Mini royal chic shock e boh – Royal Family, more or less

Come annunciato sto preparando il post sulle mise sfoggiate al giubileo d’oro di Carl XVI Gustaf di Svezia, ma poiché ci vuole un po’ più tempo del previsto accolgo l’invito ricevuto da alcuni di voi, di esprimermi sulle toilettes sfoggiate da signore legate alla Royal Family.

DA YORK…

(Ph: Mike Marsland/ Getty Images)

Giovedì sera the place to be a Londra era il Royal Drury Lane, storico teatro del West End, per l’evento Vogue World: London. Accompagnata dal marito Edo Mapelli Mozzi – in versione 007, con un tuxedo bianco portato con onore – Beatrice di York è arrivata con un originale cape dress a fiori con drappeggio sul busto. La trovo deliziosa. L’abito non mi convince fino in fondo ma mi piace molto il modo in cui lo indossa, amo trucco e parrucco, e perfino i guanti. E mi piace moltissimo il ricordo della nonna; l’abito è di Richard Queen, il giovane stilista britannico che fu premiato da The Queen che assistette anche alla sua sfilata, durante la London Fashion Week del 2018, ricordate? (2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto). Per me davvero chic.

(Ph:Yui Mok/PA/ Getty Images)

Con sorella e cognato, ma senza marito, c’era anche Eugenie di York, in total look Fendi, creato per lei da Kim Jones. La principessa, che è diventata mamma per la seconda volta a fine maggio, ha un viso splendido, ancora più del solito. Però la scelta dell’abito non è felicissima e quel modello non è per niente facile da portare (anche se francamente poteva andare pure peggio), personalmente ho due obiezioni: il raso lucido è sempre un rischio, e in generale – parlo per esperienza personale – chi ha una figura morbida sta meglio con linee pulite. Le cose che non hanno forma peggiorano quella di chi le indossa e spesso rendono difficile anche camminare con eleganza (ma pure senza); peccato perché il colore le sta d’incanto.

Pazzesche le scarpe, in tulle ricamato con strass argento e cristalli che formano la doppia F della maison, caratterizzate dal tacco scultura in palladio a forma di F rovesciata. Ma siamo sicuri che regge? Boh, io sarei terrorizzata.

…AL SUSSEX

Intanto a Düsseldorf si sono svolti, e sono pure finiti, gli Invictus Games, che a quanto ho visto sono stati un grande successo generale, e uno personale per i Duchi di Sussex. Meghan, probabilmente memore delle critiche ricevute nella precedente edizione, ha agito di conseguenza e dato preferenza allo street fashion, pur senza lasciare nell’armadio proprio tutti le grandi firme. Il primo giorno, appena arrivata, ha scelto un vestitino nero Banana Republic, accessoriato con le amate décolleté Aquazzurra, e una cintura intrecciata di Bottega Veneta. La mise le sta bene e le dà pure un po’ quell’aria da istitutrice perfida che ha una sua letteratura, non solo nella moda. Chic.

(Ph: Tim Rooke/PA)

La cosa che ho amato di mento, ve l’ho già accennato, sono gli shorts, che la duchessa indossa abbastanza spesso. Trovo quest’insieme terribile, e pure un po’ furbetto fintopovero: sulla tutina Zara Meghan indossa un blazer Céline, mentre le ciabattine sono le Tribute di YSL . Senza fare paragoni improbabili, gli shorts stavano bene alla povera Diana, con quelle gambe, e comunque anche lei li portava per andare al mare. Così a me proprio non piacciono, men che meno con le ciabatte, ancorché firmatissime. Shock.

(Ph: Getty Images/PA)

Altro modello usato spesso di recente, e non solo agli Invictus Games, sono questi abiti a tubo, che mi sembrano assai poco donanti. Questo è di Cult Gaia – brand con sede in Florida specializzato in abiti e accessori gettonatissimi nella stagione più calda – in un colore che sul sito viene definito seamoss, che sarebbe un’alga, non esattamente il mio genere, diciamo. Interessante la lavorazione a intaglio, peccato che il tessuto sia puro polyestere, e mi fa venire caldo da qua. Tra l’altro l’abito per come è mostrato sul sito arriva pochi centimetri al di sopra delle caviglie; su Meghan in alcune foto è più lungo in altre meno, per cui probabilmente muovendosi o sedendosi risale. Boh.

(Ph: Karwai Tang/Getty Images)

Per l’ultima mise ci vuole una premessa: più invecchio più mi trovo a dare ragione a mia madre, scomparsa da 15 anni. Non sempre eh, ma più spesso di quanto avrei pensato. Ecco, mia madre, appassionata sostenitrice del beige, questa mise l’avrebbe amata. Io proprio amarla magari no, non porto il beige che è il colore che mi sta peggio (l’incarnato devo averlo preso da mio padre) però lo trovo davvero elegante. Mi piace molto l’idea dell’insieme trench+pantaloni in seta crêpe de chine di Cuyana, brand femminile e sostenibile. E se le sue gambe non esaltano i calzoncini con i pantaloni cropped va molto meglio. Poi magari non avrei messo una t-shirt bianca, e in altre foto la vita alta dei pantaloni sembra veramente troppo alta, ma da questa foto mi sembra chic. E poi la mamma è sempre la mamma.

Invictus birthdays

Oggi è il 15 settembre, giorno ricchissimo di royal compleanni.

Nella più assoluta discrezione, come da tradizione, la Reina Letizia compie oggi 51 anni. Per lei una giornata senza impegni ufficiali, e magari un weekend da trascorrere con le persone che ama. In assenza di un ritratto pubblicato all’uopo, anche qui secondo tradizione, Lady Violet ha scelto una foto scattata lunedì durante la visita a una scuola in Galizia per l’apertura del nuovo anno scolastico. Letizia è una di quelle donne che invecchia con grazia: mi sembra che sia più rilassata e stia perdendo un po’ di quella rigidità che l’ha contraddistinta a lungo. E anche se non mi azzarderei a parlare di simpatia mi sembra che gestisca in modo più empatico il rapporto con le persone, soprattutto i cittadini che accolgono festosi i sovrani. Quanto al suo stile, non abbiamo che conferme; delizioso anche questo look, che fa tanto Francia anni ’60. ¡Feliz cumpleaños!

(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)

Lui oggi compie cinquant’anni, e dovrebbe essere il protagonista della giornata. Invece gli capita di essere nato il giorno in cui il Re di Svezia, suo suocero, è asceso al trono. Questo, se da una parte gli dà un’aura quasi da predestinato, dall’altra finisce per metterlo in secondo piano, o terzo, o quarto… È la dura vita dei principi consorti, magari tra dieci anni la moglie sarà regina e lui potrà festeggiare come si deve il nuovo traguardo, intanto fa quello che deve, sostiene la principessa ereditaria con ammirevole solidità. Olof Daniel Westling è nato il 15 settembre 1973 alle 06.54 a Örebro; per il mezzo secolo gli è toccato un nuovo ritratto, ma va detto che essendo egli sempre uguale, avrebbero potuto riciclarne uno vecchio. Potranno comunque usare questo per i prossimi 10 anni, a meno di un crollo improvviso e secondo me improbabile; alla fine sempre di un ex personal trainer si tratta, e la salute, dopo aver superato gravi problemi culminati in un trapianto di rene, probabilmente richiede una certa diciamo così manutenzione. Grattis!

Last but not least, anzi, il Duca di Sussex, che compie oggi 39 anni festeggiato dai partecipanti agli Invictus Games, attualmente in corso a Düsseldorf. Spero che abbiate visto un po’ delle tante fotografie che circolano (e che non riesco a postarvi, questa settimana tanto materiale e poco tempo), è veramente una bellissima festa, di sport di energia di speranza e positività. Penso che gli Invictus Games siano la cosa migliore che abbia fatto Harry nella sua vita pubblica, la cosa che lo rappresenta di più, lo racconta meglio e probabilmente gli regala una particolare soddisfazione. A festeggiare con lui non ci sono i bambini ma c’è Meghan, che a sua volta in queste occasioni dà il meglio di sé. La Duchessa, forse memore delle critiche che le sue toilettes firmatissime avevano raccolto nella scorsa edizione, ha puntato tutto sullo street fashion: abiti di brand alla portata dei più, senza dimenticare qualche dettaglio high fashion tipo le ballerine Chanel della foto. Meghan ha indossato più di una volta gli shorts, che personalmente non amo in contesti urbani superata l’adolescenza, a meno di avere gambe spettacolari (ma non mi convincono neanche in quel caso).

Tanto per rassicurarvi, i titoli della stampa italiana, britannica e internazionale, non si sono smentiti: si va da Harry agli Invictus Games senza Meghan a Meghan agli Invictus Games senza la fede nuziale. Io tutt’al più avrei titolato Harry agli Invictus Games senza capelli: direi che limitarci al dramma tricologico basta e avanza, e sarebbe pure un punto di contatto col fratello, chissà. Happy birthday! a lui e complimenti al nostro team, al momento vincitore di 9 medaglie.

Meghan, tieni da conto quella maglia!

Royal chic shock e boh – Impressioni di settembre

Riprendere l’attività dopo l’estate può essere pesante, ma dalle mise funeree che hanno scelto alcune royal ladies si direbbe che l’abbiano presa proprio male.

Si comincia con Mary di Danimarca, che martedì 5 ha celebrato con il marito il Flagdag, il giorno della bandiera, riproponendo capi già indossati: dall’ampio cappello della modista danese Susanne Juul alla blusa Boss by Hugo Boss alla gonna del brand finlandese Andiata alle scarpe Gianvito Rossi alla clutch Bottega Veneta. Un po’ troppo dark per una mattina di fine estate, ma che le vogliamo dire se non chic?

Blue che sembra black è la scelta del giorno seguente, mercoledì 6, per la consegna del Danish Business Award, premio organizzato dalla camera di commercio nazionale: abito midi in crêpe di viscosa – che purtroppo evidenzia brutte grinze da seduta – di Goat, clutch del brand danese Quidam, scelto altre volte dalla futura regina, e il tocco grigio delle Gianvito Rossi pitonate. La cinturina in vita è arricchita da quella che sembra una fibbia e invece è una piccola spilla. Lady Violet adora questi dettagli, chic!

La sera però si cambia: Mary ha accompagnato la suocera regina alla prima del film di Bille August Ehrengard L’arte della seduzione, in arrivo su Netflix giovedì 14. Com’è noto la sovrana si diletta nella creazione di costumi, attività cui si è dedicata anche in questa occasione, oltre a intagliare dei découpage per la scenografia. Forse in omaggio a questa passione per il taglia&cuci, Mary ha indossato un abito totalmente rimaneggiato dell’australiana Collette Dinnigan indossato la prima volta al matrimonio di Madeleine di Svezia. All’epoca non mi piacque affatto: il colore, almeno in foto, risultava piuttosto cheap, e quella cappa di chiffon sembrava veramente fatta di scintilla, nome che in teatro si dà al tulle più economico, che ha la preoccupante caratteristica di infiammarsi facilmente. La nuova versione di quest’abito, midi e senza cappa, secondo me è molto meglio ma non mi piace lo stesso. Un po’ grande la clutch Diane von Furstenberg; bellissime le scarpe color platino, il modello Maureen di Malone Souliers, fatte a mano in Italia, ma boh.

Venerdì i principi ereditari hanno annunciato la nuova edizione dei premi a loro intitolati, i Crown Prince Couple Awards 2023. La sede della cerimonia di consegna cambia ogni anno, e nel 2023 sarà la città di Esbjerg. La fotografia è un po’ infelice, ma la mise di Mary – una tuta da sera di Stella McCartney – si riesce ad apprezzare. Bella, rock il giusto, il colore chiaro la sdrammatizza e la rende più chic. Non è un capo nuovo, la principessa l’aveva già indossata lo scorso anno, proprio alla consegna dei premi; il riuso perfetto.

Altra signora che ha scelto un look dark è Charlène de Monaco, insolitamente attiva questa settimana. La prima delle sue mise l’abbiamo già vista, è quella con cui ha accolto insieme al marito il nuovo ambasciatore di Francia: total blue firmato Ralph Lauren composto da top in jersey con scollo a barca e maniche lunghe più ampi pantaloni plissé in chiffon, che mi ricordano quelli Chanel indossati per le sue nozze civili. La mise mi piace, i pantaloni sono splendidi e penso si apprezzino meglio in movimento; chic, ma lei non mi convince mai del tutto.

Sono invece convinta di ciò che penso della mise indossata venerdì: non mi piace. Un’ampia delegazione della Famille princière – Albert, Charlene, Caroline con i figli Andrea e Charlotte, Stéphanie con i figli Louis e Camille – ha visitato per la prima volta in cinquant’anni il Conseil National, il parlamento del Principato, nel quadro delle celebrazioni per il centenario della nascita di Rainier III. Charlène indossa un tailleur pantaloni con giacca doppiopetto, che non mi sembra neanche tagliato benissimo, in un colore tra il verde marcio e il marrone fango che la sbatte più di un battitappeto. Forse lo ha comprato quando aveva ancora i capelli biondi, con cui magari sarebbe stato meglio; così è tristissimo, e non essendo lei nota per lo spirito allegro francamente avrei evitato.

Vale comunque la pena di dare un’occhiata all’intero gruppo; da sinistra Andrea Casiraghi che sembra sempre appena alzato dopo aver dormito vestito, ma senza ancora il primo caffè; Stéphanie (presidente del comitato per il centenario) arrivata dritta dritta dalla palestra; Caroline (in Céline) chic ma un po’ Crudelia DeMon. Vengono poi i sovrani accanto al busto del principe scomparso e Madame Brigitte Boccone-Pagès, Presidente dell’Assemblea. Dopo di lei Camille Gottlieb, sobria e vagamente anni ’60 (forse quella che mi piace di più) il fratello Louis Ducruet col vestito come zia e la cravatta come zio, per finire con Charlotte Casiraghi (immagino in Chanel) versione Vispa Teresa. Un grande boh.

(Ph: Bruno Bebert/Bestimage)

La settimana e l’estate a Monaco si chiudono con il tradizionale picnic – che in lingua locale (un dialetto simil ligure) si chiama U Cavagnëtu – offerto dalla municipalità al Parco Princesse Antoinette. Presenti i principi sovrani con i due gemelli Jacques e Gabriella, particolarmente immusonita, e Charlotte Casiraghi con marito Dimitri Rassam e i due figli: Raphaël (nato dalla relazione con Gad Elmaleh) e il delizioso Balthazar, quasi cinque anni e un paio di orecchie che non si vedevano da quando King Charles era piccino. Adorabile. Charlène deve aver capito che il picnic si sarebbe svolto nel Principato sì ma di Valacchia, e si è presentata con una pantagonna – o qualunque cosa sia – nera lunga fino ai piedi e una blusa Etro fermata in vita da una cintura. Ma perché? Shock. Non mi fa impazzire nemmeno Charlotte in abito Chanel a volant multicolor. Boh.

(Ph: Getty Images)

Dopo tante mise dark o in colori improbabili chiudiamo con un tocco di bianco, anzi due. In preda a iperattività da fine vacanze, o come suggerisce qualcuno per controbilanciare la presenza dei Sussex sui giornali a causa degli Invictus Games attualmente in svolgimento a Düsseldorf (non ne abbiamo ancora parlato ma lo faremo, lo prometto), la Principessa di Galles è volata a Marsiglia per sostenere la squadra inglese nel campionato mondiale di Rugby. Bella, contemporanea, pure rock Catherine in tailleur pantaloni bianco Alexander McQueen, nonostante i capelli, meno boccolati del solito ma per me troppo lunghi, è sicuramente chic. Molti hanno colto una somiglianza con la cognata Meghan, pure lei in completo pantaloni bianchi e trecce morbide sparse sull’affannoso petto agli Invictus Games dello scorso anno. Ispirazione inconscia? Chissà.

Gran finale con Letizia venerdì a Pamplona per i 600 anni del Privilegio de la Union, che consentì a tre borghi di unirsi dando origine alla città. Los Reyes sono stati accolti da tre signore: la sindaca Cristina Ibarrola (in bianco al microfono) María Chivite, Presidente del governo di Navarra (in abito fucsia alla destra del re) e Isabel Rodríguez, Ministra delle politiche territoriali (prima a sinistra, in blu). Felipe beato tra le donne è proprio nel suo ambiente, e resta sempre uno dei migliori accessori che una donna possa sfoggiare. Quanto alla Reina, in un abito di pizzo bianco del brand spagnolo Sfera già indossato in precedenza, è fresca ed elegante senza rischiare di essere né sdolcinata né bambinesca. Perfette le slingback nude di Carolina Herrera, e la ciocca bianca sui capelli è il tocco di classe. Chic.

E lo vogliamo dire che il primo tailleur pantaloni bianco per un evento royal (il suo fidanzamento, mica pifferi) è stato il suo? Diciamolo.