Vestiti per le feste

Superata la prima – spero ultima – influenza della stagione proviamo a recuperare un po’ del tempo perduto; e abbiamo la fortuna di poterlo davvero in grande stile.

(Ph: Heiko Junge/NTB)

Con una premessa: chiediamo scusa alle due birthday girl di questi giorni – Catharina-Amalia d’Olanda (in nero) compie oggi 20 anni, mente Sofia di Svezia (in rosa) ieri ne ha festeggiati 39 – ma quest’anno a loro tocca solo una veloce citazione, che facciamo con i ritratti pubblicati dalle rispettive Case reali.

Andiamocene a Oslo, dal Principe Sverre Magnus, che domenica 3 ha raggiunto la maggiore età. Figlio minore dei Principi Ereditari, al contrario di quanto avvenne a suo padre, anche lui nato dopo una femmina, non scavalcherà la sorella nell’ordine di successione rimanendo il cadetto – qualcuno direbbe lo spare – condizione in fondo non priva di vantaggi, a saperli cogliere. Come predetto da Lady Violet (non è che ci volesse molto) il simpatico biondissimo pacioccone si sta trasformando in un vero e proprio Prince Charming, un principe azzurro come i suoi occhi, presi da mammà. Il giovanotto è stato festeggiato con la necessaria formalità con un pranzo ufficiale a Palazzo venerdì 1 dicembre.

(Ph: Heiko Junge/NTB)

La famiglia reale, con la sola eccezione del Re, è apparsa vestita con il bunad, il costume tradizionale del Paese, e proprio un bunad è stato il regalo che i sovrani hanno fatto al nipote. Non è certo la prima volta che li vediamo in abiti tradizionali: li indossano molto spesso – sempre il 17 maggio, giorno della festa nazionale – e c’è ragione precisa, legata alla storia della Norvegia. Dopo essere stata per secoli poco più di una provincia – parte dell’Unione di Kalmar con Danimarca e Svezia dalla fine del quattordicesimo secolo, e del Regno di Danimarca dal 1536 – nel 1814, in conseguenza delle guerre napoleoniche forma un regno con la Svezia, per poi diventare indipendente nel 1905. Da allora diventa fondamentale sottolineare l’identità norvegese, e lo si fa ricorrendo a ogni aspetto della cultura nazionale. Il bunad è parte di questo processo; oggi se ne contano circa 450 modelli diversi, e praticamente ogni villaggio ha un dettaglio unico che lo caratterizza nel ricamo; per fare un esempio quello dell’arcipelago artico delle isole Svalbard è ricamato con i fiori locali e la sagoma degli iceberg.

(Ph: Terje Pedersen/NTB)

Sverre Magnus ha ricevuto un modello dell’antica contea di Telemark risalente al 1870, e durante il suo discorso la nonna Sonja ha raccontato quanto sia stato interessante per lei e Harald seguire le scelte fatte dal ragazzo per far realizzare un abito che lo rappresentasse. La regina ha rivelato anche un piccolo segreto: negli anni scorsi, quando si è trattato di realizzare il bunad per le nipoti, lei ha ricamato per loro una piccola borsa da abbinare; nel dubbio di come poter personalizzare il costume dell’unico nipote maschio, è stato lui ha suggerire l’aggiunta di una taschina interna.

(Ph: Terje Pedersen/NTB)

Sonja è la figlia di quello che all’epoca era il principale commerciante di tessuti e confezioni di Oslo, ha un diploma in sartoria e nel tentativo di allontanarla da Harald all’inizio della loro relazione, considerata non opportuna, fu mandata all’estero a studiare fashion design. La regina ha sottolineato l’amore del nipote per la tecnologia e in particolare la fotografia; qualcun altro invece ha indicato a Lady Violet la somiglianza crescente tra il biondo Sverre Magnus e lo zio Espen Høiby, fratello maggiore della madre Mette-Marit.

Vi dirò, la cosa si fa interessante.

Cambiamo scenario e famiglia reale, ma restiamo nell’ambito dei costumi particolari, se non proprio tradizionali. Una delle iniziative più note e importanti di Charles, nei lunghissimi anni da Principe di Galles, è stata l’istituzione del Prince’s Trust, organizzazione benefica molto ben strutturata deputata alla raccolta di fondi da impiegare principalmente nella formazioni di giovani svantaggiati. Ora che è Re, è stata annunciata la trasformazione in King’s Fund, ma in attesa del cambiamento l’attività non si ferma e l’ultima iniziativa ha un che di sublime. Assecondando l’idea di alcuni studenti, King Charles ha messo a disposizione dei parati che ornavano Buckingham Palace e Windsor, con cui sono stati realizzati dei kimono messi all’asta per raccogliere fondi.

(Ph: Jane Barlow/PA)

Con grande disappunto di Lady Violet i capi così realizzati sono andati immediatamente sold out, ma è ormai incontrovertibile che il kimono sia da considerarsi un must di ogni guardaroba. A questo punto I have a dream, ho un sogno, che qualcuno venga a commentare una mia mise chiedendomi ‘spiritosamente’ se mi sia vestita con una tenda, in modo tale da poter rispondere: sì, ma di Buckigham Palace! Altro che Scarlett O’Hara… Non ci resta che sperare in una seconda edizione, dopo tutto domani è un altro giorno.

Le foto del giorno – Colori reali

Greige

(Ph: Linda Broström/Kungl. Hovstaterna)

In una settimana Victoria di Svezia e il marito Daniel festeggiano il compleanno di entrambi i figli. Il 23 febbraio la primogenita (e futura regina) Estelle ha compiuto 11 anni, oggi il piccolo di casa, Oscar, ne compie 7. Come da tradizione, il loro compleanno è stato marcato da un ritratto fotografico.

Estelle ormai preadolescente, capelli lunghi sguardo serio ed espressione enigmatica, pronta ad aprirsi in una di quelle belle risate per cui è famosa. Non vi sfuggirà la gonna pied-de-coq, fantasia di cui abbiamo parlato di recente (Royal chic shok e boh).

(Ph: Linda Broström/Kungl. Hovstaterna)

Oscar, capelli impomatati e divisi da una bella riga secondo lo stile paterno, accenna un sorriso sdentato mentre coccola il cane di famiglia, Rio, incrocio tra un Cavalier King e un barboncino.

(Ph: Linda Broström/Kungl. Hovstaterna)

Dalla foto che ritrae insieme sorella e fratello è evidente che i ritratti siano stati scattati in un’unica seduta fotografica: ottimizzare evidentemente è la parola d’ordine. Questa scelta mi ha fatto ripensare a mia madre la quale, dato che mio fratello e io festeggiamo il compleanno a due settimana di distanza, aveva preso l’abitudine di fare una festa unica, un anno il giorno del suo compleanno, un anno quello del mio. Per fortuna, nonostante fossero la sua passione, non ha mai osato vestirci nelle tonalità del greige, che è tanto chic nelle mise di Armani, ma un po’ triste per i giovanissimi. Però l’espressione scanzonata di Oscar nella foto con la sorella è tutto un programma: non vi ricorda Danny Zuko di Grease?

Rosso e verde

Il colore non manca a Windsor, dove i principi ereditari (di Norvegia) sono stati ricevuti dai principi ereditari (del Regno Unito),.Al blu degli abiti dei signori fanno da contraltare le tonalità vibranti delle mise delle signore. Rosso scarlatto per Mette Marit, uno dei colori che le sta meglio e che porta più volentieri. Verde per il diligente completo di Catherine, scelto forse perché l’incontro era su tematiche green. Ma perché tutti e quattro in posa così? Sembrano una barriera di calciatori.

Ginger

Ed ecco la ragione di questo post! Carnevale è appena passato, e non sono mancate le maschere ispirate al mondo royal. Più che a regine e principesse delle fiabe, molte bimbe si sono vestite come la defunta Queen Elizabeth: colori pastello, cappellino e corgi di peluche, qualcuna perfino scortata da una (o due) grenadier guard. Questo però non l’avevamo mai visto: un piccolo gingerhead per celebrare il World Book Day, la giornata internazionale del libro. Game set match.

I migliori amici di una regina

Mi avete segnalato il sito di un famoso magazine che racconta come i due corgi di Sua Maestà sarebbero rimasti con lei, sul suo letto, vegliandola fino all’ultimo istante. La notizia è attribuita a “fonti ufficiali di palazzo” senza ovviamente dire quali; io però non ho trovato nulla. Va detto che lo stesso articolo è così credibile da situare il trapasso della sovrana “la notte dell’8 settembre”; non è tuttavia la scarsa accuratezza di certa stampa l’argomento di questo post.

(Ph: REUTERS/Peter Nicholls/Pool)

Non saprei dire se le due bestiole fossero davvero piazzate sul letto regale nel momento del passaggio; è possibile e dipende anche da come sia giunta la fine (se fosse stata necessaria un’assistenza medica costante dubito che avrebbe potuto consentirne la presenza anche perché i corgi, soprattutto al cambio di stagione, perdono i peli a ciocche). L’argomento del post sono loro, i corgi, e il legame con la loro augusta padrona, tanto forte e particolare che ormai la razza è universalmente nota come “i cani della regina”. Per la storia dei corgi reali vi rimando a questo link: Dog save the Queen!; mentre vi rassicuro sulla sorte dei due cagnolini che hanno assistito al passaggio del feretro a Windsor: sono stati adottati dal Duca di York, che li aveva donati alla madre (se poi non vi sentiste particolarmente rassicurati, considerate che anche dagli York abbonda la servitù dunque, se non proprio Andrew con le sue manine o Sarah che con lui abita da divorziati in casa, qualcuno che porta fuori le creature, le sfama e le disseta, ci sarà).

Nella sua lunga vita la regina ha avuto una trentina di corgi, tutti discendenti dalla capostipite Susan, arrivata in dono per i suoi diciotto anni. Col passare degli anni la linea di sangue dei Windsor Corgi si è estinta; alla sovrana era rimasta solo Candy, una dorgi (un incrocio, generato dall’amore clandestino tra un corgi e Pumpkin, bassotto della principessa Margaret), che è morta questa estate alla bella età di 18 anni; un altro dolore per Sua Maestà. Invecchiando Queen Elizabeth aveva deciso di non continuare con l’allevamento né sostituire i cani alla loro morte, ma poi il figlio Andrew ha cercato di addolcirle la vedovanza donandole Fergus e Muick (chiamato così dal Loch Muick, lago scozzese all’interno dell’area di Balmoral); il primo è moto dopo pochi mesi, ed è stato sostituito da Sandy.

Il legame tra il monarca e il cane è lungo e profondo; la storia dell’arte è piena di ritratti reali in cui l’uno accompagnano l’altro. E forse qualcuno ricorderà nel 2005 i funerali di un altro sovrano, Rainier III de Monaco, del cui corteo funebre faceva parte l’amato Odin.

(Ph: AP/Lionel Cironneau,Pool)

E i cani della regina? Ormai bisogna registrare l’avanzamento di carriera dei Jack Russell. Come Beth e Bluebell, i due esemplari che Camilla ha adottato dal Battersea Dog and Cats Home, il canile londinese di cui ha il patronage (La foto del giorno – Special preview)

The (once) Fab Four

Mentre il feretro di Queen Elizabeth lascia per sempre Balmoral alla volta di Edimburgo, noi facciamo brevemente il punto sulle ultime ventiquattr’ore. Nonostante l’importanza della cerimonia con cui sabato mattina Charles è diventato King Charles III, ciò di cui tutti hanno finito per parlare è rappresentato in questa foto: i due figli del nuovo sovrano e le loro mogli nuovamente insieme, a Windsor.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Le due coppie sono uscite dai cancelli del maniero per salutare i presenti e ammirare i fiori lasciati in omaggio alla regina scomparsa. Catherine, neo Principessa di Galles, dritta come un fuso e affilata come un rasoio, procede con passo da bersagliere. La cognata Meghan, che rimane Duchessa di Sussex – e rimane overseas, come ha amabilmente sottolineato il suocero nel suo discorso – appare meno sicura, infagottata nel vestitone nero. Non è strano, in fondo l’una è nel suo ambiente, l’altra no. Tra loro i rispettivi mariti, vicini e distanti. Bravi, un gesto che andava compiuto, anche se non credo che cambi qualcosa, almeno per il momento. Confesso che guardandoli più che i Fab Four mi vengono in mente i Neri per caso.

(Ph: Jonathan Brady/POOL/AFP/ Getty Images)

Come di diceva, l’evento clou della giornata è stata la proclamazione del nuovo Re in una cerimonia dal sapore antico per la prima volta trasmessa in televisione. King Charles non ha nascosto né l’emozione né la tensione, evidenti soprattutto al momento della firma, ostacolata dall’improvvida presenza di un paio di oggetti da scrittoio che hanno impavidamente sfidato le ire reali. D’altronde il primo discorso del sovrano ha fatto cadere il velo di impeccabile, algido controllo che era stato la cifra della monarchia britannica finora. Bisogna marcare da subito le differenze col monarca precedente, e la comunicazione è il primo passo; non credo che si tornerà indietro.

(Ph: Victoria Jones/PA)

King Charles ha anche mostrato per la prima volta – in forma di spilla appuntata sulla cravatta – il suo monogramma, che reca l’iniziale del nome intrecciata alla R di Rex, in latino. Lo vedremo presto sostituire ER (Elizabeth Regina) su passaporti, banconote, monete, francobolli, cassette postali, alcune livree e uniformi.

(Ph: Jeff J Mitchell/Getty Images)

Stessa evidente commozione a Balmoral, dove la sorella e i fratelli del re, con coniugi e figli, hanno partecipato ad una funzione privata nella vicina Crathie Kirk fermandosi poi a salutare e a ringraziare i presenti per la vicinanza, il rispetto, l’affetto, i fiori. Mai li avevamo visti manifestare così apertamente le proprie emozioni; commossa la solitamente controllata Anne, contrito l’arrogante Andrew – molto affettuoso con le figlie – angosciato il tenero Edward, sconvolta la moglie Sophie. Guardate il video; vederli allontanarsi insieme, abbracciati (minuto 3’30) è davvero toccante. https://videos.dailymail.co.uk/video/mol/2022/09/10/2970358429742485038/480x270_MP4_2970358429742485038.mp4

Confermate data e ora dei solenni funerali di stato di Queen Elizabeth II; saranno celebrati lunedì 19 alle 11:00 (le 12:00 in Italia) a Westminster Abbey, alla presenza dei potenti della terra.

Il calendario completo lo trovate qui: The day after

Le foto del giorno – Maundy Thursday

È il Giovedì Santo, giorno che il sovrano britannico dedica a un antico rito, la distribuzione di un obolo a cittadini anziani, per ringraziarli del lavoro svolto a fovore della comunità (qui per saperne di più La foto del giorno – 18 aprile).

La Regina, che oltre ad essere a capo della Chiesa Anglicana ha anche una fede profonda, non manca mai all’appuntamento, ma quest’anno ha dovuto rinunciare e restare a riposo, dopo aver confessato che il covid le ha lasciato un senso di malessere generale accompagnato da grande spossatezza.

L’ha impeccabilmente sostituita il Principe di Galles con la moglie Camilla, che dopo il Royal Maundy Service nella St. George’s Chapel a Windsor ha consegnato l’obolo – quest’anno costituito da monete di un conio speciale per il Platinum Jubilee – a 96 signore e 96 signori, quanti sono gli anni di vita di Sua Maestà.

Come sapete Lady Violet ama questa coppia, e dunque forse manca di obiettività, ma chiunque ricordi Charles nella sua complicata e a volte ombrosa giovinezza non può non notare che signore aperto e simpatico sia diventato.

Merito sicuramente di Camilla, il grande amore, che gli ha dato serenità e stabilità. Ma forse merito anche Diana, che ha notevolmente contribuito ad avvicinare i Reali alla gente comune.

Le foto del giorno – Sempre al lavoro

Se è vero che ieri la Regina non ha partecipato al Commonwealth Day Service, come accaduto pochissime altre volte, è vero anche che come annunciato Her Majesty prosegue con i suoi impegni, in video e in presenza. Oggi pomeriggio ha ricevuto per un afternoon tea a Windsor la Governor General del Canada, Sua Eccellenza la Molto Onorevole Mary Simon, accompagnata dal marito Mr Whit Fraser.

Il Canada è una monarchia costituzionale e una democrazia parlamentare. Her Majesty The Queen Elizabeth II è la sovrana e il capo dello stato, rappresentata nel Paese dal (in questo caso dalla) Governor General. La signora Simon è la trentesima persona a ricoprire l’incarico, ma la prima autoctona; sua madre infatti era una Inuit, apparteneva cioè alla popolazione indigena delle coste artiche del continente americane (quelli che noi chiamiamo con una certa approssimazione Eschimesi).

Sua Maestà è apparsa in buona forma e in ottimo spirito, con un elegante abito a stampa paisley (il disegno cachemire), muovendosi senza l’aiuto del bastone. Ho stentato a riconoscere la spilla, indossata come d’abitudine sulla spalla sinistra, perché nelle foto sembra composta da diamanti con una perla (o un diamante) centrale. Poi l’ho trovata: è la Sapphire Jubilee Brooch: 48 zaffiri di colori e misure differenti, circondati da circa 400 diamanti, montati in oro bianco.

The Queen’s Jubilee Brooch (CNW Group/Hillberg & Berk)

Zaffiri, diamanti e oro provengono tutti dal sottosuolo canadese; gli zaffiri sono gli unici rinvenuti in Canada – nella Baia di Baffin – fino a quel momento. La Regina ha ricevuto questo splendido dono il 19 luglio 2017 dall’allora Governor General David Johnston nella sede della Canada House in Trafalgar Square, in occasione dei 150 anni dalla nascita della confederazione canadese. In quello stesso anno la sovrana festeggiava – in tono minore, va detto – i 65 anni di regno, che è appunto il giubileo di zaffiro.

La spilla è stata realizzata da Hillberg & Berg, manifattura canadese con base nella provincia di Saskatchewan, e ha una forma che evoca sia la stella del nord sia un fiocco di neve.

Lady Violet non ama particolarmente gli zaffiri, ma in questo caso potrebbe fare un’eccezione… e comunque, se non la spilla, si potrebbe avere almeno quella Royal Guard in silohuette che si vede accanto alla porta, nella prima foto? Thanks!

Le foto del giorno – Più bella e più superba che pria

Sì ha avuto il covid, sì ci siamo preoccupati tutti tanto, sì è davvero guarita. E se non ci sono bastate le immagini dell’udienza condotta via video per ricevere le credenziali di due nuovi ambasciatori (Buone notizie), questa volta Her Majesty è apparsa di persona in tutto il suo splendore, tale da oscurare anche uno dei politici più belli (e piacioni) in circolazione: Justin Trudeau, Primo Ministro canadese e dunque suo suddito.

Che è nel Regno Unito per la crisi ucraina, e oggi è stato ricevuto dalla sua regina. Un incontro vis-à-vis al castello di Windsor, dove Sua Maestà risiederà permanentemente, dopo aver abbandonato in via definitiva il mai troppo amato Buckingham Palace; un altro passo che prepara la successione. La sovrana indossa un abito con una fantasia un po’ patchwork un po’ azulejos, composta da riquadri a motivi diversi tutti declinati nelle tonalità del blu e del grigio, e a quanto si vede non ha con sé il bastone con cui l’abbiamo spesso vista di recente.

Trudeau appare giustamente deferente e pure, comprensibilmente, leggermente imbarazzato, anche se Her Majesty l’ha conosciuta da bambino; è infatti nato il giorno di Natale del 1971 durante il primo mandato da Primo Ministro del padre Pierre (i lettori meno giovani ricorderanno bene lui e soprattutto la bella e giovane moglie Margaret, protagonista del gossip di quegli anni), e la sovrana ha compiuto nel suo lungo regno una ventina di visite in Canada, il Paese in cui è stata di più. A tal proposito resta indimenticabile la cena dei Capi di Governo del Commonwealth a Malta nel 2015, quando lui esaltando il lungo regno e il l’altrettanto lunga attività al servizio del Commonwealth le dice che lei ha visto più Canada di molti Canadesi. E lei con un esemplare aplomb britannico risponde “Thank you Mr Prime Minister of Canada, for making me feel so old” (Grazie Signor Primo Ministro del Canada, per farmi sentire così vecchia!). Se ve lo foste perso, o non lo ricordate, lo trovate qui https://www.youtube.com/watch?v=8rd1v2OX6vE

Fotografie come quelle di oggi piacciono particolarmente a Lady Violet perché consentono di sbirciare tra gli ambienti dove la sovrana vive. Oggi è in un salotto con divani e poltrone in toni neutri su una moquette rosso scuro; boiserie in stile gotico color crema e un bel camino in ghisa sullo sfondo. Accanto a lei un tavolino con un gran mazzo di fiori azzurri e gialli, un riferimento alla bandiera ucraina? Sotto si vedono – rigorosamente vuoti che si impolverano da mori’ – due di quei portariviste in tondino di ferro, tanto popolari negli anni ’50/60; sono sicura che c’erano anche a casa vostra (o dai nonni), non dite di no! Sul tavolo oggetti vari – libri, ciotoline – e due foto incorniciate. Una si vede francamente troppo poco, l’altra è quella famosa il cui lei e Philip sono circondati dai pronipoti.

Che all’epoca – il 2018 – erano sette, ora sono diventati dodici. Cuore di (bis)nonna!

Buone notizie

Oggi c’è un bisogno disperato di buone notizie, e Lady Violet è lieta di averne.

Benché non ci siano dichiarazioni in proposito se è vero ciò che diceva Dame Agatha (Christie), che tre indizi fanno una prova, possiamo affermare che Her Majesty non ha più covid. Primo indizio: l’attività della Royal Family è proseguita as usual; ad esempio sabato il Royal Collection Trust ha pubblicato il primo ritratto fotografico di Elizabeth da regina, realizzato esattamente 70 anni prima, a venti giorni di distanza dalla morte di George VI. E la Duchessa di Cambridge ha addirittura compiuto una visita all’estero (a Copenaghen Crescono le principesse), segno che Sua Maestà, se non già guarita, era comunque in condizioni soddisfacenti.

Secondo indizio: oggi la sovrana ha concesso udienza via video – lei a Windsor loro a Buckingham Palace – a due nuovi ambasciatori presso il Regno Unito, che le hanno presentato le loro credenziali: Sua Eccellenza Mr. Carles Jordana Madero, Ambasciatore di Andorra e Sua Eccellenza Mr. Kedella Younous Hamidi, Ambasciatore del Chad, nell’abito tradizionale del suo Paese.

Terzo indizio: non ci sono immagini ma c’è la notizia: Her Majesty ha dedicato la scorsa domenica a fare la nonna e la bisnonna: sono infatti andate a trovarla Catherine e Beatrice di York, comprese di prole. E questa secondo me è la prova regina (notate il raffinato gioco di parole!) perché difficilmente l’avrebbero messa a contatto con dei bambini, tra cui la piccola Sienna di soli cinque mesi, e d’altro canto lei doveva sentirsi abbastanza bene da vedersi intorno non uno non due non tre ma ben quattro bambini.

Anche il Principe di Galles e la moglie si sono negativizzati e hanno ripreso le loro attività: oggi hanno visitato Southend-on-Sea, presentando le Lettere Patenti che concedono alla città dell’Essex il passaggio dallo status di town a quello più importante di city.

Per oggi possiamo accontentarci.

Breaking News! – Anche lei!

È ufficiale, anche Sua Maestà la Regina ha contratto il covid.

La sovrana, che ha ricevuto tutte e tre le dosi di vaccino (l’ultima sembra a ottobre) è risultata positiva al test, dopo che la stessa cosa era accaduta al figlio Charles – già uscito dall’isolamento – e alla nuora Camilla. Buckingham Palace ha confermato la notizia con un comunicato, riferendo che la sovrana ha leggeri sintomi simili a un raffreddore, e si aspetta di poter continuare con moderazione le proprie attività. Naturalmente resta sotto stretta osservazione da parte del suo staff medico.

Le foto del giorno – Eccola!

Ricapitolando: giovedì è stato annunciato che il Principe di Galles era risultato (di nuovo) positivo al covid, mentre la moglie era negativa. Lunedì è arrivata la notizia che Camilla ha festeggiato San Valentino onorando la formula in salute e in malattia: positiva anche lei. Ciò che sappiamo dei futuri sovrani è che sono in isolamento dove, se non ho capito male, dovrebbero rimanere 10 giorni. Non abbiamo notizie del loro stato di salute, ma essendo entrambi completamente vaccinati (e Charles anche guarito) possiamo ragionevolmente pensare che siano in buone condizioni.

Ciò che però per giorni ha impensierito è un possibile contagio di Sua Maestà, che per certo ha incontrato il figlio nella giornata di martedì 8. La Regina ha ricevuto tutte e tre le dosi di vaccino ed è costantemente monitorata, ma nulla di più è stato reso noto. Ieri però la sovrana si è mostrata ai suoi sudditi, anche se virtualmente, ricevendo le credenziali di due nuovi ambasciatori; lei a Windsor e i diplomatici a Buckingham Palace.

(Ph: Getty Images)

Oggi è andata ancora meglio: Her Majesty, che è di nuovo a Windsor dopo la breve permanenza a Sandringham, ha ricevuto in persona il Generale di Divisione Eldon Millar, nuovo Defence Services Secretary, e l’Ammiraglio James Macleod, suo predecessore. Anche oggi la sovrana aveva con sé il bastone – ma non quello appartenuto a Philip (Le foto del giorno – Partenze, arrivi e cammini) – e parlando con i due ufficiali ha fatto notare di muoversi con difficoltà: “As you can see, I can’t move” (come vedete, non riesco a muovermi). Il fatto però che l’incontro sia avvenuto dal vivo vuol dire che evidentemente non ha sviluppato la positività al virus. Sua Maestà indossava un elegante abito a disegni geometrici verdi e azzurri su fondo rosa con gonna plissé. Sulla spalla una piccola spilla composta da un zaffiro rosa acceso contornato di brillanti.

Il Generale Millar – che all’arrivo insieme con l’Ammiraglio Macleod è stato accolto dai ringhi di Candy, un dorgi, incrocio tra il bassotto e il corgi – sostituisce il collega come responsabile dei rapporti tra la Casa Reale e le Forze Armate, una sorta di interfaccia della Regina col Ministro della Difesa e con i Capi di Stato Maggiore delle diverse Armi.