Nella foto, presa la settimana scorsa alla presentazione della capsule collection della Duchessa di Sussex per Smart Works, le protagoniste della notizia: a sinistra Misha Nonoo, che ha disegnato le camicie bianche indossate da entrambe, a destra Meghan, che è a Roma – con Harry ma senza Archie – per il matrimonio dell’amica, che domani nella città eterna sposerà il fidanzato petroliere Michael Hess.

(Ph. Getty Images)
Figlia di un uomo d’affari iracheno e di una Inglese, la trentunenne sposa ha vissuto l’infanzia in Bahrein, per poi trasferirsi a Londra con la famiglia. Qui ha frequentato la crème della società britannica, diventando grande amica del principe Harry (si ritiene che sia stata lei a presentargli Meghan in un blind date, notizia che si è sempre guardata bene dal confermare). È al suo secondo matrimonio; in prime nozze aveva sposato un altro frequentatore di giovani royals: quell’Alexander Gilkes, fondatore di Paddle8, la casa d’aste per cui ha lavorato la principessa Eugenie, che potrebbe essere tra gli invitati insieme con la sorella Beatrice. Dati i legami col mondo mediorientale si rumoreggia della possibile partecipazione della Regina di Giordania, ipotesi avvalorata dal fatto che lo sposo ha lavorato per la Corte Hashemita; altri invitati vip – ma la vera notizia sarebbe se ci fosse qualche non vip – potrebbero essere la modella Karlie Kloss, col marito Josh Kushner. E chi è costui? Semplice, il cognato della First Daughter, dato che il fratello Jared ha sposato Ivanka Trump; ci saranno anche loro?
Con la sposa alle seconde nozze e lo sposo di origine israelita escluderei che il matrimonio possa essere celebrato in una delle sontuose chiese romane, si sa che è stata prenotata Cinecittà, la città del cinema più grande d’Europa, ma al momento non è chiaro se sarà il teatro anche della cerimonia o del solo ricevimento, staremo a vedere. E speriamo che gli invitati siano tutti in zona, che infilarsi nel traffico di un venerdì romano rischia di trasformare rapidamente qualunque sogno in un incubo.
E siccome Edo è un vero signore, ha aiutato la sua bella a sbarcare sulla spiaggia, ovviando alla leggera goffaggine di lei con una salda presa virile.
Lui ha fatto anche il bagno, mettendo in mostra un discreto fisichetto; lei non ci ha pensato proprio, e ha preferito proteggere l’eburnea carnagione da rossa con un vezzoso abitino bianco e blu.
Io ve lo dico, appena l’ho vista ho pensato che avesse fermato i capelli con un mollettone, segno inequivocabile che l’amore è già diventato intima consuetudine; guardandola meglio forse si tratta semplicemente di un top head bun cioè di capelli legati in uno chignon sulla sommità della testa, pettinatura che la mia generazione aborriva ma ora è assai di moda; ciononostante mi sembra che tra di loro ci sia un certo informale cameratismo, tipico delle relazioni rodate (o di un totale disinteresse reciproco), dunque non ci resta che aspettare l’annuncio ufficiale.
Però Bea cara, dai retta a Lady Violet, se vai ciabattando per Positano rischi l’osso del collo, e poi ce la fai a reggere una delle tiare di nonna?
In una incandescente seduta parlamentare, Sánchez ha definito Pablo Iglesias (Unidas Podemos) “dogmático”, Pablo Casado (PP) privo di “sentido de Estado” e Albert Rivera (Ciudadanos) “irresponsable”. Non resta che aspettare la Repetición electoral.
Oggi, terzo martedì di settembre, in Olanda si celebra il P
Il dress code richiede morning suit per gli uomini e lungo da giorno con cappello per le signore, una combinazione non scevra da pericoli; la Regina Máxima quest’anno si è data al burgundy, optando patriotticamente per un abito del couturier olandese Jan Taminiau; un abito a colonna in crêpe di lana con rischiosissima scollatura a cuore, appena celata da un coprispalle/mantellina pietrificato.
Che sarebbe ancora accettabile, se non fosse per quel cappellino in velluto a forma di fungo, di Philippe Treacy da cui piovono i capelli sciolti.
E benché io sia notoriamente una grande sostenitrice dei guanti, questo poco formale modello al polso a corredo di questa mise non mi convince per niente .
Quasi meglio la cognata Laurentien – moglie del principe Constantijn, fratello minore del re – donna piena di charme ma dal gusto un po’ claudicante. Oggi tutta in rosa cipria, come avrebbe detto mia madre, nell’insieme fa figura.
Alla fine della cerimonia tradizionale saluto alla folla entusiasta – perché questa è una delle giornate dell’orgoglio Orange – dal balcone del Palazzo Noordeinde.
Confesso che la celebrazione mi sarebbe tranquillamente sfuggita se il Principe del Galles e sua moglie non avessero inviato i propri auguri via social, dato che anche la Duchessa di Cornovaglia fa parte del WI: nella sezione di Tetbury, nei pressi di Highgrove, l’amatissima casa di campagna, e in quella di Llandovery, dov’è la loro residenza gallese; inoltre dal 2006 è Honorary Member a Ballater, la cittadina scozzese nei cui pressi sorge Balmoral Castle.
Le foto di oggi sono quelle pubblicate sull’account di Clarence House, che non specifica quando siano state scattate; una davvero adorabile.
Perché si sa, le signore di qualità sanno sempre come divertirsi, senza perdere lo stile.
Venerdì, per il centenario dell’ONE (Oeuvre Nationale de l’Enfance), Mathilde dei Belgi ha tirato fuori dall’armadio un abito in madras di Dries Van Noten, già citato in uno Royal chic shock e boh di aprile. Ribadisco la mia passione per ogni tessuto scozzese, ma devo ribadire anche l’impressione che all’epoca mi fece, quasi un grembiulino da casa. E non avevo visto le scarpine en pendant. Boh.
La travolgente Máxima d’Olanda lunedì ha rispolverato le competenze bancarie partecipando a Utrecht a una iniziativa destinata alle persone in difficoltà perché indebitate. E ha rispolverato pure un abito optical bianco e blu, già visto in varie occasioni. L’abito non è perfetto – su quell’orlo ce ne sarebbero da dire – Natan non ha potuto evitare le solite maniche a campana, ma a me piace, la lunghezza e le scarpe esaltano le gambe, e l’abbronzatura fa il resto. Chic (di incoraggiamento), ma in altre occasioni m’era piaciuto di più.
E niente, non fai in tempo a tirare il fiato che ha segnato un altro punto. Due giorni dopo il precedente impegno, l’attivissima regina d’Olanda ha partecipato a un evento della Banca di Sviluppo olandese (FMO) dedicato alle donne che fanno impresa, o vorrebbero farla. In questo caso sceglie ancora Natan, una tuta in crêpe (già vista anche questa). Bella lei, meglio i capelli, discreta la mise, che non la valorizza al massimo, ma accontentiamoci. Però perché quei brutti sandali da Minnie, con zeppa monstre (e dita di fuori), quando la regina è già altissima di suo? Boh.

Qui ha incontrato una sessantina di ragazzi provenienti da cinque scuole dell’area, con cui ha parlato – con lo stile spontaneo e amichevole che gli è tipico – del ruolo che uno sport come il rugby può avere sotto l’aspetto fisico, sociale ed emotivo.
Il trionfatore degli ultimi due Gran Premi di Formula 1 – Spa e Monza – sta facendo alla Ferrari (e a tutti noi) il regalo di un novantesimo anniversario celebrato degnamente, e non era scontato.
Con lui la bella mamma Pascale, i fratelli Arthur e Lorenzo, più gli zii Thierry et Stéphanie Manni che giustamente hanno colto l’occasione: quando gli ricapita di andare a casa di un sovrano? Charles Leclerc è figlio d’arte, il padre Hervé correva in Formula 3 negli anni ’80, ed è mancato nel 2017 a soli 54 anni.
Charles naturalmente è di fede anglicana, e da sovrano sarà a capo di quella Chiesa, per cui la sua presenza a una cerimonia centrale per la Chiesa Cattolica è un segno davvero di grande importanza, ma chi lo segue un po’ sa quanto si sia sempre impegnato nell’incoraggiare la libertà religiosa, la comprensione e il dialogo tra le fedi.