Le foto del giorno – Ascot!

E finalmente ad Ascot, nel quarto giorno di gare – l’ultimo pienamente mondano, il sabato di solito partecipano solo i veri appassionati – arrivano i Principi di Galles, accompagnati dai cugini Beatrice di York e Edo Mapelli Mozzi.

Va detto anche che questi giorni sono densissimi di eventi per la Royal Family e i Galles in particolare: sabato Trooping the Colour, domenica festa del papà, lunedì giornata dedicata all’Ordine della giarrettiera, mercoledì compleanno di William, per cui la presenza all’evento ippico più chic e famoso dell’universo, iniziato martedì, dev’essere stata incastrata con attenta abilità. Catherine quest’anno ha lasciato perdere fantasie minute e tonalità pastello e ha osato il total red; analizzeremo la sua mise nella nostra rubrica domenicale, intanto godiamoci l’energia del colore, in contrasto con la delicatezza del pizzo scelto da Bea.

I sovrani sono stati presenti tutti i giorni – e Camilla ha sfoggiato dei cappelli veramente notevoli – ma insomma, mentiremmo se dicessimo che la mancanza dell’adorata Queen Elizabeth non si sia sentita.

Quanto a Lady Violet, riflettevo che lo scorso anno sarei dovuta andare ad Ascot anch’io – il giovedì, per il Ladies Day – invece sono finita in ospedale. Quest’anno è rimasto solo un pio desiderio, in compenso ho fatto ben due giri in carro attrezzi in ventiquattr’ore. Che dire, confidiamo nell’anno prossimo. Però quando ho visto questa foto ho pensato che l’espressione di Re Regina e Duchessa fosse indirizzata a me in questo periodo, invero piuttosto lunghetto.

Una delle ragioni per cui mi sarebbe piaciuto andare era vedere per l’ultima volta competere il mitico Frankie Dettori, uno dei più famosi e quotati fantini al mondo. Nato a Milano nel 1970, nome di battesimo Lanfranco, figlio dell’altrettanto celebre Gianfranco Dettori da Serramanna, Sud Sardegna, vera gloria dell’Italia nel mondo. Frankie, dal canto suo, ha festeggiato allegramente l’ennesima vittoria stampando un sonoro bacio sulla guancia di Queen Camilla.

In fondo cos’è un bacio se non lo spazio rosa tra Royal e Ascot?

Royal chic shock e boh – Trooping the Colour (and more)

Trooping the Colour

Non possiamo che iniziare così, col Trooping the Colour che si è svolto ieri, il primo in onore di King Charles. Subito una premessa: lo snellimento della Royal Family per noi è un mezzo disastro, perché in effetti da commentare ci rimane ben poco. Voi mi direte che riorganizzando la struttura della sua famiglia il re non ha pensato al sofà di Lady Violet, e io protesto!

Anyway, la giornata ci ha riservato un paio di sorprese niente male, a partire da Her Majesty The Queen. Che ha sfoggiato una incredibile mise ispirata al suo ruolo di Colonnello del reggimento Grenadier Guards.

Non è un’uniforme, non pensate alla Regina che partecipava ai suoi Trooping the Colour cavalcando all’amazzone, con la gonna al posto dei pantaloni; questo è proprio un abito: in seta, creazione di Fiona Clare Couture, indossato con calze color carne e scarpe décolletée nere. In qualche scatto si intravvede la sovrana tenere in mano una clutch nera, che potrebbe essere quella Launer, brand preferito da Queen Elizabeth, Il cappello, nonostante l’aggiunta di fermaglio e pennacchio, riesce a mantenere una certa dignità alla mise; è di Philip Treacy, ed è praticamente lo stesso modello indossato da Máxima proprio durante una visita ufficiale nel Regno Unito (Royal chic shock e boh – Ottobre 2018). Glielo avrà lasciato in eredità? Se l’è scordato e l’hanno riciclato? Boh, vi confesso che questa uscita mi ha lasciata speechless, senza parole.

La Principessa di Galles sceglie il verde per quella che si avvia ad essere una delle sue mise più discusse di sempre. Si è vestita così per ricordare la defunta Regina, in verde anche lei per l’ultimo affaccio al balcone di Buckingham Palace(The people’s Queen)? Può essere. Voleva ricordare la suocera mai conosciuta, Diana, adottando uno stile molto anni ’80 oltre che indossandone gli orecchini di zaffiri? Non lo posso escludere. Voleva mandare un messaggio alla cognata Meghan, a sua volta in verde per l’ultima apparizione pubblica (Royal chic shock e boh – Sfida tra Duchesse)? Ecco, questo invece mi sento di escluderlo. Catherine ha indossato un finto robe-manteau verde smeraldo di Andrew Gn, stilista in vorticosa ascesa in ambito royal, la cui scelta ha innescato altre ipotesi. Essendo egli cresciuto a Singapore – dove quest’anno si svolgerà l’Earthshot Prize, fondato dal Principe di Galles per premiare annualmente le soluzioni più efficaci a salvaguardia del pianeta – sarà una velata citazione all’impegno di William? Direi che l’ipotesi più probabile sia un richiamo al reggimento di cui è Colonnello: Irish Guards, come indica anche la spilla trifoglio (Cartier). Però insomma, vi devo dire che queste scelte simboliche criptiche o eccessive le trovo stucchevoli. Quanto era meglio The Queen vestita da sé stessa col badge di diamanti a rendere omaggio ai militari? Ci siamo capiti.

Quanto a Catherine, ho l’impressione che soffra il nuovo ruolo, e stia perdendo quel po’ di stile che aveva prima. In questo caso mi piace molto il cappello (Philip Treacy), inutilmente addobbato con uno dei bottoni dell’abito, che invece non mi fa impazzire. Per il resto: il colore e la spilla citano il reggimento, il colore da solo la nonna, la decorazione del cappello rimanda al vestito, il modello e gli orecchini alla suocera, lo stilista celebra il marito; più che una mise un gioco di società. Un grande, enorme boh.

In questo puzzle di citazioni e rimandi, la Duchessa di Edimburgo dichiara la sua neutralità. Il marito cavalcava col Re, i figli sono rimasti a casa, e lei si è accomodata in carrozza col cognato Sir Tim Laurence. Classica – e già vista – la sua mise: abito crema di Beulah London e cappello Jane Taylor. Non ho capito perché il cappello si rialza sul lato opposto al grande fiore, ma tutto è molto classico, very English, piuttosto chic.

(Ph: Mark Cuthbert/UK Press via Getty Images)

Io me la vedo la Duchessa di Gloucester che mentre sceglie cosa indossare pensa tra sé e sé: ma sai che c’è, io mi rimetto quella vestaglietta: è fresca, è di seta, è pure firmata (Max Mara), andrà bene. Adoro Birgitte, unica working royals non britannica (è danese), ma le sue scelte in fatto di abiti sono sempre un po’ così. In questo caso è vestita carina, se andasse al saggio di fine anno dei nipoti. Ma per una delle più importanti eventi royal dell’anno, sorry, shock.

And more

Con l’arrivo dell’estate l’Italia diventa uno degli scenari più gettonati della mondanità internazionale. Dopo il weekend romantico sul Lago di Garda dove i sovrani di Giordania hanno festeggiato i trent’anni di matrimonio è la volta della famiglia reale olandese in vacanza a Panarea. Lo scoop è sulla pagina Facebook del Notiziario delle Isole Eolie online (https://www.facebook.com/Notiziarioeolie.it)

Willem- Alexander, Máxima e le tre figlie sono arrivati a bordo dello storico yacht Marala, per poi raggiungere la villa di alcuni amici. A passeggio per l’isola, la regina è comparsa drappeggiata in un bisht, il tradizionale mantello saudita, in un bel colore fiordaliso. Sarà la bomboniera delle nozze giordane? Lady Violet, amante dello stile etnico e portatrice sana di kimono, approva. Chic.

Non bastavano i cape dress, ora sbuca un altro modello: cape shirt, davanti camicia dietro mantello. Questo – che è il primo che vedo ma temo non sarà l’ultimo – è una creazione di Giambattista Valli, indossato da Mary di Danimarca nel corso della visita dei sovrani norvegesi al suo Paese.

Una sola domanda: perché? Boh.

Questa settimana finiamo col botto. Albert II e Charlène, col figlio Jacques, hanno ricevuto il Roca Team, la squadra di basket del Principato che giovedì a Parigi ha vinto per la prima volta il titolo di Campione di Francia.

Benché semicoperta da pargolo possiamo apprezzare la principessa che sembra tornare agli albori indossando blusa smanicata e pantaloni Armani. Speriamo che questa scelta segni un deciso ritorno alle origini: appena fidanzata era King Giorgio a vestirla, e il risultato era assai migliore di quanto abbiamo visto in seguito. Chic, e incrociamo le dita!

Royal chic shock e boh – Royal wedding banquet

Quando ho visto lei…

…ho pensato a lei…

…e mi sono detta che no, di Angelica Sedara ce n’è una e una soltanto. E non solo per la bellezza irripetibile della giovane Claudia, o per quell’abito disegnato da Piero Tosi e realizzato della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni. E nemmeno per il sontuoso sfondo di palazzo Valguarnera Gangi, assai più scenografico delle scure geometrie di Amman. È che proprio, semplicemente, a me l’abito non piace. Non mi piace perché sembra una meringa con ciuffi di panna, ma soprattutto non mi piace addosso a Rajwa. Non perché le stia male, anzi, ma perché – almeno per l’idea che mi sono fatta di lei – non la rappresenta, né personalmente né culturalmente, la banalizza. L’abito Dolce & Gabbana Alta Moda nasce con una sorta di cappuccio che copre testa e spalle conferendogli un certo senso; così secondo me non ne ha. Shock.

La madre della sposa è solitamente una delle protagoniste del matrimonio; in questo caso Azza Al Sudairi, madre di Rajwa, ha accolto e gestito con grazia l’inevitabile declassamento, lasciando le luci alla ribalta ovviamente alla figlia e poi a consuocera, sovrane e principesse varie. È anche l’unica che non si è cambiata per il banchetto di gala; lei e il marito hanno mantenuto lo stesso abbigliamento della cerimonia, ma non saprei dire perché. La signora ha dunque sfruttato al massimo la sua mise, una creazione couture di Georges Hobeika, stilista libanese – categoria che sta andando fortissimo, e non solo in questo matrimonio – in doppio crêpe in un’elegante punto di lilla. Ho pescato nel web il bozzetto dell’abito, l’immagine non è granché ma può aiutare a farvi un’idea del modello. Io la trovo elegante, molto. Chic.

Couturier libanese – il celebratissimo Elie Saab, che ha vestito la sposa per il rito nuziale – anche per la Regina Rania. L’abito viene dalla collezione couture primavera estate di quest’anno, che si ispira alla Thailandia e alla sua opulenza; è stato rimaneggiato per adattarlo alla bisogna, ad esempio aggiungendo le maniche assenti nell’originale. Benché mi piaccia lo spirito etnico il risultato non mi convince, il colore non dona particolarmente alla sovrana e il tutto mi sembra un po’ pasticciato, forse anche a causa dei capelli sciolti, che non sono mai una grande scelta per le occasioni formali. Notevole la Arabic Scroll Tiara, che nelle volute contiene una lode ad Allah, ma per il resto boh.

Scommetto che alla Sheikha Moza del Qatar non capita mai di aprire l’armadio e non trovare nulla da mettersi. Forse le è successo, poi il marito le ha comprato direttamente la Maison Valentino e voilà. Per il banchetto di gala, il suo abito in un favoloso color lime – Valentino ça va sans dire – rilegge il modello base aggiungendo lunghe maniche e un elegante cappuccio. Avendo il capo coperto, Moza non ha indossato sopra il diadema come invece ha fatto la sovrana malese (con un risultato non particolarmente apprezzabile). No, lei il diadema se l’è messo in vita: una cintura di diamanti e smeraldi. Considerando l’attuale girovita di Lady Violet, ci vorrebbe l’intera Colombia. Strachic.

Ecco con il marito la Regina Azizah Aminah Maimunah Iskandariah di Malesia. L’abito tradizionale ha il suo fascino, il colore è notevole, ma la tiara messa sul capo velato… vogliamo dire che il mix tra culture non funziona sempre? Shock.

Parliamo di regine? Eccola! Máxima dei Paesi Bassi raramente si perde eventi di alto profilo come questo. Fa una scelta molto interessante optando per il brand indopakistano Mahpara Khan: un abito sbrilluccicosissimo, talmente tanto da oscurare lo splendore della tiara Stuart, la più importante del forziere olandese (più un’altra chilata di diamanti, hai visto mai, più la clutch argento Dior). Secondo me messi insieme così i vari elementi finiscono per annullarsi, boh. Con lei e il marito al banchetto di gala c’è anche la figlia Catharina-Amalia che il raffinato, cerebrale Jan Taminiau ha vestito come una di quelle bambole che si tenevano sul comò, effetto aggravato dalla parure di rubini con la tiara che evoca un pavone. A parte tutto, veramente troppo per una ragazza di neanche vent’anni, shock.

Altra futura regina presente, Elisabeth del Belgio, più disinvolta della collega olandese forse per carattere, ma forse pure per la madre che, almeno in pubblico, dilaga meno. Però devo confessare una piccola delusione: la fanciulla ha sfoggiato un abito Armani Privé che sarebbe stato da mille e una notte, ma qualche notte se l’è persa per strada. Mi spiego: la collezione si ispira ai rombi, compresi quelli dell’abito di Arlecchino; il modello in questione in origine è nero con i rombi di colori diversi (potete vederlo qui, dal minuto 14’35 https://www.youtube.com/watch?v=dPIcV8NN6l4); realizzato in questa tonalità di blu, che imperversa in ogni dove, ed estesa anche alla clutch, sempre Armani, modello La Prima (a Bruxelles evidentemente ne hanno una collezione) perde parecchio fascino.

E forse è troppo importante per una ragazza così giovane. La Duchessa di Brabante al compimento del diciottesimo anno – o forse del ventunesimo, non è chiaro -, ha ricevuto in dono una tiara tutta per sé, appartenuta all’aristocratica famiglia britannica Vestey e acquistata dai genitori per lei. Personalmente non mi piace troppo, ma soprattutto trovo che non le doni. Insomma, nonostante il genio di re Giorgio, boh.

Amo questa donna, Sophie del Liechtenstein, la amo. Adoro il suo abito, un modello quasi sportivo – la maison, Carolina Herrera, lo definisce Floral Trench (in seta pura, basta col polyestere!) – reso da sera aggiungendo volume alla gonna. Poi forse un’occasione del genere avrebbe richiesto qualcosa di più formale, ma a me piace da pazzi, e lo trovo molto adatto a lei. Bellissima anche la tiara, la Kinsky a palmette (o a caprifoglio), uno dei diademi del Liechtenstein che sono molto pochi ma molto buoni. Chic.

Temo che Frederik e Mary di Danimarca si siano avviati a diventare i nuovi eredi di lungo corso, dopo che il decano del gruppo, Charles, si è infine sistemato sul trono. Lei mantiene sempre bellezza ed eleganza, ma mi sembra con un filo di noia. Per il royal wedding giordano non si è sforzata più di tanto: oltre alla mise per la cerimonia ha riutilizzato anche quella per il banchetto di gala; un abito che lo stilista danese Jesper Høvring aveva creato per lei nel 2010, per le nozze di Victoria di Svezia, e già rimaneggiato in precedenza. In questo caso è stato aggiunto del pizzo che copre il corpino e scende dalla spalla. Tra l’altro è l’unica a portare un monospalla, forse sarebbe stato più indicato qualcosa con le maniche, come hanno fatto tutte le altre invitate. A me non piace molto, quindi boh, ma se ha trascurato il dress code sarebbe decisamente shock. La tiara è quella edoardiana con piccoli rubini e spinelli che sembra si sia comprata da sé (e pagata pure poco, meno di diecimila euro).

Della Principessa di Galles abbiamo già notato la coazione a ripetere le mise. Noiosetto l’abito Jenny Packham visto e rivisto, che sta discretamente con la fascia del Royal Victorian Order ma fa a cazzotti con nastro giallo del Royal Family Order. Poi certo, la Lover’s Knot Tiara è un pezzo che ha fatto la storia, e gli orecchini sono se possibile ancora più belli, ma trovo il tutto poco entusiasmante. Boh.

Abbiamo discusso un po’ sulla gaffe sfiorata da Beatrice di York, che al banchetto di gala indossava lo stesso abito della principessa Aisha, zia dello sposo; e più in particolare come mai, avendo già visto il suo abito indossata da un’altra, se lo è messo lo stesso. Probabilmente davvero non aveva portato altro, e penso che avesse scelto quel modello di Reem Acra perché la decorazione evoca la forma della tiara York, diadema nuziale della madre Sarah, che non si vedeva più da molti anni. L’abito non mi fa impazzire, la tiara nemmeno, ed è messa un po’ storta. Boh.

Victoria di Svezia invece si è ritrovata al banchetto di gala con la principessa Zein vestita proprio con lo stesso identico abito – il modello Gingko di Safiyaa – diverso solo per il colore. Ne valeva la pena? Per un abito di polyestere che gira da anni? Boh. (nel caso vi fosse sfuggito, questo è il post, sugli abiti indossati da più royal ladies Il caffè del lunedì (di martedì) – Gemelle).

Last but not least, e pure in retrospettiva, la Reina Emerita di Spagna, che ha tirato fuori dall’armadio un abito grigio perla senza infamia e senza lode, completandolo con il set di rubini Van Cleef & Arpels, ricevuto in dono da Niarchos per le nozze con Juan Carlos. Considerando l’infelicità di quel matrimonio, francamente per un ricevimento nuziale avrei scelto altro, e la mise non mi entusiasma, quindi boh, Ma lei, a 84 anni, è uno splendore.

Con Doña Sofía compaiono nella fotografia la regina bhutanese Jetsun Pema con la cognata Ashi Euphelma. Per una volta vedere l’abito tradizionale da dietro è interessante, anche se in un colore che fa un po’ Barbie Bhutan. Però quel rosa baby potrebbe contenere un metamessaggio: non ci sono conferme ufficiali, ma la regina ha colto l’occasione della trasferta giordana per una breve vacanza con i due figli. E in alcune foto, con un abito BA&SH sembra proprio in dolce attesa.

È in arrivo una principessa? Boh!

Il caffè del lunedì (di martedì) – Gemelle

Siamo ancora immersi nelle atmosfere del royal wedding giordano, e ancora tutto dobbiamo raccontare sul ricevimento di gala offerto la sera delle nozze. Ho deciso intanto di dedicare questo caffè a un aspetto particolare, che sintetizzeremo con una parola: gemelle. Perché le sorelle gemelle di Re Abdullah II – Aisha e Zein – ne sono involontarie protagoniste, ma anche per qualcosa che state per scoprire.

Ora ditemi: cos’è che assolutamente ogni signora vuole evitare partecipando a un evento, un party, una soirée, soprattutto se di questa importanza? Esatto, il rischio di ritrovarsi con lo stesso abito di qualche altra invitata. Non solo per il fastidio, ma soprattutto perché la psicologia femminile innescherebbe immediatamente un meccanismo diabolico: sta meglio a lei o a me? lei è più bella, più giovane, più alta, e (soprattutto) più magra. Ecco, ad Amman l’altro giorno è successo proprio questo, e neanche una volta sola. Abbiamo già raccontato dell’abito di Reem Acra, indossato per la cerimonia dalla principessa Aisha, e al gala da Beatrice di York Va in scena il royal wedding – Gli invitati). Ebbene, non è finita.

Restiamo nell’ambito della Royal Family: Catherine indossa un abito tutto di paillettes oro rosa di Jenny Packham con decorazione di cristalli che deve piacerle molto, visto che, in verde smeraldo, l’aveva già indossato (Le foto del giorno – Royal Variety Performance). E la versione oro rosa? Sì, avevamo già visto anche questa, addosso ad un’altra royal lady particolarmente chic (Mary, fifty&fabulous). Non c’è che dire, un modello molto apprezzato! Ora voi mi direte che però la Principessa di Galles è l’unica con questa mise per le nozze giordane. Infatti non è lei la nostra protagonista, l’ho citata solo perché resto sempre piuttosto stupita da come il gusto si stia uniformando ( e per alzare un po’ la suspense).

Arriva Victoria di Svezia, la scelta della tiara mi commuove: l’ha ereditata dalla zia Lilian, protagonista di una delle più belle royal love story dello scorso secolo: sceglierla per un matrimonio è un pensiero molto delicato. La futura regina è una delle poche signore che può fregiarsi del Gran Cordone dell’Ordine Supremo del Rinascimento, alta onorificenza giordana, di cui porta la fascia su un abito rosa, più esattamente color wild strowberry, che sarebbe la fragolina di bosco. Un cape dress, tanto per cambiare, il modello Ginkgo del brand inglese Safiyaa.

Ci giriamo e pof!

Ecco la principessa Zein, sorella di Re Abdullah II in rosso. E cosa indossa la principessa? Esatto! Una creazione Safiyaa, il modello Ginkgo, nel suo caso color azalea red. La foto è brutta – è un fermo immagine – ma inequivocabile. Povere gemelle, ci sono cascate entrambe! Ora dite a Lady Violet, questo vestito vi ricorda qualcosa? L’avete già visto? Ve lo dico io, anzi ve lo indico, andate a guardare questo post Royal chic shock e boh – Ottobre

Anche alla cerimonia religiosa avevamo visto qualcosa di molto molto simile, indossato questa volta da Zaina, campionessa di tennis tavolo e moglie di un cugino del Re. Stessa maison, stesso stile, qualche differenza: il mantello si riduce a una striscia di tessuto che cade sulla schiena, mentre una mantellina sostituisce le maniche (tra l’altro, a quanto visto, Zaina è l’unica signora che si è presentata sbracciata alla cerimonia). Questo modello, in colore bluette, si chiama Kalika. Ma non è che abbiamo già visto anche questo? domanda retorica, il link vi svelerà l’arcano Royal chic shock e boh – Sfida tra Duchesse. E complimenti a Daniela Karnuts, creatrice e mente del brand Safiyaa, per aver creato un abito così realmente popolare.

Va in scena il royal wedding – Gli invitati

Dopo gli sposi e la cerimonia che li ha uniti in questa straordinaria giornata, ecco gli ospiti di particolare importanza, il cui arrivo alle nozze abbiamo potuto apprezzare grazie alla perfetta organizzazione e all’accoglienza che i sovrani hanno riservato ad ognuno. Un affascinante mix di Oriente e Occidente, di favolose toilettes e abiti già visti, di costumi tradizionali e creazioni couture. E pure qualche incidente, per fortuna solo sfiorato: con la Principessa Muna, seconda moglie del defunto Re Hussein e madre dell’attuale sovrano, sono arrivate le figlie gemelle, Aisha e Zein.

Zein, la signora bruna coi capelli corti, indossa un abito verde bosco di Carolina Herrera con borsetta Bulgari mentre la sorella Aisha, la signora bionda, ha scelto un elegante abito beige di Reem Acra. Che oplà, poche ore dopo è comparso uguale uguale addosso a Beatrice di York. Per fortuna che era la cena di gala e Aisha si era cambiata! Va detto che l’abito sta molto bene a entrambe, nonostante tra le due royal ladies ci siano ben vent’anni di differenza, 55 contro 35. La sintesi tra Oriente e Occidente è compiuta.

Della mise serale di Beatrice parleremo prossimamente, per la cerimonia Mrs Mapellli Mozzi aveva scelto un’altra toilette che a me è piaciuta molto: un abito di Needle & Thread, in polyestere riciclato come le paillettes che lo decorano; il riciclo è ormai la nuova frontiera del lusso. Il modello è caratterizzato da una morbida linea ad A che Beatrice ha reso più aderente con una cintura nera, en pendant col fiocco che trattiene i capelli. Rispettato il dress code: abito scuro per gli uomini e lungo da giorno per le signore, senza tiara (ma non temete, più tardi c’è stato spazio anche per loro).

La presenza di Edo e Bea è stata un po’ una sorpresa, data la partecipazione – confermata a poche ore dal matrimonio – dei Principi di Galles in rappresentanza della Corona. Grande attesa per vedere Catherine all’opera sullo scenario internazionale nel suo nuovo ruolo, e soprattutto per vederla abbigliata per l’occasione. Non ha deluso, anzi ha messo a segno pure un bel colpo, scegliendo lo stesso couturier che firmava l’abito della sposa, Elie Saab. Abito rosa antico (molto antico) collo alto, maniche lunghe, linea flou. Il ricamo è molto raffinato, lei è sicuramente bella, gli orecchini sono tanto ma non stonano, non si è messa nemmeno un fiocco in testa, come hanno fatto altre, ma se dovessi dirvi che mi ha conquistata mentirei. Un incanto che non mi ha catturata.

Molto interessante per me osservare gli ospiti mediorientali: donne in generale molto belle e molto curate (a volte troppo) alcune vestite all’occidentale altre secondo la tradizione, altre ancora mischiando gli stili. Ad esempio, ho trovato elegante la Principessa Basma bint Talal, zia del sovrano. Per noi tanto oro indossato di pomeriggio sarebbe troppo, ma l’abito è molto bello e lei, compagna di studi di Anne The Princess Royal porta assai bene i suoi 72 anni.

Ugualmente interessanti le interazioni, tenendo naturalmente presente che non conosciamo tutti e ignoriamo la profondità dei rapporti; ho notato ad esempio i signori sauditi non baciare la regina, né le signore il re; e colpisce il fatto che praticamente nessuno fa il curtsy ai sovrani. Rimedia Mary di Danimarca, che si produce come sempre in una riverenza profondissima, pure troppo. La principessa danese, accompagnata dal marito con la sua tradizionale andatura caracollante (mi aspetto sempre che affibbi qualche pacca sulle spalla, e raramente resto delusa) ha riproposto un abito Erdem, francamente non il mio preferito, peggiorato dal fiocco azzurro tra i capelli, da attempata adolescente; la salvano le scarpe, che qui non si vedono ma sono le celeberrime Hangisi di Manolo Blahnik, rese immortali dalla Carrie Bradshaw di Sex and the city.

Dalla Scandinavia con furore altri due eredi al trono: il povero Haakon di Norvegia giunto, come annunciato, solo soletto e dunque passato praticamente inosservato. Victoria di Svezia in un maxi dress a fiorellini del brand svedese byMalina all’occorrenza utilizzabile anche come camicia da notte.

Altra coppia di eredi che stiamo vedendo spesso sono Alois e Sophie del Liechtenstein; come i sovrani giordani, stanno per festeggiare i trent’anni di matrimonio (il 3 luglio). Lei mi piace moltissimo anche in questa sobria versione in pizzo blu – l’abito è il modello Julianna di Diane von Furstenberg – arricchita dagli zaffiri di famiglia, E che falcata!

Presente anche qualche erede al trono non ancora accoppiato e dunque in compagnia del genitore sovrano come la duchessa di Brabante scortata dal padre, Roi Philippe. La deliziosa fanciulla sembra aver ereditato la passione per i cape dress della madre, ma il suo, di Essentiel Antwerp, ha il pregio di essere più allegro e leggero, meno matronale. In mano Elisabeth ha una clutch di Armani, modello La Prima, altro must di famiglia.

(Ph: Patrick Van Katwijk/Getty Images)

Nonostante la sua presenza fosse stata annunciata, non s’è vista un’altra giovane erede al trono: Catharina-Amalia farà la sua comparsa solo al ricevimento serale lasciando la cerimonia nuziale ai genitori. Máxima ripropone un abito di Luisa Beccaria, che addosso a lei perde l’eleganza rarefatta e romantica del brand per assumere un’aria quasi flamenca; non mi ha convinta. Non so se fosse successo qualcosa, ma i sovrani mi sembravano piuttosto immusoniti, e c’è stato anche un siparietto al momento di salutare Abdullah II che dal basso del suo metro e 60 (più o meno) si è alzato sulle punte dei piedi ridendo davanti all’altissima e sempre taccatissima Máxima.

Oltre alla coppia olandese, e il già citato Philippe dei Belgi, presenti in ordine sparso altri sovrani, regnanti o emeriti: visto e riconosciuto il sultano malese con la moglie e il sultano del Brunei accompagnato da uno dei figli minori, Abdul Mateen. Non è l’erede al trono – ma mai dire mai – però il giovinotto, invero piuttosto belloccio, è una mezza star di Instagram (che insomma, puoi essere pure un principe ereditario, ma se non regni sui social non sei nessuno).

Accompagnata non dal marito ma da una delle di lui sorelle, la principessa (il titolo è Ashi) Euphelma, ecco Jetsun Pema Regina del Bhutan. E sorpresa! Abbiamo scoperto un colore che non le dona tanto. Siamo innamorati da sempre della love story tra i sovrani, che ha portato il Re a rinunciare alla poligamia dedicandosi solo a lei, ma la tradizione del Paese è diversa. Il Quarto Re Drago, padre dell’attuale monarca, ha sposato quattro donne: Euphelma e il Re hanno in comune il padre ma madre diversa. Però le quattro mogli sono sorelle tra loro, dunque i vari figli nati sono fratelli e cugini. Non bastasse, Euphelma ha sposato un fratello minore della Regina. Anche le signore del Bhutan sono interessate alla moda, e per questo matrimonio hanno abbinato agli abiti tradizionali due clutch firmatissime: Louboutin per la regina, Dior per la principessa.

(Ph: Patrick Van Katwijk/Getty Images)

Entrata super scenografica per la Sheikha Moza bint Nasser, madre dell’emiro del Qatar. Il suo lungo soprabito rosa e nero, ispirato alla secessione viennese – in particolare all’architetto Josef Hoffman – mi ricordava qualcosa, e infatti ecco qui Valentino collezione haute couture autunno inverno 1989 https://www.youtube.com/watch?v=X65UeiSOXlA

Valentino vintage (ne ha una vera collezione) anche per la Reina Emerita Sofía, giunta a rappresentare la Spagna in compagnia dell’acciaccatissimo Juan Carlos, proveniente però da Abu Dhabi, dove ormai risiede. L’abito rosa a balze è stato indossato dalla Reina per i 60 anni di Carl Gustav di Svezia, nel 2006; la spilla invece fu vista la prima volta al battesimo del figlio Felipe, 55 anni fa.

Nessun Grimaldi presente per Monaco, qualcuno ha inviato anche membri di secondo piano; gesto non particolarmente rispettoso, trattandosi del matrimonio di futuri sovrani, ma tant’è. Dal Lussemburgo c’era il minore dei figli dei Granduchi Sébastien; dal Giappone è arrivata Hisako, Principessa Takamado – il marito, scomparso vent’anni fa, era cugino dell’Imperatore Emerito Akihito – con la maggiore delle figlie, Tsuguko. La Principessa Takamado è una donna di grande cultura e dinamismo, sicuramente la più “moderna” delle molte principesse giapponesi. Poi certo, questo damascato blu è un po’ fuori moda, ma non è facile vestire in uno stile così diverso dal proprio. E vi prego di notare la clutch a forma di civetta della figlia.

Ultime degli ospiti ad arrivare Jill Biden con la figlia Ashley, cui chiederei: se il dress code prevede il lungo, perché midi? La First Lady invece rispetta le regole: Reem Acra anche per lei – la stilista libanese è piuttosto popolare negli USA – un caftano color ostrica non particolarmente donante.

Nell’attesa di parlarvi della cena di gala mi è venuta un’idea: che ne dite di sfruttare le tantissime immagini delle signore giordane, più che per ammirane le mise per cercare di definire le intricate parentele all’interno della famiglia reale? Palesatevi!

La tisana del lunedì – Rosa tra le rose

Attenta Letizia, c’è un’altra pink lady, e porta pure le espadrillas!

È lunedì, s’è fatto tardi e parliamo di piante e fiori, dunque una bella tisana al posto del caffè ci sta. Questa è la settimana del Chelsea Flower Show, la più blasonata manifestazione del mondo dedicata al gardening. Il pubblico sarà ammesso da domani a sabato, oggi è la giornata riservata agli ospiti speciali.

Di rosa vestita, con un abito (già visto) di EM+ME, è arrivava la Principessa di Galles per unirsi ai bambini di dieci scuole, protagonisti del primo Children Picnic nella storia del CFS. Quattro anni fa Catherine aveva progettato un giardino, inaugurato alla presenza di Her Majesty, sempre dedicato all’infanzia che è il suo campo di interesse primario (Le foto del giorno – 20 maggio). E a proposito della defunta Regina – e del nuovo Re – è stata realizzata un’area dedicata a questo passaggio epocale: il Garden of Royal Reflection and Celebration.

Uno spazio riservato, creato dal paesaggista Dave Green – nomen omen – che invita alla meditazione; caratterizzato da una panca semicircolare in legno di larice locale e fiori in tonalità dal bianco al viola: rose Olivia Austin, magnolie, gerani, clematis, fiori di lupino e digitale purpurea, con i rami argentei della betulla: piante e fiori amati dai due sovrani, in tonalità capaci di favorire rilassamento e riflessione. Lo spazio, cui non manca un bronzeo ritratto di King Charles sorgente dalla sua cravatta (che crudeltà) sarà inaugurato dai reali, e noi qua stiamo!

Intanto, se voltete, questo è il post sulla visita al Chelsea Flower Show fatta da Lady Violet alcuni anni fa: RHS Chelsea Flower Show, la quintessenza del British lifestyle)

Royal chic shock e boh – Pre Coronation party

È venerdì 5 maggio, ed è pomeriggio. Mancano poche ore all’incoronazione, reali e capi di stato sono arrivati da ogni parte della terra e King Charles li accoglie a Buckingham Palace per un ricevimento di benvenuto. Camilla non c’è, si prepara al grande giorno; anche Charles si ritirerà al termine del party mentre vari membri della Royal Family e altri reali ceneranno insieme da Oswald’s, club chic di Mayfair, .

Assente la prima dama del regno, è presente la seconda a farne le veci: la Principessa di Galles è ritratta con due signore di particolare rilievo. Alla sua sinistra la First Lady ucraina Olena Zelens’ka, in nero, con un modello francamente impossibile da decifrare, mentre Jill Biden indossa un abito a giacca Tom Ford come fosse una vestaglietta da casa. Da ciò che vedo, boh.

Catherine ha scelto per l’occasione un colore che ama tanto da averlo indossato anche il giorno in cui fu annunciato il fidanzamento con William. Un abito in crêpe di poliestere di Self Portrait in royal blue, caratterizzato da un grosso nodo ritorto sul petto, che insieme con le maniche dà a tutta la mise un’aria irrimediabilmente anni ’80. I dettagli in strass su spalle e polsini sono leziosamente ripresi sul cinturino delle slingback Aquazzurra in tinta. Il modello originale dell’abito presenta uno spacco aperto fino a mezza coscia, lo avrà mantenuto così anche lei? Boh.

Mi scuso per la qualità dell’immagine, ma i pochi scatti a figura intera di Catherine sono tutti così; in compenso la foto ci fa sbirciare la toilette di altre due signore presenti. Della Duchessa di Brabante parleremo a breve, ma sullo sfondo a sinistra si vede la sempre discreta Sophie del Liechtenstein, con un completo stampato a grandi ortensie bianche, un po’ anni ’50 un po’ Baviera, regione che in fondo le ha dato i natali. Che vi devo dire, boh.

(Ph: Chris Jackson/Getty Images)

Concludiamo il breve giro delle First ladies con la nostra, Laura Mattarella. Nell’unica fotografia disponibile, pubblicata dall’accout twitter del Quirinale, compare a sua volta a mezzobusto, il che non rende possibile un’attenta analisi della sua mise.

In linea di massima, ormai sapete che Lady Violet non ama (eufemismo) certe sfumature turchesi, celestine, acquamarina su signore che abbiano superato l’adolescenza, e si tiene a distanza da quei tessuti lucidi e rigidi, che tendono a raddoppiare i volumi (Laura se lo può permettere, io no). Inoltre eviterei accessori inutili tipo la stola messa in diagonale, che fa un po’ madre dello sposo. Molto bello il biondo dei capelli, il resto boh.

Sterziamo ora decisamente verso le monarchie; Rania è regina di Giordania da ben ventiquattro anni, ne aveva solo ventotto quando è salita sul trono col marito. Da allora ci delizia con le sue toilettes, ma questa volta non sono convinta. L’abito, che porta una firma importante nella storia della moda – Schiaparelli – non so perché mi fa pensare a don Abbondio. Saranno tutti quei bottoni? L’arricciatura così bassa, benché Rania non abbia un filo di pancetta, squilibra il baricentro dell’abito, forse per ripristinare l’equilibrio ci sarebbe voluta una signora più alta, sebbene la regina non sia certo bassa. Insomma, boh.

Di anni ne aveva solo 21 Jetsun Pema, quando ha sposato il re del Bhutan diventando la sua regina. Oggi ne ha quasi 33 (li compie il 4 giugno, compleanno che divide con la piccola Lilibet Diana), è ancora la più giovane regina regnante, ed è sempre dotata di una bellezza incantevole, di una grazia particolare e di uno stile unico, grazie anche alla raffinata eleganza degli abiti tradizionali che indossa di solito. In questo caso il color zafferano si abbina al fucsia e al lilla. Bellissima, abbinatissima al marito, sta bene perfino col tappeto. Superchic.

La Reina Letizia sceglie abilmente una maison britannica, e un colore insolito, una tonalità di verde che una volta si chiamava chartreuse, come il liquore dolciastro e appiccicaticcio che preparavamo i monaci certosini nella Grande Chartreuse. Letizia non è né dolciastra né appiccicaticcia, e l’abito – creato da Victoria Beckham evidentemente avendo in mente la stessa sottilissima silhouette che le due signore hanno in comune – le sta bene, soprattutto quel drappeggio piazzato in quel punto, ma non mi entusiasma. Certo è il manifesto di come sia cambiata la forma anche in ambienti superformali: abitino da party a bordo piscina, niente calze. Ma alla fine, boh. Con una postilla: se anche Felipe col suo metro e 97 inizia a girare con gli orli così lunghi stiamo freschi.

LONDON, ENGLAND – MAY 05: Grand Duchess Maria Teresa and Grand Duke Henri of Luxembourg attend the Coronation Reception for overseas guests at Buckingham Palace on May 05, 2023 in London, England. (Photo by Chris Jackson/Getty Images)

Menzione d’onore per Maria Teresa di Lussemburgo, che pure per un invito meno formale segna il territorio e adorna il collo con un importante gioiello Van Cleef & Arpels in diamanti e smeraldi, appartenuto alla suocera Josephine-Charlotte: è una tiara convertibile, e infatti spesso è stata usata come collier, come in questa occasione. La granduchessa per ragioni imperscrutabili è in una fase-pantaloni, tanto da indossarli anche al recente matrimonio della figlia. Anche lei, che è donna di mondo, sceglie la moda British, nel suo caso Alexander McQueen, e indossa la rivisitazione di uno smoking maschile (insomma, quasi) caratterizzato da tagli arricchiti di pizzo. Bello e fresco il viso, meravigliosa la collana, ma non mi convince, forse semplicemente non è adatto all’occasione, all’orario. O forse ci voleva un indosso più rock. Anche qui, boh.

(Ph: Samir Hussein/WireImage)

Charlène de Monaco si attovaglia – verbo non scelto a caso – con un completo pantalone azzurro pervinca, caratterizzato da un top monospalla con un lungo drappo ricamato ton sur ton, pronta per un pigiama party. Non solo non mi piace, ma non è una cosa da portare in città, figuriamoci a Buckingham Palace. Se proprio non se ne può fare a meno, va bene su una terrazza dell’Hotel De Paris, per una di quelle pubblicità patinate che mi fanno sempre convinta ad andare altrove. Shock.

Passate in rassegna le sovrane, è la volta delle principesse ereditarie, magari andrà meglio.

Uhm, forse no. Mette Marit, consorte del principe Ereditario di Norvegia, probabilmente intenzionata a mostrare il proprio supporto a King Charles, si mette addosso una cosa che sembra un pezzo di bandiera inglese. E forse è proprio quella l’ispirazione, trattandosi di un capetto Alexander McQueen, una giacca color block di una collezione 2016, che evoca il tanto amato stile militare. Noi mettiamo dei fiori nei nostri cannoni, shock.

Coppia di rosa per due principesse ereditarie: tonalità bubble gum per Victoria, futura regina di Svezia. L’abito di Roland Mouret è caratterizzato da alcuni drappeggi che non esaltano la sua linea. Molto divertenti gli accessori – scarpe Gianvito Rossi e borsa Louboutin – in pelle metallica fucsia. In fondo questa mise la rappresenta, imperfetta ma simpatica. Chic di incoraggiamento. Al contrario, Mary, futura regina consorte di Danimarca, è spesso talmente perfetta da risultare noiosetta. Rosa corallo intenso per un abito che i più attenti di voi forse avranno riconosciuto: lo indossava l’anno scorso alla cresima della figlia Isabella (Le foto del giorno – Scene di famiglia), ed è molto simile a quello indossato da Salma di Giordania al matrimonio della sorella Iman, il 12 marzo scorso (Scene da un matrimonio). Una creazione Andrew Gn, chic.

Scelgono curiosamente il nero entrambe le più giovani future regine; la ventunenne Elisabeth del Belgio indossa un abito un po’ punitivo Armani. Il modello originale è lungo alla caviglia, in questo caso è stato accorciato, e l’effetto finale ricorda una tonaca. Peccato, boh. Invece Catharina-Amalia dei Paesi Bassi, 19 anni, ha trovato una mise che le piace e le sta bene – in questo caso un tailleur pantaloni di Marina Rinaldi – e la ripropone in vari colori: fucsia una settimana prima per il Koningsdag, (Le foto del giorno – Compleanni e anniversari),nero in questa occasione. Nonostante l’accoppiata con la nonna Beatrix, anch’essa in nero, rischia di essere un po’ pesante, lei risulta perfetta per la serata, chic.

In rappresentanza dei reali senza trono loro ci sono quasi sempre, anche in virtù dell’abbondante parentela e dei legami personali. Anne Marie, nata principessa di Danimarca e diventata Regina di Grecia, è quel che si direbbe una vera signora: divide con la cognata Sophia la caratteristica di essere figlia di re e moglie di re, e si vede. Molto semplice in un completo Max Mara verde scuro, che tutto sommato rispetta il suo lutto – è rimasta vedova a gennaio – senza imporlo in società. Chic. Col figlio maggiore, il Diadoco Pavlos, e la di lui moglie Marie Chantal hanno inaugurato la modalità io mammmeta e tu, che penso vedremo spesso. Marie Chantal dal canto suo sta rafforzando il legame col mondo greco, indossando come già in altre occasioni una creazione di Mary Katrantzou, stilista ateniese che vive e lavora a Londra. Abito couture écru con maniche a campana, semplicissimo, impreziosito da una collana di grosse perle. Non sono una fan della signora, ma è indubbiamente chic.

Pronti per l’incoronazione?

Coronation, ten days later

A dieci giorni dall’incoronazione Queen Camilla è scomparsa dai radar, probabilmente si è presa un periodo di riposo, magari a Ray Mill House, la sua residenza di campagna nel Wiltshire. Non lontana da Highgrove, amatissima proprietà del marito, ma comunque separata, perché mantenere i propri spazi è fondamentale in ogni matrimonio, figuriamoci in uno i cui coniugi oltre al resto dividono pure un trono.

King Charles domenica mattina è stato visto, da solo, andare a messa nella chiesa di St Mary Magdalene a Sandringham. Era in auto – all’andata era lui al volante – dunque non sappiamo se anche in questa occasione portava con sé il suo ombrello preferito, quello montato su bambù intero opera del genio napoletano di Mario Talarico. Il quale ci informa che si sono presentati alla sua bottega nei pressi di via Toledo per acquistarne uno uguale Don Pedro e il figlio Don Jaime de Borbon, pretendenti al trono delle Due Sicilie (se esistesse ancora): dunque quello è ormai ufficialmente l’ombrello dei re. Se dovete fare – o farvi – un regalo piuttosto importante potete pensarci, tenendo che, giustamente, non è proprio a buon mercato.

(Ph: Instagram @mario_talarico_since_1860)

I principi di Galles sono nel vortice di una continua attività, hanno iniziato ospitando il secondo garden party a Buckingham Palace e non si sono fermati un attimo. D’altronde, guardando la fotografia che riunisce i working royal si nota come l’età sia piuttosto alta e, almeno al momento, in rappresentanza della generazione più giovane ci sono solo loro. Al contrario di altri – gli eredi al trono di Danimarca, Svezia, Norvegia (ma solo lui) Paesi Bassi (in compagnia dei genitori) – i principi non hanno ancora confermato la loro presenza al royal wedding giordano (secondo alcune voci sembra che il dress code preveda black tie, cioè smoking, per i signori e abito lungo ma senza tiara per le signore).

Intanto William ha annunciato quale Paese ospiterà quest’anno il suo Earthprize: Singapore. Mentre Catherine, dopo aver deliziato il pubblico dell’Eurovision col suo cameo al pianoforte, ha rivelato a un gruppo di ragazzi adoranti di stare ancora studiando da royal; insomma, l’operazione down to earth (in tutti i sensi) è iniziata.

In tutte queste frenetiche attività Lady Violet non è ancora riuscita a postare i suoi chic shock e boh (abbiate fede!). Intanto ecco la risposta a una domanda che molti di voi mi hanno fatto, riguardo i gioielli indossati all’incoronazione dalle due Queen’s Companions.

Se aguzzate la vista (o allargate le foto) vedrete che le due signore hanno appuntata una spilla di diamanti che rappresenta il monogramma di Queen Camilla, che mi sembra un meraviglioso e assai opportuno presente per marcare e ricordare la giornata. In aggiunta, Annabel Elliot ha abbinato un collier di diamanti, mentre Lady Lansdowne una grande spilla a forma di fiore, che ha attirato l’attenzione di molti. Quanto a Lady Violet, la sua più che attenzione era proprio invidia!

La foto del giorno, anzi il video

Dedicate cinque minuti di questo sabato piovoso di primavera alla visione del video sul weekend dell’incoronazione appena pubblicato dai Principi di Galles.

Approfittate dell’occasione per notare qualche dettaglio che magari vi era sfuggito, per sbirciare un po’ dietro le quinte (si intravvede qualcosa della loro residenza di Kensington Palace). Ma soprattutto regalatevi la possibilità di dare un’occhiata alla monarchia britannica come sarà negli anni a venire, con un vestito moderno, sempre pop, molto cool, ancora più glamour, e non piuttosto cinematografico,. A me il video è piaciuto, l’ho trovato divertente e soprattutto istruttivo, spero che anche voi possiate gradirlo. Loro sono pronti, anzi già in cammino.

Trovate il video intero qui https://t.co/qesQ6ICcuj

Coronation attire, gli abiti dell’incoronazione – Ladies

Dopo aver analizzato gli abiti maschili per l’incoronazione (Coronation attire, gli abiti dell’incoronazione – Gentlemen) passiamo ad occuparci delle signore della più ristretta cerchia reale. Camilla, coprotagonista della giornata, indossava come annunciato un abito creato per lei da Bruce Oldfield in peau de soie, un raso opaco in pura seta.

Un modello con scollatura a V e maniche lunghe, con un sopragonna da cui parte un breve strascico, con un un inserto sulle spalle (che a dire il vero ricorda un po’ gli spallacci di uno zaino). L’aspetto più interessante è naturalmente la ricca decorazione a ricami in oro e argento in elegante equilibrio. Quelli in oro, all’orlo ai polsi e sulle spalle, raffigurano i fiori simbolo dei quattro paesi che formano il regno: la rosa inglese, il cardo scozzese, il narciso gallese e il trifoglio nordirlandese.

Nella parte centrale della gonna, al di sopra dell’orlo, fanno bella mostra di sé due animaletti, la cui presenza ha mandato in brodo di giuggiole ogni canaro del globo terracqueo: sono Beth e Bluebell, i due amatissimi Jack Russell presi al canile di cui la regina ha il patronage: il Battersea Dogs and Cats Home.

I ricami in argento sono più piccoli e delicati, in forma di ghirlande stilizzate con i fiori della campagna inglese tanto amata da entrambi i sovrani. Nascosti tra le volute anche cinque nomi: Tom Laura Eliza Freddy Gus Lola e Louis. Sono quelli dei due figli e dei cinque nipoti; Eliza è stata una delle damigelle al matrimonio dei Principi di Galles, mentre i tre maschi hanno aiutato la nonna durante l’incoronazione reggendole il mantello.

Quello cremisi indossato all’arrivo, detto Robe of State, è lo stesso usato da Queen Elizabeth per raggiungere Westminster Abbey, dove sarebbe stata incoronata; mentre al termine della cerimonia Camilla ha indossato un altro mantello, questa volta in velluto viola – detto Robe of Estate – creato appositamente per lei da Ede and Ravenscroft e ricamato dal Royal School of Needlework, altro patronage della regina.

(Ph: Hugo Burnand)

Oltre al monogramma di Camilla i ricami rappresentano fiori scelti per il particolare significato, come l’alchemilla, il suo preferito, che simboleggia amore e consolazione o il fiordaliso, simbolo di amore e tenerezza ma anche dotato della fondamentale capacità di attrarre api farfalle e altri insetti impollinatori; quelli stessi che compaiono per la prima volta in un ricamo di questa importanza. Non mancano il delphinium che oltre ad essere il fiore di luglio, mese di nascita della regina è anche il preferito di Charles, e il mughetto, omaggio a Queen Elizabeth che lo amava particolarmente; .

Al collo di Camilla brillavano gli enormi diamanti del Coronation Necklace, creato per Queen Victoria nel 1858 e da allora indossato da ogni regina, fosse monarca o consorte, il giorno dell’incoronazione. Quanto alla corona, una volta deciso di evitare quella indossata dalla Queen Mother per le possibili polemiche legate alla presenza del diamante Koo-i noor, considerato simbolo del passato coloniale, si è preferita quella della Queen Mary, rimuovendo quattro degli otto archi e aggiungendo i diamanti Cullinan III IV e V, parte della collezione privata di Queen Elizabeth, che tanto spesso ha indossato come spille.

Ad assistere la regina nella complessa liturgia le sue due Companions, la sorella Annabel Elliott – il cui nipotino Arthur è stato il quarto paggio di Camilla – e l’amica Lady Lansdowne (la signora con la grande spilla). A me sono piaciute molto, e mi è piaciuto particolarmente che vestissero abiti nello stile di quelli che Camilla indossa di solito; infatti sono stati creati dalla sua couturière di fiducia, Fiona Clare. Se poi vi state domandando come mai i suoi paggi avessero uniformi differenti, Lady Violet ha pronta la risposta: sono quelle dei reggimenti di cui la sovrana è Colonel-in-chief: i Grenadier Guards (con la giubba rossa) e i Rifles.

(Ph: Yui Mok – WPA POOL/Getty)

Fermiamo solo un momento la dissertazione sugli abiti; osservate le espressioni dei fratelli e della sorella del re al suo ingresso, e traete le vostre conclusioni.

Le working royals, cioè le signore che lavorano per la corona ricevendo un appannaggio, non indossavano tiara mettendo fine a un’altra lunghissima querelle che ipotizzava ne sarebbero state prive per lasciar brillare solo Camilla; la quale peraltro è arrivata a sua volta a capo scoperto e così è rimasta fin quasi alla fine, quando è stata rapidamente incoronata. Al posto della tiara le royal ladies indossavano un cerchietto con foglie, fiori, perline, cristalli e minutaglia varia. Diciamo che sulla settantaseienne Duchessa di Gloucester l’effetto era un po’ troppo girlie, e infatti la cugina Principessa Alexandra di Kent deve essersi rifiutata, e si è presentata fresca di parrucchiere e a testa nuda.

La Princess Royal ha dribblato il rischio assumendo il ruolo di Gold-Stick-in-Waiting, antica figura di provata lealtà a guardia del sovrano. Infatti Anne, indossata l’uniforme di gala dei Blues and Royals, ha cavalcato dietro la carrozza che trasportava fratello e cognata beccandosi un’acquazzone, cosa che avrà sicuramente preferito ai fiori in testa. Nell’abbazia ha aggiunto il mantello di velluto verde dello scozzese Order of the Thistle, e ha confessato lei stessa il sollievo per non dover pensare a cosa indossare.

La Duchessa di Edimburgo invece il cerchietto se l’è messo, asimmetrico, opera di Jane Taylor, composto da foglie di raso e cristalli Swarovski con piccoli elementi in argento. Sophie non ha pescato nei forzieri reali, ma ha indossato gioielli che immagino di sua proprietà: orecchini in diamanti e zaffiri con bracciale en pendant della maison londinese Graff, famosa per la qualità delle sue pietre.

(Ph: Instagram @jtmillinery)

Sotto il mantello la duchessa indossa una creazione couture di Suzannah London: un abito in seta avorio con un breve strascico che, come la parte alta del corpino, è ricamato in punto irlandese ad opera di Jenny King Embrodery. Il soggetto, i fiori della campagna inglese ispirati al lavoro della ceramista Rachel Dein.

(Ph: Suzannah London)

Personalmente lo trovo un po’ carico, ma francamente chi si è mai vestita per un’incoronazione? E poi Sophie, con la sua grazia, indossa bene quasi tutto.

In questa fotografia si apprezzano meglio gli abiti delle signore e, cerchietto a parte, questa volta ho trovato molto elegante la Duchessa di Gloucester, con un abito di linea semplice con collo montante e quelli sembrano bottoni. Sembrano, perché in effetti sono tre spille di diamanti, eredità di Queen Mary. Al collo una favolosa doppia rivière di grossi diamanti eredità della suocera Alice, da cui pende una croce, anch’essa di diamanti, anch’essa eredità di Queen Mary. Ah, la fortuna di avere avuto una nonna innamorata dei gioielli, la mia era terziaria francescana…

Come accade spesso, se non sempre, ad attirare gran parte dell’attenzione è stata però la Principessa di Galles. Per lei un abito Alexander McQueen che ha causato un piccolo giallo: mentre nella foto ufficiale a Buckingham Palace lo scollo appare una V che si arrotonda verso le spalle, durante la cerimonia sembra invece un semplice girocollo. L’arcano è stato svelato da Alastair Bruce, illustre commentatore di Sky: durante la cerimonia, e fino al saluto sul balcone, l’abito era completato da una mantellina per proteggerlo dal peso del cordone e dal collare del Royal Victoria Order. L’ipotesi è suffragata dal fatto che tra l’affaccio al balcone e il ritratto ufficiale sono passati pochi minuti, non sufficienti a cambiare vestito – come pure ipotizzato – ma abbastanza per rimuovere la mantellina e indossare il collier, il favoloso Festoon Necklace, fatto realizzare nel 1950 da King George VI per la giovane figlia Elizabeth.

Alle orecchie di Catherine gli orecchini in diamanti e perle appartenuti a Diana; non credo assolutamente che volesse evocare la presenza della defunta principessa, penso al limite sia gesto di affetto verso il marito.

L’abito, in seta avorio, è decorato allo scollo (compresa la mantellina) ai polsi e all’orlo da un ricco ricamo in argento che come per Camilla rappresenta i quattro fiori simbolo del regno – rosa, cardo, narciso e trifoglio – in fondo è o non è la futura regina? Sul capo né tiara né coroncina di fiori, ma anche lei come Sophie un cerchietto di foglie con argento e cristalli, anche se più d’impatto: il ranking si vede anche in questi dettagli. A me ha ricordato il quadro di Jacques-Louis David che ritrae l’incoronazione di Napoleone – sarebbe il colmo! – ma potrebbe essere anche ispirato alle damigelle delle matrimonio della defunta Regina, o a un ritratto della giovane Queen Victoria. La cosa interessante è che Sarah Burton, fashion director di Alexander McQueen lo ha realizzato in collaborazione con la modista Jess Collett, e lei ha iniziato la sua attività 25 anni fa grazie a un prestito del Prince’s Trust. Alla fine tutto torna.

Anche l’incolpevole Charlotte è stata abbigliata con abito, mantello più mantellina in seta avorio, e dagli stessi stilisti della madre: Alexander McQueen e Jess Collett per il cerchietto. Deliziosa as usual, ma il tutto mi fa un po’ effetto orfanella.

La mattina dopo l’incoronazione sulla tomba del milite ignoto – che come sapete si trova sul pavimento all’ingresso di Westminster Abbey – su incarico della Regina è stato deposto un bouquet. Non uno qualunque, lo stesso che portava Elizabeth Il il 2 giugno 1953, quando fu lei ad essere incoronata. Come dicevamo, cose così le fanno solo loro, e solo loro le sanno fare.