Prima è toccato all’imperatore del Giappone annullare i festeggiamenti pubblici per il sessantesimo compleanno a causa del coronavirus. Oggi il Presidente Mattarella ha proposto di rinviare la visita dei sovrani del Belgio, prevista nel nostro Paese dal 23 al 25 marzo.
E sempre oggi i reali svedesi (con loro in questa immagine di repertorio) avrebbero dovuto ospitare un gala dinner con 150 prestigiosissimi invitati da tutto il mondo, ricontattati uno ad uno da quando lunedì anche questo evento è stato rimandato per timore del contagio.
Varcando la Manica, se ieri abbiamo visto Sua Maestà presiedere una cerimonia di investitura con le mani guantate per la prima volta in 68 anni di regno, oggi giunge la notizia che ieri, incontrando degli operatori sanitari durante il viaggio che sta compiendo in Irlanda con sua moglie, il Duca di Cambridge se n’è uscito con una battuta non particolarmente felice sul fatto di essere lì con Catherine a «spargere il coronavirus». Evidentemente ha pensato che lo spirito di patata sarebbe stato gradito agli Irlandesi, la cui cucina si basa sull’uso di tale tubero.
Sempre oggi, nel corso di una breve visita al London Transport Museum, è stata la Duchessa di Cornovaglia a scherzare sul fatto che pensa di auto quarantenarsi. Ad ogni buon conto Camilla ha pensato bene di imitare la suocera, e non si è sfilata i guanti. Che il marito Charles invece non indossava. Nelle Isole Britanniche insomma al momento la regola sembra essere business as usual.
Autore: Lady Violet
Le foto del giorno – Times change
I tempi cambiano, cambiano anche per una delle istituzioni più tradizionalmente immutabili com’è la corte di St James. E così è accaduto che per la prima volta in 68 anni di regno oggi Her Majesty abbia presieduto una cerimonia di investitura indossando un bel paio di guanti, in ossequio non solo alla corona, ma anche al corona(virus).
Guanti che la sovrana porta sempre tranne appunto per le investiture quando deve appuntare le onorificenze, gesto sicuramente più facile con le dita en deshabillé. I guanti che ricoprono le regali mani sono prodotti nell’East Sussex da Cornelia James, maison fondata da una signora di origine ebraico-austriaca arrivata nel Regno Unito nel 1939; dopo la sua morte è la figlia Genevieve a portare avanti il brand, coinvolto anche nella produzione di The Crown. E a proposito di Sussex, domenica la sovrana ha ricevuto il duca Harry per un pranzetto durato fino all’ora dell’afternoon tea; quattro ore di chiacchiere a cuore aperto tra nonna e nipote, in cui Sua Maestà avrebbe confermato l’amore e il sostegno della famiglia per i Sussex, per i quali le porte restano aperte.
I Duchi di Cambridge sono invece in Irlanda per una missione di grande importanza politica, dato che la Brexit potrebbe aver innescato un processo di riunificazione, che finirebbe col privare il Regno Unito dell’Ulster.
I duchi sono stati ricevuti al Government Building dal Primo Ministro Leo Varadkar, in compagnia dello scravattato partner Matthew Barrett. I tempi cambiano anche nella cattolicissima Irlanda, che ha un premier dichiaratamente gay e ufficialmente fidanzato. Primi ad incontrare i Cambridge, come da protocollo, erano stati il Presidente e la First Lady. Michael Higgins è un politico e un poeta – che è una combinazione meravigliosa – ed è sposato con l’attrice Sabina Coyne.
Sono una coppia adorabile, e la deliziosa travolgente Sabina ha preso sotto braccio la futura regina, che ha risposto con entusiasmo. Della verdevestita Catherine parleremo, non temete, oggi desidero farvi notare come la First Lady, dotata di charme brio e presenza scenica, non sfiguri affatto accanto alla più giovane, più alta, più magra duchessa, anzi. Per cui sarebbe cosa buona e giusta rendersi finalmente conto che il fascino di una signora non si misura né in anni, né in centimetri, né men che meno in chili. I tempi cambiano, a volte siamo noi che abbiamo paura di cambiare. Convincimenti, idee e comportamenti.
Le foto del giorno – Happy birthday Oscar!
Del figlio minore di Victoria di Svezia ci siamo abituati ad amare l’irresistibile espressione imbronciata; ma oggi Oscar Carl Olof, Principe di Svezia, Duca di Skåne, compie quattro anni, e ci regala uno di quei simpatici sorrisi che da un po’ vanno comparendo sul suo faccino.
Vestito come uno scandinavo lord e pettinato come un piccolo Daniel, il suo papà. Che un giorno dopo l’altro si dimostra un uomo solido e sembra un ottimo marito e padre, però mantiene un aspetto piuttosto elegante ma vagamente inquietante per via degli occhialetti severi e della rigida scriminatura che divide e ordina i capelli immobili in qualunque situazione e condizione meteorologica.
Per ragioni personali ho un debole per il nome Oscar, che penso sia stato dato al piccolo principe – insieme con quelli dei due nonni – in memoria del secondo e del quarto re della dinastia Bernadotte, Oscar I e Oscar II; se così fosse dividerebbe questo privilegio col più celebre degli Oscar, il divino Wilde. Che sembra (non sono riuscita a ritrovare la fonte, ma l’informazione ci fu data all’università) fu chiamato così dal padre, illustre medico che aveva tra i suoi pazienti la Regina Victoria, George Bernard Show e appunto i sovrani svedesi.
Nella seconda fotografia diffusa oggi per l’occasione (immagino presa nella stessa sessione di quelle per Estelle, pubblicate una settimana fa Le foto del giorno – 24 febbraio ) lui e sua sorella mi ricordano tanto Jane e Michael Banks, i due bambini curati dalla nannie per eccellenza, Mary Poppins, nel primo storico film. Praticamente perfetti sotto ogni punto di vista.
La foto del giorno – It’s St David’s Day
Oggi, 1 marzo, si festeggia San Davide; che non è il celebre Re d’Israele (quello si celebra il 29 dicembre), ma un monaco gallese vissuto nel VI secolo. Questo St David gallese è ovviamente il patrono del Galles, e oggi in suo onore in ogni dove daffodil, il narciso giallo che è simbolo del Paese. È un giorno che viene particolarmente onorato da Charles, l’uomo che da più tempo porta il titolo di Prince of Wales nella storia della monarchia britannica.
Quest’anno è stato il primo a firmare il grande petalo del Great Big Daffodil Tour, una raccolta fondi per i malati terminali e le loro famiglie che toccherà varie città del Regno Unito durante tutto marzo.
Oggi inizia anche l’ultimo mese di royal engagements per i Duchi di Sussex prima dell’autoesilio canadese (o quello che è). Come sapete Harry è già in patria da alcuni giorni mentre Meghan lo raggiungerà in settimana. In molti si chiedono (ci chiediamo) se Archie arriverà insieme alla mamma per rivedere – ed essere rivisto da – nonno bisnonni zii e cuginetti, ma in molti pensano di no, a partire dal Sunday Times.
Lady Violet, che ad onta della fama è dotata di un animo romantico spera davvero che Archie possa muovere i primi passi sul suolo natìo, giocando coi daffodil d’oro come quelli cantati da William Wordsworth
I wandered lonely as a cloud
that floats on high o’er vales and hills,
when all at once I saw a crowd,
a host, of golden daffodils;
beside the lake, beneath the trees,
fluttering and dancing in the breeze.
Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.
The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
In such a jocund company.
I gazed – and gazed – but little thought
What wealth the show to me had brought:
For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.
La foto del giorno – 29 febbraio
Oggi parliamo di quel fagottino nel marsupio, abbracciato al papà.
Si chiama Christopher – detto Wolfie – quest’anno compie quattro anni e sembra che tra tre mesi esatti avrà un ruolo da protagonista in una giornata che Lady Violet e tutte le persone accomodate sul suo sofà attendono con affettuosa curiosità.
Ma andiamo con ordine. Il giovane padre nella foto è ovviamente il fidanzato dell’anno, Edoardo Mapelli Mozzi, che pur discendendo da una nobile famiglia bergamasca è nato a Londra e vissuto sempre nel Regno Unito. Suo padre Alessandro, un passato da sciatore olimpico, ha la doppia cittadinanza; la madre Nikki è inglese e dopo il divorzio dal padre di Edo sposò Christopher Shale, personalità di spicco tra i Tories e collaboratore dell’ex Premier David Cameron. Edoardo e sua sorella Natalia sono cresciuti con lui, morto tragicamente nel 2011, ed è possibile che il piccolino porti il suo nome per ricordarlo. La madre del bimbo è l’architetto Dara Huang, americana di origine taiwanese, con cui Edo ha avuto una lunga relazione prima di Beatrice, e vedremo se sarà invitata anche lei al royal wedding di maggio, dove – ed è la notizia di oggi – dovremmo vedere Wolfie nell’impegnativo ruolo di best man.
Che noi tendiamo ad assimilare a quello del testimone – confesso, l’ho fatto anch’io – ma ha invece discrete differenze. Una è sostanziale: il primo impegno del testimone è evidentemente (e anche legalmente) testimoniare la volontà degli sposi di contrarre matrimonio. Aneddoto familiare: mio padre, in vita sua almeno un centinaio di volte testimone di nozze (non scherzo), in un’occasione fu chiamato a testimoniare in un tribunale della Sacra Rota che uno dei due sposi aveva esitato prima di rispondere, circostanza che evidentemente consentiva l’annullamento. Ecco, il best man nei matrimoni inglesi di solito (ma non sempre) firma anche il registro di matrimonio – spesso insieme con altri familiari degli sposi, a partire dai genitori – ma il suo ruolo principale è quello di assistente dello sposo: lo scorta all’altare, consegna le fedi al momento della celebrazione, tiene il famoso discorso durante il ricevimento, è fondamentale in tutta l’organizzazione (oltre ad occuparsi dell’addio al celibato). Ora, escluderei che Wolfie firmerà il registro, perché a) non essendo maggiorenne non avrebbe valore legale e b) probabilmente non sa ancora scrivere; ho qualche dubbio sul discorso. E pure su un addio al celibato “classico”, con alcool e strip–teaseuse. Ma sicuramente porterà le fedi, e definirlo best man vuol dire dargli un ruolo speciale e distinto da quello di paggetti e damigelle.
E vuol dire che Beatrice è pronta ad accogliere il bambino come fosse suo figlio: un tassello importante, e non traumatico, nel processo di modernizzazione della Royal Family.
La foto del giorno – 28 febbraio
Come sicuramente sapete Harry è già nel Regno Unito per gli ultimi impegni da senior member della Royal Family. Meghan per ora non si è vista, ma in effetti la sua presenza in questi giorni non era prevista dunque non ne siamo sorpresi. Confesso che la prossima settimana, quando arriverà la duchessa, mi piacerebbe rivedere Archie ma non sono certa che verrà a trovare la famiglia del papà (che poi è praticamente l’unica che ha, visto che la madre ha notoriamente grossi problemi con la sua famiglia d’origine).
Dopo essere intervenuto ad un convegno sul turismo sostenibile a Edimburgo, – dove si è presentato come “semplicemente Harry”, il che fa pensare che non abbia preso benissimo la deminutio capitis imposta dalla nonna regina – il duca oggi si è incontrato col redivivo Jon Bon Jovi per registrare l’inno per la prossima edizione degli Invictus Games, previsti per maggio a L’Aja.
Essendo la registrazione avvenuta agli Abbey Road Studiosi i due partners in crime non hanno potuto esimersi dal replicare la storica foto dei Beatles, scattata nel 1969 per la copertina del’album che si chiamava appunto Abbey Road. Ad aprire la fila al posto che fu di John c’è Andy Mudd, ex militare in sedia a rotelle che francamente mi sembra il più disinvolto dei quattro. Segue Bon Jovi al posto di Ringo, Susan Warner a quello di Paul, e infine Harry – imbranatello alquanto – al posto che fu di George. E niente, per quanto ci provi il Duca di Sussex non riesce a scrollarsi di dosso i fab four.
Le foto del giorno – 27 febbraio
Il coronavirus non blocca la Corona spagnola, e oggi come tradizione i sovrani insieme hanno inaugurato a Madrid la trentanovesima edizione di ARCO, importante fiera di arte contemporanea che occupa un posto di assoluto rilievo nel circuito internazionale.
Se el Rey sceglie un principe di galles primaverile ma un po’ tristino, e ci abbina una cravattina e l’inevitabile mocassino con nappina, la Reina per contrasto goes big e direttamente dagli anni ’80 tira fuori un vestito in raso a fiori stilizzati con maniconi drappeggiati che avrebbe fatto la gioia di Pamela Bellwood, l’immortale – ancorché morta, e pure male, nel serial – Claudia di Dynasty (se negli anni ’80 non eravate nati, googlate). L’abito è di Maje Paris, e sul sito lo trovate ancora, in saldo, a 195 euro. Penso che glielo lascerò.
In linea con il look modernariato l’acconciatura a boccolo pieno; ma non pensate all’hair wrap dyson o ad altre diavolerie moderne. Questi si facevano con grossi bigodini messi in verticale, e avevano la caratteristica di crollare a metà serata, per cui entravi Gilda e uscivi Morticia. Speriamo che Letizia sia stata salvata in tempo, e sia sparita a bordo del suo coche.
La foto del giorno – 26 febbraio
Ieri sera i Duchi di Cambridge hanno presenziato al Noël Coward Theatre nel West End a una performance straordinaria dello spettacolo Dear Evan Hansen in favore della Royal Foundation. Il musical, vincitore di ben sei Tony Awards, è la storia di un ragazzo che soffre d’ansia e ha problemi di relazione, argomento caro ai duchi che con la loro fondazione sono in prima linea nella lotta ai disturbi mentali e comportamentali, soprattutto dei più giovani.
La mise della duchessa avrebbe dovuto comparire domenica nel Royal chic shock e boh, ma a causa di uno spiacevole imprevisto non so quanto riuscirò a scrivere nel weekend, dunque portiamoci avanti col lavoro.
Catherine ha scelto un look piuttosto diverso dai soliti: un abito in tweed nero con un piccolo tocco luminoso firmato Eponine London, con accessori Jimmy Choo: pumps Romy e clutch Celeste. A me piace molto, mi piace l’idea del tweed usato di sera e acceso da tocchi di luce, e trovo che la linea princesse dell’abito – corpino aderente e gonna più ampia – sia una di quelle che le donano di più. E sfido chiunque a trovare qualcuna cui non doni lo scollo a V. Bello anche il trucco, sembra che finalmente la Caterina stia abbandonando la riga di matita nera all’interno dell’occhio, in favore di un bel cat eyeliner, ora basta domare un po’ i capelli da Maddalena pentita e siamo a posto.
Vi segnalo un dettaglio di stile. Cosa c’è di diverso tra il modello base e quello indossato dalla duchessa?
Esatto, i bottoni. Ora, benché io non sia una fan dei bottoni gioiello – soprattutto se più di uno – un bel bottone fa la differenza e innalza immediatamente il livello di una mise. Chiedete alle vostre mamme, se non avevano l’abitudine di tagliare via i bottoni di pregio a un capo che veniva dismesso, per poi cucirli su un altro che non ne aveva di altrettanto belli. Provate a mettere dei bottoni semplici, ma di madreperla, al posto di quelli orrendi di plasticazza che ormai imperversano: anche il capo più semplice ed economico sembrerà più chic.
Carnevale, ogni royal fancy dress vale
Sebbene l’aria che tira nel paese non sia particolarmente giocosa, oggi è pur sempre Carnevale, e quale occasione migliore per una piccola rassegna di personaggi reali in maschera, o in costume o comunque in tenuta carnascialesca?

(Ph. Getty Images)
La prima non può essere che Lei, Her Majesty Queen Elizabeth II, ritratta all’ingresso non già di un ballo in maschera ma al Birmingham Hippodrome il 1 dicembre 1999 in occasione della Royal Variety Performance. È un’immagine che vi ho già mostrato ma ve la ripropongo, tanto trovo straordinaria questa mise che trasforma The Queen in The Arlequeen.
Il 29 giugno 1983 i Principi di Galles sono in tour in Canada, e a Edmonton partecipano a un barbeque ispirato al Klondike della corsa all’oro. L’abito alla moda di fine Ottocento è in seta in una chiarissima tonalità di rosa pesca. La classica linea princesse presenta un bustino aderente su una gonna più ampia, caratterizzata da un drappeggio su due balze di pizzo che sul retro formano un breve strascico. L’abito fu scelto da Diana tra diversi che le aveva proposto John Bright. Il famoso costumista, premio oscar per Camera con vista (tra i suoi film anche Casa Howard, Ragione e Sentimento, Jefferson in Paris, La dodicesima notte), adattò al fisico alto e sottile della principessa un costume indossato da Francesca Annis nella serie tv Lillie, e forse Diana scelse maliziosamente di interpretare Lillie Langtry, che fu amante di un altro Principe di Galles, il trisavolo di suo marito, poi Re Edward VII. Il cappellino fu creato da Bright apposta per questa occasione.
Quattro anni dopo si replica, questa volta i protagonisti del party Klondike style sono i Duchi di York, ma l’effetto finale è un tantino meno elegante, in gran parte – ma non solo – a causa dell’abito bella del saloon indossato da Sarah.
Meglio il piccolo di casa, Edward, che nel 1984 ha vent’anni e al Raj Ball organizzato al London’s Lyceum Theatre sembra veramente il principe di Cenerentola (anche se la giubba è un po’ abbondante).
Se in compagnia della prima moglie The Prince of Wales si era vestito da gentleman dell’Ottocento, con la seconda preferisce semplicemente una maschera a coprire il viso. Eccoli in due edizioni diverse del ricevimento a favore di Elephant Family, che Charles e Camilla organizzano annualmente nella loro residenza di Clarence House. E c’è anche il video! https://www.youtube.com/watch?v=syjemsG8cms
Grace de Monaco l’abbiamo vista con abiti splendidi e costumi altrettanto splendidi durante gli anni da attrice prima di diventare principessa. Ma quando la sera del 17 marzo 1969 compare al Casino di Montecarlo per un Diner de Têtes con un’acconciatura da dea cinese avrei veramente voluto esseri lì. Sublime.
Nel 2017 il diadoco Pavlos compie cinquant’anni, e la prima dei suoi cinque figli, Olympia, ventuno. Per cui la moglie dell’uno e madre dell’altra, Marie-Chantal, organizza nella campagna inglese un party in maschera: Prince and Revolution. La padrona di casa si presenta in shocking pink con un’acconciatura stellata stile Miss Liberty. Quasi sobria rispetto ai suoi standard Máxima d’Olanda con diadema di enormi orchidee su un abito in raso stampato che sembra una creazione dell’olandese Escher.
In attesa del suo royal wedding ecco la sposa dell’anno Beatrice di York a un party un paio d’anni vestita da unicorno, fido compagno di ogni vera principessa.
Concludiamo con un’immagine veramente storica: è il 1943, c’è la guerra, e le principesse Elizabeth e Margaret sono al sicuro tra le mura di Windsor Castle. Per passare il tempo si organizzano delle pantomime, ed ecco a voi Aladdin e la principessa Jasmine.
Le foto del giorno – 24 febbraio
Ieri abbiamo seguito la regola ubi maior minor cessat ma oggi recuperiamo. Perché se ieri l’Imperatore del Giappone ha compiuto sessant’anni, e Lady Violet ha dedicato a lui la sua attenzione, nello stesso giorno ha festeggiato il compleanno anche una futura regina.
È Estelle di Svezia, otto anni di simpatia e disinvoltura, ritratta da sola – come si conviene alla birthday girl – e in compagnia del fratellino Oscar, che lunedì prossimo festeggerà a sua volta il compleanno, il quarto.
I reali svedesi non sono certo avari con le foto dei figli, cosa che il piccolo di famiglia non sempre accetta con piacere: il suo faccino imbronciato è diventato proverbiale. Ora devono averlo persuaso a sorridere all’obiettivo, e nell’ultimo ritratto di famiglia, diffuso all’inizio di febbraio, convinto a dire cheese!
Oppure la madre gli stava facendo il solletico?
Estelle, primogenita della coppia, è nata esattamente tre anni dopo il fidanzamento dei genitori, annunciato il 24 febbraio 2009.
Fu il coronamento di una grande storia d’amore non priva di qualche travaglio, dato che il re non era troppo dell’idea di accogliere in famiglia un personal trainer. Carl Gustav alla fine si convinse, l’amore trionfò e sembra ancora forte come allora. E a guardare le foto direi che mantiene anche giovani, gli sposi sono praticamente identici dopo undici anni!
P.S. ieri abbiamo lasciato il Tennō senza bagno di folla per gli auguri, che a causa del coronavirus si è ritenuto preferibile evitare. Possiamo però rassicurarvi: Naruhito è stato adeguatamente festeggiato: ci sono stati un banchetto ufficiale con 450 invitati (cui non hanno partecipato gli Imperatori Emeriti, a casa col raffreddore), seguito da un Afternoon Tea per il Corpo Diplomatico.
Ho deciso, per il prossimo compleanno anche Lady Violet organizzerà un Afternoon Tea, e il dress code prevederà l’abito lungo.