Che fantastica storia

La Giordania sta diventando la terra dei royal wedding! Oltre ai due annunciati questa estate, quello del principe ereditario e quello della sorella Iman, ne è arrivato uno a sorpresa che vi delizierà sia se siete accaniti royal watcher sia se invece siete semplicemente romantici. Gli sposi si chiamano Ghazi e Miriam.

Per raccontare questa storia però dobbiamo fare un lungo passo indietro, e passare dalla Giordania alla Spagna, terra d’esilio di Simeon, Zar dei Bulgari. Figlio di Boris III e di Giovanna di Savoia, l’improvvisa (e forse non naturale) morte del padre lo mette sul trono a soli sei anni; un referendum popolare ce lo toglie quando ne ha nove, e da allora comincia l’esilio. Prima ad Alessandria d’Egitto dai nonni materni Vittorio Emanuele III ed Elena, poi in Spagna su invito di Francisco Franco. Qui Simeon vive gran parte della sua vita fino al 2001, quando il suo partito vince le elezioni, e lui diventa Primo Ministro di quello che era stato il suo regno.

Il 20 gennaio 1962 Simeon aveva sposato a Madrid la spagnola Margarita Gómez-Acebo y Cejuela, e a Madrid il 2 dicembre dello stesso anno nasce il primo dei cinque figli della coppia: Kardam, Principe di Tărnovo. Sarebbe l’erede al trono, se ce ne fosse ancora uno; ma il giovanotto ha i piedi per terra, studia e si laurea in economia agraria negli USA, alla Penn University. Nel luglio del 1996 sposa la sua fidanzata spagnola, Miriam Ungría y López, figlia del presidente onorario del Collegio Araldico di Spagna e delle Indie. Miriam è laureata in storia dell’arte, poi ha seguito corsi di gemmologia e gioielleria, ed è diventata designer di gioielli.

Nascono due figli, Boris e Beltrán; pur onorando gli obblighi legati al rango la coppia conduce un’esistenza tutto sommato semplice a Madrid. Purtroppo certe storie non hanno lieto fine: come nel film Il sorpasso, il giorno di ferragosto del 2008 i Principi di Tărnovo restano vittime di un gravissimo incidente nella capitale spagnola. Lei viene ricoverata con un gomito fratturato e varie contusioni, ma lui ha subito un trauma cranico. A gennaio 2009, pur rimanendo seria, la sua situazione sembra migliorata e viene dimesso. Kardam affronta complesse terapie convenzionali e sperimentali che sembrano funzionare, ma si aggrava nuovamente ed entra in coma. Non si sveglierà più. Muore il 7 aprile 2015, poco meno di sette anni dopo l’incidente. Miriam ha cinquantadue anni e due figli adolescenti; tutti e tre hanno passato un lungo periodo tra il limbo e l’inferno.

Si trasferiscono a Londra, lei si butta nel lavoro con rinnovata energia. Nel 2017 le sue creazioni sono protagoniste di due mostre; una per la prima volta in terra bulgara, l’altra in Giordania, alla Jordan National Gallery of Fine Arts, col supporto della famiglia reale hashemita. Non sappiamo se la scintilla sia scoccata in quella occasione, né sappiamo alcunché di questa love story, vissuta nel riserbo più assoluto e venuta alla luce solo ieri, quando un comunicato ufficiale della Corte ha dato l’annuncio. Miriam, Principessa vedova di Tărnovo è ora Maryam al Ghazi. In un’intima cerimonia ad Amman, alla presenza del Re di Giordania, ha sposato il Principe Ghazi bin Muhammad. La sposa ha compiuto 59 anni il 2 settembre, lo sposo ne ha tre di meno, è divorziato e ha quattro figli. Suo padre era il Principe Muhammad bin Talal, fratello minore del compianto Re Hussein, padre dell’attuale sovrano, che è dunque suo primo cugino. Ghazi varie volte ha esercitato le funzioni di reggente per il re, ed è una persona davvero interessante. Laureato in filosofia, ha studiato a Princeton e a Cambridge. Ha ricevuto il dottorato in filosofia islamica all’università egiziana di Al-Azhar con una tesi sull’amore nel sacro Corano, e nel 1993 aveva ricevuto il PhD in letteratura medioevale e moderna con una tesi dal titolo What is Falling in Love? A Study of the Literary Archetype of Love (Che cos’è l’innamoramento? Uno studio sull’archetipo letterario dell’amore. E noi siamo ancora fermi ad Alberoni…)

Ghazi è noto anche in Occidente per il grande impegnato dedicato al dialogo interreligioso; è l’autore di A common word, documento sottoscritto da 138 leader religiosi islamici che è diventato la pietra miliare del dialogo tra cristiani e musulmani. Conferma di questo impegno è forse anche il fatto che la sposa non si è convertita all’Islam.

Insomma ci è già simpatico, simpatia che ci fa perdonare i pantaloni con l’orlo à la Albert (de Monaco) e i sottostanti stivaletti. Semplice ed elegante la sposa con un abito color madreperla, il modello Valentina della maison spagnola Cortana. Un classico della maison; in seta blu e in versione cocktail, lo ha indossato anche la Reina Letizia nel 2016, alla festa per i quarant’anni del quotidiano El Pais.

Lady Violet confessa, da quando è arrivata la notizia continua a sentire la voce di Venditti che canta che fantastica storia è la vita!

Festeggiare con stile

Per me la giornata è iniziata con una brutta notizia poi rivelatasi infondata, per cui oggi ho deciso di dare la precedenza alle notizie belle. Compie 52 anni la Regina di Giordania, e festeggia pubblicando una splendida fotografia che la ritrae tra sei giovani, il futuro della monarchia hashemita. Oltre ai quattro figli Hussein, Iman, Salma e Hashem ci sono i fidanzati dei due maggiori: Jameel promesso sposo di Iman e Rajwa futura sposa di Hussein e dunque futura sovrana.

Prego notare la perfetta disposizione, con i due nuovi ingressi accanto a Rania. Tutti in abiti casual ma accuratamente coordinati, in una palette di tinte neutre accesa da tocchi blu (indossati dai due personaggi più importanti, l’attuale regina e il futuro re). Per essere precisi, quello della sovrana è “Aegean Blue”, colore della blusa Triora, della colombiana Silvia Tcherassi, mentre la futura regina sceglie la semplicità di uno chemisier écru (Rosetta Getty). Confesso, sono sempre più affascinata dal simbolismo di alcune mise, e non escludo di dedicare all’argomento qualche post.

Nei giorni scorsi la Corte aveva pubblicato alcuni ritratti della bella sovrana, presentata più come una donna impegnata che come figura istituzionale ieratica e distante. E tanto per confermare quanto appena detto Rania ricicla tutte le mise: dall’abito blu a quello rosso e nero ispirato alla tradizione, al completo Erdem color senape, tonalità rischiosa che porta con classe. Peccato per la posa da giornale di moda, ma d’altro canto io non amo nemmeno le foto a braccia conserte che – sarà il periodo – mi ricordano tanto i santini elettorali.

Va detto che il doppio fidanzamento in famiglia è stato gestito molto bene, dando la precedenza a Iman, il cui matrimonio per forza di cose avrà minore risonanza di quello del fratello. Le nozze dei futuri dovrani dovrebbero svolgersi – secondo quanto la stessa Rania ha anticipato – la prossima estate, e sarà interessante vedere come Rajwa gestirà il suo ruolo da crown-princess-in-coming, una novità in Giordania. A due settimane dall’annuncio è ancora alta l’attenzione per questo fidanzamento inatteso, arrivato come quegli spettacoli pirotecnici che illuminano il cielo d’estate D’altronde il matrimonio di un erede al trono è sempre un evento speciale, soprattutto quando gli altri sono tutti accasati, o troppo giovani per pensarci.

Se Rania ha deciso di includere la futura nuora nelle celebrazioni per il suo compleanno può farlo anche Lady Violet; a gentile richiesta ecco dunque una breve rassegna delle mise sfoggiate nel gran giorno dalla neofidanzata e dalla futura suocera.

Per la cerimonia ufficiale Rajwa ha optato per la tradizione indossando un abaya, quella sorta di caftano lungo con le maniche, spesso nero, con cui le donne mediorientali coprono gli abiti. Quello scelto è della collezione 2013 del brand libanese Orient499, specializzato in prodotti artigianali. La cintura dorata sembra proprio quella vista sulla Regina alla Festa dell’Indipendenza giordana nel 2019, un prestito o un regalo alla futura nuora? Ai piedi di Rajwa delle Chanel che decisamente non la slanciano. Qui apriamo una piccola parentesi; si è già iniziato a discutere garbatamente sull’altezza dei due sposi. Lei sembra leggermente più alta di lui, ma i sovrani hashemiti non sono noti per l’altezza: Hussein, nonno dello sposo, veniva chiamato il piccolo re, e nemmeno il padre Abdullah II svetta. La moglie è più alta di lui e porta i tacchi senza problemi, confermando dunque ciò che si diceva quando io ero ragazzina, che cioè gli uomini davvero sicuri di sé non si sentono umiliati dall’altezza delle loro compagne e anzi amano i tacchi alti che ne sottolineano la bellezza. Rania ha dunque scelto delle scarpine in pelle argentata, le Dior D, e la borsa Darling di Bottega Veneta in lucertola grigio chiaro, ad accessoriare l’abito in crêpe nero firmato Andrew GN, il cui punto focale sono le tre luminose decorazioni sul corpetto. Il nero è una scelta insolita per questa occasione, che ha però il merito di far risaltare la giovane promessa sposa.

Molte delle lettrici di questo blog hanno amato particolarmente l’abito blu plissé indossato da Rajwa in un’altra foto. È il modello Brennie di Costarellos, un modello midi in georgette lurex di poliestere, che trovate in vendita a circa 900 euro. Sarebbe interessante una immagine a figura intera, ma sicuramente la fanciulla lo indossa con grazia.

Furbetta la terza mise: anche qui un abito midi, bianco, accollato con maniche gonfie e cintura gioiello. Non che mi piaccia alla follia, ma non si può non notare che sia dello stesso stilista scelto dalla futura suocera: Andrew gn, couturier di origine sinogiapponese che ha studiato alla prestigiosa Central Saint Martins a Londra e alla Domus Academy a Milano, e ha lavorato a Parigi per Emmanuel Ungaro. I lettori più attenti – o dotati di migliore memoria – ricorderanno forse un’altra sua creazione, l’abito color corallo indossato da Mary di Danimarca alla cresima della figlia Isabella, a fine aprile (Le foto del giorno – Scene di famiglia). Neanche in quel caso avevamo gridato al miracolo, ma è evidente che si tratti di un royal must have, almeno per quest’anno.

La mise preferita da Lady Violet è la più informale, utilizzata per le foto dei due fidanzati nello stile noi due verso il domani. Una semplice camicia bianca di cotone (c’è qualcosa di più eternamente chic?) con una bella gonna lunga in seta in una fantasia astratta che sembra dipinta ad acquerello. Entrambi i capi sono di Sara Roka, brand made in Italy che prende il nome dalla sua designer, di origine canadese. Le sue creazioni mi danno una grande allegria, mi ricordano un po’ i tessuti di Positano e i camicioni che belle signore abbronzate con grandi collane di corallo portavano in estate. Made in Italy anche le scarpe, delle slingback Valentino, il modello Vlogo, che non solo hanno un colore splendido, ma mi sembrano molto più chic delle Chanel.

Queste fotografie hanno attirato una grande attenzione; più che per la mise, per gli orecchini che brillano alle orecchie della futura sposa. Sono i favolosi Plumage della linea Magnipheasant del gioielliere londinese Stephen Webster. Realizzati con diamanti bianchi e gialli per la Regina Rania, che li ha prestati alla futura nuora. E non sono i soli, anche gli orecchini che Rajwa indossa oggi – due diamanti montati su cerchi di oro rosa – sono un prestito della futura suocera.

Ladies&Gentlemen, ho l’impressione che ci aspettino mesi assai interessanti.

La foto del giorno – Un compleanno dolceamaro

Venerdì ha compiuto 49 anni, sabato è stato reso noto che la principessa Mette-Marit, consorte dell’erede al trono di Norvegia Haakon, è risultata positiva al covid.

(Ph: NTB/Lise Åserud)

La principessa manifesta i sintomi classici della malattia da coronavirus, ed è sotto il controllo dei medici di fiducia. La situazione richiede un minimo di attenzione in più, in quanto Mette-Marit soffre di fibrosi polmonare cronica (Breaking News – Grave diagnosi per Mette-Marit di Norvegia), una patologia che causa un progressivo ispessimento del tessuto polmonare; non è dunque la condizione migliore per affrontare una malattia che colpisce principalmente l’apparato respiratorio. Ci sono tutte le ragioni per confidare in una rapida ripresa della futura regina, ma Lady Violet non può nascondere una piccola inquietudine di fondo. La fotografia scelta dalla Corte per farle gli auguri sui social, con Mette-Marit in un abito di plumetis color mandarino (l’Ollie Dress di Rachel Gilbert), appoggiata a un albero, è di due anni fa. È stata scattata durante una vacanza con la famiglia nell’isola di Dvergsøya nel luglio 2020, e usata già per il quarantasettesimo compleanno (Le foto del giorno – Anniversari, anniversari). Spero che questa scelta sia motivata da banali ragioni di praticità, e mi auguro di rivedere presto questa bella signora al suo posto.

Le foto del giorno – E sono due!

Se temevate di andare in astinenza da royal wedding Lady Violet è qui per tranquillizzarvi. Dalla Giordania arriva la grande notizia: il fidanzamento del Principe Ereditario, Hussein bin Abdullah II, con la saudita Rajwa Khaled bin Sa se bin Saif bin Abdulaziz Al-Saif, che un giorno erediterà da Rania il titolo di Regina di Giordania e forse anche quello di sovrana più charmante dell’universo.

Il fidanzamento ufficiale ha avuto luogo ieri a casa della sposa, a Riyad, alla presenza dei sovrani e di numerosi membri delle due famiglie.

Rajwa è nata a Riyad il 28 aprile 1994 – ha dunque due mesi esatti più dello sposo – ultima dei quattro figli del businessman saudita Khalid bin Musaed Al-Saif and Azza bint Naif Al-Sudairi. La sua famiglia discende da un’antica tribù cui appartenevano gli sceicchi di Al-Attar nel Najid, l’altopiano che occupa l’area centrale del Paese.

Il padre è a capo di una grande compagnia di costruzioni con interessi in vari campi, e forse è per questo che dopo gli studi in patria, Rajwa si è laureata in architettura alla Syracuse University di New York; il che ne farà la seconda regina architetto in Giordania dopo Noor, ultima moglie di Re Hussein, padre dell’attuale sovrano. La fanciulla ha frequentato anche il Fashion Institute of Design and Merchandising a Los Angeles, e nella città californiana ha lavorato in uno studio di architettura; al momento presta la propria opera allo studio di design Designlab Experience a Riyad. Una vita tra oriente ed occidente; se alla cerimonia ufficiale si è presentata con il capo velato e un abito ispirato alla tradizione, in un’altra foto indossa un elegante plissé azzurro scuro.

Al collo e alle orecchie gioielli semplici, la scelta migliore per la sua giovane età e per far risaltare l’anello di fidanzamento: un grande – molto grande – diamante a goccia con piccoli diamanti sul gambo; perfetto per una (futura) regina.

Sarà interessante vedere quale stile sceglierà come principessa hashemita, se seguirà i dettami dell’Islam o preferirà decisamente gli abiti occidentali come la futura suocera Rania, palestinese cresciuta in Kuwait. Che ha dedicato al figlio e alla sua fidanzata – che chiama già terza figlia – un dolcissimo messaggio sui social: non pensavo fosse possibile avere nel cuore così tanta felicità. L’annuncio di questo fidanzamento arriva infatti solo sei settimane dopo quello della principessa Iman, che sposerà l’uomo d’affari Jameel Alexander Thermiotis (La foto del giorno – I royal wedding non finiscono mai).

Probabilmente Lady Violet non è la sola davanti a queste fotografie a pensare a quanto velocemente sia passato il tempo dal giorno in cui la conoscemmo come Regina Consorte; era il 7 febbraio 1999, lei aveva 28 anni e fu subito incoronata come la più bella delle sovrane, oltre che la più giovane. Oggi Rania, che compirà 52 anni mercoledì 31, si appresta a diventare due volte suocera e magari in un futuro non lontano anche nonna.

Non ci resta che prepararci al doppio spettacolo; agli sposi auguri di ogni felicità, a Rajwa l’auspicio che riesca a portare un titolo così ingombrante con grazia e determinazione. Il suo sguardo deciso e penetrante mi fa pensare che sarà così, soprattutto per la determinazione.

Il Ferragosto è royal

Per me Ferragosto sarà sempre il giorno del compleanno dell’adorata nonna Giulia, benché sia scomparsa da ormai un quarto di secolo alla bella età di 104 anni. Al secondo posto metto Il sorpasso, meraviglioso cinico e amarissimo film di Dino Risi con Gassman e due attori che abbiamo salutato da poco, Catherine Spaak e Jean Louis Trintignant. Il Ferragosto, festa tipicamente italiana che mette insieme le Feriae Augusti con l’Assunzione di Maria, altrove è solo un giorno estivo come gli altri, con qualche eccezione.

(Ph: ABACAPRESS.COM)

Il 15 agosto è la data in cui il Liechtenstein celebra la sua festa nazionale, onorando a un tempo la devozione per Maria Assunta e la nascita di Franz Josef II, padre dell’attuale Principe Regnante Hans Adam e sovrano molto amato (che in effetti era nato il 16, ma non siamo pignoli). Digressione per Abruzzesi e simpatizzanti: al fonte battesimale vennero imposti a Franz Josef 14 (quattordici!) nomi; oltre ai primi due c’erano Maria Aloys Alfred Karl Johannes Heinrich Michael Georg Ignaz Benediktus Gerhardus e pure Majella. Non in omaggio alla nostra montagna madre ahimé, ma a tal San Gerardo Maiella, Redentorista di origine lucane che confesso finora a me ignoto protettore delle partorienti (immaginiamo la madre del principe).

(Ph: ABACAPRESS)

Anyway, lunedì 1800 invitati – praticamente un terzo degli abitanti della capitale Vaduz – hanno festeggiato la giornata del Principato con il Principe Hans Adam, l’erede e reggente Alois, sua moglie Sophie e tre dei loro quattro figli. È stata così ripresa la tradizione interrotta per due anni causa pandemia, e si è anche definitivamente concluso il lutto per la morte per la Principessa Consorte Marie, scomparsa il 21 agosto dello scorso anno.

La principessa ereditaria, nata duchessa in Baviera, è la più aristocratica delle reali mogli della sua generazione; è una bella signora piuttosto lontana dall’immagine pure troppo impeccabile cui altre ci hanno abituate; per l’occasione abito di sangallo – prodotto tipico della zona – capelli freschi di lavaggio casalingo, e pedalare.

(Ph: ABACAPRESS.COM)

Deliziosa Marie Caroline, venticinquenne unica femmina dei quattro figli dei futuri sovrani; simpatici i suoi fratelli: il ventitreene Georg, col ciuffo che lo fa assomigliare vagamente a Benedict Cumberbatch, e il primogenito Joseph Wenzel, 27 anni, decisamente privo di ciuffo. Assente il più piccolo dei quattro, Nikolaus di cui dunque ignoriamo aspetto e situazione tricologica.

(Ph: ABACAPRESS.COM)

Insomma, non avranno avuto il pic nic sulla piaggia – anche per oggettiva mancanza di spiagge – ma gli abitanti del Principato compreso tra Svizzera e Austria si sono ugualmente goduti una bella giornata, in cui la formalità della celebrazione è andata di pari passo col folklore locale.

Anche se qualcuno. nonostante il – o forse a causa del – costume tipico, sembra piuttosto perplesso.

Altro reame altro festeggiamento; nel Regno Unito a Ferragosto bisogna fare gli auguri alla Princess Royal, nata a Clarence House il 15 agosto 1950.

Se c’è una da cui anche Sophie del Liechtenstein potrebbe ricevere lezioni di sobrietà e understatement è proprio lei, Anne Elizabeth Alice Louise, che infatti sui social ha ricevuto pochi e soberrimi messaggi. Accompagnati, nel caso dell’account Twitter della Royal Family, da un’immagine recente ma non particolarmente riuscita. L’unica figlia di Elizabeth e Philip è ritratta a maggio nel corso di uno dei tradizionali Garden Parties organizzati in maggio nei giardini di Buckingham Palace, in cui è intervenuta in rappresentanza della madre, quest’anno assente. Il cappello lilla è stato (troppo) energicamente calato in testa; peccato perché era graziosamente abbinato alla mise della principessa, un soprabito 7/8 a fantasia tapisserie indossato ben 11 anni fa al matrimonio di William e Catherine. Perché Anne, oltre ad essere una dei senior royals che lavora di più, un’amazzone di livello olimpico, una nonna presente, una donna discreta con le proprie passioni e tollerante con quelle altrui (ne parleremo) è anche la più grande riciclatrice di abiti del panorama royal, e non solo in quello.

E voi, cosa avete fatto a Ferragosto?

Le foto del giorno – Servizio permanente effettivo

Con le foto di oggi possiamo dire che Charlène ha ripreso completamente ruolo e funzioni da Principessa Consorte di Monaco; ha infatti compiuto una di quegli atti che sono un classico per ogni royal lady che si rispetti: la visita a una residenza per anziani.

Di giallo vestita (l’abito è firmato Akris), un filo di perle che sarebbe piaciuto a Grace, l’eccessiva magrezza un ricordo lontano – ovviamente c’è chi ipotizza una nuova gravidanza, che francamente mi sentirei di escludere – la Princesse ha incontrato gli ospiti di A Qietüdine, il cui nome è in dialetto monegasco che è simile al ligure, cui ha donato fotografie della Famille princière; immagino che felicità!

Nonostante il moderato cinismo di Lady Violet, gli ospiti della residenza hanno mostrato di gradire visita e omaggio di Charlène che, bisogna dirlo, in queste occasioni offre il meglio di sé, e sembra assai più a suo agio che durante gli eventi formali.

Una fotografia è particolarmente dolce, e ve la lascio per ultima. Con quella grazia affettuosa tipica di certe persone anziane, una signora le bacia la mano.

Questa volta ci è proprio piaciuta, vuoi vedere che alla fine questi due ci regalano l’happy end?

Le foto del giorno – Que viva Santiago!

È il 25 luglio, e se i pistoiesi festeggiano il loro patrono, sant’Jacopo col suo mantello rosso, la Spagna intera celebra il protettore del Paese. Come da tradizione i sovrani hanno visitato la cattedrale di Compostela per la Ofrenda Nacional al Apóstol Santiago, accompagnati dalle due figlie, sempre più spesso presenti nelle occasioni ufficiali.

Naturalmente le due ragazze hanno catalizzato l’attenzione, adeguatamente sostenute dalla madre: davvero un bel terzetto, con le mise in freschi colori sorbetto per affrontare il caldo di questa estate soffocante.

Letizia era in arancio, un elegante abito midi particolarmente accollato per la stagione, con accessori caramello. Midi anche per la Princesa de Asturias che ha scelto il modello Yasmin del brand sivigliano Cayro Woman: una combinazione di rosa e rosso corallo su cui risalta la decorazione del Toson d’Oro col suo nastrino cremisi. Le slingback nude sono Carolina Herrera come quelle della madre, ma con tacco più basso.

La Infanta Sofía come la sorella fa una scelta patriottica. Per lei la maison spagnola Bruna ha personalizzato il modello Genevieve accorciando la gonna per renderla più adatta ai suoi quindici anni e chiudendo l’apertura sulla schiena. Il colore a me sembra azzurro cielo, ma sul sito è definito “menta glicine”. Sarà.

Se anche voi soffrite il caldo come Lady Violet, e vi state chiedendo se non abbiano sofferto con quegli abiti accollati quasi quanto quello della madre, certamente impeccabili per una cerimonia religiosa ma forse non adattissimi per la stagione, la risposta e sì, e nella cattedrale hanno fatto abbondante uso dei loro abanicos.

(Ph: EFE/Pool/Lavandeira Jr.)

Anzi, Leonor è accorsa in aiuto del padre, abbigliato e incravattato (e accaldato) come da protocollo.

Il Re nel suo discorso ha chiesto a Santiago la protezione contro gli incendi che stanno devastando la Spagna, e in articolare la Galizia. La notizia è stata riferita anche dal TG3 della sera, dove l’autrice del servizio, Maria Grazia Fiorani, lo ha definito principe Felipe di Spagna. Ci vuole una pazienza…

Sipario.

The birthdays boys

Oggi George di Cambridge compie 9 anni, e noi l’abbiamo abbondantemente festeggiato anche se l’attesa di altre foto del principino è stata vana. Poco importa, ciò che conta è che sia stata una bella giornata, suggellata dagli auguri della banda delle Irish Guards, di cui il Duca di Cambridge, il papà di George, è Colonnello. (qui trovate il video https://www.youtube.com/watch?v=VxYxhldemgs)

Ma oggi è il compleanno di un altro giovane principe, che essendo il figlio cadetto del figlio cadetto è destinato a passare in secondo piano, almeno nelle cronache reali.

(Ph: Stone Brogaard)

Compie 20 anni Felix, il minore dei due figli che Joachim di Danimarca ha avuto dalla prima moglie Alexandra Manley, diventata Contessa di Frederiksborg dopo il divorzio. Bello come il sole (e come il fratello maggiore Nikolai) del giovanotto sappiamo abbastanza poco, né la Corte danese fornisce maggiori informazioni, se non che lo scorso anno Felix si è diplomato al Gammel Hellerup Gymnasium. Per fortuna c’è la cronaca a raccontarci via social che oggi il principe ha festeggiato il compleanno in famiglia allo Château de Cayx, buen retiro dei reali danesi nella campagna della Francia meridionale, nel distretto vinicolo di Cahors. Come sapete il nonno di Felix, e consorte della Regina Margrethe II, era il francese principe Henrik, nato Henri de Laborde de Monpezat, che ha lasciato il titolo di Conti di Monpezat a figli e nipoti.

(Ph: H.K.H. Prins Joachim)

Proprio a Cahors Felix – con il padre, la sua seconda moglie Marie e i loro figli Henrik e Athena – ha assistito all’arrivo della tappa del Tour de France, che quest’anno ha un legame particolarmente forte con la Danimarca. Anzi due: è partito dalla capitale Copenaghen, e al momento a indossare la maglia gialla è un ciclista danese che ha ottime possibilità di trionfare al Tour: Jonas Vingegaard.

Happy birthday, tillykke med fødselsdagen, auguri a entrambi!

E sono nove!

Il 22 luglio george di Cambridge compie nove anni, e com’è ormai tradizione prima che scocchi l’ora x i Cambridge pubblicano in anteprima una nuova immagine del loro primogenito.

Il principino, al suo ultimo compleanno a una cifra, sembra assai cresciuto, molto più biondo, e il simpatico ciuffo ribelle secondo Lady Violet lo fa assomigliare a suo padre da ragazzino. Quando cioè anche William inalberava un bel ciuffo, ormai lontano ricordo. Non è specificato se la foto sia stata scattata dalla madre Catherine, ma l’ambientazione riporta alle spiagge del Norfolk, dove i Cambridge hanno la bella casa di campagna dono di nozze della Regina.

Vedremo domani se l’album delle foto di questo compleanno si arricchirà, cosa assai probabile, dunque stay tuned!

Intanto ho per voi una notizia che non riguarda il festeggiato ma i suoi genitori: quest’anno EarthshotPrize, il progetto del Duca di Cambridge dedicato alla salvaguardia della natura, celebrerà la premiazione dei vincitori a Boston, a dicembre. Altri principi inglesi in terra americana, interessante …

Le foto del giorno – Chéz Francesco

Visita a sorpresa dei sovrani monegaschi in Vaticano, dove sono stati ricevuti in udienza privata da Papa Francesco.

È evidente che Charlène abbia recuperato appieno la funzione di Principessa Consorte e, a meno che non sia stata motivata da ragioni al momento a noi ignote, questa visita è il più autorevole dei suggelli al ruolo recuperato

. La Princesse ha coraggiosamente affrontato la canicola romana scelto di indossare: il nero e non il bianco, colore indossato per incontrare Papa Benedetto XVI nel 2013 lo stesso Francesco nel 2016. Allora Charlène aveva usufruito del privilège du blanc, il privilegio a vestire di bianco, riconosciuto alle consorti di sovrani cattolici – ai nostri giorni Spagna Belgio e Lussemburgo – cui in effetti né la principessa consorte di Monaco né quella del Liechtenstein avrebbero diritto, graziosamente concesso anche a Charlène in occasione della prima visita.

Sia chiaro, indossare il bianco è per queste signore non è un dovere ma un diritto, che Charlène oggi non ha usato. Accanto al marito, che conferma la sua fedeltà a giacche troppo strette e pantaloni troppo lunghi, la principessa ha scelto una mise perfetta sì, ma per una inaugurazione a Fontvieille, col tocco dark dello smalto scuro: gonna midi svasata con corpetto in pesante tessuto operato; le maniche e la parte alta del corpetto, che si apre in una scollatura a barchetta stile BB, sono in un tessuto più leggero e semitrasparente, e secondo Lady Violet piuttosto cheap.

C’è la mantiglia di pizzo nero, non ci sono i guanti – peccato veniale – e temo manchino anche le calze, peccato più grave. Ora, è vero che non troppi anni fa una Presidente della Camera si presentò a Francesco a piede nudo su zatterone con zeppa, ma non è che dobbiamo far passare proprio tutto eh. E infatti bocciamo le scarpine nude, che precipitano i saloni vaticani sulla terrazza dell’Hotel de Paris.

(Ph: Vatican Media (EV)/ABACA)

Charlène, cresciuta nella fede protestante, si convertì al Cattolicesimo poco prima delle nozze, e ha spesso mostrato una devozione profonda. Purtroppo oggi ha fatto un po’ confusione tra Pietro&Paolo e Dolce&Gabbana, e ha santificato la sobria mise con l’apposizione di un rosario, in preterintenzionale rivalità col crocifisso papale.

Amen.