Le foto del giorno – Monaco in festa

Il 19 novembre, come ogni anno dal 1949, si celebra la festa del Principato di Monaco, nel giorno dell’onomastico del sovrano. Qualcuno potrebbe obiettare che sant’Alberto Magno si festeggia sì a novembre, ma il 15; la verità è che salito al trono Albert II ha preferito mantenere la tradizione come estremo omaggio al padre, e dunque la fête nationale continua ad essere celebrata il 19, giorno di San Ranieri di Pisa e della dinastia Grimaldi, che lo onora appunto in questa data. Conclusa la premessa dedicata al calendario passiamo alla cronaca. La giornata inizia alle 9.30 con il Te Deum nella cattedrale di Notre-Dame-Immaculée, ed è l’occasione per godersi la famille princière in parata.

Charlène sceglie il total color in un bel rosso quasi-Natale: abito, cappotto a redingote, cappellino Stephen Jones e stivali di camoscio Manolo Blahnik. Che ne penso? Ve lo dico prendendola alla larga. Una volta mi spiegarono che tra gli attori esiste una caratteristica che prescinde da bravura età fascino e persino provenienza geografica, ed è la dote innata di indossare bene i costumi di altre epoche. Esempio: il neozelandese Russel Crowe, almeno ai tempi d’oro, risultava credibile vestito da antico romano (Il Gladiatore) in abiti medioevali (Robin Hood) e pure settecenteschi (Master & Commander). Invece l’europeo, colto e raffinato Hugh Grant in Ragione e sentimento sembrava mascherato. Tutto ciò per dire che ecco, a me Charlène molte volte sembra mascherata. Tipo questa. L’ispirazione sarà il new look Dior degli anni Cinquanta? La suocera, incantevole in pizzo rosso nel Delitto perfetto? Qualunque cosa sia non mi convince. Nonostante la Princesse sia una bella donna dotata un fisico che le permetterebbe modelli e volumi anche importanti mi sembra molto spesso che siano le sue mise a portare lei.

Terribile l’accoppiata con la figlia Gabriella, bimba adorabile di neanche 9 anni combinata come la madre ma in blu, compreso il cappellino piazzato sulla capoccetta; terribilissime le scarpette col tacchetto, con l’aggravante di essere delle Louboutin. A tanta rossa abbondanza rispondono le due cognate in stile mezzo lutto: noiosamente perfetta Caroline in Chanel nero con cappello bianco, chic senza troppi sforzi (e senza grande impegno), mentre la sorella Stéphanie opta per un cappottino damascato grigio, confermando il suo stile ultraminimal: né cappelli né tacchi, e occhialetti da Harry Potter.

(Ph: Olivier Huitel/IPA-AGENCY.NET)

Lasciata la cattedrale, la seconda parte della solenne cerimonia si svolge nella corte del palais princier, con nipoti cugini (e pure cognati) del sovrano schierati. Si parte da sinistra con figli e nuora di Stéphanie: la figlia minore Camille Gottlieb, un po’ quadro antico con cappotto grigio e cappellino nero; segue la secondogenita Pauline Ducruet, che lavora nella moda e un po’ si capisce; il cappotto over bianco si vede poco, ma da quel poco non sembra male. Anche lei in bianco, precede il marito Luis, figlio maggiore della principessa, la neomamma Marie, che non lavora nella moda e direi che anche qui si vede. Ma benedetta ragazza dove l’hai rimediato quel coso?

Segue il ramo Caroline; ecco la figlia minore Alexandra von Hannover, in nero Celine con gambe abbondantemente scoperte e inguainate in calze velate, come se andasse a un party e non a una sobria festa nazionale. Dopo di lei Beatrice Borromeo in Casiraghi, in velluto bordeaux (uno dei colori più di tendenza nei prossimi mesi) firmato Dior, tradita dal cappello più tegame che colbacco; dopo il marito Pierre c’è la di lui sorella Charlotte, senza il marito Dimitri Rassam ma con i due figli, e un tailleur Chanel un po’ miserello, soprattutto nella lunghezza. Unica a spiccare in questa uniformità di tinte Tatiana santo Domingo, moglie del primogenito di Caroline Andrea Casiraghi, che chiude la fila. Anche Tatiana lavora nella moda, e nel suo caso si vede bene: il suo completo Emilia Wickstead, composto da abito senza maniche e giacca doppio petto in una tipologia di tartan detto Tattersall è quello che a me è piaciuto di più.

(Ph: Olivier Huitel/IPA-AGENCY.NET)

Pensavo di dedicare alle mise di questa giornata il nostro Royal chic shock e boh, ma alla fine ci ho ripensato, speriamo nell’anno prossimo! Intanto gira voce che Alexandre, il figlio ventenne di Albert nato da una sua relazione con Nicole Coste, vorrebbe lavorare col padre per riportare il principato agli splendori dell’età doro di nonna Grace. Da fare ce n’è. Parecchio.

Le foto del giorno – Il cacciator nel bosco

Settimana un po’ complicata questa per Lady Violet, con qualche spostamento. Alla fine, comodamente piazzata su un pullman alla volta di casa, controllo un po’ di pagine/siti, con una certa attenzione alla Danimarca, per ovvie ragioni. E paf! Eccolo qua.

(Ph: Keld Navntoft/Kongehuset)

Il principe ereditario – forse fedifrago, sicuramente incauto – Frederik, impegnato in una caccia reale a Gribskov, la cui visione mi innesca tre brevi riflessioni. Uno: la dicitura “caccia reale”- che ci informano svolgersi con la partecipazione di qualche royal dal 1 ottobre a metà gennaio nelle foreste statali del Paese – mi riporta subito alla mente certe scene di certi film con Henry VIII avvolto in mantelli di velluto con cappelli piumati e ingioiellati mentre cavalca nel countryside inglese a caccia di cervi, ordinando magari nel contempo qualche decapitazione. Comunque tutto un altro stile rispetto a questi signori, che sembrano usciti da un’edizione amatoriale del Franco cacciatore di Weber.

(Ph: Keld Navntoft/Kongehuset)

Due: ho letto da qualche parte che Frederik avrebbe incontrato la señora Genoveva Casanova proprio nel corso di una battuta di caccia, una di quelle esclusivissime, organizzate di solito tra Austria Germania ed Est Europa, per partecipare alle quali bisogna sganciare bei quattrini. Lady Violet sempre più convinta, meglio evitarla proprio, la caccia.

(Ph: Keld Navntoft/Kongehuset)

E soprattutto, tre: Frederik, non so come dirtelo ma quello che indossi più che winter camouflage sembra pitonato. Diciamo la verità, mimetizzarti non ti riesce granché. In nessuna occasione.

Le foto del giorno – Lo giuro!

Questa è giornata di notizie che riguardano royal compleanni. Dopo aver festeggiato Charles III, oggi settantacinquenne (Tre quarti di secolo) e – complice l’attuale situazione nell’area – aver inviato un piccolo pensiero Hussein I, padre dell’attuale sovrano di Giordania, che se non fosse stato ucciso da un linfoma ne avrebbe compiuti 88, dedichiamo un po’ di attenzione a Christian di Danimarca. Che non compie gli anni oggi, essendo diventato maggiorenne un mese fa, ma proprio in virtù della maggiore età questa mattina ha compiuto un passo fondamentale.

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Nella Sala del Consiglio di Stato del Castello di Christiansborg il neodiciottenne Christian ha giurato fedeltà alla Costituzione, compiendo un passo necessario per esercitare all’occorrenza il ruolo di reggente. Se avete ancora negli occhi la bellezza della cerimonia analoga sostenuta due settimane fa dalla principessa delle Asturie, ecco, a Copenaghen non c’è stato nulla del genere. Secondo la legge danese, Christian ha sottoscritto una dichiarazione solenne, e speriamo che non abbia firmato con la matita!

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Il regno di Danimarca può contare su altri membri della famiglia reale per il ruolo di reggente: il figlio cadetto della sovrana, Joachim, la sorella minore Benedikte, e la principessa ereditaria Mary, che però, come gli altri due appena citati, non fa parte del Consiglio di Stato, dunque è comparsa solo per le foto. E viste quelle che in questi giorni girano sul marito non era per nulla scontato. Ma lei è una professionista, e si sarà anche voluta godere il gran momento del figlio.

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Se la mise non è una delle sue migliori il gioiello scelto è un manifesto di intenti: la spilla Connaught con zaffiro diamanti e perle, storico gioiello di famiglia ricevuto in dono dai suoceri proprio per la nascita del primogenito, e indossato per il suo battesimo e per altri importanti eventi familiari. Una nuova versione di Dio me l’ha data e io me la tengo: Mary è lì e resta al suo posto. E anzi penso che quel cappottino celestino sia stato scelto proprio per far risaltare la spilla.

(Ph: Keld Navntoft /Kongehuset)

Più o meno chic, la futura regina è comunque molto più adeguata del Primo Ministro Mette Frederiksen, la signora in nero alla destra di Christian, con la gonna troppo corta e le ginocchia assai generosamente esposte.

I giorni dei papaveri

Quando Lady Violet era una ragazzina rimase piuttosto sorpresa leggendo – chissà dove – che novembre è un mese particolarmente caro alla Royal Family, tanto da averlo scelto per ben quattro matrimoni in meno di 40 anni.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Il più celebre il 20 novembre 1947, quando la principessa Elizabeth sposò il suo Philip, probabilmente incontrato per la prima volta il 29 novembre 1934, giorno in cui George Duca di Kent, zio di lei (che fu anche deliziosa damigella), impalmò Marina di Grecia, cugina di lui. L’anno seguente un altro zio di Elizabeth si sposò a novembre: il 6 Henry Duca di Gloucester portò all’altare nella cappella privata di Buckingham Palace Lady Alice Montagu Douglas Scott, con la piccola Elizabeth ancora damigella, questa volta con la sorellina Margaret. Nel 1973 fu il turno dell’unica figlia di Elizabeth e Philip, che il 14 si unì in matrimonio con l’allora Capitano dei Dragoni Mark Phillips. Era anche il giorno in cui il fratello maggiore, l’attuale sovrano, compiva 25 anni; il che ci ricorda che tra due giorni King Charles festeggerà il settantacinquesimo compleanno. Oltre alle ricorrenze liete e all’amore per novembre (che condivido senza riserve) parte del mese è comunque dedicato al ricordo di chi non è più, e alla memoria personale e familiare si unisce quella pubblica, soprattutto per la coincidenza con la fine della Grande Guerra.

(Ph: Royal British Legion)

Se noi celebriamo il 4 novembre, ricordando l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti, con cui il giorno precedente – 3 novembre 1918 – l’Impero austro ungarico si arrese all’Italia, nel Regno Unito si celebra l’undicesima ora dell’undicesimo giorno dell’undicesimo mese, quando divenne effettivo il cessate il fuoco deciso nell’armistizio di Compiègne. Ieri dunque la Royal Family si è riunita nella Royal Albert Hall per il tradizionale Festival of Remembrance, e oggi nel centro di Londra, per l’altrettanto tradizionale e sentita cerimonia al Cenotaph.

Dove hanno deposto le corone di fiori il Re, il Principe di Galles, la Princess Royal, il Duca di Edimburgo (e sì, pure il nostro equerry preferito, presente anche nella fotografia in alto, mica penserete che ci sia capitato per caso!). Un po’ sguarnite rispetto ai bei tempi andati le tre finestre del Foreign office da cui il resto della Royal Family assiste alla cerimonia. Da un lato c’erano i Duchi di Gloucester, unici tra i cugini della defunta Regina a svolgere ancora qualche incarico.

(Ph: Yui Mok/PA Images/Alamy)

Dall’altro Sophie, Duchessa di Edimburgo e il cognato, il Vice Ammiraglio Tim Laurence, consorte della Princess Royal. Sembra che nella cronaca della giornata la BBC abbia omesso di menzionare la povera Sophie, nonostante l’impegno e l’attenzione con cui porta avanti gli incarichi reali. Non si fa!

(Ph: Yui Mok/PA Images/Alamy)

In mezzo Queen Consort e Princess of Wales, presente e futuro della Royal Family. Camilla si è infilata uno dei suoi amati cappottini con zip; questo, di Fiona Clare Couture, lo aveva già indossato, mentre è nuovissimo il clamoroso il cappello, opera del genio di Philip Treacy. Anche Catherine è andata sul sicuro con uno dei pastrani paramilitari che le piacciono tanto; creato da Catherine Walker lo aveva indossato nel 2019 per la stessa cerimonia. Anche il suo cappello è Philip Treacy ma tutt’altro che nuovo: lo sfoggiò la prima volta nel 2006 a Sandhurst, quando William terminò il suo addestramento militare. Se il cappello è stato indossato in diverse occasioni anche royal, questa volta è interessante l’abbinamento con gli orecchini a forma di foglia con grande perla centrale e diamanti, appartenuti a Queen Elizabeth. Come dire, il punto di partenza e quello di arrivo (per ora).

(Ph: Doug Peters/EMPICS/Alamy)

Alla fine si torna sempre a lei, The Queen, lost but not forgotten, perduta ma non dimenticata, ieri ancora più presente del solito, e non solo per il ricordo dei defunti.

Sabato, prima dell’inizio della serata, i sovrani hanno svelato due statue. L’una ritrae Elizabeth in tutto il suo leggendario splendore, l’altra Philip, che si china verso di lei in un gesto consueto e prezioso.

Commosso alle lacrime King Charles. Uno stile che gli è proprio, assai più emotivo di quello impeccabile della madre, che però, va detto, salì al trono giovanissima e dunque probabilmente più capace di controllare le emozioni. Invece devo dire che a me questo anziano re con gli occhi lucidi piace molto.

Nel video il momento dello svelamento: sovrano per sovrana, consorte per consorte https://www.youtube.com/watch?v=HPdm-B-Zswc

Le foto del giorno – Dieci anni (e qualche mese)

Con una tempistica non chiarissima, almeno per me, la Casa reale olandese ha pubblicato i nuovi ritratti ufficiali dei sovrani, per marcare i loro dieci anni sul trono.

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Ciò che mi lascia perplessa è che l’incoronazione, preceduta al mattino dall’atto formale di abdicazione, è avvenuta il 30 aprile 2013; va bene lo stesso, non tutto deve avere una logica. Le foto sono state scattate a settembre da Anton Corbijn nella Sala della Galleria del Palazzo Noordeinde, che non è la loro residenza ma l’ufficio del Re.

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Lui in frac con decorazioni e la fascia del Militaire Willems-Orde, l’ordine militare di Guglielmo, in una posa assai rigida, direi quasi stoccafissica (neologismo nato così, tipo petaloso).

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Lei più calda e comunicativa, nonostante sia avvolta da una luce fredda e grigiastra. Per fortuna con Máxima si cade sempre in piedi, e nonostante la sua mise non sia messa particolarmente in risalto dal pavimento della sala, e men che meno dai pesanti tendaggi giallo oro, la regina fa la sua figura nell’abito rosa cipria di Jan Taminiau, soprattutto grazie alla sontuosissima parure Stuart, col diamantone da 40 carati che brilla sul diadema. Fascia a parte – lì quella del belga Ordine di Leopoldo, qui quella dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi – è la stessa scelta fatta a giugno per la visita di stato in Belgio (Royal chic shock e boh – Visite e sorprese).

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Lui serio, sguardo fisso, sopracciglia spazzolate e capello leccato.

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Lei un po’ troppo filtrata, che data la sua bellezza mi sembra un accorgimento superfluo.

(Ph: RVD – Anton Corbijn)

Poteva mancare la foto in bianco e nero? Domanda retorica. Qui l’attenzione è tutta sulla regina, l’unica a fuoco. Benché io ami gli specchi, queste pose non mi fanno impazzire, e le trovo scontatissime. Però almeno possiamo vedere la regina ben pettinata, accontentiamoci.

Per fortuna niente è eterno

Non malignate, non mi sto riferendo alla durata dei matrimoni reali, né del matrimonio in generale. Mi riferisco al fatto che la visita di stato dei sovrani spagnoli in Danimarca, iniziata trionfalmente e rapidamente sprofondata nell’imbarazzo è arrivata al suo ultimo giorno. Oggi Felipe e Letizia se ne tornano in patria dove sicuramente si continuerà a parlare del fatto del giorno, che però loro potranno elegantemente ignorare (se non avete idea di ciò che sto dicendo, andate a leggere C’è del marcio in Danimarca?).

(Ph: Ida Marie Odgaard, Ritzau Scanpix)

Questa mattina Los Reyes, accompagnati dai principi ereditari, hanno partecipato a un incontro sull’architettura danese, ospitato nel BLOX, interessantissimo edificio contemporaneo affacciato sul porto di Copenaghen. Lascio a voi il commento sul linguaggio dei corpi.

(Ph: Kongehuset)

Congedandosi da Margrethe II, hanno firmato il libro degli ospiti di Fredensborg e non solo; è infatti tradizione che i capi di stato in visita firmino, con una penna dalla punta di diamante, il vetro di una delle finestre del palazzo.

(Ph: Kongehuset)

E finalmente si torna a casa!

P.S. il titolo è una citazione (a memoria) di un commento che sembra Grace de Monaco fece all’indirizzo di Onassis e Maria Callas durante la crisi tra il magnate greco e il Principe Rainier per il possesso della SBM. La lessi su un giornale molti anni dopo e mi colpì alquanto: niente è eterno, nemmeno il peccato. Ecco.

El día de la Heredera

Oggi Leonor de Borbon y Ortiz, Princesa de Asturias, compie diciotto anni e li festeggia giurando davanti al Parlamento in seduta congiunta fedeltà alla costituzione. Da questo momento è ufficialmente Principessa Ereditaria, e può iniziare ad assumere compiti istituzionali, ad esempio sostituendo suo padre come Reggente ove se ne presentasse la necessità.

Leonor è arrivata con la sorella minore Sofía a bordo di una Rolls Royce Phantom IV col tettuccio trasparente, preceduta dai sovrani a bordo di un’altra Rolls Royce.

(Ph: EFE)

Per lei tailleur pantaloni bianco, una mise che per la famiglia ha un particolare significato: ne indossava uno anche Letizia per l’annuncio del fidanzamento con Felipe, esattamente vent’anni fa, ed è difficile pensare che si tratti di una semplice coincidenza. Un completo creato su misura per lei da Sastrería Serna, sartoria di fiducia del re per le uniformi militari. Spagnole anche le scarpe, modello Maleo del brand Lodi, aperto sui lati e caratterizzato dal tacco squadrato un po’ troppo grosso, ma l’importante è che fosse comodo e solido, caratteristiche che le saranno molto utili nei molti anni a venire. Belli anche il trucco, chiaro luminoso e leggermente rosato, e il parrucco, una semplice coda di cavallo.

El Rey, la mano sinistra ancora stretta nel tutore, è apparso emozionato, orgoglioso e scicchissimo in tight; in perfetto contraltare col capo del Governo Pedro Sanchez, ugualmente alto, un filo meno elegante, un tantinello più bello. Versione moderna e spagnola dei Dioscuri in morning suit.

Letizia ha optato per un abito bluette (sembra sia il colore preferito della figlia) di Carolina Herrera già indossato lo scorso anno durante la visita in Germania. Caso ha voluto che la stessa identica tonalità sia stata scelta da Francina Almengol – la Presidente dei Deputati, che ha condotto la cerimonia – il che non ha contribuito a dare risalto alla Reina, apparsa peraltro piuttosto tesa, a tratti quasi insofferente; vogliamo dire che l’ha tradita l’emozione? Sfarfalleggiante la sedicenne Sofia con un capedress un po’ troppo corto e svolazzante; non ci azzeccava niente con la solennità del contesto ma l’ho trovata divertente.

Il giuramento della giovanissima futura regina è stato accolto da una standing ovation con un applauso interminabile, talmente lungo (ben quattro minuti) che Letizia ha iniziato a innervosirsi; questa donna è veramente un mistero. Leonor ha ringraziato, ponendo spesso la mano sul cuore; alla fine Felipe è riuscito con garbata fermezza – quella che a volte manca alla moglie – a far terminare l’applauso per passare alla fase seguente, il saluto ai presenti in un’altra sala del palazzo. El Rey è sembrato però soddisfatto e forse anche lusingato; in fondo questo entusiasmo per la figlia va letto anche come un apprezzamento a lui e al suo operato. E non era per niente scontato.

Poi la scena si è spostata a Palacio Real, dove Leonor ha ricevuto il collare della Real y Muy Distinguida Orden de Carlos III, massima onorificenza civile del Paese, cui è seguito un pranzo per autorità e illustri ospiti; speriamo che stasera questa dolce fanciulla possa festeggiare in maniera un po’ più easy. Giro di tapas?

Alla fine della fase dei saluti a palazzo reale, pure questa piuttosto lunghetta, la figlia ha abbracciato la madre con un gesto sorprendentemente protettivo; e se è vero che una immagine vale più di mille di parole, Lady Violet non deve aggiungere altro.

Intanto per le vie di Madrid è già Leonor-mania; le strade del corteo reale erano piene di gente che ha colto l’occasione per fare gli auguri alla Princesa, facendo sentire vicinanza calore e sostegno in un momento così importante per lei, in un giorno che non dimenticherà.

Ora un po’ di video per cogliere gli aspetti principali della giornata, trovate la versione integrale sul canale youtube della famiglia reale: casarealtv

L’arrivo al Parlamento https://www.youtube.com/watch?v=kyslQ43eXtI

Il giuramento, con il lungo applauso: https://www.youtube.com/watch?v=QVq9x9Az7-4

Il primo discorso di Leonor: https://www.youtube.com/watch?v=FK_kUxlHl9g

Le foto del giorno – È un cuginetto

Di cosa parlavamo oggi (Auntie Katie)?

Bene, in casa Middleton devono averci letto, e hanno deciso di svelare l’arcano. George Charlotte e Louis hanno un nuovo cuginetto: gli zii James e Alizée hanno avuto un maschietto.

(Ph: Instagram @jmidy)

Cui è stato imposto un nome di particolare importanza e raffinatezza, Inigo, come Inigo Jones, l’architetto paesaggista e scenografo che per primo portò in Albione il Rinascimento. Jones morì nel 1652, quattordici anni prima del terribile incendio che distrusse gran parte di Londra, dunque di sue opere non ce ne sono tante, ma la sua impronta c’è ancora: la chiesa di St. Paul a Covent Garden, ad esempio, è sua. Poi insomma, Inigo Middleton è un po’ pomposo, ma ci abitueremo.

(Ph: Instagram @jmidy)

Non abbiamo dubbi che anche Baby Inigo farà cose magnifiche; intanto ha già svolto con successo il suo primo compito, portare una grande felicità in famiglia. Non sappiamo se il piccolo abbia già conosciuto gli augusti cugini, sicuramente ha già incontrato i cani di famiglia, e il padre gli ha già parlato di Ella, l’adorata cagnetta morta alcuni mesi fa, la cui vicinanza forte e serena aiutò James a superare la depressione, meraviglioso esempio di pet therapy.

Ma quanto ci piace il lieto fine?

Auntie Katie

Sono giorni in cui una bella notizia non può che far piacere, e oggi ce n’è una piccola ma adorabile. Qualche mese fa James Middleton aveva annunciato che la moglie Alizee era in attesa del primo bebè, ed ecco arrivare la lieta novella: il Daily Mail ieri ha mostrato in esclusiva le foto dei neogenitori a passeggio per Londra, a Westbourne Grove, nella scicchissima Notting Hill: https://www.dailymail.co.uk/femail/article-12675009/James-Middleton-Alizee-Thevenet-welcome-baby.html

(Ph: Instagram @jmidy)

Fedeli allo stile sobrio e defilato scelto dai giovani signori Middleton, nessun dettaglio sulla nascita è stato reso noto, né la data, né il luogo, né il nome del bebè e nemmeno il suo sesso, ma come si dice in questi casi, l’importante è che stia bene.

Le ultime foto della coppia risalgono a settembre, pubblicate da lui sul suo account Instagram per celebrare i due anni di matrimonio. James non ha mai fatto mistero delle sue fragilità né della sua depressione, e l’anno per lui era iniziato nel peggiore dei modi, con la morte di Ella, il più amato dei suoi cani. Per fortuna a volte le cose migliorano da sole; quanto a noi, nel pieno rispetto delle loro scelte, speriamo di poter vedere prima o poi il pupo o la pupa giocare con i cani di famiglia, oltre che ovviamente con i cugini George Charlotte e Louis (e Arthur, Grace e Rose, che sono i tre figli della terza Middleton, Pippa).

P.S. oggi è venerdì ma se volete, causa la debolezza che Lady Violet ha per lui, James è stato uno dei nostri gnocchi (Giovedì gnocchi! James)

Le foto del giorno – 22ème anniversaire!

Molti di voi (di noi) la amano, molti l’hanno particolarmente apprezzata nelle ultime uscite, dunque non possiamo esimerci da una piccola celebrazione per il suo compleanno. Elisabeth Thérèse Marie Hélène (in fiammingo Theresia Maria Helena), Duchessa di Brabante, è nata a Anderlecht, nella regione di Bruxelles, il 25 ottobre 2001; oggi compie 22 anni.

(Ph: Bas Bogaerts)

Sarà la prima Regina sovrana del Belgio, Paese che negli anni ’90 abolì la Legge Salica, preservando dunque il suo diritto di primogenitura. Al momento la fanciulla studia Storia e Politica al Lincoln College di Oxford; come altre moderne principesse, ha concluso gli studi superiori nel prestigioso Atlantic College, in Galles, il che le ha permesso tra l’altro di perfezionare l’inglese, lingua che va ad aggiungersi alle altre tre parlate: francese, olandese e tedesco, che sono gli idiomi ufficiali del suo Paese. Nonostante il sangue italico che le scorre nelle vene non risulta che parli anche la nostra lingua; in compenso la nonna Paola ha appena celebrato la settimana che promuove lo studio dell’italiano nel mondo: https://www.youtube.com/watch?v=8pBkP7-CKxs.

(Ph: Bas Bogaerts)

Nel ritratto di compleanno Elisabeth compare con un top in viscosa ricamata del belga Dries Van Noten, stilista belga scelto spesso anche dalla madre Mathilde, che però la figlia indossa con uno spirito più rock, com’è giusto che sia.

La sua biografia ci informa che ama la vita all’aria aperta, come d’altronde i due fratelli e la sorella, con cui trascorre spesso i fine settimana di libertà impegnata in qualche trekking. Adeguatamente sportiva, la futura sovrana si dedica con passione a sci, canottaggio e vela; inevitabilmente, suona anche il pianoforte. Ciò che la cronaca non racconta ancora, ma Lady Violet immagina guardando il suo sguardo aperto e la sicurezza finora rivelata in società, è il carattere volitivo sostenuto da una certa forza tranquilla.

Un giorno, Elisabeth sarà una delle cinque regine su cinque troni d’Europa; e una delle due ad appartenere al segno zodiacale dello Scorpione. Ne vedremo delle belle!