La foto del giorno – 3 novembre

Screenshot-2019-11-02-at-23.33.58Come sapete in questi giorni sono off limits, ma stamattina, dando un’occhiata al web, mi sono imbattuta in questo articolo e non ho potuto evitare un sobbalzo. Royal Central, sito di informazione autorevole ed affidabile, pubblica un pezzo dal titolo <Prince Charles coinvolto in un rilevante scandalo nel mondo dell’arte> corredato su FB dal cappello <un portavoce afferma: è estremamente deplorevole> il tutto corredato dalla fotografia che vedete (link in fondo al post).

Cosa avreste pensato? Sì è venduto qualche opera della Royal Collection, ha avallato qualche operazione opaca, insomma ha lucrato sulla sua posizione.

E invece no, perché leggendo l’articolo di scopre che tre quadri (un Monet, un Picasso e un Dalì) già esposti a Dumfries House – residenza palladiana scozzese,  parte del Prince’s Trust – sarebbero risultati falsi.

Dunque il principe più che coinvolto  è vittima, e con lui quelli che si impegnano nelle sue fondazioni, e se dolo c’è stato va cercato altrove.

Non mi toccate Carlo eh!

La foto del giorno – 1 novembre

Per qualche giorno sarò meno presente sul blog, ma tenevo a mostrarvi questa immagine: direttamente dalla pagina FB di Sua Maestà Il Re del Bhutan un delizioso ritratto del Gyalsey. IMG_20191101_211018Jigme Namgyel Wangchuck, il Principe Drago, compirà quattro anni il prossimo 5 febbraio, ma ha già una vita pubblica. La settimana scorsa, ad esempio, ha accompagnato i fascinosi genitori a Tokyo, per l’intronizzazione del Tennō. Per ringraziare della visita il piccolo principe, gli ospiti imperiali gli hanno donato uno splendido kimono, che lui indossa con regale disinvoltura.

Ignoro se la tinta prescelta abbia qualche significato particolare, se non  che il giallo è il colore sacro del buddhismo, religione di stato in Bhutan, che ne costituisce uno dei caratteri identitari. A tal proposito, ricordo che alla nascita del piccolo furono piantati in tutto il Paese 108.000 alberi. E 108 nel buddhismo è il numero sacro

La fotografia è stata pubblicata da yellow.be, che ha creato un calendario scaricabile. Quale modo migliore per iniziare il nuovo mese? Ben venga Novembre, la Norvegia dell’anno per Emily Dickinson, il mio mese preferito.

Le foto del giorno – 29 ottobre

Il grande artista catalano José Carreras, noto anche ai meno melomani come uno dei Tre Tenori (con Pavarotti e Placido Domingo) – nonché per l’appassionato amore con Katia Ricciarelli – è impegnato nel suo Farewell Tour. carreras thailandiaLa sua esibizione ha chiuso il Bangkok’s International Festival of Dance & Music, alla presenza del Re Rama X, che gli ha consegnato l’onorificenza dell’Ordine dell’Elefante Bianco. Il sovrano era accompagnato dalla bellissima Regina Suthida, sposata lo scorso maggio, splendente in rosso cupo in parure con rubini (e diamanti) da favola. carreras thailandia 2Lei a questo punto resta l’unica moglie in carica, dato che l’altra, la Consorte Reale Sineenat, sposata in agosto, è stata ripudiata. La scorsa settimana il Re ha emanato un editto con cui la priva di ogni titolo, onorificenza, grado militare – e dello stesso nome Sineenat che gli aveva dato lui, per cui la signora ha ripreso il nome di nascita, Niramon Ounprom – accusandola di slealtà verso la Corona e la Regina Suthida. Sembra che Niramon contendesse alla rivale il primato nel real cuore quando entrambe erano ancora nel corpo di guardia del sovrano, e che dopo il matrimonio avesse iniziato a pretendere di essere trattata da regina; stando a ciò che riportano i giornali occidentali dato che in Thailandia è proibito parlare del re e della famiglia reale. carreras thailandia 3Va detto che i due matrimoni avvenuti a soli tre mesi di distanza potevano far pensare a una sorta di accordo preesistente tra i tre protagonisti; a me sembra che Suthida, da come guarda il suo re, sia piuttosto sicura della scelta e soddisfatta di come siano andate le cose.

La foto del giorno – 28 ottobre

Foto vecchia, notizie nuove. Nel giorno dell’ennesimo rinvio della Brexit, l’immagine di Her Majesty che nel 2017 inaugura il Parlamento con una mise che sembra alludere alla bandiera europea cade davvero a pennello. E se non ricordate l’antefatto ci pensa Lady Violet (sennò che ci sta a fare?). State-Opening-of-Parliament-2017Un anno dopo il referendum sulla Brexit (23 giugno 2016) giovedì 8 giugno si tengono le elezioni politiche. Il nuovo Parlamento si apre il 21 dello stesso mese, ma la regina nel pomeriggio deve andare ad Ascot, dunque decide di evitare la complessità dell’abito formale col corredo dell’Imperial State Crown, e opta per un più semplice completo da giorno. La responsabile del guardaroba reale, Angela Kelly, decide allora per questa mise in royal blue, dopo aver verificato che il colore scelto risalti adeguatamente sullo sfondo del trono; con la modista Stella McLaren si decide la foggia del cappello: con calotta rigida quasi fosse una corona, e una tesa che rende il viso di Sua Maestà ben visibile. I cinque fiori – realizzati con piccole piume – vengono arricchiti da un bottone giallo oro, che riprende la fantasia dell’abito indossato sotto il pardessous. Nessuna delle tre signore si rende conto della somiglianza con la bandiera europea, che viene scoperta solo leggendo i giornali. Con una certa divertita sorpresa, perché l’assoluta neutralità è uno dei dogmi della monarchia britannica.

Questo (riportato da Hellomagazine) e molti altri aneddoti vengono rivelati nel libro The Other Side of the Coin: The Queen, the Dresser and the Wardrobe, scritto da Angela Kelly – col permesso della sovrana, of course – in uscita domani. Se ricordate, ne abbiamo già parlato ( La foto del giorno – 28 settembre ); ora non mi resta che attendere la mia copia, prenotata con largo anticipo, e poi scopriremo episodi e aspetti poco noti di uno dei simboli del nostro tempo. Can’t wait!

Le foto del giorno – 26 ottobre

Pensavate di esservela cavata con l’intronazione dell’Imperatore Naruhito? E invece no! Causa la passione di Lady Violet per l’Oriente anche le foto di oggi sono dedicate all’evento, mentre a domani è riservata l’analisi delle mise indossate dagli (più dalle, invero) ospiti. In questo post qualche curiosità, e qualche dettaglio che può esservi sfuggito.

japan banquet

(Ph. Imperial Household Agency)

Iniziamo col gala dinner. Interessati a conoscere il menù? E noi che ci stiamo a fare? I 450 dignitari che hanno elegantemente deposto i magnanimi lombi sulle sedie della sala Homei-Den è stato offerto un washoku, cioè un insieme di piatti giapponesi che nel 2013 l’Unesco ha dichiarato patrimonio immateriale dell’umanità. Spiritualità e ricerca dell’armonia sono i caratteri della cucina nipponica, e in questo caso l’obiettivo era offrire agli invitati uno sguardo complessivo sul paese, che andasse dai monti al mare: orata grigliata, abalone (o orecchia di mare: un tipo di mollusco a me sinora sconosciuto), zuppa di aragosta giapponese con funghi matsutake, e chawanmushis, un flan alle uova cotto al vapore. Disponibili piatti occidentali, come manzo e asparagi, cibo ḥalāl per gli ospiti di religione islamica, e opzioni vegetariane per accontentare tutti. Ad accompagnare il pasto due vini francesi: Corton-Charlemagne 2011 e Château Margaux 2007.japan owadaTra i presenti non è passata inosservata questa elegante coppia; lui è Hisashi Owada, un ex diplomatico (come testimonia la nonchalance con cui indossa il frac), lei è sua moglie Yumiko: sono i genitori dell’Imperatrice Masako, che come la suocera Michiko proviene da una famiglia borghese.

Loro invece hanno fatto il percorso inverso: sono nate nella famiglia imperiale, ma avendo sposato un borghese hanno perso il loro status. Nella prima foto la signora in lilla è Sayako, unica sorella dell’imperatore, col marito Yoshiki Kuroda, un designer che è stato il primo non nobile a sposare una principessa imperiale. Lei ha studiato ornitologia, e ora è Gran Sacerdotessa del Santuario shintoista di Ise. Nella seconda foto la fanciulla in dolce attesa è Ayako; suo padre era cugino dell’Imperatore Emerito Akihito, accompagnata dal marito, il manager Kei Moriya sposato un anno fa. Non so spiegarvi la differenza di abbigliamento tra le due coppie, ma ciò che mi ha incuriosita è la borsa che portano tutti, una goodie bag? japan bombonnièreNon sappiamo esattamente cosa ci fosse dentro, tranne che per un oggetto che è stato reso noto. È una bomboniera in argento col simbolo del crisantemo, e un uccello simbolico – direi una fenice, simbolo di pace – intessuto anche nel Korozen no goho, il costume tradizionale color arancio bruciato indossato da Naruhito.

All’interno della bomboniera dei dolcetti non meglio specificati. Temo non fossero confetti di Sulmona, ed è un peccato perché un tocco abrugiappo ci sarebbe andato a pennello.

Le foto del giorno – 25 ottobre

Oggi la principessa Elisabeth, Duchessa di Brabante, erede al trono belga compie 18 anni. D’ora in poi le sue attività per la Corona, da sola o in supporto ai genitori si intensificheranno, assumerà responsabilità sempre maggiori e potrà ove necessario agire da Reggente. elisabeth 18Intanto oggi ha festeggiato a Palazzo, alla presenza della famiglia, delle principali autorità del paese e di un gruppo di giovani nati come lei nel 2001. elisabeth 18 2Naturalmente la mamma si è un po’ commossa, così come il papà, anche se ha provato a non farlo vedere (ma il video del mostra inequivocabilmente la sua emozione). elisabeth 18 3Al termine del discorso che ha segnato il passaggio della fanciulla nel mondo degli adulti, Mathilde l’ha abbracciata col classico impeto della mamma chioccia che vuole tenere con sé i piccoli il più possibile, e la figlia ha cercato di trattenere tanta amorevole foga con quella grazia venata di imbarazzo tipica delle ragazze della sua età in situazioni del genere.

Elisabeth fa parte di quello squadrone rosa che un giorno occuperà tutti i troni d’Europa, con la sola eccezione di Regno Unito, Danimarca, Monaco, e Liechtenstein; possiamo davvero affermare che the best is yet to come.

Voi, intanto, godetevi il video del suo discorso https://youtu.be/0JLah3RKCXs

 

Tennō Heika Banzai!

Per iniziare una breve premessa storica, non tanto per comprendere appieno la società giapponese – per cui ci vorrebbero ben altre competenze delle mie – ma almeno per non limitarsi a giudicare esclusivamente secondo il nostro metro. japan ceremonyLa storia antica del Giappone è avvolta dall’oscurità, dato che le prime testimonianze scritte risalgono solo all’VIII secolo dopo Cristo. Il mito racconta del primo imperatore Jimmu Tennō – discendente di Amaterasu, divinità solare e dea madre dello Shintoismo – che fonda l’impero nel 660 avanti Cristo; le fonti parlano invece di una società tribale, sottoposta a un’autorità religiosa all’origine della figura imperiale. Ispirandosi al modello cinese, le riforme attuate nei secoli VII e VIII danno vita a una struttura centralizzata, con capitale a Nara (nel 710) e poi a Kyoto (794); dalla Cina arriva il buddismo Ch’án, che in Giappone diventa Zen. Il potere dell’imperatore resta a lungo più formale che sostanziale, e lo stato centralizzato si indebolisce con l’affermazione di potentati locali sempre più influenti. A partire dal secolo X il potere passa decisamente nelle mani di alcuni clan familiari: dapprima i Fujiwara, poi soppiantati dai Minamoto che assumono il titolo di shogun (“generalissimo”), dando vita a un regime di tipo militare grazie al quale si affermano i samurai, guerrieri appartenenti a un ceto di stampo feudale che tanto caratterizzerà sulla società nipponica.

Il primo contatto con gli europei – innanzi tutto Portoghesi – risale alla metà del XVI secolo, che si conclude con l’arrivo dei Gesuiti e l’introduzione del cristianesimo. Il contatto con l’Occidente imprime un notevole sviluppo ai commerci, contrastato però dalla famiglia che nel frattempo ha ottenuto lo shogunato: i Tokugawa, che portano la capitale a Edo (l’attuale Tokyo), introducono una struttura statale rigidamente centralizzata e un’altrettanto rigida chiusura al mondo esterno, limitando gli scambi commerciali e proibendo il cristianesimo. 

L’anno in cui la storia del Giappone cambia per sempre è il 1853, quando lo statunitense commodoro Matthew Perry schiera quattro navi da guerra davanti alla baia di Tokyo, e con la minaccia di un cannoneggiamento costringe il Paese ad aprire i porti ai commerci con l’Occidente. La transizione si compie con l’Imperatore Meiji, trisavolo di Naruhito, che nel 1868 inaugura il suo lungo regno – durerà fino al 1912 – con la Restaurazione (o RivoluzioneMeiji. Scompare la figura dello Shogun e il potere torna nelle mani dell’Imperatore, che avvia un processo di accentramento politico-amministrativo e di modernizzazione economica, ispirandosi a modelli occidentali. Il Giappone diventa monarchia costituzionale nel 1889, è pronto a diventare una grande potenza politica militare ed economica, e tratta con le potenze occidentali da pari a pari.

Tutto ciò per dire che la sintesi tra Oriente e Occidente è il carattere distintivo del Giappone moderno; l’adozione di modi e stili occidentali – ad esempio gli abiti – non è come si potrebbe credere un segno di resa e sottomissione, magari susseguente alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale; al contrario, è la dimostrazione che il Paese ha scelto autonomamente il modello ritenuto più adatto alla propria evoluzione, lo ha fatto prima di tutti gli altri paesi asiatici, e soprattutto lo ha fatto liberamente, non come esito di un passato coloniale. Naturalmente questa ispirazione viene declinata anche creando un’estetica originale, come la cerimonia di martedì ha reso evidente. La mattina è iniziata con un antichissimo rituale: i sovrani hanno visitato i tre templi all’interno del Palazzo Imperiale per informare la dea del sole Amaterasu, mitica progenitrice della dinastia, altre divinità e le anime degli antenati che l’intronizzazione avrebbe avuto luogo.

Entrambi in bianco, l’imperatore con un candido sokutai, l’imperatrice col tradizionale jūnihitoe (la cui traduzione letterale è dodici strati), sopra l’hakama – una sorta di gonna pantalone – color pesca. japan naruhitoIl momento clou si è svolto invece nella il salone di stato foderato di legno di pino, dove erano stati montati i due troni per l’imperatore e per l’imperatrice. Naruhito ha indossato un altro soukai, questa volta color arancio bruciato, intessuto col motivo della fenice portatrice di pace; il suo nome è Korozen no goho, ed è l’abito cerimoniale dell’imperatore da dodici secoli. In testa il tradizionale kanmuri di seta nera, con una lunga coda che si innalza per ben 60 centimetri. cropped_image_lMasako ha sostituito il jūnihitoe bianco con una versione policroma, e sarebbe affascinante capire la simbologia dei diversi strati, che non è casuale né per colori né per decorazioni. japan princesses 2Jūnihitoe tradizionale, in una scicchissima combinazione di viola e rosso, per tutte le principesse di casa reale, che invece durante la visita ai templi imperiali erano vestite all’occidentale; eccole, guidate dall’erede al trono e dalla sua famiglia: con mise simili: abito lungo da giorno, con cappello privo di tesa, ed eventuali decorazioni. japan princessesIn mano un ventaglio – sì, anche sotto la pioggia – che ha un valore storico e simbolico (pensate che era parte anche del corredo del samurai: agitandolo dava il segnale d’attacco, quando non se usava proprio come arma uno in ferro). Sono abiti di nostro gusto? Non particolarmente, ma perché dovrebbero? Sono perfettamente adeguati alla iconografia nipponica, così rigorosamente lineare. Sull’uso dei colori pastello sarebbe interessante l’opinione di Michel Pastoureau, studioso di simbologia e massimo esperto mondiale di storia del colore; sono certa che la prima cosa che sottolineerebbe è che la percezione del colore non è fisiologica ma culturale, cioè influenzata dalla cultura di appartenenza. D’altro canto perché noi consideriamo un abito lungo giallo pallido poco adatto a una signora over 50? Esatto, il gusto evolve all’interno di un sistema culturale; altra cultura, altro gusto. Japan's Princess Mako arrives at the ceremony site where Emperor Naruhito will report the conduct of the enthronement ceremony at the Imperial Sanctuary inside the Imperial Palace in TokyoLast but not least, l’ombrello. Io lo so che voi state per chiedermi perché questo nero funereo, perché non si è optato invece per uno di quelli resi celebri da Her Majesty, marca Fulton, in pvc trasparente con banda coordinata al colore della mise? Da quello che so, gli ombrelli di quel genere si trovano veramente dappertutto, sono spesso offerti da negozi e ristoranti al loro clienti per affrontare piogge improvvise, e dunque considerati piuttosto cheap. Questi invece sembrano proprio quelli assai raffinati, in seta nera e con il manico in legno di ciliegio, albero simbolo del Paese. E se noi li troviamo tristi ho idea che alle signore della Imperial Family la nostra opinione interessi il giusto, cioè niente. japan dinnerLa sera, al banchetto di gala, sovrani e famiglia imperiale in stile occidentale: white tie per gli uomini, abito da sera per le signore, con l’Imperatrice che sfoggia l’ottocentesca Meiji Tiara.

 

La foto del giorno – 23 ottobre

Molti di voi mi hanno segnalato l’abito indossato ieri da Meghan, alla serata di apertura del Summit OYW2019 (One Young World), alla Royal Albert Hall di Londra. E hanno colto l’occasione per chiedere il mio parere sull’intervista dei Duchi di Sussex, concomitante al viaggio in Africa, in cui parlano chiaramente delle difficoltà che stanno affrontando. Meghan in purpleAndiamo con ordine: il colore dell’abito mi fa impazzire, il modello – questo è il Maxwell Dress, dalla linea Babaton del brand Aritzia – non particolarmente, i capelli invece li trovo francamente tremendi.

Rispetto alle esternazioni, partendo dal presupposto che comunque bisogna avere rispetto del dolore altrui, e che sicuramente nei confronti della duchessa molti tabloid sono veramente vessatori, e per ragioni non particolarmente nobili (leggi: il sangue black che le scorre nelle vene), personalmente penso che finora la coppia abbia fatto molti errori, forse troppi. Lei dimostra di non avere chiarissimo il suo ruolo, e purtroppo lui non è in grado di aiutarla, ma anzi le va dietro, dimostrando una fragilità emotiva che non immaginavo così grande, e potrebbe essere un problema. Confesso che la cosa che mi ha colpito di più in questo caso è che in visita nelle aree più povere e disagiate del pianeta, i cui abitanti affrontano enormi sofferenze, loro si siano piuttosto concentrati sul proprio dolore.

Uscendo dalla situazione attuale, l’ingresso a Corte di un personaggio così diverso e per molti aspetti notevole mi era sembrato interessante; ma ho sempre pensato che il grande problema di Harry fosse la complessità delle famiglie d’origine – la materna non meno di quella paterna – e che una compagna con alle spalle una famiglia altrettanto disfunzionale potesse non essere la scelta migliore.

Conoscete l’ammirazione che ho per Charles e Camilla; bene, nonostante la loro situazione fosse oggettivamente molto più complicata, il comportamento di entrambi è stato assai intelligente: lui non è partito lancia in resta a difendere l’amata ma ha lasciato che fosse lei a farlo, dandole così l’opportunità di farsi conoscere ed apprezzare. E lei ha svolto il suo compito sempre seriamente e soprattutto nella più grande discrezione.

Naturalmente invece c’è sempre la possibilità che i Duchi di Sussex stanno forzando un po’ la mano e ponendo le basi per un esilio dorato che consenta loro lo stile di vita che preferiscono.

Tutto ciò premesso, eviterei ove possibile gesti fintamente quanto ostentatamente democratici come quello del video: la signora accenna un curtsy non a Meghan Markle, ma alla Duchessa di Sussex, in rappresentanza della Royal Family, e non tocca dunque a lei non accettarlo. Ma poi che è questa abitudine di abbracciare tutti? Ognuno al proprio posto, please. https://www.hellomagazine.com/royalty/2019102379554/meghan-markle-stops-curtsy-one-young-world-summit/

La foto del giorno – 22 ottobre

Col grido Banzai! ripetuto tre volte dal Primo Ministro Shinzō Abe si è concluso il Sokuirei Seiden no gi; ora Naruhito è il 126° Tennō a sedere sul Trono del Crisantemo. japan banzaiDopo una breve cerimonia riservata all’interno dei templi imperiali, Naruhito e Masako vestiti dei sontuosi abiti tradizionali hanno raggiunto la Matsu no Ma, il salone di stato del Palazzo Imperiale. L’Imperatore ha preso posto nel trono imperiale Takamikura, da cui ha letto il discorso in cui si è impegnato a rispettare la Costituzione e a rappresentare l’unità del popolo nipponico. Accanto a lui l’Imperatrice, nel trono Michodai.

Dedicheremo altri post entrando nel dettaglio delle cerimonie e dei costumi indossati (e naturalmente alle mise delle invitate) intanto ho selezionato un video che credo riassuma efficacemente la ricchezza, la complessità e il fascino di una giornata straordinaria https://www.youtube.com/watch?v=cL3YUEplJKM

Le foto del giorno – 21 ottobre

Tra poche ore il Giappone vivrà il solenne Sokuirei Seiden no gi, che chiude le cerimonie per l’ascesa al Trono del Crisantemo dell’Imperatore Naruhito. Sperando che le condizioni meteorologiche consentano che tutto si svolga come attentamente programmato,  si ricevono le delegazioni dei sovrani stranieri. japan los reyesConcluso l’emozionante debutto ufficiale della figlia Leonor, che nei giorni scorsi ha per la prima volta partecipato alla consegna dei premi Princesa de Asturias – tenendo anche un paio di discorsi, e dimostrando una maturità sicuramente superiore ai suoi quasi 14 anni – Los Reyes sono atterrati a Tokyo. Letizia osa il total black, arma neanche tanto segreta di chi vuol sembrare un po’ più minuto, e dunque totalmente inutile del suo caso. Lui non resiste, e ripropone il mocassino con nappina. Sospiro di rassegnazione.

Anche lui in total black ma in costume tipico di rara eleganza: il giovane e aitante Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, sovrano del Bhutan, si è portato anche la sua bella regina e il piccolo (invero cresciutissimo) erede al trono, il Gyalsey, in total black come papà.

Blazer blu con bottoni dorati e pantaloni grigio scuro per il Re dei Belgi, accompagnato dalla moglie Mathilde in blusa di raso dorata pure quella, en pendant col marito; blazer blu monopetto, aggravato dai pantaloni color crema a vita pericolosamente bassa per il Principe di Monaco, che non ha i bottoni dorati, e manco la moglie al seguito, che sorpresa! the queen QIPCO British Champions Day 2019Dal Regno Unito è in arrivo il Principe di Galles, mentre la sovrana, che ormai non lascia più il suolo patrio, ieri s’è vestita di uno splendido lilla e se n’è andata al QIPCO British Champions Day 2019, a godersi una giornata tra gli amati cavalli. Privilegi dell’età.