La Duchessa di Sussex conclude oggi ufficialmente la pausa maternità – invero osservata un po’ a singhiozzo – 129 giorni aver dato alla luce il piccolo Archie. Occasione importante ma informale, col lancio della linea di abiti per Smart Works Charity, di cui ha il patronage.
È un’organizzazione che si occupa di donne in difficoltà che si preparano a entrare, o rientrare, nel mondo del lavoro, offrendo loro una serie di servizi che vanno dal preparare le candidate a sostenere i colloqui con successo, al fornire loro un abbigliamento adeguato; si tratta di donne che vengono segnalate da assistenti sociali, prigioni, ricoveri per homeless, altre associazioni, e spesso hanno sostenuto decine di colloqui senza successo, con costante perdita di autostima e fiducia. Smart Works riceve molte donazioni di abiti e accessori di seconda mano, ma ora può contare su una piccola collezione, The Smart Set, i cui pezzi sono in vendita in diversi department stores; per ogni capo acquistato, ne verrà donato uno all’associazione, che lo metterà a disposizione di chi ha bisogno. Una iniziativa interessante, che vale la pena di conoscere in dettaglio.
La borsa, realizzata da John Lewis e venduta nei loro store a 109 sterline è già sold out in entrambe le versioni, nera e marrone.
Jigsaw ha prodotto il completo: la giacca costa 199 sterline i pantaloni 120.
Da Marks&Spencer si trova il capo più economico, un abito da meno di venti sterline: per l’esattezza 19,95.
La stilista e amica Misha Nonoo ha realizzato la camicia bianca, costa 125 sterline.
La duchessa indossava un bracciale e gli orecchini a forma di farfalla, appartenuti a Diana, ma ovviamente tutti erano interessati alla sua mise, che era naturalmente composta dai capi di questa collezione. Ora fatemi fare la zia acida, va bene la camicia, che da noi si può trovare anche a meno dell’equivalente di 140 euro che sarebbero comunque spesi per una buona causa, ma raramente ho visto dei pantaloni tagliati così male; e non bastano neanche le pump di Manolo a migliorare la situazione.
Anyway, welcome back!
In braccio alla mamma – che tradisce ancora un po’ di comprensibile stanchezza – la sorella maggiore Anna Astrid, graziosissima nonostante i capelli alla paggetta (come si diceva ai miei tempi), versione elegante del classico taglio con la scodella, probabilmente un po’ perplessa dall’arrivo dell’intruso. Il quale, tra le braccia di papà, non sembra particolarmente interessato alla suo primo momento ufficiale e se la dorme della grossa, che se fosse la sua attività preferita sarebbe una vera benedizione per i genitori. Un giorno il pupetto sarà a capo degli Asburgo Este, ramo cadetto della casata Asburgo Lorena, per ora sogni d’oro!
Completo azzurro da giovane yuppie per l’erede al trono, in blu scuro la sorella, con gonna a pieghe e abbondante polo. In tinta con i figli Charlène, con caftano dalle spalle cut-out, parzialmente foderato a mitigarne la trasparenza; una scelta bizzarra per un primo giorno di scuola, a meno che non sia una scuola di salsa, claro. Non vi sorprenderà sapere che il viso gonfio e un vago arrotondamento della figura stanno già facendo parlare di una nuova gravidanza, o di qualche chilo in più con eccesso di botox. Giacca che tira e pantalone appeso per Albert, ma con lui si va sul sicuro.
Leonor e Sofía con l’uniforme del loro istituto sembrano ancora più giovani di quanto siano (la Princesa de Asturias, a sinistra, compie 14 anni a fine ottobre); le trovo graziosissime e approvo incondizionatamente i capelli legati in una pony tail ma ve lo dico, sui miei polpacciotti quei calzettoni a 3/4 non sarebbero stati mai su. Mi piace molto anche la Reina in versione casual, poco trucco, sneakers e pantaloni skinny; avesse evitato quella giacca avrebbe sfiorato la perfezione che però, si sa, non è di questa terra.

E forse qualcuno anche di qua dall’oceano conosceva qualcuno dei caduti: io ad esempio durante le vacanze americane ho spesso accompagnato una carissima amica a messa, nella St. Francis of Assisi Church sulla 31st St, e spesso ad officiare era Padre Mychal Judge, la vittima numero 0001; accorso per assistere i feriti e benedire i morti, fu colpito alla testa dai detriti causati dal crollo della prima torre.
Poche ore dopo la tragedia la Corte rese noto che i principi erano si trovavano in una località sicura, e rientrarono in patria domenica 16. Sarah Duchessa di York si salvò per miracolo: stava raggiungendo l’ufficio della sua associazione Chances for Children al 101° piano della Torre Nord ma era in ritardo di 20 minuti a causa del traffico. Il suo ex marito, il principe Andrew, e Re Abdallah di Giordania erano in volo verso gli Stati Uniti, ma i loro aerei tornarono indietro.

La Duchessa di Cambridge continua con la sua attività green, quella che l’ha vista progettare un apprezzatissimo giardino per il Chelsea Flower Show lo scorso maggio, ed eccola oggi a Wisley, nel Surrey, per il festival Back To Nature organizzato dalla Royal Horticultural Society.
Per completare l’opera s’è vestita da giardino fiorito pure lei, con un abitino azzurro chiaro cosparso di mazzi di roselline (di Emilia Wickstead); in fondo è o non è la regina delle rose inglesi?
Con lei Mary Berry, cioè la controparte britannica di Clelia D’Onofrio, giudice garbato ma inflessibile di Bake Off.
Tutto bello bellissimo, ma le calze con quel vestito e quelle scarpe no dai, veramente troppo nonnesche. O granny, che fa più chic.
Questa sera a Londra, Leicester Square, prima mondiale di Downton Abbey, che sarà nei cinema britannici da venerdì 13, mentre noi dovremo aspettare il 24 ottobre.
Ma quanto sono belle le signore Crawley?
Mr. Carson, al secolo Jim Carter, è arrivato in compagnia della moglie, la straordinaria Imelda Staunton (nomination all’Oscar e Coppa Volpi a Venezia nel 2004 per Il segreto di Vera Drake).
Last, but absolutely not least, lei. Lady Violet.
La decisione fa seguito al respingimento della richiesta di asilo presentata al Governo britannico dagli avvocati della principessa giordana, che si trova a Londra con i figli da quando ha lasciato il marito Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, ricchissimo e potentissimo governatore di Dubai.

Deliziose le bambine nel grazioso costume tipico con la gonna a righe bianche e rosse, i colori del Principato; versione sobria dello stile bollywood per Charlène, in un insieme caftano e pantaloni molto bello, ma magari un po’ eccessivo per l’occasione (però i pantaloni seduti per terra assolutamente no).
Veramente mozzafiato Albert, e non mi dite che non vi si è fermato il respiro alla sua vista; guardando i sul’orlo dei suoi pantaloni, ho capito che i sarti di Palazzo devono esse ancora in ferie, speriamo che rientrino rapidamente.
Forse condizionata dall’idea nordeuropea dell’Italia perennemente assolata, si è presentata con ampio cappello di paglia e abito di organza bianco con ricami (del solito Natan) già indossato lo scorso anno a Windsor in visita a Her Majesty, dove era senz’altro più adatto; e non è mancata neanche la pioggia a guastare tanto romantico candore.
La regina ha visitato anche il padiglione giapponese, in omaggio al nuovo imperatore, alla cui intronazione parteciperà col marito Philippe e una pletora di teste coronate, il 22 e 23 ottobre prossimi.
Niente organza ma un abito chic as usual in nero a pois per Mary, futura regina consorte di Danimarca, che nell’ambito del Golden Day Festival ha incontrato una vera leggenda del Novecento. Guardate fino in fondo il video esclusivo del giornale danese Billed-Bladet e scoprirete chi è l’anziano signore salutato per primo.