Una nuova regina!

Fermi tutti, qui ci stava sfuggendo una nuova regina!

Accade che questa settimana sia affollata di eventi royal (manca solo l’arrivo di Baby Sussex e siamo a posto): sabato 4 a Lussemburgo si terranno i funerali del Granduca Jean del Lussemburgo, e a Bangkok inizierà la lunga e complicata cerimonia di incoronazione di Re Vajiralongkorn, Rama X. Il re deve aver pensato che un’incoronazione con una presenza femminile viene meglio et voilà ha impalmato una sua guardia del corpo, il Generale Suthida Tidjai, quarantenne ex militare (ed ex hostess della compagnia di bandiera Thai), dal 2014 anni addetta alla scorta di Vajiralongkorn. thailand-new-queen-sunitha-tNello stesso anno l’allora principe ereditario divorzia dalla terza moglie Srirasmi Suwadee, che gli ha dato un figlio, e i rumors raccontano che il legame sentimentale tra i due risalga a quell’epoca. Il primo matrimonio del sessantaseienne sovrano era arrivato nel 1977, con una cugina; mentre il secondo nel 1994 con Yuvadhida Polpraserth dura solo due anni nonostante cinque figli. Speriamo che questa sia la volta buona! Nei prossimi giorni vedremo il ruolo della Regina Suthida nell’incoronazione, intanto sono state diffuse le immagini della cerimonia nuziale, dopo la notizia che la coppia si era unita in matrimonio “legalmente e in accordo con le tradizioni reali” senza specificare altro: luogo, data, testimoni. Il video mostra il matrimonio, celebrato nella Amphorn Sathan Residential Hall, residenza dello sposo, con la Principessa Sirindhorn (la signora in giallo chiaro, sorella di lui) e Prem Tinsulanonda, già Primo Ministro e ora Presidente del Privy Council, come testimoni.  https://www.youtube.com/watch?v=xZw0pd1GObg

 

Sessant’anni, oggi

A gentile richiesta, un piccolo omaggio alla coppia imperiale giapponese che oggi festeggia le nozze di diamante e tra venti giorni lascerà il trono al Principe Ereditario.akihito michiko

hirohito familyAkihito nasce nel palazzo imperiale di Tokio il 23 dicembre 1933, primo figlio maschio dopo ben quattro femmine dell’imperatore Hirohito e di sua moglie Nagako. All’epoca il Tennō era ancora considerato di natura divina,  discendente diretto della dea solare Amaterasu, dunque il piccolo principe è anche un piccolo dio. Ma il 1 gennaio 1946, dopo la disastrosa sconfitta del Giappone, il Generale McArthur costringe l’imperatore a firmare la Ningen sengen -“Dichiarazione della natura umana” – e la nuova costituzione del 1947, imposta dagli Americani, ne riduce il ruolo a simbolo della nazione con poche funzioni, esclusivamente formali e cerimoniali. 

michiko familyMichiko Shōda, nata a Tokyo il 20 ottobre 1934, viene da una famiglia ricchissima senza una goccia di sangue blu, che alle abilità imprenditoriali unisce l’amore per cultura; se suo padre è alla guida di una delle maggiori compagnie alimentari asiatiche, lo zio è un famoso matematico che diventerà presidente dell’Università di Osaka. Michiko riceve un’istruzione completa, orientale e occidentale. Si laurea summa cum laude in Letteratura Inglese all’università cattolica di Tokyo (lei non è stata battezzata, ma la famiglia è cattolica) e segue anche dei corsi a Oxford e Harvard. È bella, intelligente, colta, ricchissima; suona il pianoforte, gioca a tennis e ha molti corteggiatori tra cui, sembra, anche tal Yukio Mishima. japan tennis (old)Il 19 agosto 1957 è a Karuizawa, cittadina nella Prefettura di Nagano, e gioca una partita di doppio misto; il suo avversario è il giovane principe ereditario. Si innamorano subito, ma gli eredi al trono imperiale di solito sposano lontane cugine o fanciulle della più alta aristocrazia, naturalmente educate allo Shinto, e l’imperatrice madre non sembra contenta. japan royal weddingIl giovane Akihito non si fa influenzare e non cede; il 27 novembre 1958 viene annunciato il fidanzamento, cui segue il 14 gennaio la cerimonia ufficiale di compromesso e il 10 aprile le nozze. Nel rito shintoista gli sposi – abbigliati con gli splendidi, sontuosi, pesantissimi costumi tradizionali – sono soli con il celebrante; il primo atto ufficiale come marito e moglie, questa volta in abito di gala alla moda occidentale, è la visita alla coppia imperiale. japan royal wedding 2Nascono tre figli: il futuro tennō Naruhito, il principe Fumihito e la principessa Sayako (che non si vede mai perché avendo sposato un borghese non fa più parte della famiglia imperiale, come prescrive la legge). michiko daughter snoopyLa successione è assicurata dalla nascita del principe Hisahito, nel 2006, che non è figlio del principe ereditario, ma del fratello minore. La trasmissione del Trono del Crisantemo avviene ancora esclusivamente per via maschile, per cui l’unica figlia, femmina, del futuro imperatore, è stata esclusa.

akihito intronazione

(Ph. Getty Images)

Il 7 gennaio 1989, alla morte del padre, Akihito diventa Imperatore; il 12 novembre 1990 la solenne cerimonia di intronizzazione segna l’inizio ufficiale del suo regno, noto col suo nome imperiale, Heisei (al termine del post trovate una breve nota sui nomi imperiali giapponesi).

Non è stato sempre facile, la vita all’interno delle mura del Palazzo è scandita da regole rigidissime sotto il continuo controllo della kunai-cho, la potente Agenzia della Casa Imperiale; lo stress costa a Michiko un’afasia psicogena, comparsa all’improvviso il giorno del cinquantanovesimo compleanno e durata alcuni mesi, durante i quali l’Imperatrice non è in grado di pronunciare parola.

Credo però che il sostegno del marito non le sia mancato, e ancora oggi è una gioia vederli insieme; con le figure minute e la grazia dei gesti misurati, lui impeccabile e sempre generoso di simpatici sorrisi, lei rarefatta ed elegante in kimono o con una delle giacche/mantella che ama tanto, sempre più simile a una kokeshi, la tradizionale bambola portafortuna.

japan kindergartenMa ecco la prova che qualche volta si scatenano anche loro!

Una delle immagini che preferisco, e che penso rappresenti bene la coppia imperiale, è quella presa a giugno del 2005 durante la visita a Saipan, isola del Pacifico teatro di alcuni episodi della Seconda Guerra Mondiale; inchinati verso il mare in cui trovarono la morte tanti giapponesi. japan visit saipan 2005Oggi invece le nozze di diamante le hanno festeggiate così, con figli e nuore, e quel tocco di inevitabile, indispensabile formalità. japan 60th anniversary

 

Nota. In Giappone il sovrano in carica non viene mai chiamato col nome proprio (inquesto caso Akihito), ma semplicemente Tennō Heika, Sua Maestà l’Imperatore. Al suo regno viene dato un nome, al momento è Heisei; quando l’imperatore morirà, sarà chiamato sempre col nome assegnato al suo regno, dunque Akihito diventerà l’Imperatore Heisei. Anche all’imperatrice sarà dato un nome postumo, e verrà ricordata con quello. Al momento, siccome l’imperatore abdica, verrà definito Jōkō abbreviazione di un titolo più lungo analogo al nostro “emerito”. Anche gli altri membri della famiglia imperiale hanno un nome proprio e uno imperiale, per cui ad esempio il secondogenito di Akihito si chiama Fumihito, ma il suo titolo è Principe Akishino, che è il modo con cui lo chiamano i giapponesi (il nome proprio lo usiamo fondamentalmente noi in Occidente, perché non ci è chiarissimo il meccanismo); il titolo passa anche alla famiglia, per cui ad esempio la sua prima figlia si chiama Mako, Principessa Akishino. Tutto chiaro?

A Royal Calendar – 9 aprile 2005

Il giorno in cui il royal wedding più atteso, desiderato, esecrato, benedetto, maledetto, fu celebrato, e finalmente HRH The Prince of Wales sposò l’amore di una vita, Mrs Camilla Parker Bowles, née Shand. c c weddingMatrimonio civile, perché se lui a quel punto era vedovo lei era solo divorziata e la Chiesa Anglicana, come la Cattolica Romana, non consente in questo caso quello religioso. Il fidanzamento ufficiale era stato annunciato due mesi prima, il 10 febbraio, e le nozze fissate per venerdì 8 aprile, poi rinviate al giorno seguente perché lo sposo venne a Roma a rappresentare la Corona ai solenni funerali di Papa Giovanni Paolo II.

ascot room windsor guildhall

(Ph. Peter Macdiarmid/Getty Images)

Scartata l’ipotesi di celebrare la cerimonia in privato a Windsor Castle – si scoprì che la licenza per la celebrazione del rito veniva rilasciata con durata triennale, e ciò dunque avrebbe consentito a chiunque di sposarsi al castello – la coppia optò per Guildhall, il palazzo municipale a cento metri dal maniero, scegliendo la piccola Ascot Room (rendendo così la piccola sala il posto più in per i matrimoni, e infatti poco dopo ci si sposò pure Elton John). Presenti i figli degli sposi, fratelli e nipoti, il padre di lei, qualche cugino di lui; testimoni il principe William e Thomas Parker Bowles, assenti la Regina e il Principe Consorte.

Camilla era in un colore descritto come crema chiaro, scelta poco felice perché nelle foto sembra proprio bianco, e risulta francamente poco adatto. camilla wedding-dress-zLe signore Robinson e Valentine, titolari della maison omonima, crearono per l’imminente duchessa un completo formato da abito di chiffon di seta arricchito da un pizzo leggero a motivi circolari e pardessous coordinato, più ampio cappello di paglia Philip Treacy, che nella sua brillantissima carriera ha fatto di molto meglio. Non mancavano i tocchi royal: la spilla con le tre piume simbolo del Principe di Galles, appuntata un po’ infelicemente sul colletto, e la clutch firmata Launer, il brand delle iconiche borsette di Sua Maestà. Oltre all’anello di fidanzamento of course: un diamante taglio smeraldo fiancheggiato da baguette appartenuto alla nonna dello sposo, l’amata Queen Mom, che probabilmente lo ebbe in dono dal marito alla nascita della primogenita Elizabeth. Cosa pensiamo di questa mise? A me non dispiace ma neanche mi entusiasma, sicuramente avrei preferito un couturier di maggior talento, anche se in fondo la scelta riflette la personalità di Camilla, una donna pragmatica con uno stile classico e sobrio; l’unica royal bride ad aver riciclato l’abito da sposa, indossato due anni dopo, con accessori diversi, all’inaugurazione del Parlamento gallese. camilla recycles-wedding-dress-z

Al rito civile seguì nel pomeriggio una benedizione impartita dall’Arcivescovo di Canterbury – che aveva fortemente sostenuto questa scelta – nella St.George’s Chapel. La cerimonia, definita Service of Prayer and Dedication, fu trasmessa in televisione così tutto il regno – e non solo gli 800 invitati – fu testimone dell’atto di pentimento pronunciato dai futuri sovrani: We acknowledge and bewail our manifold sins and wickedness, Which we, from time to time, most grievously have committed, by thought, word and deed, Against thy Divine Majesty, Provoking most justly thy wrath and indignation against. (Riconosciamo, e piangiamo, i nostri molti peccati e vizi, che noi, di volta in volta, abbiamo molto gravemente commesso con il pensiero, con le parole e con le azioni, contro la tua Divina Maestà, provocando assai giustamente la tua collera e il tuo sdegno contro di noi). c c wedding st george's chapelLa sposa si era cambiata indossando la seconda mise creata per lei da Robinson Valentine: un abito di leggero chiffon griogioazzurro sotto un soprabito in seta pesante nella stessa tonalità, con tocchi dorati in rilievo, e scarpe grigie. Un insieme elegante e molto adatto sia a lei sia alla particolare natura della cerimonia, che ho avuto occasione di veder dal vivo nel 2014 in una mostra dedicata alle spose al Victoria and Albert Museum.

Confesso che non mi aveva convinto del tutto; il contrasto tra due tessuti così diversi sembrava poco armonico e la manifattura del soprabito mostrava qualche pecca, ma col tempo mi convinco sempre più che questo resta uno degli abiti da royal bride più eleganti e meglio scelti degli ultimi anni. camilla wedding hatE di quel copricapo, ne vogliamo parlare? Philip Treacy si riscattò ampiamente dal cappello indossato al mattino per il matrimonio civile inventandosi un cerchietto che evoca un fascio di spighe dorate, trasformando la sposa matura in una Demetra, una Cerere, una dea del grano e delle messi. Sublime. Deludente invece il piccolo bouquet tenuto in mano da Camilla, va bene il simbolismo dei fiori (il daffodil del Galles, le rose provenienti dai giardini di Highgrove) ma per una sposa adulta avrei preferito qualcosa di meno bambinesco, anche se meno abbinato all’abito (anzi meglio).camilla wedding bouquetAlla benedizione religiosa c’erano anche Her Majesty e il principe Philip che hanno posato (abbastanza) sorridenti nella fotografia ufficiale; notate la raffinatezza del calzino lilla del Maggiore Bruce Shand, padre della sposa e l’assoluta bruttezza della mise della graziosa Laura Parker Bowles, stile usciere di Tiffany’s. c c wedding familyOggi Charles e Camilla hanno festeggiato l’anniversario in Irlanda del Nord, alla riapertura di Hillsborough Castle; dopo quattordici anni di matrimonio – più tanti d’amore – si guardano ancora così. charles camilla 14th

La foto del giorno – 9 aprile

Tra tre settimane questa coppia adorabile non siederà più sul trono del crisantemo e si godrà gli ultimi anni a riposo e in serenità. japan tennisL’allora principe ereditario Akihito conobbe Michiko Shōda sui campi da tennis nel 1957, se ne innamorò e la scelse come compagna di vita andando contro una tradizione millenaria, la potente Agenzia della Casa Imperiale e la sua stessa madre, l’imperatrice Kōjun, che sembra fosse contraria. La sposò il 10 aprile 1959, facendo di lei la prima futura imperatrice non aristocratica nella storia del Giappone. Domani festeggeranno dunque le nozze di diamante, e speriamo di vedere qualche bella immagine. Intanto godiamoci questa (dovrebbe essere del 2013) che li vede impegnati in un doppio misto, lei un po’ ingoffita da un paio di braghettoni – ma si sa che l’imperatrice è sottoposta a regole severissime, dunque più che la bruttezza dell’abbigliamento notiamone l’atletica grazia – lui très chic con candidi pantaloni lunghi à la Fred Perry.

E a proposito di anniversari di matrimonio, oggi anche una famosissima coppia royal festeggia il proprio, sospirato, quattordicesimo, e naturalmente Lady Violet vi sta preparando un post coi fiocchi. A più tardi, e come si dice in questi casi, stay tuned!

Suonano campane a nozze?

E se sì, quante? charlotte-dimitri-bal-de-la-rose-2018Si parla ormai apertamente di possibili nozze per la deliziosa Charlotte Casiraghi con Dimitri Rassam – chi ha avuto la ventura di conoscerlo quand’era privo dell’ammasso tricologico che lo avvicina pericolosamente a Demis Roussos, assicura abbia ereditato la bellezza dalla madre Carole Bouquet – e addirittura gira già una data, 1 giugno prossimo a Monaco. bal de la rose 2019 (2)Sarebbero nozze civili, se poi dovessero esserci anche le religiose – al momento non saprei, dato che lui è già stato sposato – sarebbero celebrate in estate, magari a Pantelleria dove Carole ha un dammuso (e produce pure un notevole vino passito). L’isola d’altronde è spesso scenario di matrimoni aristochic, tipo quello tra Carlo Borromeo (fratello di Beatrice, cognata di Charlotte) e Marta Ferri (figlia del fotografo Fabrizio), la quale indossava per l’occasione una splendida tiara di corallo.

L’annuncio ufficiale da Palazzo non c’è ancora, ma la presenza della madre di lui fotografata con l’intera famiglia di lei al recentissimo Bal de la Rose (ne abbiamo parlato qui La foto del giorno – 31 marzo ) rende credibili i rumors. Ricordo una fotografia analoga con Paola Marzotto, madre di Beatrice Borromeo, l’anno in cui la bionda fanciulla sposò Pierre. Chissà se Charlotte si ispirerà alla cognata anche nel numero di abiti indossati per le nozze?

Dall’altro lato della Manica invece gli occhi sono discretamente puntati su Beatrice di York, l’unica dei nipoti adulti di Sua Maestà a non essere ancora andata all’altare (i due più piccoli, Lady Louise e James, Visconte Severn, figli dei conti di Wessex, hanno 15 e 11 anni). I due sono stati fotografati ieri all’uscita da quello che sembra il ristorante preferito: Chiltern Firehouse, ex caserma dei pompieri riconvertita in hotel-ristorante molto cool.bea edoDopo un lungo legame con l’americano Dave Clark, rivelatosi un volgare cacciatore di dote in stile contemporaneo (cioè interessato principalmente ai vantaggi provenienti dall’ingresso nella Royal Family), la trentenne principessa sembra innamorata e felice con Edoardo Mapelli Mozzi, imprenditore britannico figlio di un conte italiano (non presentissimo nella vita del giovanotto). Augurando ai due piccioncini tutto il meglio, noi restiamo in paziente e sobria attesa, certi che Edo non ci farà fare brutta figura.

Ladies, sta arrivando il momento di tirar fuori le cappelliere dagli armadi!

P.S. Se voleste rivedere tutti gli abiti indossati da Beatrice Borromeo nelle sue nozze a tappe con Pierre Casiraghi, li trovate qui A Royal Calendar – 1 agosto 2015 )

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – la sposa!

Non vi nego che in qualche momento mi sono chiesta se valesse la pena arrivare fino a Windsor, sacrificando parte del brevissimo soggiorno londinese, solo per un vestito.

eugenie dress

(Ph. PA)

Sì, valeva proprio la pena.

Forse ciò che ho ammirato di più è il tessuto: seta jacquard realizzata in una manifattura comasca su disegno dei due stilisti, l’italoaustriaco Peter Pilotto e il belga-peruviano Christopher De Vos. Princess Eugenie Wedding outfitsSpero che dalle foto possiate apprezzarne l’originalità: una ghirlanda stilizzata con fiori e foglie scelti dalla sposa per il loro significato: c’è la rosa bianca di York, il cardo scozzese, il trifoglio d’Irlanda (in omaggio alle origine scozzesi e irlandesi della famiglia materna) e l’edera, che dà il nome alla nuova casa coniugale, l’Ivy Cottage all’interno di Kensington Palace. eugenie dress fabricL’abito davanti è piuttosto semplice, caratterizzato dall’ampio collo che scende sulle spalle a coprire l’attaccature delle maniche lunghe; vita tagliata e una piega rovesciata sul fianco (notate la precisione con cui la cucitura della piega prosegue per dare garbo al busto.

eugenie dress back

(Ph. PA)

La sobrietà del lato anteriore si trasforma in sontuosità sul retro, dalle spalle in giù. È qui che i due stilisti hanno concentrato i loro sforzi, partendo dallo scollo sulla schiena voluto dalla sposa per mostrare la cicatrice dell’intervento chirurgico fatto da bambina per ridurre la scoliosi. Dallo scollo partono due cuciture diagonali che disegnano il busto e creano il fiocco stilizzato – che ha il pregio di non gonfiarsi – da cui parte la ricchezza della gonna, ampia e lunga, a formare uno strascico importante abbastanza da sopperire alla mancanza del velo, ma comunque misurato. Vi confesso una cosa, pure avendo aguzzato la vista e cercato con attenzione, non sono riuscita a trovare cerniere, bottoni o aperture, per cui non saprei dirvi come Eugenie abbia potuto infilarlo. E questo è ciò che io intendo per haute couture.

eugenie dress shoes

(Ph. Alex Lentati)

Foderate con la stessa seta dell’abito le scarpe di Charlotte Olympia in cui la sposa ha infilato i suoi piedini che, come quelli della sorella, non sembrano essere proprio mignon.

E non è finita, perché in mostra c’è anche l’abito Zac Posen indossato da Eugenie per il party serale offerto dal padre a casa, il Royal Lodge a Windsor. eugenie dress zac posen 3Nessuna fotografia riesce a rendere la raffinatezza del colore di quello chiffon, il vero color cipria, magnifico. Uno stile vagamente medioevale, anche in questo caso ci sono le maniche lunghe e un profondo scollo sulla schiena, col tocco scenografico del mantello in chiffon impalpabile.

Qualche giorno fa lo stilista ha pubblicato uno scatto con la principessa, che forse può darvi l’idea dell’aspetto finale dell’abito. Il mantello è fermato sulle spalle dalle rose York ricamate che vedete sui fazzoletti di seta (uno dei quali esposto) il cui colore è quello che si avvicina di più alla tonalità dell’abito vista dal vivo.

Ora so cosa state aspettando, e l’attesa è finita perché sì, c’è anche la tiara, la prima sconosciuta, ora famosissima Emerald Kokoshnik Greville. Però ve lo dico, io la foto ve la posto, ma rende molto vagamente l’effetto del diadema, tempestato di diamanti, che lo accendono di luci.

emerald kokoshnik tiara

(Ph. Alex Lentati)

Favoloso lo smeraldo cabochon (d’altronde, 97 carati…) ma mi è piaciuto soprattutto come la sua opacità contrastasse col fulgore del resto. Il dettaglio vi dà un’idea migliore della lavorazione.

emerald kokoshnik tiara detail

(Ph. Flickriver)

Insomma, io sono assai soddisfatta e pronta per il prossimo royal wedding, magari quello di Bea. E voi?

A Royal Wedding Exhibition: Eugenie&Jack – tutto tranne la sposa

eugenie dress exhibitionDopo lungo e periglioso (ma non scomodo) cammino Lady Violet giunse finalmente nella sala della mostra, dominata da un’ampia teca di vetro contenente tutto ciò che ci si poteva aspettare, e anche qualcosa in più. Andiamo a cominciare con l’abito dello sposo, fondamentale accessorio di ogni matrimonio. jack&eu exhibitionMorning suit – l’abito che noi chiamiamo tight – molto ben tagliato dalle sapienti mani di Huntsman&Sons, storica sartoria di Savile Row che ha vestito gentlemen di ogni tipo, da Paul Newman a Manolo Blanhik, da Gregory Peck a Marc Jacobs. Un filo troppo lunghi i classici pantaloni grigio scuro, perfetta la giacca nera; non ho apprezzato troppo la profilatura dei revers – che evidentemente invece Jack deve amare, perché gliel’ho già vista in precedenti occasioni (Jack, ma tu l’hai mai visto Uncle Charles con una giacca come la tua? E ti sei mai chiesto il perché? Ecco, la prossima volta fatti la domanda e datti la risposta). Panciotto piuttosto accollato, blu con profilo bianco (pure qua!); capisco che il colore sia stato scelto in armonia con l’interno della chiesa, il cui pavimento era ricoperto da una guida blu (come  anche il tessuto che ricopre i sedili lignei del coro, dove prende posto la Royal Family), ma la palette nero-grigio-blu non mi convince affatto. Insomma, Jack è promosso per simpatia, ma non si adagi sugli allori.

Deliziosi paggetti e damigelle, vestiti dal brand londinese Amaia Kids. Per i due maschietti, il principino George e Louis de Givenchy, pantaloni lunghi di velluto royal blue e camicia bianca con profili blu; per le bambine – Charlotte, le tre nipotine della principessa Anne Savannah, Isla e Mia, Lady Maud Windsor e Theodora Williams, figlia di Robbie – abitino bianco con maniche al gomito con spacchetto e piccola ruche, uguale a quella che chiude il collo.

Per tutti in vita una fascia la cui stampa riprende l’opera Here dell’artista americano Mark Bradford. Belli. Finalmente bambini vestiti da bambini eleganti con un tocco moderno, e non mascherati da marinaretti/soldatini/Colombine&Brighella. Per la cronaca, gli abiti esposti sono quelli di Louis e Theodora, gli unici due estranei alla Royal Family.

Se il fratello di Jack, Thomas, è stato il suo best man – ruolo di supporto allo sposo che comprende una serie di incombenze e responsabilità ed è quindi assai più complesso di quello del nostro testimone – la sorella della sposa, Beatrice, era la sua maid of honor. Ammettiamo che durante la cerimonia il suo impegno peculiare ci sia sfuggito, avrà organizzato l’addio al nubilato? Tenuto un breve discorso con brindisi durante il ricevimento nuziale? Comunque sia andata, in mostra c’è anche la sua mise. 

Restando fedele al colore-guida del matrimonio, il blu, Beatrice ha scelto Ralph&Russo. La maison inglese in grande ascesa – fondata dagli australiani Tamara Ralph e Michael Russo, di cui si era parlato per gli abiti nuziali di entrambe le ultime spose reali – l’ha  vestita con un completo composto da giacchina con scollo a barca asimmetrico e danzante gonna a spicchi. Per la principessa, che spesso osa abiti di grande tendenza che non la valorizzano, una delle mise migliori di sempre. Vi sorprenderà sapere che il bandeau che le fermava i capelli mi ha un lasciato perplessa perché la seta viola del nodo era in una tonalità un po’ stridente col resto. Però la spilla a forma di ape, dono per i suoi trent’anni, mi ha entusiasmata; scommettete che ne parleremo ancora? Esposte anche le scarpe indossate da Bea, le Empire pumps firmate sempre da Ralph&Russo, in una bellissima tonalità di grigio-lilla. princess-beatrice-shoes-1Ma accidenti che piedino la ragazza, porterà il 42!

(Ph. PA)

Se vi siete persi la giornata di Lady Violet a Windsor la trovate qui Travel in style part two

 

 

 

La foto del giorno – 3 marzo

Cari lettori, vi ricordate che in primavera è previsto non solo l’arrivo di Baby Sussex, ma anche un altro royal wedding (che sarà senz’altro in tono minore e senza diretta tivvù, ma qualche bel cappello ci scappa sempre)? La sposa è Lady Gabriella Windsor, figlia di Michael di Kent, il fratello minore del Duke of Kent, cui spetta il titolo, lo sposo è Thomas Kingston, è un ex di Pippa Middleton – a volte qui è peggio di Beautiful – e noi ne avevamo dato l’annuncio qui Breaking News – un altro royal wedding!

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Lady Gabriella Windsor è la prima a sinistra

Ora sembra che luogo e data siano stati fissati: St. George’s Chapel a Windsor, sabato 18 maggio. Cioè a un anno esatto dalle nozze di Harry&Meghan. Non sappiamo quanti e quali membri della royal family saranno presenti – dato che gli sposi non hanno partecipato al matrimonio dei Sussex, ma a quello di Eugenie con Jack Brooksbank sì – però nel caso per William si riproporrebbe lo stesso problema dell’anno scorso, perché quella stessa sera c’è a Wembley la FA Final Cup, che è il torneo di calcio più importante del Regno Unito, di cui tra l’altro il principe è presidente. Stadio o matrimonio della cugina? Nessun uomo dovrebbe essere davanti a un dilemma simile.

La foto del giorno

Ricordate l’abito che Eugenie indossò la sera del suo matrimonio, per il ricevimento nel Royal Lodge a Windsor, residenza di suo padre il Duca di York? Quell’abito di seta color beige rosato, per la cui creazione lo stilista Zac Posen ha dichiarato di essersi ispirato alle rose inglesi? Quello di cui esiste una sola foto frontale, per cui ci siamo a lungo chiesti come fosse davvero il modello, visto a tutto tondo? Ebbene, stiamo per scoprirlo! eugenie evening dressDa oggi e fino al 22 aprile al castello di Windsor sono esposti gli abiti nuziali di Eugenie e Jack, compresa la favolosa Greville Emerald Kokoshnik Tiara (e ci speravo) ma anche il famoso abito da sera; questa è una sorpresa, non me l’aspettavo e ne sono deliziata. Dunque, nel breve giro di quattro settimane io vedrò tutto, e voi saprete tutto in tempo reale! Non siete felici?

A Royal Calendar – 12 febbraio 1951 (prima parte)

Teheran e l’Iran tutto sono in festa per le nozze del sovrano, il trentunenne Shah Mohammad Reza Pahlavi, con Soraya Esfandiari Bakhtiari. soraya wedding 6Il giovane monarca siede sul trono del pavone già da quasi dieci anni: nel 1941 Inglesi e Russi hanno invaso il paese, che ha buoni rapporti con la Germania, temendo che l’Iran, nonostante sia neutrale, possa favorire il Reich. E poi i Russi hanno bisogno del cosiddetto corridoio persiano per ricevere rifornimenti bellici dagli Alleati. E naturalmente, il sottosuolo è ricco di petrolio. Reza Shah viene mandato in esilio, e il 16 settembre è il principe ereditario a diventar Re dei Re.

C’è anche una regina: due anni prima Mohammad ha sposato la principessa Fawzia, figlia del re d’Egitto; sembra che le nozze siano state “incoraggiate” da Kemal Atatürk in persona, per favorire la stabilità dell’area. shah fawziaNasce la figlia Shahnaz ma il matrimonio non è felice; Fawzia soffre i pessimi rapporti con la suocera, da cui si sente disprezzata, e soprattutto i ripetuti tradimenti del marito (a tal proposito mi sembra di ricordare che molti anni dopo Oriana Fallaci, nel corso di un’intervista al sovrano, discusse animatamente con lui riguardo al suo atteggiamento nei confronti delle donne). Appena può, Fawzia se ne torna in Egitto, lasciando a Teheran la bambina e il titolo di regina; nel 1948 il divorzio è ufficiale.

Il re cerca una nuova moglie, e inizia un tourbillon di candidate che gli vengono presentate di persona o in foto, finché sulla scena appare Soraya. Nata a Isfahan diciotto anni prima, suo padre Khalil appartiene all’antico clan Esfandiari-Bakhtiari, che in passato è stato aspramente combattuto dal vecchio Shah; per evitargli problemi in gioventù è stato allontanato dall’Iran e mandato a studiare in Germania. Qui si è innamorato di una ragazza tedesca di origine russo-ebraiche, Eva Karl, e l’ha sposata. SorayaAge5L’evoluzione degli eventi sociopolitici degli anni ’30 e la guerra che ne segue spingono  la famiglia a spostarsi tra l’Europa e l’Iran; nel 1947 infine si trasferisce in Svizzera. Qui Soraya completa i suoi studi e perfeziona il francese, che ora parla fluentemente; non così l’inglese, ed è per questo che decide di trascorrere l’estate del 1950 a Londra.

A Teheran intanto anche la regina madre è a caccia di una sposa per il figlio – perché puoi essere Re, e pure Re dei Re, ma tua madre a trovarti una fidanzata ci proverà sempre – e chiede a una sua intima amica del clan Bakhtiari se tra loro c’è una candidata possibile. Alla signora viene in mente una nipote appena tornata dall’Europa che in Svizzera ha incontrato Soraya e ne parla entusiasticamente. La regina chiede una fotografia della fanciulla, che viene raggiunta a Londra; finalmente il ritratto c’è, però impiega un tempo lunghissimo per raggiungere l’Iran.SorayaSwitzerland Prima ancora che arrivi questa benedetta fotografia, la principessa Shams, sorella maggiore dello Shah, parte a sua volta per Londra, per incontrare altre possibili candidate. Quando conosce Soraya invia un messaggio urgente alla madre per annunciarle che la ricerca è finita; Soraya è colta, beneducata, poliglotta, ha maniere perfette: è nata per essere regina. Intanto a Teheran arriva la famosa fotografia: Soraya è anche bellissima, e lo Shah vuole conoscerla.

Cerimonia, abito e fine della storia li trovate qui: A Royal Calendar – 12 febbraio 1951 (seconda parte)