Royal chic shock e boh – Aspettando la primavera

Oggi è il giorno di San Patrizio, patrono d’Irlanda, amatissimo nel mondo anglosassone, ed è anche la ragione per cui la rubrica domenicale è scivolata eccezionalmente a lunedì. Ero certa che la Principessa di Galles non ci avrebbe delusi, e così è stato.

(Ph: Getty Images)

Nella sua veste di Colonnello delle Irish Guards Catherine ha partecipato alla tradizionale parata nella caserma Wellington Barracks, nel centro di Londra; evento in solitaria che ha affrontato con grazia e sicurezza, da par sua. Evento cui l’anno sorso non aveva partecipato, trovandosi nel mezzo della tempesta causata dal cancro, il che rende questa giornata ancora più preziosa. Il verde è d’obbligo, e lei ha scelto una tonalità profonda per il già visto, bellissimo cappotto Alexander McQueen e per il cappellino Lock & Co. aggiungendo accessori neri, e soprattutto la deliziosa spilla trifoglio disegnata da Cartier. Un gioiello che non appartiene alla principessa, né alla Royal Family, ma al reggimento delle Irish Guards, che all’occorrenza la presta alle royal ladies. Veramente, ma veramente chic.

Lunedì scorso altro giorno importante per la Firm, con la celebrazione del Commonwealth Day. Lady Violet già pregustava di ammirare nuove toilette, e invece le signore Windsor sono andate al risparmio, tirando fuori dall’armadio mise già indossate in precedenza.

Sua Maestà la Queen Consort evidentemente sente arrivare la primavera e si veste i un pastelloso rosa Barbie; il soprabito (Fiona Clare) ha una manifattura piuttosto raffinata, ma certo il colore è un po’ too much, forse perché siamo ancora avvolti dai grigi dell’inverno. Apprezzo la scelta di un cappello (come sempre Philip Treacy) di dimensioni contenute visto il tipo di cerimonia, ma in questo caso contribuisce all’effetto bambola, cosa che Camilla sicuramente non è. Mi piacciono molto gli accessori in un freddo greige – la borsa non si vede nella foto ma è una Fendi, la celebre Pikaboo – ma in generale per me è boh. Très chic il re con cravatta armonizzata, ma non rigidamente abbinata, alla mise della sua consorte.

Catherine ha scelto la sicurezza di un look indossato in varie occasioni e differenti colori. Il cappotto rosso (Catherine Walker)caratterizzato dal grande fiocco stilizzato che chiude il collo l’abbiamo visto nel 2021 al concerto di Natale a Westminster Abbey (Le foto del giorno – Together at Christmas) e due anni dopo, sotto un mantello, per la visita di stato del presidente sudcoreano (Royal chic shock e boh – South Korea in UK). Stesso cappotto, naturalmente in nero, e stesso collier di perle appartenuto alla Regina e indossato anche da Diana, al funerale di Prince Philip, Duca di Edimburgo (L’addio a Philip. Qualche dettaglio, qualche risposta.). Il cappellino, indossato nel tour australiano del 2014, è Gina Foster (brand che non esiste più); il tocco di italianità è dato dalla borsetta MiuMiu, col fiocco pure quella, e le scarpine Gianvito Rossi. Il piacere di vedere Catherine è grande, la mise meno; il cappotto non mi fa impazzire, ha una forma strana e le fa la vita lunghissima. Insomma, boh.

Se non vi ha convinto la scelta del rosso Wales, sappiate che la principessa si è trovata di fronte un contraltare quasi perfetto. La signora che accompagna il Prime Minister è la sua vice Angela Rayner. Lo so, è vestita male, ma questa donna ha un passato molto impegnativo: nata in una famiglia in grande difficoltà economica e non solo, una madre con problemi psichiatrici, cresciuta in una casa popolare dalla nonna, che faceva tre lavori per sfamare lei e i suoi fratelli. Angela ha lasciato la scuola a 16 anni, incinta e senza titolo di studio. Quello che è – e quello che ha – se lo è costruito da sé, e amen se non è anche chic. Unico appunto; ma chi la veste, chi le ha venduto (o realizzato) quel cappotto non poteva stare più attento? Shock, ma alla fine who cares?

Assente la Duchessa di Edimburgo, impegnata negli USA, c’era la Princess Royal con una delle sue classiche mise multitasking: cappotto in tessuto fantasia classicamente anni ’80, decennio da cui immagino questo capetto arriva direttamente, compreso di collo sovrapposto e abbottonatura laterale, corredato da un cappellino sobriamente vezzoso; un po’ troppo, per il rigore del cappotto, ma lei è così, la si ama o la si odia, e noi la amiamo. Sul cappotto splende una spilla a forma definita “stalattite” ricevuta in dono dai genitori per le nozze con Mark Phillips nel 1973, tanto per non dimenticare mai da dove si viene. Impossibile costringerla negli angusti spazi chic shock e boh.

Esauriti i compiti di rappresentanza, immagino che Anne si sia precipitata a Cheltenham, la città del Gloucestershire che a marzo ospita il famoso Festival, No, non pensate a Sanremo, si tratta di una settimana di corse di cavalli, manifestazione che apre la stagione che culminerà con Ascot. Oltre alla principessa, manca di rado anche la figlia Zara, ottima amazzone, che il secondo giorno è stata raggiunta dalla cugina Eugenie. In questa foto, che potremmo intitolare Rapsodia in bordeaux Zara è chic in completo pantalone grigio (Laura Green) dolcevita in cashmere, uno dei capisaldi della stagione che sta finendo (Karen Millen), cappellino con freccia (Juliette Millinery), la clutch è Strathberry, brand che ama molto e indossa spesso. Eugenie invece è boh: bello ma un po’ troppo lungo – guardate la manica – il classico cappotto Hobbs, e veramente troppo alto, o messo male, il pillbox Emily London. Solidarietà al di lei marito Jack Brooksbank, che ha preferito la palette blu senza traccia di bordeaux.

La sorella di Eugenie, Beatrice, è ricomparsa in pubblico per la prima volta il 6 marzo, a un paio di mesi dalla nascita della seconda figlia Athena. Col marito Edo Mapelli Mozzi ha partecipato al Borne’s Wonderland Gala, una serata di raccolta fondi dedicata ai bimbi nati prematuri, proprio come Athena. Mi piace l’idea del midi da sera; il completo con gonna di raso e giacca di tweed di Self Portrait non è entusiasmante ma Beatrice è comunque graziosa; belle le scarpe di Jennifer Chamandi – brand British che sostiene il made in Italy – e soprattutto la clutch Roger Vivier, storica maison francese che ora fa parte del gruppo Tod’s. Per me è boh, ma lasciatemi aggiungere una cosa. In questi giorni si è diffusa la notizia di una crisi matrimoniale tra i due, notizia che Oggi ha preso da tabloid di non primissimo piano ed è stata rilanciata da altri. Al momento non ci sono prove, né testimoni, né altro, se non il fatto che lui starebbe spesso fuori casa per lavoro. Un po’ poco, direi, questo è proprio il gossip che non amo, e non trovo neppure divertente

Sono passati già tredici anni dal terribile incidente sugli sci di Friso, fratello minore di Willem-Alexander d’Olanda; ad agosto ne saranno trascorsi dodici dalla sua morte. In tutti questi anni la moglie Mabel e la madre Beatrix sono state sempre particolarmente unite; la ex sovrana ha ottimi rapporti con tutte e tre le sue nuore, ma immagino che la vedova del secondogenito abbia un posto particolar nel suo cuore. Friso aveva studiato ingegneria – meccanica a Berkeley e aerospaziale a Delft – e in sua memoria Mabel ha promosso la nascita di un premio destinato a team di studenti in ingegneria che si siano distinti per “spirito di squadra, forza innovativa, impatto sociale e competenza”. Mercoledì, alla consegna del riconoscimento, suocera e nuora sono apparse ancora un volta affiatate e sorridenti. In splendida forma l’ottantasettenne regina emerita, in mantella e pantaloni neri illuminati da una blusa azzurra, e il tocco delle scarpine ricamate. Chic. Mabel ha scelto un total look Missoni: pantaloni, canotta e cardigan lungo nel classico motivo chevron. A me questa donna piace moltissimo, mi piacciono il suo coraggio, la sua forza, la sua intelligenza, la sua verve. Ho adorato, e sempre adorerò, quel favoloso abito da sposa pieno di fiocchi creato da Victor e Rolf, che lei indossò con un brio unico; mi ha sempre fatto pensare alla commedia di Natalia Ginzburg, Ti ho sposato per allegria. Tutto ciò premesso, quest’insieme non mi convince fino in fondo, quindi boh.

Nella sala del trono del Palais Royal di Bruxelles si è tenuto il concerto di primavera, e Mathilde ha scelto una tonalità tra rosa e lilla molto primaverile, un completo pantaloni che visto da lontano non sembra male. Quando poi si guarda meglio questa mise, creata da Natan (e chi sennò?) e una domanda sorge spontanea: perché?

Eppure i pantaloni non sarebbero male, ma poi vengono terremotati da un blusa in tessuto paillettato e arricciato in un drappeggio senza senso. E consentitemi di dire che quel colore è piuttosto pericoloso: dona a poche, e la Reine non è tra quelle. Inutile la clutch Dior, che non la salva dallo shock.

E voi, siete pronti per la primavera?

L’arte di essere secondi

Il mese prossimo porterà con sé due importanti compleanni: gireranno la gloriosa boa dei 18 anni due deliziose fanciulle, che oltre all’età hanno in comune l’essere secondogenite, figlie cadette, insomma due spares. Il 21 aprile è il gran giorno di Isabella di Danimarca mentre otto giorni dopo, il 29, tocca a Sofía di Spagna. E se nulla si sa dei festeggiamenti per la Infanta, la Casa reale danese ha già pubblicato il programma delle celebrazioni per Isabella.

(Ph: Steen Evald, Kongehuset)

Il suo compleanno cade il giorno dopo Pasqua, e forse per questo i festeggiamenti sono stati anticipati. Venerdì 11 aprile alle 14.00 il municipio di Aarhus si aprirà ai giovani creativi: musicisti e danzatori emergenti si esibiranno per gli ospiti, studenti delle scuole professionali prepareranno il rinfresco e non mancherà una sfilata di moda sostenibile realizzata con materiali innovativi curata dai nuovi talenti della moda. Un centinaio gli ospiti provenienti da associazioni giovanili e istituti scolastici della città, cui se ne aggiungeranno altri 50 estratti a sorte.

La sera di martedì 15 aprile la principessa, i sovrani e il resto della famiglia assisteranno a uno spettacolo messo in scena al Det Kngelige Teater, il teatro reale. Anche in questo caso saranno i giovani performer ad animare la scena, davanti ai reali e a un migliaio di giovani connazionali tra i 17 e i 24 anni, che avranno la possibilità di ottenere il loro biglietto tramite lotteria. Insomma una festa di giovani, che è sempre la cosa più giusta e allegra.

(Ph: Casa de S.M. El Rey)

Classico understatement di famiglia invece per l’Infanta Sofía che sta concludendo il ciclo di studi superiori al prestigioso UWC Atlantic College in Galles, i cui progetti per il compleanno restano avvolti nel mistero. A dicembre l’altissima fanciulla ha sostenuto il suo primo impegno ufficiale in solitaria, la consegna dei premi al concorso fotografico Objetivo Patrimonio, il che ci fa pensare a un suo progressivo coinvolgimento nelle attività della Corona, modulato sulle scelte che verranno fatte nel prosieguo della sua formazione. Sofía potrebbe seguire le orme della sorella maggiore e seguire un addestramento militare, o iscriversi all’università, magari all’estero come fece suo padre. O magari ci stupirà con qualcosa di totalmente inatteso, vedremo!

(Ph: RVD/Z.M. de Koning)

In aprile festeggerà i 18 anni anche un’altra principessa, Ariane dei Paesi Bassi. Il suo compleanno è il 10 e non oso immaginare cosa si inventerà Máxima per la piccola di casa. La principessa olandese studia a sua volta all’UWC, United World College, ma ha scelto la sede di Trieste. Diversamente da Isabella e Sofía lei non è esattamente the spare essendo la terzogenita dei sovrani e dunque la terza in linea di successione; e si sa, più il trono si allontana più la libertà di scelta aumenta. Anche nel suo caso, staremo a vedere, ma quello che mi piacerebbe davvero è che queste ragazze interpretassero in modo nuovo il loro ruolo soprattutto, naturalmente, se dovessero avessero parte attiva nelle loro famiglie, a sostegno di fratello e sorelle sul trono. Il modello alla fine c’è, ed è una donna: la sublime Princess Royal, l’incrollabile Anne.

E a proposito di Royal Family, e di spare, alcuni di voi hanno chiesto il mio parere sulla spare’s consort e sul suo programma di lifestyle With love, Meghan, disponibile da qualche giorno su Netflix, per cui oggi ho guardato il primo episodiio. Premessa 1: non mi appassiona la tenzone Kate vs Meghan, che penso, aldilà delle intenzioni delle protagoniste sia costantemente attizzata da certa stampa e rinfocolata da chi è certo che il proprio parere faccia giurisprudenza. Premessa 2: forse anche a causa della notte insonne appena trascorsa ho seriamente rischiato di addormentarmi sul divano. Eviterò di soffermarmi sui dettagli: i gioielli indossati dalla duchessa, le sue mise, o le ricette un po’ così, a partire dalla pasta con pomodorini e buccia di limone cotta direttamente in padella aggiungendo acqua dal bollitore. Si tratta di una ricetta molto simile a quella della britannica Anna Jones ( https://annajones.co.uk/recipes/kale-tomato-and-lemon-zest-one-pot-spaghetti) che peraltro riscuote un certo successo tra chi l’ha provata.

E qui consentitemi un brevissimo discorso serio: ignoro quale sia il target del programma, che immagino dedicato a un pubblico probabilmente statunitense, comunque extraeuropeo. Il lifestyle è inestricabilmente intrecciato alla cultura di provenienza, per cui pensare che uno abbia ragione e sappia “come si fa” mentre tutti gli altri no, non ha francamente alcun senso. Nessun giapponese pensa che nel resto del mondo si debba prendere il tè secondo la tradizionale suggestiva cerimonia nipponica, e naturalmente culture più antiche e complesse tendono a considerare le altre un po’ naif. Quello che invece mi ha colpito davvero è la sostanziale inutilità dell’insieme, tutto visto e stravisto; e da decenni, per quanto mi riguarda. Uso eccessivo dell’enfasi – tutto è incedibile, meraviglioso, stupendo – paragoni azzardati “i piselli come perle verdi” le candele fatte a mano (le fa anche la madre del Presidente del Consiglio, ma almeno lei lei vende nei mercati, e viva la faccia). Mi è tornato in mente che negli anni ’80, quelli dell’edonismo reganiano e della Milano da bere, le riviste femminili pubblicavano inserti dove le signore del gran mondo (o medio, aspiranti a una promozione) illustravano il loro modo di ricevere, le mise en place coi piatti “di famiglia” – magari comprati la settimana prima – le ricette della nonna, di solito di gran qualità su questo la nostra tradizione è praticamente imbattibile. Pubblicazioni piacevoli, che collezionavo prendendo qualche spunto, soprattutto per le tavole. Ma appunto, parliamo di quarant’anni fa. Insomma, mi chiedo perché persone con quella visibilità, quella disponibilità economica, quella (giusta) ambizione non si affidino a qualcuno in grado di inventare qualcosa di nuovo, più interessante, meno scontato. Non sorprende che, pur tra le tante critiche, il programma per ora abbia comunque un suo successo, quello che fa Meghan desta ancora interesse, e di questo beneficiano senz’altro, ad esempio, i prodotti usati. Quanto a me, non credo vedrò il secondo episodio; ma d’altronde non penso avessero in mente Lady Violet come pubblico di riferimento.

Non ci sono buone notizie

Da un po’ di tempo per parlare della famiglia reale norvegese si cammina un po’ sulle uova. I sovrani nonostante l’età – quest’anno sono 88, lui li ha compiuti il 21 febbraio, lei lo farà a luglio – nonostante le traballanti condizioni di salute (lui è malconcio da un po’, lei ha messo un pacemaker a gennaio) tengono botta.

(Ph: Tom Hansen/Innovasjon Norge)

Ma lo scandalo legato alla condotta di Marius Borg Høiby, figlio di primo letto di Mette-Marit, e i conseguenti gravi problemi legali continuano ad agitare le acque e sfiorano gli eredi al trono. Accusati, senza mezzi termini, di aver coperto molti comportamenti del ragazzo. L’ultimo episodio riguarda una conduttrice TV, Linni Meister, che sarebbe stata stuprata a sua insaputa mentre giaceva priva di sensi. Teatro di questo ennesimo fattaccio il castello di Skaugun, residenza dei principi ereditari dove Marius ha abitato e dove ha spesso organizzato party selvaggi conosciuti come Skaugun Festival.

E naturalmente quando si pensa che non potrebbe andare peggio, ci va. Oggi la Casa reale ha diffuso un comunicato sulle condizioni di salute di Mette-Marit che, affetta da fibrosi polmonare, si sta aggravando. La principessa ha bisogno di riposo, e diventerà sempre più probabile che la sua agenda venga stravolta senza preavviso. A questo punto mi auguro che la situazione non sia davvero così grave, e il comunicato faccia parte di una strategia per distrarre l’attenzione da quello che al momento è il problema principale. Che tristezza però.

Le foto del giorno – L’accogliente Charles

Lo so che queste foto sembrano tutte uguali: il re, avvolto in uno dei suoi vecchi eleganti cappotti, l’ombrello – di solito quello del napoletanissimo Talarico – come tocco british e piccolo ausilio ai suoi passi va alla funzione domenicale nella chiesa di St Mary Magdalene, nei pressi della tenuta di Sandringham. Vi posso assicurare però che la foto è stata scattata questa mattina e devo dire che in questo periodo di gran trambusto immagini del genere mi appaiono particolarmente rasserenanti.

(Ph: Geoff Robinson)

A Sandringham oggi è avvenuto anche qualcosa di più politicamente rilevante: il sovrano ha ricevuto il presidente ucraino Zelensky, a Londra da ieri per partecipare al summit con capi di stato e governo per la pace in Ucraina. Charles, notoriamente uno degli uomini più chic del pianeta, è altrettanto notoriamente un gran signore, qualità che purtroppo non è così diffusa come si potrebbe desiderare.

(Ph: Getty Images)

Non risulta dunque che egli abbia considerato inadeguata la mise del presidente ucraino, in tenuta casual/militare come suo solito da tre anni a questa parte. Una tenuta che egli stesso ha dichiarato sarà sostituita da abiti civili quando finalmente la guerra finirà: scelta non approvata da molti – cosa immagino gli interessi il giusto, cioè nulla – ma che non mi sembra neanche da commentare nella sua ovvia determinazione di ricordare ovunque e a chiunque la situazione di guerra che vive il suo Paese. Detto questo, ma che meraviglia è questo salotto? E quel camino?

C’è anche un’altra piccola notizia che riguarda il re, e piacerà a molti amici di Lady Violet. È noto quanto la Royal Family ami gli animali, e praticamente tutti i suoi membri hanno e hanno avuto cani. Se i corgi sono indissolubilmente legati al ricordo di The Queen (Dog save the Queen!) è noto che la Queen Consort abbia un debole per i Jack Russell. Camilla ne aveva due, Beth e Bluebell, adottati da un canile di cui ha il patronage, che hanno avuto l’onore di essere riprodotti sull’abito con cui è stata incoronata (Coronation attire, gli abiti dell’incoronazione – Ladies). Qualche mese fa Beth è volata sul ponte dell’arcobaleno, e di recente a Palazzo è arrivata una nuova cucciola, che è stata chiamata Moley.

In tutto questo paradiso dei cani di Charles si è sempre saputo poco. Poco dopo le nozze con Diana l’allora Principe di Galles aveva adottato anche lui un Jack Russell, Tigga, sopravvissuto al matrimonio e pure alla povera Diana, e scomparso nel 2002 alla bella età di 18 anni.

Bene, dopo più di vent’anni il re ha un nuovo compagno che gli è stato donato qualche settimana fa. Si chiama Snuff, e sapete che razza è? Un lagotto! Nome completo Lagotto Romagnolo, è una razza italianissima nata nell’area tra Ravenna e Comacchio, area che i sovrani britannici visiteranno il mese prossimo. Ed è anche molto amata dai lettori di Lady Violet. A questo punto non vedo l’ora di conoscere Snuff, almeno in foto!

Nascite e compleanni

Cari ospiti del sofà di Lady Violet, mi sono assentata qualche giorno – un breve viaggio e contemporaneamente un piccolo infortunio che non mi consente di stare a lungo al pc – ed ecco che un’altra principessina è arrivata, prima di quanto ci potessimo aspettare, visto che la fotografia della mamma incinta era apparsa solo tre settimane fa (Belle notizie).

Ed è così che i sovrani di Giordania sono diventati nonni per la seconda volta: tre giorni fa è nata ad Amman la piccola Amina, primogenita della principessa Iman e del marito Jamaal, con l’imperdibile copertura social di nonna Rania. In meno di 20 giorni sono nate tre piccole royal – Athena Mapelli Mozzi il 29 gennaio, Ines di Svezia il 7 febbraio e Amina il 16 – consideriamolo un segno di pace e speranza, e soprattutto speranza nella pace.

Sessantacinque anni fa invece non c’erano i social, e la comunicazione era senz’altro più sobria – si diceva che una vera signora doveva comparire sui giornali solo tre volte e per tre precisi motivi: nascita, matrimonio e morte – eppure quel lontano venerdì di fine inverno la notizia, almeno nel Regno Unito, ha la sua rilevanza. Alle tre e mezza del pomeriggio vede la luce a Buckingham Palace Andrew Albert Christian Edward, primo principe a nascere da un sovrano in carica dai tempi di Queen Victoria. Il pupo, secondo maschio di Queen Elizabeth II e di Prince Philip, scavalca la sorella maggiore Anne e diventa the spare, mentre Charles resta the heir. Pessima mossa, ancorché obbligata. Bello, allegro, sfrontato, tutto il contrario del meno aitante e più melanconico Charles. E infatti sembra che il cadetto si lamenti spesso della sua collocazione, affermando di poter essere un re migliore del fratello. All’inizio sembra avere un suo perché (e Lady Violet confessa un certo, come dire, interesse nei suoi confronti). Negli anni dell’adolescenza non si comporta male, soprattutto a Gordonstoun, la scuola superiore già frequentata dal padre e dal fratello (che la odiava), dove la cura del fisico è importante quanto la formazione culturale, se non di più. Riesce persino a diventare un eroe, partecipando alla guerra lampo contro l’Argentina per il possesso delle isole Falklands/Malvinas. Sposa la rossa Sarah, diventa padre, e sembra avviato alla vita un po’ noiosa e un po’ inutile del figlio cadetto di due genitori di quel calibro. Il divorzia arriva presto, e probabilmente neanche per colpa sua, poi inizia una lenta costante discesa. L’improvvisazione, l’arroganza, la mancanza di cultura diventano le caratteristiche che lo contraddistinguono.

Ma c’è di peggio, di molto peggio. L’amicizia con Jeffrey Epstein, milionario di origine più dubbia del suo patrimonio, pedofilo e spacciatore di carne umana, meglio se minorenne. Epstein muore in carcere nel 2019, ma la sua ombra si stende inesorabile sulla vita del vita del principe, che pensa di poter gestire lo scandalo – in effetti ha sempre pensato di essere al di sopra di tutto e tutti – decide di fare a modo suo e ovviamente lo fa malissimo. A novembre del 2019 compare sugli schermi della BBC, intervistato da Emily Maitlis, ed è il disastro: i sudditi e il resto del mondo vedono un uomo bugiardo, arrogante, con poco cervello, pochi modi e molta boria. Una catastrofe, che lo costringe ad annullare i sontuosi festeggiamenti per i sessant’anni, nel 2020 (Le foto del giorno – 19 febbraio). Allora però ricevette gli auguri pubblici dalla Famiglia, che oggi si è ben guardata dal farglieli. E temo che si sia pure offeso, e ancor una volta non abbia capito nulla.

(Ph: Glyn Kirk/Pool/AFP via Getty Images)

Se questa storia vi interessa e volte saperne di più, c’è una miniserie, A very royal scandal, che dovrebbe essere visibile su TimVision, perciò non l’ho ancora visto. Altrimenti potete leggere Courtiers di Valentine Low, royal correspondent del Times che rivela parecchi retroscena, da prendere naturalmente sempre con un po’ di misura. C’è anche in italiano, si intitola Cortigiani ed è edito da PiEmme.

Abbiamo il nome!

Ines Marie Lilian Silvia, questo il nome scelto da Carl Philip e Sofia di Svezia per la loro bambina, nata venerdì e già a casa da sabato per la grande gioia, immaginiamo, della famiglia e soprattutto dei tre fratelli maggiori. La piccola è la nona nipotina dei sovrani e la quarta femmina, e il nonno le ha assegnato il titolo di Duchessa di Västerbotten; in ossequio ai cambiamenti voluti di recente, Ines come i suoi fratelli non sarà nota come Altezza Reale ma solo come Prinsessan, principessa.

Non mi aspettavo un nome “canonico” – né tantomeno che fosse rinnovata la nonna Silvia, portatice di un nome che mi piace molto (e compare comunque in quarta posizione) – ma certo mai avrei pensato a Ines. Una principessa Ines me la immagino più spagnola, o portoghese; una Ines svedese sarà comunque una bella avventura. E se Ines è una novità assoluta, gli atri tre sono nomi di famiglia: oltre Silvia, la nonna paterna, c’è Marie in onore della nonna. Ora aspettiamo il battesimo, i battesimi svedesi sono sempre feste molto allegre!

Le foto del giorno – Un giorno pieno di gioia

Due le notizie di oggi, entrambe belle. Una ampiamente annunciata: le nozze del principe Nikolaos di Grecia con Chrysi Vardinogianni.

Cerimonia riservata e in tono minore, dati i pregressi matrimoniali degli sposi – lui ha divorziato nove mesi fa dalla moglie Tatiana, lei di mariti ne ha avuti addirittura due – con aspetti interessanti, e pure qualcuno che mi ha perplessa. Molto bello l’abito della sposa, opera del greco Christos Costarellos, con un uso originale del pizzo. Sui capelli biondi brillava la Antique Corsage Tiara, che la suocera Anne-Marie ricevette in dono dai genitori per il diciottesimo compleanno, e che ha prestato a tutte le nuore il giorno in cui le fanciulle hanno sposato i suoi figli: Marie-Chantal e Pavlos, Nina e Philippos (assenti oggi) e sì, anche a Tatiana quando ha sposato Nikolaos. Cosa che francamente comprendo, le grandi famiglie sono fatte anche di queste tradizioni; avrei invece evitato il velo, ma mi rendo conto di essere piuttosto old style. Auguri agli sposi, di queste nozze parleremo ancora.

La seconda notizia era attesa ma non sapevamo per quando; ebbene alle 13,10 di oggi Sofia di Svezia, moglie del principe Carl Philip, ha dato alla luce il quarto bebè, e questa volta è una bambina! La piccola troverà ad aspettarla tre fratelli maggiori: Alexander, Gabriel e Julian. Il suo nome non è ancora stato annunciato, ma noi non vediamo l’ora di fare la sua conoscenza.

(Ph: Elisabeth Toll/Kungl. Hovstaterna)

Si può immaginare un modo migliore per iniziare il weekend?

Le foto del giorno – Quasi sposi

Tutto è pronto per il primo royal wedding dell’anno: Nikolaos di Grecia, terzogenito degli ex sovrani, sposerà domani Chrysi Vardinogianni ad Atene, nell’antica chiesa di San Nikolaos Ragava.

La cerimonia, fissata per le 18.00, avrà un carattere privato, essendo entrambi gli sposi al secondo matrimonio. Lui ha 55 anni (è nato a Roma il 1 ottobre 1969) lei ne ha 44; lei ha due figli, e girano voci insistenti che sia in attesa del terzo, che per lui sarebbe il primo. Vedremo; intanto direi che la sposa non è ancora particolarmente a suo agio con i fotografi.

Intanto ad Atene sono arrivate le regali ospiti: dalla Spagna la regina emerita Sofía e la principessa Irene, zie paterne dello sposo, con l’Infanta Cristina; dalla Danimarca la zia materna Benedikte con una delle figlie.

Tutta la famiglia si è riunita per una cena prenuziale, e l’atmosfera sembra assai allegra.

Non nego la mia curiosità per l’abito della sposa, una creazione del couturier greco Christos Costarellos, autore del famoso abito a che Máxima d’Olanda ha in bordeaux (Royal chic shock e boh – Gran finale (parte seconda) e Mathilde dei Belgi in blu ottanio. Mi piacerebbe un modello ispirato alla cultura del Paese, ma se potessi scegliere, io sceglierei questo: il favoloso Palladium Dress disegnato da Gianfranco Ferrè per Dior nel 1992.

Un sogno.

Breaking News – Un altro addio

Karim al Husayni, quarto Aga Khan – titolo col quale è universalmente noto – è morto oggi a Lisbona assistito dalla famiglia. Aveva 88 anni.

(Ph: AP Photo/Steven Senne)

Celebre per la favolosa ricchezza, la passione per i cavalli e le belle donne – non necessariamente in quest’ordine – nonché l’essere stato figliastro di Rita Haywort (che sposò suo padre nel 1949 e divorziò nel 1953), in Italia è particolarmente popolare per aver creato la Costa Smeralda, croce e delizia della costa nordorientale della Sardegna.

Il suo è un titolo regale, ma è stato un capo religioso, l’imam di una corrente degli Ismailiti. Personalmente l’ho sempre trovato simpatico, soprattutto per lo stile con cui ha sempre maneggiato i suoi privilegi, senza mai esibirli.

Una persona e una storia interessanti, se volete ne parleremo.

Notiziona!

Qualcuna di voi si è già imbattuta in qualche spiffero sulla notizia che ora è confermata dal Foreign Office: in primavera Charles e Camilla saranno in Italia per quella che è la loro prima visita ufficiale dell’anno.

L’ultima volta che la coppia venne era il 2017, e loro erano ancora il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia. Questa volta il loro status è cambiato, e fatemi dire che ogni viaggio all’estero di His Majesty The King mi fa ben sperare sul suo stato di salute.

Non è ancora stato reso noto il programma, ma sicuramente i sovrani saranno ricevuto da Papa Francesco in Vaticano, e visiteranno la Cappella Sistina; essendo Charles il capo della Chiesa Anglicana, sarà interessante anche in termini di protocollo (e di dress code). Si parla anche di impegni privati nei quattro giorni – e non sono pochi – previsti per il royal tour.

Le date precise non sono ancora state annunciate, ma la stampa britannica dà per certo il fatto che la coppia festeggerà nel Bel Paese il ventesimo anniversario di matrimonio, che cade il 9 aprile. Romanticoni!