The Order of the Garter Ceremony

Ieri, domenica, un torneo di polo – la Cartier Queen’s Cup a Windsor – scortata dal gagliardissimo Filippo. Domani, martedi, inizia Ascot. E oggi, per non farsi mancare proprio nulla, la cerimonia per l’Ordine della Giarrettiera nella Saint George’s Chapel del castello di Windsor, teatro del royal wedding di cinque settimane fa.

Maestà, inizio a far fatica a starle dietro!

Presenti tutti i figli della regina, più William e parentame vario. Assenti Filippo ormai in pensione, Catherine in congedo di maternità, Harry e Meghan (lui non fa parte dell’ordine).

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Sublime as usual The Queen, che completa l’elaborato abito cerimoniale con scarpette silver e borsetta in tinta.

 

 

 

 

 

 

 

Presenti anche le due daughters-in-law, che devono essersi telefonate per coordinare gli abiti. Stavolta poco convincente Camilla in tailleur bianco con giacca bordata di pizzo nero e cappello en pendant. Deliziosa Sophie, come sempre quando cita gli anni ’50, con abito Emilia Wickstead – riciclato dal royal wedding lussemburghese di sei anni fa – e cappello a pagoda.

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Aspettando Ascot – la Principessa Haya

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Ci siamo, domani iniziano le corse ad Ascot, e per qualche giorno il Berkshire sarà il centro del mondo glam, la capitale del regno dei cappelli. Per non farci trovare impreparati oggi vi propongo una breve rassegna dei copricapi sfoggiati negli ultimi dieci anni da una signora da cui mi aspetto grandi soddisfazioni: Sua Altezza Reale la Principessa Haya bint Hussein.

Figlia di re Hussein di Giordania e della terza moglie Alia, morta in un incidente di elicottero quando Haya ha solo tre anni, la principessa studia nel Regno Unito, si laurea ad Oxford e diventa un’abile amazzone. A trent’anni sposa Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, che è il principe ereditario degli Emirati, ha venticinque anni più di lei, ha già una moglie in carica più alcune, come dire, pregresse. L’altra moglie fa vita ritirata e così Haya, bella e colta, esercita le funzioni di rappresentanza accanto al marito, e a Ascot non manca mai.

 

 

Se dapprima i suoi cappelli sono classiche versioni da country lady, a partire dal 2012 Haya si impone all’attenzione con una serie di favolose creazioni del genio Philip Treacy.

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2012

Haya ha un viso bellissimo per cui i cappelli le stanno bene tutti, grandi e romantici importanti e drammatici ma anche semplici come il classico pillbox. Non essendo però né molto sottile né molto slanciata la preferisco senz’altro in abiti di linea semplice, evitando le fantasie poco donanti, come il check.

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2013

 

Bella in bianco nel 2014, splendida in nero l’anno seguente.

Rosso, bianco e nero nel 2016…

…e ancora bianco e nero, e un mare di rose rosse l’anno scorso.

Non vedo l’ora cosa ci ha riservato per quest’anno.

See you tomorrow!

Harry & Meg – Matrimonio di Celia McCorquodale

Se penso che ho criticato Givenchy…

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Al matrimonio campagnolo di Celia, figlia di Sarah MecCorquodale (la sorella maggiore di Diana) la Duchessa di Sussex si è presentata così. L’abito è firmato Oscar de la Renta, giuro. Naturalmente non è una creazione di mano del maestro, che è morto qualche mese fa. E direi che ciò spiega molte cose. Vabbè, almeno un elemento dello stile di Meghan è chiaro: capelli sempre spettinati. Ci rivedremo ad Ascot.

In compenso Lady Kitty Spencer, cugina della sposa (e di Harry), ha deciso di diventare la star della famiglia. E al matrimonio ha indossato un notevole abito con fantasia di peonie e accessori rosso magenta che le dona persino di più della mise verde sfoggiata al Royal Wedding.

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Royal Fashion Week

Siete pronti per la prima Royal Fashion Week by Lady Violet? Si parte!

Lunedi 11

La Contessa di Wessex è a Leeds e partecipa a un ricevimento benefico. Per l’occasione indossa un abito che riporta alla mente gli chemisier tanto popolari negli anni ’70 e tanto cari alle nostre mamme. Inutile la clutch argento, imperdonabile la pashmina con il segno della piegatura. Ma c’è una ragione al mondo per cui una donna adulta si debba ricoprire di pupazzetti? Boh

 

 

 

 

 

 

 

12 giugno

martedi 12 giugno

A Monaco la principessa riluttante Stéphanie accompagnata dai figli e dalla futura nuora (in giallo) partecipa a un evento sponsorizzato da Tag Heuer a Fontvielle, dove è esposta la collezione di auto d’epoca del Principe. Inutile il fascino del testimonial Patrick Dempsey: la principessa guarda altrove. Tra i giovani sempre deliziosa Pauline, Camille è ancora la cicciottella di casa, Louis non ha ereditato il gusto del nonno. Una cosa però è certa: quest’anno a Monaco il ginocchio sinistro si porta piegato.

 

Mercoledi 13

mercoledi 13 giugno

La principessa ereditaria di Norvegia Mette Marit in visita a un centro di protezione per l’infanzia sceglie un… un… un cappotto senza maniche? un gilet lungo? insomma un coso rosso sopra un abitino bianco troppo corto che mostra un ginocchiotto un po’ così. Consideriamolo un omaggio alla Croce Rossa e chiudiamola qui.

 

Giovedì 14

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In Irlanda col marito Principe di Galles, chic as usual, la Duchessa di Cornovaglia sceglie per la visita a Cork un abito turchese. Un po’ scontato ma bello il colore, brutto il modello, bruttissimo l’orlo, ma soprattutto, Your Highness, urge una drastica revisione dell’underwear.

 

Venerdi 15

15 giugno

Primo giorno della visita dei sovrani spagnoli negli USA. Per la sua giornata a New Orleans Letizia opta per un abito senza maniche di un intenso color corallo. Il taglio è perfetto e il modello vagamente anni ’50 le dona molto. Minor entusiasmo per gli accessori in camoscio rosa: mixare varie tonalità di rossi e rosa è uno dei trend di stagione, ma l’abbinamento scelto non mi convince, così come la forma delle scarpe. Le braccia ipertoniche avrebbero destato l’invidia di Michelle Obama.

News – Visita dei sovrani di Spagna negli USA

Mentre voi vi organizzate per il weekend i sovrani di Spagna, Felipe e Letizia – abito rosso Hugo Boss e scarpe nude Prada – hanno iniziato il viaggio di cinque giorni negli Stati Uniti. 

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Impazienti di assistere all’incontro a Washington con il Presidente e la First Lady, godiamoci l’imperdibile sbarco de los Reyes a New Orleans, accompagnati da tipica band che esegue When The Saints Go Marching In, accoglienza che sono certa avrà deliziato la Reina.

Il royal designer della settimana: Giambattista Valli

Settimana very royal per Giambattista Valli.

Venerdì 8 la principessa Madeleine di Svezia ha scelto il couturier romano per il battesimo della terzogenita Adrienne.

Un abito chiaro e leggero con gonna a doppio strato, in una delicata fantasia di fiori e farfalle, particolarmente adatto all’occasione, che compare anche nel ritratto ufficiale per il trentaseiesimo compleanno della principessa, festeggiato due giorni dopo.

 

Giovedì pomeriggio a Londra grand opening della quarta boutique monomarca in Europa. Dopo Milano Parigi e St. Tropez il nuovo spazio nella supercool Sloane Street (se volete andarci, è al numero 29). Parterre de princesses, tra cui Tatiana Santo Domingo in Casiraghi, nuora di Caroline de Monaco e sacerdotessa del neo hippy chic, che ha nascosto il corpo reduce dalla terza maternità sotto un abbondante abito a piccoli fiori.

 

Giovedì sera a Stoccolma è ancora Madeleine a scegliere Valli per il Polar Prize, un importante premio musicale che viene assegnato annualmente. La principessa questa volta sceglie una tonalità di verde che la mortifica un po’, ma lo stile da Primavera botticelliana non regge il confronto con la più aggressiva cognata.

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A questo punto vi chiederete se lo stilista dia il proprio meglio con le puerpere. Assolutamente no! Come non ricordare le lunghissime gambe di Amal che sbucavano dal delizioso abito in uno degli innumerevoli cambi del lungo weekend matrimoniale a Venezia che fece di lei la signora Clooney?  Giambattista Valli anche quello.

 

News – Royal visit in Cheshire

E’ ufficiale, Givenchy è sbarcato alla Corte di San Giacomo. Dopo l’abito da sposa Meghan sceglie di nuovo la Maison francese (il cui direttore artistico al momento è la britannica Clare Waight Keller da Birmingham così anche il patriottismo è servito).

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Nella visita odierna nella contea di Cheshire (sì, quella del gatto) la Duchessa di Sussex indossa ancora la griffe fondata da Monsier Hubert per accompagnare Sua Maestà. In Givenchy dalla testa ai piedi (anzi, ai piedi no, le scarpe sono firmate Sarah Flint) Meghan sfoggia un cape dress di una bellissima tonalità di greige chiaro, che la illumina assai. Gli accessori neri definiscono graficamente il tutto. Confesso, l’abito non mi convince fino in fondo perché il coprispalle la ingoffa un po’ (e il tessuto si stropiccia veramente troppo) ma sono convinta che siamo sulla strada giusta e avremo grandi soddisfazioni.

 

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Sorridente e rilassata Elisabetta sembra abbia anche aiutato la neonipote con le regole del protocollo, dal canto suo la moglie di Harry ha già imparato il duchess slant, cioè il modo di sedere in pubblico incrociando le caviglie. Purtroppo non ha ancora imparato a non mostrare la fodera dell’abito, ma temo non sia colpa sua.

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Un capitolo a parte si merita il parrucco. Meghan era senza cappello, evidentemente il dress code non glielo imponeva, ma i capelli così sciolti finiscono per diventare un problema perché tendono a perdere la loro forma, e lei ci si mette le mani troppo spesso il che, oltre a non essere particolarmente igienico, fa pure un po’ nevrotico.

Sublime as usual Her Majesty in verde lime, con la fida Launer questa volta a due manici e decorata da un vezzoso fiocchetto.

 

Long live the queen!

 

A Royal Calendar – 14 giugno 1894

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Nasce nel Castello di Berg in Lussemburgo, durante il regno del nonno Adolfo I – primo granduca indipendente dai  Paesi Bassi – la Granduchessa  Marie-Adélaïde. E’ la prima di sei femmine, e la legge viene cambiata per consentirle di regnare. Ha appena diciotto anni quando diventa la prima donna a salire sul trono del granducato e il primo sovrano nato in terra lussemburghese. E’una  cattolica devota ed è decisa a dare al suo regno un’impronta forte, sostenuta dalle profonde convinzioni politiche e sociali, che la portano a rifiutarsi di firmare, il giorno stesso dell’incoronazione una legge volta a ridurre l’influenza del clero nell’istruzione.

sei principesse lussemburghesi

E’un sovrano molto attivo ma nel giro di due anni cambia tutto :  a pochi giorni dallo scoppio della prima guerra mondiale la Germania invade il granducato. L’atteggiamento della sovrana nei confronti dell’invasore non è chiaro; si racconta del suo tentativo di bloccare l’invasione bloccando la strada con la propria auto, ma al termine della guerra Marie-Adélaïde è accusata di essere stata troppo compiacente con l’invasore.

Stretta tra le spinte repubblicane di parte dei suoi sudditi e il rischio di annessione da parte della Francia o del Belgio nel 1919 abdica in favore della sorella Charlotte (nonna dell’attuale sovrano) salvando così sia l’indipendenza del paese sia la monarchia e la casa regnante.

A soli 25 anni Marie-Adélaïde, che non si è sposata, decide di entrare in convento e  viene in Italia. Prima  a Modena  tra le Carmelitane di Modena e poi a Roma, tra le Piccole Sorelle dei Poveri.  La sua fragile salute non le lascia scampo, e muore per un’influenza a nemmeno trent’anni. Dal 1947 riposa nella cripta dei granduchi nella cattedrale di Lussemburgo.

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Maria Teresa, consorte dell’attuale Granduca, con la Marie-Adélaïde Tiara

Durante il breve e travagliato regno il gioiello che Marie-Adélaïde preferisce è la tiara ereditata dalla nonna di cui porta il nome : un disegno classico in cui tralci di foglie e bacche di diamanti portano al grande zaffiro centrale di taglio cushion, removibile. Un modello che, non vi sorprenderà, qualcuno chiama «ciclope».

 

 

 

News – Diventa esecutiva la condanna di Iñaki Urdangarin

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Compleanno amaro per l’Infanta di Spagna Cristina. Dopo aver perso il ricorso presso la Suprema Corte, il Tribunale di Palma di Maiorca ha comunicato a suo marito Iñaki Urdangarin che ha cinque giorni di tempo per entrare in carcere di sua scelta e scontare la condanna a cinque anni e dieci mesi di reclusione. E’ l’atto finale dell’intricato affare dell’Istituto Nóos: Urdangarin avrebbe emesso false fatturazioni e stornato fondi pubblici. L’inchiesta ha toccato anche l’Infanta poi assolta.

Per cercare di limitare le ripercussioni dello scandalo sulla Casa Reale, re Felipe VI ha allontanato la coppia e l’ha privata del titolo di Duchi di Palma di Maiorca; e in merito alla condanna l’unico commento diffuso dalla Zarzuela è stato «Rispetto assoluto per l’indipendenza del potere giudiziario».

Dopo i trionfi olimpici con la Nazionale di pallamano, dopo le nozze regali, dopo la nascita di quattro splendidi figli la vita di questo bel giovanotto di origine basca che aveva aveva ammaliato la Spagna e la sua principessa ha imboccato una discesa brutta e disonorevole.

Una storia senza lieto fine.

(foto El Pais)

A Royal Calendar – 13 giugno 2015

Il principe Carl Philip sposa Sofia Hellqvist. wedding carl sofia

Con il matrimonio la borghese Sofia diventa principessa di Svezia e Duchessa di Värmland, ma ha rischiato di diventare addirittura regina.

Quando nasce, nel 1979, Carl Philip Edmund Bertil, è il secondogenito dei sovrani ma diventa principe ereditario scavalcando la primogenita Victoria. Pochi mesi dopo però entra in vigore il nuovo Atto di Successione approvato dal Parlamento e Victoria recupera i suoi diritti di nascita. Retrocesso da futuro re a figlio cadetto Carl Philip cresce bello come sua madre e sciupafemmine come suo padre, alternando gli impegni reali alla passione per le auto veloci e a un certo interesse per grafica e design. Trova anche la ragazza giusta, Emma Pernald, graziosa, beneducata, di buona famiglia e grande amica della sorella minore Madeleine. Il legame dura dieci anni, ma non regge quando sulla scena arriva Sofia. Starlette televisiva, modella fotografica ma non esattamente di moda, un mix vincente di capelli scuri e occhi azzurri. È il grande amore. Sofia mette in atto la sua strategia di avvicinamento a palazzo, allunga gli orli, copre i tatuaggi e si dedica alle opere pie, che si sa, a una probabile futura suocera è una cosa che fa sempre piacere. La fanciulla dimostra intelligenza e tenacia e alla fine vince la sua partita. Il fidanzamento è annunciato a giugno del 2014 e il matrimonio celebrato esattamente un anno dopo nella Cappella del Palazzo Reale a Stoccolma. E sono nozze realpopolari, in cui la colonna sonora di Sister Act sostituisce Händel.

scarpe sofiaNel giorno in cui entra nella famiglia reale la sposa dichiara quello che sarà il suo manifesto stilistico da principessa: chignon bassi e pesanti, trucco che enfatizza gli occhi, abiti classici da rasentare la noia, poca innovazione, nessun guizzo, tranne che nelle scarpe. Quelle delle nozze rivelano un plateau a forma di cuore, quelle romantique!

Più interessante invece la scelta della tiara con pietre colorate, anche se piazzata singolarmente male sul regal capino: palmette di diamanti sovrastate da smeraldi . È il regalo dei sovrani alla nuora; una collana, dono thailandese alla regina, che viene rispedita a Bangkok perché sia trasformata in diadema in tutta segretezza.

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Ritorno agli anni ’80 per il bouquet, con rose crema evidentemente coordinate all’orgastica decorazione floreale, ma che con abito e tiara ci azzeccano poco o niente. Nota romantica, la presenza di un rametto di mirto, sacro a Venere, che viene dal famoso cespuglio piantato in origine dalla Regina Vittoria, presente nei bouquet di tutte le royal brides inglesi. Quando Margaret di Connaught, nipote della grande regina, va sposa a Gustavo di Svezia (sono i nonni dell’attuale sovrano) porta con sé una talea del cespuglio della nonna, e trasferisce la tradizione alle spose reali svedesi.

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Menzione d’onore alle Case Reali Scandinave che organizzano i matrimoni nel pomeriggio con un dress code che prevede uniforme o frac per gli uomini, abiti da sera e tiare per le signore, decorazioni per tutti.