La foto del giorno – 5 settembre

Nel 1990 un equipaggio tutto femminile partecipò a bordo dello yacht Maiden alla Whitbread Round the World Race, arrivando secondo. Sponsor dell’impresa fu l’allora re di Giordania, Hussein I. IMG_20180905_173938 Oggi lo yacht è stato restaurato grazie alla principessa Haya, figlia del defunto re, e ha ripreso il mare, alla presenza del Principe di Galles e della Duchessa di Cornovaglia. Ancora tutto femminile l’equipaggio, e vi prego di notare il motto impresso sulla giacca a vento: Anything is possible.

Declinati in stile paramarinaro e nel classico bianco/blu gli outfit di entrambe le signore: righe sfumate con espadrillas per Haya, blocchi di colore chic per Camilla. Peccato quelle scarpe color terracotta…

(vi ricordate Haya e i suoi cappelli? Aspettando Ascot – la Principessa Haya )

 

La foto del giorno – 1 settembre

Facciamo un discorso serio, qui bisogna che ci andiamo anche noi a questo Braemar Gathering, dato che tutte le volte che presenzia – sarà per il tiro alla fune, sarà per il lancio della pietra – la Royal Family si sbellica dalle risate.

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Oggi hanno avuto la loro dose di divertimento Her Majesty, Charles, Anne e suo marito, il Vice Ammiraglio Tim Laurence. Deliziosa la Regina in turchese, ortodossa the Princess Royal in trench e cappello decorato da penne di volatile non identificato, impeccabile l’erede al trono in perfetta tenuta delle Highlands. Che, oltre ovviamente al kilt, è composta da: hose (i calzettoni col risvolto), flashes (le giarrettiere che tengono su le calze prive di elastico, con una decorazione che si intravvede spuntare dal risvolto), sgian dubh (il piccolo pugnale infilato nel calzettone), sporran (quella sorta di piccola borsa che poggia sul kilt). Meditate voi, che guardate la partita in tuta!

 

News – 100 giorni!

Non vi innervosite, non è un post politico! I 100 giorni cui facciamo riferimento non hanno niente a che vedere con governi e cosacce del genere, ma si riferiscono al tempo intercorso da quel fatale 19 maggio, in cui Harry e Meghan unirono le loro vite, contemporaneamente diventando  TRH The Duke and Duchess of Sussex.

charles meghan

Noi celebriamo l’occasione con questa foto, che riproduce il più fedelmente possibile quella vista qualche giorno fa a Clarence House, dove scattare è proibito, of course. Si tratta di una delle immagini private, e dunque inedite, che è stato possibile ammirare durante la visita.

È un dono della neoduchessa al suocero, per ricordare uno momenti più belli ed emozionanti del royal wedding, quando Charles, con la delicatezza che gli è propria, accoglie e scorta la futura nuora – incolpevole figlia di un padre disgraziato – all’altare.

Lady Violet confessa, questo è sicuramente il suo momento preferito. E si augura che prima o poi le qualità di Charles come padre vengano riconosciute. Intanto, auguri!

 

La foto del giorno – 7 agosto

In vacanza in Scozia, dove porta il titolo di Duke of Rothesay, prince Charles domenica ha partecipato ai Mey Highland & Cultural Games. I giochi celebrano la cultura, il talento e il senso dell’ospitalità della gente delle North Highlands.

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Ecco HRH giudicare imparzialmente l’esito del tug of war (che sarebbe il tiro alla fune, ma volete mettere quanto suona meglio?), esercitando il suo ruolo di chieftain, interessante termine che in questo caso indica il giudice dei giochi, ma di solito si riferisce al capotribù. E a noi questo aspetto selvaggio e virile del Principe di Galles piace assai!

I giochi si svolgono a Mey, contea di Caithess, sulla punta estrema della Scozia. Qui si trova un castello edificato nel ‘500 e acquisito nel 1952 dalla Regina Madre che lo salvò dallo stato di abbandono in cui versava, restaurandolo e trasformandolo in residenza estiva. La Queen Mom ha frequentato il Castello di Mey ogni anno tra agosto e ottobre fino alla morte;  castello e parco sono aperti al pubblico dal 1 maggio al 30 settembre di ogni anno, con l’esclusione dei dieci giorni tra luglio e agosto che Charles e Camilla trascorrono qui.

P.S. Ringraziamo di cuore il primo concorrente a sinistra per aver indossato un bel paio di calzoncini sotto il classico kilt, che nella foga della competizione non sai mai cosa può succedere.

Il battesimo di Louis

Lady Violet chiede venia per il ritardo, indipendente dalla sua volontà (si dice sempre così ma stavolta è vero) e già che ormai tutti abbiamo visto le immagini del battesimo, aggiungiamo solo qualche commento sulle mise.

Il battezzato

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Bello tranquillo e pacioccone il piccolo Louis, come i fratelli cuginette e zietto, indossa la replica della veste fatta realizzare dalla regina Victoria nel 1841 e usata poi per 163 anni. Dopo il battesimo di Lady Louise – figlia dei Conti di Wessex – fu evidente che il preziosissimo abito non poteva continuare ad essere usato, dunque Angela Kelly, stilista personale di Sua Maestà, nel 2008 ne creò un altro a immagine e somiglianza del primo, con la collaborazione di preziose mani artigiane, anche italiane.

I Cambridge

kate battesimo

Mai come in questa occasione mamma Catherine è apparsa radiosa. Abito avorio dell’immancabile Alexander McQueen di cui si vedono in pratica solo le maniche (e sarebbe stato meglio di no) con l’arricciatura eighities già vista al Trooping The Colour, se non lo ricordate lo trovate qui A Royal Weekend – Trooping the Colour

In testa un’acconciatura di Jane Taylor, interessante nel modello ma un po’ disarmonica nelle dimensioni, eccessive soprattutto in altezza. Ma a una mamma così bella e felice si perdona tutto.

charlotte battesimoMenzione d’onore alla sorellina Charlotte, perfetta sempre, anche col broncetto da io non ci volevo venire.

I Mountbatten-Windsor

Anche Camilla in avorio, un colore che secondo me dona molto a lei e soprattutto alle sue favolose perle. L’abito però è un filo troppo corto, e assolutamente privo di forma. Il cappello per una volta è Locke e non Philip Treacy, e purtroppo si vede. È simpatico e le sta bene, ma per un royal battesimo ci voleva qualcosa in più.

Meghan ha optato per il verde oliva dalla testa (cappello Stephen Jones) all’abito Ralph Lauren, alle solite Manolo in suede. Elegante e anche adatta alla cerimonia, sempre che si trattasse di una commemorazione, magari a novembre. Le facce da funerale sua e del marito completano l’opera. Un piccolo consiglio, benché non richiesto; Your Royal Highness dia retta, cambi le lampadine in bagno così truccandosi eviterà l’effetto Toro Seduto (o Kardashian, che è peggio).

I Middleton

Nonna Carole è in celeste polvere, con un abito che le regala almeno una taglia, se non due: tremendo, ma le calze troppo scure sono peggio. Soprattutto con le gambe abbronzate evitare John Lewis e chiedere direttamente a Fogal. Il cappello però è grazioso, e finalmente si è pettinata i capelli indietro invece che spioventi ai lati del viso.

Zia Pippa, futura mamma anche lei, si presenta con una abito azzurro – azzurro al battesimo di un maschietto? avanguardia pura! (semicit.) – e evidentemente ha deciso di farsi odiare da buona parte dei 4 miliardi di donne che popolano la terra. Nonostante la gravidanza sfoggia un abitino che segna proprio la zona dell’addome, senza che faccia la minima grinza; e come se non bastasse ci aggiunge pure delle Jimmy Choo coi laccetti alla caviglia. E allora dillo che vuoi litiga’!

I padrini

Signore, che dire? Vi ricordo che ci sono i saldi. Un bel giretto da Selfridges? C’è anche il servizio personal shopper (che poi l’abito rosa non sarebbe neanche brutto, ma il pan di zucchero in testa no, dai).

 

A Royal Calendar – 25 giugno 1900 (parte seconda)

La crisi politica indiana provoca un’emergenza umanitaria, e Lady Edwina percorre il paese in lungo e in largo per portare aiuto alle popolazioni sconvolte dalla guerra civile. Lo fa contando su una nuova forza: alle soglie dei cinquant’anni la viceregina è di nuovo innamorata.

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Lui è Jawaharlal Nehru, il capo del Partito del Congresso, una figura chiave. La relazione, forse solo platonica, è a conoscenza di molti, a partire dal marito di lei, che però continua a considerare preziosa l’opera della moglie, e continua a stimare e a fidarsi di Nehru e del suo mentore Gandhi. I rapporti peggiorano invece con Jinnah, che alle naturali freddezza e arroganza somma ora i sospetti sui reali rapporti tra i vicesovrani e il Partito del Congresso. Mountbatten si convince che è necessario fare presto, ma neanche la concessione dell’indipendenza serve a  calmare gli animi.

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La situazione, già disperata, raggiunge il punto più grave il 30 gennaio 1948, con l’uccisione di Gandhi. Il vicerè è tra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia e riesce a calmare la rabbia montante contro i musulmani, incolpati dell’assassinio, affermando che l’omicida non è un islamico ma un indù. Rivelerà poi di avere inventato lì per lì una cosa che poi si scoprirà incredibilmente vera.

Lord Mountbatten resta in India fino al 1950, non più vicerè ma governatore, per assicurare che la transizione sia il meno cruenta possibile, ma con scarso successo. Tutta l’operazione in patria viene considerata un fallimento, e a lui viene imputato di non essere stato in grado di mediare ma anzi di aver  spinto per una soluzione rapida che – peraltro – era stata favorita dallo stesso Primo Ministro Attlee.

Chiusa la parentesi indiana Mountbatten, che è stato creato Earl of Burma, torna in Inghilterra.  Riprende il suo posto nella Royal Navy e nel 1955 diventa Primo Lord dell’Ammiragliato, lo stesso ruolo raggiunto da suo padre, lo stesso ruolo cui il padre aveva dovuto rinunciare. Dickie non deve rinunciare a nulla, anzi si gode la definitiva consacrazione della sua famiglia: l’amato nipote Philip, il figlio maschio che lui non ha avuto e che ha seguito i suoi passi nella Royal Navy, ha sposato l’erede al trono Elisabetta (e si dice sia stato proprio Lord Louis a favorire il primo incontro tra i due, durante una visita della Royal Family alla scuola navale di Darthmout).

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La prima foto che ritrae insieme l’adolescente Elizabeth col giovane Philip, cadetto di Marina

Elisabetta sale al trono alla morte del padre nel 1952, e considera lo zio Dickie, dal 1953 suo aiutante di campo, un punto di riferimento e un prezioso consigliere per gli affari di stato e per la vita coniugale, appesantita dalla complessità del ruolo di lei e dalle infedeltà di lui.

La carriera di Lord Mountbatten raggiunge il vertice: a luglio del 1958 è Capo si Stato Maggiore della Difesa e poco tempo dopo Comandante in Capo delle Forze Armate, ma la vita personale subisce una grave perdita: Edwina muore nel 1960 per una crisi cardiaca durante uno dei suoi  viaggi in Oriente. Il loro era stato un matrimonio non felice, ma un sodalizio efficace.

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Dickie non è solo, ha due figlie che gli hanno dato ben dieci nipoti; a loro se ne aggiunge un altro diciamo “adottivo” è il giovane Charles, futuro principe di Galles, che lo considera il nonno che non ha mai avuto (il nonno paterno era morto prima della sua nascita, e quello materno quando aveva solo tre anni).

Il pensionamento dalla marina avviene nel 1965, Dickie si divide tra i nipoti, gli amici scelti soprattutto tra le teste coronate, alcuni patronati di cui assume la presidenza, il ruolo di consigliere discreto per la Royal Family.

Incontra il suo destino il 27 agosto 1979. Alle 11.45 nello specchio d’acqua antistante Mullaghmore, villaggio sulla costa atlantica dell’Irlanda, l’Esercito Indipendentista Irlandese fa esplodere lo Shadow V. E’ il battello da pesca di Lord Mountbatten,  con lui a bordo ci sono la figlia Patricia, suo marito, la suocera, i due figli minori della coppia, gemelli, e un giovane marinaio. Nell’attentato muoiono sul colpo il vecchio Lord, uno dei gemelli e il marinaio; la suocera di Patricia morirà il giorno. Pur gravemente feriti, gli altri tre sopravviveranno.

mountbatten funerali

Il giorno dei solenni funerali dinnanzi alla Famiglia Reale il principe del Galles è pietrificato dal dolore. Lo nota la giovanissima figlia di un conte, che quando incontrerà il principe avrà per lui parole di ammirazione e tenerezza. La fanciulla si chiama Diana, e Charles, colpito da tanta premura, penserà di aver forse trovato la donna della sua vita. La seconda, perché la prima, grazie anche ai discreti uffici di zio Dickie, apparentemente l’ha persa. Ma questa è un’altra storia.

Lord Mountbatten viene sepolto nell’Abbazia di Romsey nello Hampshire, non lontano dalla sua residenza di Broadlands con la splendida dimora palladiana e le tante memorie familiari.

mountbatten tomba