Immagino che molti di voi abbiano già letto La sovrana lettrice, delizioso romanzo breve di Alan Bennett in cui si immagina Queen Elizabeth appassionarsi alla lettura (se per caso ci fosse ancora qualcuno che non lo conosce lo consiglio caldamente). La nuova sovrana invece è notoriamente una grande appassionata di libri, passione che durante il lockdown è diventata una pagina Instagram (@thequeensreadingroom)e poi un sito: royalreadingroom.uk.
Archiviata l’incoronazione Queen Camilla è tornata a fare quello che ama di più: non solo leggere, ma promuovere la lettura. Oggi è arrivata a Bristol, nella Shirehampton Primary School, per il lancio di una nuova speciale iniziativa: Coronation Libraries, che prevede l’istituzione di 50 biblioteche o aree di lettura in altrettante scuole, con la collaborazione della casa editrice Penguin UK. Nel Regno Unito una scuola elementare su 7 non dispone di una biblioteca, e si calcola che almeno 750.000 bambini non abbiano accesso gratuito a libri di lettura.
Trovo adorabile questa foto: il mazzo di fiori scomposto, e l’abito della regina stampato a penne e piume, metà scrittore metà capo indiano.
Ieri Camilla si era concessa un bagno di folla con King Charles nella prima uscita pubblica in coppia dopo l’incoronazione. Per questo debutto hanno scelto uno dei luoghi che Lady Violet ama di più a Londra, dunque nel mondo: il Covent Garden.
Ex mercato di frutta e verdura nel centro della capitale, celebrato da George Bernard Shaw nella pièce Pygmalion, da George Cukor nel celebre film My Fair Lady, ispirato alla pièce teatrale, e perfino da Hitchcock in Frenzy, è stato riconvertito negli anni Settanta e trasformato in una delle aree più piacevoli della città, pieno di negozi, ristoranti e artisti di strada.
A poche ore dall’incoronazione di King Charles III (e Queen Camilla) informazioni, impressioni ed emozioni si affastellano, e ci vorrà qualche giorno per rimettere tutto a posto. Intanto Lady Violet risponde alla domanda ripetuta oggi molte volte, cioè chi fosse la bella signora che ha avuto un ruolo importante portando le spade cerimoniali.
Si chiama Penny Mordaunt, è dal 2010 un parlamentare del partito conservatore ed è il Leader della House of Commons. Che attenzione, non è l’equivalente del nostro Presidente della Camera – quello è lo Speaker – ma è più simile al nostro Ministro per i rapporti col Parlamento. Tra i suoi incarichi in tale ruolo c’è anche quello di Lord President del Privy Council, l’istituzione che consiglia il sovrano su una serie di questioni, principalmente in relazione all’attività parlamentare; oltre al Prime Minister Rishi Sunak è dunque il politico che King Charles vede più spesso. La signora Mordaunt ha cinquant’anni, è nata a Torquay (come Agatha Christie), è figlia di un paracadutista ed è anche imparentata con Angela Lansbury, cugina di sua nonna.
L’abbiamo conosciuta lo scorso 10 settembre, quando ha svolto il ruolo principale nella proclamazione di King Charles, due giorni dopo la morte di Queen Elizabeth. Allora vestiva un lutto rigoroso, oggi ha fatto la sua bella figura grazie al portamento austero ed elegante, al modo impeccabile con cui ha svolto il suo incarico – pria dona nella storia – e anche alla sua mise.
(Ph: Jeff Spicer/Getty Images)
Daniela Karnuts, fondatrice e stilista del brand londinese Safiyaa ha creato per lei un cape dress in una sfumatura di blu chiamata Poseidon; Hand and Lock, famoso laboratorio di ricamo, ha aggiunto una decorazione in oro: la felce simbolo del Privy Council. Uguale tessuto e uguale ricamo sull’alto bandeau, assecondando il suo desiderio di indossare qualcosa di moderno ma con un richiamo al passato. Desiderio esaudito, pure troppo, se in molti hanno trovato delle somiglianze con i ritratti di Anne Boleyn. Che per una persona con una spada in mano… Sia come sia, la signora è stata senz’altro una delle protagoniste della giornata e sta registrando un grande interesse sui social media, dove qualcuno ha riportato anche un delizioso pettegolezzo. Sembra che Liz Truss durante le sei settimane del suo brevissimo premierato abbia deciso di dare a Penny Mordaunt il ruolo di Leader of The House of Commons per toglierle visibilità. Operazione perfettamente riuscita!
Ormai il tempo che ci separa dalla Coronation si conta in ore, ma uno dei grandi quesiti sul tavolo riguarda il dress code. Come saranno vestiti i sovrani? E gli ospiti? Catherine indosserà una tiara o invece, come si vocifera, un’acconciatura floreale? E nel caso, questa scelta è per fare brillare solo Camilla? Oggi forse abbiamo avuto un indizio: sotto una pioggia battente si è svolta la prova finale a Westminster Abbey, e William si è intravisto abbigliato così.
Il Principe di Galles indossa il mantello dell’Order of the Garther, comparirà così anche domani? Nel caso mi sembrerebbe un’ottima soluzione, un abito adeguatamente formale ma da giorno, per cui le signore potrebbero essere a loro volta in abito corto, con cappello o acconciatura. Certo, domani saranno presenti molte teste coronate, che potrebbero indossare qualcosa di diverso: Máxima, Letizia, Mary saranno in lungo con tiara? Ho l’impressione di no, vedremo. Sicuramente in tutto il loro formale splendore appariranno coloro con un ruolo ufficiale: Nicholas Lyons, Lord Mayor della City, indosserà questo sontuoso mantello, come il suo predecessore all’incoronazione dei Queen Elizabeth II.
Intanto stanno arrivando gli ospiti più importanti, Re Philippe dei Belgi ha raggiunto Londra in treno, in compagnia di Roberta Metsola, Presidente del Parlamento Europeo.
E a proposito di trasporti, Londinesi e turisti che in questi giorni affollano la capitale prendendo la Tube, la celeberrima metropolitana della città – la più antica del mondo e la più estesa d’Europa – verranno accolti da un messaggio dei sovrani: https://fb.watch/kkN27d6EsE/
Chiunque abbia partecipato a una manifestazione come una parata militare (ok. immagino che tra voi non siano tantissimi) sa che perché tutto funzioni a puntino c’è bisogno di provare parecchio, e la prova finale è sempre in strada, sul luogo previsto per la manifestazione. Lady Violet partecipò in gioventù a una parata per la festa della Repubblica nel gruppo delle Infermiere Volontarie di Croce Rossa; fu un’esperienza molto divertente, a tratti surreale. La prova per le via della città si fa naturalmente di notte, ed ecco cosa succedeva nel centro di Londra alcune ore fa.
(Ph: James Manning/PA Wire)
Al centro della scena l’imponente, ingombrante e assai poco maneggevole Gold State Coach che verrà usata dopo l’incoronazione, quando Charles e Camilla torneranno a Buckingham Palace; per raggiungere Westminster Abbey i sovrani saliranno invece sulla Diamond Jubilee State Coach.
(Ph: Getty Images)
Realizzata in Australia per celebrare i 60 anni di regno di Queen Elizabeth è molto più confortevole dell’altra, con aria condizionata, finestrini elettrici, e un ottimo sistema di ammortizzazione (viaggiare in carrozza non è così piacevole come si potrebbe pensare, c’è bisogno di una certa pratica e di uno stomaco di ferro). La decorazione usa il linguaggio dei simboli ma con una certa sobrietà: sul tetto troneggia – mai termine fu più adatto – una corona intagliata nel legno di quercia della HMS Victory, vascello protagonista della battaglia di Trafalgar, che riportò in patria il corpo di Nelson. All’interno sono inseriti frammenti di materiali diversi dalla più disparata provenienza ma particolarmente significativi per la storia britannica; c’è anche un pezzetto del melo grazie al quale Sir Isaac Newton scoprì la legge di gravità (l’albero esiste ancora e si trova nel giardino di Woolsthorpe Manor, la sua residenza nel Lincolnshire).
(Ph: HM Queen Elizabeth II)
Il corteo reale partirà da Buckingham Palace alle 10.20 (11.20 in Italia), la cerimonia di incoronazione inizierà alle 11.00 (mezzogiorno da noi) e durerà un paio d’ore, poi King Charles III e Queen Camilla faranno il tragitto inverso, questa volta a bordo della Gold State Coach. La carrozza era stata commissionata per matrimonio e incoronazione di King George III, nel 1761, ma fu terminata solo l’anno seguente, per cui fece il suo debutto nel 1762, il giorno dell’opening of Parliament. A partire da quella di William IV nel 1831 è stata usata per tutte le incoronazioni.
Realizzata in legno ricoperto di foglia d’oro è caratterizzata da una ricchissima decorazione, opera di un team di artisti che spesso lavoravano insieme: il progetto è dell’architetto William Chambers, i pannelli dipinti con soggetti mitologici del pittore fiorentino Giovanni Battista Cipriani mentre le sculture di Joseph Wilton. Sul tetto della carrozza tre cherubini, simbolo di Inghilterra, Scozia e Irlanda, reggono alcune delle insegne regali (in inglese Regalia) usate durante l’incoronazione, compresa la St. Edward’s Crown. Accanto a ciascuna delle quattro ruote c’è la statua di un tritone, simbolo del potere imperiale del Paese, ottenuto grazie al dominio dei mari. I due tritoni davanti soffiano nella buccina, la conchiglia usata come tromba che è uno dei loro attributi, i due sul lato posteriore della carrozza reggono il tridente, come Poseidone.
A causa del suo peso – 4 tonnellate – ha bisogno di essere trainata da otto cavalli, e può comunque marciare solo a passo d’uomo.
La State Jubilee di tonnellate ne pesa 2,75, ed è trainata da 6 cavalli; in entrambi i casi saranno impiegati quelli della razza Windsor Grey. I cavalli viaggiano a coppie, ciascuna con un solo conducente, che monta il cavallo di sinistra. Credo che qualcuno me ne avesse chiesto la ragione durante i funerali di Her Majesty, ma nella frenesia del momento forse non ho risposto. La presenza di un postiglione solo per ogni coppia di cavalli è legata alla tradizione militare, soprattutto all’artiglieria a cavallo, quando uno dei due animali trasportava l’uomo e l’altro il materiale. Ovviamente il cavaliere è a sinistra perché è da quel lato che si monta in sella.
(Ph: James Whatling)
Soldati, cavalli e cavalieri non sono i soli a dover provare; oggi è toccato anche alla royal family: a Westminster Abbey sono arrivati il Re, i Principi di Galles con i tre figli (e l’espressione di Charlotte è tutto un programma). Non mancava la Regina con i suoi nipoti, che avranno il ruolo di paggi e reggeranno il suo manto, incarico che George svolgerà per il nonno.
Lo so, ieri vi ho promesso un caffè del lunedì incentrato sul Bal de la Rose, il supermondano evento monegasco di sabato sera. Non temete il post arriverà – e come potrebbe mancare? – ma da una parte oggi è stata una giornata piena di impegni, e dall’altra la cronaca reale a sua volta offre materiale ottimo e abbondante. Se la giornata è iniziata con l’annuncio della nascita del piccolo François, secondogenito dei Granduchi Ereditari di Lussemburgo (Breaking News! – Sorpresa!) la scena si è poi spostata oltremanica, dove il più famoso dei figli cadetti è apparso, anche lui a sorpresa, nel centro di Londra.
(Ph: Jordan Pettitt – PA Images/Getty Images)
Il motivo, partecipare alla causa intentata contro Associated Newspapers, di cui fanno parte il Daily Mail, il Mail on Sunday e la testata web MailOnline, per la condotta ritenuta persecutoria. Col Duca di Sussex altri vip accomunati nella pugna: Elton John col marito David Furnish, e Sadie Frost, attrice e stilista, già moglie di Jude Law. Ed è così che questa mattina chi si trovasse ad attraversare lo Strand si è imbattuto faccia a faccia con Harry mente entrava nelle Royal Courts of Justice. I commenti di stampa e utenti social ve li lascio immaginare: moltissimi si chiedono se il timore di non essere protetti a sufficienza, questione sempre presentata dai Sussex a giustificare l’assenza dal Regno Unito e la ritrosia a tornarci, in questo caso non valesse, dato che mentre gli altri hanno preferito usare un accesso secondario Harry ha fatto il suo ingresso varcando il portone principale a favore di camere e telecamere.
Ciò che interessa di più a Lady Violet è la vera ragione del viaggio: se è vero che la sua presenza era del tutto superflua, non essendo neanche prevista una sua testimonianza, non è che magari il duca abbia colto l’occasione per negoziare con la famiglia la partecipazione sua, della gentile consorte e forse pure dei pupi, all’incoronazione del 6 maggio prossimo in modo da uscirne più o meno vincitori? A pensare come Andreotti probabilmente avremmo la risposta.
Cosa c’è di più British di un ombrello? Chi mai potrà dimenticare Her Majesty coi suoi cappottini colorati e i vezzosi cappellini proteggersi sotto un parapioggia in pvc trasparente – perché i sudditi potessero sempre vedere il suo viso – rifinito da una banda coordinata alla mise? Ne aveva una collezione, tutti marca Fulton, inglesissimo brand in vendita dappertutto per poche decine di sterline.
E quando il Regno Unito non era ancora il paradiso dello shopping (almeno non quello abbordabile) uno dei souvenir classici era un bell’ombrello. Magari uscito da James Smith & Sons, blasonatissimo negozio artigianale che ripara le teste di Ladies&Gentlemen dal 1830. Occupa ancora, da ben 170 anni, lo splendido negozio vittoriano al numero 53 di New Oxford Street e vale assolutamente una visita; per raggiungerlo basta chiedere di The Umbrella Shop, il negozio di ombrelli per antonomasia.
Conoscendo la consolidata tradizione britannica, probabilmente non ci siamo mai fatti domande nemmeno sulla provenienza degli ombrelli di His Majesty, magari quello che portava ieri e che usa spesso, blu col manico in bambù. Sicuramente un prodotto di somma qualità, fatto a mano direttamente da Mr Smith o da qualche altro artigiano, talmente raffinato ed esclusivo che non lo conosce neanche Lady Violet (momento autoelegiativo, passa subito). E invece…
…e invece no, perché l’ombrello in questione è stato davvero realizzato da sapienti mani artigiane esclusivamente per il sovrano, ma le suddette mani non sono albioniche bensì italiane, più precisamente napoletane. L’ombrello di King Charles (in effetti ce l’aveva già quando era ancora HRH The Prince of Wales) viene dal laboratorio di Mario Talarico, ombrellaio di culto con bottega a via Toledo (al civico 329, mentre il laboratorio è lì vicino, in Vico Due Porte a Toledo 4/B).
Appezzate la raffinatezza della costruzione che utilizza un legno intero; in questo caso è bambù, ma ci sono anche legni particolari come il limone di Sorrento. E tessuti pregiati, a volte provenienti addirittura dalle seterie di San Leucio. Insomma, il trionfo del Made in Italy, di cui gli stilisti sono stati e sono un magnifico amplificatore a livello mondiale, ma non certo gli iniziatori. La tradizione napoletana poi, soprattutto per l’universo maschile, francamente non ha rivali; a casa mia si diceva (e si dice ancora) che nessuno è più elegante di un elegante signore napoletano.
A casa mia (ma in effetti era soprattutto mia madre, non nota per il proprio incontenibile ottimismo) si usava spesso anche uno dei motti di Mario Talarico: se non piove pioverà… Al che, da quando imparai l’espressione – oggi un po’ vintage come del resto sono io – rispondevo: grab the brolly, prendi l’ombrello!
Nel primo giorno dell’anno i sovrani britannici hanno mantenuto la tradizione della messa nella St Mary Magdalene Church a Sandringham. E se il Re ha scelto il suo classico soprabito di tweed, la Regina Consorte ha preferito un cappotto con cintura in vita, modello che non indossa spesso ma dovrebbe perché le sta benissimo.
Completano la mise un berretto con piume che fa tanto campagna inglese, stivali, guanti e come borsa una classica Mini VeniceDeMellier modello amatissimo dalle royal ladies e non solo, ne ha una pure Lady Violet! Questa è blu, ma Camilla ne ha anche una crema e una verde foresta, indossata anche da Meghan nella sua breve stagione da working royal. La sovrana sfoggia un bel sorriso, che è il modo migliore per accogliere la prossima pubblicazione del libro tutta la verità di Harry, cui potrebbe aggiungersi anche un’autobiografia della moglie. Insomma, dopo Il Barone Rampante e Il Visconte Dimezzato la letteratura si arricchisce con Il Duca Incavolato e La Duchessa Petulante
Quanto alle lacrimucce, non nego di averne versata qualcuna davanti all’omaggio di Londra alla defunta, amatissima Queen Elizabeth II. Come ha scritto qualche suddito sui social (cito a memoria) addio al 2022, l’anno in cui la Great Britain ha perso la Great.
Alle 11.00 il Big Ben suona 11 rintocchi e la nazione intera si ferma per due minuti in memoria e in omaggio dei caduti al servizio del Paese.
When you go home Tell them of us and say For your tomorrow We gave our today
(quando sarai a casa, parla di noi e dì: per il vostro futuro noi abbiamo offerto il nostro presente)
La Royal Family ha scelto questa frase, nota come “l’epitaffio di Kohima” per le celebrazioni per il Remembrance; quest’anno particolarmente commovente per la ragione che sappiamo, l’assenza dell’amatissima Queen Elizabeth. Che a dire il vero non c’era neanche l’anno scorso, ma ora sappiamo che non tornerà.
Molto emozionato Charles ha guidato la celebrazione per la prima volta come sovrano, ripetendo i gesti compiuti prima di lui dalla madre Elizabeth II, il nonno George VI il prozio Edward VIII e il bisnonno George V, cui si deve la creazione del monumento e l’istituzione della cerimonia.
Due piccoli dettagli: sulla spallina del Re c’è ancora il monogramma della Regina, e lo stesso per William. La fotografia del re viene dal post dell’account twitter della Royal Family, e compare insieme con quelle dei sovrani precedenti tranne Edward VIII; dimenticanza, necessità di composizione delle immagini o intento preciso? Chissà.
Dal palazzo del Foreign Office hanno assistito alla cerimonia la Regina Consorte e la Principessa di Galles (balcone centrale), i Duchi di Gloucester e la Contessa di Wessex (a sinistra), il Duca di Kent e l’ammiraglio Tim Laurence (a destra); era annunciata anche la presenza della principessa Alexandra di Kent, che però non ho visto. Riflettevo sul fatto che i Duchi di Kent (1935) e Gloucester (1944) sono gli unici due nati prima della fine del secondo conflitto mondiale; anche questo un piccolo segno dei tempi.
Commossa la Queen Consort, forse anche per la corona deposta per la prima volta in suo nome. Camilla ha replicato il cappello con veletta indossato al funerale della suocera, e il soprabito che portava alla Veglia dei Principi a Londra. Alla sua sinistra Catherine con un nuovo cappotto di Catherine Walker e un cappello Philip Treacy, una sorta di sombrero da lutto che sembra pure troppo grande per lei. Esagerati anche gli orecchini, appartenuti a Diana ma troppo importanti per la mattina.
Sobria La Contessa di Wessex, secondo me la più elegante, che fa una scelta delicatamente significativa: il suo Catherine Walker è il soprabito prestato alla figlia Louise per la veglia degli otto nipoti alla salma della nonna. Al marito Prince Edward il compito di salutare alla fine della sfilata la Poppy Legion, il variopinto gruppo d veterani che non mancano mai. E se vi state chiedendo quali veterani, dato che i reduci della Seconda Guerra devono essere ormai pochini, non pensate solo a loro: il 2022 è anche il quarantesimo anniversario della guerra delle Falkland, che durò solo sei settimane ma causò 255 morti e 777 feriti tra i Britannici (e 649 morti e 1068 feriti tra gli Argentini).
Ieri sera come ogni anno la Royal Albert Hall ha ospitato il Festival of Remembrance. Eleganti le signore, tradizionalmente in nero; a me è piaciuta molto Camilla, mentre la mise di Catherine sarà oggetto del caffè di domattina.
A molti di coi non sarà sfuggita la presenza dell’aitantissimo equerry del re, il maggiore-promosso-tenente-colonnello Johnny Thompson. Anche di lui parleremo, spero presto.
Oggi mi sono collegata tardi al sito BBC NEWS – che vi consiglio caldamente, anche se non conoscete l’inglese; vi eviterete imprecisioni sciocchezze e signore di mondo chiamate a dare il loro improbabile parere – erano le 18:42 e un aereo militare lasciava l’aeroporto di Edimburgo.
A bordo il feretro di Elizabeth II che rientrava a Londra. La regina lascia per sempre l’adorata Scozia ma la sua ultima immagine, con quella gonna tartan che tanto ci aveva incuriosito, rimarrà per sempre.
Ad accompagnarla in questo viaggio c’è l’unica figlia Anne, devastata ma ferma, con il marito Tim Laurence a sostenerla con discrezione, sobrio e solido. “Le cose della morte sono cose di donne” recita un detto, e Anne lo conferma in questa sua presenza accorata e costante.
Anne, che ieri a Edimburgo ha seguito il feretro della madre lungo il Royal Mile in uniforme, e poi ha fatto una cosa da uomo: con i tre fratelli le ha reso omaggio con la Vigil of the Princes, una breve veglia di dieci minuti con i quattro figli disposti ai quattro lati del catafalco.
(Ph: Jane Barlow)
Ieri la capitale scozzese ha offerto un assaggio del funerale reale, il feretro accompagnato dal palazzo di Holyroodhouse alla cattedrale di St Giles dai figli (e dal genero), scortato dagli uomini del Royal Regiment of Scotland e dagli arcieri della Royal Company of Archers – per tradizione le guardie del corpo del monarca in Scozia – con la lunga penna d’aquila sul berretto. Tra chi gridava il suo rispetto per la defunta regina e il sostegno al nuovo re, un uomo ha urlato frasi contro il Duca di York. L’urlatore è stato prontamente bloccato dalla polizia; Andrew, notoriamente dotato di una discreta faccia di bronzo, ha fatto finta di nulla e la processione ha proseguito senza ulteriori intoppi.
Oggi la Princess Royal ha rilasciato un comunicato nel quale, ringraziando tutti per la partecipazione, confida di avere avuto la fortuna di vivere con la madre le sue ultime 24 ore, e il privilegio di accompagnarla in questi ultimi viaggi. Anche in questa occasione tra le parole attentamente scelte della dichiarazione formale traspare una commozione vera, non sorprendente ma nemmeno scontata. Penso che questa manifestazione di emozioni e sentimenti, così inusuale per la Royal Family, abbia l’effetto di consentire agli altri di sentirsi davvero parte di questo lutto. È un dolore in qualche modo accogliente, e credo sia qualcosa che la società contemporanea apprezzi. Se mi permettete una piccola digressione personale, guardando ieri i quattro fratelli durante la breve processione, ho provato quel senso di comprensione e partecipazione che unisce tutti quelli che hanno camminato dietro il feretro dei propri genitori. E non ho potuto non ricordare le candele accese a St Giles in memoria dei miei.
Intanto Her Majesty è arrivata a Londra, e questa notte riposa a Buckingham Palace prima di essere trasferita domani a Westminster Hall. Se però volete sapere qual è l’immagine di oggi che preferisco, eccola.
I cavalieri scozzesi salutano il passaggio dell’amata e rispettata regina come a lei sarebbe piaciuto di più. In sella.
Nel fiume di fotografie di Her Majesty che hanno inondato il web questa mi è piaciuta tanto. La ritrae il giorno dell’incoronazione, il 2 giugno 1953, mentre ride divertita, come il bellissimo Philip in feluca.
Sembra che la regina avesse dimenticato the orb, il globo che ora tiene saldo in mano. Il mondo in mano all’inizio del regno, e il mondo in mano alla fine. Mentre questo mondo parla di lei scrive di lei piange per lei prega per lei canta per lei per le ultime volte God Save The Queen, lei infine riposa, avvolta nello stendardo reale simbolo di quel ruolo di quell’impegno che ha onorato sino all’ultimo giorno, come promesso. Ora il suo corpo si trova nella sala da ballo di Balmoral dove tante volte ha danzato.
(George Washington Wilson 1823-1893)
Sin da ragazzina ha amato il Ghillies Ball, la festa dedicata allo staff di Balmoral per ringraziarlo del lavoro svolto. Una tradizione istituita nel 1852 da Victoria e Albert, e proseguita fino ai giorni nostri (ne abbiamo parlato qui, e non perdetevi il video! Quattro salti al castello). Oggi è lo staff ad avere la sovrana tutta per sé, per l’ultimo saluto, mentre il resto del Paese (e del mondo) ha ascoltato il primo discorso ufficiale di King Charles III (Il discorso delRe). Lui, che è diventato re nel momento in cui la madre è spirata, sarà proclamato ufficialmente sabato mattina dall’Accession Council, composto da personalità di Corte e autorità politiche e religiose. Poi il primo incontro con la Prime Minister Liz Truss, seguito dal giuramento di fedeltà da parte dei decani del Parlamento. Domenica, mentre il feretro raggiungerà il palazzo reale di Holyroodhouse a Edimburgo, la proclamazione sarà letta nei Parlamenti di Scozia, Galles e Irlanda del Nord; sono curiosa di vedere se saranno anche loro vestiti a lutto come i colleghi del Parlamento di Westminster, un gesto certo non spontaneo ma di grande eleganza.
(Ph: Jessica Taylor/UK Parliament)
Lunedì mattina il feretro della sovrana sarà portato in processione lungo il Royal Mile – la strada principale di Edimburgo – fino alla cattedrale di St Giles, dove verrà celebrata una funzione di suffragio alla presenza di membri della Royal Family.
Martedì la salma lascerà per sempre la Scozia alla volta di Buckingham Palace; da mercoledì a domenica si potrà portare il proprio omaggio alla Regina scomparsa a Westminster Hall, l’edificio più antico del complesso del Parlamento.
Lunedì 19 i solenni funerali di stato.
Questo dovrebbe essere il programma dei prossimi giorni, che naturalmente potrebbe essere variato in ogni momento; sarà mia cura informarvi.
Intanto il Re e la Regina Consorte sono arrivati a Londra, e dopo aver salutato la folla in attesa sono entrati a piedi a Buckingham Palace.