Agenda di settembre

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.

Di migrare, e di tornare alle attività annuali.

Prendiamo ad esempio la famiglia reale svedese: non sarà partita per la transumanza come i pastori abruzzesi, ma ieri ha partecipato alla tradizionale riapertura dei lavori del Riksdag, il Parlamento.

Presenti i sovrani – scicchissima la regina Silvia, che sembra aver recuperato perfettamente dopo l’intervento al piede – con loro la principessa ereditaria Victoria col marito Daniel.

C’erano anche la figlia minore, la sempre bella Madeleine, col marito Chris O’Neill, e il principe Carl Philip; assente invece sua moglie Sofia, che è ancora in congedo di maternità. Come da tradizione le royal ladies hanno scelto per le loro mise il bianco e il nero, in ricordo dell’abito di corte, il Nationella Dräkten, introdotto alla fine del ‘700 da re Gustav III con l’intento di limitare l’acquisizione e l’importazione di beni lusso – abiti tessuti accessori – da parte delle classi aristocratica e altoborghese.

La prossima settimana gli eventi si intensificheranno: lunedì 15 è il giorno dei tre compleanni reali: la Reina Letizia compirà 53 anni, il summenzionato Daniel di Svezia 52 e il principe Harry, Duca di Sussex 41.

Martedì 16 sarà il Parlamento olandese a riprendere i lavori, con i reali protagonisti della fastosa cerimonia che va sotto il nome di Prinsjesdag.

Poi i royal watcher sposteranno la loro attenzione sul Regno Unito: nel pomeriggio dello stesso giorno verranno celebrati i funerali della Duchessa di Kent, scomparsa giovedì 4.

L’evento clou si svolgerà a Windsor dal 17 al 19 settembre, con la visita di stato dei Trump, nella speranza che la vecchia Inghilterra faccia ancora una volta la sua magia, il Re possa esercitare il suo soft power e portare l’intemperante Mr President a più miti consigli. Lady Violet ci spera poco, ma vale sempre la pena di tentare.

E veniamo a noi; non so quale degli appuntamenti appena elencati riuscirò a seguire, probabilmente nessuno. Mercoledì 17, mentre i Trump arriveranno in Europa io entrerò in sala operatoria per un intervento che dovevo fare da un po’. Non preoccupatevi, non è nulla di brutto ma potrebbe richiedere una convalescenza non brevissima.

Prometto però di fare del mio meglio; voi continuate a passare dal sofà di Lady Violet, magari ci sarà qualcosa da leggere, qualche commento da fare, qualche mise da ammirare o criticare. Io ci provo!

A Royal Calendar – Lady Violet fa sette

Oggi sono sette anni che Lady Violet vi invita sul suo sofà. Compleanno del blog, ma anche di tutti voi che nel tempo siete venuti a sedervi, divertendovi, partecipando, anche criticando; sempre benvenuti, sempre un piacere per me incontrarvi.

In questi anni molte cose sono accadute, matrimoni nascite e abdicazioni, ma probabilmente il momento fondamentale è stato la morte dell’adorata Queen Elizabeth II, un’icona di regalità che fa parte dell’immaginario – e forse anche della vita – di tutti noi. Molte cose sono accadute anche a me a livello personale e familiare, e spesso hanno limitato le nostre chiacchiere sul sofà; spero a breve di poter riprendere il ritmo, magari anche con qualche novità.

Mi farebbe piacere conoscervi tutti, e magari prendere un tea; intanto, grazie alla famiglia reale danese, vi offro una ricettina definita “spaghetti bolognese”. Abbiamo scoperto che dopo la Royal Run Frederik Mary e i loro figli riprendono le forze con questo piattino. Lo so, non è troppo invitante; temo che la ricetta preveda di lessare la pasta e poi buttarci sopra il ragù (o quello che è). Vuol dire che l’anno prossimo festeggeremo con lo Stegt flæsk, piatto nazionale danese, a base di patate lesse e carne di maiale, l’ideale in questa stagione! La Royal Run, creata per celebrare i 50 anni dell’allora principe ereditario Frederik, è nata anch’essa nel 2018 e dunque compie a sua volta sette anni, durante i quali è diventata popolarissima. L’ideatore, ora sul trono come Frederik X, è nato il 26 maggio come me; insomma, alla fine tutto torna.

Io vi auguro buon settimo compleanno da lettori, e vi aspetto sul sofà. E grazie, a tutti.

Farewell my Lady

Oggi il sofà di Lady Violet è desolatamente vuoto. Se n’è andata lei, the one and only, l’unica vera Lady Violet.

Cui l’autrice di questo blog ammaliata si ispira, per quell’irraggiungibile mix di acuta intelligenza, spirito tagliente, maniere impeccabili, eleganza indiscutibile, che appartenevano tanto al personaggio quanto alla sua interprete.

Come tutti i grandi attori Dame Maggie Smith ha interpretato con uguale passione, divertendo e divertendosi, ruoli classici – debuttò diciassettenne come Viola nella shakespeariana Dodicesima Notte – e altri decisamente pop, come la Minerva McGonagall di Harry Potter, con cui ha sedotto milioni di ragazzini di cui avrebbe potuto essere nonna. Che insieme a quello della Contessa Vedova di Downton Abbey è poi il ruolo per cui oggi è più ampiamente ricordata e generalmente rimpianta, attraverso la banalizzazione social che immagino poco le sarebbe piaciuta.

E invece Margaret Natalie Smith, nata il 28 dicembre 1934 da una segretaria sposata a un patologo docente a Oxford (qui trovate una breve biografia Happy birthday Lady Violet, the true and only!) ha avuto una carriera clamorosa, al cinema e in teatro: due premi Oscar (più quattro nomination), cinque BAFTA quattro Emmy, tre Golden Globe, un Tony Awards, più sei candidature ai Laurence Olivier Awards. E proprio Olivier, dopo averla vista recitare, la invita a far parte della sua National Theatre Company; il che dice molto della sua bravura e anche del suo carattere, essendo lui piuttosto, come dire, impegnativo, sia come attore sia come uomo. Per otto anni i due lavorano insieme, fieramente rivali; probabilmente lui aveva capito subito di aver trovato chi poteva stargli alla pari. E la prese pure a sberle (vere) durante una recita dell’Otello; ma vi immaginate cosa dev’essere stato Il Rinoceronte di Ionesco, con loro due diretti da Orson Welles?

Il dispiacere di non avere avuto l’opportunità di vederla recitare dal vivo è temperato dal piacere delle sue tante interpretazioni cinematografiche. Il primo Oscar arriva nel 1970, per The prime of Miss Jane Brodie, bizzarramente tradotto in italiano La strana voglia di Jean (non vi preoccupate, Jean non aveva nessuna delle voglie cui il titolo lascerebbe pensare), il secondo nove anni più tardi per California Suite, in cui recita il ruolo di un’attrice inglese a Los Angeles per la notte degli Oscar cui è candidata ma che non vincerà, in uno di quei fantastici meccanismi in cui verità e finzione si incastrano.

Alla me ragazzina era piaciuta molto nei due film con Peter Ustinov/Poirot: la fragile, acida Bowers, riluttante dama di compagnia di Bette Davis in Assassinio sul Nilo, e Daphne Castle, locandiera-ex ballerina-ex amante del re di Tyrania in Delitto sotto il sole. Ma dichiaro la mia passione per Charlotte Bartlett, signorina in ristrettezze che accompagna in qualità di chaperon la cugina Lucy Honeychurch in viaggio a Firenze, dove la fanciulla troverà l’amore nel romantico George Emerson, interpretato da Julian Sands (tragicamente scomparso lo scorso anno) godendosi infine la Camera con vista.

Senza dimenticare l’elegante Gosford Park, lo spassoso Invito a cena con delitto, dove con lei recita anche Truman Capote. Nel suo curriculum addirittura due film, girati a una trentina d’anni l’uno dall’altro, con lo stesso titolo, Quartet, e soggetto completamente diverso. Gli altri aggiungeteli voi, perché sono sicura che ciascuno l’abbia particolarmente amata in un ruolo, in un film. Personalmente ne cito un altro: The Lady in the van: storia vera di Mary Shepherd che per una quindicina d’anni ha vissuto su un furgone parcheggiato nel cortile dello scrittore Alan Bennett.

Che oltre ad essere sceneggiatore del film è anche autore di quel delizioso libro che è La sovrana lettrice. Vedete? Alla fine tutto torna. Quel film non è solo un’immensa prova d’attrice, è anche la messa in scena di un’altra sua caratteristica, l’anticonformismo. Che ha impresso una spinta probabilmente alle scelte della sua vita, sicuramente a quelle della sua carriera.

(Ph: Juergen Teller)

Le ultime fotografie sono dell’anno scorso, per la campagna di comunicazione di Loewe, maison di lusso spagnola. Fieramente, meravigliosamente, sfacciatamente vecchia, senza nulla concedere a quel carinismo che immagino odiasse quanto Lady Violet. E che ha donato alla sua Violet, dotandola di quella raffinata perfidia distribuita con garbo a tutti, famiglia e servitù, aristocratici e plebei. Con la consapevolezza che No life appears rewarding if you think about it too much, nessuna vita appare appagante se ci si pensa troppo.

(Ph: Juergen Teller)

Farewell my Lady, torni ogni tanto a sedersi sul sofà, ci farà felici.

Sei anni sul sofà

Oggi si festeggia, il sofà di Lady Violet compie sei anni! Abbiamo iniziato a chiacchierare di royals & co. l’undici giugno 2018. La data scelta è il giorno del compleanno di mio padre, che se fosse ancora tra noi oggi diventerebbe centenario, e con lui avrebbero compiuto gli anni Fabiola dei Belgi (nata nel 1928), il principe consorte Henrik di Danimarca (1934) e la principessa Olga di Grecia, moglie del reggente di Jugoslavia e sorella maggiore di Marina di Kent, che vide la luce nel 1903.

(Ph; Chris Jackson/Getty Images)

In questi pochi anni tante cose sono cambiate: abbiamo superato una terribile pandemia dicendo tanti addii, compreso quello a una cara amica del blog; ci siamo inchinati davanti al feretro di quella che è stata è e sarà per sempre The Queen, la Regina, dopo aver salutato pochi mesi prima il suo amato consorte. Tre nuovi sovrani occupano il trono, e se Charles III lo ha ereditato alla morte della madre gli altri due hanno goduto dell’abdicazione dei loro genitori: Frederik X da cinque mesi regna sulla Danimarca, mentre Naruhito è Imperatore del Giappone da quattro anni. Proprio Naruhito, accompagnato dalla moglie Masako, compirà una visita ufficiale nel Regno Unito dal 25 al 27 giugno (anche se la coppia trascorrerà qualche giorno in più sul suolo britannico per impegni privati). Gli imperiali ospiti saranno ricevuti con tutto il fasto necessario da King Charles, che nonostante le terapie antitumorali sembra in buona forma. A ulteriore riprova, è stata appena annunciata una visita di due giorni, 15 e 16 luglio; i sovrani visiteranno le Channel Islands, l’arcipelago che si trova nel Canale della Manica. Le isole dipendono dalla corona ma non fanno parte del Regno Unito; il monarca viene lì chiamato col titolo di Duke of Normandy (usato al maschile anche per Queen Elizabeth).

Il mio augurio è che al prossimo compleanno ci ritroviamo ancora più numerosi sul sofà, festeggiando la guarigione di quanti, royal o commoner, stiano affrontando dei problemi di salute.

In alto i calici, e auguri a tutti!

We’re back!

Oggi His Majesty King Charles III, ammalato di cancro in via di guarigione, è uscito in pubblico – forse anche per zittire le voci che la settimana scorsa lo volevano gravissimo – visitando alcuni compagni di sventura in terapia in centri specializzati.

Sorridendo, incoraggiando, stringendo mani, mostrandosi.

Per un’interessante coincidenza oggi anche Lady Violet, dopo un mesetto di ricovero (26 giorni, per l’esattezza) è uscita. Nel suo caso soltanto per tornare a casa dall’ospedale, stanca ma determinata.

Pronti a tornare a sedervi sul sofà? Qualche giorno di riposo e si riapre!

E grazie 💜

La foto del giorno – Per voi 💜

Cate amiche e cari amici, vi dedico ciò che vedo dalla mia finestra dell’ospedale Santo Spirito a Roma, il più antico del mondo.

Sono stata ricoverata d’urgenza il 4 aprile per una diverticolite – a che livelli può arrivare la devozione per la Royal Family! – complicata da altro. La situazione è complessa ma in via di miglioramento. Grazie per tutti i pensieri che avete avuto per me, grazie dei messaggi che leggo ma cui non sempre posso rispondere. Grazie e a presto! 💜

Buona Pasqua!

Cari amici di Lady Violet, forse qualcuno di voi si sarà chiesto come mai oggi sul sofà non abbiamo parlato della funzione di Pasqua a Windsor, che ha visto King Charles sostenere il suo primo impegno in pubblico dalla rivelazione della malattia che lo affligge. La verità è piuttosto banale, Lady Violet è a letto con la febbre (poca) e una fastidiosa nausea (molta). Per cui se dovessi scegliere un royal che mi rappresenti oggi sceglierei il Re di Svezia, Carl XVI Gustaf, che ha pensato bene di fare gli auguri ai suoi concittadini con questa amena fotografia.

Ecco, al momento ho la stessa espressione nauseata, ma nel mio caso dipende da un virus…

Scherzi a parte, spero che abbiate trascorso una Pasqua serena, e che abbiate gustato un buon pranzetto, almeno voi.

A domani, spero, sul nostro sofà.

Happy New Year!

Vi distraggo solo un attimo dai preparativi questa sera, e vi confesso che per oggi nessun post era previso; ma poi è arrivata questa foto e ho pensato che non potevo non proporvela.

Dal Bhutan la famiglia reale più incantevole che si possa immaginare ci fa gli auguri per l’anno nuovo. E io mi permetto di unirmi a loro nell’augurare a tutti noi un anno di pace, di serenità, di gioia, con un pizzico di bellezza, che secondo me ci vuole.

In bellezza inizierà l’anno royal, con le nozze del principe Mateen del Brunei, che tra pochi giorni sposerà la fidanzata Anisha, figlia di un ministro del suo Paese.

(Ph: Instagram @tmski)

Posso solo immaginare lo sfarzo del matrimonio, ma sulla bellezza direi che non ci sono dubbi. Ci aspettano ben 10 giorni di festeggiamenti, davanti ai quali le nozze infinite di Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo saranno una cosetta. Le danze si apriranno domenica 7, la cerimonia islamica a quanto ho letto è prevista per giovedì 11 mentre domenica 14 è il giorno del ricevimento nuziale e della parata per le vie della capitale. E mentre vi preparate mentalmente buttate un’occhiata al favoloso diamante che la sposa con nonchalance espone a favore di camera.

Passate una splendida serata con chi amate, iniziate il nuovo anno in allegria.

Lady Violet e Purple vi aspettano sul sofà, per un 2024 realmente royal. Happy new year!

Buon compleanno a noi

Oggi Lady Violet compie cinque anni!

(Ph: Johnny Green – WPA Pool/Getty Images)

In questo lustro è successo di tutto, allegria e gioie, tristezza e dolori, problemi e speranze. Siamo andati in giro mascherati, abbiamo raccontato storie e criticato abiti. A volte abbiamo dovuto dire addio; qualcuno affrontato insieme, qualcun altro più personale vissuto in privato.

Siete venuti a sedervi in tanti sul sofà, ormai quasi un milione. Per me sono stati tutti incontri belli, piacevoli, divertenti, a volte anche impegnativi. Grazie a quelli che vengono sempre a far visita a Lady Violet, a chi passa spesso, a chi è capitato qualche volta, oggi si festeggia!

Il caffè del lunedì – Pasticci

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere una frase attribuita a Umberto Galimberti, tratta da Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica (Milano 1999); non è una citazione diretta, dunque non prendetela come oro; d’altronde non sto scrivendo un testo scientifico, cerco solo un incipit! La frase recita: Con la tecnica gli uomini possono ottenere da sé quello che un tempo chiedevano agli dèi.

Considerando i pasticci che ho fatto col blog negli ultimi tempi io invece penso che giusto agli dei mi posso rivolgere. Il punto è banalmente questo: ogni tanto – per me sempre troppo spesso – wordpress aggiorna il sistema e scompagina tutto. Per l’ennesima volta sono scomparsi molti vostri commenti; alcuni li ho proprio persi, altri li ho recuperati ma non ho potuto rispondere. Perdonatemi, ma sappiate che mi fa sempre piacere se commentate.

In fondo anche la nostra musa Lady Violet, la contessa vedova di Grantham alle prese con uno dei primi telefoni si chiedeva: è uno strumento di comunicazione o di tortura? Invochiamo dunque la benevolenza di Clio, musa della storia (e delle storie) incrociamo le dita e andiamo avanti.

È però grazie alla tecnologia che ho seguito, come immagino molti di voi, la quinta serie di The Crown, e sempre la tecnologia mi ha permesso di isolare un dettaglio veramente imperdonabile. Che non è la narrazione soapoperistica, la regina costipata di Imelda Staunton o l’intera puntata dedicata alla famiglia Fayed. È il momento in cui Diana/Elizabeth Debicki si prepara per il party della Serpentine Gallery mentre il marito dichiara urbi et orbi in televisione il suo amore per Camilla, sceglie l’abito nero di Christina Stambolian che passerà alla storia come revenge dress e si allaccia al collo il famoso choker di perle. Che nella serie televisiva viene rappresentato come il pezzo di bigiotteria che ovviamente è stato usato nella finzione, quattro fili allacciati da una catenella, pure piuttosto cheap, sulla nuca.

Nella realtà si trattava invece di un pezzo favoloso, ereditato dai figli ma mai più visto dalla scomparsa della principessa. Sette fili di perle chiuse da un fermaglio composto da un grande zaffiro circondato di diamanti, in origine una spilla ricevuta come dono di nozze dalla nonna del marito, la Queen Mother.

Non si fa! Però prenderò spunto per un paio di post, stay tuned e buon lunedì.

Se volete iniziare la settimana con un ripasso sullo stile di Diana, seguite i link Style file: Diana Principessa di Galles (prima parte) Style file: Diana Principessa di Galles (seconda parte) Style file: Diana Principessa di Galles (terza parte)