Le foto del giorno – Bhutan Coronation Day

Stavamo per perderceli! Lady Violet aveva totalmente dimenticato l’anniversario dell’incoronazione del Re del Bhutan, avvenuta il 1 novembre 2008. Per celebrare il Coronation Day, la nostra royal family preferita ha deciso di offrire al suo popolo e agli entusiasti sostenitori sparsi per il mondo una nuova serie di Kupars, ritratti fotografici. La star è il piccolo di casa il Gyalsey (principe) Ugyen Wangchuck, nato il 19 marzo scorso.

Che è molto cresciuto e francamente irresistibile, e l’abito tradizionale lo rende ancor più adorabile. Il fortunato pupetto può contare su un fratello maggiore di quattro anni, il Gyalsey Jigme Namgyel, che un giorno siederà sul trono, e nel frattempo prende molto seriamente il ruolo di big brother.

La Regina Consorte Jetsun Pema è ritratta con i suoi bambini in una sala di Dechencholing Palace, nei pressi della capitale Thimphu. Confesso che non amo particolarmente lo sfondo turchese – colore che detesto – e trovo che l’abito beige non doni particolarmente alla bellissima sovrana, ma sono certa che in Bhutan tali mie opinioni interesseranno il giusto, cioè niente.

Il quinto Re Drago, che in fondo sarebbe il festeggiato, compare in un solo scatto e piuttosto informale da cui traspaiono temperamento, autorevolezza, empatia; in una parola: carisma.

(e pure una certa figaggine, diciamolo).

Due anniversari e una correzione

Ieri, guardando Her Majesty vestita di nero in uscita da Windsor Castle, Lady Violet ipotizzava che stesse andando ai funerali della cugina Lady Elizabeth Shakerley. Ci sbagliavamo, e una circolare di Corte ha chiarito il mistero.

Sua Maestà ha visitato in privato Westminster Abbey, per celebrare i cento anni dalla deposizione del Milite Ignoto. Il centenario vero e proprio sarà mercoledì 11, ma immagino che essendo oggi scattato il lockdown per tutta l’Inghilterra, la sovrana abbia anticipato il suo omaggio. Se volete conoscere tutta la storia dell’Unknown Warrior la trovate qui Remembrance Day 2019.

Oggi è anche il giorno di un piccolo, delizioso anniversario. Il 5 novembre 1981 Buckingham Palace lietamente annunciava che la Principessa di Galles era incinta del primo figlio, la cui nascita era prevista per il giugno seguente. William infatti è nato il 21 giugno, e Lady Violet ricorda lo stupore di un annuncio dato nelle prime settimane di gravidanza, ben prima dei canonici tre mesi. A cento giorni dalle nozze iniziavamo a conoscere lo stile Diana, che molte altre sorprese ci avrebbe riservato negli anni a venire.

Dal punto di vista del look invece la giovanissima principessa era assai lontana dall’icona planetaria che sarebbe diventata. Quel giorno i Principi di Galles erano ospiti del Lord Mayor per un pranzo alla Guildhall; Diana indossava una delle sue mise peggiori di sempre: un cappotto in tweed ruggine con dettagli sfrangiati di Bellville Sassoon, incomprensibilmente abbinato ad accessori royal blue e le scarpe in una sfumatura ancora più chiara. Il cappellino di John Boyd era in una foggia che mia madre chiamava alla Robin Hood, e non era ahimé nuova per lei (lei Diana, non mia madre, che difficilmente si sarebbe coronata di piume). Come non fosse già abbastanza, il video del ricevimento rivela trattarsi di un completo, composto da gonna e gilet di tweed su camicia blu con maniche enormi. E no, la colpa non è dei famigerati anni ’80, vi assicuro che era brutto anche allora. https://www.youtube.com/watch?v=XjzuKEPM5S8

Belville Sasson era un brand assai di moda all’epoca nel beau monde anglosassone; che Diana amava molto. Anche la sera prima, per l’inaugurazione della mostra Splendours of the Gonzaga al Victoria&Albert Museum la principessa aveva scelto un abito da sera della maison, (e alla fine si addormentò pure, ma questa è un’altra storia).

Belleville Sassoon è passato alla storia del fashion anche per una favolosa gaffe, fatta proprio con Diana, da far impallidire quelle pur fenomenali del suocero. In vista dell’annuncio urbi et orbi del fidanzamento, la fanciulla decise di cercare la mise da indossare nella boutique londinese del brand. Qui però una vendeuse – francese, perciò per sua natura ostile agli Inglesi, da boicottare ove possibile – non avendo idea di chi fosse la invitò a cercare in un negozio più cheap; il famoso tailleur azzurro da hostess attempata fu acquistato di corsa da Harrods, stabilendo un ideale legame che non le avrebbe portato nessuna fortuna.