Il Verde Carlo

È il primo giorno di maggio; inizia un nuovo mese e inizia anche la settimana dell’incoronazione di King Charles e Queen Camilla. Finora ne abbiamo parlato poco perché le informazioni abbondano dappertutto, sito e account social della Royal Family diffondono notizie a getto continuo che vengono ampiamente riprese da organi di stampa, blog e pagine varie. Proviamo a dire qualcosa, se non di nuovo, almeno di meno noto? Come sapete io sono affascinata dai simboli e qui non mancano. Partiamo dalla data: non credo sia stata presa in considerazione la concomitanza col quarto compleanno del nipotino Archie, ma la circostanza potrebbe addirittura creare un legame speciale tra nonno e nipote. Immagino che l’inizio di maggio fosse per molte ragioni l’opzione migliore e la decisione ha sicuramente coinvolto una serie di istituzioni, ma scommetto che la simbologia di questi giorni abbia deliziato Charles. Riprendiamo in mano l’invito, ricevuto da molti, anche se non da tutti quelli che se lo aspettavano.

Creato da Andrew Jamieson, disegnatore esperto in illustrazioni araldiche, il cartoncino (stampato su carta riciclata of course) è un compendio di simboli davvero affascinanti. Un po’ dappertutto si trovano i fiori dei quattro Paesi che formano il Regno Unito: la rosa d’Inghilterra, il cardo di Scozia, il narciso giallo del Galles e il trifoglio d’Irlanda. Nella parte superiore gli stemmi del Re e della Regina, chiamata per la prima volta ufficialmente Queen Camilla e non Queen Consort. Da notare che i due stemmi si equivalgono per dimensione e posizione, il che probabilmente allude all’intenzione di Charles quasi di “dividere” il regno con la moglie. Sopra gli stemmi sono dei rami di biancospino, ciascuno composto da tre fiori: l’utilizzo del tre, ripetuto anche altrove, indica che Charles è il terzo sovrano a portare quel nome. Il biancospino è protagonista di un’antica leggenda inglese che vede Giuseppe d’Arimatea raggiungere la Britannia. A Glastonbury egli piantò in terra il suo bastone da cui fiorì un biancospino (un ibrido presente solo in quell’area). Lì accanto il santo fondò la prima chiesa cristiana d’Inghilterra. Il biancospino fioriva ogni vigilia di Natale, e il giorno seguente un ramo veniva offerto in dono ai sovrani.

In mezzo ai fiori si trovano anche tre animali: accanto al leone, simbolo della regalità inglese e all’unicorno, simbolo scozzese c’è un nontiscordardime, probabilmente dedicato al ricordo di Elizabeth e Philip, Duca di Edimburgo, (il terzo animale è il cinghiale, presente nello stemma di Camilla). La memoria della defunta regina torna anche in altri elementi: sotto lo stemma di Charles si vede un rametto di rosmarino, e anche questo è un simbolo del ricordo; nella corona funebre che il Re depose sul feretro della madre c’era un rametto di questa pianta. Tra i due stemmi c’è una C, che è l’iniziale di Charles, di Camilla, e pure di Coronation; all’interno un ramo di mughetti, il fiore preferito della Regina (Lady Violet dovrà aggiornare il post Ladycameron giorno 8 – Le primule della Regina). Al suo funerale, la nuora Sophie l’ha onorata con un soprabito realizzato da Suzannah London e ricamato con mughetti. Non mancano neanche le fragole che Elizabeth adorava.

L’immagine che però più di tutte ha attirato l’attenzione è al centro in basso: il Green Man. Presente in molti edifici, anche religiosi, dell’Europa centro-settentrionale, compresa Westminster Abbey, è il classico esempio di elementi pagani assimilati dal Cristianesimo.

Simbolo di rinascita dopo un lungo inverno – e i mesi del lutto – di nuovi inizi, di fecondità, sul cartoncino d’invito è rappresentato composto da foglie di quercia – simbolo di forza e di regalità, l’albero inglese per eccellenza (nel suo legno riposa anche la Regina) – di edera, simbolo di fedeltà, e ancora fiori di biancospino, simbolo di speranza e buona fortuna. Altro aspetto interessante, la presenza di alcune ghiande. Sebbene spesso presenti nella rappresentazione del Green Man, potrebbero anche riferirsi a Catherine, nel cui stemma personale, creato in occasione del matrimonio, compaiono tre ghiande, a rappresentare lei, la sorella e il fratello (se vi ricordate la sposa indossava degli orecchini di diamanti a forma di ghianda, dono di nozze dei genitori)

Il nome Green Man viene coniato in un articolo del 1939 da Lady Raglan, studiosa di tradizioni popolari, e qui la cosa si fa interessante perché l’autrice ipotizza che anticamente il Green Man fosse figura centrale delle celebrazioni di May Day, il Primo Maggio, nell’Europa centrale e settentrionale. Il fatto che il Green Man fosse solitamente rappresentato con ghiande e biancospino, simboli di fertilità in epoca medioevale, ne rinforza l’associazione con la primavera. Lady Raglan propone una correlazione con Jack in the Green, figura del folklore inglese che dalla metà del diciottesimo secolo compare nel corteo di May Day. Sebbene non esattamente sovrapponibili, sono entrambi spiriti precristiani della natura e della fertilità. Molte tradizioni popolari in Inghilterra risalgono all’epoca celtica, quando l’anno era diviso in quattro feste principali. Beltane, “il fuoco di Bel”, segnava l’inizio della bella stagione salutato con l’accensione di falò. La tradizione continua nei secoli, e la notte di Beltane – il 30 aprile – lascia il posto al May Day. Giorno di allegria e danze intorno al maypole, l’albero di maggio. Le celebrazioni del May Day vengono bandite dai Puritani di Oliver Cromwell, che prendono il potere nel 1645 dopo aver sconfitto King Charles I, poi giustiziato. E chi ripristinò il May Day, riportando il maypole in ogni città paese e villaggio? Un altro Carlo, King Charles II, The Merry Monarch, che celebrò anche questa restaurazione facendo erigere un albero di maggio di ben 40 metri nello Strand, nel centro di Londra. Quante favolose coincidenze!

Qualcuno si chiede se le citazioni del paganesimo siano eccessive. Mi sento di tranquillizzarvi: Charles è ben consapevole che accettando la corona accetta anche il ruolo di Capo della Chiesa d’Inghilterra, il che tra l’altro rende questa incoronazione diversa da quelle degli altri sovrani. Tra i tanti aspetti del complesso cerimoniale mi piace citarne uno: in testa alla processione regale ci sarà la Cross of Wales, realizzata per volere di Charles quando era ancora Prince of Wales come dono per la Chiesa Anglicana Gallese.

(Ph: Christopher Furlong/Getty Images)

Lo scorso 21 aprile il Papa ha inviato al Re un dono particolare di immenso significato: due frammenti della Vera Croce che, disposti a forma di croce, sono stati inseriti nella Cross of Wales. Dopo l’incoronazione questa raggiungerà il Galles, dove potrà essere usata da Anglicani e Cattolici, nel segno di quell’ecumenismo che tanto sta a cuore al nuovo sovrano. Si può immaginare un modo migliore per iniziare il nuovo regno?

Breaking News – Vengo, non vengo, vengo!

Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Michele vieni in là con noi dai…” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo…”.

(Era il 1978 e Nanni Moretti usciva col suo Ecce bombo, contenente un compendio di frasi buone per tutte le occasioni)

Ebbene, dopo aver tranquillamente ignorato la deadline, che fissava la risposta entro il 3 aprile, finalmente i Sussex hanno svelato l’arcano in merito all’incoronazione di King Charles, il prossimo 6 maggio. Insomma, vanno o non vanno? Vanno e non vanno. Cioè lui va – ma sarà “a fairly quick trip” un viaggio veloce – lei resta a casa a Montecito coi pupi, e festeggerà il quarto compleanno di Archie.

Archiviata questa parentesi, siamo pronti per la prossima operaria letteraria/radiofonica/televisiva: giro, vedo gente, mi muovo, faccio delle cose…

È Pasqua

Oggi è Pasqua, e sullo scenario royal questo di solito vuol dire due cose: la messa nella cattedrale di Palma de Mallorca per la famiglia reale spagnola e la funzione nella St George’s Chapel a Windsor per la Royal Family.

Dimenticate la prima: quest’anno i sovrani sono rimasti a Madrid, e ieri sera sono stati visti con le figlie Leonor e Sofía per le vie di Chinchón, nei pressi della capitale, dove da 60 anni si svolge una sacra rappresentazione (di solito preferisco non pubblicare foto con bambini, ma questa è stata postata sull’account Twitter della Casa Real). A inizio della settimana El Rey, da solo, era volato a Palma a visitare la madre, che se n’è andata alle Baleari con la sorella Irene di Grecia. L’infanta Elena invece è volata ad Abu Dhabi per trascorrere la Pasqua col padre, El Rey Emerito Juan Carlos, e il figlio Felipe de Marichalar, che si è trasferito negli Emirati da un paio di mesi. Insomma, tutti separati appassionatamente.

Rispettata invece la tradizione oltremanica, considerando che oggi è un giorno veramente speciale: la prima Pasqua del regno di Charles III, che è anche il Capo della Chiesa Anglicana e questa mattina ha partecipato alla funzione pasquale a Windsor. Con lui Queen Camilla, i Wales con tutti e tre i figli, compreso Louis e le sue smorfie irresistibili, e praticamente tutta la Royal Family con l’eccezione di Lady Louise Windsor, figlia dei Duchi di Edimburgo.

Presente la duchessa Sophie, in una mise un po’ troppo pesante per l’occasione: cappotto color lampone Catherine Walker, stivaloni di suède e cappello Philip Treacy. Anche la borsa di Sophie Habsurg, rigida e un po’ troppo grande, contribuisce a creare un’idea di pesantezza.

Non mancano Eugenie col suo delizioso pancione avvolto in un abito Whistles, né la sobrietà quasi monacale di Beatrice (in Emilia Wickstead) in stridente contrasto con l’allegria un po’ caciarona dei Tindall, con Zara accollatissima e scosciatissima in shocking (molto) pink (Jane Atelier).

Le signore più importanti del regno scelgono una nuance simile: la Principessa di Galles tira fuori dall’armadio il cappotto blu – all’epoca definito sapphire, zaffiro – creato per lei da Catherine Walker e già indossato l’anno scorso per il Commonwealth Day; allora manifestai alcune perplessità che mi restano tutte, aggravate dal nuovo pillbox di Lock & Co. piazzato in testa come un tegame.

Con l’aggravante della recidiva: Catherine possiede questo cappello anche in verde e lo ha indossato per la parata di San Patrizio del 2022. Sia il cappotto sia il cappello sono stati oggetto dei nostri commenti nello stesso post, questo: Royal chic shock e boh – Ricominciamo.

Ladies&Gentlemen attenti al dettaglio: per la prima volta da quando Catherine è entrata nella Royal Family dodici anni fa le vediamo le unghie smaltate di rosso invece del solito pallido nude. Senza essere melodrammatici, qualcosa che si avvicina molto a una rivoluzione.

I sovrani ci perdoneranno se di loro parliamo per ultimi, ma meritano particolare attenzione perché per loro questo è un giorno speciale: non solo Pasqua, ma anche anniversario di matrimonio, il diciottesimo.

Sarà per questo che Camilla ha scelto una mise creata da Anna Valentine, che con la socia di allora, Antonia Robinson, creò entrambi gli abiti indossati quel giorno, per la cerimonia civile e la benedizione religiosa (A Royal Calendar – 9 aprile 2005)? In testa, come allora, una creazione di Philip Treacy, che resta il suo modista di fiducia (anche se in questo caso non mi convince). Sulla spalla brilla una spilla di diamanti dal grande valore simbolico: un nodo, evidente allusione a unione, legame, unità. Non solo, questa è la spilla indossata da Camilla esattamente sette mesi fa, il 9 settembre, rientrando a Londra il giorno dopo quello della morte di Queen Elizabeth. La sua prima spilla da regina; ah, la forza dei simboli!

A questo punto forse vi chiederete come mai alle spalle di Charles e Camilla, accanto alla Princess Royal, ci sia non il marito Tim Laurence (lo si vede un po’ più indietro) ma il Duca di York, ormai bandito dalle prime file, e pure dalle seconde. Immagino che la risposta sia nella data: il 9 aprile è anche il giorno in cui due anni fa se ne andò Philip, The Duke of Edinburgh. E Lady Violet pensa non sia un caso che Anne abbia scelto per la sua mise il bianco, il più primaverile dei colori associati al lutto, pur abbinandolo al blu. Piccoli segni, grandi significati.

le foto del giorno – Il primo giovedì

Oggi per King Charles è il primo Maundy Thursday, alla lettera il Giovedì della lavanda dei piedi, il Giovedì Santo.

Seguendo un’antica tradizione, il Re ha distribuito un obolo a 74 donne e 74 uomini – il numero si riferisce agli anni del sovrano – che si sono distinti per il servizio alla propria comunità; quest’anno quella della Cattedrale di York. I prescelti hanno ricevuto due sacchetti, uno di pelle rossa e l’altro bianca, contenenti monete di nuovo conio.

Nel sacchetto bianco ci sono varie monetine di diverso valore, a raggiungere i 74 pence; nel sacchetto rosso invece la moneta da 5 sterline che celebra i 75 anni del Re (li compirà il 14 novembre prossimo) e una moneta da 50 pence: mezza sterlina.

Si tratta di una cerimonia molto antica: la prima distribuzione di cui si abbia notizia risale a King John, Giovanni Senzaterra, nel 1210 a Knaresborough, North Yorkshire.

Oggi segna una prima volta anche per Camilla, finalmente chiamata semplicemente Queen e non Queen Consort. Un altro piccolo passo è compiuto, e un mese dall’incoronazione mi sembra quanto mai opportuno.

Nonostante al loro arrivo siano stati contestati da un gruppetto di persone, presto soverchiate dagli assai più numerosi astanti festanti, mi sembra che i sovrani si siano goduti questo debutto ricco di significato. Sorridente la regina in un primaverile bianco e blu; tutto elegante, tutto già visto – secondo il suo stile improntato alla sobrietà – compresa la splendida spilla di cristallo di rocca e diamanti, nel più elegante dei disegni déco. Apparteneva alla Regina Madre, ultima Queen Consort prima di lei.

La foto del giorno – Father & son

La foto di oggi non può essere che questa: il Re e il suo erede, piantano l’ultimo albero in conclusione del Queen’s Green Canopy, che ha accresciuto il patrimonio boschivo del Paese di oltre tre milioni di piante. Charles e William insieme hanno messo a dimora un acero nei giardini di Sandringham.

Il progetto era stato lanciato a maggio 2021, in vista del Platinum Jubilee che Queen Elizabeth avrebbe celebrato l’anno seguente. Nel messaggio che ha accompagnato la chiusura dell’iniziativa, King Charles ha sottolineato che da quel giorno a Windsor in cui fu piantato il primo albero alla presenza della Regina sono passati due anni. E molte cose sono accadute, mi permetto di aggiungere. Allora la famiglia iniziava a fare i conti con il lutto per la scomparsa del Duca di Edimburgo; in mezzo la pandemia, il giubileo della sovrana, la sua morte, l’ascesa al trono del nuovo Re. E un nuovo Duke of Edinburgh.

A me sembra che il confronto tra le due fotografie racconti meglio delle parole i cambiamenti avvenuti in un lasso di tempo lungo e breve: ieri lei in loden e foulard Hermès, lui nell’elegante cappotto di cammello da cui sbucano i pantaloni grigi di un completo, la vanga tenuta in mano come un bastone da passeggio, più spettatori – oggi si direbbe testimonial – che attori. Oggi col figlio la formalità lascia il posto a una maggiore semplicità: Charles in pantaloni di fustagno (o velluto) e giaccone Barbour, da cui fa sobriamente capolino la cravatta, non perde la sua eleganza e sembra il re dei gentiluomini di campagna. Molto più casual e meno chic William: più che un gentleman impegnato nel giardinaggio sembra qualcuno cui s’è allagato il garage. La posa però suggerisce che i due hanno lavorato insieme, e il futuro della Corona è tra le mani di chi non teme di sporcarsele.

Le foto del giorno – Auguri a tutti

Oggi è il 19 marzo, festa di San Giuseppe e giorno in cui festeggiamo papà. Ma è anche la terza domenica di marzo, che nel Regno Unito vuol dire una cosa: festa della mamma. Per cui percorrendo il web, da una parte è pieno di babbi – spesso giovani ed energici, in foto invecchiate al posto loro – dall’altra di madri, a partire dalla defunta Queen Elizabeth, anche lei in versione giovanile come nell’immagine scelta dal Re (la trovate in fondo al post).

(Ph: Matt Porteous)

In questo momento però impazza una foto di una madre ancora giovane, non ancora madre della nazione (se mai lo diventerà), che tiene tra le braccia e fa roteare il figlio minore. Sono Catherine e Louis in uno scatto tenero e simpatico di Matt Porteous. Naturalmente ce n’è anche una con la neo Princess of Wales circondata dai figli, tutti seduti tra le fronde di un albero. Notate nulla? La blusa di sangallo della principessa vi ricorda qualcosa? Esatto è la stessa seduta fotografica da cui è uscita l’immagine usata dai Wales per gli auguri di Natale, tutti insieme appassionatamente nella campagna del Norfolk (La foto del giorno – Christmas is coming).

(Ph: Matt Porteous)

Ora, sappiamo bene con qualche diligenza i principi – soprattutto lei – si attengano alle direttive del Sovrano, che sta imponendo una certa sobrietà alla Royal Family in ogni sua manifestazione, ma qui veramente si sfiora la perfezione: in una seduta sola si fanno tutte le foto che servono nell’anno, la parola d’ordine è ottimizzare! A questo punto sono curiosa di vedere la foto che il 18 giugno festeggerà William per il giorno del papà, e/o quella per il suo compleanno, tre giorni dopo.

A voi e ai vostri padri, vivi nei vostri giorni o nella vostra memoria, auguri.

Il caffè del lunedì – Il Re del foro

Notizia seria, o quantomeno ufficiale: è stato reso noto il logo dell’incoronazione di King Charles III.

Contrariamente a quanto accaduto per gli ultimi giubilei della defunta Regina non è il frutto di un concorso indetto tra i più giovani, ma la creazione del designer Sir Jony Ive con il suo collettivo LoveFrom.

Realizzato nei colori della bandiera, il disegno ha al centro la St Edward’s Crown, con cui il Re verrà incoronato, composta con i fiori che rappresentano i quattro Paesi che formano il Regno unito: la rosa d’Inghilterra, il cardo di Scozia, il narciso del Galles e il trifoglio dell’Irlanda del Nord. L’autore ha dichiarato di aver tratto ispirazione dal ben noto amore del Re per il pianeta e dal suo profondo interesse per la natura; racconta del “felice ottimismo della primavera” e celebra l’inizio di una nuova era. La delicatezza di queste forme naturali contribuisce a creare un emblema che vuol coniugare la grande importanza di questa straordinaria occasione con la gioia per un uovo inizio mentre si stempera il dolore del lutto.

Sir Jony Ive attualmente è il Rettore del Royal College of Art. Una delle personalità più notevoli del design britannico, è stato Chief Design Officer alla Apple, e ha ricevuto innumerevoli premi nella sua carriera, tra cui la Benjamin Franklin Medal della Royal Society of Arts e la Professor Stephen Hawking Fellowship dalla Cambridge Union Society. Nel 2019 ha fondato LoveFrom, che riunisce designer, artisti, scrittori musicisti, filmmaker e ingegneri, e ha sedi a Londra e a San Francisco. Designer e collettivo avevano già collaborato con Charles, allora Principe di Galles, nella realizzazione del logo per Terra Carta, iniziativa per i mercati sostenibili, lanciata a Davos nel 2020.

Esaurita la seria ufficialità dedichiamoci a una piccola, faceta parentesi. Impegnato in incontri con le varie comunità che compongono il regno, Charles ha visitato quella bengalese nella zona est di Londra ed è stato ricevuto nella moschea. Qui come richiesto si è tolto le scarpe rivelando un bel buco nel calzino.

A onor del vero non si tratta del classico buco sul pollicione, ma di una sfilatura che si è allargata partendo dalla cucitura. Non sappiamo che fine abbia fatto il valet de chambre responsabile del mancato controllo della real biancheria, certo è che l’incidente può anche aver imbarazzato il sovrano, ma lo ha reso più simpatico. Insomma l’operazione Charles uno di noi procede speditamente. A meno che…

A meno che il Re non abbia voluto offrire un ramoscello d’ulivo ai Sussex imitando la nuora Meghan, che il 5 marzo 2019 si presentò a Buckingham Palace, all’incontro per celebrare i 50 anni dall’investitura del suocero a Prince of Wales, con un vistoso buco nella calza. Evidentemente ignara che è sempre raccomandabile portare un secondo paio di calze in borsetta, perché non si sa mai (grazie mamma!). Immagino però che quando si a casa mia si parlava di principe del foro non ci si riferisse a questo. Caffè.

Le foto del giorno – Un Re di valore (bollato)

Dopo monete e banconote (La foto del giorno – Un Re di valore) King Charles III ha il suo francobollo.

È una affrancatura 1st (class) – in pratica la nostra posta celere – del valore di 95 pence e sarà disponibile dal 4 aprile; i francobolli con l’immagine della defunta regina restano validi finché si saranno esaurite le scorte. L’effige del re, ritratto da Martin Jennings, è quella stessa che compare sulle monete finora coniate, da 50 pence e da 5 sterline, entrambe molto belle con il loro omaggio alla sovrana appena scomparsa.

King Charles è il settimo sovrano britannico a comparire su francobolli, da quando Queen Victoria fu ritratta sul “Penny Black” nel 1840. Il francobollo di King Charles presenta – o meglio non presenta – un dettaglio che lo rende diverso: per la prima volta non compare la corona, presente in un modo o nell’altro in tutti gli altri, Un cambiamento piccolo ma significativo, un altro passo verso una monarchia contemporanea, più semplice e meno distante.

P.S. Ho appena scoperto, con l’esclusione del semicalvo Edward VII, che i Re britannici si pettinano con la riga a sinistra!

Il caffè del lunedì – Grab the brolly!

Cosa c’è di più British di un ombrello? Chi mai potrà dimenticare Her Majesty coi suoi cappottini colorati e i vezzosi cappellini proteggersi sotto un parapioggia in pvc trasparente – perché i sudditi potessero sempre vedere il suo viso – rifinito da una banda coordinata alla mise? Ne aveva una collezione, tutti marca Fulton, inglesissimo brand in vendita dappertutto per poche decine di sterline.

E quando il Regno Unito non era ancora il paradiso dello shopping (almeno non quello abbordabile) uno dei souvenir classici era un bell’ombrello. Magari uscito da James Smith & Sons, blasonatissimo negozio artigianale che ripara le teste di Ladies&Gentlemen dal 1830. Occupa ancora, da ben 170 anni, lo splendido negozio vittoriano al numero 53 di New Oxford Street e vale assolutamente una visita; per raggiungerlo basta chiedere di The Umbrella Shop, il negozio di ombrelli per antonomasia.

Conoscendo la consolidata tradizione britannica, probabilmente non ci siamo mai fatti domande nemmeno sulla provenienza degli ombrelli di His Majesty, magari quello che portava ieri e che usa spesso, blu col manico in bambù. Sicuramente un prodotto di somma qualità, fatto a mano direttamente da Mr Smith o da qualche altro artigiano, talmente raffinato ed esclusivo che non lo conosce neanche Lady Violet (momento autoelegiativo, passa subito). E invece…

…e invece no, perché l’ombrello in questione è stato davvero realizzato da sapienti mani artigiane esclusivamente per il sovrano, ma le suddette mani non sono albioniche bensì italiane, più precisamente napoletane. L’ombrello di King Charles (in effetti ce l’aveva già quando era ancora HRH The Prince of Wales) viene dal laboratorio di Mario Talarico, ombrellaio di culto con bottega a via Toledo (al civico 329, mentre il laboratorio è lì vicino, in Vico Due Porte a Toledo 4/B).

Appezzate la raffinatezza della costruzione che utilizza un legno intero; in questo caso è bambù, ma ci sono anche legni particolari come il limone di Sorrento. E tessuti pregiati, a volte provenienti addirittura dalle seterie di San Leucio. Insomma, il trionfo del Made in Italy, di cui gli stilisti sono stati e sono un magnifico amplificatore a livello mondiale, ma non certo gli iniziatori. La tradizione napoletana poi, soprattutto per l’universo maschile, francamente non ha rivali; a casa mia si diceva (e si dice ancora) che nessuno è più elegante di un elegante signore napoletano.

A casa mia (ma in effetti era soprattutto mia madre, non nota per il proprio incontenibile ottimismo) si usava spesso anche uno dei motti di Mario Talarico: se non piove pioverà… Al che, da quando imparai l’espressione – oggi un po’ vintage come del resto sono io – rispondevo: grab the brolly, prendi l’ombrello!

Le foto del giorno – In cammino

La defunta Regina era solita trascorrere il periodo natalizio a Sandringham, dove rimaneva fino al 6 febbraio, data che per il resto del mondo rappresentava l’anniversario della sua ascesa al trono, ma per lei il doloroso giorno della morte del padre. King Charles con discreta accortezza sta assicurando una transizione smooth, morbida, e dunque pur essendo tornato nella residenza londinese di Clarence House in queste domeniche di gennaio si fa vedere ripercorrere i passi materni per raggiungere la chiesa di St. Mary Magdalene.

Oggi non cera la Queen Consort Camilla, ma il sovrano era comunque in ottima compagnia, quella della sorella Anne. Che con stile intramontabile nonché ineffabile ha sfoggiato uno di quei pillbox di pelliccia – di solito castoro, ma anche maculato per le più audaci – tanto di moda negli anni ’60 (mia madre ce l’aveva) che sono certa arriva direttamente da quell’epoca. Potenza del vintage!

Altra presenza che non è passata inosservata quella di Lady Susan Hussey, incappata qualche mese nel furore antirazzista per essersi improvvidamente rivolta a un’attivista angloafricana ospite a Buckingham Palace (La foto del giorno – Women). Va detto che l’anziana nobildonna – una delle più intime amiche di Queen Elizabeth e sua lady-in-waiting, nonché madrina di battesimo del Principe William – si era prontamente scusata, e la polemica rapidamente rientrata.

Ora la sua presenza nel piccolo corteo reale fa pensare che sia stata riammessa nell’inner circle, da cui era stata prudentemente accantonata. Mi sembra si possa dire che i primi passi di Charles come Re vadano nel senso della ricomposizione dei conflitti, e questo potrebbe riguardare anche il figlio minore. A quanto si sa al momento, il sovrano vorrebbe anche i Sussex presenti alla sua incoronazione (nonostante la contrarietà del figlio maggiore, che teme qualche brutta sorpresa) e avrebbe incaricato l’Arcivescovo di Canterbury Justin Welby di negoziare un accordo.

La passeggiata odierna ha però portato alla mia attenzione un dettaglio del suo abbigliamento, che sarà l’argomento del caffè di domani e spero troverete interessante. See you soon!