La foto del giorno – E fu il divorzio

Agosto corre verso la sua fine, e probabilmente a molti torna alla mente la scomparsa di Diana, The Princess of Wales. Lady Violet quest’anno non la ricorderà, dando la precedenza a un’importante compleanno; lo fa oggi, che è comunque una data centrale in quella sua storia.

(Ph. Getty Images)

Il 28 agosto 1996 il divorzio tra i Principi di Galles diventa effettivo; lei perde il diritto ad essere considerata un’altezza reale, e a far precedere il suo nome dalla sigla HRH, ma guadagna una grossa somma di denaro (non si sa per certo naturalmente, ma si parla di 17,5 milioni di sterline più 400.000 di mantenimento all’anno) e il diritto di continuare a vivere nell’appartamento 7 nel “condominio reale” di Kensington Palace. Lui ci rimette praticamente tutto il patrimonio cash, ma recupera un po’ il controllo sulla sua vita. La coppia è separata dal 1992, eppure il divorzio non è affatto scontato; a far precipitare la situazione è proprio quello dei due che non lo vuole. Il 20 novembre 1995 quasi 23 milioni di Britannici seduti sui loro sofà dopo cena seguono la principessa raccontare con abbondanza di non richiesti dettagli la sua verità a Martin Bashir, che la intervista per il programma Panorama della BBC. Una mossa improvvida, che ha due conseguenze gravi. Il figlio tredicenne William che studia a Eton per la vergogna è costretto a rifugiarsi a casa del preside; mentre la Regina prende carta e penna e scrive alla nuora un messaggio di questo tono: “Mi sono consultata con l’Arcivescovo di Canterbury e il Primo Ministro, e naturalmente con Charles, e abbiamo deciso che la migliore strada per te sia il divorzio”. All’ordine perentorio Diana reagisce male – la forma avrebbe indispettito chiunque, temo – ma va detto che quel matrimonio ha un peso per il Paese che un sovrano non può ignorare, e va ricordato che nel corso dell’intervista la principessa fa anche dichiarazioni sulla monarchia che avrebbe un disperato bisogno di rinnovamento, che difficilmente possono essere accettate, e infatti non lo sono. Il resto è storia nota.

Il 1 luglio del prossimo anno Diana avrebbe compiuto sessant’anni, e per celebrare l’occasione è di oggi la notizia che una statua che la raffigura sarà eretta nel Sunken Garden di Kensington Palace, dove Harry e Meghan hanno annunciato il fidanzamento. L’opera è stata commissionata tre anni fa da William e Harry a Ian Rank-Broadley, autore del ritratto della Regina che compare sulle monete, e speriamo sia meglio delle altre statue della principessa in circolazione, solitamente di rara bruttezza, che non le rendono giustizia per niente. Per ora non si sa di più, ma mi piace pensare a una festa in giardino con tutti i nipotini che lei non ha ma conosciuto. George, Charlotte, Louis. E Archie.

Uno degli aspetti più affascinanti di Diana è secondo Lady Violet l’evoluzione del suo stile, analizzati in questi post:

Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte)

Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte)

Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte)

4 pensieri su “La foto del giorno – E fu il divorzio

  1. La figura di Diana mi ha spesso lasciato interdetta, troppe voci contrastanti su di lei (era una persona limitata? Un’astuta manipolatrice della stampa? Una donna dolce e inoffensiva? Una persona infantile e capricciosa? Un agnello dato in pasto alla corte?) Naturalmente non posso credere ai ritratti tutti in bianco o in nero, ma la gente ama il monocolore.
    Non resta che goderci l’apparenza, sfavillante, di una persona che bucava lo schermo. Alta senza essere una spilungona, con bellissimi colori di occhi, pelle e capelli, i difetti (il naso un po’ lungo) portati con disinvoltura.
    Se fosse sopravvissuta si sarebbe stravolta col botox, accorciata il naso, pompato gli zigomi? No perché tendeva a migliorare piuttosto che peggiorare, si valorizzava, sarebbe diventata una splendida vecchia.
    La immagino con il bob color argento, abiti ormai definitivamente lineari, colori sofisticati. Ci siamo persi l’ultima tappa dell’evoluzione.

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    • Diciamo che dopo la sua morte alcuni libri (tra cui uno di Caprarica) hanno contribuito a ristabilire, per quanto possibile, un certo equilibrio, fissando alcuni punti. Francamente dopo tanti anni mi chiedo che senso abbia ancora accanirsi, anche se è abbastanza normale che la morte di una creatura giovane bella e in fondo sfortunata la trasformi in una creatura angelica. Dall’andazzo che aveva preso la sua vita ho sempre immaginato che sarebbe finita a fare l’accompagnatrice di turno per miliardari, ma magari avrebbe trovato la serenità come nonna. Io preferisco fermarmi agli aspetti più interessanti della sua evoluzione, e quella di stile è senz’altro la più affascinante, direi un unicum.

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  2. Cara Lady Violet, dovrebbero fare tutti come te. Che la povera Diana riposi in pace e venga ricordata solo per le cose belle della sua vita. Il circo mediatico intorno alle sue vicende fu spietato e non risparmiò neanche i suoi figli.

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    • Infatti mia cara, che senso ha? Lasciamola riposare in pace finalmente, ricordiamo i suoi lati più interessanti e piacevoli, e quei meriti che senza dubbio ebbe in vari campi.

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