In effetti gli anni d’amore sono venti… più uno! Oggi è l’anniversario del matrimonio dei Principi Ereditari di Norvegia, e mi è tornato alla mente che l’anno scorso avevo scritto la prima parte di un post dedicato a loro che poi ho dimenticato di completare. Rimedio subito, in grande ritardo ma con grande piacere, visto che l’aria profuma di nuovo di royal wedding.
Il giorno del matrimonio, sabato 25 agosto 2001, tutti gli ospiti – coronati e no – sono al loro posto nella cattedrale di Oslo, quando si aprono le porte ed entrano gli sposi che raggiungono insieme l’altare, dove li attendono i quattro genitori. Lui in alta uniforme è aitante come sempre, ma si sa che ogni impegno in tal senso è inutile: tutta l’attenzione è per la sposa.
E Mette-Marit non delude. Indossa un abito lineare ed elegante, nato dalla collaborazione tra lei, il designer Ove Harder Finseth e la sarta Anna Bratland. Ne nasce una creazione che abbina un corposo crêpe di seta alla leggerezza del tulle, in una tonalità di ecrù realizzata appositamente. Ispirato agli abiti della Regina Maud, prima sovrana della Norvegia moderna, l’abito ha una linea semplice ma regale, ampio scollo quadrato e uno strascico di due metri.
Sul capo della sposa brilla discretamente una delicata tiara del 1910, dono di nozze dei sovrani alla nuora. Un piccolo bandeau di diamanti inseriti in una serie di elementi la cui linea incurvata ricorda delle margherite, e infatti viene chiamata Diamond Daisy Tiara. Il diadema non esce dai forzieri reali, è stato acquistato apposta per le nozze. Un uso che si è affermato da quando i divorzi non sono più tabù neanche nelle famiglie reali; in questo modo si evitano complesse trattative per recuperare le gioie di famiglia nel caso un cui la fanciulla decida di (o sia persuasa a) recuperare la propria borghese libertà.
(Ph: Lise Åserud / Scanpix)
Qualche cinefilo accanito potrebbe pensare di avere un déja-vu, e non avrebbe torto: la tiara sembra proprio quella che compare tra i capelli di Cate Blanchett/Gertrude Chiltern nel film Un marito ideale, girato da Oliver Parker due anni prima del matrimonio norvegese. Potrebbe trattarsi proprio dello stesso gioiello, noleggiato dai gioiellieri Garrard che poi lo hanno venduto ad Harald e Sonja, o più banalmente una copia. In ogni caso, resta una dei diademi più amati da Mette-Marit, che lo indossa spesso e dona molto ai suoi lineamenti da principessa delle fiabe.
Il vero coup de théâtre però è il bouquet che la sposa tiene tra le mani; mai visto prima (né visto mai più dopo) è composto da orchidee Vanda, rose rosa e mauve, ortensie; i rami cadenti della ceropegia assecondano la particolare forma verticale. Una struttura molto originale creata dalla fiorista Aina Nyberget Kleppe, anche in questo caso con la psrtecipazione della sposa. Davvero interessante, ma non sono sicura che funzionerebbe anche su una ragazza meno alta di Mette-Marit, che sfiora il metro e ottanta.
Testimone di Haakon è Frederik, Principe Ereditario di Danimarca. Da solo, perché Mary è già nella sua vita ma la love story è ancora tenuta privata. In effetti, delle consorti che abbiamo imparato a conoscere in questi anni c’è solo Máxima, allora fidanzata di Willem Alexander (si sposeranno il 2 febbraio 2002).
Mathilde è già Duchessa di Brabante ma è anche nella fase finale della prima gravidanza (Elisabeth nasce due mesi dopo) per cui rimane a casa. Sono presenti sovrani in carica (Margrethe di Danimarca, Carl Gustav di Svezia, Albert dei Belgi, Henri del Lussemburgo) emeriti (Jean del Lussemburgo) e decaduti (Costantino di Grecia), con consorti (manca il bizzoso Henrik di Danimarca); consorti senza sovrani (Sofía di Spagna) e principi ereditari (i già menzionati Frederik e Willem Alexander, il Principe di Galles, Philippe del Belgio, Victoria di Svezia, Albert de Monaco, Guillaume del Lussemburgo) . E c’è Felipe di Spagna, che accompagna la madre. Dopo gli sposi è il più osservato. Perché il Principe de Asturias è innamorato di una fanciulla norvegese, Eva Sannum. Senza una goccia di sangue blu, molto bella, molto inadatta alla cattolica Spagna (è una modella di lingerie), un po’ sprovveduta: negli anni con Felipe è stata capace di non imparare neanche una parola di spagnolo. Le nozze di Haakon e Mette-Marit sono la sua grande occasione. E lei la perde clamorosamente.
(Ph: Aleksander Nordahl / Dagbladet /ALL OVER PRESS Norway POOL)(Ph: Cornelius Poppe / SCANPIX / POOL)
Alla cerimonia, che come sempre nei paesi scandinavi si svolge di pomeriggio, il dress code prevede frac (o alta uniforme) per i signori e lungo con diadema e decorazioni (se ci sono) per le signore. La bella fanciulla si presenta con un abito blu firmato Nora Farah, forse di seta, sicuramente piuttosto dozzinale, con l’aggravante dei lunghi guanti sintetici di un colore leggermente diverso. E soprattutto, tragicamente scollatissimo. Brutta la pettinatura, andante il make up. Probabilmente in quella occasione la regale Reina Sofia le insegna una parola in spagnolo: Adiós.
A dicembre di quell’anno, parlando con la stampa, Felipe annuncia la fine della sua relazione. L’anno dopo, l’incontro con Letizia.
… e un anno se ne va, cantavano i Righeira, aedi elettropop degli anni ’80, quando Caroline era pazza d’amore per Casiraghi e Diana sembrava solo una giovane sposa teneramente annoiata. La tristezza per il tempo che passa è tipica dell’età adulta, per bambini e ragazzi lo scorrere dei giorni vuol dire nuove esperienze da fare. A partire da quella che chiude l’estate e apre l’autunno: il ritorno a scuola.
Grandi cambiamenti per i piccoli Cambridge, a giugno protagonisti inconsapevoli del Trooping the colour in onore della bisnonna. La famiglia lascia il “condominio reale” di Kensington Palace e fissa come propria residenza l’Adelaide Cottage, nel parco di Windsor, a breve distanza dal castello dove vive la Regina. George e Charlotte – lui dal 2017, lei dal 2019 – hanno finora frequentato la londinese Thomas’s Battersea, scuola chic a sud del Tamigi. Oggi è stata annunciata la novità: tutti e tre i figli di William e Catherine sono stati iscritti alla Lambrook School nella cittadina di Bracknell nel Berkshire, vicinissima ad Ascot, a pochi minuti di macchina da Windsor (e a meno di un’ora dai nonni Middleton). La scuola offre una grande varietà di insegnamenti: dalla religione – è associata alla Chiesa d’Inghilterra – al francese, al design; c’è persino il latino, su richiesta a partire dai cinque anni . E non manca un serio programma contro il bullismo. Sono ammessi studenti dai 3 ai 13 anni che a seconda dell’età pagano una retta annua di circa 15/20 mila sterline. Jonathan Perry, preside dal 2010, dice che l’obiettivo della scuola è dare ai ragazzi “feathers to fly” ali per volare. Nell’attesa di spiccare il volo, gli studenti possono perfezionare la camminata nei 52 acri (21 ettari) di parco che comprende un campo da minigolf a 9 buche, e il nuoto nella piscina semi-olimpica. A settembre dunque Lambrook accoglierà i tre principini, che in questi giorni sono in Scozia con i genitori – Catherine si è imbarcata con i figli minori su un volo low cost – per passare gli ultimi giorni di vacanza con la bisnonna, a Balmoral.
(Ph: Getty Images)
La Scozia sarà prossimamente la meta di un’altra nipote di Sua Maestà, la diciottenne Lady Louise, figlia dei Conti di Wessex. La ragazza si è molto impegnata negli studi, si è diplomata con ottimi voti e si è iscritta all’università di St. Andrews, il prestigioso ateneo non lontano da Edimburgo frequentato vent’anni fa dal cugino William, che incidentalmente conobbe lì la sua futura moglie Catherine. In attesa di trovare – o forse no – il suo prince charming Louise si è trovata un lavoretto estivo in un garden centre per £6.63 all’ora, più o meno 8 euro. Potevano mancare i bulli ad attaccarla per aver guadagnato denaro che in fondo non le serve? Ovviamente no, e sono gli stessi che l’avrebbero chiamata couch potato se fosse rimasta a casa. (“couch potato”, letteralmente patata da divano, viene definito chi passa il suo tempo stravaccato sul divano davanti alla tv). Date retta a Lady Violet, Louise ci darà molte soddisfazioni.
(Ph: Utrecht Robin/ABACA)
Il programma antibullismo della Landbrook School servirebbe in molte scuole, non ultimo il Ginnasio Herlufsholm di Næstved a un’ottantina di chilometri da Copenaghen. È la scuola frequentata da Christian, primogenito dei principi ereditari di Danimarca, dove quest’anno avrebbe dovuto iscriversi anche la sorella Isabella. Di recente la scoperta di gravi e diffusi episodi di bullismo, che non avrebbero però coinvolto il giovane principe, all’oscuro di tutto.
I genitori Frederik e Mary in un comunicato alcune settimane fa avevano affermato di prendere sul serio le accuse, riservandosi di decidere per il bene dei proprio figli. E la decisione è arrivata: Christian frequenterà l’Ordrup Gymnasium nella capitale, Isabella la scuola di Ingrid Jespersen, poco lontana dalla residenza di famiglia. Alla fine la brutta avventura ha avuto un lieto fine, dato che la scelta, così comune e così poco elitaria, è piaciuta ai Danesi.
In bocca al lupo ragazzi, state diventando grandi (anche se non vi va).
Venerdì ha compiuto 49 anni, sabato è stato reso noto che la principessa Mette-Marit, consorte dell’erede al trono di Norvegia Haakon, è risultata positiva al covid.
(Ph: NTB/Lise Åserud)
La principessa manifesta i sintomi classici della malattia da coronavirus, ed è sotto il controllo dei medici di fiducia. La situazione richiede un minimo di attenzione in più, in quanto Mette-Marit soffre di fibrosi polmonare cronica (Breaking News – Grave diagnosi per Mette-Marit di Norvegia), una patologia che causa un progressivo ispessimento del tessuto polmonare; non è dunque la condizione migliore per affrontare una malattia che colpisce principalmente l’apparato respiratorio. Ci sono tutte le ragioni per confidare in una rapida ripresa della futura regina, ma Lady Violet non può nascondere una piccola inquietudine di fondo. La fotografia scelta dalla Corte per farle gli auguri sui social, con Mette-Marit in un abito di plumetis color mandarino (l’Ollie Dress di Rachel Gilbert), appoggiata a un albero, è di due anni fa. È stata scattata durante una vacanza con la famiglia nell’isola di Dvergsøya nel luglio 2020, e usata già per il quarantasettesimo compleanno (Le foto del giorno – Anniversari, anniversari). Spero che questa scelta sia motivata da banali ragioni di praticità, e mi auguro di rivedere presto questa bella signora al suo posto.
Se temevate di andare in astinenza da royal wedding Lady Violet è qui per tranquillizzarvi. Dalla Giordania arriva la grande notizia: il fidanzamento del Principe Ereditario, Hussein bin Abdullah II, con la saudita Rajwa Khaled bin Sa se bin Saif bin Abdulaziz Al-Saif, che un giorno erediterà da Rania il titolo di Regina di Giordania e forse anche quello di sovrana più charmante dell’universo.
Il fidanzamento ufficiale ha avuto luogo ieri a casa della sposa, a Riyad, alla presenza dei sovrani e di numerosi membri delle due famiglie.
Rajwa è nata a Riyad il 28 aprile 1994 – ha dunque due mesi esatti più dello sposo – ultima dei quattro figli del businessman saudita Khalid bin Musaed Al-Saif and Azza bint Naif Al-Sudairi. La sua famiglia discende da un’antica tribù cui appartenevano gli sceicchi di Al-Attar nel Najid, l’altopiano che occupa l’area centrale del Paese.
Il padre è a capo di una grande compagnia di costruzioni con interessi in vari campi, e forse è per questo che dopo gli studi in patria, Rajwa si è laureata in architettura alla Syracuse University di New York; il che ne farà la seconda regina architetto in Giordania dopo Noor, ultima moglie di Re Hussein, padre dell’attuale sovrano. La fanciulla ha frequentato anche il Fashion Institute of Design and Merchandising a Los Angeles, e nella città californiana ha lavorato in uno studio di architettura; al momento presta la propria opera allo studio di design Designlab Experience a Riyad. Una vita tra oriente ed occidente; se alla cerimonia ufficiale si è presentata con il capo velato e un abito ispirato alla tradizione, in un’altra foto indossa un elegante plissé azzurro scuro.
Al collo e alle orecchie gioielli semplici, la scelta migliore per la sua giovane età e per far risaltare l’anello di fidanzamento: un grande – molto grande – diamante a goccia con piccoli diamanti sul gambo; perfetto per una (futura) regina.
Sarà interessante vedere quale stile sceglierà come principessa hashemita, se seguirà i dettami dell’Islam o preferirà decisamente gli abiti occidentali come la futura suocera Rania, palestinese cresciuta in Kuwait. Che ha dedicato al figlio e alla sua fidanzata – che chiama già terza figlia – un dolcissimo messaggio sui social: non pensavo fosse possibile avere nel cuore così tanta felicità. L’annuncio di questo fidanzamento arriva infatti solo sei settimane dopo quello della principessa Iman, che sposerà l’uomo d’affari Jameel Alexander Thermiotis (La foto del giorno – I royal wedding non finiscono mai).
Probabilmente Lady Violet non è la sola davanti a queste fotografie a pensare a quanto velocemente sia passato il tempo dal giorno in cui la conoscemmo come Regina Consorte; era il 7 febbraio 1999, lei aveva 28 anni e fu subito incoronata come la più bella delle sovrane, oltre che la più giovane. Oggi Rania, che compirà 52 anni mercoledì 31, si appresta a diventare due volte suocera e magari in un futuro non lontano anche nonna.
Non ci resta che prepararci al doppio spettacolo; agli sposi auguri di ogni felicità, a Rajwa l’auspicio che riesca a portare un titolo così ingombrante con grazia e determinazione. Il suo sguardo deciso e penetrante mi fa pensare che sarà così, soprattutto per la determinazione.
Per me Ferragosto sarà sempre il giorno del compleanno dell’adorata nonna Giulia, benché sia scomparsa da ormai un quarto di secolo alla bella età di 104 anni. Al secondo posto metto Il sorpasso, meraviglioso cinico e amarissimo film di Dino Risi con Gassman e due attori che abbiamo salutato da poco, Catherine Spaak e Jean Louis Trintignant. Il Ferragosto, festa tipicamente italiana che mette insieme le Feriae Augusti con l’Assunzione di Maria, altrove è solo un giorno estivo come gli altri, con qualche eccezione.
(Ph: ABACAPRESS.COM)
Il 15 agosto è la data in cui il Liechtenstein celebra la sua festa nazionale, onorando a un tempo la devozione per Maria Assunta e la nascita di Franz Josef II, padre dell’attuale Principe Regnante Hans Adam e sovrano molto amato (che in effetti era nato il 16, ma non siamo pignoli). Digressione per Abruzzesi e simpatizzanti: al fonte battesimale vennero imposti a Franz Josef 14 (quattordici!) nomi; oltre ai primi due c’erano Maria Aloys Alfred Karl Johannes Heinrich Michael Georg Ignaz Benediktus Gerhardus e pure Majella. Non in omaggio alla nostra montagna madre ahimé, ma a tal San Gerardo Maiella, Redentorista di origine lucane che confesso finora a me ignoto protettore delle partorienti (immaginiamo la madre del principe).
(Ph: ABACAPRESS)
Anyway, lunedì 1800 invitati – praticamente un terzo degli abitanti della capitale Vaduz – hanno festeggiato la giornata del Principato con il Principe Hans Adam, l’erede e reggente Alois, sua moglie Sophie e tre dei loro quattro figli. È stata così ripresa la tradizione interrotta per due anni causa pandemia, e si è anche definitivamente concluso il lutto per la morte per la Principessa Consorte Marie, scomparsa il 21 agosto dello scorso anno.
La principessa ereditaria, nata duchessa in Baviera, è la più aristocratica delle reali mogli della sua generazione; è una bella signora piuttosto lontana dall’immagine pure troppo impeccabile cui altre ci hanno abituate; per l’occasione abito di sangallo – prodotto tipico della zona – capelli freschi di lavaggio casalingo, e pedalare.
(Ph: ABACAPRESS.COM)
Deliziosa Marie Caroline, venticinquenne unica femmina dei quattro figli dei futuri sovrani; simpatici i suoi fratelli: il ventitreene Georg, col ciuffo che lo fa assomigliare vagamente a Benedict Cumberbatch, e il primogenito Joseph Wenzel, 27 anni, decisamente privo di ciuffo. Assente il più piccolo dei quattro, Nikolaus di cui dunque ignoriamo aspetto e situazione tricologica.
(Ph: ABACAPRESS.COM)
Insomma, non avranno avuto il pic nic sulla piaggia – anche per oggettiva mancanza di spiagge – ma gli abitanti del Principato compreso tra Svizzera e Austria si sono ugualmente goduti una bella giornata, in cui la formalità della celebrazione è andata di pari passo col folklore locale.
(Ph: ABACAPRESS.COM)(Ph: ABACAPRESS.COM )
Anche se qualcuno. nonostante il – o forse a causa del – costume tipico, sembra piuttosto perplesso.
Altro reame altro festeggiamento; nel Regno Unito a Ferragosto bisogna fare gli auguri alla Princess Royal, nata a Clarence House il 15 agosto 1950.
Se c’è una da cui anche Sophie del Liechtenstein potrebbe ricevere lezioni di sobrietà e understatement è proprio lei, Anne Elizabeth Alice Louise, che infatti sui social ha ricevuto pochi e soberrimi messaggi. Accompagnati, nel caso dell’account Twitter della Royal Family, da un’immagine recente ma non particolarmente riuscita. L’unica figlia di Elizabeth e Philip è ritratta a maggio nel corso di uno dei tradizionali Garden Parties organizzati in maggio nei giardini di Buckingham Palace, in cui è intervenuta in rappresentanza della madre, quest’anno assente. Il cappello lilla è stato (troppo) energicamente calato in testa; peccato perché era graziosamente abbinato alla mise della principessa, un soprabito 7/8 a fantasia tapisserie indossato ben 11 anni fa al matrimonio di William e Catherine. Perché Anne, oltre ad essere una dei senior royals che lavora di più, un’amazzone di livello olimpico, una nonna presente, una donna discreta con le proprie passioni e tollerante con quelle altrui (ne parleremo) è anche la più grande riciclatrice di abiti del panorama royal, e non solo in quello.
Alzi la mano chi di voi ha letto il delizioso La Sovrana Lettrice di Alan Bennett! Anche se forse faremmo prima a contare quelli tra di voi che non l’hanno letto.. Perché diciamocelo, per noi appassionati di reali e di libri cosa può esserci di meglio di un libro che ha per protagonista la royal per seccellenza, Her Majesty The Queen? Nulla, se non due libri! Magari due libri in cui la Regina non è solo la protagonista, ma diventa addirittura detective, il che dovrebbe conquistare anche gli appassionati di gialli.
Sono riuscita a incuriosirvi? Bene, ho qualcosa per voi.
Sono stati pubblicati in Italia due romanzi della scrittrice britannica SJ Bennett: Il nodo Windsor e Un problema da tre cani. Ed ecco la notizia: Lady Violet converserà con l’autrice. Parleremo di libri, di gialli, della Regina e naturalmente dei corgi!
L’appuntamento è per le 21.00 di LUNEDÌ 19 SETTEMBRE e ci incontreremo su Zoom, dunque potrete seguirci comodamente da casa, magari sorseggiando un buon tea.
Però attenzione! È una esclusiva della libreria NINA, per cui otterrà il link per parteciperare solo chi avrà acquistato almeno uno dei due libri da loro. NINA è uno dei miei posti del cuore, la libreria indipendente di amici librai che sono anche appassionati lettori del blog.
NINA si trova nell’incantevole Pietrasanta, dunque se questa estate siene in Versilia vi consiglio assolutamente di passare, assolutamente, troverete un ambiente che non vi aspettate e sono certa vi delizierà.
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Vi aspetto il 19 settembre per una serata molto royal, molto British e molto molto chic!
È domenica, ed è anche l’ultimo giorno di luglio; quale occasione migliore per una puntata della nostra rubrica sui royal look del mese?
Regno Unito
(Ph: David Ramos/Getty Images)
Partiamo dall’evento più recente, i Giochi del Commonwealth, inaugurati il 28 a Birmingham dal Principe di Galles e da sua moglie la Duchessa di Cornovaglia in rappresentanza di Sua Maestà, che se ne è andata a Balmoral iniziando le meritate vacanze. Charles e Camilla sono arrivati a bordo della celebre Aston Martin dell’erede al trono (ricordate? La usarono anche William e Catherine il giorno del matrimonio), ora alimentata da un carburante ottenuto da sottoprodotti di vino e formaggio. Caro Charles, diffondiamo questo motore così noi e la Francia diventiamo i nuovi Arabi, altro che petrolio!
(Ph: Karwai Tang/WireImage)
Quando Camilla è scesa, ha rivelato una mise veramente inattesa: ladies&gentlemen the jumpsuit, la tuta! Una creazione della fida Anna Valentine che la duchessa ha già indossato a uno degli innumerevoli eventi nel weekend del Platinum Jubilee, ma dato che le foto la ritraevano seduta non avevamo notato. Ora diciamolo, il fitting non è perfetto, il modello non mi convince del tutto, avrei evitato le scarpine décolletée in favore di un paio di stringate (anche se dopo una certa età evitiamo di criticare le scarpe, scelte magari guardando più alla comodità che all’estetica), ma questa settantacinquenne in tuta mi ha conquistato. In fondo cosa c’è di più elegante del non prendersi troppo sul serio? Chic.
Belgio
Il 21 luglio i Belgi celebrano la loro Fête Nationale nonché l’ascesa al trono di Philippe, che divenne Re in questo stesso giorno del 2013 in conseguenza dell’abdicazione del padre Albert. La giornata è iniziata col tradizionale Te Deum nella cattedrale dei Santi Michel e Gudule, alla presenza della famiglia reale al completo. Il colpo d’occhio è stato assai piacevole, con la regina e l’erede al trono vestite di due dei colori della bandiera nazionale (un tricolore a bande verticali nero giallo e rosso).
(Ph: Royalportraits Europe)
Mathilde in questa occasione sfoggia quasi sempre dei grandi cappelli di paglia e fa bene: col suo bel viso e la sua altezza le stanno un incanto (anche se questo ha una decorazione che avvolgendosi intorno alla cupola pare un serpente). E di solito, come in questo caso, sono firmati dalla belga Fabienne Delvigne. Anche per la mise si è affidata alle sua maison preferita, Natan, che ha creato per lei un abito in crêpe color giallo bouton d’or, che dovrebbe essere il ranuncolo, ma in francese fa un altro effetto. L’abito è “un modèle cape drapé de façon asymétrique” caratterizzato da un dettaglio un po’ drappeggio e un po’ mantella. L’effetto è un po’ pasticciato, né va meglio col fitting.
(Ph: Dana Press / Bestimage)(Ph: Dana Press / Bestimage)
Sulla spalla sinistra a sottolineare il drappeggio c’è una grande spilla composta di foglie dorate, en pendant con gli orecchini, entrambi firmati Natan. Data l’importanza dell’occasione, non sarebbe stato meglio sfoggiare qualche gioia de famille? Boh.
(Ph: Utrecht Robin)
La Duchessa di Brabante ha fatto una scelta più moderna, adatta ai suoi vent’anni, e ha optato per un abito rosso in viscosa di Victoria Beckham. Sarà perché non ho più vent’anni da vari decenni, ma non mi fa impazzire, ha una lunghezza strana che le allunga un po’ troppo il busto; e mi sembra che anche il cerchietto sia fuori scala, rendendo tutto un po’ disarmonico. Lei è graziosa come sempre, ma in questo caso boh.
La giornata è proseguita con l’inevitabile parata militare, ottima occasione per ammirare le altre royal ladies. La principessa Astrid assiste alla parata indossando l’uniforme di Colonnello della Composante Médicale dell’Esercito e non compare in questa foto, ma penso (spero) che avrà evitato di parlare al cellulare come il fratello minore Laurent, cui potremmo presentare la nostra Presidente del Senato, ormai decadente, che alla parata del 2 giugno leggeva l’ipad masticando la gomma americana. Torniamo alle mise, che è meglio. La moglie di Laurent, quella santa donna della principessa Claire, è una bella signora non particolarmente elegante anche se questa volta è vestita meglio del solito, o almeno meno peggio. Non brutto ma un po’ moscetto l’abito grigio a ramages viola, abbinato a un cerchietto dello stesso colore che sembra fatto con la fascia dell’Ordine di Leopoldo. Ma che senso ha quella clutch arancione? Boh.
(Ph; Dirk Alexander)
Occhi puntati anche quest’anno sulla neocognata, Delphine Boël divenuta Principessa Delphine del Belgio dopo essere stata riconosciuta dal padre naturale, il Re Emerito Albert II. Delphine è un’artista e, forse anche per il suo complicato vissuto, usa queste occasioni per lanciare messaggi su ciò che le sta cuore. Se l’anno scorso era la cultura africana (Le foto del giorno – Principessa di ruolo), quest’anno il tema scelto è, inevitabilmente, la pace. Il suo robemanteau è una creazione del giovane stilista belga Pol Vogels. L’idea non è particolarmente originale (già me la vedo Miranda Priestly dire: una colomba? per la pace? avanguardia pura!), il modello ha dettagli interessanti, come la cintura a pieghe, ma spalle e maniche sono terribili. Come le scarpe col plateau e taccone che sembrano proprio la versione bianca delle Mary Jane Morobé indossate l’anno scorso. Shock.
Le celebrazioni per la festa nazionale erano iniziate la sera prima con un concerto dell’orchestra nazionale con la violinista Stella Chen. Presenti i sovrani e la principessa Astrid accompagnata dal marito Lorenz d’Austria-Este, che nonostante non sia un adone direi che appare come il migliore dei quattro. Tolto il re, che sembra una versione vecchia di Mattarella (nonostante abbia vent’anni di meno) neanche le signore brillano. La Reine Mathilde indossa un monospalla del belga Dries van Noten, stilista cerebralmente innovativo, che però la rende matronale, ed è banalizzato dalle scarpine dorate; insomma più che un rock una quadriglia. Astrid sfoggia un kimono firmato Essentiel Antwerp. Ora, il kimono è un capo che può essere di uno chic unico, col vantaggio di essere no size no age, cioè sta bene a qualunque età e a qualunque taglia, più stile di vita che capo di abbigliamento, e anche follemente di moda. L’unico rischio è che sbagliando modello, o materiale, o taglia, può sembrare una vestaglia. Appunto. Shock.
Monaco
Come annunciato, venerdì 8 luglio la Salle des Étoils dello Sporting-Montecarlo ha ospitato il Bal de la Rose, previsto per marzo e rinviato causa pandemia. E come previsto, Charlène brillava per la sua assenza. Dieci giorni dopo, lunedì 18, è stata la volta del Gala de la Croix Rouge che, smessi i fasti (fastosissimi) del passato è ridotto a un concerto sulla piazza del Casino, preceduto da un cocktail dînatoire – che mi sa tanto di aperitivo cenato – in terrazza.
L’incertezza nel tono della soirée si è drammaticamente ripetuta nell’abbigliamento dei padroni di casa: la rediviva Charlène era in un abito gran sera Prada, in un bellissimo color azzurro/glicine, con un pannello a fare da strascico. Mentre Albert II, che nell’occasione celebrava i suoi primi quarant’anni da Presidente della Croce Rossa monegasca, ha scelto un look tricolore, metà marinaretto alla Querelle de Brest (chi di voi ricorda il film di Fassbinder con Brad Davis?) metà atleta – va bene, diciamo tecnico – alle olimpiadi, vestito coi colori della bandiera. Che peraltro non è la sua, ma forse tutto in bianco e rosso sarebbe stato troppo pure per lui. Lei chic, lui buontempone.
Con loro la nipotina Camille Gottlieb, figlia minore della principessa Stéphanie, responsabile della sezione giovanile della Croix Rouge. La fanciulla, ventiquattro anni compiuti qualche giorno prima, sta evidentemente ancora cercando il proprio stile, ma mi sento di poter dire che l’abito Red Valentino non le rende un buon servizio, a meno che Camille non pensasse di andare a un ballo mascherato, per cui ha puntato tutto sull’Egyptian Revival e si è vestita da Joan Collins ne La regina delle Piramidi. Che però non aveva la cofana à la Moira. Sorry, shock.
Letteralmente tutta un’altra musica venerdì 8 luglio per il Bal de la Rose.
Qui la padrona di casa da quarant’anni è Caroline (dopo la morte di Grace, il 14 settembre 1982, ai due figli maggiori furono conferiti i più importanti incarichi della madre, per cui a Albert toccò la Croce Rossa e a Caroline la Fondation Princesse Grace, cui vanno i proventi del ballo).
Tema della serata i ruggenti anni Venti, maestro di cerimonie Christian Louboutin, abbigliato con un bizzarro completo percorso da nastri e coccarde, e in testa un fez en pendant. Shock (ma divertente)
(Ph: Pierre Villard / SBM)
In Chanel, ça va sans dire, Caroline, con un abito dalla gonna che si arriccia in un palloncino, per poi scendere alla caviglia. Una mise un po’ scura, un po’ cupa, rattristata dall’acconciatura – mia madre l’avrebbe definita “un quadro antico” – ma per me sempre chic, con menzione speciale per gli splendidi gioielli déco, a partire dalla spilla.
Presenti tutti e quattro i suoi figli con relativi partner, è stata la piccola Alexandra ad attirare su di sé tutti gli sguardi grazie al ricchissimo abito in tulle di Giambattista Valli, declinato nei colori del Principato, bianco e rosso. Con i suoi 23 anni Alexandra è comunque una delizia, ma che c’entra questa meringa fragola e panna con gli anni Venti? Boh. In compenso, se il ricamo sulla scarpa del suo boyfriend Ben-Sylvester Strautmann rappresenta un corgi, Lady Violet approva deliziata
(Ph: Pierre Villard / SBM)
Scelta opposta per la sorella Charlotte, che ha sublimato la propria magrezza in un abito Chanel, bianco e leggero, che avrebbe potuto essere creato direttamente da Mademoiselle Coco con le sue sapienti manine. Frange, fiocco nero, scarpine bicolore, non manca niente. Per me la più chic.
(Ph: Pierre Villard / SBM)
Chanel sta a Charlotte come Dior a Beatrice Borromeo, e infatti la bionda moglie di Pierre Casiraghi ha scelto una mise della celebre maison: un abito grigio a ramages ton sur ton con un piccolo strascico. Guardando l’insieme gli anni ’20 non sono la prima cosa che mi viene in mente – tra l’altro Christian Dior aprì la sua maison solo nel 1946 – però è sicuramente chic.
(Ph: Pierre Villard / SBM)
Last but not least Tatiana Santo Domingo, che aspetta il quarto figlio dal marito Andrea Casiraghi. Per accogliere il pancino ha scelto un abito Temperley London in paillettes color cipria, che sicuramente rimanda agli anni folli più della cascata di capelli sciolti, più stile Veronica Lake. A me è piaciuta, chic.
(Ph: Pierre Villard / SBM)
Al contrario dei pantaloni di marito e cognato, la cui lunghezza ormai surclassa quella dei pantaloni di zio Albert. Che pazienza…
Sono passati 41 anni dal matrimonio del secolo, il giorno in cui il principe – magari non particolarmente attraente ma dall’attraente futuro, peraltro non ancora realizzato appieno – sposò Cenerentola. Che era tale più per l’abito che per la storia personale, pur se dotata di adeguatamente perfida matrigna. L’incantevole sposa aveva un corteo composto da due paggetti e cinque damigelle, ma toccò alle due maggiori – la diciassettenne maid of honour Sarah Armstrong-Jones, figlia della principessa Margaret, e India Hicks, che avrebbe compiuto 14 anni sei settimane dopo – prendersi di cura del lunghissimo (7 metri) strascico.
(Ph: David Levenson)
E furono loro le prime a rendersi conto con disappunto (eufemismo) di quanto il voluminoso abito si fosse spiegazzato durante il viaggio nella Glass coach. Quarant’anni dopo è la ex giovane damigella ad andare all’altare: una storia molto più semplice, familiare e, lasciatemelo dire, elegante.
(Ph: @indiahicksstyle/instagram)
India è la minore dei tre figli di Lady Pamela Mountbatten e David Hicks, celebre interior designer. I suoi nonni materni erano dunque Lord Mountbatten e la moglie Edwina; suo cugino di secondo grado e padrino di battesimo il Principe di Galles.. Dopo aver studiato fotografia a Boston, lavorato come modella e vissuto a Parigi e New York, India nel 1996 si è trasferita alle Bahamas con David Flint Wood. Dopo tanti anni insieme, cinque figli e due rinvii causa covid, la coppia si è sposata venerdì 10 settembre 2021.
Luogo del matrimonio la chiesa parrocchiale di Brightwell Baldwin, nell’Oxfordshire, dove la sposa fu cresimata, e dov’è sepolto suo padre. India è arrivata in chiesa al braccio del figlio maggiore Felix, mentre l’unica figlia Domino era damigella d’onore.
Il suo abito è perfetto per una sposa agée: creato da Emila Wickstead è un modello midi in un raffinatissimo pizzo francese color avorio dalla linea molto pulita, con maniche lunghe, collo montante e gonna svasata. Personalmente avrei evitato il velo, ma non essendo un matrimonio improntato alla formalità va bene, e le sta bene.
(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)
Tocco nostalgico: il bouquet della sposa è stato creato da Pulbrook & Gould, celebri fioristi londinesi che nel 1960 realizzarono quello per le nozze di Lady Pamela. Tocco fashion: la suola rossa delle scarpe su misura firmate da Christian Louboutin, le cui figlie gemelle Eloise e Paloma erano tra le damigelle.
(Ph: David Flotus)
All’uscita dalla chiesa gli sposi sono stati salutati con l’augurale lancio di confetti, in questo caso petali di rose raccolte nel giardino di Lady Pamela. Una piccola precisazione: la lingua inglese ha preso dall’italiano la parola “confetti”, con cui però identifica coriandoli, stelle filanti, in generale tutto ciò che è piccolo e leggero e viene lanciato per buon augurio. Se dunque dovesse capitarvi state tranquilli, gli sposi non sono stati bersagliati da durissime mandorle pralinate.
(Ph: David Loftus)
Per festeggiare dopo la cerimonia è bastato attraversare la strada; gli sposi e i loro ospiti, un centinaio, si sono accomodati al Lord Nelson Pub. Nonostante la allegra semplicità non immaginatevi qualcosa di poco curato: la sposa, che ha respirato interior design fin da bambina, è esperta di lifestyle ed è pure della vergine (nata il 5 settembre come Csaba, vedi alle volte il caso) ha pianificato ogni dettaglio. A festa finita gli sposi e i loro figli sono andati a prendere il tè da Lady P, la madre della sposa, e poi hanno trascorso tutto il weekend insieme, nella loro nella campagna dell’Oxfordshire.
(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)
E se vi sembra poco per una discendente della Regina Victoria non preoccupatevi, la sera prima della cerimonia c’è stato un party danzante, per favorire un clima amichevole tra gli invitati. In questo caso la sposa ha indossato un abito a sirena avorio composto da nastri di seta intrecciati e creato da Naeem Khan, conosciuto negli anni da modella a New York.
(Ph: Robert Fairer/Vogue UK)
Vi state chiedendo se India ha rispettato la tradizione indossando something old something new something borrowed something blue? La risposta è sì. Sul retro dell’abito era appuntata una spilla con zaffiri della madre, che rappresentava il blu e il prestato, nuovo era l’abito e vecchio… la sposa stessa! Detto da lei eh, tipico British humour.
P,S. ho pensato di provare a rinfrescare questa torrida estate ripercorrendo i matrimoni più o meno royal degli ultimi mesi; fatemi sapere se approvate.
Con le foto di oggi possiamo dire che Charlène ha ripreso completamente ruolo e funzioni da Principessa Consorte di Monaco; ha infatti compiuto una di quegli atti che sono un classico per ogni royal lady che si rispetti: la visita a una residenza per anziani.
Di giallo vestita (l’abito è firmato Akris), un filo di perle che sarebbe piaciuto a Grace, l’eccessiva magrezza un ricordo lontano – ovviamente c’è chi ipotizza una nuova gravidanza, che francamente mi sentirei di escludere – la Princesse ha incontrato gli ospiti di A Qietüdine, il cui nome è in dialetto monegasco che è simile al ligure, cui ha donato fotografie della Famille princière; immagino che felicità!
Nonostante il moderato cinismo di Lady Violet, gli ospiti della residenza hanno mostrato di gradire visita e omaggio di Charlène che, bisogna dirlo, in queste occasioni offre il meglio di sé, e sembra assai più a suo agio che durante gli eventi formali.
Una fotografia è particolarmente dolce, e ve la lascio per ultima. Con quella grazia affettuosa tipica di certe persone anziane, una signora le bacia la mano.
Questa volta ci è proprio piaciuta, vuoi vedere che alla fine questi due ci regalano l’happy end?
È il 25 luglio, e se i pistoiesi festeggiano il loro patrono, sant’Jacopo col suo mantello rosso, la Spagna intera celebra il protettore del Paese. Come da tradizione i sovrani hanno visitato la cattedrale di Compostela per la Ofrenda Nacional al Apóstol Santiago, accompagnati dalle due figlie, sempre più spesso presenti nelle occasioni ufficiali.
Naturalmente le due ragazze hanno catalizzato l’attenzione, adeguatamente sostenute dalla madre: davvero un bel terzetto, con le mise in freschi colori sorbetto per affrontare il caldo di questa estate soffocante.
Letizia era in arancio, un elegante abito midi particolarmente accollato per la stagione, con accessori caramello. Midi anche per la Princesa de Asturias che ha scelto il modello Yasmin del brand sivigliano Cayro Woman: una combinazione di rosa e rosso corallo su cui risalta la decorazione del Toson d’Oro col suo nastrino cremisi. Le slingback nude sono Carolina Herrera come quelle della madre, ma con tacco più basso.
La Infanta Sofía come la sorella fa una scelta patriottica. Per lei la maison spagnola Bruna ha personalizzato il modello Genevieve accorciando la gonna per renderla più adatta ai suoi quindici anni e chiudendo l’apertura sulla schiena. Il colore a me sembra azzurro cielo, ma sul sito è definito “menta glicine”. Sarà.
Se anche voi soffrite il caldo come Lady Violet, e vi state chiedendo se non abbiano sofferto con quegli abiti accollati quasi quanto quello della madre, certamente impeccabili per una cerimonia religiosa ma forse non adattissimi per la stagione, la risposta e sì, e nella cattedrale hanno fatto abbondante uso dei loro abanicos.
(Ph: EFE/Pool/Lavandeira Jr.)
Anzi, Leonor è accorsa in aiuto del padre, abbigliato e incravattato (e accaldato) come da protocollo.
Il Re nel suo discorso ha chiesto a Santiago la protezione contro gli incendi che stanno devastando la Spagna, e in articolare la Galizia. La notizia è stata riferita anche dal TG3 della sera, dove l’autrice del servizio, Maria Grazia Fiorani, lo ha definito principe Felipe di Spagna. Ci vuole una pazienza…