Breaking News!

Pensavate che il discorso fosse chiuso? E invece no. Poco dopo la dichiarazione ufficiale di Buckingham Palace sui Duchi di Sussex, questi hanno affidati a canali amici la loro risposta, che vale la pena essere letta in originale (l’immagine è tratta dal Mail Online).

Il testo recita: “Come testimoniato dal lavoro svolto durante lo scorso anno, il Duca e la Duchessa di Sussex continuano il loro impegno e il loro servizio per il Regno Unito e il mondo intero, e hanno offerto il loro costante supporto alle organizzazioni da loro rappresentate incuranti dell’ufficialità del loro ruolo. Tutti noi possiamo vivere una vita al servizio degli altri. Servire è universale.”

Commenterei con le parole della mia prozia Marinella: una caduta di stile avviene solo quando c’è lo stile.

Non mi sembra questo il caso.

Breaking News!

Oggi è ufficiale e definitivo: i Duchi di Sussex hanno confermato a Sua Maestà La Regina che non torneranno ad essere membri attivi della Royal Family.

Facendo seguito ad una conversazione col duca, la sovrana ha rimarcato come non sia possibile in queste condizioni continuare ad avere un ruolo pubblico, quando questo non sia correlato alla partecipazione attiva; dunque, pur manifestando dispiacere e immutato affetto, vengono ritirati i patronage della coppia, che verranno ridistribuiti nella Royal Family.

Harry dovrà dunque rinunciare ai titoli militari che finora aveva mantenuto nei seguenti corpi; The Royal Marines, RAF Honington, Royal Navy Small Ships and Diving.

Tornano poi nella disponibilità di Sua Maestà i patronage assunti da Harry o Meghan per: The Queen’s Commonwealth Trust, The Rugby Football Union, The Rugby Football League, The Royal National Theatre and The Association of Commonwealth Universities.

La decisione odierna dovrebbe chiudere in anticipo l’anno sabbatico concesso ai Duchi, per eventualmente ridefinire il loro ruolo.

Le foto del giorno – Un compleanno? Due!

Compie oggi 37 anni Stéphanie, Granduchessa Ereditaria del Lussemburgo.

Minore degli otto figli dei belgi Conti de Lannoy, è nata nella cittadina fiamminga di Ronse-Renaix, e cresciuta nella tenuta di famiglia nella provincia vallona di Hainaut. Si è laureata in Filologia Germanica all’università di Lovanio; oltre alla lingua madre, che è il francese, parla tedesco, inglese e lussemburghese, ma conosce anche il russo, dopo aver trascorso il suo anno sabbatico a Mosca. Ha sposato Guillaume, Granduca Ereditario del Lussemburgo, il 20 ottobre 2012, e da quel giorno – memorabile per varie ragioni, a partire da un certo cappello A Royal Calendar – 20 ottobre 2012 – abbiamo imparato a conoscerla: graziosa, a volte un po’ triste, spesso troppo sciatta. Poi il 10 maggio dello scorso anno è arrivato lui, Charles, con le sue guanciotte e le sue espressioni irresistibili, portando in famiglia una grande allegria.

Anche oggi, nelle fotografie per il compleanno della mamma, l’attenzione è tutta su di lui; e meno male, perché il contorno continua ad essere piuttosto triste; dalla mise di Stéphanie, pull bianco ricamato e pantaloni verdi – di modissima nel 1976 – al tessuto del divano, con sedia e frangia en pendant, dall’aria più vecchia che vintage. Per un rinnovamento, confidiamo negli scarabocchi del piccolo.

Sono giorni di festa alla Corte granducale: domenica i sovrani hanno celebrato le nozze di rubino (se ve lo siete perso, questo è il post Le foto del giorno – Quarant’anni insieme) e due giorni fa la cognata Alexandra, unica femmina e quarta dei cinque figli di Henri e Maria Teresa, ha compiuto trent’anni.

Nessun nuovo ritratto per lei, dunque Lady Violet ne ha selezionate due della principessa da piccola: appena nata, all’uscita dalla maternità, in braccio alla mamma felice, con la scorta del papà e dei tre fratelli maggiori: Guillaume, Félix e Louis.

O più grandicella al mare con papà; a LadyViolet piacerebbe vedere questa bella ragazza andare all’altare accompagnata da un padre così charmant, nella certezza che la brillante, colta, poliglotta Alexandra ci stupirà comunque.

È iniziata la Quaresima

Oggi è il Mercoledì delle Ceneri, è passato il carnevale, e Lady Violet può scrivere un post non particolarmente allegro, per mettervi al corrente dei problemi di salute di alcuni royals. La notizia di oggi riguarda il Principe Philip, che a quattro mesi dal compiere i cento anni è stato ricoverato in ospedale: una “misura precauzionale”. Il principe è arrivato ieri al King Edward VII Hospital su raccomandazione medica, dopo un malessere sofferto negli ultimi giorni; malessere che, va specificato, non è correlato al covid. A quanto si sa non si è trattato di un’urgenza, il marito della sovrana ha raggiunto l’ospedale in auto ed è entrato da sé nel nosocomio, dove peraltro era stato ricoverato altre volte, per accertamenti riguardo a patologie preesistenti. Anche in questo caso dovrebbe trattarsi di un breve ricovero, mentre la regina è rimasta a Windsor.

Gli incidenti domestici sono frequenti e pericolosi, e questa volta è toccato a Silvia di Svezia, che lunedì mattina è scivolata in casa, al castello di Drottningholm procurandosi alcune fratture al polso destro. Dopo aver ricevuto le opportune terapie all’ospedale Danderyd la regina è rientrata nella sua residenza e ora non può fare altro che riposare, aspettando la guarigione.

(Ph: Ragnar Singsaas/Getty Images)

Impensierisce da un po’ la salute di Harald V di Norvegia, anche lui ricoverato di tanto in tanto per accertamenti negli ultimi anni. A fine gennaio si è preso qualche giorno di licenza per malattia, sostituito dal figlio Haakon, per un insistente dolore a una gamba; la patologia non è stata resa nota, ma dovrebbe aver richiesto un intervento a un ginocchio, che ha allungato un po’ la convalescenza del re; va ricordato che l’ottantatreenne sovrano cammina con l’ausilio di un bastone dallo scorso autunno.

L’ultima notizia è anche la più delicata, e riguarda el Rey Emérito Juan Carlos. Lunedì la giornalista catalana Pilar Eyre ha annunciato via twitter che l’ex sovrano sarebbe in gravi condizioni ad Abu Dhabi, dove sarebbe stato raggiunto dalle figlie Elena e Cristina; data la situazione, si starebbe pensando a un suo rimpatrio. Vi dò questa notizia col beneficio d’inventario, perché personalmente non sono in gradi di fare alcuna verifica; Eyre ha di recente pubblicato una biografia di JC, Yo, el rey, ma francamente conoscendo poco la stampa spagnola non saprei dire quanto sia seria e affidabile. La notizia è stata smentita ufficialmente, e non mi sarei aspettata nulla di diverso data la delicata situazione in cui si trova el Rey Emérito; non penso a comunicati della Casa Real, ma è evidente che se ci fosse una crisi sarebbe più opportuno gestirla in patria. Noi per ora stendiamo un velo di rispettoso riserbo, sperando che se notizia ci dovessero essere, siano buone.

Quaresima o no, spero di non avervi intristito troppo, e mai come oggi vale la regola di Scarlett O’Hara: domani è un altro giorno.

Breaking News!

La notizia è appena arrivata, e non compare ancora sui media britannici. Di solito aspetterei qualche minuto per la conferma, ma direi che la fotografia è inequivocabile. Meghan e Harry daranno presto una sorellina o un fratellino a Archie!

Speriamo a breve di potere sapere qualcosa di più, intanto Charles diventa nonno per la quinta volta, e la Regina e il Principe Philip accoglieranno l’undicesimo pronipotino (o pronipotina).

Le foto del giorno – Quarant’anni insieme

Oggi è San Valentino, festa degli innamorati e di tutti quelli che si vogliono bene.

Per i sovrani lussemburghesi è un giorno speciale, e quest’anno lo è un po’ di più: oggi festeggiano le nozze di rubino (di smeraldo nei paesi francofoni), essendo andati all’altare il 14 febbraio 1981. Un amore nato, secondo quanto si racconta, all’uscita della messa un giorno del 1976 a  Cologny, paesino nei pressi di Ginevra.

All’epoca Henri ha 21 anni e studia all’Institut des Hautes Etudes Internationales, Maria Teresa di anni ne ha 20, studia nello stesso istituto e vive a Ginevra con la famiglia, che ha abbandonato la natia Cuba all’arrivo di Fidel Castro. Dal giorno di quel coup de foudre di anni ne sono passati 45, in cui la coppia non si è fatta mancare nulla: cinque figli, cinque nipoti, l’ostilità della madre di lui, il caratteraccio di lei, qualche scivolone di entrambi.

Oggi sono due splendidi sessantenni, lui mantiene la bella figura e il fascino un po’ ingessato di sempre, lei ha riacquistato (pure troppo) quella freschezza che negli anni si era un po’ appannata. Per celebrare l’importante data, ecco i loro nuovi ritratti; la storia del loro bel matrimonio la trovate qui A Royal Calendar – 14 febbraio 1981

Buon San Valentino a tutti, e se siete soli ricordate le parole del divino Oscar: innamorarsi di se stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita.

Republican chic shock e boh – Governo Draghi special edition

Alle 11:57 di sabato 13 febbraio 2021 il Professor Mario Draghi ha giurato fedeltà alla Repubblica, divenendo così il Primo Ministro del sessantasettesimo Governo repubblicano. Lady Violet, pronta da tempo ad esaminare le mise scelte, è rimasta profondamente delusa dall’omologazione mostrata; ma siccome bisogna cucinare con gli ingredienti che si hanno noi ci proviamo lo stesso. Anche le fotografie sono poche, perciò vi invito a guardare il video in calce al post.

Mario Draghi Presidente del Consiglio ovvero l’uomo senza loden. Accomunato a volte al suo omonimo a capo di un altro Governo tecnico, noto portatore sano del classico cappotto tirolese, Draghi si distingue per l’abitudine a girare sempre col solo completo, a ogni latitudine e temperatura, incurante delle intemperie, il che potrebbe essergli utile nella nuova esperienza. Tale cambio di stile si è già apprezzato in vari ministri che sono stati visti entrare al Quirinale a passo di carica e senza cappotto nonostante le temperature rigide. Per il giuramento il Professore è andato sul sicuro, abito blu scuro e cravatta a mcrofantasia argento e bordeaux. Istituzionalmente chic.

(Ph: Antonio Masiello via Getty Images)

Les cinq Draguettes indecise tra citare il numero caro a mademoiselle Coco o una squadra di calcetto, ben cinque delle otto ministre erano vestite uguali: completo pantaloni nero e sottogiacca bianco. Per carità, si apprezza lo sfoggio di sobrietà in tempi delicati, ma una noia mortale, e il rischio di confondersi ed essere confuse.

Poche le differenze: banale as usual Mariastella Gelmini, Ministra Affari Regionali, che ha cercato di recitare la formula di rito ma si è bloccata a metà; austera Elena Bonetti, Ministra Famiglia e Pari Opportunità, che però all’arrivo aveva rallegrato la sua mise con un foulard colorato; lei il giuramento l’ha detto a memoria, brava! Ancor più austera Marta Cartabia, Ministra della Giustizia, ma la blusa bianca che spara fuori dalla giacca a un bottone anche no. Bella la giacca della neomamma Mara Carfagna, Ministra per il Sud, ma per l’occasione avrei evitato quei pantaloni stile acqua in casa. Insomma, boh.

Mi è piaciuta Maria Cristina Messa, Ministra per Università e Ricerca; (a sinistra): bella la giacca, e anche i pantaloni, e il dettaglio che ha messo in mostra firmando: il classico Square Tiffany. Piuttosto chic.

Sarà stata la fretta, o il timore dell’effetto Bellanova – lì però era proprio sbagliato il vestito, più adatto alla gioiosa leggerezza di un matrimonio che alla solennità di un giuramento al Quirinale – ma di fatto le già sparute quote rosa si sono vestite da uomo. Un giorno faremo un discorso sulla necessità delle donne di vestire in foggia maschile per farsi prendere sul serio, ma oggi vederle spiccare così poco mi ha un po’ intristita, confesso.

Luciana Lamorgese, Ministra dell’Interno è davvero una delle poche donne della sua generazione ad aver conquistato un ruolo solitamente considerato maschile; anche lei ha scelto blusa bianca e pantaloni neri, cui ha abbinato un soprabito ugualmente nero ma di velluto, tessuto pericolosissimo. E infatti, purtroppo, il risultato è uno shock.

Fabiana Dadone, Ministra Politiche Giovanili una delle due signore che hanno scelto la gonna; la palette è simile a quella delle altre ma ha osato di più: tailleur nero, blusa beige a ramages stilizzati neri, borsa superchic e scarpe con tacco assassino come lo spacco, un po’ troppo alto, anche perché lei non è altissima. Poi ho visto la ministra con la mise completa di pardessous. Shock.

Erika Stefani, Ministra per le Disabilità ha altezza e capigliatura degne di una valchiria; anche lei sceglie il bianco/nero: giacchino in tweed similChanel su total black: collo alto, gonna al ginocchio e calze opache (finalmente). Più segretaria spettinata ma efficiente che impeccabile ministra. Boh.

Veniamo ai signori, che hanno dato un grande dispiacere a Lady Violet: nessuno, nessuno col doppio polsino fermato da gemelli. Si va dalla giacca sbottonata su panza in bella vista dei ministri leghisti Giancarlo Giorgetti, Sviluppo Economico e Massimo Garavaglia, Turismo, al brutto completo grigio medio di Roberto Cingolani, Ambiente e Transizione Ecologica, maniche troppo lunghe e camminata alla romoletto. Leggendario Patrizio Bianchi, Istruzione: abito sformato grigio su pullover di lana blu; mi ha ricordato un suo famoso conterraneo, così distratto da mettersi in tasca la pipa accesa. Il Ministro Brunetta, Pubblica Amministrazione, probabilmente si serve da un sarto, ma temo debba cambiarlo. Shock.

Quanto agli altri, si è capito che ormai l’abito si compra già fatto, e si vede: giacche troppo corte, troppo strette, o entrambe (D’Incà, Rapporti col Parlamento, Guerini, Difesa, Franco, Economia) o con qualche difetto di troppo (Giovannini, Infrastrutture, e Patuanelli, Agricoltura, anche per lui il giuramento a memoria). Un po’ insaccato Dario Franceschini, Ministro della Cultura di lungo corso. Avrà giurato sempre con lo stesso vestito? Boh.

Ordinati Di Maio, Esteri; Orlando, Lavoro; Speranza, Salute; gli ultimi due con beneaugurante cravatta rossa. Speranza è il terzo – e ultimo – ministro a pronunciare il giuramento a memoria; lode a lui, elegantini tutti e tre.

Chic l’altissimo Vittorio Colao, Transazione Digitale, che è uomo di mondo e si vede; per lui un bel blu, peccato per il primo bottone sbottonato. Ma si sa, il diavolo si annida sempre nei dettagli.

Qui trovate il video della cerimonia https://www.youtube.com/watch?v=PflPfseaqas

Le foto del giorno – Baby B va a casa

Il nome ancora non c’è, e mentre noi tutti aspettiamo con una certa impazienza di scoprire come si chiamerà il nono pronipotino della Regina e del Principe Philip – che è anche undicesimo in linea di successione – a tre giorni di vita il piccolo Baby Brooksbank ha lasciato il Portland Hospital nel centro di Londra ed è andato a casa con mamma e papà.

Jack Brooksbank alla guida dell’auto mostra quell’espressione di stordita felicità comune a molti neo padri, sottolineata nel suo caso dagli occhiali stile Harry Potter. Eugenie, in abito tartan e cappotto di cammello, siede dietro accanto al piccolo, al sicuro nel suo port-enfant (lo so che non si chiama più così, ma Lady Violet è vintage, e ignora i modelli dei più moderni trasportini per neonati: ovetto? trio?).

La neomamma mostra ancora i segni della gravidanza e del parto, anche perché un bimbo di quasi quattro chili dev’essere stato piuttosto impegnativo, stanca ma beata. Ora potrà riposare, farsi coccolare dalla sua famiglia e iniziare la sua nuova vita.

Pensavo che il piccolo è nato nello stesso giorno in cui nel 2002 morì la principessa Margaret; un bel regalo alla bisnonna per stemperare ricordi dolorosi. Ora però tirate fuori il nome!

Le foto del giorno – È Carnevale

Siamo probabilmente tutti concentrati in altro, e probabilmente chi non ha bambini se lo ricorda solo davanti a un vassoio di chiacchiere (non quelle di Lady Violet, ma le frappe, bugie, o crostoli) ma questi sono i giorni clou del Carnevale, che mai come quest’anno rischia di passare inosservato. Quale occasione migliore per una piccolissima rassegna di mise reali che replicano, o solamente citano il costume del personaggio della Commedia dell’Arte che Lady Violet ha sempre amato sopra ogni altro: Arlecchino.

Si inizia con un grande classico, che in effetti vi ho già mostrato (Happy Halloween!): Her Majesty Queen Elizabeth II, che il 1 dicembre 1999 partecipa alla Royal Variety Performance in scena al Birmingham Hippodrome con un incredibile abito da sera composto da gonna in squillante seta gialla (il colore varia un po’ a seconda della luce) e blusa in stampa ad arlecchineschi rombi; non è in maschera, ma lei è fuor di dubbio The Arlequeen. Questa mise fece un tale effetto da essere scelto, insieme con quello dell’incoronazione e altri cinque, per vestire una bambola simil-Barbie, ovviamente battezzata Lizzie.

L’origine di Arlecchino è antichissima, incarna lo spirito demoniaco che guida la processione dei dannati, diffuso in buona parte d’Europa; se ne può ritrovare traccia fino al diavolo Alichino, uno dei Malebranche protagonisti di un episodio dai toni comici nei canti XXI, XXII e XIII dell’Inferno. Non c’è però dubbio che quello più noto è il personaggio della Commedia dell’Arte, vestito del classico abito a losanghe colorate: è il servo ignorante ma furbo, il vero antagonista del potere costituito rappresentato in primis dal sovrano, dunque scelta perfetta nel giorno in cui si ribaltano i ruoli, come è il Carnevale che precede la sobrietà quaresimale, la notte di Halloween quando il mondo dei vivi e quello dei morti si rovesciano, o la Festa dei Folli, derivata dai Saturnalia romani, che si svolgeva a fine anno. Feste invernali, in attesa del ritorno della luce.

Questa fascinazione dei sovrani per il costume arlecchinesco, non necessariamente in veste di maschera, è davvero interessante; può dunque stupire che l’abbia indossato una delle sovrane più colte e legate al mondo teatrale?

Margrethe II deliziosa Arlecchina festeggia il nuovo anno, come da tradizione, insieme agli amici più cari: qui è al party di capodanno 2018 a tema The Nutcracker, lo Schiaccianoci, a casa della celebre star del balletto Susanne Heering. Accanto a lei il suo Arlecchino, il Principe Consorte Henrik, che morirà sei settimane dopo. Sicuramente meno impeccabile della moglie, ma in fondo altrettanto sicuramente fedele al suo stile.

Vederli – o piuttosto sbirciarli attraverso la porta – così sorridenti e complici, alla luce di ciò che sarebbe successo di lì a poco, stempera la tristezza in allegra tenerezza.

Ben prima delle due grandi regine, un’altra sovrana subì il fascino di Arlecchino: un abito ispirato al suo costume fu indossato da Ulrika Eleonora, Regina regnante di Svezia dal 1718 a1720, che abdicò poi in favore del marito Frederik von Hessen; questi salì al trono come Frederik I, con la moglie sua Regina Consorte. Non sappiamo quando quest’abito fu indossato, ma certo che è di eleganza e raffinatezza uniche.

Ne ha fatta di strada il goffo servitore, così povero da vestire di ritagli di stoffa!

Se volete vedere altri royals in costume, seguite il link Carnevale, ogni royal fancy dress vale

La prima foto!

L’amore in un’immagine.

La mano del piccolino tra quelle di mamma e papà, e non c’è veramente bisogno di aggiungere altro.

Eugenie di York e il marito Jack Brooksbank hanno dato oggi il benvenuto al loro primo figlio, un maschietto di quasi quattro chili. Sarah Ferguson e quello sciagurato del Duca di York sono diventati nonni, mentre per la Regina e il Principe Philip si tratta del nono pronipotino. Ora aspettiamo il nome!