La settimana che si chiude oggi ci ha deliziati con ben due visite di stato. anno coinvolto quattro paesi del Mediterraneo e una ci riguarda direttamente.

Venerd 2 alle 11.30 la berlina nera del Presidente Mattarella ha fatto il suo ingresso nel cortile d’onore del Palais Princier, a Monaco. Il Presidente, accompagnato dalla figlia Laura, ha trovato ad attenderlo i principi sovrani, Albert II e Charlène, con i figli Jacques e Gabriella (che per inciso portano l’uno un nome francese l’altra italiano in omaggio ai due paesi più vicini al Principato). Colpo di scena, entrambe le signore avevano fatto la tessa scelta – un tailleur pantaloni bianco – con esito purtroppo assai diverso. Perfetta Charlène in Dior, un completo in lana e seta composto da giacca avvitata e pantaloni morbidi, in ossequio alla tendenza che vuole volumi in contrasto. Molto bello anche il colore, un ecru che riscalda l’incarnato. Chic.

Al contrario Laura Mattarella azzarda un bianco freddo che non le dona, ma tutto sommato è il male minore. Il suo tailleur abbina una giacca doppio petto di forma che potrebbe anche essere interessante ma secondo me non perfettamente riuscita, a pantaloni skinny corti alla caviglia e col risvoltino che non si portano più da quel dì e sono veramente troppo informali, né aggiungono nulla gli accessori grigio perla, anzi. Shock. Consentitemi però una piccola digressione. Il completo di Charlène costa più di 5000 euro. Troverei al limite dell’indecenza se la First Lady di una repubblica spendesse ripetutamente queste cifre; la soluzione potrebbe essere acquistare pochi capi di quaità, naturalmente made in Italy, scelti in modo da poterli abbinare ottenendo mise sempre diverse. Laura ha partecipato di recente a un evento per la Fashion Week a Milano, vestita Armani, ed era splendida.

Va meglio la sera per il banchetto ufficiale, cui Madame Mattarella partecipa con un abito blu caratterizzato da un nodo che sottolinea il modello monospalla. L’abito non sarebbe brutto ma non è certo da gran sera: si ferma a sfiorare le caviglie e i lembi sovrapposti dell’orlo si spingono ben più in alto. Che vi devo dire, un grande boh.
Monospalla anche per Charlène, ma qui siamo su un altro pianeta, con l’abito in georgette ricamato con cristalli tridimensionali; interessante la presenza della manica, aperta dal gomito, che aggiunge movimento. L’unico errore fatto dalla principessa è il non aver omaggiato gli ospiti scegliendo la moda italiana, preferendo in questo caso Elie Saab. Favolosi gli orecchini di diamanti Graff. Non il mio stile preferito, ma senz’altro chic.

L’errore di Charlène non lo fa Caroline, vestita Armani dalla testa ai piedi, scarpe comprese. Una sinfonia di grigi in armonia coi suoi capelli, che ha il suo punto di forza nel giacchino tempestato di cristalli (mi dicono essere stato indossato da Anne Hathaway in Il Diavolo veste Prada 2). Nemmeno il suo abito, uno slip dress in raso, arriva a terra, ma qui un senso c’è. Eternamente chic.
Due giorni prima, il 30 settembre, sono i sovrani di Spagna Felipe e Letizia ad accogliere i Macron in visita ufficiale. Brigitte resta fedele a Vuitton con un insieme composto da abito e pardessus in un’intensa tonalità di rosa che da lei non ci si aspetterebbe, perciò mi piace molto; bello il modello, bella la linea, bellissima la realizzazione . Chic.

Letizia dal canto suo si affida alla Mason Pentegaz, il cui fondatore Manuel, all’epoca decano dei sarti spagnoli, creò il suo abito da sposa. Questa volta realizza un abito di seta grigia con fiocco a chiudere l’alto collo e un ricamo a fiori con delle formazioni nere, che evocano un’ecatombe di mosche, sparsi alla come viene. Solo la figura sottile e la naturale eleganza di Letizia evitano la completa débacle, ma non lo shock di Lady Violet.

La cena di gala vede Brigitte confermare il suo stile con un abito bianco e argento simie a mille altri indossati in questi anni, probabilmente creato, come gi altri, da Vuitton. A me non sono mai piaciuti, a lei evidentemente sì. Boh. La Reina si affida a Carolina Herrera che realizza uno di quegli abiti che innescano di solito due reazioni: si amano o si odiano. Io piuttosto la seconda, ma andiamo per gradi. Il modello è un cape dress di un originale color fiordaliso, e fin qui tutto nella norma; a non convincermi è la decorazione che circonda le spalle in cristalli fumé che fa uno strano contrasto, peggiorato dalla fascia scarlatta dell’ordine della Legion d’onore. Boh ma guardiamo gli aspetti positivi: l’abito è in prestito, dunque una scelta economica e pure etica, e la meravigliosa tiara floreale che brilla sul capo di Letizia è in grado di farci accettare qualsiasi cosa.

La Reina mi piace decisamente di più il giorno dopo, quando sono i Macron a ospitare i sovrani nella sede dell’ambasciata francese. Letizia recupera appieno il suo stile con un abitino nero drappeggiato in vita e decorato di cristalli grandi eppure discreti (Sandro) bello l’abbinamento con scarpe e clutch oro Magrit. Chic. Continua con la sua svolta parainfantile Brigitte, che dopo il rosa Barbie compare vestita da fata turchina. Che vi devo dire? Francamente boh.
Alla prossima domenica!