Cari lettori, dedicheremo il fine settimana alle nozze di Alexandra di Lussemburgo, e da lunedì ci concentreremo sull’incoronazione di King Charles III e Queen Camilla, che è sicuramente l’evento clou del periodo, se non addirittura dell’anno. Il Regno Unito ancora più del solito monopolizza l’attenzione, ma essendo noi dei royal watcher a modino non possiamo dimenticare altri importanti anniversari: quest’anno infatti celebrano i 10 anni sul trono ben due sovrani: Willem-Alexander dei Paesi Bassi e Philippe dei Belgi.
Il primo ha festeggiato ieri anche il cinquantaseiesimo compleanno in quello che si chiama Koningsdag, il giorno del re. Quest’anno organizzato a Rotterdam, una grande festa di piazza cui il sovrano ha partecipato con la sua coloratissima famiglia, riuscendo con successo a non venire eclissato da tanta policroma esuberanza.
Assente la secondogenita Alexia, impegnata in una sessione di esami nel liceo internazionale che frequenta in Galles, il sovrano è apparso felice come non mai tra la consorte Máxima, l’erede al trono Catharina-Amalia e la piccola di casa (si fa per dire, coi tacchi raggiungono tutte il metro e novanta paterno) Ariane. E noi possiamo astenerci dal commentare le loro mise?
Tailleur pantalone avorio per Ariane, con top, scarpe borsa e bandeau cobalto, una delle interpretazioni più fresche e piacevoli di un classico primaverile, il bianco e blu Il completo è Max&Co, in envers satin, gli accessori invece sono rubati all’armadio della madre, cosa che secondo me vedremo spesso nei prossimi anni, visto il numero di giovani princesse in circolazione. Máxima regina dei prati con un completo composto da ampia blusa e amplissimo gonnellone (Natan che sorpresa!) con bandeau in tinta di Fabienne Delvigne, già indossato alcuni anni fa. Natan anche le scarpe non particolarmente donanti in un bianco un po’ infermieristico; bianchi il soprabito, i guanti, e la borsetta che la settimana scorsa portava la figlia minore (Royal chic shock e boh). Una mise con cui la regina ha probabilmente voluto rendere omaggio alla bandiera biancoverde di Rotterdam. Verde anche per Catharina-Amalia ma solo per la borsa: il famoso modello Le Bambino di Jacquemus – brand francese divenuto di gran moda – su completo pantaloni Marina Rinaldi in fucsia, colore che le sta benissimo.
Ne avete abbastanza di colore? Si passi al bianco e nero! Come la foto che ritrae Rajwa Al Saif nel giorno in cui la futura principessa di Giordania compie 29 anni. Il fidanzato Hussein le fa gli auguri sui social, auspicando di vivere con lei una vita di amore compassione e impegno. Lui i 29 anni li compirà tra due mesi esatti, il 28 giugno; in mezzo il loro attesissimo matrimonio. Foto bellissima di una ragazza altrettanto bella, che personalmente preferisco in versione semplice, come questa.
E a proposito di bianco e nero: non è un compleanno, non è un anniversario, ma non ho potuto resistere. A una settimana dall’incoronazione William e Catherine sono nel Galles del sud per un tour di due giorni. Oggi hanno visitato Aberfan, villaggio dove nel 1966 una valanga di materiale di risulta scivolò a valle ingoiando le vite di 116 bambini e 28 adulti (la storia è raccontata anche nell’episodio omonimo della terza serie di The Crown). L’occasione richiedeva una certa sobrietà, per cui la principessa ha scelto un cappotto nero di Catherine Walker con accessori in tinta, su un abito bianco e nero di Zara.
A disegno principe di galles. La Principessa di Galles. In Galles. Sublime. (L’abito era stato indossato in precedenza, ma allora Catherine era Duchessa di Cambridge… Royal chic shock e boh – Ottobre 2021)
Quella mattina di cento anni fa Londra è in festa, magari senza la frenesia dei giorni nostri: si sposa uno dei figli del Re.
Albert, che in famiglia chiamano Bertie, è il secondogenito di King George V e Queen Mary. A 13 anni entra nel Royal Naval College di Osborne, dove si fa notare per grinta e tenacia. Inizia la carriera come Guardiamarina a Malta, due anni dopo diventa pilota nella Royal Naval Air Service. Appassionato di sport, è un ottimo tennista. Ha quattordici anni quando il padre diventa re, alla morte del nonno. Da quel momento il fratello maggiore Edward e lui sono the heir and the spare. Ne ha 22 di anni quando gli accade una cosa singolare; cambia cognome. L’Europa è scossa dalla Grande Guerra, il sentimento antigermanico cresce e il Re decide di abbandonare il troppo teutonico cognome Saxe Coburgh and Gotha: dal 17 luglio 1917 la casa reale britannica sarà The House of Windsor.
La sposa, Elizabeth Bowes-Lyon, è figlia di Lord Glamis futuro Conte di Strathmore and Glinghorne. Nasce in Scozia il 4 agosto 1900, e come era uso all’epoca viene educata in casa, dividendo infanzia e adolescenza tra la residenza scozzese, la casa di campagna nell’Hertfordshire e quella a Londra a Mayfair, al numero 17 di Bruton Street. Gli sposi si sono conosciuti da bambini, nel 1905, si rincontrano a un ballo londinese durante la season del 1920; lui è stato appena creato dal padre Duke of York e si innamora all’istante. Inizia una corte lunga e serrata, che lei accoglie tiepidamente; preferisce la sua vita semplice e libera agli obblighi e alle complicazioni che l’ingresso nella Royal Family le imporrebbe. Intanto partecipa a un importante evento reale: il 28 febbraio 1922 è una delle damigelle della principessa Mary, che a Westminster Abbey sposa il Visconte Lascelles, poi Conte di Harewood. All’inizio del 1923 Bertie torna alla carica, raggiunge Elizabeth nella casa di campagna di St Paul’s Walden Bury e finalmente lei dice di sì.
Il fidanzamento viene annunciato ufficialmente il 15 gennaio e il giorno dopo in una lettera alla madre lui scrive tutta la sua felicità. Il matrimonio è fissato dopo tre mesi di distanza; Elizabeth inizia a studiare da Duchessa di York, viaggia col fidanzato attraverso il Paese e con lui viene ritratta da John Sargent. Iniziano ad arrivare i doni di nozze; molti sono preziosi gioielli, ma c’è anche altro: i sovrani di Norvegia inviano dodici cucchiaini da tè in argento smaltato completi di colino, mentre The Worshipful Company of Needlemakers fornisce alla sposa mille aghi da cucito con la cruna d’oro.
Il giorno delle nozze lo sposo indossa l’alta uniforme della RAF, con fascia e stella dell’Order of the Garter; indossa anche la stella dell’Order of the Thistle, ricevuto proprio quel giorno in omaggio all’origine scozzese della sposa. Che raggiunge l’abbazia al braccio del padre a bordo di uno State Landeau, rivelando alfine il segreto meglio custodito di ogni matrimonio: il suo abito.
Non sappiamo se (o quante) sopracciglia si siano alzate al suo ingresso a Westminster Abbey: il modello scelto da Elizabeth più che ispirato alla moda degli anni ’20, che pure ricorda, sembra abbia preso spunto da non meglio precisati abiti del Medio Evo italiano. La creatrice, Madame Handley-Seymour, sarta della buona società che firmerà anche l’abito per l’incoronazione del 1937, utilizza una seta color avorio con cui realizza una tunica con scollatura quadrata e maniche corte, il corpino è percorso da una ricca decorazione in lamé argento, perline varie e filo d’oro, che si allunga fino all’orlo.
(Ph: National Portrait Gallery)
L’abito ha un doppio strascico: uno parte dalla vita, l’altro, più leggero, dalle spalle. Il Times lo definisce il più semplice mai visto in un royal wedding, per me anche uno dei meno belli. In testa un velo in pizzo di Fiandra, prestito della Regina, che la sposa decide di fermare con un diadema di mirto e fiori d’arancio intrecciati con le rose bianche di York; nessuna tiara dunque, anche se ne riceve in dono una dal padre e una dalla suocera.
Uscendo dall’abbazia Elizabeth compie un piccolo gesto che entrerà nella storia della Royal Family: lascia il suo bouquet sulla tomba del milite ignoto, in memoria di un fratello Fergus, caduto sul fronte francese; da quel giorno la imiteranno tutte le royal brides.
Dopo una colazione a Buckingham Palace a base di salmone e agnello, e dopo aver tagliato la sontuosa torta realizzata da McVitie’s (quelli dei biscotti digestive), 3 metri per 365 chili, la coppia parte per il viaggio di nozze a Polesden Lacey, ospite di quella Mrs Greville che tanti splendidi gioielli lascerà in eredità alla Royal Family.
Nel 1926, cinque giorni prima di celebrare il terzo anniversario, Elizabeth dà alla luce la prima figlia, cui viene dato il suo stesso nome. È uno di quei momenti in cui le storie personali incrociano la Storia; quella bimba che sembra essere solo la terza nipote di sovrani è destinata a diventare il monarca che resterà più a lungo sul trono di St James.
Si è appena chiusa la Milano Design Week che ha attirato un pubblico multiforme, comprendente addirittura una regina in attività e una in pectore. La prima ad arrivare è Mary, Principessa Ereditaria di Danimarca, che sceglie una mise non particolarmente apprezzata da molti, che – gusto a parte – è molto meno banale di quanti sembri.
Mary indossa una gonna plissé a blocchi di colore sulle tonalità del blu, simile a qualcosa che avevamo già visto (e criticato: Un matrimonio e un compleanno), che la principessa aveva già usato in precedenza. Qui la scelta ha un particolare significato, e vi spiego perché. Il padiglione This is Denmark ospita le principali aziende creative danesi, concentrate sulla creazione di un design sostenibile e senza tempo. Questa filosofia è interpretata a perfezione da Designers Remix, brand di moda del Paese scandinavo che punta su minimalismo, semplicità e rinnovabilità; infatti la gonna è in un tessuto particolare ottenuto dal riciclo delle bottiglie di plastica. Mi piace? Non particolarmente, anche perché trovo che il plissé si apra troppo, però approvo l’intenzione. E la moda che gioca un ruolo nei cambiamenti sociali, anche piccoli, a me piace sempre. Chic.
Sulla mise serale probabilmente saremo tutti d’accordo. Di solito non amo le giacche di taglio maschile sui vestiti leggeri, ma in questo caso, davanti alla sinfonia di viola tra l’abito Prada e le scarpe Gianvito Rossi (le classiche Gianvito 105, di cui Mary ha una vera collezione) la giacca neanche la vedo. Non particolarmente innovativa, ma chic.
Parte Mary e arriva Máxima. L’obiettivo è lo stesso, sostenere il design del proprio Paese; lo strumento pure, usare gli abiti per lanciare un messaggio; ma l’effetto finale è totalmente diverso. La regina olandese si è presentata con un trench di Claes Iversen che definire clamoroso è poco. Mi fa venire in mente Oscar Wilde, o si è un’opera d’arte o la si indossa. Ora, magari definirlo opera d’arte può essere esagerato, ma è sicuramente un oggetto notevole. Questo è il suo pregio e il suo limite, perché un capo di abbigliamento non è solo un oggetto da guardare ma qualcosa con una, anzi più funzioni. Dunque identifico due problemi: da una parte le creazioni di Claes Iversen sono talmente concettuali da rischiare di non adattarsi perfettamente al corpo che devono vestire (e ripetiamolo, è l’abito che deve adattarsi al corpo, non il contrario). Il secondo problema è Máxima, che prende qualsiasi cosa che ci aggiunge qualsiasi altra cosa, secondo il suo stile. In questo caso pantaloni ampi, turchesi, con risvolto altissimo, capelli al vento, pure una clutch dorata! Insomma tanto di tutto, troppo di tutto, ma il trench oblato io lo adoro! Chic no, ma che importa?
Secondo incontro, un ricevimento, secondo Claes Iversen già indossato (Royal chic shock e boh – Giugno 2019). Non mi era piaciuto allora e non mi piace ora, per le ragioni sopra elencate: l’abito ha una linea che si adatta con difficoltà al corpo, e Máxima ci mette troppo di suo, un gran pasticcio, Shock.
Si torna in patria e iniziano le celebrazioni per i dieci anni sul trono; primo appuntamento, un concerto a Rotterdam, cui partecipano anche la ex sovrana Beatrix, la principessa Laurentien e due delle tre figlie dei sovrani (la secondogenita Alexia studia all’estero).
L’erede al trono Catharina-Amalia si ispira al total black della nonna Beatrix, che però risulta più giovanile. Per lei total blue, con un abito in crêpe LK Bennett sotto il cappotto Natan (per carità, fermati finché sei in tempo!). Sarà la mise seriosa, saranno i sandali argentati, saranno le calze catarinfrangenti ma più che una giovane principessa sembra la madre dello sposo. Boh. Più semplice Ariane in tailleur pantaloni nero, senza giudizio perché minorenne.
Tanto sobrie le figlie, quanto pirotecnica la madre, e non è una novità. Ora, va bene l’abito di chiffon a balze, creazione di Rebecca de Ravenel, brand di nicchia molto chic ma pensato più pomeriggi al mare con sandali flat – passi l’inutile cintura con nappina appesa come un impiccato, passino pure i sandali con tacco e superfluo plateau (Gianvito Rossi) ma la calza nera col puntale in bella vista no, non si può accettare. Shock, uno dei più grandi e convinti mai assegnati.
Per raffreddare il mio sdegno ci vuole un clima scandinavo, ed esempio l’Elle Fashion Gala a Stoccolma, alla presenza di Carl Philip e consorte. Sofia indossa un completo di Lisa Yang, brand svedese che produce esclusivamente cachemire, in ogni forma e colore. E noi dal colore partiamo: come potete immaginare io lo adoro, ma un total lilac è piuttosto rischioso, soprattutto con quell’incarnato. Il top non è della sua misura, la gonna è bella ma troppo lunga. In generale trovo che i completi di cachemire siano bellissimi ma difficili da portare. Penso che per indossare queste mise ci voglia un’eleganza naturale e una nonchalance che Sofia non ha. E quella pochette verdone (Bottega Veneta) bella eh, ma che c’entra? Boh.
Ladies&Gents, it’s official, abbiamo una pink lady! Non nel senso della mela ma della Reina Letizia, che adotta il rosa sempre più spesso e in tutte le sfumature. Tonalità salmone per il completo Hugo Boss indossato alla consegna dei premi nazionali dello sport: gonna di pelle con spacco moderato e camicia in seta. Non mi fa impazzire (e non ho simpatia per il brand: facevano le uniforme per le SS) ma non posso dire che non sia chic, anche grazie alla cravatta salmonata del Rey; alla fine sono coordinati pure alla signora in seconda fila!
Rosa baby (o barbie) per il giacchino di tweed del brand spagnolo Mirto indossato durante la visita alla base aerea madrilena dei Cuatros Vientos, per celebrare il centenario della prima evacuazione medica aerea del Paese. In abbinata un paio di pantaloni bianchi molto ampi, troppo per il giacchino così corto, un insieme di proporzioni che non mi convince, boh.
Il 23 aprile 1616 a Stratford upon Avon moriva William Shakespeare, e a Cordoba lo scrittore peruviano Garcilaso de la Vega, detto El Inca. Il giorno prima si era spento a Madrid Miguel de Cervantes, la cui scomparsa è stata assimilata a quella degli altri due, facendo scegliere all’UNESCO la data del 23 aprile per celebrare la giornata internazionale del libro (e del diritto d’autore). In Spagna è il giorno dedicato alla consegna dei Premi Cervantes, e dopo la cerimonia i sovrani solitamente offrono un ricevimento a Palazzo Reale. E che colore ha scelto per la sua mise la Reina?
Indovinato! L’abito è una creazione di Lady Pipa, brand molto di moda tra le giovani spagnole. Il modello si chiama Antonia, è in viscosa, e costa pure poco, solo 190 euro. Trovo le stia d’incanto, chic.
Nel Regno Unito incombe l’incoronazione di King Charles, ma i working members della Royal Family continuano a portare avanti una serie di impegni. In visita a Birmingham col marito William, la Principessa di Galles indossa un abito color merlot (come il vino) Karen Miller; la parte superiore imita un trench, poi ci ripensa e finisce in una gonna plissé, ma che c’entra? Boh.
Oggi – per noi è festa ma per il resto del mondo no – la Duchessa di Edimburgo ha visitato il Portal Centre for Social Impact presso il London College of Fashion di cui ha il patronage. Sophie ha scelto un abito di ME+EM, in satin con un bellissimo disegno a tulipani stilizzati in viola e arancio su fondo crema. Vale lo stesso discorso per l’abito rosso di Máxima: sono modelli pensati per essere indossati in occasioni e con modalità più easy, ma a me la fantasia di questo tessuto piace troppo. quindi chic. E buon 25 aprile!
Oggi è lunedì in mezzo a un ponte piuttosto lunghetto, dunque il caffè si può prendere con calma.
Il primo dei tre matrimoni è quello appena celebrato in Lussemburgo, che ha perplesso molti di noi per una semplicità che sfiorava la sciatteria. Perplessità che non ha naturalmente risparmiato le mise delle signore presenti, per cui vi annuncio un Royal chic shock e boh appositamente dedicato, che comprenderà anche la cerimonia religiosa di sabato. Miglioreranno tono e stile? Non ci resta che attendere. Allo stesso matrimonio appartiene anche l’errore, che non è della famiglia granducale ma di Lady Violet. Perché osservando sposi e famiglia raggiungere il municipio, e poi venire via a cerimonia avvenuta, ho notato che il corteo veniva chiuso da una coppia di mezz’età che ho presunto essere i genitori dello sposo, visto anche un certo disorientamento e qualche imbarazzo.
Nella fotografia li vedete alle spalle di Felix e Claire, e davanti ai due ufficiali in uniforme: la signora castana in blu e il signore di profilo. Sennonché, nella pur generale parsimonia delle fotografie che ritraggono i Bagory, ce n’è qualcuna con una signora che evidentemente è la madre dello sposo, il quale ha probabilmente perso il padre.
Per cui chiedo venia, correggo il testo del post che contiene l’errore, ma il dubbio rimane: chi sono quei due? Con un’affezionata lettrice del blog abbiamo ipotizzato che fossero due imbucati, o magari due che avevano sbagliato matrimonio, il che giustificherebbe le esitazioni… Scherzi a parte, Lady Violet ha scatenato uno dei suoi segugi, ma se qualcuno di voi avesse notizie ce le dia!
Secondo matrimonio, più vicino a noi e moooltooo più chic; nel fine settimana si sono sposati a Venezia Viola Arrivabene Valenti Gonzaga e Charlie Siem, violinista di fama mondiale – suona un Guarneri del Gesù del 1735 – che per di più è figlio di un miliardario norvegese. Madre della sposa è Bianca di Savoia, figlia del defunto Duca d’Aosta, Amedeo, e della sua prima moglie Claudia di Francia. Viola lavora nella moda con sua sorella Vera, del cui matrimonio avrei dovuto parlarvi già un anno e mezzo e fa. Non perdete le speranze, a un certo punto faremo una serie sui matrimoni vintage; intanto Vera sta diventando mamma.
Il terzo matrimonio deve ancora essere celebrato, ma già si profila come uno dei grandi eventi della stagione. Hugh Grosvenor VII Duca di Westminster, trentaduenne con un patrimonio di una decina di miliardi di sterline, si è fidanzato con Olivia Henson, sua girlfriend da un paio d’anni. Il giovanotto ha ereditato titolo e patrimonio alla morte del padre, ucciso da un infarto nel 2016. Non è un reale in senso stretto, anche se sua madre è imparentata con la famiglia imperiale russa e, cosa per me ancora più interessante, discende direttamente da Aleksandr Puškin. Hugh è anche uno dei padrini di battesimo del principe George, per cui questo matrimonio promette bene assai. E non vi dico le tiare di famiglia…
Parte prima: oggi Louis di Galles compie cinque anni. Il piccolo di William e Catherine, il cui nome completo è Louis Arthur Charles, è nato a Londra alle 11.01 del mattino del 23 aprile, che è il giorno di San Giorgio patrono dell’Inghilterra, e dunque anche onomastico del fratello maggiore, se i Britannici festeggiassero gli onomastici. Bellissimo, simpaticissimo, non sappiamo se crescendo soffrirà il suo ruolo di eventuale rimpiazzo (in seconda) dell’erede al trono, ma se dovessi dire ora, ho l’impressione che troverà comunque il modo di divertirsi.
(Ph: Millie Pilkington)
Com’è tradizione ieri sera, poco prima di mezzanotte, i suoi genitori hanno diffuso due nuovi ritratti. Presi sempre ad Anmer Hall, residenza della famiglia nella campagna del Norfolk, ma non dalla madre, fotografa semiufficiale della Royal Family, bensì da Millie Pilkington, professionista assai popolare nella buona società britannica, gettonatissima per matrimoni e ritratti infantili.
(Ph: Millie Pilkington)
La stessa Catherine compare in uno degli scatti, mentre spinge la carriola su cui troneggia – almeno qui! – il figlio. E se non mi sbaglio, pure in questo caso la futura regina indossa il prezioso anello di fidanzamento. Non potendo dire molto del festeggiato, a causa della biografia ovviamente smilza, alcuni si sono dilettati ad analizzare il pullover di Louis, un modello fair isle di Lallie London, brand di abiti per bambine e bambini chic, fondato da Alice Avenel. Amica dai tempi della scuola di Catherine, che col marito William partecipò al matrimonio di Alice col banchiere francese Gerard Avenel, nel 2012. Se il pullover vi piace, potete prenotarlo sul sito dato che è andato sold out. Insomma Louis, se anche non dovesse mai vedere il trono, ha già un posto sicuro da influencer.
Parte seconda: ora farò una cosa che non andrebbe fatta, dividerò cioè l’attenzione dovuta al festeggiato di oggi con altri bambini. Che sono suoi cugini, e dato che li vediamo di rado Louis mi scuserà se dedichiamo uno spazietto anche a loro.
(Ph: Instagram @princesseugenie)
Ecco a voi in visita allo zoo di Londra August Brooksbank e Sienna Mapelli Mozzi, figli delle due sorelle York, e dunque nipotini dello sciagurato Andrew e della sua ex Sarah, i cui geni sono evidenti nella sfumatura rossa dei capelli di entrambi i pupi. Sienna ha 19 mesi, e finora non è comparsa in pubblico (in effetti qualche sua foto gira, ma Lady Violet preferisce non pubblicare immagini di bimbi non autorizzate dai genitori); August di mesi ne ha 26, e si prepara a diventare fratello maggiore. Abbiamo già avuto il piacere di vederlo qualche volta, ad esempio lo scorso anno, durante i festeggiamenti per il Platinum Jubilee della bisnonna. Con Lili Sussex, nata anche lei nel 2021, sono i pronipoti più giovani della Regina, e gli ultimi che lei ha conosciuto. Come Lili e il fratello Archie nemmeno loro compaiono nella fotografia scattata la scorsa estate a Balmoral e pubblicata l’altro ieri dai Wales per ricordare quello che sarebbe stato il novantasettesimo compleanno di Her Majesty (La foto del giorno – Gone but not forgotten) il che ha fatto storcere qualche nasino, e ipotizzare qualche manovrina per escludere i bimbi Sussex (e dunque i loro genitori). Direi che la situazione è già spiacevolmente complessa senza aggiungerci ulteriori complottismi da salotto.
(Ph: Instagram @princesseugenie)
È necessario che vi dica quanto mi piace questa foto? August e papà Jack passeggiano in campagna, in compagnia di un corgi, immagino uno dei due ultimi compagni di Queen Elizabeth, adottati dopo la sua scomparsa da Andrew e Sarah. Entrambe le fotografie sono state pubblicate da Eugenie in occasione della Giornata Mondiale della Terra, e io le trovo deliziose.
Sposa bagnata sposa fortunata! Si sarà consolata così Alexandra di Lussemburgo, che ha sposato oggi civilmente il fidanzato Nicolas Bagory?
(Ph: Dana Press/Bestimage)
Alle 15.03 gli sposi insieme sono usciti dal palazzo granducale e sotto un cielo denso di nuvole grigie hanno attraversato Place Guillaume II per raggiungere l’hôtel de Ville. La diretta su Instagram, dal funzionamento decisamente migliorabile, ha mostrato il piccolo corteo: avanti gli sposi, lui in blu con cravatta azzurra, lei in pantaloni, definitivamente sdoganati per le nozze. Bianchi, naturalmente: pantaloni di cady ampi a vita alta, completati da una blusa nello stesso tessuto e una fusciacca, più una cappa di Valentino a proteggere la sposa dal tempo incerto. All’andata Alexandra tiene in mano una clutch Chanel, poi compare con due differenti bouquet, uno di mughetti e uno con le peonie, che non saprei dire quando ha impugnato, retti da due bambine. La signora in lilla è Lydie Polfer, sindaco della capitale lussemburghese, che ha officiato il matrimonio.
Pantaloni anche per la madre Maria Teresa, in un colore che a seconda della luce appare a volte rosa a volte fucsia a volte corallo, abbinati a una blusa in tinta addobbata con fiori svolazzanti, che non mi sembra ne migliorino l’aspetto (Natan, temo). In mano – o sulle spalle – una stola aranciata.
Bleu royale – fatemelo dire, uno dei colori più sopravvalutati di sempre – per la neomamma Stéphanie in Emporio Armani, con una pochette etnica che con la sua mise sta come il proverbiale cavolo a merenda, ma ha almeno il merito di essere un prodotto solidale: il brand turco Turquoise Tassel impiega donne in difficoltà, cui offre una speranza attraverso il lavoro.
(Ph: Dana Press/Bestimage)
Conclude il poker di donne del Granducato Claire, consorte di Felix, secondogenito dei granduchi e fratello maggiore della sposa. Per lei un abito color senape di Diane von Furstenberg; una mise in linea col suo stile, che la fa sembrare sempre pronta per una sagra.
(Ph: Dana Press/Bestimage)
Per ultima una coppia di mezz’età, probabilmente i genitori dello sposo, tutto sommato piuttosto spaesati. Per tutti bagnetto di pubblico, non numerosissimo ma caloroso.
(Ph: MGD/K.Barthelmey, S.Margue)
La cerimonia è stata tenuta giustamente riservata, poi sposi sono usciti, attesi sulla scala del municipio da alcuni ragazzi incaricati di lanciare petali di rose (o riso, o entrambi). I quali si erano appena resi protagonisti di un inatteso siparietto: vista la pioggia che si stava intensificando, sono stati raggiunti dal personale del municipio che voleva coprirli con orrendi impermeabili trasparenti. Rifiutata con sdegno l’offerta, i ragazzi hanno portato a termine l’importante incarico con impeccabile precisione, bravi! Poi il gruppo si è un po’ sciolto, ogni coppia andava per fatti suoi a salutare i presenti; sarebbe stato meglio se i Granduchi invece che stringere mani si fossero preoccupati degli ormai consuoceri. Prima di rientrare a Palazzo, dove questa sera è previsto un ricevimento, Nicolas e Alexandra hanno fatto una sosta nella vicina cattedrale di Notre-Dame.
(Ph: MGD/S.Margue)
A sabato per il secondo atto, la cerimonia religiosa.
Scomparsa ma non dimenticata, per tutti sempre e solo The Queen, la Regina.
Oggi avrebbe compiuto 97 anni, invece questo è il primo compleanno senza di lei. Ricordata ovunque dalla Family e da quella grande famiglia composta da tutti coloro che l’hanno ammirata, apprezzata, guardata con simpatia o perfino – uso una parola forte – amata. Tanti gli omaggi pubblici e privati, ma il più bello è quello che le ha fatto Catherine, Principessa di Galles dal giorno in cui lei ha chiuso gli occhi. Fotografia scattata a Balmoral questa estate quando ormai, ora lo sappiamo, la vita si contava in giorni, in ore.
(Ph: HRH The Princess of Wales)
Elizabeth è seduta al centro di un divano capitonné verde salvia; alla sua destra Mia Tindall tiene in braccio il fratellino Lucas (sono la prima e il terzo figlio di Zara); alla sua sinistra Savannah, figlia di Peter Phillips. Nella fila dietro ci sono Lena, seconda figlia dei Tindall, i principi George e Charlotte, Isla Phillips, sorella minore di Savannah, e il principino Louis. In ultima fila Lady Louise e il fratello James, figli di Edward e Sophie, ora Duchi di Edimburgo.
Al momento della sua scomparsa la Regina aveva 8 nipoti e 12 pronipoti; nella foto sono presenti solo i due nipoti più giovani – con James che come tutti gli adolescenti vorrebbe essere altrove – mentre tra i pronipoti mancano Archie e Lili, figli di Harry e Meghan, August, il bambino di Eugenie di York, e Sienna, la bimba di sua sorella Beatrice.
(Ph: Annie Leibovitz/Getty Images)
Alzi la mano chi di voi non ha ripensato a quest’altra foto, scattata da Annie Leibovitz per i 90 anni della sovrana; era il 2016, e i pronipoti allora erano solo cinque, tra cui la deliziosa Mia Tindall, che si era appropriata della borsa di nonna.
O magari a questa – sempre scattata da Catherine – con l’amato Philip e il piccolo Louis sulle ginocchia.
(Ph: HRH The Duchess of Cambridge)
E l’eleganza della gonna scozzese, quella sì eterna davvero.
Mancano poco più di due settimane al 6 maggio, giorno in cui King Charles III e Queen Camilla verranno incoronati a Westminster Abbey, e l’attesa cresce un po’ ovunque. Ma mentre da noi l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla presenza dei Sussex, finalmente soddisfatta il 12 aprile dalla notizia che Harry ci sarà ma Meghan no (Breaking News – Vengo, non vengo, vengo!), nel Regno Unito in molti hanno aspettato e sperato inutilmente di ricevere il raffinato cartoncino. E più d’uno di quelli rimasti a bocca asciutta ha manifestato, elegantemente ma anche meno, il disappunto per non essere stato invitato. Come David Manners, undicesimo Duca di Rutland, che non ha mancato di sottolineare che famiglie come la sua sostengono la Corona da un migliaio di anni, more or less.
(Ph: Instagram @indiahicksstyle)
Poi c’è lei, Lady Pamela Hicks. Figlia minore di Lord Mountbatten, cugina in primo grado di Prince Philip e in terzo di Queen Elizabeth, per via della comune discendenza da Queen Victoria, di cui è la più anziana pronipote ancora in vita; ed è anche una delle due damigelle al matrimonio di Elizabeth e Philip (l’altra è la principessa Alexandra di Kent) ad essere ancora tra noi. Una vita sempre accanto alla Royal Family: come dama di compagnia Pamela faceva parte del seguito di Elizabeth durante il famoso viaggio in Kenia che la vide partire principessa e tornare regina. Queen Elizabeth tiene a battesimo Edwina, prima figlia di Pamela e del celeberrimo interior designer David Hicks; Prince Philip gli altri due, Ashley e India, a sua volta damigella alle nozze tra Charles e Diana. Insomma, un legame strettissimo e solidissimo. In questi giorni sono arrivate a casa Hicks un paio di telefonate da Buckingham Palace, che la nipote, la quindicenne Domino, prende come scherzi di qualche bontempone. Ieri, 19 aprile, Lady Pamela compie 94 anni. Arriva una terza chiamata cui risponde la figlia India: è davvero Buckingham Palace, uno dei segretari privati del re che presenta le scuse del sovrano per il mancato invito, spiegando che si è deciso di ridurre drasticamente gli invitati, dagli 8000 di Queen Elizabeth a 1000, con l’obiettivo di non pesare troppo sulle finanze statali. Charles invia un messaggio e di grande affetto con le proprie scuse, consapevole di poter offendere molti. Pamela – cui probabilmente non sarebbe dispiaciuto essere una dei pochi ad aver partecipato a tre incoronazioni, comprese quelle di George VI il 12 maggio 1937 e di Queen Elizabeth, il 2 giugno 1953 – non si offende affatto, e trova anzi “very very sensible”, molto saggia davvero, la scelta di basare gli inviti su meritocracy not aristocracy. E aggiunge che osserverà con molte interesse le vicende di questo nuovo regno. Noblesse oblige, e buon compleanno.
Piccola nota autoreferenziale: per illustrare il post ho inserito una foto recente di Lady Pamela, la stola di chiffon fermata da spilla che anche Lady Violet possiede. Non coralli e perle, ma opera di Kenneth Jay Lane, celebre creatore americano di bijoux. Qui trovate la storia del mio innamoramento per lui Jackie, Kenneth e la collana dei sogni
Altissima densità di royal compleanni nel weekend appena passato: ben tre monarchi più due altezze reali, curiosamente figli di due dei tre sovrani festeggiati, peraltro cugini tra loro. Più un’outsider, che scoprirete continuando a leggere. Procediamo in ordine rigidamente cronologico: sabato 15 Philippe, Rei dei Belgi, ha compiuto 63 anni; il primogenito di Albert II e Paola è nato a Bruxelles il 15 aprile 1960, nove mesi e tredici giorni dopo il matrimonio dei suoi genitori. Quest’anno festeggerà anche i dieci anni sul trono, è infatti divenuto re nel luglio 2013, in conseguenza dell’abdicazione di suo padre. Philippe è appena rientrato da un breve viaggio nella Guyana francese, dove insieme col figlio Gabriel ha assistito al lancio della sonda JUICE per l’esplorazione del pianeta Giove e dove probabilmente è stata scattata questa fotografia. Anche se in effetti quello che ospita la base dell’ESA, l’ente spaziale europeo cui appartiene il progetto, è un paese caraibico direi che lo sfondo esotico ha quell’aria stile la mia Africa, che dona quasi a tutti. Impagabile l’humour belga che accompagna la foto: “c’è un compleanno nell’aria”. Spazio-aria, irresistibile.
(Ph: Frédéric Andrieu)
Domenica ha compiuto 83 anni Margrethe II di Danimarca, reduce da un importante intervento alla schiena, che non si è negata i festeggiamenti e i bagni di folla che tanto ama. Al posto del tristanzuolo ritratto scattato per l’occasione, pubblichiamo con piacere la foto che la mostra al balcone del palazzo di Amalienborg, mentre riceve l’omaggio dei Danesi circondata da tutti e otto i nipoti. Dati gli ultimi eventi e le polemiche che ne sono inevitabilmente seguite, mi sembra una scena bella assai.
(Ph: Billed Bladet)
Un giorno due compleanni alla corte lussemburghese: il Granduca Henri – che di Roi Philippe è cugino primo – ha compiuto ieri 68 anni, e il minore dei suoi figli, il principe Sébastien, 31. Lo sappiamo, il Granducato si prepara al matrimonio di Alexandra, unica figlia e unica sorella dei festeggiati, per cui la giornata di domenica è dedicata a loro, ma poi tutti pronti per le nozze. Alexandra sposerà il fidanzato Nicolas Bagory con due cerimonie: quella civile sabato alle 15:30 all’Hôtel de Ville de Luxembourg mentre quella religiosa sarà celebrata il sabato seguente, il 29 (che è anche il dodicesimo anniversario dei Principi di Galles) in Provenza. E sono certa che molte lettrici non aspettino che di vedere l’elegante padre accompagnare la figlia all’altare. Trattenete l’ansia, che ormai manca pochissimo!
(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)(Ph: Maison du Grand-Duc/Sophie Margue)
L’ultimo compleanno reale è quello della deliziosa Eléonore, ultima dei quattro figli dei sovrani belgi, Philippe e Mathilde. La fanciulla compie 15 anni, e sta fiorendo sotto i nostri occhi, circostanza che intenerisce il cuore di Lady Violet, zia di due ragazze più grandi ma ugualmente deliziose. Studentessa del Collegio del Sacro Cuore, scuola cattolica di Tervuren, Eléonore suona il violino e pratica vari sport, tra cui l’aïkido. Durante la pandemia – come altri reali – si è impegnata telefonando alle persone sole e preparando dolci per chi era in difficoltà. Posa nel parco del palazzo di Laeken con una camicia di Zara che le sta una meraviglia. E sì, direi che tra le nipoti è quella che somiglia di più a nonna Paola, nei lineamenti e nel modo di porsi.
(Ph: Bas Bogaerts)(Ph: Bas Bogaerts)
L’outsider è una signora che non è membro di una famiglia reale, ma ha rapporti talmente stretti con la Royal Family da essere stata una dei trenta invitati a partecipare alle esequie di Prince Philip, celebrate esattamente due anni fa, il 17 aprile 2021.
Tra i compleanni di ieri c’è anche il suo, Penelope Knatchbull, nata a Londra il 16 aprile 1953 da Marian e Reginald Eastwood, macellaio che aveva fatto fortuna (molta) con la catena di ristoranti Angus Steakhouse. Ottimi studi, tra cui la London School of Economics, poi il 20 ottobre 1979 il matrimonio con Norton Knatchbull, pronipote di Queen Victoria e nipote di Lord Mountbatten, scomparso nell’attentato dell’IRA solo due mesi premi con la nonna paterna e un fratellino dello sposo. Best man il Principe di Galles, cugino in secondo grado di Norton. La coppia fissa la residenza a Broadlands, residenza palladiana nell’Hampshire dove la Regina e Philip trascorsero parte della luna di miele. Nascono tre figli: prima Nicholas, poi Alexandra – tenuti a battesimo rispettivamente da Charles e Diana – e infine Leonora. Una vita dorata cui non mancano tragedie e drammi: a cinque anni la figlia minore muore per un tumore infantile mentre il figlio maggiore crescendo ha seri problemi di tossicodipendenza, tanto che il padre minaccia di diseredarlo. Infine la ciliegina sulla torta: il marito la lascia dopo trent’anni di matrimonio e va a vivere alle Bahamas con un’altra donna. Lei riesce a tenere tutto sotto controllo; non abbandona la residenza avita – anzi, sostituisce il marito negli incarichi legati al suo rango – anche perché nel parco è sepolta la sua bambina.
(Ph: Antony Jones/Getty Images)
Può sempre contare sull’amicizia e il supporto reale; la sua amicizia con Philip fa nascere rumors e pettegolezzi, sempre smontati dalla vicinanza che la regina in persona dimostra a Penny. Nei circoli reali la chiamano “and also”, cioè e anche, perché viene sempre aggiunta agli inviti fatti dalla Royal Family:…and also Penny. Ieri questa elegante signora ha compiuto settant’anni, che le auguriamo pieni di serenità; vedremo tra pochi giorni se comparirà tra gli invitati all’incoronazione di Charles e Camilla, cui parteciperanno reali, aristocratici, autorità… and also Penny?
Una settimana, ben tre visite all’estero, che regalo per la nostra rubrica!
Rania in Giappone
Martedì 11 i sovrani hashemiti, accompagnati dal Principe Ereditario, sbarcano a Tokyo per una breve visita. Per incontrare gli Imperatori a Palazzo Rania fa una scelta molto interessante: un robe-manteau couture di Benchellal. L’uomo dietro il brand è Mohamed Benchellal, giovane couturier nato in Olanda da genitori marocchini, che declina la sua idea di stile in silhouettes di grande impatto definite da tagli scultorei. Vincitore nel 2020 del Vogue Arabia Fashion Prize, è apprezzato tanto nel mondo arabo come a Hollywood; suo il favoloso soprabito a grandi rose rosse con cui la divina Iris (Apfel) posò per la copertina di Harper’s Bazaar per i suoi 100 anni (la trovate qui: La foto del giorno – 100 Iris). Meno flamboyant, naturalmente, il capo creato per Rania; nonostante la vaga evocazione di un accappatoio lo trovo veramente notevole. A completare la mise una cintura in pelle dorata di Marni, e una delle varie borse PeekabooFendi di proprietà della regina. Chic. Deliziosamente fuori moda Masako, con uno dei suoi tailleur chiari, in questo caso in un tessuto bianco lucido e piuttosto rigido. Una mise che può portare solo lei, chic.
Secondo giorno, incontro con la signora Yuko Kishida, consorte del Primo Ministro. Rania deraglia verso il mondo Barbie, con un abito longuette in organza lilla pallido con fiori applicati (Zimmermann) in preoccupante abbinamento col tendaggio, più adatto a una cresimanda che a una working queen. La borsa a bauletto tondo di Gabriela Hearst e le scarpe Dior color oro rosa rendono tutto ancor più stucchevole. Shock. Non la conoscevo, ma ho trovato veramente graziosa ed elegante madame Kishida: bello il tailleur, bella la gonna morbida dalla lunghezza impeccabile, perfette le scarpe. Chic.
Terzo appuntamento: il Museo d’Arte Moderna di Tokyo. Rania ha scelto un completo pantaloni haute couture del francese Alexandre Vauthier, uno che ha studiato con Thierry Mugler, e si vede. Belle le scarpe di raso rosso (Gianvito Rossi), ma la borsa a ciondoloni – una preziosa Small Caro Dior ricamata – non si può guardare! Chic; Lady Violet apprezza molto il non affidarsi sempre alle stesse maison, sperimentando il più possibile.
Brigitte in Olanda da Máxima
Nonostante il gran desiderio di visitare il Giappone, questo è il tour che ho invidiato di più, principalmente per l’appuntamento che citeremo per ultimo. Primo incontro, Natan colpisce ancora (e affonda): Máxima si presenta in un insieme abito+turbante in seta, secondo lo stile tanto caro alla mia professoressa di chimica al liceo (ma erano gli anni ’70) e c’è pure la borsetta! Si aggiunga un cappotto giallo croco annodato in vita ed ecco a voi l’effetto uscita dalla doccia. Shock, però notate appuntato in alto sul bavero il nastrino blu dell’Ordre national du mérite; noblesse oblige. La Première Dame, il cui stile a me non piace particolarmente, vince il confronto ma non si libera dall’idea di sembrare una hostess dell’Air France. Boh.
Per la cena di gala Máxima dimostra tutto il suo amore per la teatralità: per lei un abito in una meravigliosa tonalità di rosso di Claes Iversen, che sta bene anche con la fascia scarlatta della Legion d’Onore. Brigitte risponde ribaltando il piano: abito blu notte con pennellate metalliche sul corpino. Potrebbe essere una creazione Vuitton, che veste di solito madame Macron, a me non piace particolarmente, ma approvo la scelta; non potendo indossare tiare o gioielli pari a quelli di una regina il rischio è quello di sembrare troppo semplice. Ricordo che Helietta Caracciolo, aristocratica creatrice di bijoux, raccontò che molte signore invitate al Quirinale per una cena di gala con Queen Elizabeth, fecero man bassa delle due gioie, falsissime ma di grande effetto. Qualche sovrana – mi viene in mente soprattutto Letizia – non indossa più la tiara incontrando presidenti di repubblica ed eventuali first ladies, ma non è ancora un uso diffuso. Dunque immagino che la Première Dame abbia cercato un escamotage per salvare l’onore dell’eleganza repubblicana, ma l’abito non mi convince, forse in foto non rende. Boh.
Il giorno seguente le due signore visitano Amsterdam, dedicandosi a un centro di supporto per i giovani per poi fare tappa alla casa che fu di Anne Frank. Máxima, in Natan da capo a pie’ (letterale, Natan anche le scarpe) con abito di tulle ricamato, è pronta per una cerimonia, peccato che non ci debba andare, Brigitte al contrario risicatissima in un completino stretto stretto. Per ragioni opposte le trovo shock+shock, ma vorrei attirare la vostra attenzione sulle borse che hanno in mano le signore: Chanel per Brigitte, e Sophie Habsburg per Máxima, il modello Moneypenny che sta diventando popolarissimo tra le royal ladies, e ha ancora un prezzo relativamente abbordabile. Io ve l’ho detto.
Per ultimo, l’appuntamento che tanto ho invidiato: la visita al Rijksmuseum per la mostra di Vermeer, i cui biglietti sono andati esauriti in pochi minuti. Le due signore sono in nero, colore con cui è difficile sbagliare. Máxima sempre in Natan con una mise riciclata: non mi piace alla follia ma la spilla genera un upgrade stellare. Brigitte con un little black dress che scopre il ginocchio ma non va oltre. Non voglio sapere cosa sono quelle bretellone sulle spalle, e nemmeno la visione posteriore aiuta.
Facciamo finta di non vederle e consideriamo entrambe chic. E sbirciamo i Vermeer.
Charlène a Firenze
C’è anche l’Italia questa volta, grazie alla visita a Firenze compiuta in settimana dai sovrani monegaschi, per celebrare i 160 del consolato monegasco in città. Charlène sceglie Emporio Armani: tailleur pantalone in viscosa froissé e top smanicato in crêpe de chine. Il colore, nella definizione della maison, è il rosa chiaro. Mi piace tutto molto, chic.
Sempre Emporio Armani per la visita alla fondazione Andrea Bocelli; in questo caso giubbotto e pantaloni in tessuto jacquard check sfumato, in un colore definito “tortora” che sembra tanto un grigio chiarissimo. Un po’ triste ma chic, soprattutto a confronto con le scarpine color crema su piede scuro di Veronica Bocelli. Che pazienza…
Si finisce con la cena di gala, e qui facciamo i complimenti al sindaco Nardella per la squisita cortesia con cui ha provveduto a non far sentire a disagio l’illustre ospite, indossando uno smoking dall’orlo assai peggiore di quelli cui ci ha abituato Albert. O glielo ha prestato il cugino giocatore di basket? Chissà. Charlène indossa una abito nero di Akris: bello il modello, bello il contrasto tra le paillette e il tulle di maniche e scollo, sottolineato dalla linea geometrica; forse un po’ troppo per l’occasione, ma ci accontentiamo. Chic.