A Royal Calendar – 14 giugno 1894

Marie-Adélaïde_Grand_Duchess_of_Luxembourg-359x381

Nasce nel Castello di Berg in Lussemburgo, durante il regno del nonno Adolfo I – primo granduca indipendente dai  Paesi Bassi – la Granduchessa  Marie-Adélaïde. E’ la prima di sei femmine, e la legge viene cambiata per consentirle di regnare. Ha appena diciotto anni quando diventa la prima donna a salire sul trono del granducato e il primo sovrano nato in terra lussemburghese. E’una  cattolica devota ed è decisa a dare al suo regno un’impronta forte, sostenuta dalle profonde convinzioni politiche e sociali, che la portano a rifiutarsi di firmare, il giorno stesso dell’incoronazione una legge volta a ridurre l’influenza del clero nell’istruzione.

sei principesse lussemburghesi

E’un sovrano molto attivo ma nel giro di due anni cambia tutto :  a pochi giorni dallo scoppio della prima guerra mondiale la Germania invade il granducato. L’atteggiamento della sovrana nei confronti dell’invasore non è chiaro; si racconta del suo tentativo di bloccare l’invasione bloccando la strada con la propria auto, ma al termine della guerra Marie-Adélaïde è accusata di essere stata troppo compiacente con l’invasore.

Stretta tra le spinte repubblicane di parte dei suoi sudditi e il rischio di annessione da parte della Francia o del Belgio nel 1919 abdica in favore della sorella Charlotte (nonna dell’attuale sovrano) salvando così sia l’indipendenza del paese sia la monarchia e la casa regnante.

A soli 25 anni Marie-Adélaïde, che non si è sposata, decide di entrare in convento e  viene in Italia. Prima  a Modena  tra le Carmelitane di Modena e poi a Roma, tra le Piccole Sorelle dei Poveri.  La sua fragile salute non le lascia scampo, e muore per un’influenza a nemmeno trent’anni. Dal 1947 riposa nella cripta dei granduchi nella cattedrale di Lussemburgo.

maria adelaide tiara

Maria Teresa, consorte dell’attuale Granduca, con la Marie-Adélaïde Tiara

Durante il breve e travagliato regno il gioiello che Marie-Adélaïde preferisce è la tiara ereditata dalla nonna di cui porta il nome : un disegno classico in cui tralci di foglie e bacche di diamanti portano al grande zaffiro centrale di taglio cushion, removibile. Un modello che, non vi sorprenderà, qualcuno chiama «ciclope».

 

 

 

A Royal Calendar – 13 giugno 2015

Il principe Carl Philip sposa Sofia Hellqvist. wedding carl sofia

Con il matrimonio la borghese Sofia diventa principessa di Svezia e Duchessa di Värmland, ma ha rischiato di diventare addirittura regina.

Quando nasce, nel 1979, Carl Philip Edmund Bertil, è il secondogenito dei sovrani ma diventa principe ereditario scavalcando la primogenita Victoria. Pochi mesi dopo però entra in vigore il nuovo Atto di Successione approvato dal Parlamento e Victoria recupera i suoi diritti di nascita. Retrocesso da futuro re a figlio cadetto Carl Philip cresce bello come sua madre e sciupafemmine come suo padre, alternando gli impegni reali alla passione per le auto veloci e a un certo interesse per grafica e design. Trova anche la ragazza giusta, Emma Pernald, graziosa, beneducata, di buona famiglia e grande amica della sorella minore Madeleine. Il legame dura dieci anni, ma non regge quando sulla scena arriva Sofia. Starlette televisiva, modella fotografica ma non esattamente di moda, un mix vincente di capelli scuri e occhi azzurri. È il grande amore. Sofia mette in atto la sua strategia di avvicinamento a palazzo, allunga gli orli, copre i tatuaggi e si dedica alle opere pie, che si sa, a una probabile futura suocera è una cosa che fa sempre piacere. La fanciulla dimostra intelligenza e tenacia e alla fine vince la sua partita. Il fidanzamento è annunciato a giugno del 2014 e il matrimonio celebrato esattamente un anno dopo nella Cappella del Palazzo Reale a Stoccolma. E sono nozze realpopolari, in cui la colonna sonora di Sister Act sostituisce Händel.

scarpe sofiaNel giorno in cui entra nella famiglia reale la sposa dichiara quello che sarà il suo manifesto stilistico da principessa: chignon bassi e pesanti, trucco che enfatizza gli occhi, abiti classici da rasentare la noia, poca innovazione, nessun guizzo, tranne che nelle scarpe. Quelle delle nozze rivelano un plateau a forma di cuore, quelle romantique!

Più interessante invece la scelta della tiara con pietre colorate, anche se piazzata singolarmente male sul regal capino: palmette di diamanti sovrastate da smeraldi . È il regalo dei sovrani alla nuora; una collana, dono thailandese alla regina, che viene rispedita a Bangkok perché sia trasformata in diadema in tutta segretezza.

sofia tiara

Ritorno agli anni ’80 per il bouquet, con rose crema evidentemente coordinate all’orgastica decorazione floreale, ma che con abito e tiara ci azzeccano poco o niente. Nota romantica, la presenza di un rametto di mirto, sacro a Venere, che viene dal famoso cespuglio piantato in origine dalla Regina Vittoria, presente nei bouquet di tutte le royal brides inglesi. Quando Margaret di Connaught, nipote della grande regina, va sposa a Gustavo di Svezia (sono i nonni dell’attuale sovrano) porta con sé una talea del cespuglio della nonna, e trasferisce la tradizione alle spose reali svedesi.

CARL PHILIP BRÖLLOP KYRKAN

Menzione d’onore alle Case Reali Scandinave che organizzano i matrimoni nel pomeriggio con un dress code che prevede uniforme o frac per gli uomini, abiti da sera e tiare per le signore, decorazioni per tutti.

A Royal Calendar – 12 giugno 1901

 

Nasce a Londra Norman Hartnell. Non appartiene ad alcuna famiglia reale, ma è l’uomo che ha inventato  il royal style più iconico che c’è.

norman-hartnell

Completati gli studi inizia una brillante carriera realizzando per signore e signore della high society favolose creazioni ispirate alle opere d’arte studiate a Cambridge. Suo l’abito da sposa di Barbara Cartland, ma suo soprattutto l’abito con cui nel 1935 Alice Montagu Douglas Scott  va a nozze col Duca di Gloucester. Oltre a quello della sposa, disegna anche i vestiti per le damigelle, tra cui due bambine di nome Elizabeth e Margaret, figlie dei Duchi di York.

La regina Mary apprezza molto e il sarto viene incaricato di creare alcuni degli abiti per l’incoronazione di Giorgio VI, tra cui quelli per le due principesse. Per fornirgli l’ispirazione necessaria re Giorgio VI gli fa visitare la galleria dei ritratti eseguiti da Winterhalter, ed lì che nasce l’idea di tornare a usare le crinoline, che caratterizzano lo stile della Regina Madre prima e di sua figlia Elisabetta II poi.

queen-victoria-franz-xaver-winterhalter

La giovane regina Vittoria ritratta da Winterhalter nel 1843

Nel 1938 arriva un incarico particolarmente importante: Elizabeth, moglie di Giorgio VI deve accompagnare il marito in un viaggio in Francia. Il nazismo è in espansione, tirano venti di guerra, e il viaggio ed è necessario per cementare le relazioni tra le due nazioni. Tutto è pronto, ma cinque giorni prima della partenza la madre della sovrana muore.

Il viaggio viene posticipato di tre settimane ma non può essere cancellato. Gli abiti pronti non sono adatti alla regina in lutto, ma nemmeno il nero lo è.

 

 

portrait-of-Queen-Mother-in norman hartnell by cecil beaton

Ed ecco il colpo il genio, la sovrana vestirà di bianco, alla moda delle regine francesi. In pochi giorni viene preparata una serie di lunghi abiti bianchi leggeri, eterei, romantici, capaci di far sembrare Elizabeth, piccolina e paffutella, più sottile e slanciata. La regina sale a bordo del treno reale in nero, quando ne scende in terra francese è in bianco, e regge tra le mani un vezzoso parasole per proteggersi dal sole di luglio.

Successo planetario e nascita di un legame che durerà quarant’anni, tutto il tempo che a lui resta da vivere. Fino al giorno della morte, a Windsor nel 1979, Hartnell è il responsabile del guardaroba della Regina Madre. Ma suoi sono anche gli abiti da sposa di entrambe le principesse, e soprattutto il sontuoso vestito con cui Elisabetta viene incoronata il 2 giugno 1953, ricamato con i simboli della Gran Bretagna e del Commonwealth.

norman hartnell incoronazione

Per i suoi servigi alla Corona verrà creato cavaliere nel 1977. Noto principalmente per il suo ruolo nella definizione del royal style del XX secolo,  va ricordato anche come creatore di prêt-à-porter ante litteram. Negli anni ’40 infatti disegna varie collezioni da vendere nei department stores, oltre alle uniformi per British Red Cross  e Women’s Royal Army Corps.

 

A Royal Calendar – 11 giugno 1934

nozze margrethe

Nasce a Talence, Gironda, Henri Marie Jean André Conte de Laborde de Monpezat, che dopo le nozze con Margrethe, erede al trono danese, diventa Sua Altezza Reale il Principe Henrik di Danimarca.

I due si incontrano a Londra nel 1965, durante una cena organizzata da amici comuni. Lei studia alla London School of Economics, viene da un piccolo paese europeo,  è una ragazza vivace e intelligente, un po’ complessata per la notevole altezza.  Lui, cresciuto in Indocina, è un giovane diplomatico colto e raffinato, parla francese, inglese, cinese e vietnamita. E’ più alto di lei e molto, molto bello.  L’amore nasce in fretta, complice il relativo anonimato della vita londinese, e il 10 giugno 1967 arrivano le fastose nozze nella cattedrale di Copenaghen alla presenza delle teste coronate di tutta Europa. Cinque anni e due figli dopo Margrethe sale al trono, alla morte dell’amatissimo padre Federico IX.

La regina e il marito condividono interessi intellettuali, come l’amore per la letteratura francese  (traducono in danese Simone de Beauvoir), e qualche crisi coniugale. All’inizio degli anni ’80 sono praticamente separati in casa, anche se “casa” in questo caso è l’immenso palazzo di Amalienborg.
Il principe consorte comincia lentamente ad estraniarsi dalla moglie e dalla vita di corte, si mormora di qualche liason, passa lunghi mesi in viaggio o nel suo castello a Caix.
Henrik  accetta sempre meno quello che considera  un ruolo di secondo piano – non ritiene consono al suo status il titolo di Principe Consorte invece che quello di Re – e non nasconde l’amarezza per i difficili rapporti coi danesi, che gli rimproverano l’amore tutto francese per la grandeur, le spese, la natura sanguigna che si manifesta anche con salaci ironie sui sudditi della moglie.

Gli ultimi anni sono tormentati da una demenza senile che a volte mette in difficoltà la stessa regina, ma illuminati dalla presenza dei nipoti, per i quali è un nonno affettuoso.

nonno henrik

Il principe muore a Copenaghen il 13 febbraio 2018. Il suo ultimo desiderio viene esaudito: non sarà sepolto accanto alla moglie nella cattedrale di Roskilde, come tutti i sovrani danesi. Viene invece cremato; parte delle sue ceneri sono sparse in mare, parte interrate nel giardino privato del castello di Fredensborg.