Breaking News -A casa!

Con puntualità veramente regale, nel quattordicesimo giorno di ricovero, Kensington Palace annuncia che la Principessa di Galles è stata dimessa dalla London Clinic e ha fatto ritorno a casa, a Windsor.

Nel comunicato si continua a mantenere il riserbo sulla malattia di Catherine, assicurando però che “she is making good progress” sta facendo buoni progressi. I Wales ringraziano tutti coloro che hanno assistito la principessa, in particolare gli infermieri (bravi!) e naturalmente tutti coloro che dai quattro angoli della terra hanno inviato auguri.

Ora speriamo che Catherine possa riprendersi con l’aiuto dei figli e della famiglia; King Charles è ancora in ospedale ma anche lui dovrebbe essere dimesso presto. Poi anche lui riposerà per qualche giorno riprendendo presto il lavoro d’ufficio, mentre per gli impegni pubblici ci vorrà probabilmente un pochino di più. Contrariamente al figlio e alla nuora, il cui riserbo è stato impenetrabile, lui è stato visitato ogni giorno dalla moglie Camilla, che al momento è la principale rappresentante della Corona. E come contrappasso non è male.

Le foto del giorno – Cerimonie di gennaio

Innanzi tutto una precisazione, nel post di ieri (La foto del giorno – Holocaust Memorial Day) scrivevo di non aver trovato menzioni alla Giornata della Memoria negli account social delle famiglie reali europee, con l’eccezione della britannica.

(Ph: Karl Gabor)

È vero che non avevo trovato nulla, ma non è vero che non ci siano state manifestazioni alla presenza di reali: oggi sono uscite le immagini che riguardano i sovrani svedesi durante la cerimonia di ricordo presso la sinagoga di Stoccolma.

(Ph: Caisa Rasmussen / TT)

Per parte sua la principessa ereditaria Victoria, accompagnata dal marito Daniel, ha preso parte a quella organizzata dal Forum för levande historia (forum per la storia viva) sull’isola di Skeppsholmen, sempre a Stoccolma. In entrambi gli eventi i reali hanno potuto incontrare sopravvissuti all’olocausto.

Chiedo venia.

(Ph: Eric Mathon/Palais princier)

Per fortuna ci sono appuntamenti anche meno tragici: il 27 gennaio a Monaco è il giorno della patrona, Sainte Dévote, e la tradizione prevede, la sera prima dalla festa, una cerimonia che culmina con l’incendio della barca davanti alla chiesa dedicata alla Santa, in ricordo di un suo miracolo. Presenti Albert, Charlène, i gemelli, e Mélanie-Antoinette de Massy, figlia della defunta Elisabeth, cugina di primo grado del principe; i due sono molto legati.

(Ph: Eric Mathon/Palais princier)

Sabato mattina messa solenne in Cattedrale, presieduta da Sua Eccellenza il Cardinale François-Xavier Bustillo, vescovo di Ajaccio (Dévote era di origine còrsa). Piuttosto che fotografie del rito sacro, o della processione con le reliquie della Santa ho scelto questa; ho fatto bene?

Royal chic shock e boh – Oriental edition

A gentile richiesta, oggi dedichiamo la rubrica domenicale principalmente al royal wedding celebrato in Brunei nella prima metà del mese. La verità è che la rapida e inattesa successione degli avvenimenti nella nostra vecchia Europa – da una parte il passaggio dei poteri sul trono danese, dall’altra le notizie sulla salute di King Charles e della Principessa di Galles – ha catturato tutta la mia attenzione impedendomi di fatto di seguire come avrei voluto il grande evento andato in scena dall’altra parte del mondo, le sontuosissime nozze del principe Abdul Mateen con Anisha Rosnah. Confesso che un po’ ha contribuito anche la lunghezza e la complessità della cerimonia; celebrata in ossequio ai dettami dell’Islam e delle tradizioni locali, arrivavano notizie e fotografie di ogni tipo, e orientarsi non era immediato.

(Ph: German Larkin)

Il rito nuziale vero e proprio è stato celebrato domenica 14, con l’incantevole sposa in Dior Haute Couture; abito sontuoso ma alla fine neanche tanto, in una candida seta pesante intessuta d’oro. Linea elegante e piuttosto semplice, corpino aderente e gonna morbida con un piccolo strascico; indispensabili per la cultura del Paese le maniche lunghe e lo scollo appena accennato, ma tanto lì c’è il preziosissimo collier con diamantone centrale ad attirare l’attenzione. Molto elegante il velo, la cui leggerezza viene un po’ mortificata dal copricapo modellato come il classico tudung delle donne bruneiane, su cui è poggiata una tiara davvero regale tempestata di diamanti.

(Ph: Mohd Rasfan)

È un gioiello di famiglia, 800 e passa pietre per un totale di 132 carati (e un valore stimato in 10 milioni di sterline) indossato in precedenza da una delle sorelle del principe per le sue nozze. Quello che veramente non mi piace è il bouquet di pietre, preziose pure quelle; una tradizione della famiglia reale che ne possiede diversi, utilizzati nei royal wedding da una trentina d’anni. Apprezzo il rispetto per usi e costumi, ma mi ricorda un po’ quelle composizioni di pietre dure presenti in certi salotti d’antan, tipo quello della nonna Speranza di gozzaniana memoria. Comunque devo dire che pur con tutte le limitazioni e gli eccessi di una cultura così diversa dalla nostra, l’effetto finale è piuttosto contemporaneo. Chic la mise, shock il bouquet. Shock pure il collier, ma in un altro senso.

Ancora più moderno, e vicino al gusto delle spose occidentali l’abito indossato per il ricevimento postnuziale. Il libanese Zuhair Murad ha creato per la nuova principessa un modello a sirena in una delicatissima sfumatura di rosa cipria, con ricami di piccole perle che creano disegni floreali. Favoloso anche questo collier, ancor più sontuosa la tiara, prestata dalla moglie numero 1 del sultano, cui si aggiungono anelli orecchini e bracciali tempestati di diamanti. Sicuramente qui non vale il principio less is more; comunque chic.

(Ph: Instagram @tehfirdaus)

La lunga teoria di riti e cerimonie che ha preceduto la cerimonia nuziale vera e propria era iniziata una decina di giorni prima con la Khatam Quran, la lettura del Corano insieme alla famiglia. Anisha indossava un elegante baju kurung, l’abito tradizionale, realizzato su misura da Teh Firdaus, il principale stilista del Paese, in un tessuto bianco perla realizzato usando tecniche antiche che creano un ricco motivo. Il pizzo floreale che definisce bordo e maniche della tunica è il tocco finale. Chic.

(Ph: Instagram @tehfirdaus)

Sempre bianco, sempre opera di Teh Firdaus, l’abito indossato dalla sposa durante la cerimonia detta Berbedak Mandi, che se non ho capito male dovrebbe essere una sorta di benedizione degli sposi da parte dei genitori. La mise indossata in questa occasione si ispira al modello del tradizionale baju kurung però è realizzato tutto in pizzo, il che da un’aria più internazionale, forse anche grazie al velo senz’altro più donante, almeno ai nostri occhi, del copricapo tradizionale. Lei è bellissima e le sta bene tutto, questa mise mi sembra un po’ troppo, boh.

(Ph: Instagram @germanlarkin)

Tutti questi abiti più o meno bianchi vi hanno stancato? Ho qualcosa per voi. Uno dei momenti più particolari di questo abbondantissimo matrimonio è stata la powdering ceremony, un rito per invocare sugli sposi fecondità e ricchezza (anche se non è che ce ne sia troppo bisogno…). in questo caso il colore è il rosso, elemento di una mise che vede il suo culmine in un’altissima corona.

(Ph: German Larkin)

Trovo alcuni aspetti di questo abito davvero affascinanti, e altri, come dire, sorprendenti. Come il fatto che con quel copricapo, i favolosi orecchini in oro e diamanti, i bracciali d’oro ai polsi, la sposa si sia appuntata anche una spilla, forse temeva di essere considerata troppo semplice, quasi francescana. Impossibile da inserire in una delle nostre categorie, ma wow!

Ma almeno un’ospite la ce la vogliamo mettere? Ne scelgo una a caso: Jetsun Pema, consorte del Re del Bhutan, seduto alla sua destra. Per lei l’abito tradizionale del suo Paese, questa volta in blu con tocchi di azzurro. Incantevole come sempre, spicca anche adeguatamente sullo sfondo giallo della sala (il giallo è il colore del Sultano, perciò lo vedete dappertutto ma non lo indossa nessuno). Sublimemente chic, as usual.

(Ph: Instagram @support.anishaik)

Ecco gli sposi, finalmente moglie e marito dopo la maratona nuziale. E per la prima uscita da principessa in abiti occidentali cosa sceglie la bella Anisha? Dior per le slingback color crema (modello J’adior) e borsa, la Lady Dior in coccodrillo blu, abbinate a un abito di Self Portrait che noi conosciamo bene, pure troppo… ve lo ricordate? (Il caffè del lunedì – Dress a Princess). Ne usciremo mai? Boh, ma quanto a scelte principesche direi che ci siamo.

Restiamo in zona per seguire un’altra giovane coppia sposata da poco: Hussein e Rajwa di Giordania in visita a Singapore. In occasione del Jordan-Singapore Tech Alliance Forum la principessa, capelli sciolti e spettinati à la Máxima, indossa un abito midi in viscosa di Karen Millen, in una fantasia dai colori muffosi che ammazzerebbero quasi tutte, lei sicuro. Va bene la sobrietà, ma qui si esagera! Mi dispiace, la trovo terribile, shock.

Il giorno seguente incontro con il Primo Ministro Lee Hsien Loong e consorte. Look un po’ monacale con l’abito bianco Roskanda caratterizzato da maniche inutilmente bouffant con nastro appeso, modello che mi permetto di sconsigliare per una colazione, dato che se nel menù fosse compreso un consommé il rischio inzuppo sarebbe altissimo. Mi piace molto la cintura che sembra una lamina metallica; gliel’abbiamo già vista, e sappiamo pure chi gliel’ha data (Festeggiare con stile) abbinata alle scarpine slingback Gianvito Rossi. Per ora Rajwa non si schioda dal mezzo tacco, per non sovrastare il coniuge, vediamo se più in là prenderà ispirazione dalla suocera, che porta tranquillamente i tacchi alti anche quand’è col marito. Se intanto la fanciulla si facesse dare qualche suggerimento per i capelli, evitando la (s)pettinatura a salice piangente non farebbe un grammo di danno. Scopriamo che anche lei ha la clutch Knot di Bottega Veneta, in una tonalità soberrima definita “travertino”. Boh. Fatemi spezzare una lancia in favore della signora Ho Ching, consorte del premier, con tunica ispirata alla tradizione e ciabattoni. La signora è laureata in ingegneria elettronica e ha avuto una brillantissima carriera da manager, che sicuramente ha nutrito la sua autostima. Shock, ma brava.

Altro appuntamento, altra mise; in questo caso Rajwa sceglie un completo pantaloni a vita alta + giacca doppiopetto di Gabriela Hearst in un rosa cipria che le scalda l’incarnato pallido. Borsa in tinta: una Fendi Pikaboo, modello amatissimo dalla suocera Rania. In generale mi piace, ma la giacca tira un po’, andrebbero spostati leggermente i bottoni. A meno che la coppia non stia per darci una lieta novella, nel qual caso mi tacerei all’istante. Chic di incoraggiamento.

Unica principessa di sangue di questa rassegna, l’avevamo vista scendere la scaletta dell’aereo con le borse in mano nel primo viaggio all’estero del 2024 per un membro della Royal Family (Arrivi e partenze). Anne non avrà la bellezza del padre, cui somiglia molto, né il carisma della madre, ma ha un gran carattere e uno stile tutto suo. Nella visita in Sri Lanka l’abbiamo vista con diverse mise nessuna delle quali memorabili, che avevano però il vantaggio di mettere in luce l’essenza di chi le indossava. Ho scelto questa foto perché mi piace molto: lei semplicissima in pantaloni bianchi e camicia ecrù – forse inavvertitamente ha beccato uno dei trend di stagione, che vuole abbinate tonalità diverse di bianchi – ma circondata da persone che sorridono incantate. Chic a prescindere.

La foto del giorno – Holocaust Memorial Day

Con una certa sorpresa ho cercato e non trovato sugli account social delle famiglie reali europee accenni a eventuali manifestazioni in onore del Giorno della Memoria, nonostante i loro Paesi abbiano pagato all’Olocausto un altissimo prezzo di sangue.

Unica eccezione la Royal Family, che ieri ha pubblicato questa fotografia – scattata a inizio settimana a Sandringham – che mostra i sovrani intenti ad accendere candele per onorare la ricorrenza. King Charles prima del ricovero ospedaliero ha inviato un breve messaggio in cui auspica che questa giornata metta in risalto il valore della diversità che caratterizza la società britannica, spingendo a lavorare sempre di più nella costruzione di una società libera da antisemitismo, persecuzioni e odio.

Nel mio piccolo desidero celebrare anch’io questa giornata, ricordando quella che per me è e resta una delle più belle tra le tante storie di umanità, di coraggio, di solidarietà; ne fu protagonista Sir Nicholas Winton. Ora è diventata un film con Sir Anthony Hopkins: One Life. Il post che Lady Violet scrisse qualche anno fa lo trovate qui: La foto del giorno – 27 gennaio.

Breaking News – Au revoir

Non c’è due senza tre, ma questa volta a soffrire non è il corpo bensì il cuore, quello di Charlotte Casiraghi e del marito Dimitri Rassam; oggi la stampa francese annuncia la fine del loro matrimonio.

Sarebbe stata la figlia maggiore di Caroline de Monaco a decidere per la rottura a causa delle continue assenze del marito, diventato un importante produttore cinematografico, uno dei maggiori di Francia.

Qualche giorno fa avevo ammirato Charlotte, sola e scicchissima in Chanel, di cui è ambassador, ma va detto che nei quasi cinque anni del matrimonio Dimitri e Charlotte insieme si sono visti raramente.

Si erano sposati nel giugno del 2019; alle nozze civili nel Principato (Scene da un matrimonio monegasco) erano seguite quelle religiose a Saint-Rémy-de-Provence qualche settimana dopo (Le foto del giorno – 30 giugno). Insieme hanno avuto un bambino, Balthazar, nato a Monaco il 23 ottobre 2018; Charlotte aveva avuto il figlio Raphaël da una precedente relazione con l’attore Gad Elmaleh, e Dimitri una figlia da un precidente matrimonio.

In questi anni si sono spesso alternate le voci che volevano Charlotte a volte incinta, a volte in fase di separazione; alla fine avevano ragione le seconde.

Breaking News – Aggiornamento

Verso le tre del pomeriggio (le quattro in Italia) la Queen Consort ha lasciato la London Clinic per rientrare a Clarence House. Qualcuno le ha chiesto come stesse il Re, e lei ha risposto “he’s fine, thank you”(sta bene, grazie); sembra dunque che il sovrano abbia già subito il trattamento preventivato; ora lo aspetta una breve convalescenza. A questo punto mi sembra evidente che non ci saranno ulteriori notizie da Palazzo, aspetteremo.

La stampa britannica ha fatto notare come il fatto che Camilla abbia accompagnato il marito in ospedale sia una novità assoluta, così come la probabile visita a Catherine, dato che finora non era uso della Royal Family, e quando negli anni scorsi è capitato a Queen Elizabeth o a Prince Philip il coniuge è sempre rimasto a casa. Piccoli dettagli di un cambiamento in atto; ora speriamo che il weekend ci porti buone nuove.

P.S. in un breve video dell’uscita di Camilla dall’ospedale si sente qualcuno gridare “we love you lots”, vi amiamo tanto. Lady Violet felice.

Breaking News – Tocca a Charles

King Charles è stato ricoverato questa mattina per sottoporsi al preventivato trattamento sanitario alla prostata.

Sua Maestà è arrivato questa mattina alla stessa London Clinic dove è ancora ricoverata la nuora Catherine, che immagino abbia visitato. Il sovrano era accompagnato dalla Queen Consort, mentre una dichiarazione da Buckingham Palace, dando la notizia del ricovero, ringrazia tutti coloro che hanno fatto gli auguri al Re, che si è detto felice che la sua diagnosi abbia aumentato la consapevolezza verso questi disturbi così diffusi e così trascurati.

(Ph: Peter Jordan – The Sun)

Nel frattempo ieri è stato annunciato che, nell’imminenza della Giornata della Memoria, Camilla ha assunto il patronato dell’Anne Frank Trust UK, prima della Royal Family ad assumere il ruolo.

Insomma, una volta ancora vale il mantra Keep calm and carry on, e speriamo di sapere presto che suocero e nuora sono tornati a casa per la convalescenza.

La foto del giorno – Joyeux anniversaire

Oggi Charlène de Monaco compie 46 anni, ed è stata festeggiata con un gâteau al mercato della Condamine, antico quartiere monegasco ai piedi della rocca su cui sorge il Palais prinicier.

(Ph: Éric Mathon/Palais princier)

Con lei il marito Albert e i figli gemelli Jacques e Gabriella. Lady Violet confessa: non credeva che questo momento sarebbe mai arrivato, ma in questa foto la più allegra – diciamo meglio, sorridente – è lei. Piuttosto perplessi, per non dire pietrificati, i due bambini, e perfino il loro padre, che essendo un uomo di mondo è in grado di assumere un’espressione cordialmente lieta in ogni occasione, anche le più improbabili. A me francamente sorge un dubbio: la torta è vera? Perché è talmente liscia e perfetta da sembrare posticcia; e non aiuta la decorazione a farfalle tristemente monocrome, né la scritta azzurra stile biglietto da visita. Posso dire? Non tutto può o deve essere sobriamente elegante; vale per le torte di compleanno e in fondo pure per le bambine di nove anni vestite di grigio e beige. Per il prossimo anno una bella crostata? Anyway, buon compleanno!

Breaking News – Cristina la soltera

La notizia ce la da la rivista Hola in esclusiva: l’Infanta Cristina e Iñaki Urdangarin hanno divorziato.

Il documento che scioglie ufficialmente il loro matrimonio è stato firmato dagli ex coniugi, assistiti da un avvocato matrimonialista, presso un notaio di Barcellona. Si conferma dunque l’ipotesi che voleva il divorzio sancito una volta che anche la figlia minore Irene avesse raggiunto la maggiore età. È la fine scontata, e attesa da tempo, di una storia con aspetti assolutamente riprovevoli e francamente imperdonabili.

Lady Violet però non può fare a meno di pensare al loro matrimonio, il 4 ottobre 1997; la felicità della sposa bella ed elegantissima, il fascino dello sposo; e il desiderio che ci accomunava tutti, di girare pagina e ricominciare, dopo la tragedia della morte di Diana e lo strazio del suo funerale, solo un mese prima. Promesse non mantenute, forse troppe; restano quattro bei ragazzi, e non è poco.

Le foto del giorno – Charlène ride, di nuovo!

Il titolo di questo post cita quello di qualche anno fa (Charlène ride!) che a sua volta citava la frase – la Garbo ride! – con cui venne pubblicizzato il film Ninotchka, girato da Ernst Lubitsch alla fine degli anni ’30 con Greta Garbo, abituata ai ruoli drammatici e dotata di un temperamento non particolarmente allegro, per la prima volta messa alla prova in un ruolo brillante. Primo e ultimo, dato che la diva si ritirò dalle scene qualche anno dopo.

Mi fa quasi tenerezza pensare che nel 2019, anno del primo post, pensavamo che la Princesse fosse triste, troppe tristezze ci avrebbe riservato negli anni seguenti! Ora il peggio sembra essere passato, e possiamo postare questa deliziosa fotografia che la vede allegramente abbracciata alla cognata Stéphanie.

(Ph: David NIVIERE/ABACAPRESS.COM)

Il tutto è avvenuto lunedì 22 allo stadio del Principato, dov’è stata disputata la Fight Aids Cup, per celebrare i vent’anni di  Fight Aids Monaco, associazione per la lotta all’AIDS fondata e presieduta da Stéphanie. In questi giorni Monaco ospita un’edizione speciale del Festival del circo, ed è una delle manifestazioni per il centenario della nascita di Rainier III, grande appassionato delle arti circensi, che istituì il festival cinquant’anni fa. Si sono affrontate la squadra dei Barbagiuans, capitanata da Louis Ducruet, e quella del Circus Festival, che ha vinto il match 3 a 2.

(Ph: Eric Mathon-Frédéric Nebinger/Palais princier)

Charlène non ha partecipato a tutti gli appuntamenti della kermesse, a volte sostituita non si capisce come mai dal fratello Gareth, che sta sempre in mezzo come il giovedì, ma insomma direi che stia facendo del suo meglio. Ha pure provato a tirare un calcio al pallone, con stile invero un po’ incerto, peggiorato dai tacchi degli stivali.

(Ph: Eric Mathon-Frédéric Nebinger/Palais princier)

Quello che sembra davvero sincero è il rapporto con la cognata più giovane, che con l’età pare essere diventata una donna solida, i piedi per terra e pochi fronzoli. I rumors vogliono invece una relazione più complicata con Caroline – che oggi compie 67 anni – e devo dire che non sarei stupita nell’avere conferma che la principessa sudafricana, che non ha mai mostrato grande passione per le formalità della Corte, si trovi più a suo agio con l’informale Stéphanie.

(Ph: David NIVIERE/ABACAPRESS.COM)

Posso dire? Una volta archiviato – temo per sempre – il glamour dei tempi d’oro, a me i Grimaldi piacciono in fondo più in queste occasioni ludico/beneficheche che in quelle più formali legate al loro ruolo di reali.