El Rey Emerito Juan Carlos di Spagna ha inviato una lettera al figlio Felipe, che gli è succeduto sul trono, annunciando il definitivo ritiro dalla vita pubblica a partire dal prossimo 2 giugno.
Nella stessa data, cinque anni fa, l’abdicazione in favore dell’allora principe delle Asturie.
Nella lettera inviata all’attuale sovrano, il re emerito non spiega le ragioni della sua decisione, ma sottolinea come la decisione sia stata a lungo meditata, ed è diventata definitiva qualche mese fa, in occasione del quarantesimo anniversario della Carta Costituzionale.
Immagino che nei prossimi giorni ne sapremo di più, intanto ecco il testo della lettera
Majestad, querido Felipe:
A lo largo de estos últimos años, desde mi abdicación de la Corona de España el 2 de junio de 2014, he venido desarrollando actividades institucionales con el mismo afán de servicio a España y a la Corona que inspiró mi reinado.
Ahora, cuando han transcurrido casi cinco años desde aquella fecha, creo que ha llegado el momento de pasar una nueva página en mi vida y de completar mi retirada de la vida pública.
Desde el año pasado, cuando celebré mi 80 cumpleaños, he venido madurando esta idea, que se reafirmó con motivo de la inolvidable conmemoración del 40 Aniversario de nuestra Constitución en las Cortes Generales. Un acto solemne, lleno de emoción para mí, que me hizo evocar, con orgullo y admiración, el recuerdo de tantas personas que contribuyeron a hacer posible la Transición política y renovar mi sentimiento de permanente gratitud hacia el pueblo español, verdadero artífice y principal protagonista de aquella trascendental etapa de nuestra historia reciente.
Con una firme y meditada convicción, hoy te expreso mi voluntad y deseo de dar este paso y dejar de desarrollar actividades institucionales, a partir del próximo 2 de junio.
Tomo esta decisión desde el gran cariño y orgullo de padre que por ti siento, con mi lealtad siempre.
Un grandísimo abrazo de tu padre.
Ed è capitato anche a me. Niki Lauda vince a Montecarlo con la tuta della Ferrari; lui schivo come sempre, la principessa sorridente ed elegantemente normale, il principe soddisfatto per un’altra giornata coi riflettori accesi sul Principato.
Questo modello, mono o doppiopetto, tagliato in vita, con tasche vere o finte (come in questo caso), da cui partono gruppi di pieghe o anche no, in otto anni di matrimonio l’abbiamo visto ottocento volte, per cui direi che comincia ad annoiare; e sul colore stendiamo un prato fiorito.
Sua Maestà per contrasto è in azzurro ghiaccio, e data la sua sconfinata coolness sul cappello non ha rose – che banalità – ma peonie, che oltre ad essere il fiore preferito di Lady Violet sono i veri fiori di maggio. Per tacere degli occhiali da sole, che porta assai raramente e sempre con lenti non scurissime, così che chiunque possa guardarla negli occhi.
Evidentemente il dress code per partecipare all’evento non è più troppo stringente, cappellino a parte. Ma gentile signora in tangerine, almeno un coprispalle?
E lo so, ci vuole una pazienza…
Sublime con un soprabito lime, che è il colore più cool di stagione, la sua espressione davanti ai garruli nipoti, lui in blu as usual, lei in stile sette spose per sette fratelli vale tutto il post. Tocchi fiorati ne ha anche lei, ma appunto tocchi, non la prateria in fiore dell’abito Erdem di Catherine.
Ha appena compiuto un anno il piccolo di casa Cambridge, ma già cammina sicuro e spedito, prudentemente calzato e attentamente sorvegliato dal babbo, mentre i fratelli scalzi si godono un altro angolo del giardino Back to Nature, che Catherine ha ideato per il Chelsea Flower Show, la più importante rassegna mondiale dedicata al giardinaggio, che proprio oggi apre i battenti.
E noi ne parleremo a lungo, aspettatevi foto – anche esclusive – in quantità; e ora sapete perché la duchessa non ha partecipato al royal wedding di sabato scorso.
Ora speriamo che il pupetto crescendo voglia usare il primo nome e non imitare mammà che al sobrio Rachel preferisce il middle name Meghan, perché un principe Harrison sarebbe troppo per chiunque, figuriamoci per noi.
Entrambi alti biondi e dentuti ecco i signori Kingston pronti per godersi il resto della giornata, del weekend e – si spera – della vita. Belli, eleganti, apparentemente felici, potrebbero essere i prìncipi delle favole, ma mi sembra manchi quel tocco di magia che accende e trasforma.
Sulle scale della St.George’s Chapel con le famiglie schierate e i numerosi, deliziosi, rumorosi e piuttosto inutili paggetti.
Cosa si staranno dicendo mamma e figlia? E voi, quante volte avete visto una madre della sposa più inelegante, caotica e pasticciata?
A proposito di caos, anche in questo caso ci tocca vedere scalinata e portale della chiesa trasformati nell’ingresso di un teatro di verzura. Non mi piace, e ha pure un po’ stufato.
Parlando di fiori, il bouquet mi è piaciuto molto: bello il colore, equilibrata la dimensione, selvaggio quanto basta. Questo primo piano ci consente pure di dare un’occhiata all’anello di fidanzamento; non amo troppo le pietre a goccia sulle dita, ma direi che in giro c’è di molto peggio.
Sentebale è un charity fondato proprio da Harry col Principe Seeiso del Lesotho, dedicato alla memoria delle loro madri (Sentebale significa “non dimenticarmi”), che si occupa dei bambini in difficoltà in Lesotho, Botswana e Malawi, con particolare attenzione alle piccole vittime dell’AIDS, malati o orfani di genitori deceduti per la malattia. I tornei di polo sono uno dei molti eventi organizzati per la raccolta fondi, e noi siamo entusiasti di poter ospitare Harry nella Città Eterna. See you soon!

