Come ogni anno nel Palais Princier i sovrani di Monaco hanno organizzato un Christmas party per bambini del Principato, soprattutto quelli più disagiati — che immagino non moltissimi – o rifugiati.

Il sempre amabile Albert II, addobbato con cravattone natalizio d’ordinanza, ha distribuito doni ai piccoli ospiti, coadiuvato da una perplessa Gabriella, avvolta in un impermeabilino di cirè nero con margheritone scarlatte. Sarà la sua pur deliziosa mise a non convincerla?

In effetti anche il fratello Jacques sembra avere qualcosa che lo perplime, che sarà mai? Uno sguardo più attento alla nuova coiffure di maman potrebbe aiutarci a svelare l’arcano. Charlène, oltre alla giacca in stile giungla barocca e alla mascherina paillettata, sfoggia qualcosa di assolutamente inedito. Un nuovo e piuttosto drastico taglio di capelli.

Confesso, all’inizio ho temuto che la principessa si fosse dovuta sottoporre ad un intervento di neurochirurgia, ma fortunatamente non mi sembra di vedere cicatrice alcuna. Dunque di mera scelta stilistica si tratta.

Magari attraversa un tantino in ritardo una di quelle fasi similpunk tipiche dell’adolescenza, d’altronde si sa, ognuno ha i suoi tempi. Scherzi a parte, Lady Violet spera che sia davvero un’alzata – o piuttosto una pelata – di testa e non qualcosa di più grave, per due ragioni: i bambini non sembrano troppo a loro agio, e non è la prima volta.

E soprattutto il ricordo, che non può che andare a un illustre precedente monegasco di qualche decennio fa; quella volta sì che ci si preoccupò davvero.











Sapevamo già dalle rivelazioni di Angela Kelly che Her Majesty avrebbe evitato i colori scelti negli anni immediatamente precedenti e lei non ci ha delusi, arrivando col più natalizio dei rossi, che non portava in questa occasione dal 2015. Splendido il cappotto doppio petto profilato di passamaneria, da cui spunta l’abito in tinta.
Sceglie un bellissimo punto di viola The Princess Royal, che riesce nella non semplice impresa di abbinare il cappotto dagli ampi revers, stile anni ’70 (epoca cui potrebbe davvero risalire, essendo Anne una nota riciclatrice, grazie al fisico sottile che non è mutato nel tempo) al cappello, la cui tesa sarebbe un po’ troppo rigida per chiunque ma ben si sposa col suo stile semplice e rigoroso. Chic.
Viola – più tendente all’indaco – per la Duchessa di Cornovaglia che replica una delle sue mise che mi convince di meno: soprabito in velluto (Bruce Oldfield) e in testa una calotta piumata. Amo il colore, adoro il genio dei capelli Philip Treacy, ma questa creazione non mi convince. Boh.
L’arrivo dei Cambridge ha catturato l’attenzione innanzi tutto per la presenza di George e Charlotte, lui con pantaloni lunghi ma senza cappotto, lei deliziosa in verde bosco. La duchessa ha (forse) abbinato il cappellino, già visto varie volte, al cappotto della figlia, peccato che col suo sia andata peggio: sceglie il Larissa Coat di Catherine Walker e lo trasforma in un pastrano di tweed con inutili (e bruttissimi) collo e polsini di ecopelliccia, portato con scarpe scollate e le onnipresenti calze color carne.
Questo è il modello originale, non mi fa impazzire ma ha più senso della versione royal. Insomma perché lo scegli se poi lo fai fare da capo? Boh.
Al completo anche i Wessex: il cresciutissimo James come suo cugino/nipote George è senza cappotto (ma che è, un modo per temprare i giovani royal? Come Charles spedito a Gordonstoun, dove ogni giornata scolastica iniziava con una corsetta all’alba a petto nudo?). Sophie tenta di risollevare il tono banalotto di un cappotto neutro col tocco bordeax di borsa e bandeau, proprio il minimo sindacale. Poi c’è Louise, cui la madre ha prestato un suo soprabito (il Marcelline di Stella McCartney) troppo grande di due taglie, aggiungendoci un bandeau di velluto intrecciato che trattiene a stento la massa scomposta di capelli. Un grande boh solo per non infierire su una ragazzina, nella speranza che la mise l’abbia scelta lei (sarebbe un normale processo di crescita, conoscenza di sé ed elaborazione del gusto e dello stile, con incidenti inevitabili) e non gliel’abbia rifilata la madre (sarebbe molto peggio, ma non ci voglio credere).
La nubenda Beatrice con fidanzato Edo; la fotografia non è bella ma il cappotto di cammello (The Fold London) lo è molto, solo leggermente stretto di maniche. Bello anche il bandeau Juliette Botteril, cui il gioco di volute intrecciate di feltro pieghettato dà una qualità particolare. Avrei evitato gli stivaletti, ma per me è chic.
Non posso dire lo stesso della sorella Eugenie, che nonostante la simpatia stavolta è veramente impossibile da salvare: il cappotto a vestaglia può donare anche a un fisico come il suo, ma con alcune cautele qui non osservate. Sulle calze nude in contrasto col blu scuro neanche mi pronuncio, ma il punto di non ritorno si raggiunge col copricapo, in questo caso l’ennesima variazione sul tema bandeau, che la fa somigliare a uno dei due personaggi dell’ottuagenario Via vol vento ad essere premiato con l’Oscar, e non mi riferisco a Scarlet O’Hara. Shock.
Pantone non ha fatto in tempo a scegliere il Classic Blue come colore dell’anno 2020, che lei l’ha già adottato con la solita regale nonchalance. Sublime.
Anche i principini hanno partecipato al rito dei saluti alle persone in attesa fuori dalla chiesa, ma Charlotte ha fatto di più: ha risposto con tenero trasporto all’abbraccio di una signora in sedia a rotelle.
Simpatica (ma per qualcuno vagamente inquietante) la foto, probabilmente presa nel luogo dove i duchi stanno trascorrendo le sei settimane di riposo – la cui segretezza è seconda solo al covo di Messina Denaro – col piccolo Archie in primo piano e i genitori sullo sfondo. Il delizioso pupetto ha un’espressione buffissima, anche se l’inquadratura ne mette in risalto la fronte, come dire, ampia. Personalmente trovo l’uso del bianco e nero in questo caso poco adatto ma penso che a loro il mio parere interessi il giusto, cioè niente. Dunque cari Sussex, ovunque voi siate, Merry Christmas!
Presente e futuro della monarchia britannica riuniti nella Music Room di Buckingham Palace, con le mani in pasta per preparare 99 Christmas pudding, che verranno donati il prossimo anno dalla Royal British Legion, per marcare i 99 anni di vita dell’associazione, che è dunque coetanea del Principe Philip.
Alcune scene della giornata dovrebbero comparire nel messaggio di Natale della sovrana, intanto godiamoci l’espressione del seienne George, che in posa con la delegazione della RBL ha proprio la faccia di quello che pensa uff, che pudding!
Niente bambini, niente sorrisi ammiccanti, niente abiti di velluto. Solo loro due, a bordo di un’auto d’epoca, una MG del 1953 – anno dell’incoronazione della madre di lui – mentre percorrono le vie dell’Havana, nel paese più antimonarchico che c’è. Pura classe, con quel tocco pop che a Natale scarseggia, annegato nel miele dei buoni sentimenti.
Game, set, match.
Nonostante il grande legame che il duca nutre ancora per le forze armate quest’anno non è intervenuto al tradizionale incontro natalizio con le famiglie dei sodati caduti, ma ha voluto lo stesso far sentire la sua vicinanza ai piccoli orfani. E il suo messaggio vale davvero la pena di essere visto!
Verrano rivelati alcuni segreti delle cucine di Kensington Palace? Sembra che la duchessa cucini spesso per i suoi bambini – amanti della cucina italiana – cui prepara anche la pizza (però per favore, se ci mette il rognone o l’ananas noi non lo vogliamo sapere).
Sceglierà il rosso come la nipote acquisita, in Alexandra Rich per la trasmissione con Mary Berry? Non ci resta che aspettare, pochi giorni e sapremo tutto.
La coppia ha trascorso con la famiglia di lui sia il Natale 2017 – un mese dopo l’annuncio del fidanzamento – sia quello dello scorso anno per cui, come succede in quasi tutte le famiglie, quest’anno tocca alla madre di lei; è stato specificato che la decisione “ha il supporto della Regina”, ma siamo certi che non mancheranno le polemiche. Harry parteciperà domenica a un evento alla Royal Albert Hall, dunque immagino che la partenza sia fissata per la prossima settimana e, calendario alla mano, contando sei settimane si arriva a fine dicembre.
A questo punto la domanda è una sola: che faranno a Capodanno?