La foto del giorno – 14 agosto

Oggi lasciamo stare reali e personaggi alle loro vacanze, oggi parliamo di noi.

E di quel minuto di silenzio che alle 11.36 di questa mattina ha portato tutti noi, che pure siamo sempre divisi tra guelfi e ghibellini, insieme a Genova, davanti ai monconi di un ponte che racconta di incuria trascuratezza mancati controlli, e tutto quello che sappiamo, e quello che non sappiamo ancora. Tanti peccati, di parole opere e omissioni, infine pagati – ma non per questo espiati – da 43 che passavano per caso e non c’entravano niente. L’immagine di oggi è questa. FB_IMG_1565805919326Perché è vero che non abbiamo un sovrano che per sua natura rappresenta bene (di solito) l’unità del paese, è vero che qualche volta (io spesso) per ciò invidiamo i sudditi di Elisabetta. Ma è vero pure che pensando a chi ci toccherebbe al Quirinale, erede logorroico compreso, oggi non possiamo che gioire davanti alla sobria umanità del Presidente. Sul cui comportamento in politica ciascuno avrà giustamente le sue idee – e questo è il bello della repubblica – ma che dimostra sempre più, accanto all’equilibrio che senza dubbio da lui ci aspettiamo, una sensibilità e una capacità di empatia, semplice e diretta, che forse non ci saremmo aspettati da un vecchio signore siciliano abituato al pudore dei sentimenti.

La ragione c’è, la conosce chiunque quel 6 gennaio 1980 era abbastanza grande da  ricordare quel giovane uomo con gli occhiali spessi e il pullover tenere tra le braccia il corpo del fratello ammazzato dalla mafia. Piersanti, si chiamava, ed era il Presidente della Regione Sicilia.

Ciò che Sergio Mattarella conosce, e capisce, non è solo il dolore per la morte di qualcuno amato e perduto, ma lo strazio per una morte derubata anche della sua privatezza, del lutto che va vissuto in pubblico, dell’angoscia di leggere negli occhi dell’altro la partecipazione, ma a volte anche una curiosità crudele, e magari la colpa. Lo sa, e sa anche che tutto ciò va superato, che bisogna punire i colpevoli ma trasformare la sofferenza individuale in crescita collettiva. E tenere insieme questo popolo che è ancora e sempre di guelfi e ghibellini.

 

 

 

La foto del giorno – 22 settembre

Il Principe di Venezia, Emanuele Filiberto, nei giorni scorsi è stato a Genova a portare la sua solidarietà alla città e alle persone colpite dalla tragedia del ponte Morandi.

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(Ph. A. De Marco)

Solidarietà concreta: il principe ha offerto la somma di quarantamila euro a nome degli ordini dinastici di Casa Savoia. Grazie alla donazione, in un paio di mesi sorgerà un  poliambulatorio nel quartiere di Rivarolo, a monte di quello che resta del ponte. Sarà intitolato alla beata Cristina di Savoia e servirà i cittadini della Valpolcevera; il crollo del ponte ha inciso pesantemente sulla viabilità cittadina, per cui la presenza di un presidio sanitario nella zona più penalizzata sarà sicuramente utile.

Lady Violet confessa, non è una fan scatenata del Principe di Venezia, però ritiene che i meriti vadano riconosciuti (e ha particolarmente apprezzato il low profile mantenuto in questa occasione).

 

La foto del giorno – 15 agosto

La visita ufficiale di Elizabeth II a Genova, ovvero quando la Sovrana incontrò la Superba.

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È un piovoso 16 ottobre 1980 quando la Regina, opportunamente abbigliata in Mediterranean blue, arriva a Genova accompagnata dal marito. La mattina passa tra impegni ufficiali: l’incontro col sindaco Cerofolini nelle sale di rappresentanza di Palazzo Doria Tursi, la prefettura. Nel pomeriggio Elizabeth ha chiesto di visitare una dimora privata: Palazzo Durazzo Pallavacini in via Balbi. La marchesa Carlotta Cattaneo Adorno, padrona di casa, guida la regina in visita alla quadreria di palazzo, ricca di opere che mozzano il respiro: Tiziano, Van Dyck, Rubens, Guercino, Reni, Raffaello, persino Leonardo. E poi la biblioteca, ricca di incunaboli, codici miniati, documenti e carteggi: la storia di famiglia che s’intreccia con quella della città e delle repubbliche marinare.

Alla fine della visita la marchesa ha preparato per la regale ospite un perfetto afternoon tea, ma Elizabeth la sorprende, e opta per il caffè. Un vero espresso all’italiana. Nero.