Virginia, che inventò la donna moderna

Nacque a Londra il 25 gennaio 1882 Adeline Virginia Stephen, figlia di un famoso intellettuale vittoriano e di un’altrettanto famosa modella per i pittori più in voga, virginia-woolfFu scrittrice, pensatrice, femminista, imprenditrice, sostenitrice dell’uguaglianza tra i sessi e dei diritti dei lavoratori. Fu la tenera compagna del marito Leonard Woolf, ma amò anche Vita Sackville-West; una vita ricca, complessa e complicata, segnata dagli abusi dei fratellastri da adolescente e della depressione che l’accompagnò tutta la vita fino alle sponde del fiume Ouse, dove si lasciò morire come una moderna Ofelia, con le tasche piene di sassi. Lasciò al marito una lettera che è un capolavoro d’amore e di scrittura, che vi posto non per ricordarla in morte, ma per comprendere alcune sfumature della sua vita.

Dearest, I feel certain that I am going mad again. I feel we can’t go through another of those terrible times. And I shan’t recover this time. I begin to hear voices, and I can’t concentrate. So I am doing what seems the best thing to do. You have given me the greatest possible happiness. You have been in every way all that anyone could be. I don’t think two people could have been happier ‘til this terrible disease came. I can’t fight any longer. I know that I am spoiling your life, that without me you could work. And you will I know. You see I can’t even write this properly. I can’t read. What I want to say is I owe all the happiness of my life to you. You have been entirely patient with me and incredibly good. I want to say that – everybody knows it. If anybody could have saved me it would have been you. Everything has gone from me but the certainty of your goodness. I can’t go on spoiling your life any longer. I don’t think two people could have been happier than we have been.

(Carissimo, sono certa che sto impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto per fare ciò che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la più grande delle possibili felicità. Sei stato in ogni modo tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone avrebbero potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso combattere più. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai, lo so. Vedi, non riesco neanche a scrivere bene. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che tutta la felicità della mia vita la devo a te. Sei stato sempre tanto paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – ma lo sanno tutti. Se qualcuno avesse potuto salvarmi saresti stato tu. Tutto mi ha lasciato tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di noi)

E non mancate di leggere il bellissimo post di Tiziana Ragni Meripop, che dimostra quanti semi Virginia abbia lasciato nelle nostre menti e nei nostri cuori, e quanti fiori forti e profumati quei semi diano ancora. http://www.supercalifragili.com/?p=19610&fbclid=IwAR3t_e01MX7LwILtCxWwLudZDiwb8ZF1GlhOkGKj5Fr5dzCPr0GyQ7AyXYQ

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