A long Lux weekend

Questi sono giorni intensi di celebrazioni gioia e addii per il Granducato del Lussemburgo.

Giovedì 14 granduchi luxI Granduchi Henri e Maria Teresa hanno festeggiato i 38 anni di matrimonio (qui il post A Royal Calendar – 14 febbraio 1981 ) e l’hanno fatto con la solita posatissima foto in stile finto informale versione descamisados peraltro ricavandola dal ritratto familiare diffuso qualche mese fa.

Sabato 16 alix ligne funeralNella cittadina belga di Belœil i sovrani con buona parte della famiglia, il principe Laurent del Belgio e membri di varie illustri casate europee hanno accompagnato nell’ultimo viaggio Alix, zia di Henri in quanto sorella del padre Jean – presente anche lui nonostante le non buone condizioni di salute – divenuta principessa de Ligne per matrimonio e morta lunedì scorso pochi mesi prima di compiere 90 anni. Complimenti a Maria Teresa per il coraggio di indossare un visone a pelli orizzontali. Corto. E pure stretto in vita da una cintura. Però la borsa di coccodrillo no dai, una bestia alla volta.

Nello stesso giorno la principessa Alexandra, quarta dei cinque figli della coppia e unica femmina, ha compiuto 28 anni. princesse-alexandra-09_800_thumbNel nuovo ritratto diffuso per l’occasione la principessa appare graziosa come non mai. Ora, fermo restando che deve decidere per sé e qualunque cosa sceglierà per la sua vita andrà bene, confesso che il suo royal wedding me lo sogno proprio. Lei che percorre la navata al braccio del padre in alta uniforme, ancora belloccio e sicuramente commosso, la madre che si scatena tra mise e cappelli, le due cognate… insomma noi siamo qui che aspettiamo fiduciose.

Lunedì 18 grande-duchesse-heritiereCompleanno anche per la Granduchessa Ereditaria, e per lei sono 35. Stéphanie per me è un mistero; a sei anni e mezzo dalle nozze col principe Guillaume non ha avuto eredi, e questo naturalmente è un argomento delicato da trattare in punta di piedi. Non sembra però aver trovato il suo ruolo, e quando presenzia a qualche evento non si capisce mai se sia a disagio, o annoiata, o entrambe le cose, o nessuna delle due; per non parlare delle scelte di stile, compresi i mollettoni per i capelli. Al funerale dell’anziano padre, un mese fa, era veramente stravolta, poi è scomparsa. Stéphanie reagisci, fallo per noi, che non ce la faremmo a reggere un’altra principessa triste!

A Royal Calendar – 14 febbraio 1981

Non ho alcun dubbio che la mitica Miranda Priestly, direttora grigiocrinita del mitico diavolo che veste Prada, commenterebbe amori e matrimoni a San Valentino? avanguardia pura! Ma vi sembra che possiamo esimerci dal parlare di un matrimonio che dura da ben 38 anni? E dell’abito della sposa? Proprio no! E infatti non lo facciamo. È il 14 febbraio, un sabato, quando in Lussemburgo Henri, erede al trono del Granducato, sposa la fanciulla di cui è innamorato: Maria Teresa Mestre y Batista-Falla. henri mt engagementSi sono conosciuti durante gli studi all’università di Ginevra dove entrambi si sono laureati in Scienze Politiche, ma le somiglianze finiscono qua. Lui è altro, biondo e nelle sue vene scorre il sangue più blu d’Europa; lei è piccolina, bruna ed è nata a Cuba. La sua famiglia ha lasciato l’isola all’arrivo di Castro trasferendosi negli Stati Uniti e poi in Svizzera, dove il padre si è costruito una solida posizione da banchiere, ma mancano titoli nobiliari e quel cognome fa temere legami (inesistenti) col passato regime di Fulgencio Batista. Ad opporsi alle nozze è soprattutto la madre di Henri, Josephine-Charlotte, sorella del re dei Belgi; sembra che anche in questo caso il giovanotto riesca a strappare il consenso ai genitori con la minaccia di rinunciare al trono, ma i rapporti tra suocera e nuora saranno sempre difficili. Il 7 novembre 1980 viene annunciato il fidanzamento ufficiale; per le nozze si parla della primavera seguente, ma poi si decide per il 14 febbraio. henri mt weddingAnni dopo Maria Teresa dichiarò che all’epoca la festa di San Valentino non era così popolare, né celebrata in Lussemburgo, per cui la data non fu scelta con intenti romantici, ma più prosaicamente in funzione dell’agenda dei Granduchi.

Per la sua robe de mariée la sposa sceglie la Maison Balmain, che realizza per lei un abito molto semplice, con corpino aderente, gonna a campana, maniche gigot (più ampie all’altezza della spalla si restringono a imbuto sull’avambraccio) e le bordure di pelliccia tipiche delle spose invernali di qualche anno fa. Lo strascico è praticamente perfetto: parte dalle spalle ed è abbastanza lungo per una sposa reale ma non così tanto da far scomparire la piccola Maria Teresa. Il velo, della stessa lunghezza dello strascico, è fermato dalla Diamond Congo Tiara, la stessa indossata dalla suocera alle sue nozze. lux wedding henri mtCome sempre la couture è nei dettagli, non tutti facilmente apprezzabili in fotografia, come l’intricata lavorazione della pesante seta dell’abito; la pulizia della linea è uno dei suoi meriti e lo rende ancora moderno, soprattutto se paragonato a quelli inondati di fiocchi e rouches di altre spose anni ’80, anche famosissime. notre dame des affligeesO meglio, lo renderebbe ancora moderno, se l’abito esistesse ancora. Ma non esiste più, è stato usato per vestire la veneratissima Notre Dame de Luxembourg Consolatrice des Affligés, esposta nella cattedrale dl Granducato.

Concludiamo con un gossip vintage; all’epoca si parlava insistentemente della sorella maggiore di Henri, Marie Astrid, come possibile moglie del Principe di Galles. Nonostante fosse cattolica e nonostante fosse uscito qualche spiffero (e qualche foto) su Diana. Sul royal wedding del Lussemburgo c’era una certa attesa anche per questo, perché se la Royal Family fosse stata rappresentata da Charles, o magari addirittura dalla regina, sarebbe stato un segnale che le cose evolvevano in quel senso. Si presentò il Duca di Edimburgo. Allora non sapevamo ancora che Charles e Diana erano già fidanzati, ma all’annuncio ufficiale mancava poco, solo cinque giorni. Henri_Maria-Teresa_wedding-guests

A Royal Calendar – 12 febbraio 1951 (seconda parte)

Il desiderio dello Shah è legge, dunque la principessa Shams e Soraya partono da Londra alla volta dell’Iran. SorayaShahPrima sosta a Parigi per un po’ di shopping, poi a Roma, dove le ragazze vengono raggiunte da Khalil Esfandiari Baktiari che, avvisato di quanto sta accadendo, scorterà la figlia in patria. Il viaggio è lungo e stancante, arrivata a Teheran Soraya vorrebbe solo riposare, ma la regina madre (per non parlare del re figlio) è ansiosa di conoscerla, e ha organizzato una cena per incontrarla. Il primo quarto d’ora passa tra gli abituali convenevoli quando ecco che lo Shah, con l’uniforme dell’Aeronautica Militare, fa il suo ingresso. Lui e Soraya si guardano, ed è colpo di fulmine. Al termine della serata lei va finalmente a riposare, ma alle due di notte lui sveglia il padre annunciandogli di voler chiedere la mano della figlia. SorayaIranEngagementRingNelle settimane che seguono gli innamorati passano insieme più tempo possibile, si conoscono meglio e fanno progetti. Lei riceve l’anello di fidanzamento – con un enorme diamante da 22.37 carati – e le nozze sono fissate per il 26 dicembre 1950. Soraya però si ammala di febbre tifoidea e bisogna rimandare il tutto all’anno nuovo: finalmente il 12 febbraio la coppia si unisce in matrimonio davanti a una marea di invitati nel Salone degli Specchi del sontuosissimo Golestan Palace. soraya weddingPer la sposa ci vuole qualcosa di altrettanto sontuoso, opulento, memorabile, e si interpella il couturier più famoso del momento, quel Christian Dior che qualche anno prima ha inventato una nuova silhouette per le signore degli anni ’50, il New Look. Il risultato è un abito sicuramente memorabile, difficilmente replicabile, francamente ingestibile. soraya wedding 2Dal corpino attillato parte una gonna che definire ampia è un eufemismo: oltre 30 metri di lamé argento ricamato tempestato di perle e piccoli diamanti, con l’aggiunta di ventimila piume di marabù, per un peso totale che supera i 20 chili (secondo alcune fonti addirittura 30), tutto realizzato a mano nell’atelier Dior a Parigi. QueenSorayaIranWeddingGownL’abito è completato da un giacchino nello stesso tessuto e da un lungo velo, trattenuto sul capo da una cuffietta secondo la moda dell’epoca (che in inglese ha un nome delizioso, Juliet cap) che la sposa indossa durante la cerimonia e toglie invece per il ricevimento. Le strade di Teheran sono innevate, e perché non si raffreddi arriva dalla Maison Dior anche una cappa di visone bianco, tanto per gravare di qualche altro chiletto le esili spalle di Soraya. Che essendo ancora convalescente a un certo punto ha un mancamento. Viene salvata da un provvidenziale paio di forbici che tagliano via parte di quella monumentale, inestimabile creazione troppo haute couture per essere indossata se non in passerella. Durante la cena che conclude la giornata Soraya, ormai regina, mostra il candido décolleté adornato da un impressionante collier di diamanti e smeraldi, in parure con la tiara. soraya wedding 5Com’è finita lo sapete: lo Shah ha assoluto bisogno di assicurare la discendenza con un figlio maschio, ma Soraya non riesce a darglielo; il divorzio è inevitabile e il 14 marzo 1958 è tutto finito. Lei si trasferisce in Europa dove diventa la principessa dagli occhi tristi, lui meno di due anni dopo ha un’altra moglie, che gli dà quei figli maschi – due, the heir and the spare – di cui lui e il paese hanno tanto bisogno. Non serviranno. La rivoluzione islamica, giusto quarant’anni fa, spazza via il trono del pavone, e i Pahlevi sono costretti all’esilio.

(Ph. Royal Order Of Sartorial Splendor; web)

Nel video d’epoca si vede bene l’abito, quanto fosse ingombrante e quanta fatica facesse lei a muoversi https://www.youtube.com/watch?v=aCgkZ0gXuaw

Se vi siete persi la prima parte del post, la trovate qui A Royal Calendar – 12 febbraio 1951 (prima parte)

A Royal Calendar – 12 febbraio 1951 (prima parte)

Teheran e l’Iran tutto sono in festa per le nozze del sovrano, il trentunenne Shah Mohammad Reza Pahlavi, con Soraya Esfandiari Bakhtiari. soraya wedding 6Il giovane monarca siede sul trono del pavone già da quasi dieci anni: nel 1941 Inglesi e Russi hanno invaso il paese, che ha buoni rapporti con la Germania, temendo che l’Iran, nonostante sia neutrale, possa favorire il Reich. E poi i Russi hanno bisogno del cosiddetto corridoio persiano per ricevere rifornimenti bellici dagli Alleati. E naturalmente, il sottosuolo è ricco di petrolio. Reza Shah viene mandato in esilio, e il 16 settembre è il principe ereditario a diventar Re dei Re.

C’è anche una regina: due anni prima Mohammad ha sposato la principessa Fawzia, figlia del re d’Egitto; sembra che le nozze siano state “incoraggiate” da Kemal Atatürk in persona, per favorire la stabilità dell’area. shah fawziaNasce la figlia Shahnaz ma il matrimonio non è felice; Fawzia soffre i pessimi rapporti con la suocera, da cui si sente disprezzata, e soprattutto i ripetuti tradimenti del marito (a tal proposito mi sembra di ricordare che molti anni dopo Oriana Fallaci, nel corso di un’intervista al sovrano, discusse animatamente con lui riguardo al suo atteggiamento nei confronti delle donne). Appena può, Fawzia se ne torna in Egitto, lasciando a Teheran la bambina e il titolo di regina; nel 1948 il divorzio è ufficiale.

Il re cerca una nuova moglie, e inizia un tourbillon di candidate che gli vengono presentate di persona o in foto, finché sulla scena appare Soraya. Nata a Isfahan diciotto anni prima, suo padre Khalil appartiene all’antico clan Esfandiari-Bakhtiari, che in passato è stato aspramente combattuto dal vecchio Shah; per evitargli problemi in gioventù è stato allontanato dall’Iran e mandato a studiare in Germania. Qui si è innamorato di una ragazza tedesca di origine russo-ebraiche, Eva Karl, e l’ha sposata. SorayaAge5L’evoluzione degli eventi sociopolitici degli anni ’30 e la guerra che ne segue spingono  la famiglia a spostarsi tra l’Europa e l’Iran; nel 1947 infine si trasferisce in Svizzera. Qui Soraya completa i suoi studi e perfeziona il francese, che ora parla fluentemente; non così l’inglese, ed è per questo che decide di trascorrere l’estate del 1950 a Londra.

A Teheran intanto anche la regina madre è a caccia di una sposa per il figlio – perché puoi essere Re, e pure Re dei Re, ma tua madre a trovarti una fidanzata ci proverà sempre – e chiede a una sua intima amica del clan Bakhtiari se tra loro c’è una candidata possibile. Alla signora viene in mente una nipote appena tornata dall’Europa che in Svizzera ha incontrato Soraya e ne parla entusiasticamente. La regina chiede una fotografia della fanciulla, che viene raggiunta a Londra; finalmente il ritratto c’è, però impiega un tempo lunghissimo per raggiungere l’Iran.SorayaSwitzerland Prima ancora che arrivi questa benedetta fotografia, la principessa Shams, sorella maggiore dello Shah, parte a sua volta per Londra, per incontrare altre possibili candidate. Quando conosce Soraya invia un messaggio urgente alla madre per annunciarle che la ricerca è finita; Soraya è colta, beneducata, poliglotta, ha maniere perfette: è nata per essere regina. Intanto a Teheran arriva la famosa fotografia: Soraya è anche bellissima, e lo Shah vuole conoscerla.

Cerimonia, abito e fine della storia li trovate qui: A Royal Calendar – 12 febbraio 1951 (seconda parte)

A Royal Calendar – 8 febbraio 1587

Si chiude nel modo più cruento, a 44 anni, l’avventura terrena di Mary Stuart regina di Scozia. Una vita complessa e tragica la sua; tre mariti, un figlio, 19 anni di prigionia di cui è responsabile la cugina Elizabeth I che vuole tenerla lontana dal trono inglese, sul quale Mary vanta diritti ereditari – sua nonna Margaret Tudor era sorella di Henry VIII – sostenuta da una larga fazione cattolica, in patria e all’estero, che non riconosce la legittimità di Elizabeth non considerando valido il matrimonio dei suoi genitori. Alla fine Mary viene accusata del coinvolgimento in una congiura per uccidere la sovrana inglese, e condannata a morte.

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Francesco Hayez. Maria Stuarda sale al patibolo. 1827, olio su tela, Milano

Il giorno dell’esecuzione arriva al patibolo rivelando sotto il mantello scuro un abito rosso, il colore del martirio per i Cattolici. Si inginocchia, poggia il capo sul ceppo e allargando le braccia (il gesto consueto per avvisare il boia di essere pronti) e in latino dice: in manus tuas Domine commendo spiritum meum. Vi risparmio i dettagli, ma non sarà una morte rapida. Quando il boia alza il capo mozzato di Mary per mostrarlo agli astanti, questo rotola a terra; si scopre allora che la povera regina portava una parrucca per coprire i corti capelli ingrigiti. Il corpo è abbandonato a terra, ma qualcosa si muove: dal fondo dell’abito rosso sbuca il piccolo skye terrier che Mary era riuscita a portare con sé nascondendolo sotto la gonna.

Elizabeth regnerà ancora per 16 anni, ma morirà nubile e senza figli. Dopo di lei sarà James, il figlio di Mary, a salire al trono unificando i regni d’Inghilterra, Scozia e Irlanda. Da lui – da Mary – discendono tutti i sovrani britannici che da allora si sono succeduti fino a oggi, alla nostra adorata Elizabeth II.

(se vi siete persi il post sui gioielli di Mary, lo trovate qui Gioielli per una regina )

A Royal Calendar – 6 febbraio 1952

Oggi sono 67 anni che la prima ragazzina a sinistra nuota tra i perigliosi flutti del trono. FB_IMG_1549436802994All’inizio del 1952 la salute di re George VI, che ha solo 56 anni, declina rapidamente a causa di un tumore polmonare. La figlia Elizabeth lo sostituisce in una serie di occasioni, tra cui l’impegnativo tour in Australia e Nuova Zelanda per cui è in partenza. Il 31 gennaio, nonostante il parere contrario dei medici, il re accompagna la figlia all’aeroporto; è l’ultima volta che i due si vedranno (in fondo al post trovate il video di quella mattina). treetops lodge queen elizabethPrima tappa del viaggio è il Kenya e i principi, dopo la tappa nella capitale Nairobi, raggiungono l’Aberdare National Park; alloggeranno al Treetops Lodge, in una sorta di casetta su un albero, ideale per godere appieno dei meravigliosi panorami del parco e di tutti gli animali che lo popolano. È il 5 febbraio, in mattinata la coppia incontra la stampa, ma il resto della giornata è dedicato ad esplorare questo luogo magico. La giovane principessa è deliziata dagli elefanti, affascinata dalla natura selvaggia, filma tutto con una piccola telecamera.

Il re, dopo aver salutato figlia e genero a Heatrow, è rientrato a Sandringham, e quel giorno partecipa a una battuta di caccia nella tenuta reale, poi va a dormire; la mattina del 6 non si riesce a svegliarlo, la regina consorte accorre e comprende immediatamente cos’è accaduto. Il re è morto, viva la regina! Viene avvisato il Primo Ministro, Winston Churchill; John Colville, suo segretario privato, lo trova nella sua camera da letto che fissa davanti a sé, con le lacrime agli occhi. E la nuova sovrana? “non la conosco” risponde Churchill “ed è solo una bambina”.

Elizabeth è regina, ma non lo sa ancora. Si gode la breve vacanza, e la mattina si è svegliata presto per vedere l’alba. philip elizabeth kenyaPiù tardi, il maggiore Norman Jarman, manager del resort, sta bevendo uno sherry con Martin Charteris, segretario privato di Elizabeth, quando riceve la telefonata del direttore del Nairobi che ha appena ricevuto la notizia. Arrivano altri giornalisti allertati dalle news da Londra, ma incredibilmente le fonti ufficiali tacciono. Il maggiore Jarman telefona a Buckingham Palace, e qualcuno, dall’altra parte del filo, resta pietrificato nell’apprendere che Elizabeth non è stata ancora avvertita. Sarà Philip, ora principe consorte, a dare la notizia alla moglie. Quando Martin Charteris raggiunge la nuova sovrana, la trova seduta eretta, consapevole del suo destino. Le chiede quale nome intende assumere “my own, of course” risponde Elizabeth II. queen elizabeth back from kenya 1952Il 7 febbraio la regina atterra a Londra; ad attenderla ai piedi della scaletta ci sono Churchill, Attlee, Eden. È l’inizio del regno più lungo della storia britannica.

Sir Harold Nicolson, politico e diplomatico, scrisse nel suo diario “la Principessa Elizabeth sta rientrando dal Kenya. È diventata Regina mentre, appollaiata su un albero in Africa, guardava i rinoceronti avvicinarsi allo stagno per bere.”

 

(Ph. dal web)

La foto del giorno

Questo è un post che vale doppio, non solo foto del giorno ma anche Royal Calendar, dato che la bella signora a sinistra nella fotografia oggi compie 47 anni. mary cancer award 2019Mary Elizabeth Donaldson nasce a Hobart, in Tasmania, quarta e ultima figlia di una coppia di scozzesi emigrati in Australia (come dimenticare il padre John che l’accompagna all’altare in kilt?). Mary, una laurea in Commerce and Law nel curriculum, nel 2000 lavora a Sidney quando durante le Olimpiadi incontra il suo destino nelle vesti del principe ereditario danese, che tanto per cambiare lei non riconosce. Nasce l’amore, i due si rincorrono letteralmente per mezzo mondo e alla fine si sposano a Copenaghen il 14 maggio 2004. In questi quindici anni lei dà alla luce quattro bambini – due maschi e due femmine – e si crea una solida reputazione di stile ed eleganza, tanto che oggi è considerata una delle donne più chic della terra, con o senza corona.

Ieri, giornata mondiale contro il cancro, ha consegnato il Danish Cancer Society Award a coloro che nel paese si sono particolarmente distinti nella lotta alla malattia. Eccola nel foyer, con un impeccabile smoking doppio petto (Armani?) e clutch Vuitton; scelta perfetta: rigoroso quanto basta per l’occasione e altrettanto glamorous.

Inventato da Monsieur Yves Saint Laurent nel 1966 lo smoking pour femme rispetto a quello maschile è meno formale e consente molte più libertà, tanto che negli anni ’80 il couturier ne creò uno con la gonna al posto dei pantaloni per la sua musa Catherine Deneuve. Di YSL si dice che se Mademoiselle Chanel con la sua moda ha liberato le donne, lui ha dato loro il potere, declinando al femminile i capi base del guardaroba di monsieur: la sahariana, il giaccone da marinaio, il trench e appunto lo smoking. Però non è che sia stato proprio il primo, mai sentito parlare di Marlene Dietrich?

A Royal Calendar – 2 febbraio 2002

Questo mese vorrei parlare un po’ di abiti belli. E iniziamo oggi, diciassettesimo anniversario di nozze dei sovrani olandesi, perché il Valentino Couture indossato quel giorno da Máxima è secondo me il più bello di questi anni.

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(Ph. Paris Match)

Willem-Alexander e l’argentina Máxima si conoscono per caso a Siviglia, alla Feria de Abril del 1998. Come da manuale, lei non capisce chi sia lui, lo trova simpatico ma un po’ goffo; lui invece si innamora subito, e il mese seguente la raggiunge a New York, dove lei lavora. La corteggia, e si innamora anche lei. La storia si fa seria, Máxima lascia l’America e si trasferisce a Bruxelles; studia il fiammingo e la realtà olandese. I due vorrebbero sposarsi, ma lui deve ottenere il via libera dal Parlamento; e qui c’è un problema, perché lei, Máxima Zorreguieta Cerruti, è figlia di Jorge, Ministro dell’Agricoltura nel Governo del sanguinario dittatore Videla, e gli olandesi non intendono proprio mischiarsi con una cosa così.

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(Ph. Antony Jones/Julian Parker/Mark Cuthbert)

Una lunga opera di mediazione tesa a dimostrare che Jorge Zorreguieta non è coinvolto con l’aspetto più truce del regime – e che Máxima ha tutte le qualità per essere un’ottima regina – convince i parlamentari che approvano il matrimonio, a patto che i genitori della sposa non si facciano vedere.

E così sia, sabato 2 febbraio 2002 la sposa non è accompagnata all’altare dal padre, ma direttamente dallo sposo in alta uniforme della Marina; insieme per la cerimonia civile alla Beurs van Berlage, la Borsa di Amsterdam, davanti al sindaco e a 600 invitati, insieme per quella religiosa alla Nieuwe Kerk, la chiesa che sorge accanto al Palazzo Reale.

La prossima regina d’Olanda si rivolge all’imperatore dei couturiers, Valentino, cui chiede un abito semplice ma di grande effetto, e lui crea per lei un vestito sontuoso e regale, ideale per una futura sovrana. Un abito avorio chiaro in mikado – una seta pesante perfetta per la stagione fredda –  il corpetto aderente con un collo montante che incornicia il bel viso della sposa senza stringere il collo (un taglio chiamato benitier); le maniche 7/8 alleggeriscono l’insieme, ma il pezzo forte è la gonna dal taglio pulito che scende perfettamente a piombo, scoprendo appena la punta delle scarpe. maxima wedding dressLa linea della gonna è sottolineata da lunghi inserti di pizzo che si svelano solo nel movimento, e definiscono lo strascico di cinque metri, calibrato sulla ragguardevole altezza della sposa. Se guardate bene nei video, lo strascico che sembra partire da due pieghe laterali, è in effetti separato dalla gonna per consentire una seduta comoda mantenendo un aspetto impeccabile (le cronache dell’epoca raccontarono che nella Maison di piazza Mignanelli fu portato anche lo sgabello che avrebbe usato la sposa, per verificare che abito e strascico rimanessero perfetti durante la cerimonia). A completare il tutto un meraviglioso velo in tulle di seta ricamato, talmente raffinato che molti sono convinti si tratti di un pezzo antico tramandato in famiglia; è invece il frutto delle mani preziose delle lavoranti di Valentino che hanno dato vita al disegno del maestro: arabeschi e ramage di rara bellezza, altro che i veli ricamati che abbiamo visto in anni più recenti. La realizzazione completamente artigianale richiede tre mesi di lavoro e solo tre prove; in una di queste la sposa è accompagnata dalla regina Beatrice, che partecipa alla creazione e gioca un ruolo fondamentale nell’individuazione dei gioielli più adatti, a partire dalla tiara. Per fermare il velo viene creato un nuovo diadema combinando pezzi diversi usciti dal ricchissimo forziere reale.

maxima wedding tiara

(Ph. Pinterest)

La scelta cade sulla Pearl Button Tiara,  che Beatrice indossava il giorno dell’incoronazione, un gioco di festoni di diamanti scanditi da cinque broche di perle; per Máxima queste vengono rimosse e sostituite con cinque stelle di diamanti a dieci punte, in precedenza usate come spille o per decorare le acconciature.

In conclusione qualche dettaglio su cui porre la vostra attenzione: il taglio del collo, che si vede bene in questa foto; l’inserto in vita che serve a definire in alto la linea del corpino, in basso quella della gonna e l’inserimento dello strascico; la scelta del tessuto, pesante abbastanza da non far congelare la sposa e da restare, perfetto, senza una sola grinza; la ricchezza del velo, che parte dalla tiara e incornicia splendidamente il viso. Menzione d’onore alle quattro damigelle in color magenta, abbastanza grandi da svolgere perfettamente il loro ruolo, che è quello di aiutare la sposa con strascico e velo.

maxima wedding bridesmaids

(Ph. Picasa 3.0)

La cerimonia civile, in cui l’abito e la sposa si apprezzano in tutto il loro splendore (non perdetevi il momento ikea al minuto 7’25!) https://www.youtube.com/watch?v=tjbYHhgzGM4

Il momento più emozionante della cerimonia religiosa: il tango di Piazzolla al bandoneon in onore delle origini argentine di Máxima https://www.youtube.com/watch?v=AYU-n7Ket-c

A Royal Calendar – 1 febbraio 1965

Nasce nel Palazzo del Principe a Monaco l’ultima figlia di Ranier e Grace, Stéphanie Marie Elisabeth. Vivacissima e ribelle fin da piccola – sua madre la chiama enfant terrible – Stéphanie abbandona presto la danza classica per la ginnastica, dove ottiene risultati di tutto rispetto.

Royal Family Holiday

(Ph. Keystone/Getty Images)

Dopo la scuola primaria a Monaco continua gli studi a Parigi, ma la sua adolescenza si interrompe bruscamente un giorno di settembre, quando l’auto in cui viaggia con sua madre esce di strada. Grace muore per le conseguenze dell’incidente, Stéphanie ne esce con una lesione vertebrale e il sospetto di aver avuto un ruolo nella morte della madre, per un acceso litigio che avrebbe distratto la donna al volante, o addirittura per esserci stata lei al volante, diciassettenne e senza patente (la versione ufficiale è che Grace ebbe un ictus mentre guidava). stéphanie pool position

Dopo la tragedia va a fare uno stage da Dior, sotto l’ala protettrice del couturier di famiglia e direttore della Maison, Marc Bohan. Lo stage produrrà una linea di costumi da bagno chiamata Pool Position, il cui aspetto più notevole è senz’altro la modella che li indossa. Stéphanie, naturalmente.

Poi è la volta della musica pop, come dimenticare la sua (unica) hit, Ouragan, che in Europa vendette più copie di Like a virgin? Insomma, volendo… stéphanie ouragan

Accanto a lei in questi anni giovanotti più o meno noti, più o meno adeguati (spesso meno): Paul Belmondo (figlio di), Anthony Delon (pure), Rob Lowe (attore, coinvolto in una storiaccia di sex tape), Christopher Lambert (attore), Mario Olivier Jutard (proprietario di locali notturni a Los Angeles, coinvolto in una storia di stupro). Poi arriva Jean-Yves Le Fur, figlio di un famoso architetto francese. È bello, de bonne famille, nonostante la giovane età è già un imprenditore immobiliare di successo, potrebbe essere quello giusto. Stavolta c’è l’anello, e si parla già di una data per le nozze, il 12 luglio 1990.

RETRO MONACO : La princesse Stephanie et Jean-Yves Le Fur

(Ph. SIPA)

A interrompere l’idillio giunge come una doccia fredda la notizia pubblicata da un giornale francese, secondo cui il giovanotto nasconderebbe nel suo passato una denuncia per truffa e appropriazione indebita, e addirittura il carcere. Dalla velocità con cui Ranier interviene è ipotizzabile che abbia avuto notizie tanto gravi quanto attendibili; luglio passa senza che del matrimonio si sappia più nulla.

Due anni dopo arriva finalmente il grande amore; lui si chiama Daniel Ducruet, e lavora per i Grimaldi occupandosi della loro sicurezza. Il povero Ranier probabilmente cerca di intervenire anche in questo caso, ma nascono due bimbi – Louis il 26 novembre 1992 e Pauline il 4 maggio 1994 – e questa volta a luglio le nozze arrivano davvero. stc3a9phanie-ducruet.jpgIl matrimonio dura 15 mesi, e finisce per la più ridicola storia di tradimenti mai accaduta in una famiglia reale. Stéphanie è ancora sola, dopo qualche anno partorisce una terza bambina, Camille, figlia di un’altra guardia del corpo che però la principessa non sposa.

È il momento della fase circense: prima c’è il domatore di elefanti Franco Knie: Stéphanie e i suoi tre bambini vanno a vivere con lui, in un grande camper.

Finisce anche questa storia, e poco dopo Stéphanie sposa un acrobata del circo Knie, il portoghese Adans Lopez Perez, di dieci anni più giovane. E dieci mesi dura il matrimonio.

La principessa torna a Monaco e inizia una nuova fase della sua vita: cresce da sola i tre figli, si occupa del negozio di jeans che ha aperto nel 1986, sembra anche che si diverta a cucinare.

stéphanie unaids

(Ph. Getty Images)

E si impegna con passione determinazione e grande serietà in una nuova impresa: la lotta all’AIDS. Arriva anche il riconoscimento dell’ONU la nomina ambasciatore di buona volontà dell UNAIDS.

Oggi Stéphanie mostra ancora la sua linea sottile e nervosa, il viso è segnato da una fitta rete di rughe – testimonianza di una vita senz’altro complessa e di qualche stravizio di troppo – ma gli occhi azzurri  sembrano rivelare una serenità finalmente, faticosamente raggiunta. Partecipa spesso agli eventi del Principato, sola o con i figli. Indossa raramente tacchi alti, e mai il cappello.

stéphanie famille

(Ph. Reuters)

Perché serena magari sì, ma bon ton no, quello mai.

La foto del giorno

Oggi el Rey Felipe VI compie 51, e li festeggia con una visita di dieci ore al contingente spagnolo di stanza in Iraq.

rey felipe iraq

(Ph. Casa de S.M. el Rey)

Questa mattina alle sei il sovrano è arrivato a Baghdad per una missione tenuta segreta fino all’ultimo, tant’è che neppure i giornalisti che hanno viaggiato con lui a bordo dell’Airbus 310 conoscevano la destinazione finale. Vestito con l’uniforme mimetica – anche se il desert camouflage lo sbatte un po’ – ha incontrato le autorità civili e militari ma soprattutto le donne e gli uomini del contingente, ai quali ha detto una frase inevitabilmente retorica ma bella: “Gracias por llevar nuestra bandera siempre en el brazo y en el corazón”.

Nel video qualche immagine della giornata (e el Rey in tutto il suo splendore) https://www.youtube.com/watch?time_continue=15&v=_KcJsqJDwjU

Questo è il quinto compleanno di Felipe come re di Spagna; vi ricordate come ha trascorso gli altri quattro? Ve lo dice Lady Violet! Nel 2015 in Etiopia per un vertice dell’Unione Africana; nel 2016 in privato, benché fosse il trentesimo anniversario del suo giuramento sulla Costituzione come Principe delle Asturie; nel 2017 al Palacio Real, dove si celebrava Miguel de Cervantes; nel 2018, giorno del cinquantesimo compleanno, conferisce alla figlia ed erede Leonor il Toson d’Oro, massima onorificenza spagnola (qui trovate il filmato 2018 A Royal Year – 12 mesi in 12 foto )

Felicidades Señor, feliz cumpleaños!