La foto del giorno (ma sono due)

Ho un debole per la cerimonia in cui i nuovi ambasciatori presentano le proprie credenziali al Capo dello Stato ospite, e se da noi la magnificenza del Quirinale controbilancia la rigorosa sobrietà del presidente Mattarella, i ricchi saloni di Buckingham Palace non splenderebbero altrettanto senza Sua Maestà. Ieri la sovrana ha ricevuto due nuovi ambasciatori  con un delizioso abitino viola, dimostrando di essere anche lei una purple addicted, quasi come Lady Violet!

Entrambi i diplomatici indossavano i costumi tipici del loro paese. queen + ambassador sierra leoneTamba Lamina, dalla Sierra Leone, porta un abito alla moda africana, sontuoso ma meno appariscente del solito grazie all’uso del rigato bianco e blu. Stessa scelta per la sua signora, un po’ ingoffata in una mise che ricorda quei camicioni anni ’80 con le maniche al gomito da cui era obbligo far uscire quelle della sottostante camicia. Non fate finta di nulla amiche mie, se siete nate prima del 1965 ce l’avevate anche voi! Io confesso di averne avuto uno proprio a righe bianche blu, però almeno non l’ho mai accessoriato col fiocco in testa. Her Majesty in questa occasione ci dà una piccola lezione di diplomazia: per ricevere Mr. Lamina sul cavalletto vicino alla parete è stato esposto un dono ricevuto dal paese africano: un ritratto della coppia reale alle celebrazioni per l’indipendenza della Sierra Leone, nel 1961. queen + ambassador sri lankaL’opera invece ovviamente non c’è quando a presentare le credenzali è Ganisha Gunasekara, ambasciatore dello Sri Lanka, con uno splendido sari che, privo di tutti gli ornamenti stile Bollywood, affida tutto alla bellezza del tessuto. E fa bene. Quanto sono eleganti quelle bande color pesca, zafferano, rosa intenso? E il tocco della cartellina portadocumenti lilla, che fa da trait d’union con la mise reale? La perfezione, per me.

La foto del giorno – 16 febbraio

Non so quante foto del genere abbiamo pubblicato, anche prima che Lady Violet si affacciasse sul web, ma ogni volta che ne vediamo una – pur se sfuocata come questa – c’è quel brivido di ammirato stupore che si inerpica su per la schiena. E dunque vale la pena anche oggi ammirare questa gran signora che sfida la foschia mattutina di Windsor per fare una passeggiata a cavallo, scortata dal figlio Andrew (che martedì compie 59 anni). riding queenHer Majesty lunedì è tornata a Londra dalla lunga pausa invernale trascorsa a Sandringham, e giovedì ha visitato l’edificio che fu la prima sede del GCHQ (Government Communications Headquarters), cioè l’agenzia governativa per sicurezza, spionaggio e controspionaggio, nell’ambito delle comunicazioni. Assai curiosamente, l’edificio si chiama Watergate House, come quello del famoso scandalo americano che costò a Nixon presidenza e reputazione (che potremmo dire fu una storiaccia basata proprio sulle comunicazioni). Altrettanto curiosamente, l’attuale Direttore dell’Agenzia di cognome fa Fleming, come il creatore della spia per eccellenza, James Bond.

Oltre a rivelare alcuni aneddoti sui problemi che il padre aveva con la tecnologia, la regina ha scoperto che nei messaggi in codice tra il Governo e lo staff di Palazzo relativi ad alcuni viaggi ufficiali, come la visita in Sud Africa del 1947, lei era identificata come 2519 e sua sorella Margaret 6101. Nel corso della visita Sua Maestà ha incontrato anche Ruth Bourne, che faceva parte del team di Bletchey Park, passato alla storia per aver risolto il problema macchina Enigma, usata dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale per i messaggi cifrati e considerata inviolabile.

Questa storia è raccontata – in modo romanzato e impreciso – nel film The Imitation Game, incentrato sulla figura principale del team, il matematico Alan Turing. Del quale, nel corso della visita, Her Majesty ha detto: ” He was an amazing man with his brain and everything”, che sembra in fondo una cosa un po’ banale ma non lo è, per niente. Perché Alan Turing, il genio che aveva contribuito alla vittoria degli AngloAmericani, nel 1952 fu accusato di essere omosessuale e arrestato, proprio nel momento in cui il Parlamento discuteva dell’abrogazione del reato di omosessualità. Turing fu condannato e messo davanti al dilemma se passare due anni di carcere o sottoporsi a castrazione chimica tramite l’assunzione di estrogeni. Scelse la seconda, ma i cambiamenti nel suo corpo, la conseguente depressione – e immagino anche l’umiliazione per un trattamento del genere – lo portarono al suicidio. Ci sono voluti 55 anni perché il Governo, col Premier Gordon Brown, si scusasse ufficialmente, ammettendo un comportamento omofobo. Nel 2013 Sua Maestà ha concesso a Turing il perdono postumo e la riabilitazione. Dal che si comprende quanto importante sia quella breve frase pronunciata giovedì, e che gran capo di stato lei sia. Questo però noi lo sapevamo già!

La foto del giorno

Praticamente in tempo reale, ecco Her Majesty prendere il treno dalla stazione di Kings Lynn per rientrare a Londra da Sandringham. queen back from sandringhamCome da tradizione, il lungo soggiorno invernale nella tenuta di Sandringham, nel Norfolk, si conclude dopo il 6 febbraio. Che per il mondo è la data che segna l’inizio del suo regno, ma per lei resta il giorno in cui ha perso l’amatissimo padre (in questo post la storia di quel giorno A Royal Calendar – 6 febbraio 1952 ). E penso che sabato abbia ricordato in privato anche la scomparsa della sorella Margaret, morta il 9 febbraio 2002.

Ora si torna a Londra! Per l’occasione Sua Maestà ha scelto una gonna nocciola – immaginiamo con un golf in tinta – abbinandolo a un cappotto grigio in tessuto lavorato a righe. I beg your pardon Your Majesty, non mi fa impazzire, soprattutto per quelle tasche applicate, come dire, contromano. La linea del cappotto, l’assenza di collo e il fatto che le tiri un po’ sui fianchi mi fa pensare che sia stato parte di una mise più formale, poi “declassato” a un utilizzo meno convenzionale. Insomma, Queen Elizabeth una di noi.

Come già all’andata, la regina viaggia sola, senza il marito Philip; però a questo punto siamo sicuri che lui non tornerà a Buckingham Palace guidando la sua Rover ( La foto del giorno ).

La foto del giorno

Fermi là! Vi vedo con lo sguardo perplesso e un sopracciglio alzato che pensate oh no, ancora? philip in carNo, tranquilli, non è quello che pensate, ma proprio il contrario. Oggi Buckingham Palace ha diffuso un comunicato ufficiale che recita;

“After careful consideration the Duke of Edinburgh has taken the decision to voluntarily surrender his driving licence”.

Tre settimane dopo aver causato un incidente automobilistico che avrebbe potuto finire in tragedia – e quattro mesi prima di compiere 98 anni – il principe Philip getta la spugna e strappa la sua patente di guida. Anzi, potremmo dire che la riconsegna a sua moglie, in nome e per conto della quale vengono rilasciati i documenti nel Regno Unito. Evidentemente la sovrana consorte ha messo in atto un’efficace opera di persuasione che ha rapidamente ottenuto il risultato desiderato e potrebbe essere sintetizzata in questa fotografia (presa di recente). Lei si sporge verso di lui con un amabile sorriso e quella grazia composta che sottolinea la regale autorevolezza, lui capisce l’antifona e con lo sguardo leggermente velato di panico accetta la resa. E anche questa è fatta.

La foto del giorno

Sessantasette anni fa Elizabeth divenne regina mentre si trovava in Kenya, prima tappa del viaggio che l’avrebbe portata, insieme col marito, in Australia e in Nuova Zelanda. Quel viaggio si interruppe bruscamente per la morte del padre (qui tutta la storia A Royal Calendar – 6 febbraio 1952 ), ma meno di due anni dopo la sovrana compì un viaggio trionfale nei due paesi dell’Oceania, il primo di una lunga serie. queen new zealand 1977Per una di quelle coincidenze della storia che a volte capitano, oggi i cittadini neozelandesi – che sono membri del Commonwealth – ricordano la morte di re George VI e l’ascesa al trono di Elizabeth, e celebrano pure la loro festa nazionale, il Waitangi Day, che ricorda la firma del primo trattato tra rappresentanti della Corona britannica e capi Maori.

Lady Violet dedica la giornata di oggi alla sovrana, ed eccola qua, sorridente e impeccabile as usual, durante la visita in Nuova Zelanda del 1977. Sia lei sia il principe Philip indossano il tipico Kahu-Kiwi Maori, il mantello realizzato con le piume di kiwi (nel senso del pennuto simbolo del paese, non del frutto – neozelandese pure lui – che sembra derivi il suo nome da una vaga somiglianza col suddetto pennuto).

A Londra la New Zealand Society UK celebra la giornata col tradizionale Waitangi Day Ball e con una funzione religiosa nella chiesa di St Lawrence Jewry.

A Westminster Abbey d’altro canto oggi le campane suonano per celebrare l’Accession Day della sovrana, mentre salve di cannone vengono sparate dalla King’s Troop Royal Horse Artillery a Green Park e dalla Honourable Artillery Company alla Tower of London.

Per Sua Maestà invece questo è un giorno da trascorrere in privato, ricordando l’amatissimo padre.

 

A Royal Calendar – 6 febbraio 1952

Oggi sono 67 anni che la prima ragazzina a sinistra nuota tra i perigliosi flutti del trono. FB_IMG_1549436802994All’inizio del 1952 la salute di re George VI, che ha solo 56 anni, declina rapidamente a causa di un tumore polmonare. La figlia Elizabeth lo sostituisce in una serie di occasioni, tra cui l’impegnativo tour in Australia e Nuova Zelanda per cui è in partenza. Il 31 gennaio, nonostante il parere contrario dei medici, il re accompagna la figlia all’aeroporto; è l’ultima volta che i due si vedranno (in fondo al post trovate il video di quella mattina). treetops lodge queen elizabethPrima tappa del viaggio è il Kenya e i principi, dopo la tappa nella capitale Nairobi, raggiungono l’Aberdare National Park; alloggeranno al Treetops Lodge, in una sorta di casetta su un albero, ideale per godere appieno dei meravigliosi panorami del parco e di tutti gli animali che lo popolano. È il 5 febbraio, in mattinata la coppia incontra la stampa, ma il resto della giornata è dedicato ad esplorare questo luogo magico. La giovane principessa è deliziata dagli elefanti, affascinata dalla natura selvaggia, filma tutto con una piccola telecamera.

Il re, dopo aver salutato figlia e genero a Heatrow, è rientrato a Sandringham, e quel giorno partecipa a una battuta di caccia nella tenuta reale, poi va a dormire; la mattina del 6 non si riesce a svegliarlo, la regina consorte accorre e comprende immediatamente cos’è accaduto. Il re è morto, viva la regina! Viene avvisato il Primo Ministro, Winston Churchill; John Colville, suo segretario privato, lo trova nella sua camera da letto che fissa davanti a sé, con le lacrime agli occhi. E la nuova sovrana? “non la conosco” risponde Churchill “ed è solo una bambina”.

Elizabeth è regina, ma non lo sa ancora. Si gode la breve vacanza, e la mattina si è svegliata presto per vedere l’alba. philip elizabeth kenyaPiù tardi, il maggiore Norman Jarman, manager del resort, sta bevendo uno sherry con Martin Charteris, segretario privato di Elizabeth, quando riceve la telefonata del direttore del Nairobi che ha appena ricevuto la notizia. Arrivano altri giornalisti allertati dalle news da Londra, ma incredibilmente le fonti ufficiali tacciono. Il maggiore Jarman telefona a Buckingham Palace, e qualcuno, dall’altra parte del filo, resta pietrificato nell’apprendere che Elizabeth non è stata ancora avvertita. Sarà Philip, ora principe consorte, a dare la notizia alla moglie. Quando Martin Charteris raggiunge la nuova sovrana, la trova seduta eretta, consapevole del suo destino. Le chiede quale nome intende assumere “my own, of course” risponde Elizabeth II. queen elizabeth back from kenya 1952Il 7 febbraio la regina atterra a Londra; ad attenderla ai piedi della scaletta ci sono Churchill, Attlee, Eden. È l’inizio del regno più lungo della storia britannica.

Sir Harold Nicolson, politico e diplomatico, scrisse nel suo diario “la Principessa Elizabeth sta rientrando dal Kenya. È diventata Regina mentre, appollaiata su un albero in Africa, guardava i rinoceronti avvicinarsi allo stagno per bere.”

 

(Ph. dal web)

La foto del giorno

Altro che cappottoni, altro che stivaloni, Her Majesty affronta il freddo di questi giorni con lo stile che la contraddistingue e all’ultima messa domenicale – nella St Peter and St Paul church a West Newton – è arrivata pretty in peach.

pretty in peach

(Ph. Lynn News)

Eccola in tutto il suo splendore: abito e cappottino in lana bouclé con grossi bottoni di madreperla in tinta, cappello abbinato (ricoperto dello stesso tessuto del completo, con la tesa in paglia) e la Triangle Pearl Brooch appuntata sulla spalla. Sono gli ultimi giorni a Sandringham, dopodomani ricorderà in privato i 67 anni dalla morte del padre e la sua ascesa al trono, e tornerà a Londra.

C’è stato anche un grazioso siparietto tricolore, poiché tra le persone in attesa di salutarla c’era anche la veronese Silvia, 21 anni, che ha rivolto alla sovrana un bel buongiorno! in italiano (oltre all’invitabile good morning), ricevendo in cambio un regale sorriso. La regina ha chiesto se fosse lì in vacanza, e Silvia ha risposto che lavora come terapista per persone con disabilità nell’apprendimento a King’s Lynn. Brava Silvia, e che invidia!

Ad accompagnare Sua Maestà in questa occasione una lady-in-waiting molto vicina alla famiglia reale. La bionda signora con un elegante mantello double in beige e crema – per cui mia madre avrebbe fatto carte false – e un infelice pillbox che sembra più una torta a strati cioccolato e nocciola è Lady Penny Knatchbull, moglie dell’attuale terzo Earl of Burma, il cui nonno era Lord Mountbatten, l’amato zio Dickie del principe Philip.

Di Lady Penny – e della sua abituale eleganza – parleremo ancora, qui vi lascio i link ai post su Lord Mountbatten e la sua vita.

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte prima)

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte seconda)

Un weekend da devoti

Devota alla tradizione (e alla memoria del padre)queen sandringham 27-1-19Una delle ragioni per cui Her Majesty prolunga la permanenza invernale a Sandringham ben oltre il periodo natalizio è la consuetudine di ricordare la scomparsa del padre, morto nel sonno mentre si trovava nelle tenuta del Norfolk il 6 febbraio 1952. La regina dovrebbe rientrare a Londra proprio mercoledì prossimo, giorno che segna anche i 67 anni dall’ascesa al trono. Ieri, domenica – cappottino turchese e cappello coordinato, la Queen Mary’s Turquoise and Diamond Brooch appuntata sulla spalla sinistra – non è mancata all’appuntamento con la messa alla St.Mary Magdalene Church. Con lei la figlia Anne col marito Tim Laurence e un amico di vecchia data, Sir Jackie Stewart. jackie stewart sandringhamIl dubbio di Lady Violet è: il tre volte campione mondiale di Formula 1 avrà dato qualche consiglio di guida al Principe Consorte?

Devoto alla conduzione (e alla condotta)

philip letter

(Ph. MIRRORPIX/Steve Bainbridge)

E a proposito di Philip, è stata resa nota la lettera che ha scritto alla signora Emma Fairweather, uscita con un polso rotto dall’incidente automobilistico dello scorso 17 gennaio. Il Duca di Edimburgo ha spiegato che guidando su una strada già percorsa moltissime volte è rimasto accecato dal riverbero del sole pomeridiano, che gli ha impedito di vedere l’altra vettura. Subito dopo lo scontro, pur molto scosso, è stato sollevato dal sapere che non c’erano feriti gravi, ma la polizia gli ha consigliato di rientrare subito a Sandringham a causa della quantità di persone che si stava radunando sul luogo dell’incidente. Dopo essersi dichiarato “very contrite about the consequences” augura alla signora una pronta guarigione, firmando di suo pugno semplicemente Philip, senza alcun titolo, cosa che sembra Ms. Fairweather abbia gradito assai.

Devoti a Santa Devota

s. devotée 2019

(Ph. Getty Images)

Il 27 gennaio i Monegaschi festeggiano la loro patrona, Santa Devota, fanciulla di origine corsa martirizzata durante la persecuzione di Diocleziano. La sera prima della festa si tiene un caratteristico rito molto sentito dagli abitanti del Principato: una barca viene data alle fiamme in ricordo di un miracolo della santa. Tradizione rispettata anche quest’anno, con la famiglia del principe quasi al completo: c’era Albert II, c’era la principessa consorte Charlène – in cappotto/plaid e stivali Loro Piana – c’era il piccolo Jacques ma mancava la sorella gemella Gabriella, forse vittima dell’influenza. Il delizioso, biondissimo principe ereditario, anni quattro, era abbigliato – ma mi verrebbe di dire “marchiato” – con un cappotto di cammello chiaramente Gucci. Confesso che i bimbi così piccoli supergriffati mi fanno tristezza. E poi, lo vogliamo dire? Quel cappotto con quei due fascioni è proprio brutto brutto. Ma volete mettere quei bei cappottini all’inglese con colletto bottoni e martingala di velluto? E  sennò un piumino, un giaccone, quello che vi pare, ma incartare una povera creatura in una shopping bag no, dai.

La mattina di domenica messa solenne nella cattedrale dell’Immacolata Concezione. Charlène, forse presa da furor religioso, si è presentata vestita direttamente di prevosto.

Lezione di oggi: ricordarsi che devozione fa rima con tradizione, ma anche con moderazione.

La foto del giorno

È avvenuto due giorni fa ma si continua a parlarne anche da noi, e dunque è giusto che anche Lady Violet se ne occupi, prendendo come spunto una bella foto. queen elizabeth women's instituteMa cos’è accaduto? Due giorni fa Sua Maestà ha partecipato al Sandringham Women’s Institute Meeting, che celebrava il suo centenario. Con un cappottino doppio petto di un azzurro che evoca già la primavera, la Sapphire Chrysanthemum Brooch appuntata sulla spalla sinistra e il capo scoperto, la sovrana ha colto l’occasione per un breve discorso, estremamente pacato ma straordinariamente politico:

Reflecting on a century of change, it is clear that the qualities of the WI endure. The continued emphasis on patience, friendship, a strong community focus, and considering the needs of others, are as important today as they were when the group was founded all those years ago. As we look for new answers in the modern age, I for one prefer the tried and tested recipes, like speaking well of each other and respecting different points of view; coming together to seek out the common ground; and never losing sight of the bigger picture. To me, these approaches are timeless, and I commend them to everyone

(Riflettendo su un secolo di cambiamento, mi sembra evidente il perdurare dei valori che ispirano il Women’s Institute. Il continuo risalto dato alla pazienza, all’amicizia, all’obiettivo di una comunità forte, e alla considerazione dei bisogni altrui è importante oggi quanto lo era alla fondazione dell’associazione, tanti anni fa. Mentre cerchiamo nuove risposte per l’età moderna, per quanto mi riguarda io preferisco le ricette già sperimentate: parlar bene gli uni degli altri, rispettare i punti di vista diversi, venirsi incontro per individuare un terreno comune, non perdere di vista il quadro generale. Credo che quest’impostazione sia senza tempo, e la raccomando a chiunque)

Tutti gli osservatori ritengono che la Regina abbia voluto riferirsi alla Brexit, e non è escluso che nei prossimi giorni altri senior royals – in particolare il Principe del Galles e il Duca di Cambridge – tornino sull’argomento.

Da parte mia due piccole osservazioni: mi piace molto che il discorso sia stato fatto nella sede di un’associazione femminile (anche se il Primo Ministro donna che sta trattando per la Brexit non se la sta cavando benissimo), e mi piace moltissimo la forza rivoluzionaria di un approccio mediato dall’esperienza e dalla consapevolezza nella ragion d’essere di una comunità, su cui farebbe bene anche a noi riflettere un po’.

Un vero grande capo di stato, altro che vecchietta coi cappellini buffi che va in giro a stringere mani.

Se volete vedere il suo arrivo all’associazione, curtsy compresi, questo è il breve video https://www.youtube.com/watch?v=1YIumBOlavY

La foto del giorno

Oggi è domenica, Sua Maestà è a Sandringham, e questo cosa vuol dire? Esatto, messa a St. Mary Magdalene.

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(Ph. PA)

Ed eccola, scortata dal figlio Andrew Duca di York, partecipare alla funzione indossando lo stesso bel cappotto di cammello che le abbiamo già ammirato, abbinato a un cappello in tinta con opportuno piumaggio multicolore che sarebbe piaciuto pure a Pocahontas. In molti hanno notato – e sottolineato – la serenità, l’equilibrio e l’abituale grazia con cui la sovrana non ha voluto mancare a un appuntamento abituale nonostante lo stress che deve aver subito per l’incidente automobilistico occorso al novantasettenne marito solo qualche giorno fa. Tutto bene, benissimo, però…

…però il Daily Mail, che ci si è messo piuttosto d’impegno, ha rivelato che non solo due giorni dopo l’incidente Philip era di nuovo al volante della sua (nuova) Rover, non solo guidava solo soletto, senza accompagnatore alcuno, ma addirittura non aveva agganciato la cintura di sicurezza!philip no belt

Accidenti! direte voi, ora però almeno la moglie (e sovrana) avrà gioco facile nel togliergli la patente. E invece no! Perché anche Sua Maestà in persona dopo l’incidente del marito si è messa alla guida senza allacciarsi la cintura! queen no beltRagazzi, ma come si deve fare con voi?