Oggi Charlène de Monaco compie 46 anni, ed è stata festeggiata con un gâteau al mercato della Condamine, antico quartiere monegasco ai piedi della rocca su cui sorge il Palais prinicier.
(Ph: Éric Mathon/Palais princier)
Con lei il marito Albert e i figli gemelli Jacques e Gabriella. Lady Violet confessa: non credeva che questo momento sarebbe mai arrivato, ma in questa foto la più allegra – diciamo meglio, sorridente – è lei. Piuttosto perplessi, per non dire pietrificati, i due bambini, e perfino il loro padre, che essendo un uomo di mondo è in grado di assumere un’espressione cordialmente lieta in ogni occasione, anche le più improbabili. A me francamente sorge un dubbio: la torta è vera? Perché è talmente liscia e perfetta da sembrare posticcia; e non aiuta la decorazione a farfalle tristemente monocrome, né la scritta azzurra stile biglietto da visita. Posso dire? Non tutto può o deve essere sobriamente elegante; vale per le torte di compleanno e in fondo pure per le bambine di nove anni vestite di grigio e beige. Per il prossimo anno una bella crostata? Anyway, buon compleanno!
Vi ricordate che oggi era previsto un evento che possiamo dire sancisca definitivamente il cambio della guardia sul trono danese? Se non lo ricordavate lo faccio io: oggi alle 14.00 i nuovi sovrani accompagnati dalla regina Margrethe, dalla principessa Benedikte e dai quattro figli hanno partecipato ad una cerimonia religiosa nella cattedrale di Aarhus, la città dello Jutland seconda per importanza in Danimarca.
(Ph: Hanne Juul)
Le tre signore sono in viola, un caso? Non credo! E non ci crede neanche il magazine Billed-Bladet anche se non pensa a un omaggio a Lady Violet ma piuttosto a una scelta connessa al viola liturgico, che però non si usa in questo periodo; personalmente ipotizzo sia una scelta legata al colore che è comunque un simbolo di regalità. Interpretazioni e autocelebrazioni a parte, sotto la mantella blu notte Mary replica pari pari, gioielli a parte, la mise indossata per l’incoronazione di Charles e Camilla, tanto per far capire a chi si ispirerà (Royal chic shock e boh – Coronation edition (parte seconda). Tra l’altro il coat dress è opera di Søren Le Schmidt, che ha creato per lei anche l’abito bianco indossato domenica per divenire regina; e il cerchio si chiude.
(Ph: Hanne Juul)
Sotto la pelliccia con colbacco abbinato – in fondo lì nevica, e lei va per gli 84 – la regina Margrethe indossa un abito di un bel color lilla carico; e probabilmente avrete notato che si tratta della stessa mise indossata durante il discorso di fine anno, nel quale annunciò la sua abdicazione (Breaking News! – Un nuovo Re). Magari se lo è messo perché le piace e ci sta comoda, ma come non pensare anche a un significato simbolico?
(Ph: Martin Hoien)
Chic as usual la principessa Benedikte – che risulta avere ancora impegni pubblici per la corona, vediamo se manterrà il suo impegno – con un splendida mantella di un colore a metà tra il viola e il blu inchiostro; decisamente viola (anche se nella foto non sembra) il cappello di velluto.
(Ph: Martin Hoien)
Deliziose le due ragazze: Isabella indossa un cappottino azzurro di Prada, Josephine uno rosa di Andiata, pescati entrambi nel guardaroba materno, che mi sembra un’ottima forma di riciclo. Entrambe hanno la stessa pochette di lana che piacerà a certe amiche mie, una creazione del brand danese Aiayu, realizzata amano in Bolivia con lana d’alpaca.
(Ph: Hanne Juul)
Viola è il colore scelto anche da Jane Stephens, sorella maggiore della regina Mary, di cui era stata annunciata la presenza a Copenaghen per il gran giorno ma senza testimonianze fotografiche (ne abbiam parlato qui Protagonisti e comprimari).
(Ph: Mads Nissen/Politiken/Ritzau Scanpix)
Sempre il solito Billed-Bladet ha trovato una fotografia scattata all’interno del palazzo di Christiansborg dal fotografo Mads Nissen, che segue la Premier Mette Frederiksen. Jane è la signora alta, seconda da sinistra, tra il principe Joachim e la Premier.
Restiamo in Scandinavia per gli auguri a questa bella fanciulla che oggi compie 20 anni. Ingrid Alexandra, che un giorno siederà sul trono di Norvegia, viene festeggiata con questa fotografia in cui non indossa abiti firmati ma una tuta mimetica. La principessa sta compiendo il proprio addestramento militare, come Leonor di Spagna, come già Elisabeth del Belgio; vediamo quando toccherò a Christian. A Ingrid Alexandra auguro un futuro sereno come il suo sorriso, luminoso come il suo sguardo he si riflette nel cielo del nord.
Oggi pomeriggio avevo la televisione accesa mentre veniva trasmesso quel piccolo gioiello che è Il discorso del Re. Guardando la scena della morte di King George V, che avrebbe innescato un notevole cambiamento nella storia recente della Royal Family, mi è venuto in mente che oggi è l’ottantottesimo anniversario di quel giorno; il vecchio re morì infatti a Sandringham poco prima di mezzanotte del 20 gennaio 1936; gli successe il primogenito Edward VIII, e sapete come andò a finire. Oggi invece i Windsor possono celebrare anche un evento lieto, il compleanno della Duchessa di Edimburgo, che compie 59 anni; e non è mancata una bella fotografia pubblicata sui social della Royal Family.
Sophie divide il suo gran giorno con una regina: Mathilde dei Belgi ne compie oggi 51; anche per lei sono state pubblicate due fotografie, scattate espressamente. Ve ne posto una, se posso dire con un’ambientazione un po’ così; soprattutto non si capisce che cosa sia la costruzione alle sue spalle: una pagoda in mattoni? Una torre orientaleggiante? Per fortuna il sorriso della Reine illumina qualunque scenario.
(Ph: Vlad Vanderkelen)
Ora chiedo venia alle due signore se la associo a un’altra notizia, ma mi è capitata sfogliando le pagine di vari royal editor (come potete immaginare in questi giorni si monitora la situazione con particolare attenzione) e anche se la composizione del post risulterà bizzarra, ve la do lo stesso. La società britannica dedicata al carcinoma prostatico annuncia che in due giorni, da mercoledì 17 – quando King Charles ha rivelato il suo problema – a ieri, le visite al sito, in particolare alla alla pagina dedicata al controllo del rischio, sono aumentate addirittura del 97 %.
Il nostro Charles rischia di diventare un influencer; finiremo per chiamarlo Charlez?
Oggi usiamo una foto di un paio di anni fa relativa a una visita di Catherine – allora Duchessa di Cambridge – in Danimarca, per parlare delle donne del giorno.
Divenuta nel frattempo Principessa di Galles, oggi Catherine compie 42 anni e probabilmente festeggerà privatamente in famiglia, come sua abitudine. Le facciamo i nostri auguri e rimaniamo in Danimarca per i dettagli appena resi noti dalla Casa reale sull’abdicazione della regina Margrethe, che domenica renderà Mary la nuova regina consorte.
Alle 13.35 i Principi Ereditari insieme con il figlio maggiore Christian partiranno dalla residenza di Amalienborg a bordo di un’automobile, alla volta del palazzo di Christiansborg.
Due minuti dopo, alle 13.37, Margrethe lascerà Amalienborg e raggiungerà Christiansborg a bordo di un carrozza scortata da uno squadrone di Ussari a cavallo.
Alle 14.00 è fissato il Consiglio di Stato nel Palazzo di Christiansborg, cui parteciperanno Margrethe II, Frederik e Christian. Mary evidentemente aspetterà fuori, ma sarà l’ultima volta. La firma della regina sull’atto di abdicazione è l’atto che segna il passaggio dei poteri, in quel momento il Principe Ereditario diventerà Re Frederik X. La cerimonia durerà pochi minuti; alle 14.15 Margrethe rientrerà nella residenza di Amalienborg, mentre alle 14.30 i nuovi sovrani offriranno un piccolo ricevimento per selezionatissimi ospiti.
Ore 15.00 il nuovo Re uscirà sul balcone di Christiansborg, dove sarà proclamato dal Primo Ministro Mette Frederiksen, pronuncerà il suo primo discorso al Paese e rivelerà il motto che ha scelto per il suo regno.
Alle 15.10 salve di cannone saranno sparate in onore del nuovo sovrano, mentre lo stendardo reale verrà ammainato dalla residenza di Margrethe.
Ore 15.30 i nuovi sovrani rientreranno ad Amalienborg, questa volta la carrozza e la scorta degli Ussari a cavallo toccherà a loro.
Ore 17.00 ad Amalienborg le insegne reali saranno trasferite dal palazzo di Christian IX, residenza di Margrethe, a quello di Frederik VIII, residenza dei nuovi sovrani.
Il giorno dopo, lunedì 15 alle ore 10.00, i sovrani saranno in Parlamento, dove il presidente e il Primo Ministro terranno un discorso.
La domenica seguente, 21 gennaio, la famiglia reale parteciperà ad una cerimonia religiosa nella cattedrale di Aarhus.
E sarà l’inizio di una nuova era.
(penso sarà possibile seguire il tutto in streaming, stay tuned per ulteriori informazioni)
La settimana che comincia oggi si concluderà con il cambio della guardia sul trono danese. Con l’abdicazione di Margrethe II e l’inizio del regno del figlio come Frederik X sulla terra non ci sarà più una regina regnante, solo consorti; ma speriamo che prima o poi – più prima che poi – la Svezia ci faccia questo regalo.
(Ph: Dennis Stenild, Kongehuset)
Intanto oggi a Copenaghen si festeggiano questi due tipetti qua: Vincent e Josephine, i figli minori – e gemelli – dei futuri sovrani compiono oggi 13 anni e fanno il loro ingresso ufficiale nell’adolescenza; tra una settimana occuperanno il posto terzo e quarto nella successione. Lui è sempre stato bellissimo, lei è nota per il caratterino. In questo caso lui è anche più fortunato dato l’abito che gli calza a pennello; a lei hanno messo questo completo un po’ punitivo e pieno di difetti, ma adoro la spilla appuntata sul rever della giacca. Mi ricordo che quando nacquero il padre, alludendo all’uso per cui il nome dei principi di Danimarca viene rivelato al momento del battesimo, fino a quel momento si sarebbe riferito a loro chiamandoli Elvis, come il celeberrimo cantante, nato anche lui l’otto gennaio. Lady Violet avrebbe invece scelto David (Bowie), anch’egli nato nella stessa data. Può essere questo un indizio sulla personalità del futuro Re? Vedremo, finora Frederik non ha rivelato molto di sé, sono curiosa di scoprire cosa ci aspetta. Ma al momento l’interrogativo fondamentale è: come si vestirà Mary? Non vedo l’ora di scoprirlo!
Oggi 6 gennaio la Spagna non celebra solo el día de Reyes – l’Epifania, giorno dei Re Magi – ma anche la Pascua Militar, festa delle Forze Armate. La tradizione risale al 1782 durante il regno di Carlos III, che volle celebrare la vittoria sugli Inglesi insediati militarmente a Minorca dall’inizio del secolo, favorendo così il ritorno dell’isola sotto il dominio della Corona di Spagna.
Per i reali questo è il primo evento solenne dell’anno, e in passato aveva probabilmente un particolare significato dato che il Re Emerito Juan Carlos compie gli anni il giorno precedente. Oggi casomai sottolinea le distanze – anche geografiche – tra i Borbone. Ieri il vecchio sovrano ha festeggiato gli 86 anni ad Abu Dhabi, dove risiede, alla presenza di molti amici invitati personalmente; c’era sicuramente il nipote Felipe de Marichalar, figlio della Infanta Elena, probabilmente presente con la sorella Cristina, mentre se non ho capito la moglie Sofìa sarebbe già ad Atene, dove mercoledì la famiglia ricorderà Re Costantino II nel primo anniversario della scomparsa. A Madrid invece a presenziare alla cerimonia el Rey Felipe e la Reina Letizia, col supporto della figlia Leonor, cadetto dell’Accademia militare di Saragozza. Il dress code impone l’alta uniforme per i militari, il tight per i signori e il lungo da giorno per le signore.
Devo dire che Letizia in altre occasioni ha interpretato la regola in modo meno monacale: questa volta ha rispolverato la cappa nera di Carolina Herrera, cui ha abbinato una gonna dritta nera, e una volta rientrata a Palacio Real ha rivelato una blusa in raso grigio argento col collo ad anello. Diciamo che la sovrana ha voluto lasciare tutta l’attenzione alla figlia, ma l’impressione che stia risentendo della crisi innescata dalle rivelazioni dell’ex cognato francamente c’è.
Cosa regalerà il nuovo anno a noi royal watcher? Non perdete il vostro posto sul sofà di Lady Violet!
Mi è appena venuto in mente che oggi cade un anniversario tondo tondo: quarant’anni fa Caroline de Monaco sposava il comasco Stefano Casiraghi.
(Ph: Bettmann/Getty Images)
Matrimonio inatteso, per certi aspetti sorprendente, che raccontò al mondo che il grande amore esisteva. Sembravano invincibili, Caroline e Stefano, illuminati da una felicità talmente radiosa da farti pensare potesse un giorno toccare anche a te. Com’è finita lo sapete, non riuscirono neanche a rischiare la crisi del settimo anno. Un giorno all’improvviso cambia tutto: lui morto, lei vedova, noi scioccati dalla notizia, e dalla necessità di renderci conto che le favole forse esistono, non per tutti, ma finiscono, e quello sì per tutti. Chi tra i miei lettori all’epoca era adulto, ricorderà la tragedia, l’incredulità, il dolore che, forse perché lui era italiano, un po’ sentivamo anche nostro. E poi la sofferenza incisa sul volto di quella giovane donna, che la urlava coi lineamenti stravolti come aveva gridato la sua felicità. La malattia che la lascia calva, il lento recupero, nuovi amori, un nuovo marito, un’altra figlia. Tanti anni dopo lei è una signora agée dalla testa serenamente grigia, che sembra aver trovato pace e tranquillità nella famiglia, i quattro figli e i sette nipotini. Non so a cosa pensi oggi, ma spero che siano rimasti solo i pensieri di gioia.
(Ph: Michel Dufour/Getty Images)
Nella mia vita ci sono stati dei momenti che io chiamo “la perdita dell’innocenza” cioè quell’ingenuità infantile che si protrae nel tempo, fino a quando non interviene qualcosa a darti la sveglia. Ecco, per me la fine della storia di Caroline è Stefano è stata uno di quei momenti.
Del loro matrimonio scrissi quando il sofà di Lady Violet era aperto da poco; se volete, il post lo trovate qui: A Royal Calendar – 29 dicembre 1983
Ecco la ragazza del giorno, la splendida ottantenne che fu la più bella sposa reale della sua generazione.
(Ph: Clément Morin/Kungl. Hovstaterna)
Silvia Renate Sommerlath nasce a Heidelberg il 23 dicembre 1943. Il padre Walther è un uomo d’affari inevitabilmente in odore di contiguità col Nazismo. La madre, Alice Soares de Toledo, è brasiliana e proprio in Brasile la famiglia si trasferisce nel dopoguerra, per rientrare in patria dopo una decina d’anni. La poliglotta Silvia – parla tedesco portoghese spagnolo svedese inglese francese, e conosce pure la lingua dei segni – studia da interprete; dopo aver lavorato al consolato argentino di Monaco diventa responsabile per la formazione delle hostess impiegate nelle Olimpiadi del 1972, organizzate nella capitale della Baviera. È qui che incontra l’erede al trono svedese, ed è qui che scocca la scintilla. Ma sul trono di Svezia c’è il nonno Gustav VI Adolf, che non vede di buon occhio un matrimonio non egualitario. L’anno dopo il destino si compie: il novantenne sovrano passa a miglior vita, e il giovane Re può decidere per sé. La decisione è presa: sposerà Silvia.
(Ph: Bernadottebibliotekets bildarkiv)
Il fidanzamento viene annunciato il 12 marzo 1976 e le nozze celebrate dopo tre mesi, il 19 giugno. La sposa arriva all’altare nella cattedrale di Stoccolma in un abito di seta duchesse creato per lei da Marc Bohan, direttore creativo di Dior. Un modello semplice e di gran linea, perfetto complemento per lo storico velo in pizzo di Bruxelles acquistato a metà Ottocento dalla regina Sofia e indossato da varie spose Bernadotte, e soprattutto per il favoloso diadema di cammei appartenuto all’Imperatrice dei Francesi Josephine. Un vero matrimonio da sogno per l’adolescente Lady Violet, arricchito dalla nascita di tre bellissimi figli. Col tempo però spesso le favole si appannano un po’, e negli anni è arrivato più di qualche sussurro sulle attività extramatrimoniali – e forse pure extracurriculari – del sovrano, ma Silvia ha sempre svolto impeccabilmente il suo ruolo e assolto ai suoi obblighi, con un rigore che a volte sfuma appena nella rigidità.
(Ph: Sara Friberg/Kungl. Hovstaterna)
La regina è impegnata con passione nella tutela dell’infanzia svantaggiata e nell’assistenza alle persone con demenza o disturbi mentali; le sue passioni sono il giardinaggio, la lettura e un po’ di sport all’aperto. Oggi si gode la famiglia e gli otto splendidi nipoti, uno per decennio, che l’hanno allegramente festeggiata con una torta senza fronzoli ma regalmente elegante, proprio come lei.
(Ph: Sara Friberg/Kungl. Hovstaterna)
Delizioso il video sulle note di Celebration. D’altra parte, è sempre la sposa cui gli ABBA dedicarono il debutto dell’immortale Dancing Queen! https://www.facebook.com/reel/1106992244049417
Il 9 settembre scorso arrivava dal Bhutan la notizia che la regina Jetsun Pema aveva partorito per la terza volta (Fiocchi rosa), dando alla luce una bambina dopo due maschi.
A tre mesi esatti dalla nascita la piccola principessa, che a quanto mi risulta non era mai comparsa in pubblico, ha ricevuto il suo nome ed è stata così ufficialmente presentata alla comunità.
La bimba si chiama Sonam Yangden Wangchuck. Il primo nome, Sonam, indica merito longevità e buona fortuna, mentre Yangden significa gioiello prezioso, e porta con sé prosperità e benessere. Wangchuck è il nome del casato.
La cerimonia è stata celebrata a Tashichhodzong, il monastero buddista alla periferia della capitale Thimphu che è sede del governo, oltre ad ospitare la sala del trono e gli uffici del re.
Oltre a segnare il terzo mese di vita della piccola, il giorno scelto è lo stesso in cui diciassette anni fa, nel 2006, il padre è salito al Trono d’Oro. Una data particolare e immagino scelta con cura, data l’importanza che le culture orientali attribuiscono ai numeri.
Presente alla cerimonia, con le massime autorità statali, la famiglia reale, a partire dal nonno della bimba, il Quarto Re Drago, e le sue quattro consorti.
Come sapete, l’ex sovrano sposò in un’unica cerimonia quattro sorelle, che hanno sempre avuto uguali titoli e uguali trattamento. Sono ragionevolmente sicura che la madre del Re, dunque nonna della bimba, sia la seconda signora da sinistra, con la blusa color oro.
Che bambolina, e immaginate appena le cresceranno i capelli
Superata la prima – spero ultima – influenza della stagione proviamo a recuperare un po’ del tempo perduto; e abbiamo la fortuna di poterlo davvero in grande stile.
(Ph: Heiko Junge/NTB)
Con una premessa: chiediamo scusa alle due birthday girl di questi giorni – Catharina-Amalia d’Olanda (in nero) compie oggi 20 anni, mente Sofia di Svezia (in rosa) ieri ne ha festeggiati 39 – ma quest’anno a loro tocca solo una veloce citazione, che facciamo con i ritratti pubblicati dalle rispettive Case reali.
Andiamocene a Oslo, dal Principe Sverre Magnus, che domenica 3 ha raggiunto la maggiore età. Figlio minore dei Principi Ereditari, al contrario di quanto avvenne a suo padre, anche lui nato dopo una femmina, non scavalcherà la sorella nell’ordine di successione rimanendo il cadetto – qualcuno direbbe lo spare – condizione in fondo non priva di vantaggi, a saperli cogliere. Come predetto da Lady Violet (non è che ci volesse molto) il simpatico biondissimo pacioccone si sta trasformando in un vero e proprio Prince Charming, un principe azzurro come i suoi occhi, presi da mammà. Il giovanotto è stato festeggiato con la necessaria formalità con un pranzo ufficiale a Palazzo venerdì 1 dicembre.
(Ph: Heiko Junge/NTB)
La famiglia reale, con la sola eccezione del Re, è apparsa vestita con il bunad, il costume tradizionale del Paese, e proprio un bunad è stato il regalo che i sovrani hanno fatto al nipote. Non è certo la prima volta che li vediamo in abiti tradizionali: li indossano molto spesso – sempre il 17 maggio, giorno della festa nazionale – e c’è ragione precisa, legata alla storia della Norvegia. Dopo essere stata per secoli poco più di una provincia – parte dell’Unione di Kalmar con Danimarca e Svezia dalla fine del quattordicesimo secolo, e del Regno di Danimarca dal 1536 – nel 1814, in conseguenza delle guerre napoleoniche forma un regno con la Svezia, per poi diventare indipendente nel 1905. Da allora diventa fondamentale sottolineare l’identità norvegese, e lo si fa ricorrendo a ogni aspetto della cultura nazionale. Il bunad è parte di questo processo; oggi se ne contano circa 450 modelli diversi, e praticamente ogni villaggio ha un dettaglio unico che lo caratterizza nel ricamo; per fare un esempio quello dell’arcipelago artico delle isole Svalbard è ricamato con i fiori locali e la sagoma degli iceberg.
(Ph: Terje Pedersen/NTB)
Sverre Magnus ha ricevuto un modello dell’antica contea di Telemark risalente al 1870, e durante il suo discorso la nonna Sonja ha raccontato quanto sia stato interessante per lei e Harald seguire le scelte fatte dal ragazzo per far realizzare un abito che lo rappresentasse. La regina ha rivelato anche un piccolo segreto: negli anni scorsi, quando si è trattato di realizzare il bunad per le nipoti, lei ha ricamato per loro una piccola borsa da abbinare; nel dubbio di come poter personalizzare il costume dell’unico nipote maschio, è stato lui ha suggerire l’aggiunta di una taschina interna.
(Ph: Terje Pedersen/NTB)
Sonja è la figlia di quello che all’epoca era il principale commerciante di tessuti e confezioni di Oslo, ha un diploma in sartoria e nel tentativo di allontanarla da Harald all’inizio della loro relazione, considerata non opportuna, fu mandata all’estero a studiare fashion design. La regina ha sottolineato l’amore del nipote per la tecnologia e in particolare la fotografia; qualcun altro invece ha indicato a Lady Violet la somiglianza crescente tra il biondo Sverre Magnus e lo zio Espen Høiby, fratello maggiore della madre Mette-Marit.
(Ph: Dusan Reljin/Det kongelige hoff)
Vi dirò, la cosa si fa interessante.
Cambiamo scenario e famiglia reale, ma restiamo nell’ambito dei costumi particolari, se non proprio tradizionali. Una delle iniziative più note e importanti di Charles, nei lunghissimi anni da Principe di Galles, è stata l’istituzione del Prince’s Trust, organizzazione benefica molto ben strutturata deputata alla raccolta di fondi da impiegare principalmente nella formazioni di giovani svantaggiati. Ora che è Re, è stata annunciata la trasformazione in King’s Fund, ma in attesa del cambiamento l’attività non si ferma e l’ultima iniziativa ha un che di sublime. Assecondando l’idea di alcuni studenti, King Charles ha messo a disposizione dei parati che ornavano Buckingham Palace e Windsor, con cui sono stati realizzati dei kimono messi all’asta per raccogliere fondi.
(Ph: Jane Barlow/PA)
Con grande disappunto di Lady Violet i capi così realizzati sono andati immediatamente sold out, ma è ormai incontrovertibile che il kimono sia da considerarsi un must di ogni guardaroba. A questo punto I have a dream, ho un sogno, che qualcuno venga a commentare una mia mise chiedendomi ‘spiritosamente’ se mi sia vestita con una tenda, in modo tale da poter rispondere: sì, ma di Buckigham Palace! Altro che Scarlett O’Hara… Non ci resta che sperare in una seconda edizione, dopo tutto domani è un altro giorno.