio (e sarebbe pure meglio). Lo trovo sublime, molto più chic del solito.
La presenza della palandrana (e l’altezza del duca, I presume) ha reso un po’ poco plastico lo sbarco dal mezzo, che il driver ha seguito con aria di perplessa sufficienza.
Al momento dei saluti ha incenerito William con lo sguardo: non è che il pennellone si vuol portare il tuk tuk a casa, e piazzarlo tra le carrozze di nonna?